«Come donna concordo con mons. Ravasi: la chirurgia estetica è falsa libertà»

Conferenza stampa vaticano donnePrima di leggere la coraggiosa presa di posizione della giornalista Maria Latella occorre contestualizzare: ieri si è svolta in Vaticano la conferenza stampa del Pontificio Consiglio della Cultura per l’assemblea plenaria convocata dal 4 al 7 febbraio intitolata Le culture femminili: uguaglianza e diversità. Diversi quotidiani tra cui “Repubblica” (tre articoli: qui, qui e qui), “Il Corriere”, “Il Messaggero” e, sopratutto, “Il Giornale”, hanno approfittato per riproporre il cliché del “Vaticano contro la libertà delle donne” manipolando uno scambio di battute sulla chirurgia estetica avvenuto tra mons. Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero, e l’attrice Nancy Brilli (testimonial dell’evento).

In un’intervista l’attrice Nancy Brilli ha preso le distanze dalla piccola polemica che è nata, elogiando il card. Ravasi e spiegando che il concetto di “burqa di carne”, usato per criticare la chirurgia estetica, «era una definizione di Barbara Alberti, tra gli autori del mio spettacolo Sette, di quattro anni fa», aggiungendo però che «non si deve giudicare se i ritocchi sono il frutto di una libera scelta». Oltre al fatto che tutti i comportamenti vanno giudicati (ovvero vagliati dalla ragione), la questione è proprio riflettere se questa sia una “libera scelta”, per questo riprendiamo qui sotto l’intervento controcorrente della Latella, che ha il pregio di riflettere sul vero messaggio che si vuole veicolare non cadendo nella pretestuosità e nei pregiudizi sempre in agguato.

 
 
di Maria Latella*
*editorialista de “Il Messaggero” e conduttrice di Sky TG 24

da “Il Messaggero”, 03/02/15
 

Ci avete fatto caso? Di colpo del ruolo delle donne in Italia non sembra più importare niente a nessuno. Nemmeno alle donne, si direbbe, visto il pacioso silenzio con il quale hanno ruminato e digerito la loro irrilevanza nel toto Quirinale. Non sono mai davvero entrate in partita. Quanto al governo, al momento le ministre sono rimaste in sei, essendo migrata a Bruxelles Federica Mogherini e in Calabria Lanzetta. La prima è stata sostituita dal ministro Gentiloni. La seconda, si vedrà.

A qualcuno, invece, interessa ancora indagare su dove stanno andando, cosa pensano, cosa fanno le donne. L’argomento interessa in Vaticano. Al punto da organizzare una seria sessione di studio dedicata alle culture femminili. Al punto da sollevare un tema importante, davvero fondamentale: è vera libertà quella che oggi le donne pensano di avere? Il cardinale Gianfranco Ravasi è andato dritto al punto e nella prima giornata, dedicata al tema dell’uguaglianza e della differenza, ha parlato del “burqa di carne”. La prigione alla quale donne di ogni latitudine e di ogni età si offrono, lietamente inconsapevoli. «Voglio le labbra di Belen, il seno di Anna Falchi, i glutei di Aida Yespica». E via col bisturi. Poi si sentono libere. Libere da cosa?

Da fine intellettuale qual è, monsignor Ravasi non giunge a conclusioni ultimative e coltiva la preziosa compagnia del dubbio. L’argomento è posto in forma di domanda: non sarà che le donne si stanno sottoponendo a un nuovo “giogo culturale”, quello “del modello femminile unico”, con il cervello che a 18 anni è già direzionato sul modello «delle donne usate nella pubblicità e nella comunicazione di massa?». Monsignor Ravasi si dice impressionato «dall’altissimo numero di teen ager che chiedono per il compleanno un seno nuovo». In verità fa impressione soprattutto la normalità della richiesta, la rassegnata accettazione dei genitori, quando non addirittura l’entusiastica partecipazione di padri e madri all’idea di ritrovarsi con una figlia nuova di zecca, bella come quelle della tv. Giorni fa, si è letto di un padre finito in tribunale perché avrebbe costretto le figlie a rigide diete. «Siete grasse», era il suo mantra. Lui nega e magari le cose non stanno come le hanno raccontate, ma già il fatto che un giudice debba occuparsi dell’ossessione del nostro tempo – dietro l’adesione al canone unico della bellezza per tutti – dà l’idea di quanto monsignor Ravasi abbia fatto centro col tema scelto nella prima delle giornate del Pontificio Consiglio per la Cultura.

Purtroppo, per un monsignor Ravasi che ha il coraggio di parlarne, ci sono decine di falsi o confusi libertari pronti a impugnare «il diritto a cambiare se stessi se è questo che si vuole». A volte è la risposta di chi difende un business. Più spesso è quella di chi vorrebbe donne condizionate. Il modello unico della bellezza riporta a cuccia e infatti viene ossessivamente scandito negli show televisivi dove una girl vale l’altra, tanto le piallano e le gonfiano in modo che sia impossibile distinguerle. E se provi a dissentire, immediata sarà la replica «in nome della libertà», a maggior gloria «del sentirsi meglio con se stessi» o – ecco l’arma finale dei semplici o dei furbi – col trionfante «che male c’è? La bocca (il seno, il gluteo) sono suoi». Così infatti ha risposto la brava Nancy Brilli, l’attrice che monsignor Ravasi ha chiamato a testimonial, o esperta, nel convegno. Nancy Brilli, compagna di un chirurgo estetico, ha giustamente difeso il diritto alla chirurgia che qui, sia chiaro, nessuno mette in discussione. L’ha difeso ma, a mio avviso, senza vedere, o senza voler vedere, quel che c’era sotto il velo sollevato da Ravasi. Sotto quel velo ci sono le nuove generazioni di donne (e di uomini) che a 18 anni sognano solo di cambiare labbra per uniformarsi a una (o uno) che a loro volta si sono modificati per essere

più telegenici (e infatti quei volti, normali sullo schermo, per strada si rivelano mostruosi). Sotto il velo sollevato da monsignor Ravasi c’è lo stupore spaventato di un’umanità che sceglie di concentrarsi sul corpo perché non ha più la forza, e la voglia, di guardarsi dentro. No, Nancy Brilli ha equivocato: non era la chirurgia estetica il tema al centro della riflessione della giornata sulle culture femminili. Monsignor Ravasi puntava oltre e più in alto. Davvero le donne si accontenteranno del diritto a labbra siliconate? Nei Paesi dove il burqa di stoffa è obbligatorio, quello di carne è libero. Le donne possono rifarsi naso, occhi, seni. Nessuno proibisce loro “quel” diritto. Ma gli altri no. Quelli devono scordarseli.

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15 commenti a «Come donna concordo con mons. Ravasi: la chirurgia estetica è falsa libertà»

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  1. Laura ha detto

    Sto seguendo la vicenda, mi stupisco sempre più della dittatura di stampa sotto cui viviamo che manipola costantemente le notizie. Oltre al fatto che mons. Ravasi ha completamente ragione e nessuno si è sognato ancora di dire l’opposto, nessuno ha ricordato che ha fatto sue le parole di un documento di presentazione dell’evento preparato da alcune donne. Che le donne siano ormai obbligate a non accettarsi è un dato di fatto per questo non ha senso parlare di “libertà” per chi sceglie di “ritoccarsi” per apparire come la società pretende. Ancora una volta la Chiesa è l’unica che difende la donna e non le idee sulla donna.

    • Laura ha detto in risposta a Laura

      Ovviamente tutta la mia stima a questa giornalista, Maria Latella, che ha preso posizione in questo modo.

  2. Katy ha detto

    Per quante volte ancora vedremo resuscitare il sessantottismo? Capisco che la Chiesa vuole arrivare sopratutto alla cultura più lontana e la scelta della famosa Nancy Brilli è assolutamente efficace in questo (per lei stessa è stato un beneficio questa chiamata) ma forse la scelta poteva cadere su altre famose testimonial magari meno invase dal becero femminismo politicamente corretto e dall’ideologia del “vietato vietare”. Capisco le intenzioni ma la Brilli non mi sembra all’altezza per questo compito, alla prima apparizione pubblica ha già trovato il modo per far parlare di sé e non dell’evento.

  3. Cattolico ha detto

    Ovviamente, come purtroppo sta diventando di moda in UCCR, anche questo articolo si è rilevato un miscuglio di femminismo idiota e insegnamenti cattolici veri. Quando avremo il coraggio di dire per una buona volta che al giorno d’oggi sono gli uomini maschi ad essere svantaggiati nella società e non le donne, come la televisione e i media in generale insegnano? Una donna che attraverso un’operazione di chirurgia estetica modifica il proprio seno, glutei o labbra semplicemente per diventare più sexy e non per motivi medici, dispiace dirlo, ma è del tutto colpevole della sua scelta. La società può influire ovviamente in questa scelta, ma la donna è sempre libera di decidere. Così come gli uomini sono liberi di prendere o no anabolizzanti per avere più muscoli. Ovviamente di questo non parlate, perché in fondo sono uomini e alla società non interessa nulla di costoro. La signora Latella è la solita femminista. Ovviamente non sa che uno dei piani della massoneria per far diminuire le nascite è far entrare sempre più donne nel mondo del lavoro. Più lavoro= meno tempo per la famiglia= meno bambini. Purtroppo è così, quindi possiamo solo gioire se nel parlamento ci sono poche donne.

  4. Piero ha detto

    “Nei prossimi giorni il premier vuole accelerare su unioni civili e divorzio breve. I due disegni di legge sono già incardinati in commissione Giustizia al Senato, pronti per essere votati ed approdare in Aula. Su entrambi Ncd è contraria. L’idea di Renzi è di farli approvare da una «maggioranza alla Mattarella”

    Quarche articolo fa, c’era qualcuno che ASSICURAVA, GARANTIVA addirittura che le unioni civili non sarebbero stata piu’ ripresentate.
    Siete scaduti terribilmente, su chi lecca piu’ profondamente, facendo a gara con Adinolfi.
    mamma mia…

  5. Engy ha detto

    sull’ossessione dell’essere grassi c’è anche da aggiungere che oramai una categoria, forse l’unica, nei cui confronti non esiste neanche nell’anticamera del cervello la preoccupazione di essere politicamente corretti, ebbene, questa categoria è quella dei grassi, dei ciccioni, per cui dire “palla di lardo” o anche peggio fa addirittura ridere; e nessuno, ovviamente (ma perchè poi ovviamente) si sognerebbe di tenere un comportamento simile, con frasi opposte, nei confronti di un magro o di un anoressico: non si dirà mai e poi mai a un anoressico “ma guardati come fai senso, e mangia un po’ no?”, mentre nei confronti dell’obeso, altrettanto malato, le battute di scherno e di biasimo totale si sprecano perchè il ciccione è l’unico colpevole del suo stato, l’anoressico MAI.
    Comunque, tornando a bollo, io biasimo totalmente, prima ancora delle donne, i medici, quei medici disposti a fare tutto pur di guadagnare, senza scrupoli, senza preoccupazioni di dire basta a un certo punto ben sapendo che stanno prestando la loro professionalità in molti casi per rendere dei veri mostri le persone.

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