“L’evoluzione indica Dio”: la tesi di un biologo ex ateo

evoluzione dio

Il nuovo libro del biologo e biochimico Sy Garte raccoglie i suoi pensieri sul fatto che l’evoluzione sia un forte indicatore della maestà di Dio


 

Un noto biochimico statunitense sostiene che la moderna ricerca biologica non contraddice il cristianesimo, ma può addirittura rafforzarne la plausibilità.

È questa la tesi centrale del nuovo libro Beyond Evolution: How New Discoveries in the Science of Life Point to God, pubblicato nell’agosto 2025.

L’autore è Sy Garte, scienziato con una lunga carriera accademica alle spalle e un percorso personale che lo ha portato dall’ateismo alla fede cristiana.

Garte ha insegnato come professore presso facoltà prestigiose come la New York University, la Rutgers University e l’Università di Pittsburgh.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre 200 articoli scientifici in campi come la genetica, l’epidemiologia molecolare e la biologia ambientale, ricoprendo anche ruoli di responsabilità negli Istituti Nazionali di Sanità degli Stati Uniti.

 

«L’evoluzione? Indica la maestà di Dio»

Nel suo nuovo lavoro, il biochimico affronta uno dei temi più discussi nel rapporto tra fede e scienza: l’evoluzione biologica.

Secondo Garte, molti cristiani temono che la teoria evolutiva renda impossibile credere alla visione biblica della creazione.

Tuttavia, sostiene che questo timore nasce da un equivoco. «La premessa di questo libro», scrive, «è che la scienza biologica convenzionale non solo è compatibile con la fede cristiana, ma è anche un forte indicatore della maestà di Dio».

Nel libro Garte critica in particolare il cosiddetto “naturalismo riduzionista”, cioè l’idea secondo cui la vita può essere spiegata esclusivamente attraverso processi materiali e casuali.

Secondo il biochimico, le ricerche più recenti stanno mostrando un quadro più complesso.

Concetti come teleologia, cognizione e agency – cioè forme di comportamento orientate a uno scopo presenti negli organismi viventi – stanno tornando al centro della discussione scientifica e potrebbero aprire nuovi modi di comprendere l’origine e lo sviluppo della vita.

Garte definisce l’evoluzione come «indiscutibilmente reale», ma ritiene che non sia il principio ultimo che spiega la complessità biologica.

Piuttosto, scrive, essa dipenderebbe da processi più fondamentali, come i meccanismi di autoriproduzione e di trasmissione ereditaria ad alta precisione presenti negli organismi viventi.

 

L’inutile conflitto con l’evoluzione va superato

Su questo lo scienziato invita i cristiani a superare le divisioni interne sull’argomento.

Continuare a discutere se l’evoluzione sia vera o falsa, sostiene, rischia solo di creare conflitti inutili, mentre la teoria evolutiva contemporanea – ormai diversa dal vecchio paradigma neodarwiniano riduzionista– può essere compresa in modo compatibile con una visione teistica del mondo.

Alcuni mesi fa abbiamo intervistato un collega italiano di Garte, il prof. Paolo Tortora, ordinario di Biochimica presso l’Università di Milano Bicocca. Anche lui ha condiviso la stessa posizione dello scienziato statunitense, entrando nel dettaglio sulla piena compatibilità.

 

Il percorso da ateo marxista a cristiano

Tornando a Garte, il suo percorso personale contribuisce a rendere il suo messaggio particolarmente significativo.

Cresciuto in una famiglia fortemente atea e marxista, racconta di essere arrivato alla fede cristiana solo in età adulta dopo una lunga riflessione sulla relazione tra scienza e spiritualità.

Oggi è impegnato nel promuovere un dialogo tra le due dimensioni, convinto che la contrapposizione tra fede e ricerca scientifica sia in gran parte un mito culturale.

Autore

La Redazione

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10 commenti a “L’evoluzione indica Dio”: la tesi di un biologo ex ateo

  • lorenzo ha detto:

    Quello che mi dispiace è che anche molti scienziati si siano adeguati al grosso inganno di definire evoluzione sia:
    – l’adattamento delle varie specie all’ambiente, dimostrata scientificamente e definita microevoluzione;
    – il salto di specie, mai dimostrato scientificamente e definita macroevoluzione.

    • Panthom ha risposto a lorenzo:

      Nuova puntata: lorenzo vs scienziati

      Se vi siete persi le puntate precedenti potete subito rimediare ascoltando: lorenzo vs teologi e lorenzo vs storici.

      • lorenzo ha risposto a Panthom:

        Invece del tuo sarcasmo, prova a smentirmi entrando nel dettaglio: se non ne sei in grado, almeno abbi l’accortezza di non commentare a vanvera!

        • Panthom ha risposto a lorenzo:

          Non te la prendere, mi fa solo ridere il convincimento quotidiano di poter rispondere senza alcun titolo ai “molti scienziati” e ieri “agli storici”.

          Come l’idraulico di Montebello vicentino che in questo momento sta argomentando i motivi per cui gli astrofisici sbagliano sulla formazione dei buchi neri.

          Non userò il mio tempo per dibattere con lui e nemmeno con te. Faccio solo un sorriso e basta.

          • lorenzo ha risposto a Panthom:

            Ma ci sei o ci fai?
            Io ti ho chiesto di entrare nel merito delle mie affermazioni e tu, come la famosa volpe, mi rispondi :”Ὄμφακές εἰσιν”!?

          • Panthom ha risposto a Panthom:

            Dimmi la verità: tu useresti il tuo tempo per portare prove al panettiere di Pavia che sostiene che gli scienziati sbagliano a sostenere che l’universo è in espansione?

          • lorenzo ha risposto a Panthom:

            Ὄμφακές εἰσιν

    • G.B. ha risposto a lorenzo:

      Il salto di specie è un dato di fatto. I fossili provano in modo inequivocabile che lungo tutta la storia del pianeta sono comparse nuove specie e se ne sono estinte altre. COME questo sia avvenuto è un’altra questione, sono d’accordo che a tutt’oggi manca una spiegazione veramente soddisfacente.

      Ma non considero soddisfacente nemmeno l’ipotesi che ogni singola specie sia stata creata da un intervento diretto di Dio, sarebbe come dire che deve continuamente “correggere” il mondo che ha creato perché non è stato capace di farlo come si deve fin dall’inizio.

      • lorenzo ha risposto a G.B.:

        Il salto di specie è solo un’ideologica teoria scientifica che, come anche affermi tu, ad oggi rimane priva di prove scientifiche: i fossili dimostrano solo che quella determinata specie aveva quelle determinate caratteristiche, ma non dimostra il salto di specie.
        Ogni singola specie è stata voluta da Dio con le caratteristiche peculiari che la distinguono dalle altre specie, ed appare al momento opportuno per una Parola/legge stabilita al momento stesso della creazione: quando la scienza capirà a cosa serve esattamente quel 98-99% di DNA definito “spazzatura”, capirà il salto di specie.

        • G.B. ha risposto a lorenzo:

          I fossili dimostrano che quella specie in quel momento c’era, in altri momenti non c’era e ce n’erano altre.
          Come nasce una nuova specie, se non con un salto di specie?
          Ogni singola specie è voluta da Dio e appare al momento opportuno: su questo siamo d’accordo, quello che non mi convince è che ci voglia un miracolo ogni volta. Credo che anche tu la pensi allo stesso modo visto che parli di legge stabilita “al momento della creazione”. Ma questo vuol dire che la nascita di una nuova specie avviene in accordo con le leggi fisiche, cioè che deve esserci una spiegazione scientifica, anche se non è quella di Darwin.