Ora anche la pedofilia diventa “variante naturale della sessualità”

In Canada alcuni parlamentari hanno proposto di modificare le leggi contro la pedofilia ed esperti di psicologia hanno sostenuto che essa è una “variante naturale della sessualità” paragonabile all’omosessualità.

E’ accaduto il 14 febbraio scorso e gli esperti in questione sono il dottor Vernon Quinsey, professore emerito di psicologia presso la Queen’s University e il dottor Hubert Van Gijseghem, ex professore di psicologia presso l’Università di Montreal. Da qualche anno esistono orientamenti sessuali che sono definiti “perversioni” (come il feticismo, la zoofilia, la coprofilia, la necrofilia…) e orientamenti sessuali che sono “varianti naturali della sessualità umana”. Quando un orientamento sessuale passa dalla prima alla seconda categoria, spiega Roberto Marchesini su Libertà e Persona deve essere immediatamente accettato con tutte le sue conseguenze. Infatti il dottor Van Gijseghem ha aggiunto che non è possibile modificare questo orientamento e il solo tentativo è una pazzia, come il tentativo di cambiare qualunque altro orientamento sessuale. Il parallelismo con l’omosessualità è evidente per tutta l’udienza e infatti uno dei parlamentari, l’onorevole Lemay, commenta: «Ricordo un periodo, non troppo tempo fa, quando l’omosessualità era considerata una malattia. È ormai accettato, la società ha accettato, e anche se alcuni si rifiutano di riconoscerlo, è accettato». Lo psicologo conferma: «Certamente la pedofilia va paragonata all’omosessualità o all’eterosessualità. Come questi due orientamenti, anche i pedofili non cambiano il loro orientamento sessuale» (cfr. LifeNews 28/2/11).

In altre parole, è solo questione di tempo: prima o poi la società sarà pronta (abbastanza matura? Libera da moralismi di tipo religioso?) ad accettare anche la pedofilia come “variante naturale della sessualità umana”. In realtà, si legge su Greeley Gazete, nel luglio del 2010 la Harvard Health Publications ha dichiarato ufficialmente che «la pedofilia è un orientamento sessuale e difficilmente cambierà». E’ riportato anche il pensiero di Milton Diamond, docente dell’Università delle Hawaii, direttore del Centro del Pacifico di “Sesso e Società” e sostenitore dell’accesso degli omosessuali al servizio militare, il quale ha dichiarato che «la pedopornografia potrebbe essere vantaggiosa per la società, perché i pedofili potrebbero usarla come sostituto al sesso con i bambini». Linda Harvey ha invece dichiarato che «gruppi di sostenitori dei diritti dei gay stanno tentando di aprire la sessualità ai bambini in giovane età. Ci sono anche centri di comunità gay in Ohio che accettano bambini di 10 o 11 senza il consenso dei genitori».

Del resto, -continua Marchesini- gli argomenti usati per convincere l’opinione pubblica che l’omosessualità sia una “variante naturale della sessualità umana” valgono anche per la pedofilia: la pedofilia era diffusa in società molto diverse e lontane dall’attuale (antica Grecia), “quindi” è naturale. Il dottor Kinsey, nei suoi rapporti (“Il comportamento sessuale della donna”, Bompiani, Milano 1956, pp. 159-160), spiega che non c’è nulla di strano in rapporti sessuali tra bambini ed adulti, a parte l’allarmismo ingiustificato da parte di genitori, assistenti sociali e poliziotti che traumatizzano, loro si, non i pedofili, i bambini. Ha continuato lo psicologo durante l’audizione: «La verità è che i pedofili hanno una preferenza esclusiva per i bambini, ed è come avere un orientamento sessuale».

Nel 1994 anche la pedofilia egosintonica (come l’omosessualità egosintonica nel 1980) è stata tolta dal DSM, il manuale diagnostico dell’American Psychiatric Association. Salvo, poi, essere nuovamente inserita nella successiva edizione a causa delle proteste da parte delle associazioni di genitori. Come ha detto l’onorevole Lemay, la società non è ancora pronta.

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