Neonati rubati, crolla la grande bufala contro la Chiesa
- Ultimissime
- 07 Apr 2026

Una ricerca forense affonda la fake news dei 300mila neonati rubati in Spagna durante il regime franchista, con complicità della Chiesa. Una falsa notizia gonfiata dai media.
Per anni è stata una delle accuse più gravi rivolte alla Chiesa cattolica in Spagna.
Quella di aver partecipato sistematicamente al traffico dei cosiddetti 300.000 neonati rubati, sottratti alle madri e affidati ad altre famiglie durante il franchismo e nei decenni successivi.
Tutto falso, uno studio forense appena pubblicato ha smentito tutto, dimostrando l’enormità della bufala.
Non solo è stata screditata definitamente la cifra ma anche l’intero impianto narrativo
I media e la fake news contro la Chiesa
Eppure, come sempre, i media avevano sparato altissimo.
Nel 2022 il “New York Times” scriveva, ad esempio: «Durante il regime di Francisco Franco, migliaia di neonati vennero segretamente sottratti agli ospedali e venduti a ricche famiglie cattoliche. Ora stanno iniziando a venire alla luce le loro storie».
Nel 2023 “DW” pubblicò un articolo simile con il più classico dei titoli: “Bambini rubati: un capitolo oscuro nella storia della Chiesa cattolica“.
In Italia, il portale “Arte.tv” titolava nel 2022: “Bambini rubati. La Spagna di Franco e la Chiesa”.
Addirittura il giornalista Piero Badaloni, ex conduttore di un programma su TV2000, è autore del libro “In nome di Dio e della patria” (Castelvecchi 2013), nel quale riporta la cifra dei trecentomila neonati rubati con «connivenza e complicità di suore e religiosi».
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La ricerca forense smentisce la bufala
Fortunatamente, almeno in questo caso, qualcuno ha voluto verificare fino in fondo. E i grandi media ne stanno prendendo atto.
Un rapporto dell’Instituto Nacional de Toxicología y Ciencias Forenses (INTCF) ha appena presentato una ricerca pubblicata su “Forensic Science International”, la quale conclude che non vi sono prove forensi a sostegno dell’ipotesi di un furto organizzato e diffuso di neonati negli ospedali spagnoli.
Secondo i ricercatori, i dati disponibili «mettono in discussione la narrazione diffusa di furti sistematici» e respingono quella che definiscono una «congettura trasformatasi in bufala» relativa ai 300.000 presunti casi di rapimento di neonati in Spagna.
Nello specifico, l’analisi del DNA dei resti riesumati e dei campioni ospedalieri ha mostrato una corrispondenza tra i resti dei neonati e i loro genitori biologici, escludendo quindi la tesi di una sottrazione sistematica.
Inoltre, delle 120 riesumazioni analizzate sono stati rinvenuti resti umani in 117 casi (quindi nessun furto), mentre nei restanti casi le evidenze biologiche erano compatibili con la decomposizione.

La Procura generale aveva già negato
La vicenda ebbe origine nel 2008, quando il giudice Baltasar Garzón avviò un’indagine sui cosiddetti “figli perduti del franchismo”, ipotizzando casi di sottrazione di minori durante e dopo la guerra civile.
Le prime stime parlavano di circa 30.000 bambini, una cifra già controversa e basata su fonti indirette.
Già in precedenza, la Procura generale dello Stato spagnolo aveva negato una trama sistematica, segnalando piuttosto alcuni casi isolati di adozioni irregolari. Dopo aver esaminato oltre 2.000 denunce, con più di 500 casi arrivati in tribunale, nessuna indagine aveva mai confermato l’esistenza di un sistema organizzato di furto di neonati.
Tuttavia la cifra è stata comunque gonfiata dai media fino ad arrivare a 300.000, rilanciata da associazioni e campagne politiche e coinvolgendo varie associazioni cattoliche (indicate come “la Chiesa”) a parte attive del sistema.
Rimangono invece documentate le pressioni e le adozioni illegali ai danni di donne vulnerabili durante il regime di Francisco Franco, ma non emerge alcuna prova di una rete sistematica orchestrata come sostenuto per anni, tantomeno con partecipazione della Chiesa spagnola.
Leone XIV: “La verità oscurata dalle fake news”
Esattamente un anno fa era definitivamente crollata una simile bufala relativa alle fantomatiche fosse comuni in Canada, un caso che UCCR ha seguito fin dall’inizio.
E’ curioso che proprio ieri Leone XIV abbia denunciato come «il racconto della verità viene oscurato da fake news, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento», sottolineando come tali dinamiche non siano solo un problema informativo, ma anche etico e culturale.


















10 commenti a Neonati rubati, crolla la grande bufala contro la Chiesa
Un copione di calunnie che si continua a ripetere ai danni della Chiesa. Impossibile non pensare che ci sia una precisa regia alle spalle.
Esatto e nessuno provi ad insinuare che anche l’omertà ecclesiastica nei confronti dei ninos robados costituiva una forma di collaborazionismo, basta con queste infamanti accuse 😀
Omertà che non risulta da nessuna parte, ma tant’è.
Se non ricordo male tu eri anche quello che sosteneva la bufala delle fosse comuni in Irlanda…è tanto che non ti fai vedere, pensavo avessi rinunciato!
Continua a sfuggirmi il motivo per cui anni d’indagini svolte da un giornalista CATTOLICO, iscritto all’AGESCI da quand’era bambino e collaboratore fisso della TV della CEI dovrebbero soccombere rispetto ad una ricerca forense a caso di cui in concreto non si sa nulla, ma tant’è 😀
Curioso come tu possa confrontare l’indagine di un giornalista (Piero Badaloni) con quella dell’Instituto Nacional de Toxicología y Ciencias Forenses, la quale ha tra l’altro smentito completamente i numeri riportati da Badaloni grazie a una ricerca forense.
Mi fa comunque molto piacere questo tuo commento perché dimostra il totale dilettantismo di chi si spinge a difendere l’indifendibile.
PS
Ti ho chiesto di documentare l’omertà della Chiesa di cui parli nel primo commento, mi fa ulteriormente piacere che hai sorvolato.
Esatto, a che serve fare anni d’indagini, raccogliere documentazione, reperire testimoni ecc. quando bastava qualche provetta e un paio di esami di laboratorio per chiarire la faccenda, è pazzesco che un giornalista CATTOLICO e i testimoni CATTOLICI abbiano montato questo complotto 😀
Per fortuna a te non la si fa 😀
Il fatto che il giornalista sia cattolico non lo ritiene più affidabile di un’indagine laica svolta da ricercatori professionisti e pubblicata da una rivista scientifica.
Soprattutto se l’indagine forense ha smentito scientificamente analizzando direttamente le tombe dei neonati tutto quanto sostenuto dal giornalista cattolica che è diventato improvvisamente il tuo eroe.
La capacità di negare la scienza per avvalorare il libro di un cattolico è una tipica conferma di quel tizio che diceva che senza Dio si finisce per credere a qualunque cosa 🙂
Hai visto? E’ rispuntato il nostro vecchio amico e fratello che continuava ad arrampicarsi sugli specchi per la bufala delle fosse comuni in Canada. Anche qui, specchi scivolosi e cadute rovinose, ma lui non si scoraggia. Lo stile è sempre quello: insinuare con modi gentili e sorvolare tranquillamente su ogni cosa che gli viene risposta.
E’ così caro Matteo, tra l’altro toccando il fondo come non mai quando cerca di elevare un libro di un giornalista cattolico che cita dati senza fonte (300.000 neonati) per cercare di smentire un’indagine forense che ha analizzato tomba per tomba smentendo proprio quel dato.
Siamo alla più becera e disperata propaganda anticlericale.
Come siete prevedibili voi anticlericali 😀
Adesso un giornalista cattolico diventa meglio di Sherlock Holmes solo perché scrive un libro che vi piace! A parti invertite avresti deriso il giornalista cattolico che è stato smentito dalla scienza.
Aggiungo: banali e prevedibili