Ecco tutta la pericolosità dell’aborto volontario per la donna

Una donna statunitense, nel tentativo di sbugiardare quella che per lei è “propaganda” pro-life, è arrivata a fotografare il suo aborto creando un apposito blog per documentare il tutto. E ribadire che quella dell’aborto legale è una procedura semplice e sicura. Già, bella sicurezza.

Peccato che nel 79% dei casi le donne che abortiscono non vengono correttamente informate di alternative possibili e almeno il 55% delle volte giungono a questa scelta in seguito a forti pressioni esterne. Peccato che la mortalità materna dopo un aborto volontario – eseguito in completa sicurezza, of course – sia tripla rispetto a quella seguente ad un parto. Peccato che un aborto volontario aumenti del 60% il rischio di futuri aborti spontanei.

Peccato che l’aborto indotto aumenti significativamente il rischio di cancro al seno, peccato che le donne che hanno subito un aborto indotto abbiamo forti probabilità  di ripercussioni psicologiche, peccato che l’aborto indotto alzi nettamente il rischio di successive nascite premature e lo stesso dicasi per danni e infezioni all’utero. Peccato non voler parlare degli altissimi tassi derivati da un aborto volontario di soffrire di placenta previa.

Peccato, soprattutto, che dopo un aborto volontario – per quanto legale e sicuro – un figlio unico ed irripetibile non potrà più venire al mondo, vedere la luce del sole, sentire il profumo del mare, ascoltare il vento. E sorridere, donando a chi lo guarda l’impressione che, per quanto tutto appaia incerto e contraddittorio, al mondo una sicurezza ci sia ancora: l’amore.

Giuliano Guzzo

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