Studio USA: un adulto su tre è impegnato attivamente nella Chiesa

Abbiamo già avuto modo di informare (cfr. Ultimissima 09/07/10) che gli appartenenti alla cosiddetta “Generazione X”, educati in atmosfera post-sessantottina, siano in forte controtendenza nei confronti dei loro genitori, presso i quali l’allontanamento dalla Chiesa ha raggiunto il massimo storico.

Su The Journal for the Scientific Study of Religion, dell’University of Nebraska-Lincoln, il sociologo Philip Schwadel ha rilevato l’anno scorso che sebbene siano stati educati in ambiente non religioso, gli appartenenti della “Gen-X” «hanno molte meno probabilità, rispetto ai loro genitori, di separarsi dalla religione».

Un recente studio statistico del politologo americano John Miller, direttore del “Longitudinal Study of American Youth” presso l’UM Institute for Social Research, pare confermare questo dato, visto che ha rilevato, nei i nati tra il 1961 e il 1981, che uno su tre è impegnato attivamente nella Chiesa o comunque in associazioni religiose, e che gli appartenenti a tale generazione sono, anche socialmente, molto più partecipi di quanto le tendenze precedenti potessero far presagire.

È un dato incoraggiante che ci auguriamo possa essere uguagliato o superato nel vecchio continente, che fu culla della Chiesa e che ora vive in gran parte ciecamente, tristemente, senza di Essa.

Linda Gridelli

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