Henry Sire, chi è il folle tradizionalista autore de “Il Papa dittatore”?

Henry Sire e il “Papa dittatore”. Un tradizionalista nemico di Papa Francesco a cui ha dedicato un libro pieno di ingiurie, è convinto che il Vaticano sia un’associazione massonica e che la CIA abbia fatto crollare le Torri gemelle, rifiuta tutti i Papi dopo Paolo VI. L’Ordine di Malta lo ha appena espulso.

 

«Nessun sacerdote deve usare il Messale di Paolo VI per le celebrazioni e l’unica liturgia che ha diritto universale nella Chiesa latina è quella decretata da Papa San Pio V». Ne è convinto il sedicente storico Henry Sire, autore de Il Papa Dittatore, lo scritto diffuso su Amazon (sotto il falso nome Marcantonio Colonna) che supporta e divulga il classico elenco di ingiurie ed accuse verso Papa Francesco.

Pochi giorni fa, l’Ordine di Malta, a cui Sire apparteneva, lo ha espulso dopo che una commissione disciplinare interna ha ritenuto diffamanti le sue sparate contro il Papa: «il suo comportamento è gravemente incompatibile con l’appartenenza all’ordine». Nel decreto di espulsione si riporta anche la legittimità di commentare criticamente le azioni dei pastori, a patto che si mostri rispetto e si stia attenti al «vantaggio comune e alla dignità delle persone». Invece, quello di Sire (e di tanti altri) è semplicemente un martellante sfogo dovuto ad una profonda crisi esistenziale. Sire ha risposto con gli avvocati e la vicenda si trascinerà nella vanità del nulla. Gli unici in sua difesa sono stati Roberto De Mattei ed il blogger Marco Tosatti, il suoi alter ego italiani.

Ma chi è Henry Sire? Condivide alcuni tratti comuni dei militanti “cattolici” anti-Chiesa: l’avversione al Concilio Vaticano II, la venerazione per Marcel Lefebvre, l’inclinazione al complottismo, l’adesione al creazionismo biblico, l’ossessione per la massoneria e gli ebrei (con picchi di vero antisemitismo), l’orientamento politico verso l’estrema destra, la repulsione del novus ordo missae,, la difesa della “razza” bianca, l’atteggiamento disfattista e disperato sulle sorti della Chiesa. All’estero, Sire, è ben conosciuto dai cattolici e molti stanno ripresentando i suoi interventi pubblici prima della pubblicazione del suo testo. La morte di Papa Luciani, scriveva ad esempio Sire, sarebbe legata ai «cardinali curiali (nei loro grembiuli massonici) che si aggiravano con fiale di veleno mortale nella notte in cui egli morì». E, poche righe più sotto del suo libro Phoenix from the Ashes (Angelic Press 2015): «Beh, non vorrei finire come il vescovo Williamson per spiegare alla gente che è stata la CIA a far esplodere le torri gemelle. Ma, d’altra parte, dicono che la razza continentale dei massoni è più letale degli inglesi stessi».

I maggiori interessi di Sire, prima dell’attuale pontefice, sono state le presunte irregolarità canoniche implicate nel processo del vescovo Lefebvre e la guerra al Concilio Vaticano II. Di quest’ultimo scrive: «l’eresia esplicita è stata introdotta attraverso i documenti del Concilio II. La Gaudium et Spes, anche se libera da una manifesta eresia, è un documento deplorevole, pervaso dai moderni standard materialistici» (p. 203). «Oggi abbiamo la prova della posizione eretica in cui il Concilio ha attirato la Chiesa» (p. 207). A pagina 286 se la prende invece con la riforma della liturgia cattolica: «Dobbiamo chiarire che nel tentativo di eliminare la tradizionale liturgia della Chiesa, Papa Paolo VI e le gerarchie del mondo dopo di lui hanno seguito una politica di completa illegalità. L’intera riforma liturgica è immersa nell’illegittimità e nell’illegalità dall’inizio alla fine».

Lo storico tradizionalista arriva anche a scrivere: «La Chiesa dovrebbe tornare alla legalità. Nessun sacerdote deve usare il Messale di Paolo VI per le celebrazioni e l’unica liturgia che ha diritto universale nella Chiesa latina è quella decretata da Papa San Pio V» (p. 286). A pagina 323 definisce “invalide” tutte le ordinazioni sacerdotali avvenute secondo il rito liturgico introdotto da Paolo VI. Oltre a quest’ultimo e a Francesco, l’autore de Il Papa dittatore” non risparmia insulti nemmeno a Giovanni Paolo II: «La peggiore enormità del movimento ecumenico si trova nella perversione introdotta da Giovanni Paolo II, che ha trasformato l’ecumenismo in una convergenza generale delle religioni mondiali» (p. 383)

Quel che si vuol far passare come uno storico sopraffino che, per amore della Chiesa e della verità pubblica la sua protesta di coscienza al Papa per salvare la Chiesa dalla sua imminente rovina, altro non è che un «classico esempio da manuale di un reazionario cattolico radicale», ha scritto l’apologista cattolico Dave Armstrong. Henry Sire, «giusto per stabilire oltre ogni dubbio il suo essere un fanatico estremista, mette in discussione la validità di molte migliaia di ordinazioni sacerdotali e della canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II». Ciò dimostra, prosegue Armstrong, «che i recenti libretti antipapisti non sono necessariamente critiche equilibrate, moderate, sfumate, rispettabili, accademiche. Provengono da uno sfondo di pensiero forte, quasi scismatico, influenzato dal pensiero catto-reazionario, proprio come documentano anche molti firmatari della famosa Correctio filialis inviata a Francesco».

La redazione

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