Il Papa contro la tratta dei migranti: oscurato il suo discorso (ma lo aveva già detto!)

«Le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta». No, non ci siamo messi anche noi a citare Matteo Salvini. Lo ha detto Papa Francesco durante l’Angelus di domenica. Parole riprese dagli organi di stampa vicini all’attuale governo e oscurate dagli altri, troppo impegnati a dipingere il Pontefice come sponsor dell’immigrazionismo a prescindere (riuscendo ad ingannare molti).

Giustamente sul quotidiano La Verità, si legge: «Papa Francesco, da alcuni considerato un paladino dell’antisalvinismo, ha inferto un duro colpo ai fanatici dell’accoglienza senza se, senza ma, senza limiti e senza regole». E la reazione è stata questa: Repubblica ha completamente evitato di parlarne, mentre su Il Corriere è apparso solo un trafiletto. Anche Famiglia Cristiana ha taciuto il discorso (bisognerebbe quindi domandarsi sul suo uso strumentale della religione a fini politici, cioè la stessa accusa che la rivista rinfaccia -non senza torti, seppur con toni assurdi- al ministro Salvini). Al contrario, ampio spazio hanno avuto le parole del Papa su Libero, Il Giornale e blog di destra. Accompagnate, purtroppo, con sciocchi commenti: “si è svegliato, finalmente”, “ha scoperto l’acqua calda” e “inizia a dire cose cattoliche”. Il ministro dell’Interno, Salvini, si è detto «contento» per il fatto che «anche il Santo Padre ritenga la tratta di esseri umani un crimine infame». Paradossalmente, però, ha più ragione chi non ha riportato la notizia piuttosto che coloro che l’hanno ritenuta una novità. Infatti, la notizia non c’è: anche in questo caso, Francesco lo aveva già detto in diverse occasioni.

Se domenica, Giornata Mondiale contro la tratta di persone, ha ricordato che «è responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine», cioè la tratta di migranti, nel febbraio scorso Papa Bergoglio si era scagliato contro «le organizzazioni criminali, dedite alla tratta di persone, che usano queste rotte migratorie per nascondere le proprie vittime tra i migranti e i profughi. Invito pertanto tutti, cittadini e istituzioni, a unire le forze per prevenire la tratta e garantire protezione e assistenza alle vittime».

Nel giugno 2018 Francesco aveva ribadito che l’accoglienza degli immigrati dev’essere fatta «con la virtù della prudenza», perché «un Paese deve accogliere tanti rifugiati quanti ne può integrare, educare, dare lavoro». Ha avuto anche parole di elogio per Italia e Grecia, che «sono stati generosissimi», ma nessuno deve tirarsi indietro. Infine ha condannato «le carceri dei trafficanti», ricordando che «i governi si preoccupano perché i migranti non cadano nelle mani di questa gente. C’è una preoccupazione mondiale». Nel febbraio 2017, ancora una volta, il Pontefice invocava «programmi tempestivi e umanizzanti nella lotta contro i “trafficanti di carne umana” che lucrano sulle sventure altrui» e intrappolano i migranti «nelle spire di organizzazioni criminali senza scrupoli».

Ovviamente, accanto a queste condanne, il Papa continua a ricordare che accogliere lo straniero in difficoltà che bussa alle porte è un dovere cristiano. Spesso Francesco lo fa citando il suo predecessore, anche questo è un tabù per molti pseudo-ratzingeriani. Era Benedetto XVI, infatti, a ricordare spesso che «chi lascia la propria terra lo fa perché spera in un futuro migliore, ma lo fa anche perché si fida di Dio che guida i passi dell’uomo, come Abramo. E così i migranti sono portatori di fede e di speranza nel mondo» (13 gennaio 2013). Oltre al diritto a non emigrare, Benedetto XVI sottolienava «il diritto della persona ad emigrare è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità e aspirazioni e dei suoi progetti» (12 ottobre 2012). E ancora: «Il volto di quanti hanno fame e sete, degli stranieri, di quanti sono nudi, malati o prigionieri, insomma di tutte le persone che soffrono o sono messe da parte; il comportamento che noi abbiamo nei loro confronti sarà dunque considerato come il comportamento che abbiamo nei confronti di Gesù stesso» (20 novembre 2011).

Tante volte Francesco è stato accusato per aver indicato nella storia di Gesù un esempio ai dell’accoglienza ai migranti. Nessuno ha fatto notare che prima di lui, lo aveva detto Benedetto XVI: «anche i genitori di Gesù dovettero fuggire dalla propria terra e rifugiarsi in Egitto, per salvare la vita del loro bambino: il Messia, il Figlio di Dio è stato un rifugiato. La Chiesa, da sempre, vive al proprio interno l’esperienza della migrazione. Affidiamo alla protezione della Vergine Maria tutti i migranti e quanti si impegnano in un lavoro pastorale in mezzo a loro» (16 ottobre 2010).

Siamo di fronte quindi a due forme di disinformazione. La prima è quella di far passare Francesco come un supporter di un’immigrazionismo incontrollato (falsità già smentita), oscurando tutti i passaggi e i discorsi in cui invita invece prudenza, misura, controllo, sicurezza, rispetto della cultura religiosa di chi ospita. La seconda, censurare l’identica posizione del suo predecessore, Papa Ratzinger (nonché quella di Giovanni Paolo II), il quale ripeteva le stesse cose riguardo al fenomeno immigratorio. «Tempi bui ci aspettano», ha commentato recentemente Michele M. Ippolito, direttore de La Fede Quotidiana. «Per quanto mi riguarda ho un’unica certezza: per una parte del mondo cattolico è arrivato il momento di lanciare una battaglia culturale per resistere a questa deriva».

La redazione

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23 commenti a Il Papa contro la tratta dei migranti: oscurato il suo discorso (ma lo aveva già detto!)

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  1. Umpalumpa ha detto

    “Il Papa contro la tratta dei migranti: oscurato il suo discorso (ma lo aveva già detto!)”
    “Paradossalmente, però, ha più ragione chi non ha riportato la notizia piuttosto che coloro che l’hanno ritenuta una novità. Infatti, la notizia non c’è: anche in questo caso, Francesco lo aveva già detto in diverse occasioni.”
    Sarà che in Italia ci sono molti “analfabeti funzionali”, quindi non posso escludere di rientrarci anch’io (probabile), però onestamente non ho capito queste due frasi.

    Cmq riguardo al fatto che BXVI ha detto «Il diritto della persona ad emigrare è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno”, tanto per arricchire l’affermazione (ed evitare che qualche “furbacchione” faccia passare Ratzinger per un no-border), riporto il paragrafo completo.
    “Certo, ogni Stato ha il diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, ma sempre assicurando il rispetto della dignità di ogni persona umana. Il diritto della persona ad emigrare – come ricorda la Costituzione conciliare Gaudium et spes al n. 65 – è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità e aspirazioni e dei suoi progetti. Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra, ripetendo con il Beato Giovanni Paolo II che «diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione» (Discorso al IV Congresso mondiale delle Migrazioni, 1998). Oggi, infatti, vediamo che molte migrazioni sono conseguenza di precarietà economica, di mancanza dei beni essenziali, di calamità naturali, di guerre e disordini sociali. Invece di un pellegrinaggio animato dalla fiducia, dalla fede e dalla speranza, migrare diventa allora un «calvario» per la sopravvivenza, dove uomini e donne appaiono più vittime che autori e responsabili della loro vicenda migratoria. Così, mentre vi sono migranti che raggiungono una buona posizione e vivono dignitosamente, con giusta integrazione nell’ambiente d’accoglienza, ve ne sono molti che vivono in condizioni di marginalità e, talvolta, di sfruttamento e di privazione dei fondamentali diritti umani, oppure che adottano comportamenti dannosi per la società in cui vivono. Il cammino di integrazione comprende diritti e doveri, attenzione e cura verso i migranti perché abbiano una vita decorosa, ma anche attenzione da parte dei migranti verso i valori che offre la società in cui si inseriscono.”
    https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/messages/migration/documents/hf_ben-xvi_mes_20121012_world-migrants-day.html

    • Sebastiano ha detto in risposta a Umpalumpa

      Ah ecco, ne mancava un pezzo…

    • Franco ha detto in risposta a Umpalumpa

      Puntualizzazione che di fatto è un autogol in quanto il diritto a non emigrare lo ha ribadito anche Francesco: “La promozione umana dei migranti e delle loro famiglie comincia dalle comunità di origine, là dove deve essere garantito, assieme al diritto di poter emigrare, anche il diritto di non dover emigrare, ossia il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una dignitosa realizzazione dell’esistenza” http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/february/documents/papa-francesco_20170221_forum-migrazioni-pace.html

      Quindi, purtroppo per Sebastiano, si conferma che Francesco dice le stesse cose di Ratzinger (fattene una ragione).

      • extracomunitario ha detto in risposta a Franco

        Attento che esiste anche il dovere di non emigrare, oltre i diritti esistono anche i doveri, cosa che anche i Papi dimenticano in mezzo al confusione generale dei tempi moderni rivoluzionari francesi.

        • Xlove ha detto in risposta a extracomunitario

          Il “dovere di non emigrare” non esiste, è una sciocchezza e per fortuna nessun Papa ne parla. Sei troppo confuso, liberati da Salvini e convertiti.

          • Kosmo ha detto in risposta a Xlove

            Ah no???
            Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra, ripetendo con il Beato Giovanni Paolo II che «diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione»

            ma per favore, papisti più del papa…

          • extracomunitario ha detto in risposta a Xlove

            Il dovere di non emigrare è divenuto una sciocchezza, anzi i doveri in generale sono divenuti una sciocchezza perché il Dio è divenuto una sciocchezza, per questa ragione nessuno ne parla di doveri e di Dio. E per questa ragione, per essere politically correct, anche i Papi non parlano sul dovere del non emigrare. Esisto doveri e diritti, che sono complementari tra loro, una società che riconosce soltanto i diritti, è una società di bambini con biberon in bocca, mai e poi mai una società cristiana. Tu mi raccomandi di convertirsi, dunque anche io deve prendere il biberon di Salvini e di mettere in bocca come tutti?

            E’ un problema di sentire eroico, il dovere di non emigrare è quando la nazione ha bisogno di te, di non abbandonare il posto di battaglia. Senza quel sentimento il diritto di non emigrare è un assurdo, oppure si sottintende come derivato. Altrimenti che senso ha il valore di sacrificio una volta assicurato il latte nel biberon?

            Quando i Papi parleranno sul diritto di santità allora mi converto anche io nella Terra Promessa dove scorre il latte e il miele gratis ed in quantità.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Franco

        Ciao franco.
        Non ho capito se parli con me. Ad ogni modo, autogol a parte, vero o presunto, ho postato l’intero intervento di bxvi (come giustamente tu riporti quello di Francesco) solo per completezza di informazione. Per evitare che qualche furbastro, che magari sostiene che Gesù sia paragonabile a che Guevara, sostenesse che Ratzinger sia un no border. Per far notare, infine, che l’approccio delle “frontiere” aperte senza se e ma o delle politiche dell”accogliamoli tutti ” non sono in alcun modo approcci o politiche cristiane. Anzi. Sono l’esatto opposto. Ieri come oggi.
        Con buona pace dei “furbastri” – cattocomunisti (cit uccr ;)) di cui sopra

      • Sebastiano ha detto in risposta a Franco

        Purtroppo per Franco (e per gli altri lettori) i miei due interventi precedenti sono stati cancellati dalla redazione. C’erano 5 domande che, evidentemente, erano fastidiose. Si vede che ritengono più interessanti gli interventi di shiva101. Ripeterle sarebbe perciò inutile. Non so neppure se questo post verrà pubblicato.
        Certo che, per essere uno spazio libero, è un atteggiamento un po’ strano…

  2. Franco ha detto

    A parte i soliti commentatori catto-confusi qui sopra, che dimostrano di non avere la lucidità necessaria su questi argomenti, mi colpisce quanta differenza vi sia tra l’immagine del Papa a livello sociale e quella che è la sua autentica persona. Che poi è ciò che accade anche per il Gesù storico rispetto al Gesù delle masse. La preoccupazione è che non vedo nessun orizzonte in cui la verità potrà mai venire ristabilita, la potenza dei social network di diffondere falsità e convincere la mente è troppo forte.

    • extracomunitario ha detto in risposta a Franco

      Il conflitto standard è tra Gesù storico e Gesù mitico, che è anche dell’elite, non soltanto delle masse. E’ un altra cosa che l’elite di oggi non hanno più nessun tipo di Gesù, hanno soltanto qualcosa le masse.

      E’ logico poi che esiste un Papa storico (sociale com lo chiami tu) e un Papa mitico, come esiste un Garibaldi mitico e un Garibaldi storico, come esiste un Franco virtuale e un Franco reale. E’ questa la confusione vera che causa ogni altra confusione. Sono tutti catto-confusi, anzi catto-fusi.

  3. Adriano ha detto

    Ma vi rendete conto di quel che dite? Lottare per la dignità degli ultimi, impedire che i bambini vengano lasciati affogare nell’indifferenza generale, contrastare la disumanità che viene utilizzata come strumento di consenso elettorale, non significa favorire i trafficanti di morte. Assimilare il Papa a Salvini? Vi siete bevuto il cervello? Voi e chi vi crede?

    • Xlove ha detto in risposta a Adriano

      Sei sicuro di aver letto l’articolo? Sei sicuro di aver capito che a fianco della doverosa assistenza ai migranti in mare ci sono trafficanti che lucrano sulle loro spalle? Sei sicuro che il Papa sia stato assimilato a Salvini?
      Da un lato i confusi cattivisti (salviniani) e dall’altro i confusi buonisti (saviani). E’ possibile sperare in un commento dei tanti cattolici sani che stanno leggendo?

    • Emanuele ha detto in risposta a Adriano

      Non mi pare che qui qualcuno sia contrario ai salvataggi in mare. Neppure Salvini lo è, per quel che ne so.

      Il problema, secondo me ed altri è il seguente. Perché un bambino si trova su una barca fatiscente invece che su mezzi di trasporto efficienti o su mezzi di soccorso dell’ONU o altre agenzie internazionali? Chi ha pagato un biglietto di migliaia di dollari quando con molto meno poteva viaggiare in aereo di linea? Perché è stato forzato ad entrare irregolarmente in Europa e non tramite i canali legali di accoglienza dei profughi?

      Qui sta la differenza tra chi non vuole che i bambini anneghino e chi se ne frega o li usa per fini politici. Se non voglio che un bambino anneghi non lo metto su un barcone sovraffollato sperando nella buona sorte che una ONG lo intercetti a poche miglia dalla costa. Non illudo i suoi familiari (anche se su questo ci sarebbe da aprire un dibattito…)

    • Umpalumpa ha detto in risposta a Adriano

      Ciao Adriano.

      Sono contento delle tue affermazioni, così posso chiederti un paio di cose:
      1 – chi è che vuole lasciare affogare i bambini in mare? ti prego, ora, se fai qualche accusa, puoi anche provarla? Intendo dire, se dici che Tizio (noto politico, giornalista, intellettuale, vip vario di destra/centro/sinistra) è a favore degli affogamenti e dei mancati soccorsi in mare, puoi indicarmi anche dove e quando lo ha detto o lo dice?

      2 – cosa intendi con “disumanità”? chi e come alimenta la “disumanità”?

      Te lo chiedo, davvero, senza sarcasmo o polemica.

  4. Emanuele ha detto

    Giusto per capire quale parte politica usa i migranti a fini politici

    «Io stesso, devo dire, con realpolitik, di cui mi sono anche vergognato, ieri ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede per il nostro governo»

    (Edoardo Albinati)

    • extracomunitario ha detto in risposta a Emanuele

      La politica e la religione sono fratelli siamesi operati e divisi artificialmente nella epoca moderna. E’ una operazione non riuscita, e per questa ragione rischia di non esiste più la religione e la politica se non come falsi, tutti usano tutti.

  5. Giancarlo ha detto

    Gesù non è venuto solo per il popolo ebraico ma anche per tutta l’umanità e non fa nessuna distinzione di appartenenze, il Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio non riguardava solo il mondo di allora ma anche il mondo di oggi e di sempre basta con la diviniziazione con terribili conseguenze su tutti noi!

  6. Susanna ha detto

    Io penso che ci attendano tempi bui e molto oscuri connotati da grande confusione in cui pur parlando la stessa lingua nessuno si capisce.Mi dispiace perché si stanno travolgendo i cardini di culture e religioni millenarie in nome di libertà di nome ma non di fatto.L’uomo che nelle verità universali si atteggia ad essere Dio non è un buon uomo.La terra fondamentalmente non ha confini e la vita nostra e dei nostri similli va rispettata,salvaguardata assicurata. Non facciamo agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi,ai nostri bambini,ai nostri cari.

  7. Enigma ha detto

    Fede e ragione
    bene e male
    Papa buono e Papa cattivo
    Francesco e Benedetto
    Salvini e Saviano.
    Salvini e Francesco, Saviano e Benedetto.

    Amen.

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