Card. Marx, il tradimento di Fiducia supplicans non vale i tuoi 14mila€
- Ultimissime
- 24 Apr 2026

Cosa dice Fiducia supplicans, com’è nata e perché i vescovi tedeschi la stanno tradendo. In prima fila il faraonico progressista card. Reinhard Marx.
Si inizia a forzare la mano.
L’arcivescovo di Monaco e Frisinga, il card. Reinhard Marx ha incaricato i suoi sacerdoti e gli operatori pastorali ad adottare ufficialmente le linea guida tedesche che prevedono benedizioni verso coppie irregolari.
Direttive contenute nel testo “La benedizione rafforza l’amore“ che però contraddicono apertamente le indicazioni del documento magistriale “Fiducia supplicans”.
Ieri sera infatti Leone XIV è subito intervenuto: «La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie» irregolari «oltre a quanto specificamente permesso da Papa Francesco».
Il Sinodo tedesco vs Fiducia supplicans
Il documento tedesco infatti, emerso dal Sinodo dei vescovi locali, prevede che i ministri benedicano tutte le coppie che si amano, comprese quelle dello stesso sesso e di divorziati risposati, inserendo questa celebrazione in contesti strutturati, musiche sacre, letture bibliche e una determinata forma celebrativa.
Esso prevede infatti di accontentare tutte le «coppie che chiedono la benedizione per la loro unione» e «per la loro relazione».
Al contrario, Fiducia supplicans indica che tale benedizione è prevista solo per coppie irregolari «che non rivendicano la legittimazione di un proprio status», un gesto che «non pretende di sancire né di legittimare nulla» ma permette alle persone di «sperimentare la vicinanza del Padre» e le invita «a invocare lo Spirito Santo perché i valori del Vangelo possano essere vissuti con maggiore fedeltà».
Pur prevedendo che tali benedizioni non debbano essere confuse «con la celebrazione liturgica del sacramento del matrimonio», le linee guida tedesche garantiscono un’«estetica complessiva (inclusi musica e canti)» che testimoni «la stima verso le persone che chiedono la benedizione».
A tal fine, i ministri devono scegliere «testi biblici adatti da recitare e interpretare durante la benedizione», concludendo il gesto con «una lode a Dio».
Questa strutturazione solenne, però, è radicalmente contraria a ciò che si legge nel documento vaticano, dove invece si ammonisce più volte che la benedizione «non deve essere inserita in un rito liturgico», deve essere spontanea e «non ritualizzata» per evitare «che diventi un atto liturgico o semi-liturgico» e perciò «non si deve né promuovere né prevedere un rituale per le benedizioni di coppie in una situazione irregolare».
“Fiducia supplicans” entra ancor più nei dettagli quando «per evitare qualsiasi forma di confusione o di scandalo» richiede che la benedizione di coppie irregolari «mai verrà svolta contestualmente ai riti civili di unione e nemmeno in relazione a essi. Neanche con degli abiti, gesti o parole propri di un matrimonio».
Il chiarimento del prefetto
Nel successivo chiarimento fornito dal prefetto card. Fernández, datato 04/01/2024, si specifica ulteriormente che si tratta solo di «brevi e semplici benedizioni pastorali (non liturgiche né ritualizzate) di coppie irregolari (non delle unioni), senza forma liturgica che non approvano né giustificano la situazione in cui si trovano queste persone».
Fernández spiega ancora che tali benedizioni sono un «semplice gesto di vicinanza pastorale» per «promuovere l’apertura a Dio in mezzo alle più diverse circostanze» e non, al contrario, «una consacrazione della persona o della coppia che le riceve» o «una giustificazione di tutte le sue azioni», tanto meno «una ratifica della vita che conduce».
Per questo, la Congregazione per la Dottrina della fede prevede linee guida pratiche molto stringenti:
- Benedizioni molto brevi, di pochi secondi (10-15 secondi massimo)
- Senza Rituale e senza Benedizionale;
- Durante il gesto viene richiesto al Signore «pace, salute e altri beni per le persone che la richiedono» perché «possano vivere il Vangelo di Cristo in piena fedeltà e che lo Spirito Santo possa liberare queste due persone da tutto ciò che non corrisponde alla sua volontà divina e di tutto ciò che richiede purificazione»;
- Non devono essere «un’“approvazione” né la ratifica di qualcosa», neppure un’assoluzione ma «unicamente la risposta di un pastore a due persone che chiedono l’aiuto di Dio»;
- Non devono avvenire «in un posto importante dell’edificio sacro o di fronte all’altare, perché anche questo creerebbe confusione»
Se dunque la Chiesa ammette benedizioni “spontanee o pastorali” alle coppie irregolari, i vescovi tedeschi traducono con benedizioni “liturgiche o ritualizzate” per le unioni irregolari.
Da dove nasce Fiducia supplicans
È molto probabile che il documento “Fiducia supplicans” sia nato proprio per frenare la tendenza di molte diocesi, tra cui quelle tedesche, a celebrare benedizioni liturgiche per le coppie irregolari in modo pubblico e organizzato.
Lo si capisce dal timing.
Nel 2021, infatti, il Vaticano tentò di intervenire per limitare il fenomeno, ma la reazione tedesca fu di protesta, con l’organizzazione di celebrazioni pubbliche finalizzate proprio a quel tipo di benedizioni.
Nel marzo 2023, i partecipanti al Cammino sinodale tedesco hanno quindi richiesto l’introduzione ufficiale di cerimonie di benedizione in tutte le parrocchie tedesche, arrivando a preparare un vero e proprio modello rituale, molto simile a quello nuziale.
Pochi mesi dopo, nel dicembre 2023, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha quindi pubblicato “Fiducia supplicans” per intervenire sulla questione in maniera autoritativa e vincolante.
Una presa di posizione che, come è stato ricostruito, ha turbato la Conferenza episcopale tedesca, la quale ha rinunciato alla pubblicazione delle linee guida richieste dal Cammino sinodale almeno fino al 23 aprile 2025, due giorni dopo la morte di Papa Francesco.
Pur riportando la data del 4 aprile, quando Bergoglio si trovava già in condizioni di salute molto precarie, molti hanno ritenuto evidente che i vescovi tedeschi abbiano atteso una fase di interregno papale per pubblicare il testo, che sfida apertamente le restrizioni poste da “Fiducia supplicans”.
Il card. Marx e i 30 denari
Oggi il card. Marx, leader della cordata progressista tedesca, ha richiesto l’applicazione ufficiale del modello rituale emerso dal Sinodo tedesco nella sua diocesi.
Il cardinale quindi intende sfidare apertamente Roma mentre in patria è già fortemente criticato per il faraonico stipendio mensile fornito dallo Stato in quanto funzionario pubblico.
Mentre i suoi colleghi italiani ricevono circa 4.000€ lordi (e i sacerdoti arrivano a malapena a 1.200€ mensili), Marx beneficia di 14mila euro mensili.
Molti, ma certamente valgono meno di 30 denari.
















9 commenti a Card. Marx, il tradimento di Fiducia supplicans non vale i tuoi 14mila€
Grande Leone che ha riaffermato la Retta Dottrina; riguardo il resto, siamo al ribadire delle comiche: da quando una benedizione si misura a tempo?
Questa volta sono d’accordo con te per il linguaggio inusuale, addirittura indicando il numero di secondi. Credo però che renda molto meglio l’idea rispetto a un generico “devono essere brevi”
Non è questione che “devono essere brevi”, è questione che non ci devono proprio esserci benedizioni particolari né per le coppie gay né per quelle irregolari, a meno che non la chiedano per essere aiutati dalla Grazia “a cercare la conversione nella propria vita”!
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Domanda (Verena Schalter, German Radio, in inglese):
«Santo Padre, congratulazioni per il suo primo viaggio papale nel Sud globale. Abbiamo visto molto entusiasmo, persino euforia. Immagino che sia stato molto commovente anche per lei. Vorrei sapere come valuta la decisione del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, che ha permesso nella sua diocesi la benedizione di coppie dello stesso sesso. E, alla luce delle diverse prospettive culturali e teologiche, soprattutto in Africa, come intende preservare l’unità della Chiesa universale su questo tema?»
Risposta del Papa:
«Prima di tutto, credo sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno alle questioni sessuali. Tendiamo a pensare che, quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema sia quello sessuale; in realtà, credo che esistano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa: tutte cose che, a mio avviso, hanno la priorità rispetto a questo tema particolare.
La Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi. Ha chiarito che non siamo d’accordo con la formalizzazione delle benedizioni di coppie – in questo caso coppie omosessuali, come lei ha chiesto – o di coppie in situazioni irregolari, oltre quanto fu specificamente permesso da Papa Francesco quando disse che “tutte le persone possono ricevere benedizioni”.
Quando un sacerdote dà la benedizione alla fine della Messa, quando il Papa benedice alla fine di una grande celebrazione, come quella che abbiamo avuto oggi, sono benedette tutte le persone. La famosa espressione di Francesco, “tutti, tutti, tutti”, è l’espressione della fede della Chiesa: tutti sono accolti, tutti sono invitati. Tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nella propria vita.
Se oggi andiamo oltre questo, penso che l’argomento rischi di creare più disunità che unità. Dobbiamo cercare modi per costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna. È così che risponderei alla sua domanda.»
https://www.youtube.com/watch?v=cxoUx96HLNA&t=952s
Se ascolti bene, forse per un lapsus, dal minuto 15:50 dice: “… Francis’ infamous, famous well known expression of tutti, tutti, tutti…”;
“infamous”, ovviamente, nella trascrizione italiana ufficiale è stato eliminato!
Questa è l’ovvia conseguenza del fare spallucce al foro che si è aperto nella diga, vaneggiando che il foro rimanga piccolo. Invece, com’era largamente prevedibile, il foro è prima diventato una falla e poi un breccia, dalla quale l’acqua sta fuoriuscendo a tutta forza (nel caso di specie: a tutta birra…).
Ma per i vescovi tedeschi, naturalmente, non è prevista nessuna procedura che li mandi al tribunale ecclesiastico per aperta violazione della dottrina. Il vero motivo? Se ne ha una fottutissima paura: dopo averli lodati in lungo e in largo (Kasper e lo stesso Marx erano i pupilli più in voga, do you remember?, chiamati a tromboneggiare in convegni e incarichi a gogo), ora si scopre che sono potenti e non proprio malleabili. Dal vaticano, in tutti questi anni nei quali la deriva era sempre più evidente, una serie di musi lunghi, di disapprovazioni, di “presa di distanze” (manco fossimo a un congresso correntizio di democristiana memoria) ma mai un provvedimento disciplinarmente serio.
Tucho Besame Mucho Fernandez, invece è una macchietta da avanspettacolo: benedire gay? sì, ma singolarmente (come se guardando una bicicletta si possa pensarla come due ruote distinte e indipendenti) e per non troppo tempo, non sia mai che il timer della benedizione sfori e possano pensare che si tratti di qualcos’altro. Che ridicolaggine.
Diciamola tutta: Fiducia Supplicans e le altre che l’hanno preceduta hanno in sé il veleno sottile del voler piacere al mondo: i divorziati risposati, la fratellanza (religiosa) universale, la green religion e, da ultimo, le benedizioni a todo el mundo (ma a tempo, ha la scadenza tipo lo yogourth).
A voler piacere a Dio e, nondimeno, per la salvezza delle anime, si dovrebbe invece far presente che l’adulterio è sempre peccato, che il Nostro Signore è Gesù Cristo e solo in Lui c’è la salvezza e non in un dio buono per tutti i gusti, che il creato (con pachamame annesse) non è una divinità da ossequiare, e che la benedizione ha il senso che le parole suggeriscono (dire bene) e che non va utilizzata come il sacchetto delle patatine. Ma ormai sono diventati argomenti tabù in quanto “divisivi” (come se Gesù fosse accomodante). La “inclusione a prescindere” è il nuovo mantra, ben sostenuto da coloro che – da fuori – applaudono al “rinnovamento” della Chiesa (ma non si sognano nemmeno di entrare a farvi parte). E’ il “nemmeno io ti condanno”, scremato e ripulito dal seccante “va e non peccare più”.
Va beh Sebastiano, è un commento identico che va bene per tutte le occasioni. Episodi complessi buttati lì con superficialità solo perché li trovi scritti da Aldo Maria Valli e altri benevacantisti.
Tra l’altro neanche ti sei accorto che il tuo commento contraddice il motivo per cui è nata Fiducia supplicans e che è spiegato nell’articolo.
Quindi neanche leggi e appena vedi scritto Fiducia supplicans ti butti a scrivere il solito commento che ormai hai imparato a memoria con tutte le ossessioni varie (Pachamama, voler piacere al mondo, catastrofismo spicciolo, richiesta di scomuniche come fossero caramelle ecc )
Totalmente d’accordo su tutto. Oltretutto, catastrofismo profondamente anticristiano, perché per la nostra ben fede che la Chiesa sia guidata dallo Spirito.
Il solito inciampo di tradizionalisti e progressisti: quando la Chiesa non fa come vogliono loro, piangono e pretendono di portare via il pallone perché non gli piace più il gioco.
A Panthom e a Francesco.
Mi siete simpatici. Siete esempi perfetti di coloro che, non volendo discutere nel merito, si impegnano a buttarla in caciara e ad aggiungere qualche ammiccante insultino per l’interlocutore, a “mo’ di sale e pepe quanto basta”: dal “commento identico” alla “scopiazzatura”, al “catastrofismo spicciolo” (pachamamico compreso) o alle “scomuniche come caramelle”.
Quando, caso mai, voleste parlare di fatti e documenti, sono sempre disponibile.
Nel frattempo dovreste spiegare perché è tollerato (e lasciamo perdere i buffetti da sala stampa, servono misure serie, non mugugni o malumori) che un Cardinale della Chiesa Cattolica (e non esattamente un oscuro viceparroco di campagna) scriva e decida apertamente (ormai invasato anche lui dallo slogan arcobalenico del loveislove, come ha persino espressamente dichiarato a giustificazione del suo delirante documento) in netto contrasto con l’insegnamento della Chiesa Cattolica , preceduto e seguito dalle laudationes di una quasi intera conferenza episcopale (ve la ricordate la famosa giornata – di disobbedienza che più aperta non si può – delle benedizioni teutoniche di tutte le coppie?). Cos’altro dovrebbe succedere per parlare di scisma aperto? O credete che i vescovi tedeschi desistano perché da oltretevere fanno spallucce?
Nel merito di Fiducia Supplicans (e di quanto è scritto nell’articolo, che ho letto più volte anche se voi insinuate il contrario), ne ho espresso chiaramente l’inutilità (le “precisazioni” sono una barzelletta del tipo “pezza peggiore del buco”, spero che almeno su questo concorderete): il “dire-bene” di relazioni che la dottrina della Chiesa non approva è un cortocircuito lampante.
Episodi complessi? Può essere, ma sono chiarissimi nella loro gravità, e compito della Chiesa dovrebbe essere quello di correggerli finché c’è tempo e non lasciare che il costume si incancrenisca a tal punto che poi la consuetudine li renda accettabili (come di fatto sta accadendo, guardatevi attorno).
Superficialità? E cos’altro dovrei scrivere, in un intervento di commento, un trattato teologico? Ossessioni (tipo pachamama)? beh, leggetevi questo:
Giusto per non farvi prendere in inganno: non è un documento del solito gruppuscolo pagano-ambientalista. E un’iniziativa dei gesuiti della Cantabria, della Rioja, dei Paesi Baschi e della Navarra in Spagna (https://infoaticana.com/2025/05/20/los-jesuitas-de-la-provincia-espanola-rezan-a-la-pachamama/). E allora fatevi due domande:
1) vi sembra un testo e un’iniziativa cattolica?
2) Se, come io immagino, ritenente di no, qual è stata la reazione delle autorità ecclesiastiche (madrilene e romane)?
Ecco, magari poi potremo continuare a parlare di ossessioni. Sì, ma quelle di cercare di far finta che non esista lo schifo che avanza indisturbato.
Ad abundantiam, leggetevi pure la dichiarazione dell’ex presidente della conferenza episcopale tedesca (anche lui non esattamente un fraticello sconosciuto), mons. Georg Batzing, riportata su Il Foglio di oggi 1 maggio 2026: “…gli operatori pastorali…sono incoraggiati a organizzare celebrazioni di benedizione con le coppie”.
Tradotto in pillole: “la carta con i richiami del Papa la usiamo per avvolgerci i wurstel”.
Ad altri disobbedienti è calata la mannaia del tribunale ecclesiastico, con annessa accusa di scisma e conseguente scomunica. A questi, che trattano il Papa alla stregua di un fastidioso venditore di pentole, neanche uno scapellotto sul collo.
Ma davvero vi pare normale?