Caro Obama, non ci vergogniamo affatto delle Crociate

CrociateIl presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il discorso alla National Prayer Breakfast, l’annuale appuntamento di preghiera multiconfessionale, ha più volte ribadito l’importanza della religione come fattore positivo nel mondo e ha condannato lo Stato Islamico definendolo «una setta della morte» e sottolineando che «nessun Dio può tollerare il terrorismo».

Nel criticare giustamente la deformazione della religione, ha tuttavia paragonato il fenomeno dell’Is alle Crociate medioevali, spiegando che anche l’occidente cristiano ha commesso enormi crimini in nome di Dio. Ora, è vero che tantissimi uomini cristiani hanno commesso crimini efferati, ma facendolo si sono posti automaticamente contro e al di fuori del cristianesimo stesso, agendo in nome di loro stessi o di un non certamente cristiano.

In secondo luogo le Crociate non sono affatto paragonabili al terrorismo islamico, lo sanno benissimo gli storici anche se purtroppo nella popolazione (ed evidentemente anche tra i politici) fa ancora presa la leggenda illuminista e pregiudizievole. Le critiche ad Obama non sono infatti mancate, ci interessa però andare a leggere cosa ha scritto lo storico Thomas F. Madden, direttore del dipartimento di Storia e del Center for Medieval and Renaissance Studies presso la Saint Louis University, tra i più esperti delle Crociate al mondo, collaboratore dei principali quotidiani americani e redattore della voce “Crociate” per l’Enciclopedia Britannica. «Gli occidentali in generale (i cattolici in particolare) trovano le Crociate un episodio profondamente imbarazzante per la loro storia. Nelle centinaia di interviste che ho rilasciato l’11 settembre 2001, ho sempre risposto: “Le Crociate furono un fenomeno medioevale senza alcuna connessione al moderno terrorismo islamico”».

Eppure in tanti sono davvero convinti che «i crociati hanno marciato contro gli infedeli mossi dal cieco fanatismo e dal desiderio di impossessarsi di bottini e di terre, che le Crociate tradirono il cristianesimo stesso in nome di “Dio lo vuole”». Ma, ha proseguito il prof. Madden, «ogni parola di questa frase è sbagliata. Gli storici delle Crociate lo sanno da tempo, ma per loro è estremamente difficile penetrare attraverso un abisso di preconcetti radicati». Addirittura lo storico Jonathan Riley-Smith, docente di Storia Ecclesiastica a Cambridge, ha ammesso di aver «quasi perso le speranze». Nel suo libro “The Crusades, Christianity, and Islam” (Columbia University Press 2009) ha mostrato come le Crociate non rappresentano affatto una perversione della religione il cui fondatore predicava mitezza, amore per i nemici e non resistenza. Tanto che  furono proprio i padri della Chiesa, tra cui Sant’Agostino, ad articolare un approccio cristiano alla guerra giusta, quella in cui le autorità sono legittimate a fermare o evitare un male maggiore, una guerra difensiva in reazione ad un atto di aggressione. Ricordiamo che anche San Francesco d’Assisi si aggregò alla Quarta crociata.

Le Crociate rispondono perfettamente ai criteri della guerra giusta, ha spiegato il prof. Madden. «Esse sono nate sempre in risposta ad un’offensiva musulmana alle terre cristiane, i fedeli decisero di entrare in guerra per difendere i cristiani e per punire gli aggressori per terribili torti». E’ quello che ancora oggi fanno le Nazioni Unite entrando in guerra per riportare la pace, quando la diplomazia non è più efficace. Come Riley-Smith ha scritto, la crociata è un atto di aiuto al prossimo, mettendo la propria stessa persona in pericolo di vita, è l’imitazione del Buon Samaritano descritto dai vangeli. Tanto che Innocenzo II disse ai Cavalieri Templari: «Voi trasformate in atti le parole del Vangelo, “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13)». Papa Urbano II davanti ai volontari della prima crociata pronti a partire, disse: «Dai confini di Gerusalemme e dalla città di Costantinopoli una storia terribile è stata raccontata e portata alle nostre orecchie: una massa di soldati dal regno dei Persiani, musulmani turchi, hanno invaso le terre di quei cristiani e le hanno spopolate con le armi, i saccheggi e il fuoco; hanno portato via una parte della popolazione prigioniera come schiavi e una parte l’hanno distrutta con torture crudeli; hanno interamente distrutto le chiese di Dio o se ne sono impadronite per i riti della loro religione. E che cosa dovrei dire degli abominevoli stupri delle donne? Parlare di ciò fa più male che stare in silenzio. A chi spetta dunque il compito di aggiustare queste cose sbagliate e di recuperare questi territori per chi li occupava, se non a voi?».

Lo storico americano ha precisato: «Ma le crociate non erano soltanto guerre giuste. Erano guerre sante, non per il loro obiettivo ma per il sacrificio dei Crociati. La crociata era un pellegrinaggio e quindi un atto di penitenza. Quando Urbano II chiamò la prima crociata nel 1095 creò un modello che sarebbe seguito per secoli. I Crociati che hanno intrapreso tale onere con retta intenzione e confessando i loro peccati, avrebbero ricevuto l’indulgenza plenaria. E i sacrifici erano straordinari, il costo della crociata era sconcertante: senza l’assistenza finanziaria solo i ricchi potevano permettersi di intraprendere questo pellegrinaggio, molte famiglie nobili si impoverirono. Gli storici sanno da tempo che l’immagine del crociato come un avventuriero in cerca di fortuna è esattamente l’opposto di quanto accadde. Come ha spiegato Riley-Smith, studi recenti dimostrano che circa un terzo dei cavalieri e nobili è morto in guerra. Non si può mai capire le crociate senza capirne il carattere penitenziale».

Abbiamo già smontato i più diffusi miti sulle Crociate riprendendo l’ottimo lavoro divulgativo dello storico medievalista Paul Crawford, docente alla California University of Pennsylvania. Per chi volesse ulteriormente approfondire pochi mesi fa è uscito l’ultimo volume dello storico statunitense Rodney Stark, intitolato: “Gli eserciti di Dio. Le vere ragioni delle crociate” (Lindau 2014).

Ovviamente tutto questo non significa negare che durante le Crociate vi furono anche episodi di cruda e gratuita violenza, ma si vuole invitare a studiare davvero quel che si pensa di criticare. Per quanto abbiamo scritto qui sopra non solo non ci vergogniamo delle Crociate, ma ne andiamo orgogliosi perché la carità cristiana (si trattò di questo, come abbiamo mostrato) è uno dei più alti valori dell’Occidente. Eppure, come ha spiegato Benedetto XVI, «c’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì, in maniera lodevole, di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L’Europa ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di se stessa, se vuole davvero sopravvivere».

La redazione

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53 commenti a Caro Obama, non ci vergogniamo affatto delle Crociate

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  1. Marco ha detto

    Mah.. sono un pò sconcertato.. Voglio dire, d’accordo che sulle crociate ne sono state dette di tutti i colori, e va bene che sicuramente molti nobili crociati partirono credendo davvero in quello che facevano, ma arrivare a dire che le crociate – nel loro insieme – furono cosa buona e giusta mi pare troppo.

    L’errore che secondo me fanno tutti, è cercare di leggere la storia adeguandola a categorie moderne: quindi la crociata è giusta, la crociata è sbagliata ecc. Le crociate sono un fenomeno storico e vanno lette come tali. E non si può fingere di non sapere che le crociate ebbero un’unica grande ragione: il bisogno per una nobiltà in crisi di ritrovare scopo e soprattutto terre. L’aggressione ai cristiani in terra santa fu un puro e semplice pretesto, sicuramente vero (era vero che i cristiani venivano massacrati, spesso e volentieri anche se non sempre), ma personalmente dubito che centinaia di migliaia di nobili si siano impoveriti (nell’arco tra l’altro di centinaia di anni dalla prima crociata (X sec.) all’ultima (XVI sec.) solo per difendere le rotte dei pellegrini. Questo vorrebbe dire affibbiare a una classe militare di 1000 anni fa qualità di sacrificio cristiano che difficilmente poteva possedere.

    Ma io non sono uno storico, quello che so è quello che ho studiato.. quindi prendo questo contributo com’è..

    • Panthom ha detto in risposta a Marco

      Marco, la tua convinzione è già stata smontata dagli storici citati in questo articolo. Tu pensi che furono motivate dal fatto che la nobiltà era in crisi e voleva “scopo e soprattutto terre”. E’ una menzogna, i nobili vendettero terre e beni per poteri finanziare la missione e partire per la terra santa, si impoverirono e alcune famiglie caddero in fallimento.

      Tieni conto che nel medioevo era autentica la devozione delle persone e non era la classe militare ad essere partita per le crociate ma gente del popolo, non a caso subirono una costante sconfitta a parte la vittoria della prima crociata.

      Se sei interessato comincia a studiarle altrimenti il tuo è uno dei tanti pregiudizi.

      • Marco S. ha detto in risposta a Panthom

        Pienamente d’accordo.

        Se ben ricordo Thomas Madden arriva alle sue conclusioni realizzando un archivio elettronico di tutte le fonti memorialistiche europee sui crociati, che ha permesso di assoggettare alla statistica la figura del crociato medio.
        La stragrande maggioranza di loro sono risultati essere nobili benestanti, con buone terre, ovvero persone che li avevano seguiti per vincolo di vassallaggio.

        E’ semmai il punto di vista di Marco ad essere viziato dall’analisi storica marxista moderna, magari quella di Runciman, che e’ andata per la maggiore per tutta la seconda meta’ del XX secolo, inoculando nell’uomo della strada gli attuali infondati pregiudizi, duri a morire, sulle crociate.
        Essa infatti vedeva le crociate imprese coloniali ante-litteram, nelle quali i figli cadetti diseredati della nobilta’ europea, si lanciavano come lupi famelici in Terrasanta, alla ricerca di terre da conquistare, aggredendo i poveri, miti e illuminati turchi selgiuchidi.
        Che farabutti ! Che vergogna per la cristianita’ !

        Certo a un bambino, che avesse anche solo visto il film di Disney su “Robin Hood”, qualcosa non sarebbe tornato di questa ricostruzione “runcimaniana”: “”Non era forse stato Riccardo I “Cuor di Leone”, re d’Inghilterra, a partire per la III Crociata, e non suo fratello Giovanni, detto appunto, “Senza terra”” ?
        “Perché costui lasciava andare suo fratello, che era gia’ re di un prospero regno a cavallo della Manica, anziche’ andare lui a farsi a sua volta “una posizione” in Terrasanta ?

        Thomas Madden si e’ incaricato di dimostrare che il bambino che avesse ragionato cosi’, avrebbe ragionato meglio di Runciman, in merito alle motivazioni dei crociati.

        Del resto non si vede tutta questa orda di cadetti europei affamati di terre e di di potere, riversarsi e stabilirsi in Palestina.
        Quasi tutti i crociati, compiuta l’impresa volevano soltanto ritornarsene a casa, grati a Dio di essere riusciti ad onorare il voto, rimanendo ancora vivi.
        Devono quindi nascere appositi ordini religiosi-militari, per presidiare i punti chiave, della Palestina e della Siria, che vengono potentemente fortificati.

        Le crociate sono invece un’evidente reazione alla conquista della Palestina da parte dei turchi selgiuchidi (circa nel 1090 d.C.) ed al brusco cambio stile nel trattamento dei cristiani locali e dei gia’ numerosi pellegrini provenienti dall’Europa.
        Le molte testimonianze dei maltrattamenti da parte dei fanatici selgiuchidi, che contrastavano con la relativa tolleranza dei dominatori precedenti arabo-islamici, la brevita’ dei tempi tra azione selgiuchida e reazione crociata (pochi anni), a mio giudizio bastano da soli a correlare i due eventi e a dimostrare la tesi reattiva , e non aggressiva, delle crociate.

        Poi ovviamente, come tutte le guerre, anche le crociate hanno cominciato a camminare con le loro gambe, con azioni, reazioni, attacchi e contrattacchi…
        Di fondo pero’ restava sempre la necessita’ di presidiare la Terrasanta, per preservarla dal fanatismo turco.
        Una terra peraltro ben poco appetibile per la maggioranza dei nobili europei, che a casa loro avevano ben altri feudi, in termini di fertilita’, densita’ demografica e ricchezza economica.

      • Giuseppe ha detto in risposta a Panthom

        Questo articolo non smonta niente, ma ricorre solo all’ipse dixit, rimandando ad altre presunte argomentazioni. Le cose stanno così perché lo dice Tizio. Amen.

        • Panthom ha detto in risposta a Giuseppe

          Questo commento non smonta niente, ma ricorre soltanto ad affermare che l’articolo non smonterebbe nulla, le cose stanno così perché lo dice Giuseppe. Kyrie eleison.

        • Marco S. ha detto in risposta a Giuseppe

          Perche’ scusate, Voi che ragionate con il cervello e le idee di Runciman, che argomentazioni non presunte avete ?

      • Marco ha detto in risposta a Panthom

        Caro Panthom,

        dopo 5 anni di liceo classico e 3 di lettere credo di averle studiate abbastanza. Comunque al di là di questo, non volevo dire nulla, solo appunto quello che ho studiato e mi è stato insegnato.. che sia vero o falso questo è discutibile (e infatti se ne discute) ma non prenderei nulla per oro colato, neanche le opinioni di storici che la pensano diversamente da altri storici, tutto qui.

        • Fabrizia ha detto in risposta a Marco

          Scusa, ti ho votato ma volevo votare Marco S. Ho fatto il classico e l’università anch’io e anch’io ho imparato che Crociate e Inquisizione erano brutte cose. Visto però che la storia mi appassiona da sempre, ho continuato a interessarmene. Posso solo dirti che gli storici più recenti hanno una visione nettamente più positiva e di Inquisizione e di Crociate. Al limite: adesso a scuola si dovrebbe imparare il contrario di quello che abbiamo imparato noi. E non sono storici cattolici. Buon approfondimento.

    • Alèudin - preghierecorte ha detto in risposta a Marco

      “Ma io non sono uno storico” ecco, a chi dobbiamo credere, a te che non sei uno storico o agli storici citati nell’articolo?
      Non resta che approfondire.

    • EquesFidus ha detto in risposta a Marco

      Peccato che sostanzialmente tutti i fenomeni da te elencati siano falsi, a partire dalle motivazioni delle Crociate.
      Anzitutto, come dimostrano molti documenti, le Crociate erano economicamente svantaggiose, molto pericolose e legate piuttosto al rapporto tra Chiesa ed aristocrazia che non al mero guadagno: un valido esempio e è Goffredo di Buglione, che arrivò a vendere e ad ipotecare molte delle sue terre nelle Fiandre pur di finanziare la spedizione militare. A questo, inoltre, bisogna aggiungere il rischio intrinseco ed estremamente elevato (i cristiani erano poche decine di migliaia, gli islamici molti di più) di morire lasciandosi dietro soltanto debiti per i propri discendenti. Questo rischio non è comprensibile se non lo si esamina alla luce della fede, soprattutto della fede negli ambienti urbani ed aristocratici (non rurali e del volgo, dove una paurosa ignoranza religiosa, che mescolava il cristianesimo a riti pagani, continuerà a permanere sino alla Controriforma e pure dopo specialmente nel nord Europa, con effetti perniciosi su parte anche del clero secolare): la difesa dei fratelli e dei luoghi santi era, per costoro, fondamentale, soprattutto considerando che i pellegrinaggi a Gerusalemme erano una penitenza abitualmente comminata dai confessori in seguiti a peccati molto gravi (quali l’omicidio o lo stupro), purtroppo ancora piuttosto diffusi tra le popolazioni di seconda evangelizzazione (quali i popoli del centro e del nord Europa, ed esempio) e retaggio di usanze ben precedenti a questa, che permarranno ancora molti anni e che causarono non pochi grattacapi alla Chiesa medievale. In effetti, non si può capire il fenomeno delle crociate se non si legge san Bernardo, soprattutto nel “De Laude Novae Militiae”, dedicato ai nascenti ordini monastico-cavallereschi (dedicato prevalentemente ai templari ma non solo) ed alla sua “De Consideratione”, in cui esamina i motivi del fallimento della seconda crociata: san Bernardo, difatti, indica nel malicidio (quindi nell’uccisione dei musulmani e, più in generale, dei violenti nemici della Fede) una dolorosa necessità per la protezione dei luoghi santi e dei fratelli nella fede; tuttavia, la distinzione fondamentale tra il malicidio e l’omicidio è che questa attività non deve essere spinta da vanagloria o da desiderio di vendetta, bensì deve essere spinta proprio dal desiderio di salvare ciò che ho appena detto, fino anche alle estreme conseguenze, cioè dare la propria vita per i fratelli. Quindi, si capisce che le Crociate non solo hanno nulla a che sparire nelle loro motivazioni teologiche e morali con il terrorismo di matrice islamica, ma anche che esse furono realmente guerre sante, nel senso che furono spinte dalla fede e dalla necessità di proteggere luoghi (come il Santo Sepolcro, devastato dagli arabi, o ciò che restava del Tempio di Gerusalemme) che, per l’immaginario cristiano medievale, erano importanti tanto quanto la Mecca per un musulmano.

    • Jack ha detto in risposta a Marco

      Dunque ti vergogni anche di San Francesco d’Assisi che partì per le Crociate assieme ai crociati?

      • Marco ha detto in risposta a Jack

        Ho scritto che mi vergogno di qualcosa? Dovrei vergognarmi per quello che alcuni cristiani hanno fatto 1000 anni fa? e perchè mai?

        sono solo quelli che vogliono denigrare la religione cattolica a dire che si deve vergognare per le crociate, come se quello che è successo 1000 anni fa cambiasse qualcosa del buono che ha il cattolicesimo.

    • gladio ha detto in risposta a Marco

      Fatto sta che che nessuno dei tanto zelanti quanto somari ( si, proprio somari ) denigratori delle Crociate si permette una valutazione altrettanto critica dell’ espansionismo islamico nei secoli precedenti ad esse.

      Riporto per l’ ennesima volta alcumi dati:

      Anno 632: Muorte di Maometto

      Anno 732: i musulmani sono fermati a Poitiers, che è in Francia ( in un batter d’ occhio viene scristianizzato il Medioriente e l’ intero Nordafrica)

      Anno 1529: i Turchi assediano per la prima volta Vienna dopo aver devastato tutti i Balcani

      Anno 1683: I Turchi assediano per la seconda volta Vienna dopo aver devastato nuovamente i Balcani

      Pensare che la difesa dei cristiani nelle terre conquistate dall’ Islam fosse un mero pretesto per impossessarsi di terre e bottino significa attribuire all’ intera classe dirigente e regnante europea la qualifica di perfetti imbecilli in quanto lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere, adducendo il medesimo pretesto, attaccando la Spagna, allora califfato islamico, dove si sarebbero trovate terre molto più ricche e fertili che non i deserti della Palestina; per non contare i minori problemi di tipo logistico riguardanti il trasporto e l’approvvigionamento delle truppe.

      Ultima anche se non meno importante considerazione: sarebbe auspicabile, almeno per il futuro, che per la professione di Presidente degli Stati Uniti d’ America venga pretesa una competenza storica almeno di livello base…

      • Bichara ha detto in risposta a gladio

        Gentile Gladio
        Ancora hanno questo mal celato sogno di “aprire” Roma
        Riguardo alle crociate , per me , l’Arabia & co.hanno speso tanti miliardi di petroldollari per comprare coscienze ed altro, in occidente ,aiutati da interessi incrociati coi laicisti , gli atei anticlericali e via dicendo…e per radicare pregiudizi negativi a carico della cristianità e costruire una menzognia di un islam tollerante e cavalleresco , al punto da descrivere il feroce Saladino come una persona di animo nobile….hanno capito che il tallone d’Achille dell’occidente è dio danaro.
        Permettimi di correggerti riguardo alla scristianizzazione del Medioriente;fino alla fine del decimo secolo la maggior parte delle persone sotto governo islamico erano ancora cristiani (non per tolleranza ma per convenienza perché i dimmiti PAGAVANO la gizia – tassa sulla “gente del libro”) e in Egitto addirittura continuavano a far pagare questa tassa anche se il copto si convertiva sotto il peso materiale e morale della dimmitudine , all’islam.
        Un caro saluto

  2. E pensare che se gli atei/anticlericali posso essere appunto atei/anticlericali lo devono anche alle crociate, altrimenti ora saremmo tutti a pregare inginocchiati verso la Mecca.

    Utile leggere chi era e cosa ha fatto il beato Marco D’Aviano, giusto per dirne una.

    La storia va studiata e ragionata, non subita e ideologizzata.

  3. Conan ha detto

    Davvero ottimo articolo. Il paradosso però è che oggi in nome di un assai problematico “multiculturalismo” si tollera la presenza islamica negli stati europei. E questo, ahimè, per una supposta “libertà religiosa” che è stata drasticamente modificata nel suo vero significato. Se si smette oggi di predicare il Vangelo anche ai musulmani (per un falso rispetto dell’altra religione) le Crociate spirituali sono perse in partenza. Se si cerca un “cammino comune” con l’Islam, attraverso un supposto “dialogo” interreligioso, la Verità è uccisa in partenza e la credibilità del Cristianesimo è automaticamente indebolita e messa in discussione, oltre che, evidentemente tradire un comando diretto del Signore, che non era quello di cercare una forma di dialogo, ma semplicemente di testimoniare integralmente la Verità.

    Nel Vangelo di Matteo leggiamo al cap. 10:

    E come si può riconoscere il Cristo davanti agli islamici entrando in una moschea? Se i papi baciano il Corano ed entrano a pregare in moschea si sta riconoscendo il Cristo o lo si sta rinnegando? Se il papa non riprende in mano il coraggio della testimonianza integrale mettendo dei seri paletti al fallimentare dialogo interreligioso non si sta obbedendo al Signore. Si fa opera di sincretismo accettando tutto e il contrario di tutto. Bisogna avere il coraggio di ritornare sui propri passi come Chiesa e smetterla di seguire un cammino meramente umanista pieno di errori e lontano dal vero.

    • Conan ha detto in risposta a Conan

      “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch`io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch`io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 34

      Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.”

  4. Daphnos ha detto

    Mah… più guardo alla politica estera americana degli ultimi anni (Obama compreso), più mi sembra facile individuare in essa tutte le accuse rivolte ai crociati… da che pulpito!

  5. Luca ha detto

    <a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/documents/ns_lit_doc_20000312_prayer-day-pardon_it.html “>

    Al capo V, CONFESSIONE DELLE COLPE COMMESSE CON COMPORTAMENTI CONTRO L’AMORE, LA PACE, I DIRITTI DEI POPOLI, IL RISPETTO DELLE CULTURE E DELLE RELIGIONI si legge
    Preghiamo perché nella contemplazione di Gesù,
    nostro Signore e nostra Pace,
    i cristiani sappiano pentirsi delle parole e dei comportamenti
    che a volte sono stati loro suggeriti dall’orgoglio, dall’odio,
    dalla volontà di dominio sugli altri,
    dall’inimicizia verso gli aderenti ad altre religioni
    e verso gruppi sociali più deboli,
    come quelli degli immigrati e degli zingari.

    Preghiera in silenzio.

    Il Santo Padre:

    Signore del mondo, Padre di tutti gli uomini,
    attraverso tuo Figlio
    tu ci hai chiesto di amare il nemico,
    di fare del bene a quelli che ci odiano
    e di pregare per i nostri persecutori.
    Molte volte, però, i cristiani hanno sconfessato il Vangelo
    (Giubileo, 12 Marzo 2000, San Pietro)
    e, cedendo alla logica della forza,
    hanno violato i diritti di etnie e di popoli,
    disprezzando le loro culture e le loro tradizioni religiose:
    mostrati paziente e misericordioso con noi e perdonaci!
    Per Cristo nostro Signore.

    • Menelik ha detto in risposta a Luca

      Molte volte anche i più alti vertici della Chiesa hanno preso lucciole per lanterne.
      Un numero ancora maggiore di volte le loro parole sono state storpiate e decontestualizzate per diffondere messaggi che non erano nelle intenzioni di chi ha formulato le parole.
      Vallo a dire ai Cristiani di Siria e Iraq, vallo a dire ai Cristiani del nordest della Nigeria se hanno violato i diritti di etnie e di popoli, disprezzando le loro culture e le loro tradizioni religiose.
      I profughi cristiani in fuga dall’isis, che si sono arruolati nelle milizie cristiane filo-Curde, sarebbero dei traditori del Cristianesimo, allora? Avrebbero da essere scomunicati dunque?
      E tornando al passato, i Cristiani che hanno combattuto, per quel che potevano, i pirati saraceni nelle loro scorrerie decine di chilometri nell’entroterra tirrenico, tradivano il Vangelo mentre cercavano di far fuori più saraceni possibile?
      Dunque ogni cappellano militare dovrebbe essere scomunicato secondo una certa logica, perché di fatto è un militare anche se non combattente, ma assiste combattenti, usatori di armi.
      Woytila è stato un grande, aveva il cervello di un generale, degno antagonista di Andropov e Breznev.
      Se Solidarnosc non avesse avuto l’ombra di Papa Woytila dietro, non si sarebbe mai arrivati al tracollo dell’impero sovietico e probabilmente il mondo avrebbe conosciuto la terza guerra mondiale.
      Ieri ho scritto una frase su Tempi, di cui riporto il senso:
      Oggi chi sta facendo più di tutti per i Cristiani in Medio Oriente sono gli F16 dell’aviazione giordana.
      Sottoscrivo ancora quella frase.

      • gladio ha detto in risposta a Menelik

        Bravo Menelik! la sottoscrivo anch’io!
        E’ giusto confessare i torti ma, perbacco!, è anche sacrosanto far valere le proprie ragioni!

      • Marco S. ha detto in risposta a Menelik

        Sono d’accordo Menelik.
        Parlando anche e soprattutto per me, osservo che la sola differenza che vedo tra i cristiani di oggi, che assistono quasi apatici al genocidio dei loro confratelli in Medio Oriente, e quelli del 1096, e’ che questi ultimi avevano sangue nelle vene.

      • nicola ha detto in risposta a Menelik

        Fra i principali persecutori di cristiani ci sono altri cristiani. E non mi riferisco solo ai Lanzichenecchi.
        Ancora oggi chi ha perseguitato i cristiani in Iraq provocandone la scomparsa non è stato Saddam Hussein ma gli statunitensi. Lo stesso sta accedendo in Siria. L’Isis è una creatura degli americani. Ci sono le foto del capo dell’Isis con il senatore statunitense candidato alla casa bianca nelle scorse votazioni. E l’Isis ha perseguitato i cristiani e li sta perseguitando molto più di quanto abbia mai fatto Assad. Tutto il processo è passato sotto il nome di ‘Primavere arabe’, plaudito, incoraggiato, appoggiato e foraggiato da dirigenti occidentali cristiani, anche cattolici.

    • Panthom ha detto in risposta a Luca

      In questa preghiera non c’è nessun riferimento alle Crociate, riprova Luca…sarai più fortunato 😉

      • Marco S. ha detto in risposta a Panthom

        Ricordo che nessun papa ha chiesto scusa per la crociate in quanto tali, ma soltanto per il caso piu’ specifico in cui i singoli cristiani si sono ingiustamente inaspriti contro gli altri popoli e le altre religioni.

        • Panthom ha detto in risposta a Marco S.

          Esatto, con una precisazione però: come ha spiegato il card. Ratzinger la Chiesa non parlava al mondo, in quel caso non faceva penitenza davanti al mondo ma si rivolgeva a Dio.

          • Luca ha detto in risposta a Panthom

            Sono daccordo con Panthom: non c’é nessun riferomento alle crociate (non se ne vede la necessità). E sono daccordo con Menelik: molte volte anche i più alti vertici della Chiesa hanno preso lucciole per lanterne. Dunque non resta che confrontarsi con le semplici evangeliche parole da me qui sopra ricordate. C’é più fede, discernimento, testimionianza di evangelica umiltà nelle bolle papali che proclamano le crociate o nelle parole proclamate al giubileo del 2000 ? Quali sono i vertici della Chiesa che hanno preso “lucciole per lanterne” come dice Menelik ? Può capitare a chiunque, in perfetta buona fede e perciò senza ombra di peccato ma compiendo comunque un errore madornale. Urbano II (I rociata), Callisto II (II crociata), Urbano III (III crociata), Innocenzo III (IV crociata), Concilio Lateranense IV (V crociata), papa Clemente IV (VIII crociata), oppure papa Giovanni XXIII (pacem in terris), Paolo VI (Dignitatis Humanae, Giovanni Paolo I (conversazione informale sulle responsabilità della Chiesa nella persecuzione degli ebrei), Giovanni Paolo II (Giubileo 2000 e apertura degli incontri interreligiosi di Assisi), Benedetto XVI (pellegrinaggio in terrasanta 2009, incontro con le organizzazioni per il dialogo interreligioso), Francesco (“nel dialogo interreligioso non serve “fraternità finta”, ognuno porti sua identità”) ? Da credente io penso che non serva o sia davvero dannposo nascondersi la fatica che nel cammino umano della nostra Santa Madre Chiesa é stato compiuto sulla Via della Verità. Siamo chiamati a testrimoniare una Verità che é Vita comcreta, perciò esperienza fatta necessariamente anche di tentativi ed errori, una Via appunto. Questa é la GRANDEZZA della Chiesa, manifesta un’INCARNAZIONE non un fallimento. L’incarnazione in un bambino che porta speranza e potenzialità di crescita, non un’ideologia statica e mortifera.

            • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

              Peccato che nessuno abbia chiesto scusa per le Crociate, e a buon motivo. Ti dirò di più, tentare di contrapporre i pontificati recenti (anche negli atti non magisteriali, siano essi ordinari o straordinari) a quelli più antichi è pure una eresia, condannata da san Pio X e con un nome ben preciso: modernismo. Anche perché, mi chiedo come vengono lette le frasi del Cristo in cui dice, per esempio, che chi non ha una spada deve vendere il mantello e comprarne una, o che non è venuto a portare la pace ma una spada.

            • Panthom ha detto in risposta a Luca

              Operazione scorretta, paragonare le bolle dell’anno 1000 a quelle del 2000 senza contestualizzare gli eventi, senza considerare l’assenza di forze diplomatiche e tutte le diversità tra la situazione odierna e quella di un tempo. E’ anche l’ingenuità del progressista che vede la storia come un costante miglioramento di quanto c’era prima, far la gara tra epoche storiche è una posizione infantile che non ha nulla a che fare con la testimonianza della Verità.

              • Luca ha detto in risposta a Panthom

                Io non contrappongo un bel niente cari Eques e Pantom. Come purtroppo spesso accade quel che mi attribuite sta solo nella vostra malizia. Non possiamo confondere piani diversi. Poiché esiste una Via da percorrere ed una Vita da vivere… bisogna che anche noi ci incarniamo nel concreto. Io non mi permetterei mai di giudicare un papa, soprattutto se il giudizio oramai non é più nelle mani degli uomini. La Storia invece bisogna guardarla per quello che é e da noi può che essere giudicata solo con gli occhi e la coscienza dell’oggi … Come dire … secondo me il bue e l’asinello poco o tanto avranno ben offeso le nari del Figlo di Dio. Noi al contrario ci vogliamo sottrarre, inventarci ed attribuirci una perfezione ed una coerenza divine che non ci appartengono ? SOPRATTUTTO quando si leggono qui sopra commenti deliranti come quelli di chi le crociate le vorrebbe riproporre (…)

                • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                  Ma che stai dicendo? Mi risulta che la difesa dei fratelli nella fede e dei luoghi santi fosse giusta ieri come lo è oggi; non si scappa, o una cosa è giusta o non lo è. Tra l’altro, vorrei vedere se riusciresti asostenere che le Crociate furono un male, anzi IL male, se vivessi in terra islamica, specialmente nel XI secolo d.C. coi turchi selgiuchidi, con i continui soprusi ed umiliazioni da parte delle autorità islamiche ai danni dei cristiani e degli ebrei; purtroppo, si ragiona troppo per luoghi comuni e troppo poco per evidenze. Secondo questi ragionamenti, ad esempio, i Paesi occidentali non avrebbero dovuto difendersi dalle invasioni in nome di Dio, perché altrimenti sarebbero stati nel torto come gli aggressori! Le Crociate risposero invece anzitutto al problema grave delle invasioni islamiche, e poi a quello delle persecuzioni dei fratelli cristiani e della distruzione di luoghi santi quale il Santo Sepolcro (che, ripeto, era l’equivalente medievale per un cristiano della Mecca per un musulmano come importanza), quindi non vedo anzitutto cosa ci sia da scusarsi, e poi non vedo perché i cristiani che vivono nei Paesi islamici (specialmente quando subentrano quelle bestie sataniche dei miliziani estremisti) non debbano ribellarsi e difendersi quando vengono trattati da cittadini di serie B o persino da subumani. E’ proprio una cosa che non concepisco, mi dispiace; non è mitezza evangelica, è mollezza. Ora, ti invito a leggerti san Bernardo da Chiaravalle, il quale non solo (come ho esposto sopra) dimostra vette di etica e di morale militari non soltanto sconosciute al mondo di allora ma anche a quello di oggi, ma che bene espone questi concetti, e a riflettere che senza gente che spanse il suo sangue prima in Outremer e poi in occidente con le invasioni ottomane, oggigiorno probabilmente non saresti cristiano, e se lo fossi saresti schiacciato sotto il peso umiliante della dhimmitudine.

                  • Luca ha detto in risposta a EquesFidus

                    Scusa tanto Eques ma con preoccupante frequenza quando uno di voi risponde ai miei commenti – volutamente critici (altrimenti perché impegnarsi per ripetere tutti le stesse cose) ma volutamente costruttivi – non si capisce se la risposta si riferisce a quel che ho scritto o ad un fantomatico interlocutore ostile da voi costruite sulle mie spalle per comodità polemica. Io ho solo scritto, con le parole di un papa, che il Vangelo ci obbliga ad amare il nemico e che talora in nome della Chiesa (e perciò, – scusate – dalla Chiesa stessa, che TUTTI NOI con i nostri limiti incarniamo) il nemico religioso é stato combattuto con odio, orgoglio, volontà di dominio. Tutte nefandezze delle quali vergognarsi. Le bolle papali non ne sono colpevoli e come ricordi sono … bolle papali. Questo non cambia la storia né la semplice osservazione che le ricordate nefandezze al riparo di quelle bolle hanno potuto nascondersi. Affiancare i papi delle crociate ai papi del Concilio Vaticano II serve ad aiutare la percezione della grandezza del cammino della Chiesa. C’é bisogno tutte le volte di difendersi su questioni tan o ovvie ? Questo é il semplice e ovvio motivo per cui una crociata oggi non sarebbe accettata, nemmeno se si trattasse di una “difesa” (armata ?) dei nostri fratelli nella fede, malauguratamente sottopposti al martirio.
                    Che il martirio arrivi é predetto nel Vangelo, mica possiamo stupirci e fare gli offesi …

                    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                      Io invece con preoccupante frequenza leggo di uno che non soltanto contrappone i papi di oggi ai papi di ieri (non negarlo, è così), indicandoli come più aderenti al messaggio evangelico dei loro predecessori in puro stile modernista. Il martirio può essere scelto per sé stessi, non si può imporlo ad altri; questo i pontefici e la stessa Dottrina lo hanno sempre riconosciuto; perché ti ostini a voler sputare sul sacrificio di migliaia di uomini? E poi, perché ti ostini a voler vedere nel fenomeno delle Crociate “odio, orgoglio, volontà di dominio”, che magari ci saranno pur stati in maniera episodica ma che non sono i motivi per cui furono indette?

                    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                      Mi sono dimenticato una frase, seconda riga dopo “modernista”: “ma anche che insiste nel trito luogo comune che la pratica marziale, con doverose premesse, sia aliena al cristianesimo ed anzi in contrapposizione con esso”.

                    • Luca ha detto in risposta a Luca

                      Esatto, é proprio quel che ho scritto. Aggiungendo semplicemente: OGGI i papi bolle di criciate non potrebbero più scriverle, perché oggi non sarebbe più coerenti con la lettura che OGGI la Chiesa fa della parola di Dio. E’ sempre stato così, cosi DEVE essere e così sempre sarà. Basta leggere gli Atti degli Apostoli per rendersene conto.

                    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                      La cosa più grave è che non ti rendi conto della gravità di quello che stai scrivendo: il Vangelo è quello. Non deve essere adattato il Vangelo il mondo, bensì il contrario; questi ragionamenti modernisti e relativisti, fasullamente cattolici, per cui ciò che conta non è l’aderenza alla Parola di Dio bensì solo come questa viene interpretata (o meglio, come si vorrebbe che venisse interpretata, cioè negando tutta la Traditio e ciò che non fa comodo alla propria visione progressista, eretica infine) sono all’origine della deriva morale e dottrinale della Chiesa (o meglio, di certi prelati) odierna. Ti esorto ad abbandonare queste tue gravemente erronee posizioni, nonché di smettere di cercare di fare esegesi in modo dozzinale e piegando le parole dei pontefici ai tuoi desideri.

                    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                      Per tagliare la testa al toro, ecco cosa dice il Catechismo, fonte dottrinale vincolante per il cattolico: dopo aver esortato al mantenimento della pace secondo la beatitudine evangelica e la necessità, per quanto possibile, di adoperarsi di evitare le guerre:

                      “2309 Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale. Occorre contemporaneamente:

                      – Che il danno causato dall’aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo.

                      – Che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci.

                      – Che ci siano fondate condizioni di successo.

                      – Che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione.

                      Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della “guerra giusta”.

                      La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune.”

                      Pertanto, è falso dire che la Chiesa non contempli mai la guerra di difesa, cioè per la protezione dei luoghi santi e dei fratelli nella fede; al contrario, talvolta si rivela essere un gravoso obbligo, che deve essere tenuto in considerazione ancora oggi. Il fatto che, con ogni probabilità, il Pontefice regnante non indirrà una Crociata (cosa che avrebbe poco senso, essendo anacronistica), non significa che non sia lecito per i cristiani sotto il giogo degli estremisti e dei fanatici difendere con le armi i propri cari ed i luoghi di culto.

                    • Luca ha detto in risposta a Luca

                      Spiego meglio. “E’ sempre stato così” vuol dire la Verità che professiamo non é mai stata una Verità astratta ma una Verità storica ed incarnata, da vivere di volta in volta secondo regole sempre nuove. Lo é oggi come lo era per Pietro e Paolo ai tempi del Concilio di Gerusalemme o in tutti gli altri dissidi. Io credo che solo se finalmente realizziamo questo possiamo giudicare serenamente le crociate e le nefandezze storiche commesse dalla Chiesa. Quelle nefandezze di cui finalmente dal 2000 abbiamo imparato a chiedere umilmente perdono. La Chiesa tutta intera ha bisogno di chiedere perdono per le nefandezze dei suoi membri, perché ogni membro, nessuno escluso, contribuisce a formare l’unico corpo.
                      Signore Dio,
                      la tua Chiesa pellegrina,
                      sempre da te santificata nel sangue del tuo Figlio,
                      in ogni tempo annovera nel suo seno
                      membri che rifulgono per santità
                      ed altri che nella disobbedienza a te
                      contraddicono la fede professata e il santo Vangelo.
                      Tu, che resti fedele
                      anche quando noi diventiamo infedeli,
                      perdona le nostre colpe
                      e concedici di essere tra gli uomini
                      tuoi autentici testimoni.
                      Per Cristo nostro Signore.

                    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                      Il punto è proprio questo: nessuno ha mai chiesto scusa delle Crociate né nel 2000 né adesso, proprio perché non sono “nefandezze”, come affermi tu, di cui ci si deve vergognare e chiedere perdono (a parte alcuni episodi, ovviamente, ma che io sappia la responsabilità dei peccati, prima che comunitaria, è individuale; i responsabili avranno già dovuto affrontare il giudizio di Dio da un pezzo, ormai). L’articolo stesso questo lo spiega bene. E’ ora che noi cattolici abbandoniamo i sensi di colpa inculcatici dall’Illuminismo e ci rendiamo conto che è doveroso chiedere scusa per ciò che è realmente colpa, ovvero i nostri peccati; peccati individuali, però, non della Chiesa, la quale è per definizione “una, santa, cattolica ed apostolica”. Questa tua visione della Santa Dottrina come un divenire, come qualcosa che ieri era e domani non sarà più, in cui insomma alla fine si relativizza l’operato di Dio indulgendo nel fatto che Lui si sia incarnato nella storia, non per trasformarla e ricapitolarla in Sé stesso bensì per approvare una sorta di divina mutevolezza divina, è né più né meno che modernismo, e di quello più pernicioso. La preghiera che tu citi, anzi, esalta proprio questo a testimonianza contro di te: proprio perché siamo il Corpo mistico del Cristo siamo partecipi della Sua eternità e della Sua rivelazione, la quale non è né soggetta a privata spiegazione (cioè disgiuntamente con l’autorità ecclesiale), né tantomeno può essere, a causa dell’eternità propria di Dio, un mero divenire, soggetto ai corsi ed ai ricorsi della storia. D’altronde, questo è ciò che fa il Cristo: entra nella storia e la trasforma da chronos a kairos, dallo scorrimento temporale ad una dimensione, per così dire, qualitativa, divina; e questo se da una parte indica che il mondo e la Chiesa non debbono fermarsi al 30 d.C. (concezione anch’essa foriera di eresie), dall’altra indica anche che Dio non può contraddire sé stesso, e ciò che era buono ieri lo è anche oggi.

                    • Luca ha detto in risposta a Luca

                      Non so come devo scriverlo Eques, ma non ho mai detto, scritto né tantomeno pensato che la dottrina sia in divenire.
                      Quello che trovo terribile e del tutto fuoriluogo in gran parte delle posizioni che trovo qui espresse (che sono posizioni pienamente legittime, ma personali; non certo le posizioni della Chiesa) é questa continua e ossessiva riduzione della fede a piatto legalismo giuridico. Attenzione, perché in questo modo si avvilisce la Chiesa rendendola caduca e temporale alla stregua di un qualsiasi partito politico. C’é la dottrina, la fede nella dottrina, e l’azione politica della Chiesa. Quest’ulitma con l’aiuto dello Spirito ma purtroppo solo attraverso le mani degli uomini si sforza di rendere manifesta quella fede. le mani dei tanti uomini che compongono la Chiesa, tutti diversi ed utili, tutti da rispettare ma nessuno infallibile. In questo campo nemmeno il papa lo é. L’azione politica é azione politica, non legge divina. Buona e santa come tutti speriamo – almeno nella misura in cui noi stessi riusciamo ad incarnarla – ma non perfetta ed immutabile. Volete davvero imbastardire la fede sino a questo punto ? Come Francesco in tutti i suoi giorni ci sta ricordando, l’unica politica immutabile per il cristiano é la Carità, non certo quella dei soldi o delle armi (benché anche loro possano veicolare Carità in qualche caso talora estremo).

                    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

                      Infatti non ho affatto confuso fede e politica, tanto che ho scritto:

                      l Pontefice regnante non indirrà una Crociata (cosa che avrebbe poco senso, essendo anacronistica)

                      Resta il fatto, però, che 1) le Crociate rientravano pienamente nella casistica indicata nel Catechismo, 2) è forma di carità anche dare la vita per la protezione dei luoghi santi e dei fratelli nella fede (e questo lo spiega anche l’articolo), 3) proprio perché la legge divina è la stessa ieri, oggi e domani, possiamo affermare che le motivazioni delle Crociate non furono in sé stesse (poi ci furono episodi degeneri, come in tutte le guerre, tanto che lo stesso san Bernardo lamentò la sconfitta della Seconda Crociata per colpa dei peccati dei crociati stessi) nefande. Poi, se vuoi continuare ad insistere ciò che nessuno ha mai sostenuto, cioè che si vuole una nuova Crociata e che si vuole ridurre la Santa Dottrina ad un “piatto legalismo giuridico”; vero è, però, che quest’ultima è norma normante, quindi non è sostenibile dire che la Chiesa ricusi in toto il mestiere delle armi; prova ne sono gli scritti di diversi santi, san Bernardo anzitutto, ma anche i Vangeli stessi sostengono ciò (prova ne è il discorso di san Giovanni Battista inerente l’ordine ai soldati di accontentarsi della paga ma non contro il mestiere delle armi tout court).

                    • Marco S. ha detto in risposta a Luca

                      Sono d’accordo che il cristiano, anche quando malauguratamente e’ costretto a combattere per difendersi o difendere, si deve distinguere per non perdere mai la sua umanita’ e per resistere all’odio.

                      Detto questo non si puo’ scadere nell’irenismo estremo, che rischia di travisare il medesimo messaggio cristiano.
                      Il messaggio cristiano e’ soprattutto rivolto ai singoli individui e non puo’ essere automaticamente pantografato alle comunita’, senza introdurre, a mio giudizio, inquietanti distorsioni.
                      Se Gesu’ l’avesse pensata davvero come dici, avrebbe detto al centurione di Cafarnao di cambiare mestiere.
                      Del resto gesu’ voleva cambiare il mondo cambiando il cuore dei singoli individui, non viceversa.

                      Come cristiano posso e forse devo accettare il martirio singolare, ma non posso imporlo a tutta la mia comunita’, bambini compresi, perché questa non sarebbe fede, bensi’ fanatismo.

                      Mi si puo’ far rutilare tutte le encicliche e tutte le lettere apostoliche che si vuole, interpretandole a proprio modo, ma io vedrei molta piu’ vocazione al martirio in un cristiano che oggi, sentendo dire di bambini cristiani decapitati o crocifissi in Medio Oriente, vorrebbe magari portare la’ le sue ossa, per regalare a quei bambini anche solo un’ora in piu’ di pace, di vita, di liberta’ dalla paura, piuttosto che sentire un cristiano che magari, dalla sua comoda poltrona, scuotesse le spalle dicendo: “Fratelli che vi aspettavate, siete cristiani, dunque martiri”.
                      E chi puo’, passa quindi a pensare a cose meno spiacevoli e piu’ interessanti….almeno fintanto che non saranno le persone che costui ha piu’ care al mondo a trovarsi la lama di un coltello alla gola…

  6. Francesco F. ha detto

    Che argomento povero: si dice che i cristiani che hanno commesso crimini (quindi diversi Papi, monarchi e gruppi religiosi vari) si sono posti automaticamente al di fuori del cristianesimo, ma non si dice che oggi la maggioranza degli islamici afferma che l’IS (che infatti non è riconosciuto da pressochè nessun altro stato islamico) non rappresenta l’islam, anzi si è posto al di fuori dell’islam stesso.
    Vi prego quindi di voler trovare qualche argomento più sensato se volete difendere la ridicola dicotomia: cristianesimo=bontà e amore, islam=cattiveria e odio.

  7. beppino ha detto

    Le crociate sono state una reazione giusta ad ingiuste azioni. Non occorre essere storici, basta vedere attraverso una banalissima cartina geopolitica come si é espanso l’Islam (col suo retroterra di poligamia, schiavismo, ecc.) dalla morte di Maometto… e soprattutto con che velocità. Poi c’é anche il fatto che l’accesso ai luoghi sacri era condizionato se non impossibile (del resto sta nella cultura araba precludere l’ “accesso” agli “impuri”, provate ad entrare in certi “luoghi” anche al giorno d’oggi… indipendentemente che siate atei o credenti non islamici).
    Il resto sono solo argomentazioni e approfondimenti culturali necessari, ma non sufficienti per capire lo scopo fondamentale delle crociate. Quando l’acqua tocca il sedere sono ben pochi quelli che non imparano a nuotare, e di solito non sono quelli che qualche secondo prima affermavano che imparare a nuotare non é necessario.

  8. Menelik ha detto

    Voglio suggerire ai lettori di UCCR la lettura di questo interessante articolo di Tempi.
    E’ lo stralcio di un’intervista al card. Onaiyekan ed in un paragrafo si parla proprio dell’esigenza di una difesa armata.
    Alcuni di voi l’avranno già letto senz’altro.
    Di sicuro in redazione l’avranno già fatto.
    Vi do il link:
    http://www.tempi.it/cardinale-nigeria-onaiyekan-milano-boko-haram-veleno-vogliono-sterminare-tutti#.VNo8EKdd7IU
    Io sono contentissimo di Papa Francesco.
    Se non fosse stato nominato Papa lui, la mia “scelta” sarebbe andata a Turkson, perché è Ghanese, ed opera in funzione della realtà in cui si è formato, cioè la realtà africana.

  9. Licurgo ha detto

    Purtroppo si è chiuso il thread metafisico con Giustiniano e non ho potuto rispondere, anche se implictamente avevo già risposto sopra agli ultimi punti, ma con lui essere impliciti è come essere ermetici, pazienza.

    Questa delle Crociate è interessante: premetto che sono ignorante come una talpa in materia, ma l’interpretazione classica, così come quella del Risorgimento, mi è sempre parsa propagandista e manichea, e le argomentazioni che leggo qua, anche nei riferimenti testuali, paiono convincenti e scientificamente solide.
    A questo punto, da ignorante, pongo un quesito non sui fini, ma sugli esiti delle Crociate.
    Ho sempre sentito dire in famiglia che spesso le Crociate, partite per difendere cristiani e pellegrini dai musulmani turchi selgiuchidi, sfociavano spesso in massacri di ebrei o minoranze che non avevano nulla a che fare con questo.
    Però, ripeto, sono cose che ho sentito dire nella vita, ma su cui non mi sono mai documentato, per cui approfitterei per chiedere a chi qua è ferrato e avrebbe voglia quanto in questo ci sia di vulgata e quanto di scientifico.
    Grazie.

    • EquesFidus ha detto in risposta a Licurgo

      E’ vero, ma solo parzialmente: ad esempio, durante le cosiddetta “Crociate tedesche” (il preludio, per così dire, finito male della Prima Crociata assieme a quello dei poveri) i contingenti di soldati tedeschi si dedicarono al massacro ed al saccheggio degli ebrei lungo la valle del Reno. Tuttavia, questi ebrei furono protetti proprio dal clero cattolico locale: ad esempio, il vescovo di Speyer riuscì a proteggere quasi tutti gli ebrei locali (meno dodici, che ignorarono il suo appello), mentre quello di Worms tentò di fermare la follia di von Leisingen facendo entrare 500 ebrei nel palazzo episcopale, ma con scarsi risultati: quello forzò le porte e massacrò gli scampati, costringendo il vescovo stesso a fuggire. Stessa cosa accadde a Colonia e a Metz; dopodiché, si preoccupò di evitare le città che erano anche sedi episcopali, per evitare opposizioni dal clero locale. Stessa cosa con l’altro contingente guidato da Volkmar a Praga, Ratisbona, come pure quello di Gottschalk. In ogni caso, nessuno dei tre condottieri riuscì a sopravvivere agli scontri con gli ungheresi (che si opposero al loro passaggio) ed a giungere a Gerusalemme, tanto che da molti ciò fu giudicato essere un segno dell’ira divina contro coloro che si erano macchiati di quei crimini. In ogni caso si trattò di episodi di violenza sporadici, dovuti all’iniziativa di singoli capiti e non di interi contingenti; allo stesso modo, è da rilevare come il clero cattolico si oppose fermamente a questi soprusi, tanto che lo stesso Urbano II condannò queste violenze. Questo perché, per la concezione ecclesiale del tempo, gli ebrei erano ancora legati alla Vecchia Alleanza, e non potevano pertanto essere uccisi, come disse anche lo stesso san Bernardo; l’unico altro massacro di ebrei durante la Prima Crociata, in effetti, combaciò con la presa di Gerusalemme ma non è imputabile ad un antisemitismo delle truppe cristiane, tanto è vero che non si ripeterono più simili casi se non sporadicamente, e furono sempre condannati dalle autorità cattoliche. Purtroppo, le Crociate smossero, assieme a combattenti sinceramente preoccupati e desiderosi di espiare i loro peccati, anche fanatici e condottieri improvvisati e grotteschi; tuttavia, quello non era lo spirito che animava quelle imprese, né erano legate a questioni come bottino o gloria, data anche la grande probabilità di perire prima ancora di giungere in Terrasanta; per approfondire, consiglio “Gli eserciti di Dio” di Stark.

      • Licurgo ha detto in risposta a EquesFidus

        Grazie della spiegazione!

        • EquesFidus ha detto in risposta a Licurgo

          Figurati, ad ogni modo mi sono sbagliato in un punto: von Leisingen riuscì a tornare vivo in patria ma non raggiunse mai la Terrasanta, dato che fu sconfitto dagli ungari ed il suo contingente praticamente decimato, a differenza di Gottschalk e Volkmar che morirono assieme alle loro truppe.

  10. Li ha detto

    Bah! Senza crociate non avremmo avuto l’America attuale, fatta di europei e altri: nessun Colombo. Nessuno sarebbe partito dalla Spagna, nè Magellano perchè probabilmente i musulmani se la sarebbero pappata tutta. Ancora adesso i jiadisti dicono che vogliono riprendersi i territori che finirono nelle loro grinfie.

    Obama sarebbe un qualunque tipo di qualunque tribù africana, di livello neanche paragonabile al re zulu Shaka. Che avrebbe dato filo da torcere ai muslims, così come lo diede agli europei nel XIX sec.

    Ah Obama famme un piacere: statte zitto!

    Le crociate sono servite per porre confini, per consolidare gli scambi commerciali. Se così non fosse stato allora gli arabi non avrebbero dovuto fare affari con gli europei dopo di esse, invece hanno mantenuto i rapporti.

    Non si possono paragonare le crociate all’IS, anche perchè l’IS spazza via tutto, compresi gli stessi musulmani che non sono fanatici quanto loro, e le moschee. Distrugge i patrimoni dell’umanità di tutte le religioni. Le crociate questo non l’hanno fatto. E questo è solo il punto di vista storico e sociale.

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