Pacelli insultò Hitler, il testo inedito riapre il dibattito storico
- Ultimissime
- 06 Mag 2026

“Illuso” e “superbo”: quando il card. Pacelli, futuro Pio XII, rincarò la dose contro Hitler. Un testo sconosciuto fino ad oggi.
Un documento inedito alimenta il dibattito storico su Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII.
Il testo, risalente al 1937, mostra l’allora cardinale Segretario di Stato intervenire con fermezza contro la propaganda nazista e in difesa del cardinale americano George Mundelein, reo di aver attaccato pubblicamente Adolf Hitler.
Il caso nacque dopo un discorso pronunciato a porte chiuse da Mundelein a Chicago, nel quale il porporato dileggiò il Führer chiamandolo “tappezziere austriaco” e “schiappino” e criticando apertamente Goebbels, Göring e il regime tedesco.
Berlino reagì immediatamente protestando furiosamente con la Santa Sede.
Pacelli su Hitler: “Superbo e illuso”
Fu allora che Pacelli, destinato due anni più tardi a diventare Papa con il nome di Pio XII, prese posizione in un testo diplomatico oggi riportato all’attenzione nell’ambito del convegno “Eugenio Pacelli – Pio XII tra città di Dio e città dell’uomo” da parte di Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani.
Nel documento, Pacelli rifiutò di deplorare il discorso del cardinale americano.
Farlo, disse, «sarebbe un atto di debolezza che non farebbe che rendere ancora più superbi i capi del nazionalsocialismo e lo stesso Hitler, che nella sua auto-illusione crede che tutto il mondo debba subito inchinarsi dinanzi a lui».
Non erano molti all’epoca i segretari di Stato capaci di fronteggiare Hitler in tale modo, addirittura dandogli pubblicamente del superbo e dell’illuso e rincarando la dose di delegittimazione già sostenuta dal cardinale americano.
Il futuro Pio XII “salvò” lo stesso arcivescovo di Chicago dall’umiliazione di una ritrattazione, portando l’allora Papa Pio XI ad associarsi, definendo Pacelli come «il Cardinale nostro segretario di Stato per cui non vi è elogio che basti».
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Le prove storiche su Pio XII
Una presa di posizione significativa, soprattutto alla luce delle accuse che per decenni hanno dipinto Pio XII come eccessivamente prudente nei confronti del nazismo.
Il convegno romano è stato organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del pontefice romano, riunendo storici e studiosi impegnati a rileggere la figura di Pacelli alla luce di nuovi documenti d’archivio.
Negli ultimi anni, infatti, l’apertura degli archivi vaticani relativi al pontificato di Pio XII ha rilanciato gli studi sulla sua attività diplomatica precedente e successiva all’elezione del 1939.
In un convegno del 2023, ad esempio, è stato rivelato un messaggio fino ad allora inedito che Pio XII indirizzò al vescovo di Würzburg, Matthias Ehrenfried, scrivendo parole emblematiche: «Dove il Papa vorrebbe gridare a gran voce, il suo ufficio gli impone di trattenersi e di tacere».
Una prudenza legittimata oggi da diversi storici del Novecento, come David Bidussa e Angelo Varni, i quali riconoscono che dichiarazioni di condanna sarebbero state «controproducenti per gli stessi perseguitati» e, per questo, il Vaticano preferì «piuttosto agire nel concreto di un’azione di soccorso» sotterranea e diplomatica a favore degli ebrei.
L’esperienza della furibonda reazione nazista all’enciclica Mit brennender Sorge scritta “contro” Hitler insegnò molto: i tedeschi scatenarono una durissima repressione contro la Chiesa tedesca, contribuendo a convincere Pio XII della necessità di mantenere una prudenza diplomatica durante il conflitto.
I rabbini a favore di Pio XII
Diversi rabbini e studiosi ebrei, a partire da David Gil Dalin (autore de “La leggenda nera del Papa di Hitler”, Piemme 2007), hanno documentato la preoccupazione di Papa Pacelli anche per le possibili rappresaglie nei confronti degli ebrei in caso di una diretta contrapposizione a Hitler.
E, tuttavia, in parallelo anche l’opera di salvataggio di migliaia di ebrei tanto che lo stesso Dalin suggerì di onorare Pio XII come un “Giusto fra le nazioni”, così come richiesero diversi prominenti ebrei suoi contemporanei (Isaac Herzog, Golda Meir, Chaim Weizmann, Pinchas Lapide ecc.).
Un’altra delle tante recenti acquisizioni è del 2022, quando lo storico Antonello Carvigiani ha scoperto un nuovo documento che prova la richiesta diretta di Pio XII di salvare e nascondere gli ebrei nei conventi romani.
Dalla recente scoperta relativa agli anni precedenti al pontificato fino ai nuovi materiali emersi dagli archivi vaticani, il profilo storico di Pio XII non merita più di essere ridotto a semplificazioni ideologiche, ma va riletto alla luce delle prove che restituiscono la verità sul suo operato durante la guerra.


















2 commenti a Pacelli insultò Hitler, il testo inedito riapre il dibattito storico
Non trovo il titolo particolarmente equilibrato.
Premesso che superbo non è un insulto, non so quanto sia opportuno associare il termine “insultare” a un Papa.
Beh per un cardinale (Pacelli non era ancora papa) sono parole talmente forti se dette in maniera ufficiale che forse possono davvero essere considerate insulti.