“Un Universo così grande è uno spreco divino”. Risponde l’astrofisico Hugh Ross

Prima dell’invenzione del telescopio, alcuni consideravano il cosmo troppo piccolo ed insignificante per essere l’opera di un Creatore. Solo un cosmo infinito, dicevano, si adatterebbe ad una divinità infinita. Oggi conosciamo la grandezza dell’Universo, eppure alcuni sostengono che sia un argomento contro l’opera di un Creatore.

Nel suo libro God: The Failed Hypothesis, il fisico Victor Stenger si lamenta infatti: «Se Dio ha creato l’universo come un posto speciale per l’umanità, sembra aver sprecato una quantità enorme di spazio». L’universo contiene infatti circa 200 miliardi di galassie di grandi e medie dimensioni e cento volte più galassie nane e le stelle si stima che ammontino a circa 50 miliardi di trilioni.

L’astrofisico Hugh Ross, docente presso l’Università di Toronto (Canada), ha però spiegato che «coloro che non hanno avuto il privilegio di studiare astrofisica potrebbero non rendersi conto che l’universo deve essere tanto enorme per permettere la vita umana, o qualsiasi altra vita, al suo interno». Le ragioni sono almeno due. La prima riguarda la produzione di elementi essenziali per la vita, mentre la seconda la velocità di espansione.

Il modello del Big bang, che vanta oggi una forte plausibilità nel mondo scientifico, ci dice che al momento della creazione cosmica l’Universo era infinitamente caldo e compresso e la sua materia esisteva sotto forma di idrogeno. Espandendosi si raffreddava e la velocità di espansione dipendeva dalla sua massa. Senza addentrarsi in spiegazioni complesse, basta comprendere che se la densità di massa cosmica fosse stata di poco inferiore, la fusione nucleare dell’idrogeno primordiale non avrebbe funzionato e non si sarebbero mai prodotti elementi essenziali alla vita, come carbonio, azoto, ossigeno ecc. Se, invece, fosse stata di poco superiore tutto l’idrogeno sarebbe stato rapidamente fuso in elementi non utili. Così, Ross ha commentato: «Date le leggi della fisica in base alle quali opera l’universo, la massa cosmica non doveva essere diversa da quello che osservano esattamente gli astronomi, altrimenti non saremmo qui ad osservarla e a discuterne. Un universo più grande o meno grande non avrebbe permesso l’esistenza della vita fisica». Dunque, ritorna la sensazione di una sintonizzazione fine in direzione della vita intelligente.

La seconda ragione per cui l’Universo avrebbe dovuto avere la dimensione che ha, è legata all’espansione cosmica. Essa, come già scritto, dipende dalla densità di massa: data la legge di gravità, una densità di massa inferiore avrebbe reso troppo rapida l’espansione, impedendo il formarsi di stelle e pianeti. Con una densità di massa superiore, invece, tutte le stelle sarebbero state enormi (o trasformate in buchi neri) ed i pianeti in orbita completamente inadatti alla vita umana. La morale che se ne può trarre è che la vita fisica non può esistere in un universo con una densità di massa minore o maggiore del valore che osserviamo nel cosmo.

Entrando in campo filosofico e teologico, così come vi entra chi nega Dio a partire dalla dimensione dell’Universo, l’astrofisico canadese arriva addirittura a ribaltare i piani e formulare un ragionamento molto semplice: «Data questa situazione, qualcuno potrebbe obiettare che la pura coincidenza spiega la densità di massa “giusta” dell’universo. Eppure, gli scienziati osservano che la massa dell’universo è finemente sintonizzata per produrre l’adeguata abbondanza e diversità di elementi essenziali per la vita e che la densità di massa è fissata con precisione per consentire il giusto tasso di espansione per tutta la storia cosmica, così che stelle e pianeti si formino nei momenti giusti e nei luoghi giusti per la vita. La combinazione di queste improbabilità astronomiche sfida chiaramente qualsiasi spiegazione diversa dall’intenzionalità trascendente».

Ovvero, c’è un tale «perfezionamento cosmico» che si spiegherebbe solo presupponendo un’intenzione e non una coincidenza. Oltre non è prudente andare, se non apprezzando quanto ha scritto Alfio Quarteroni, ordinario di Matematica presso l’Università del Minnesota: «Per chi ha fede, il Dio creatore non può esimersi dall’essere anche un matematico. Il più grande di tutti, naturalmente. Perché ha risolto il più complesso problema inverso che mai sia stato posto: determinare le condizioni iniziali giuste (al tempo zero, quello della creazione) affinché il sistema dinamico dell’evoluzione dell’universo arrivasse a oggi a possedere questa meravigliosa grandezza».

La redazione

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31 commenti a “Un Universo così grande è uno spreco divino”. Risponde l’astrofisico Hugh Ross

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  1. giuliano ha detto

    Penso abbia poco senso (dal punto di vista prima di tutto logico…) speculare sull’esistenza o meno di Dio in relazione alle caratterizzazioni che ci presenta la realtà fisica.

    • sara ha detto in risposta a giuliano

      Eppure Dio si e’ fatto uomo secondo i Cristiani…non e’ corretto pensarlo semplicemente solo come entità astratta, Dio si sarebbe rivelato e incarnato secondo la Cristianita’ ….eppoi molti Santi con uno Spirito molto sensibile percepivano nel Creato una relazione con Dio, in ogni creatura c’e’ un po’ di essenza Divina essendo creato e creature parte del creatore. Credo che Dio sia ancora piu’ concreto persino delle leggi tangibilissime della fisica, e poi credo pure che ogni scienza pura che si rispetti esprima con estrema precisione un aspetto della perfezione e del fascino Divino….ogni scienza e ricerca e la ricerca porta vicino ,sempre piu’ alla risposta o alla successiva domanda…

    • Max ha detto in risposta a giuliano

      Bentornati ad UCCR.

      C’e’ del senso in quello che dici, Giuliano.

    • lorenzo ha detto in risposta a giuliano

      Pensi abbia poco senso (dal punto di vista prima di tutto logico…) speculare sull’esistenza o meno di Michelangelo in relazione alle caratterizzazioni che ci presenta la realtà fisica della Pietà e della Cappella Sistina?

      • giuliano ha detto in risposta a lorenzo

        Intendevo solo dire che fine tuning,densità di massa “giusta” et similia non aggiungono alcunché ai possibili sbocchi della speculazione trascendentale. L’esempio di Michelangelo è incongruo in quanto sono percepibili e sperimentabili sia l’autore (Michelangelo stesso) che le opere (Pietà, Cappella Sistina e altro). Conta porsi il problema di Dio in quanto “amore” (come insegna il cattolicesimo), in quanto “giustificatore”, ecc…

        • lorenzo ha detto in risposta a giuliano

          La tua risposta è incongrua in quanto da cosa percepisci e sperimenti l’autore studiando a fondo la Pietà o la Sistina? Tu puoi solo analizzare la qualità del marmo o dei pigmenti, la forza delle scalpellate o la direzione delle pennellate…, ma niente puoi dire sul giorno di nascita, sulla razza, sul peso o sul tipo di alimentazione dell’autore.

          Forse per te non conta porsi il problema di Dio come Creatore?

          • giuliano ha detto in risposta a lorenzo

            Oltre che porsi il problema di Dio come Creatore della realtà fisica penso sia altrettanto importante speculare su Dio come percorso che porta/viene all’/dall’amore, oltre che “giustificatore” della nostra consapevolezza. La realtà fisica é congeniale alla nostra esistenza e va da se che è importante “conseguire” la “causa prima della realtà”, ma la “causa prima della realtà” da sola non da giustificazione della consapevolezza che caratterizza l’uomo e soprattutto del perché Dio ce l’abbia data nell’ambito della realtà fisica in cui prendiamo atto ogni giorno della sua decisione.

            • Katy ha detto in risposta a giuliano

              Comprendo il tuo approccio però non lo vedo in alternativa con ciò che fanno i filosofi metafisici, ovvero partire dalla creatura per conoscere il Creatore. Esistono tanti scienziati convertiti grazie allo studio dell’universo…sarei più prudente quindi prima di parlare di insensatezza.

            • Katy ha detto in risposta a giuliano

              Addirittura credo che l’approccio che proponi non è assolutamente adeguato nell’evangelizzazione poiché presuppone che Dio esista, che si interessi all’uomo e che sia amorevole. Sai bene che a chi come Dawkins o Stenger usa questi tipi di argomenti scientifici non si può rispondere parlando dell’amore di Dio…bisogna giocare nel loro campo come ha fatto l’astrofisico citato nell’articolo: ha risposto e ha ribaltato la questione. Poi siamo d’accordo che nessuno di noi cattolici è tale per la sintonizzazione fine del cosmo, però rimangono argomenti affascinanti che possono dare spunti di interesse per noi stessi e avviare un confronto con chi non crede.

            • lorenzo ha detto in risposta a giuliano

              Dovunque il guardo giro,
              immenso Dio, ti vedo:
              nell’opre tue t’ammiro,
              ti riconosco in me.

    • Katy ha detto in risposta a giuliano

      Giuliano…però tale “speculazione” la fece anche San Tommaso con le sue 5 vie…o sbaglio?

      • viaNegativa ha detto in risposta a Katy

        Con la differenza che tali vie non muovono da premesse ipotetiche, come invece fa la scienza moderna, il cui carattere è (e sempre sarà) inevitabilmente ipotetico. A fortiori quando si tratta della questione dell’origine temporale dell’Universo: qui, data la natura autoreferenziale-impredicativa del problema, l’indecidibilità è (e sempre sarà) totale. A riprova di ciò è sufficiente dire che dagli assiomi della TdR possono essere coerentemente derivati modelli cosmologici di entrambi i tipi: universo eterno – non eterno (tra parentesi, è questo il motivo per cui – paradossalmente – il dato della Rivelazione (=inizio assoluto dell’Universo) è perfettamente consistente, e mai potrà essere in contraddizione, con quei modelli che suppongono, per ipotesi, l’eternità dell’Universo o dell’insieme degli universi).

        Questo dovremmo sempre tenerlo tutti bene a mente, anche il Ross.

      • giuliano ha detto in risposta a Katy

        Per Katy… conosco poco San Tommaso e, per quel che so, sono anche molto complesse le sue speculazioni.

        • Katy ha detto in risposta a giuliano

          Ti cito una frase di San Paolo che spiega quanto sia adeguato partire dall’osservazione della perfezione cosmica per approdare a Dio: “poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa” (Rm 1,19-20).

  2. Aristarco De' Strigidi ha detto

    Costante cosmologica calibrata per la Vita ?
    Non lo so.
    Se fosse possibile verificare la validità o in alternativa la falsità del multiverso una risposta definitiva la si potrebbe dare.
    In ogni caso dubito fortemente che una risposta possa essere mai data, neanche nel futuro più remoto.

  3. Fausto Velpi ha detto

    Non confondete le acque come vostro solito: alcuni sostengono che la vastità dell’Universo “sia un argomento contro l’opera di un Creatore” SE si ritiene che esiste UN SOLO pianeta abitato ovviamente il nostro.

    Al contrario si ritiene che l’Universo o addirittura i Multi-Universi debbano essere molto popolati, ma ovviamente ai voi cristiani non conviene l’esitenza degli alieni altrimenti tutta la vostra ideologia umano-centrica (con tato di creatore antropomorfo) sparisce all’istante.

    Magari esiste una razza aliena 100 volte piu potente e intelligente della nostra che ha sembianze totalmente diverse, a quel punto dire che l’immagine di dio siamo noi o che cristo abbia il corpo dei terrestri diventa ridicolo, come infatti siete voi.

    • lorenzo ha detto in risposta a Fausto Velpi

      Cosa cambia tra l’universo ed il multi universo in rapporto ad un Creatore che ha voluto tutto ciò che esiste, sia le cose visibili che quelle invisibili?

      • Fausto Velpi ha detto in risposta a lorenzo

        cambia che se esistono tante e tante civiltà e tanti e tanti Universi, la crezione non è piu nè umano-centrica nè terra-centrica, e la vostra dottrina sulla specie eletta, razza eletta ecc.. viene a cadere.

        Quindi non ha piu senso dire che l’uomo è immagine di dio (perchè secondo l’ipotesi potrebbero essitere tante razze con tante “forme” , piu “elette” cioe piu intelligneti dell’uomo) , quindi ancora una volta non puo esistere il peccato originale ecc..

        • lorenzo ha detto in risposta a Fausto Velpi

          Al posto delle cavolate che hai scritto, avresti più proficuamente potuto attestare che nella Bibbia è riportato che la terra era abitata giganti, eroi, figlie degli uomini e figli do Dio: non mi dire però che anche tu, come i testimoni di Geova, ritieni la Bibbia un libro di biologia

    • giuliano ha detto in risposta a Fausto Velpi

      L’infinità di un universo fatto di infiniti universi, la presenza di altre creature consapevoli non conosciute, ecc…, penso non cambi alcunchè della visione cristiana e in particolare cattolica del mondo che ci circonda. Che l’uomo sia ad immagine di Dio non vuol dire (o non vuol dire solo…) che Dio ha sembianze e fattezze umane e il discorso del Peccato Originale non preclude l’esistenza di altri esseri consapevoli. Inoltre la ragione principale d’essere del cristianesimo non è tanto collegata alla presenza di un “Dio Creatore” (creatore della Terra, dell’Universo, di enne Universi, del Multiuniverso o di Quelchesivuole), quanto alla presenza di un Dio fatto Uomo venuto sulla stessa Terra, ovvero nello “spazio fisico” 2000 anni fa ricomprendente tutto quanto di umano ci sia nel Tutto…, a dare testimonianza dell’Amore che giustifica lo stesso Tutto.

      • Fausto Velpi ha detto in risposta a giuliano

        l’hai detto tu stesso.. fatto uomo. Cristo, che sarebbe proprio il creatore, starebbe in “cielo” con il fegato, milza, gambe, braccia.. quindi avrebbe proprio le fattezze umane.

        E di certo non avrebbe senso eleggere Isreaele (che per coincidenza è il popolo che ha scritto la bibbia) come popolo eletto su tutto l’universo!!

        Il peccato originale non può esistere essendo l’uomo evoluto dalle scimmie..

        • giuliano ha detto in risposta a Fausto Velpi

          Se è fatto uomo è perchè stiamo parlando della venuta di Gesù sulla Terra 2000 anni fa. Il concetto di “popolo eletto” di Israele e’ collegato all’emergere del monoteismo (sempre sulla Terra, circa 2800-3000 anni fa). Il Peccato Originale, per lei disinteressato culturalmente alle religioni e alla relativa storia ovvero privo di speculazione trascendentale perchè agnostico/ateo, allo stesso modo NON può impedire di ritenere non incongruente la visione cristiana con possibili X mondi caratterizzati da esseri senzienti e dispersi per l’Universo (da QUI era partito il discorso… qualche ora fa). Ciao Velpi, buona serata.

          • Fausto Velpi ha detto in risposta a giuliano

            ma certo che è incongruente perchè il mondo e tutto l’universo sono tali, cioè imperfetti, da sempre, da prima e anche senza la comparsa dell’uomo, che peraltro discende dalla scimmia e quindi non esiste un tizio che ha commesso il “primo” peccato..

            il concetto di popolo eletto è legato alla bibbia e gli ebrei ancora tali si considerano, stai sereno..

    • viaNegativa ha detto in risposta a Fausto Velpi

      Noto che all’incipit “non confondete le acque come vostro solito” è seguito un minestrone di boiate totalmente sconclusionato. Complimenti.

  4. Antonio ha detto

    La terra è piatta!

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