Libano, i militari italiani ricollocano il crocifisso profanato

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Un gesto inatteso dei nostri soldati in Libano. Dopo la distruzione da parte di un militare israeliano, i colleghi italiani sono intervenuti per installare una nuova croce.


 

Un gesto inaspettato!

A meno di 48 ore dalla distruzione, un nuovo crocifisso nel sud del Libano è stato ricollocato grazie all’intervento dei militari italiani della missione ONU UNIFIL.

Prima dell’installazione, il nunzio apostolico mons. Paolo Borgia ha raggiunto la chiesa di Debel per benedire la statua, in un momento carico di significato per la comunità locale.

 

La distruzione della croce

L’episodio aveva suscitato un’ondata di indignazione internazionale, coinvolgendo autorità religiose, governi e opinione pubblica.

Il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha commentato l’azione come «un grave affronto alla fede cristiana che si aggiunge ad altri episodi segnalati di profanazione di simboli cristiani da parte di soldati dell’Idf nel Sud del Libano».

Su UCCR avevamo collegato l’accanimento dei soldati israeliani proprio con diversi altri episodi in cui il crocifisso è diventato il bersaglio preferito da parte di laicisti, femministe e islamisti radicali.

L’esercito israeliano aveva subito riconosciuto l’accaduto, definendolo incompatibile con i propri valori e avviando un’indagine interna e prendendo provvedimenti contro i responsabili. Le autorità politiche, incluso il primo ministro Benjamin Netanyahu, hanno espresso rammarico e condannato pubblicamente l’atto.

 

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Israele non ha sostituito il crocifisso

In un primo momento, le stesse forze israeliane avevano annunciato di aver sostituito il simbolo cristiano.

Ma non era vero. La nuova installazione era una piccola croce appoggiata ad un albero vicino al luogo in cui è stato distrutto il crocifisso originario.

 

L’intervento dei militari italiani

È stato necessario l’intervento dei militari italiani, in coordinamento con la popolazione locale, a riportare una nuova croce conforme a quella distrutta, reinstallata nel punto esatto dell’originale.

In un fermo immagine abbiamo individuato un piccolo ma commovente gesto di un soldato che, nel trasferire la nuova statua, bacia il Cristo sulla fronte.

 

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Autore

La Redazione

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