La pastora fucsia sposa quattro uomini, caos in Germania
- Ultimissime
- 11 Nov 2025

La reverenda Lena Müller inguaia la Chiesa evangelica, che già legittima unioni omosessuali. Ma se si abbattono le fondamenta del matrimonio è normale che l’edificio crolli.
Notizie da Berlino: i protestanti fanno un altro passo in “avanti”!
La protagonista è la pastora Lena Müller, 33 anni, della Evangelische Kirche Berlin, che nel corso di un festival nuziale ha officiato una cerimonia in cui quattro uomini, legati in una relazione poliamorosa, hanno ricevuto un “segno di unione”.
Chi è la reverenda Lena Müller?
La reverenda Lena Müller si presenta rigorosamente con i capelli color fucsia e ama definirsi “prete per l’inclusione e il femminismo intersezionale, queer friendly e antirazzista”.
Sembrano sempre personaggi così identici gli uni agli altri, dicono e scrivono le stesse cose, le stesse parole vuote ripetute come un mantra. Quasi creati artificialmente con uno stampino queer.
Per chi vuole approfondire questo è il suo account Instagram.
La Chiesa evangelica prova a tamponare
La buona notizia è che la reazione ufficiale della Chiesa evangelica locale non si è fatta attendere.
In una dichiarazione hanno chiarito che non si è trattato di una “kirchliche Trauung”, cioè di un matrimonio ecclesiastico, poiché per gli evangelici la benedizione è possibile solo per coppie che si sono preventivamente sposate civilmente, e in ogni caso l’atto liturgico resta riservato a due persone.
Il vescovo Christian Stäblein ha anche respinto le innumerevoli accuse ricevute di aver legittimato la poligamia ma l’estintore non è riuscito a spegnere il fuoco che la pastora fucsia ha continuato ad alimentare difendendo la sua azione.
«Tra loro c’era moltissimo amore», ha dichiarato Müller. «Perciò eravamo tutti d’accordo: cosa dovrebbe avere Dio contro il fatto che siano in quattro invece che in due?».

Perché la pastora ha ragione
Dal punto di vista legale, Müller deve aver scordato che la poligamia è un reato anche in Germania, persino punibile ai sensi dell’articolo 172 del Codice Penale tedesco (StGB).
Ma dal punto di vista logico, la pastora, al contrario di quanto si possa pensare, non ha alcun torto.
Le coppie omosessuali si sposano da anni nella Chiesa protestante e, una volta che le fondamenta del matrimonio sono state abbattute con l’ampliamento alle persone dello stesso sesso in nome del “love is love”, non c’è più alcun argomento valido per difendere il requisito numerico dei due componenti.
Ne abbiamo parlato più volte, ricordando anche le dichiarazioni di Famiglie Arcobaleno secondo cui «anche 18 genitori vanno bene».
Se il criterio è “love is love”…
La pastora fucsia non ha inventato nulla, ha solo portato alle estreme conseguenze una logica già inscritta nel “matrimonio per tutti”. Checché ne dicano i suoi superiori.
Se il matrimonio non è più legato alla natura complementare dell’uomo e della donna, ma a un generico sentimento soggettivo consensuale, allora non c’è più motivo di fermarsi al numero due.
È il destino di ogni rivoluzione etica: distruggere le basi e poi stupirsi che l’edificio crolli.
Così, mentre la Chiesa cattolica si accinge a pubblicare un documento sulla monogamia, le Chiese che si sono allontanate da Roma continuano a “sperimentare” nuovi modelli di progresso.
L’esperimento stesso mostra la sua inevitabile conseguenza: quando si abbandona il principio, ogni limite diventa arbitrario.

















2 commenti a La pastora fucsia sposa quattro uomini, caos in Germania
Visto che in molti amano gli animali più delle persone, a quando il matrimonio interspecifico?
Siamo già oltre: da qualche parte ho letto di una persona che vuole sposarsi con un robot. E immagino che, a seguire, ci si vorrà “unire affettivamente” al proprio frigo e/o al folletto (l’aspirapolvere, non il personaggio delle fiabe).