Il governo tedesco: “La Chiesa è oggi un modello nella lotta agli abusi”

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La Commissaria tedesca si esprime sui forti progressi della Chiesa nella lotta agli abusi, indicandola come modello per altri enti e associazioni.


 

La Chiesa cattolica un modello nella prevenzione degli abusi.

Lo dichiara Kerstin Claus, commissaria indipendente del governo federale tedesco per le questioni relative alla pedofilia.

Lei stessa vittima di abusi da parte di un pastore protestante nel 1984, dal 2022 presiede il Commissariato federale indipendente contro gli abusi sessuali su minori e giovani (UBSKM), nominato dal Ministero della famiglia in Germania.

 

Lotta agli abusi: la Chiesa un modello

In una recente intervista, Claus ha riconosciuto la creazione all’interno del mondo ecclesiastico cattolico di «un alto livello di competenza e una cultura della vigilanza» che, non solo prevengono «gli abusi sessuali su bambini e giovani, ma creano anche spazi sicuri per bambini e giovani esposti a violenza in ambito familiare».

Oggi, ha proseguito la commissaria federale, dopo anni di lavoro sul tema, le «istituzioni cattoliche possono dare un impulso importante ad altre organizzazioni che operano a livello locale con bambini e giovani, siano esse associazioni o enti commerciali».

Secondo la responsabile governativa, poche realtà sociali hanno affrontato il problema con un’intensità paragonabile a quella sviluppata dalla Chiesa negli ultimi anni. Così, oggi, in molte parrocchie vi è un livello di prevenzione maggiore «rispetto a quanto si verifica a livello comunale».

 

Parrocchie sono gli ambienti più sicuri

Un giudizio, quello di Kerstin Claus, che trova eco anche fuori dalla Germania.

In Spagna, ad esempio, la federazione FAPMI-ECPAT España aveva già denunciato il rischio di “due pesi e due misure” nel trattamento mediatico del fenomeno degli abusi, osservando come l’attenzione pubblica si concentri quasi esclusivamente sulla Chiesa, mentre il problema coinvolge in misura molto più ampia l’intera società.

Ulteriori elementi sono arrivati dalla Fundación ANAR, storica organizzazione spagnola di supporto ai minori vittime di violenza.

Un suo rapporto sugli abusi registrati tra il 2008 e il 2019 indicava che solo lo 0,2% dei casi denunciati riguardava sacerdoti, mentre la maggioranza degli abusi avveniva in ambito familiare o sociale.

Il report sottolineava inoltre che parrocchie e istituzioni cattoliche risultavano tra gli ambienti statisticamente più sicuri e controllati.

 

 

Resta evidente che anche un solo abuso costituisce un fatto gravissimo, soprattutto quando coinvolge figure religiose.

Ma il riconoscimento proveniente da autorità civili europee certifica ormai un cambiamento significativo.

Autore

La Redazione

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