Leone XIV incontra i tradizionalisti fedeli al Concilio Vaticano II

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Udienza privata a due studiosi che hanno raccolto dati sorprendenti sui tradizionalisti negli Stati Uniti. Solo una minoranza respinge il Concilio Vaticano II.


 

Una notizia passata sotto traccia in Italia.

Il 5 marzo scorso, Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata due studiosi che rappresentano una nuova prospettiva sui fedeli della Messa in latino.

Si tratta di Stephen Bullivant ( Catholic University of America) e Stephen Cranney (St. Mary’s University), sociologi e co‑autori di un libro in preparazione intitolato “Trads: Latin Mass Catholics in the United States” (Oxford University Press), che cerca di offrire dati affidabili sulla comunità dei cattolici che frequentano la Messa tridentina negli Stati Uniti.

L’incontro, pur non essendo stato accompagnato da un resoconto ufficiale dettagliato del Vaticano, è significativo proprio nel contesto delle tensioni in corso attorno alla tradizione liturgica.


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I tradizionalisti nemici del Concilio Vaticano II?

I due autori hanno raccolto dati originali tramite sondaggi e interviste, per analizzare chi sono coloro che partecipano alle celebrazioni secondo il rito antico e quale rapporto hanno con la dottrina cattolica e il Concilio Vaticano II.

I risultati preliminari (apparsi anche in un articolo del 2024) rivelano una realtà più complessa di quanto spesso dipinto nei media o nelle discussioni interne alla Chiesa.

Una larga parte dei fedeli impegnati nella Messa in latino (il 49%) afferma infatti di essere “d’accordo” o “fortemente d’accordo” nell’accettare gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, anche se con sfumature diverse di adesione, mentre soltanto una piccolissima minoranza (11%) si dichiara in disaccordo o fortemente in disaccordo con il Concilio.

Quasi tutti gli intervistati (95%) accettavano l’autorità di Papa Francesco (pur con qualche riserva) e posizioni di sedevacantismo erano estremamente rare.

Questa evidenza statistica rompe alcune narrazioni secondo cui i cosiddetti “tradizionalisti” sarebbero necessariamente contrari al Concilio o addirittura scismatici.

In realtà, dal lavoro di Bullivant e Cranney sembra emergere una comunità che cerca nella liturgia antica una testimonianza di ortodossia dottrinale e profondità spirituale, senza rinnegare la legittimità dei documenti conciliari.

 

Gli scismatici sono pochi e isolati

I dati mostrano, inoltre, che le realtà fortemente problematiche (per non dire scismatiche), come la Fraternità San Pio X (FSSPX), costituiscono una percentuale molto limitata rispetto all’insieme delle comunità che offrono la Messa tradizionale.

Negli Stati Uniti, ad esempio, le comunità sono appena poco più di cento, contro centinaia di parrocchie diocesane che celebrano il rito tradizionale.

 

Le mosse di Leone XIV con i tradizionalisti

L’udienza privata si inserisce in un momento in cui il pontificato di Leone XIV sembra voler affrontare la questione liturgica con equilibrio, cercando di conciliare il valore della liturgia antica con l’unità ecclesiale sancita dal Concilio.

Pur mantenendo alcune delle restrizioni ereditate, il Papa ha già concesso celebrazioni e permessi che alcuni interpretano come segni di attenzione pastorale verso chi vive questa dimensione della fede.

Autore

La Redazione

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10 commenti a Leone XIV incontra i tradizionalisti fedeli al Concilio Vaticano II

  • Francesco ha detto:

    Guardate che il 49% non è una larga parte però. È poco meno della metà. Vuol dire che l’altra metà delle persone che celebrano la messa tridentina negli USA – pur sicuramente con diversi gradi di convinzione – si proclamano in qual he modo in contrasto con il Concilio (ipotizzo, ritenendo che la messa tridentina non sia “un rito extra-ordinario” ma “l’unico rito possibile”. Dalla preferenza cioè si passa all’assolutizzazione).

    La metà non è una cosa di cui andare fieri. È come se a Milano(so che è diverso, ma estremizzo il concetto) la metà delle persone della diocesi ritenessero il rito ambrosiano l’unico degno rispetto a quello romano. Io sinceramente capisco sempre più la scelta di Francesco di far verificare prima ai vescovi se fosse il caso di autorizzare le richieste per la messa in latino o meno…

    • Boomer ha risposto a Francesco:

      I risultati dello studio sono questi:

      4% Fortemente in disaccordo
      7% in disaccordo
      10% Parzialmente in disaccordo
      15% Né d’accordo né in disaccordo
      15% Parzialmente d’accordo
      27% d’accordo
      22% Fortemente d’accordo

      Quindi è il 64% che si pone tra il fortemente d’accordo e il parzialmente d’accordo.
      Il 15% non prende posizione
      Il 21% si pone tra il fortemente in disaccordo e il parzialmente in disaccordo

      Sono dati che effettivamente non ti immagini se pensi ai tradizionalisti, li pensi tutti schierati nel terzo gruppo.

      • Francesco ha risposto a Boomer:

        Così hanno più senso, anche se si può comunque migliorare perché contestare un concilio è comunque un problema. Possiamo dire allora che la verità è che forse fa più rumore la minoranza “separatista” o “assolutista” (riguardo al rito), ecco

        • Boomer ha risposto a Francesco:

          Si completamente d’accordo con te

        • TradHystrix ha risposto a Francesco:

          Il Concilio è un problema*, semmai.
          Studiare prima di blaterare.

          • Katy ha risposto a TradHystrix:

            Dal linguaggio intriso d’acredine scommetto 100€ che sei un devoto tradizionalista.

          • Francesco ha risposto a TradHystrix:

            Non perdo tempo nemmeno a risponderti. Da figlio, mi fido della Chiesa nostra madre. L’avversione a ciò che la Chiesa insegna e proclama anche nei suoi concili, è roba per eretici e scismatici: la Chiesa custodisce la Tradizione (che non c’entra niente con la messa in latino, ma è la trasmissione viva della fede) e sa leggerla secondo lo Spirito nella storia. Segui pure il tuo dio-Tradizionalismo, io preferisco il Dio che sa parlare agli uomini nella storia.

          • TradHystrix ha risposto a TradHystrix:

            “non perdo tempo nemmeno a risponderti” ==> risponde lo stesso con le solite trite idiozie da incolti parrocchiani
            E niente, anche oggi i devotissimi modernisti conciliari vincono domani contro un cattolico mediamente studiato

          • Boomer ha risposto a TradHystrix:

            TradHystrix mi spieghi perché i tradizionalisti sono sempre così volgari e pieni d’odio e di rancore quando si esprimono? Ma fammi capire come funziona: di giorno parolacce, insulti e derisioni ai modernisti e di sera Messa in latino e comunione rigorosamente in ginocchio e con la bocca? Funziona così l’ipocrisia?

  • Francesco ha detto:

    Per TradHystrix:
    Le mie “trite idiozie da incolti parrocchiani” sono idiozie di natura storica e teologica, fissate in documenti dalla Chiesa stessa. Che per la Chiesa il significato di “Tradizione” sia quello che sopra ho espresso è indubbio, e non c’entra con la “forma” del rito in sé. Anzi, è Cristo stesso che ha chiesto di “cogliere i segni dei tempi”, per cui non mi invento nulla. Se volessimo farne una questione di “antichità” la prima messa è stata celebrata in aramaico, però non mi pare vi sia stato mai qualcuno che ha preteso che tutte le messe andassero celebrate così.

    Dunque sono contento di essere un incolto parrocchiano. Poi, tu puoi anche apprezzare molto il rito antico, scelta tua. Ma se non vivi in comunione con la Chiesa (e quindi con i suoi concili anche), ha poco senso tutto il resto…