La Francia scopre la pericolosità dei contraccettivi ormonali

Pillola del giorno dopoVacillano le certezze sulla pillola anticoncezionale in Francia, spesso indicata come esempio del progresso contro le donne arretrate italiane, restie a ricorrere alla contraccezione. Eppure il ministro della salute, Marisol Touraine, ha invitato l’Unione europea a prendere provvedimenti per limitare l’uso delle pillole contraccettive di terza e quarta generazione.

Come riferisce il British Medical Journal, ai medici francesi è intanto stato chiesto di limitare la prescrizione di questi medicinali e dal 31 marzo non saranno più rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. I contraccettivi ormonali sono infatti da tempo accusati di provocare embolie polmonari, trombosi gravi e decessi  (ad esempio leggere qui  e qui).

La questione è esplosa in questi giorni in Francia, dopo la denuncia nei confronti dell’azienda produttrice Bayer da parte di una ragazza venticinquenne, Marion Larat, ora disabile per un ictus che lei attribuisce al contraccettivo. Anche il quotidiano Le Monde ha narrato storie di malattia e morte, accusando la Bayer di non avere parlato degli effetti collaterali degli anticoncezionali con sufficiente enfasi. E’ stata riportata, ad esempio, la testimonianza di un’infermiera sopravvissuta alla pillola anticoncezionale, la quale spiega: «Il problema è che i medici interpellati non vogliono “parlare pubblicamente”, perché se attaccano la pillola vengono accusati di essere contro gli anticoncezionali, ci viene detto poi che evoca un altro tema, dicono che così si alzano gli aborti».

Ilsussidiario.net ha pubblicato un’intervista a Monty Matterson, il padre della prima donna morta a causa della RU486, il quale ha spiegato che anche la pillola EllaOne -oltre a poter essere abortiva- ha le stesse proprietà, ovvero «la facoltà di creare disordini al sistema immunitario, provocando rischi elevati di salute alla donna». I farmaci anticoncezionali, come si spiega sul Corriere della Sera, esistono fin dagli anni Sessanta, dopo le pillole di seconda generazione, sono arrivate quelle di terza e di quarta, sempre propagandate come “ancora più sicure” delle precedenti. Ma le ricerche scientifiche dimostrano che non è proprio così: diversi studi hanno denunciato un aumento del rischio di gravi danni per le donne, allarmi però rimasti inascoltati.

Chi è davvero a favore della salute della donna non può che ricordare l’esistenza dei metodi naturali di regolazione della fertilità, completamente innocui, che permettono anche uno stile di vita positivo e responsabilizzante nell’esercizio della sessualità. Metodi che, come ha spiegato Giovanni Paolo II, rispettano «la verità totale dell’incontro coniugale nella sua dimensione unitiva e procreativa, quale è sapientamente regolata dalla natura stessa nei suoi ritmi biologici». Oggi, grazie alla tecnologia moderna, possono anche ritenersi fortemente sicuri ed efficaci.

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