Rispondere con eleganza alle domande di un ateo

difendere cristianesimoIl dialogo che proponiamo qui sotto è comparso il 21 dicembre 2018 sul New York Times e si è svolto tra il giornalista e commentatore Nicholas Kristof ed il filosofo cristiano William Lane Craig, docente alla Houston Baptist University.

 

Nicholas Kristof: Devo confessare che nonostante tutta la mia ammirazione per Gesù, sono scettico su alcune delle narrazioni che abbiamo ereditato. Sei davvero sicuro che Gesù sia nato da una vergine?

William Lane Craig: quando non ero cristiano, anche io litigavo con questo. Poi mi venne in mente che per un Dio che poteva creare l’intero Universo, rendere incinta una donna non era poi una cosa così grande! Data l’esistenza di un Creatore dell’Universo (per il quale abbiamo buoni argomenti a favore), un miracolo occasionale è un gioco da ragazzi. Storicamente parlando, la storia della concezione verginale di Gesù è attestata indipendentemente da Matteo e Luca ed è completamente diversa da qualsiasi altra cosa presente nella mitologia pagana o nell’ebraismo. Allora, qual è il problema? Se esiste Dio, esistono i miracoli.

 

Nicholas Kristof: Perché non possiamo accettare che Gesù fosse un insegnante morale straordinario, senza dover tirare in ballo i miracoli?

William Lane Craig: Puoi farlo, ma a scapito di andare contro le prove. Il fatto che Gesù abbia svolto un ministero di miracoli ed esorcismi è così ampiamente attestato in ogni strato delle fonti che il consenso tra gli storici e tra gli studiosi del Gesù storico converge sul fatto che era un guaritore ed un esorcista. Ciò ovviamente non prova che questi eventi fossero autentici miracoli, ma dimostra che Gesù non pensava a se stesso come ad un semplice riferimento morale.

 

Nicholas Kristof: Non credi al racconto della Genesi che il mondo è stato creato in sei giorni, o che Eva sia stata realmente creata dalla costola di Adamo, vero? Se le storie della Bibbia ebraica non devono essere prese alla lettera, perché allora non accettare che anche gli autori del Nuovo Testamento si siano presi delle libertà?

William Lane Craig: Perché i Vangeli sono un tipo di letteratura diverso dalla storia primordiale descritta in Genesi. L’eminente assirologo Thorkild Jacobsen descrisse Genesi 1-11 come una storia vestita nel linguaggio figurativo della mitologia, un genere che ha soprannominato “storia mitologica”. Al contrario, il consenso tra gli storici è che i Vangeli appartengono al genere della biografia antica, come le “Storie di eroi greci e romani” scritte da Plutarco. In quanto tali, mirano a fornire un racconto storicamente affidabile.

 

Nicholas Kristof: Come spiegare allora le molte contraddizioni presenti nel Nuovo Testamento? Ad esempio, Matteo dice che Giuda si è impiccato, mentre gli Atti degli apostoli dicono che “si squarciò in mezzo” ad un campo. Non possono entrambi avere ragione, quindi perché insistere sull’inerranza della Scrittura?

William Lane Craig: Non insisto sull’inerranza della Scrittura. Piuttosto, quello su cui insisto è ciò che C.S. Lewis chiamava “mera cristianità”, cioè le dottrine fondamentali del cristianesimo. Armonizzare le contraddizioni percepite nella Bibbia è una questione di discussione interna tra i cristiani. Ciò che conta davvero sono domande come: Dio esiste? Ci sono valori morali oggettivi? Gesù era veramente Dio e veramente uomo? In che modo la sua morte su una croce romana ha contribuito a superare i nostri errori morali e l’allontanamento da Dio? Queste sono, come dice un filosofo, le “domande che contano”, non come Giuda morì.

 

Nicholas Kristof: Nel corso dei secoli, le persone hanno avuto fede in Zeus, in Shiva e Krishna, nel dio della cucina cinese ed in innumerevoli altre divinità. Siamo scettici su tutte quelle tradizioni di fede, quindi dovremmo sospendere l’enfasi sulla scienza e la razionalità quando incontriamo miracoli nella nostra tradizione?

William Lane Craig: Non ti seguo. Perché dovremmo sospendere la nostra enfasi sulla scienza e la razionalità solo a causa di false affermazioni nelle altre religioni? Io sostengo una “fede ragionevole” che cerca di fornire una visione del mondo completa, che tenga conto delle migliori scoperte delle scienze, della storia, della filosofia, della logica e della matematica. Alcuni degli argomenti per l’esistenza di Dio che ho difeso (come quelli sull’origine dell’Universo o sul fine-tuning dell’Universo), fanno appello alle migliori scoperte della scienza contemporanea. Ho l’impressione, Nick, che tu pensi che la scienza sia in qualche modo incompatibile con la fede nei miracoli. Se è così, sarebbe necessario fornire un valido argomento per tale conclusione. La famosa argomentazione contro i miracoli di David Hume è oggi riconosciuta -nelle parole del filosofo della scienza John Earman- come “un abietto fallimento”. Nessuno è stato ancora in grado di fare di meglio.

 

Nicholas Kristof: Riconosco che le persone religiose esprimono maggior carità rispetto alle persone non religiose e offrono anche più volontariato. Ma sono preoccupato che i leader evangelici a volte sembrino essere fanatici moraleggianti, focalizzati su questioni su cui Gesù non ha mai fatto parola, come i gay e l’aborto, mentre restano indifferenti alla povertà, alla disuguaglianza, al bigottismo e ad altri argomenti che invece erano centrali negli insegnamenti di Gesù.

William Lane Craig: Certo, capisco. A volte rabbrividisco se penso alle persone che i media tirano fuori come portavoce del cristianesimo. I media evitano i cristiani intelligenti e puntano su predicatori e televangelisti infiammati. Sappiate solo che la comunità cristiana è coinvolta non solo nella difesa della santità della vita e del matrimonio, ma in tutta una serie di questioni sociali, come la lotta alla povertà, l’assistenza medica, l’aiuto in caso di disastri naturali, programmi di alfabetizzazione, promozione di piccole imprese, promozione dei diritti delle donne, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Detto onestamente, i cristiani hanno sempre ricevuto una pessima copertura mediatica.

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52 commenti a Rispondere con eleganza alle domande di un ateo

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  1. Gianluca C. ha detto

    Boh, saranno l’uno un grande giornalista e l’altro un grande filosofo, ma a me sembra che i due si stiano solo esibendo in una gara di leccaculismo reciproco. Pare una tipica puntata di Che tempo che fa

    • Laura ha detto in risposta a Gianluca C.

      Forse si può chiamare semplicemente cordialità e rispetto reciproco, cosa della quale non siamo più abituati qui sul web e sui social e che oggi ci sembra “leccaculismo”.

    • Klaud ha detto in risposta a Gianluca C.

      Più che un dibattito sembrano due a cui non frega niente dell’argomento: alle domande dell’ateo sarebbero dovute seguire interminabili discussioni
      che lasciavano, alla fine, ognuno sulla propria posizione, a conferma dell’inutilità del dialogo tra atei e credenti.
      Commovente la chiusa sulla ‘pessima copertura mediatica‘. Forse è vero negli USA, ma allora venga a vivere in Italia se soffre di quella solitudine…

      • Panthom ha detto in risposta a Klaud

        Gran parte degli atei e dei cristiani lo sono per modo di dire, entrambi motivati da pregiudizi, istinti o incapacità di capire le posizioni altrui. Dialoghi come questo permettono agli atei di imparare il rispetto e la volontà di comprendere senza offendere, e ai cristiani la capacità di argomentare la propria fede, allontanandosi dal fideismo istintivo che genera più atei di quanto si pensi.

        • Max De Pasquale ha detto in risposta a Panthom

          Quello che dici e’ giusto, Phantom. I pregiudizi esistono in ambedue i campi. E ben venga un tono piu’ calmo con cui affrontare domande difficili, almeno una volta ogni tanto.

      • Luciano Ribolsi ha detto in risposta a Klaud

        beh…certo è più facile pubblicare le notizie che riguardano la Chiesa sulla pedofilia, sull’attaccamento al potere ed al denaro; ma il mio carissimo amico Ettore, per fare uno solo di innumerevoli esempi, divenuto missionario Comboniano a 22 anni, lasciando gli studi di ingegneria che seguiva brillantemente, e che è morto a 48 anni per una grave infezione contratta in Brasile, non lo conosce nessuno; e mai nessun giornale “laico” ne pubblicherà la memoria. Ma questo è nell’ordine delle cose. Comunque è stato lo stesso Gesù ad esortare “fate quello che dicono, non fate quello che fanno” Matteo 23, 1-12

      • Mister R. ha detto in risposta a Klaud

        Klaud

        Non puoi pretendere che una persona cambi idea con delle semplici discussioni, sarebbe un miracolo,tanto per restare in tema…

        • Klaud ha detto in risposta a Mister R.

          Ma infatti: quante volte ho ripetuto che le discussioni tra atei e credenti sono inutili?
          Solo dove sono in gioco fatti dimostrabili si può arrivare a cambiamenti di opinioni.
          A volte però ci vuole molto tempo, come nel caso dei negazionisti dei campi nazisti.
          Se esistesse un forum astronomi vs astrologi sarebbe la stessa cosa, chiusura totale.

    • Brunello ha detto in risposta a Gianluca C.

      Ma tu Gianluca, che domande avresti fatto? Io ho trovato la discussione interessante, in Italia di questi argomenti se ne parla molto poco

      • Laura ha detto in risposta a Brunello

        Anche perché sono bene o male le stesse domande e le stesse questiono che fanno gli atei, la vera novità è il tono rispettoso.

    • Mister R. ha detto in risposta a Gianluca C.

      Gianluca C.

      Devo dedurre che tu non abbia mai assistito o partecipato a un dibattito serio…

  2. lorenzo ha detto

    Nicholas Kristof sarebbe un ateo?
    Taluni teologi che si dichiarano cattolici mi sembrano molto più atei di lui!!!

  3. Max De Pasquale ha detto

    Eviterei pero’ di menzionare un fine-tuning dell’Universo. Semplicemente non ne sappiamo ancora abbastanza per poterci esprire in materia. E poi gli stessi fatti possono essere visti con prospettive assai diverse.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Eviterei pero’ di menzionare un fine-tuning dell’Universo. Semplicemente non ne sappiamo ancora abbastanza per poterci esprire in materia. E poi gli stessi fatti possono essere visti con prospettive assai diverse.
      Max De Pasquale
      Concordo !
      Lei è uno dei pochissimi cattolici capace di capire che le adulazioni fanno addormentare, e le critiche -premesso siano pertinenti- fanno riflettere !
      Se tutti i cattolici fossero dotati di una certa integrità ed una relativa onestà intellettuale simile alla sua, sarei (forse) filocattolico anch’io, se non proprio per convinzione, ma per pura solidarietà !

  4. Alessandro ha detto

    “Le domande che contano” obietta il filosofo: “Dio esiste”?: la Realtà è la Ragione ci dicono: “No!”… “Gesù è vero Dio?”: la Realtà e la Ragione ci dicono: “No!”…
    Se ci sono teisti o cristiani interessati a discuterne, cordialmente e pacatamente, sono a disposizione… Mi trovate anche su Instagram: alessandromarcogalli

    • Brunello ha detto in risposta a Alessandro

      Perché la realtà è la ragione negherebbero l’esistenza di Dio?

      • Klaud ha detto in risposta a Brunello

        Perché dopo duemila anni di Gesù (e seimila di tutte le teogonie dai sumeri in giù) non si è ancora potuta dare una risposta, e siamo qui col solito tira e molla.

        • David ha detto in risposta a Klaud

          Il tira e molla lo farai tu, io la risposta per la mia vita l’ho già data e da quel giorno sono felicissimo. Tutto ha acquistato senso e armonia, al contrario di prima.

        • Brunello ha detto in risposta a Klaud

          Gli argomenti spesso si ripetono ma la questione dell’esistenza di Dio mi pare chiara:o esiste un creatore o tutto è frutto del caso. La novità rispetto a 100 anni fa è che la scienza non è in grado di spiegare la nascita dell’universo, della vita e della coscienza. Grazie al teorema di incompletezza di Godel sappiamo che la scienza non potrà mai dare risposte assolute, quindi la scelta è tra la fede in Dio e la fede nel dio caso

          • lorenzo ha detto in risposta a Brunello

            Se poi però scelgo il caso, crolla ogni certezza scientifica: se infatti una determinata legge è frutto del caso, la certezza che si ripeta immutabile nel tempo non c’è più.

          • Klaud ha detto in risposta a Brunello

            Brunello e Lorenzo
            Avete un concetto di ‘caso’ a livello infantile.
            Nell’universo nulla è frutto del caso come lo intendete voi: il problema nasce dall’inadeguato significato del termine, ma con un po’ di buona volontà ci si arriva.
            Voi direste che una pietra che precipita da un monte fino a valle abbia una traiettoria ‘a caso’: no, percorre l’unica traiettoria consentita dall’ambiente in cui succede.
            Il paradosso è che dire che ‘vada a caso’ equivale dire che abbia una volontà.
            Anche dire che, secondo l’ateismo, gli esseri viventi siano degli ‘organismi casuali di cellule’ è una bestialità: se fossero casuali (come l’intendete voi)
            nessun organismo si replicherebbe sostanzialmente identico a quello che lo ha generato.

            • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

              O è frutto del caso o non è frutto del caso: affermare che anche il caso soggiace a ben determinate leggi equivale a dire che il caso non esiste.
              Se allora il caso non esiste, chi ha stabilito che le interazioni fondamentali siano quelle che conosciamo e non altre?

            • Mister R. ha detto in risposta a Klaud

              Klaud

              Il tuo discorso sull’uso del termine è corretto, ma non è applicabile su una scala universale.
              Il risultato del lancio del dado dipende dalla forza del lancio e da tanto altro, ma è sempre necessario mettere l’uomo che lo tira…

              • lorenzo ha detto in risposta a Mister R.

                Hai perfettamente ragione: pur ammettendo che il lancio dei dadi sia casuale nel senso che non sia influenzato da alcuna legge o forza che guidi il risultato, chi lancia i dadi?

              • Klaud ha detto in risposta a Mister R.

                Un dado che vaga per l’universo segna contemporaneamente tutti i risultati… e non c’è un lanciatore! 😆

                Sì, lo so, ci deve essere un fabbricante di dadi. Ma dio non gioca a dadi. Allora chi sarà questo fabbricante di dadi? 😆 😆

                • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                  Un dado che vaga per l’universo deve però necessariamente provenire da un qualche dove: forse proviene dalle mani del fabbricante di dadi che, dopo averlo costruito, lo lascia cadere…

        • Mister R. ha detto in risposta a Klaud

          Klaud

          Tutti i discorsi sulla divinità di Gesù alla fine di riducono a una domanda, è risorto oppure no?
          Da un cristiano che NON mira a convertire…

          https://www.youtube.com/watch?v=A0iDNLxmWVM

          • Klaud ha detto in risposta a Mister R.

            E chi può dirlo? Così, sui due piedi, direi di no. Magari se ci fossero stati casi accertati di otto o dieci resurrezioni…

            • Brunello ha detto in risposta a Klaud

              Se fossero accertare 8 o 10 resurrezioni diresti che è un fenomeno naturale. Questa è la specialità di Pendesini: se un fenomeno non è riproducibile in laboratorio allora non esiste, se è riproducibile allora è un fenomeno naturale, in entrambi i casi la conclusione di Pendesini è che Dio non esiste…

          • Corrado ha detto in risposta a Mister R.

            No, fino a prova contraria!

            Le religioni antiche, con le loro unicità e particolarità, sono piene di gente che risorge.

    • Franco ha detto in risposta a Alessandro

      Siamo qui Alessandro, confrontiamoci qui. Visto che hai avanzato una proposizione negativa prova ad argomentarla altrimenti rimane un ipse dixit

    • lorenzo ha detto in risposta a Alessandro

      La realtà e la ragione dicono che Dio non esiste?
      Puoi accennare, pur brevemente, in base a quale ragionamento affermi questo?
      Sei forse riuscito a dimostrare scientificamente che le interazioni fondamentali si sono “create” da sole?
      E se si sono “create” da sole, lo hanno fatto “ab eterno” o in un determinato tempo?

      • Brunello ha detto in risposta a lorenzo

        Fino a una ventina di anni fa avrei detto che la scienza può spiegare il come ma non il perché, grazie a Godel ed Heisenberg adesso sono sicuro che la scienza non potrà spiegare nemmeno il come…

        • fabio painnet blade ha detto in risposta a Brunello

          In realtà W.Heisenberg ha spiegato bene molti come e molti perché. Ad esempio perché non si possono analizzare fenomeni biologici attraverso un approccio d’indagine strettamente meccanicista.Oggi spesso si confonde la Scienza con la sola branca deterministica. Egli cCol principio di indeterminazione pone un limite insormontabile alle pretese della scienza newtoniana, sebbene fornisca un chiaro esempio di come si possano sviluppare previsioni attendibili in senso probabilistico. Altri fenomeni della sua ‘cricca’ hanno fornito validi schemi interpretativi (oggi dimostrabili) sulla possibilità che il vuoto generi energia e la distrugga, hanno perciò fornito validi modelli di rappresentazione molecolare,altri come Dirac hanno conciliato la relatività einsteiniana con la meccanica quantistica. Se insomma oggi usiamo i computer ed altra tecnologia affine ed abbiamo esteso la nostra facoltà di comprendere la natura indeterministica del mondo fisico lo dobbiamo a questi bravi signori. e persino sulla possibilità di una trascendenza extrafisica, mi sembra sia stato detto qualcosa di importante.

          • Brunello ha detto in risposta a fabio painnet blade

            Appunto, il principio di indeterminazione pone dei limiti alla conoscenza umana, potresti spiegarmi meglio il discorso della trascendenza extrafisica?

            • fabio painnet bladei ha detto in risposta a Brunello

              Sì, i limiti alla facoltà di conoscenza umana sono posti dal buon senso, anzitutto. Però c’è stata un’epoca in cui, proprio per effetto di quel paradosso dell’orologiaio, si è pensato che la possibilità di portare sempre avanti i limiti della conoscenza scientifica, fosse a portata di mano. La cosa è legata proprio al concetto dell’indeterminabilità promosso dalla teologia (specie quella di estrazione rabbinica) per la quale noi mortali non avremmo la possibilità di capire i progetti dell’Altssm. In quanto alla trascendenza posso parlare di implicazioni di uno specifico indirizzo del pensiero scientifico, non certo di formule. Perdona quindi le necessarie semplificazioni. Già dire che la Natura non è determinabile a priori è un punto di contatto con questa inacessibilità del divino. Newton, pur professandosi credente, o chi per lui, aveva postulato esattamente il contrario. Per lui la forza di gravità era l’espressione tangibile del trascendente. Ma un cenno più significativo l’ho fornito con quel concetto di formazione di materia e antimateria dal vuoto cosmico (o da ciò che è sempre stato considerato tale). Un altro concetto di ‘vuoto pieno’ l’aveva definito Plank, con la definizione strutturale dell’atomo. Celebre la sua ironia: ho preso il Nobel per aver scoperto un qualcosa che non esiste’ Fra elettrone e nucleo stava una distanza enorme in cui non vi era materia. Allora ciò che ci sembrava solido era in realtà formato da vuoto. E già lì il concetto di vuoto sterile e morto, cominciò a vacillare, dacchè se gli atomi sono formati per lo più da vuoto, com’è che quando ci sediamo su uno sgabello il nostro sedere non finisce per terra? Il vuoto, presero a pensare i fisici, faceva forse parte di quelle cose che ancora non riuscivamo a studiare7comprendere. Ed inoltre non possiamo ignorare la possibilità di ricondurre queste scoperte alla rappresentazione biblica della ‘creazione ex nihilo, concezione questa che il post-positivismo aveva considerato scientificamente incompatibile. Personalmente credo che qualche compatibilità possa esserci. Da dimostrare, sia chiaro, siamo solo nel campo della fisica teorica. Forse da lì si sono diffuse le teorie di inconciliabilità fra fede e ragione. Ciononostante Esperimenti recentissimi, in un ambiente opportunamente ricreato in lab riproducente le condizioni di ‘vuoto cosmico’, hanno rilevato una debole formazione energetica, interpretata poi come un flusso infinitesimale creato dalla produzione (simultanea) di materia e antimateria. Non so se son stato chiaro, il tema non è proprio facilissimo.

      • Giacomo ha detto in risposta a lorenzo

        Sei forse riuscito a dimostrare scientificamente che le interazioni fondamentali si sono “create” da sole?

        Se le interazioni fondamentali on si sono create da sole allora quali divinità le hanno create?

        Le divinità sono tante o una? E gli animali, hanno anche loro un paradiso?

        Come vedi discutere sull’esistenza di dio è semplicemente sciocco.

  5. Andrea2 ha detto

    Le domande che contano” obietta il filosofo: “Dio esiste”?: la Realtà è la Ragione ci dicono: “No!” A me invece dicono: “Sì”. Come la mettiamo?
    Se tu presentassi questa domanda ad un vero dibattito di filosofi la discussione si bloccherebbe già sulla parola realtà perché non si troverebbero d’accordo su cosa significhi questa parola e qualcuno sarebbe anche in dubbio ad affermare che la realtà esista.
    I nostri sensi sono limitati e sappiamo già che esistono molte cose che non possiamo rivelare con i nostri sensi. Quella che noi chiamiamo realtà è un mondo provinciale, delimitato dalle aree che conosciamo e dalle particolari condizioni che vi esistono. I nostri sensi limitati circoscrivono la nostra comprensione e la rendono limitata.
    Poi bisogna vedere cosa intendi per ragione. Un ateo che frequenta questo sito chiede sempre dimostrazioni razionali ma non spiega mai cosa intenda per razionale. Se intendi l’intelligenza umana, questa si è sviluppata per sopravvivere in certi ambienti in cui rimane valida mentre in ambienti ignoti può errare, se intendi la logica pura non si tratta altro che di un bel giochetto che può portare a bei paradossi come avevano già scoperto gli antichi greci. C’è una dimostrazione dell’non-esistenza di Dio che è inattacabile dal punto di vista della logica ma che nessun ateo usa perché straordinariamente stupida.
    Venendo a noi: la realtà mi dice che vivo in un mondo complicatissimo ma dove tutto combacia e dove basterebbe una minima variazione perché nulla funzionasse. Tutto il meccanismo funziona come in un complicatissimo orologio, la ragione mi dice che se c’è un orologio è lecito supporre che esista un orologiaio.
    Le scoperte della termodinamica, della fisica quantistica e del Bing Bang confermano questa mia supposizione dimostrando che lo spazio-tempo ha avuto un inizio ed avrà una fine, cosa per altro già detta da Sant’Agostino e che si può dedurre anche dai paradossi di Zenone.

  6. fabio painnet blade ha detto

    Bè, quella dell’orologio e dell’orologiaio è una concezione piuttosto datata. Il positivismo è oramai superato, come metodo d’indagine non credo che in un simile dibattito aiuti più di tanto. La ragione, fortunatamente, si appoggia su ben altre argomentazioni. Vecchio e Nuovo testamento non si possono considerare documenti storici, le ambiguità, le distorsioni, quando non le stesse contraddizioni dei reperti, la loro eterogeneità narrativa e la mancanza di un’ autorialità certa delle fonti non consentono una datazione, nè una precisa ubicazione di tanti episodi. Se però, al posto di fedeli cronache della realtà, cominciassimo a valutare i Testi come opere composte in un linguaggio arcaico, potremmo forse intravedere spiragli di Verità e coerenza narrativa.

    • Brunello ha detto in risposta a fabio painnet blade

      Gesù è certamente esistito storicamente, su questo concordano quasi tutti gli storici. L’episodio della crocifissione é storicamente sicuro, non si era mai visto prima una divinità fare una fine così umiliante, quindi non può essere stato inventato. Non ci sono prove storiche della Resurrezione, ma la psicologia umana prova che qualcosa deve essere successo, altrimenti non si comprende come gli apostoli che lasciarono Gesù da solo quando fu crocifisso divennero coraggiosissimi facendo tutti una fine orribile pur di diffondere la loro fede

      • fabio painnet blade ha detto in risposta a Brunello

        Sì, la vicenda del Gesù è storicamente attendibile. Così come alcuni racconti dei Testi Sacri. Purtroppo però non tutti e nemmeno molti.

        • Brunello ha detto in risposta a fabio painnet blade

          La Bibbia non è un libro storico o scientifico, per quello che serve la trovo attendibile

          • fabio painnet blade ha detto in risposta a Brunello

            Sul fatto che non sia un libro scientifico ci sarebbe da discutere parecchio

          • Giacomo ha detto in risposta a Brunello

            Quindi non c’è stato nesusn intervento divino a Sodoma e Gomorra.. nè diluvio universale..

            prendi la bibbia fin dove ti fa comodo.

            • Brunello ha detto in risposta a Giacomo

              Sinceramente non credo che l’antico Testamento sia un testo storico ma ammetto di non saperne molto. Non riesco a capire cosa cambierebbe dal punto di vista della fede. Sul Nuovo Testamento ho già risposto in alto, è basato su alcuni fatti storici attendibili

    • Andrea2 ha detto in risposta a fabio painnet blade

      Certo che quella dell’orologio e dell’orologiaio è una concezione piuttosto datata ma fa vedere che, già all’epoca del positivismo quando si credeva di sapere quasi tutto, si poteva, con la ragione, pensare che la cosa più logica fosse ammettere l’esistenza di un Creatore.
      Infatti poi ho aggiunto: Le scoperte della termodinamica, della fisica quantistica e del Bing Bang confermano questa mia supposizione dimostrando che lo spazio-tempo ha avuto un inizio ed avrà una fine,
      Il discorso sui Vangeli (per altro molto impreciso e confutabile) non c’entra alcunché con l’affermazione La realtà e la ragione dicono che Dio non esiste che io affermato essere sbagliata.

      • fabio painnet blade ha detto in risposta a Andrea2

        Già , la ragione sembra essere in sospensione di giudizio.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Andrea2

        Offendere gli altri dicendo La sua conoscenza nel campo dell’astrofisica lascia a desiderare e, minimizzo….. non è carina e si possono fare anche delle brutte figure specie quando non si sa che la scienza che studia la formazione, la struttura e l’evoluzione dell’universo è la cosmologia e non l’astrofisica che invece è quella parte dell’astronomia che studia le caratteristiche fisiche dei corpi celesti…..
        Andrea2 DIXIT ! (Vedi “Dimostrazione dell’esistenza di Dio, si puo? E ha senso farlo?”)…
        Caro Andrea2

        1°-L’astrofisica (dal greco ἄστρον «astro» e φύσις «natura, fisica») è la branca dell’astronomia o della fisica che studia le proprietà fisiche, ovvero tutti i vari fenomeni, della materia celeste. (Fonti Wikipedia)

        2°- Cosmologia può riferirsi a:
        • Cosmologia, disciplina scientifica
        • Cosmologia, branca della filosofia
        • Cosmologia, in antropologia indica un sistema di pensiero entro una determinata cultura
        • Cosmologia di Arda, inventata da John Ronald Reuel Tolkien
        Cosmologia di origine religiosa (più esattamente cosmogonia):
        • cosmologia biblica
        • cosmologia buddhista
        • cosmologia induista
        • cosmologia taoista
        • cosmologia sufi
        • cosmologia della mitologia norrena
        • cosmogonia azteca
        • (Fonti Wikipedia)
        Quindi, carissimo Andrea2, a me sembra che l’etimologia del termine Astrofisica sia più appropriata nel contesto delle mie risposte che Cosmologia, non le pare ?
        A proposito : chi di noi due avrebbe fatto una brutta figura ???

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Andrea2

        Le scoperte della termodinamica, della fisica quantistica e del Bing Bang confermano questa mia supposizione dimostrando che lo spazio-tempo ha avuto un inizio ed avrà una fine….
        Caro Andrea2
        L’obiettivo della scienza è quello di avere una descrizione della natura privo di giudizi di valore, veriditiero e privo di illusioni!

        L’universo non chiede di essere creato poiché esiste. Non è sottomesso ad un’equazione poiché esiste autonomamente. Non ha senso poiché questa domanda è umana, e non conosce l’umano. Dio scomparso dal nostro orizzonte, la vita diventa più chiara: gli uomini non rivendicano più la verità assoluta, quella che cercano di imporre agli altri con ogni mezzo, compresi quelli più violenti. Ridare la libertà al mondo ci restituisce la nostra propria libertà

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