«Sono cattolica ma…», la contraddizione di Michela Marzano

Michela MarzanoIn molti hanno giustamente notato la gara nel dichiararsi pubblicamente cattolici da parte dei più disparati personaggi, dai responsabili del mondo Lgbt (come Aurelio Mancuso e Nichi Vendola) a chi vorrebbe affondare i barconi pieni di immigrati in arrivo sulle nostre coste, dai massimi teorizzatori del nichilismo relativista (vedi Gianni Vattimo) ai mafiosi di Cosa nostra, dagli scienziati che vogliono sperimentare sugli embrioni umani (vedi Elena Cattaneo) ai teologi pro-eutanasia (vedi Hans Küng e Vito Mancuso).

Sembra quasi che il cattolicesimo sia concepito come un grande calderone dove ci si “sente” di stare senza dover assumere alcuna posizione in coerenza con tale decisione, una fede-fai-da-te dove ognuno dice e crede ciò che più gli piace. Ed invece il cattolico ha come compito quello di sottomettere l’affermazione di se stesso e delle sue idee all’autorità del successore di Pietro che egli riconosce come guida terrena della Chiesa cattolica, a sua volta assistito dallo Spirito Santo. L’affermazione cosciente delle proprie idee in aperto contrasto con la posizione della Chiesa significa autoescludersi dal popolo cattolico, indipendentemente da quel che si “sente” di essere: «Senza umiltà sentiamo della Chiesa solo quello che ci piace», ha ricordato Papa Francesco.

Un esempio di questo è la filosofa di Repubblica Michela Marzano, parlamentare del PD, frequentatrice degli ambienti borghesi che piacciono alla gente che piace, si dichiara pubblicamente cattolica praticante e pubblicamente contraria a tutte le posizioni etico-morali proclamate dalla Chiesa e dal Papa. Alcuni esempi: mentre Francesco continua la sua condanna alla cultura dello scarto, in particolare all’aborto attraverso il quale «si uccidono i bambini prima di nascere», come ha detto recentemente, la Marzano promuove la cultura dello scarto elogiando l’aborto come «l’unica possibilità che esiste, in uno stato civile, per garantire il rispetto delle donne» (M. Marzano, Sii bella e stai zitta, Mondadori 2010). Mentre la Chiesa e Francesco condannano la «falsa compassione» di chi ritiene «sia un atto di dignità procurare l’eutanasia», la Marzano promuove pubblicamente l’eutanasia legale perché sarebbe un atto dignitoso.

Ovviamente, manco a parlarne, è in prima linea per una legge sul matrimonio e adozione omosessuale, tutte posizioni pubbliche che le permettono di accedere ai salotti che contano. Tuttavia è interessante notare che quando non si riferisce direttamente a queste tematiche arriva a scrivere affermazioni in netta contraddizione con le rivendicazioni Lgbt: «l’idea che il corpo sia una prigione da cui liberarsi è molto antica», ha scritto ad esempio, «il corpo non è solo qualcosa che si “ha”, ma anche e soprattutto qualcosa che si “è”, prima della certezza che è la vita che impone il corpo a ognuno di noi e che non possiamo sbarazzarcene senza sbarazzarci al tempo stesso della nostra esistenza». Riflessioni in netta antitesi con gli studi Gender, secondo i quali si può invece sbarazzarsi del dato biologico per aderire ad un genere contrario ad esso. «Il nuovo mito, oggi, è proprio questo: cancellare ogni dipendenza. Non solo le dipendenze affettive, ma anche quelle biologiche. Il corpo fa resistenza. La realtà non si piega, altrimenti si rischia di pervertire la volontà di potenza e, credendosi onnipotenti, ci si dimentica che l’immutabile che è nell’anima lo si raggiunge solo contemplando l’immutabile che è nel corpo». La Marzano, seppur riferendosi ad altro, smentisce anche le convinzioni di coloro che non si “sentono” nati nel corpo giusto. Ovviamente la filosofa è apertamente favorevole al gender, anche se non si accorge di contraddirlo con le sue stesse tesi circa l’impossibilità ad annullare o trascurare i dati biologici del proprio corpo.

La Marzano ha annunciato in questi giorni di voler tornare a vivere in Francia prima della fine dell’attuale legislatura, «con l’Italia ho chiuso» ha detto. La cultura dello scarto non ha attechito (ancora?) in Italia e per questo si sente delusa e amareggiata, lei che era diventata parlamentare proprio per la sua conoscenza dei fantomatici “diritti civili”. In particolare, sembra paradossale, da cattolica non accetta l’opposizione ai matrimoni omosessuali: «Ero e sono cattolica praticante», ha ribadito. «Davvero ci si può definire cattolici ed avere posizioni che allontanano così tanto dall’amore per gli altri?». La vera domanda che dovrebbe porsi, in realtà, è se davvero ci si può definire cattolici ed avere posizioni tanto lontane e in contraddizione dalla fede e dall’autorità in cui si crede, cioè quelle della Chiesa cattolica.

Au revoir cara Marzano, prova a rifletterci mentre tornerai in Francia.

La redazione

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65 commenti a «Sono cattolica ma…», la contraddizione di Michela Marzano

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  1. beppino ha detto

    Penso che una persona che ragiona in questa maniera può convintamente professarsi cattolica (e praticante) solo per due motivi: 1) o una immensa quantità di malcelata ipocrisia (motivazione più probabile, tenuto conto di come “mette in pratica” e di come testimonia la propria Fede); 2) o una immensa “ignoranza” sull’essenza della Fede cristiana. Per non parlare poi della Comunità Ecclesiale; qualcuno sa il nome della Comunità cattolica o Parrocchia che frequenta in Francia e/o qui in Italia?

    • Eli Vance ha detto in risposta a beppino

      Escluderei la 2: ricordo che di mestiere fa la politica, come può ignorare la posizione della Chiesa proprio in quei temi che hanno anche riflessi politici? Cosa invece a questo punto intenda per praticante bisognerebbe proprio chiederlo a lei.

  2. Laura ha detto

    E poi ci chiediamo perché il cattolicesimo è tanto diluito in europa….ognuno crede in quel che vuole. Eppure nessuno obbliga a dirsi cattolici!

  3. Nullapercaso ha detto

    Sono d’accordo, da areligioso, concordo, se sei cattolico lo sei perché sei convinto di ciò in cui credi, come un razionalista non può credere all’oroscopo.
    Comunque la cerchia dei cattolici “veri” è estremamente ristretta vista in questa corretta ottica.

  4. lepanto ha detto

    L’essere cattolici ovviamente impone una ragione , che istruita dalla fede , si riferisca,con sguardo metafisico, al senso comune già inscritto in ognuno di noi sin dalle origini, vedi i bambini . Se poi gli atti della società , che sono sempre personali, avvelenano il senso comune ecco che appaiono all’orizzonte questi filosofi un tanto al chilo . Essi si ammantano di cattolicesimo praticante trasformando la Chiesa e la Santa Messa, di fatto, in qualcosa di non cattolico e la cosa non è pensabile . Questa gente è bene che nutra attrazione per francia, nazione in cui è nato e si è sviluppato il terrore giacobino . ….vada a perdere la testa in quella terra .

  5. Luca ha detto

    Io credo che disquisire su chi appartenga o meno alla Chiesa sia ozioso e pericolosissimo. Per quanto ne capisco io davvero contario alla nostra fede.

    • Sebastiano ha detto in risposta a Luca

      Non capisco dove stia l’oziosità o la pericolosità: il tutto mi pare di una evidenza solare. Allo stesso modo di una che affermasse “io sono vegetariana” ma, più o meno apertamente (e in questo caso molto apertamente), si abboffa di bistecche alla fiorentina.
      O è diventato illecito smascherare i bugiardi?

      • Luca ha detto in risposta a Sebastiano

        E’ molto semplice: chi siamo noi per giudicare ?

        • Galford ha detto in risposta a Luca

          In verità non c’è bisogno neanche di giudicare. E’la realtà stessa delle cose che si manifesta per ciò che è, noi non dobbiamo fare altro che prenderne atto. Le conseguenze sono ovvie.

        • Mari ha detto in risposta a Luca

          La scelta cui si è di fronte in questi casi è se denunciare un comportamento apertamente in contrasto con l’integrità della fede cristiana o se permettere che sia di cattivo esempio per altri

        • Michele ha detto in risposta a Luca

          Ma suvvia! Si giudicano gli atti, non le persone! Se uno crede il contrario di quello che dice la Chiesa, come fa a professarsi cattolico?!
          E smettiamola con questo continui interessati inviti a non giudicare, come se chi lo formulasse non fosse egli stesso giudicante verso il prossimo che sta apostrofando e che si rivela sempre più come un paraculistico mettere la testa sotto la sabbia nei confronti delle tendenze via via di moda nel mondo secolarizzato.

        • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

          Da quando in qua il discernimento e la correzione fraterna sono divenuti impropri per il cristiano? Noi siamo cristiani, quindi abbiamo tutto il diritto di smascherare che, mentendo, afferma di essere della Chiesa ma poi, nei fatti, fa tutto il contrario.

        • lorenzo ha detto in risposta a Luca

          Proprio ieri, aprendo i lavori dell’assemblea generale della Conferenza Episcopale italiana, Papa Francesco ha sollecitato i fedeli laici, anche senza attendere la richiesta o il permesso dei vescovi, a scendere in campo con decisione contro la corruzione e le «colonizzazioni ideologiche».
          Vorrei informati che, anche se il politicamente corretto cerca di censurarlo, nel linguaggio del Pontefice il termine «colonizzazione ideologica» indica la teoria del gender.
          Ti è più chiaro adesso?

  6. wittgensteiniano ha detto

    Vorrei riformulare qua la mia considerazione che non è stata precedentemente accettata perché “poco moderata” (anche giustamente).

    Una filosofa che ignora la constatazione che l’ etica possa avere una valenza sensata solo in un ottica trascendente e non scientifica, è a mio avviso una filosofa che non sa di cosa sta parlando; è una filosofa che non si accorge neanche del fatto che è la scienza ad essere sottoposta al linguaggio, non il linguaggio ad essere sottoposto alla scienza. L’ errore positivista è proprio in questo: rovesciare completamente una certezza filosofica che abbiamo: “Tutto ciò che è scientifico dev’ essere razionale, ma ciò che è razionale può anche non essere scientifico” con un “tutto ciò che è scientifico dev’ essere razionale, ma ciò che è razionale deve anche essere scientifico”, il quale è paradossale. Poniamo il caso che tutto ciò che è razionale debba anche essere scientifico: L’ altra volta mi è capitato di vedere un video su Youtube dove si considerava “normale” (anche se non è un termine scientifico) l’ omosessualità perché ci sono in natura animali che esprimono la propria sessualità anche con animali dello stesso sesso. Da un punto di vista LOGICO (non POLITICO) io penso che tale giustificazione non possa essere corretta per tanti motivi: Il primo motivo perché si sta paragonando l’ uomo ad un animale, secondo motivo perché l’ animale non è di per sè omosessuale (altrimenti si estinguerebbe), ha casomai rapporti omosessuali (e non sempre), terzo motivo perché si fa coincidere il “giusto” con ciò che “avviene in natura”. Analogamente, essendo coerente con questa logica, io dovrei constatare anche che sia giusto che un essere umano abbia tendenze zoofile perché ci sono animali che hanno istinti “umanofili” anche verso noi umani come ad esempio i cani ( https://www.youtube.com/watch?v=-PjmO2zb_Z0 ). Analogamente potrei dire che è razionale commettere un omicidio in famiglia perché ci sono animali che uccidono la propria prole, non solo, dovrei presupporre, anzi constatare che ciò di cui io sto parlando sia anche GIUSTO, oltre che razionale, perché la scienza mi può accertare che la natura funziona così. In natura avviene anche che il più forte prevalga sul più debole, quindi sarebbe naturalmente giusto vivere “darwiniamente- nietzschianamente”. Inoltre la scienza evoluzionista dovrebbe per coerenza legittimare lo violenza sessuale perché favorisce in potenza la proliferazione della specie ed inoltre dovrebbe essere sorda ad ogni comportamento etico non verificabile naturalmente come il “tradimento”, che è una cosa puramente congetturata nella mente umana. In natura non abbiamo animali che “tradiscono”, casomai seguono il proprio istinto e basta. Lo scienziato evoluzionista per essere coerente con se stesso non dovrebbe lamentarsi se sua madre (o se sua moglie) vada a alla panoramica “perché gli gira così nella testa”; è nella sua natura animalesca e lei ha il diritto di sentirsi libera, il tradimento è una cosa innaturale, quindi non vedo perché dovrei reputarlo “esistente”, figuriamoci “rilevante”. Dawkins almeno è coerente con se stesso quando dice: “Tutta la realtà è spiegabile con l’ evoluzionismo darwiniano, anche se non sosterrei mai un darwinismo sociale”. In questa frase riconosciamo che Dawkins fa della morale “qualcosa che non va costruita scientificamente”, Dawkins capisce quindi che la morale deve prescindere dal darwinismo e va costruita casomai filosoficamente, logicamente, non prendendo esempio dalla natura. Nella figura dello scienziato almeno abbiamo una filosofia neo-positivista “modernizzata”, “più consapevole”. La scoperta della “morale” come “fenomeno soprannaturale” non è mica così “impossibile da comprendere”, questa filosofa dovrebbe essere a conoscenza dell’ “urto contro il paradosso” kierkegaardiano o dell’ etica in Wittgenstein nel libro “Lezioni e Conversazioni”.No, a quanto pare non sembra. Michela Marzano è una pensatrice che si è “rassegnata” ai preconcetti infondati dello scientismo (che diventa tale quando cerca di “moralizzare” la natura, fallendo miseramente) e pertanto si fa “mettere il guinzaglio dagli stessi” quando invece non dovrebbe essere così. è l’ epistemologia che deve correggere casomai la scienza, non è la scienza che deve subordinare l’ epistemologia. Alcuni filosofi sono così smarriti che non riconoscono neanche che la logica presupponga la scienza, non che la scienza presupponga la logica. Ora la scienza stabilisce cos’ è “giusto o sbagliato”, “normale o non-normale”, “buono o cattivo” anche se tali concetti non hanno alcun senso in natura, e non sono verificabili scientificamente come non è verificabile l’ etica. Io posso mettermi le dita nel naso perché in natura le scimmie lo fanno, l’ etica che mi impone di non mettermele è “contro-natura” a tutti gli effetti, eppure la scienza trae i suoi concetti etici dall’ osservazione della natura. Certo; quando si tratta di generare figli artificialmente o di arrestarne la nascita, sorvoliamo il fatto che non sia per niente naturale e facciamo finta di niente. Quando però la scienza si trova davanti alla scelta di “legalizzare”, “normalizzare” ciò che è straordinario, “anomalo” in natura, ecco che si cade nel paradosso di definire come “normale” l’ omosessualità (pur restando un anomalia) e come “handicap” la cecità, il mutismo, la pedofilia solo per questioni politiche. La scienza stabilisce che la “direzione sessuale verso un bambino” sia “non-normale” perché genera caos sociale e stabilisce come “normale” l’ omosessualità perché apparentemente non genera caos sociale; sta di fatto che entrambe restano due anomalie naturali, solo che il giudizio finale, quello etico, non è scientifico, ma politico-filosofico; non potrebbe essere altrimenti infatti. Io potrei anche considerare l’ idea di congetturare che l’ omosessualità sia “normale” pur essendo “anomala”, tuttavia lo potrei fare solo in un ottica in cui una coppia omosessuale non pretende di adottare un bambino. Ammettiamo che un bambino maschio sia adottato da una coppia di donne omosessuali; io ho il timore che quel bambino -molto probabilmente eterosessuale in natura- in età adolescenziale avrà “disturbi identitari” perché vedrà nel maschio ciò che in famiglia non ha mai avuto in assenza di un padre che lo faccia identificare come uomo. Posso congetturare che l’ adozione gay sia potenzialmente pericolosa per il bambino? Mi sembra sia legittimo; per me tra un cieco che, rivendicando un valore di libertà, mi dice che vuole guidare la macchina e un omosessuale che, rivendicando un valore di libertà, mi dice che vuole adottare un bambino, non ci vedo NESSUNA differenza da un punto di vista logico. La scienza è sempre “COERENTE” con se stessa quando si tratta di dire “ciò è giusto o ciò che è sbagliato”, come potete vedere. Frege, Russell e Wittgenstein si metterebbero le mani nei capelli se fossero qua…

    • wittgensteiniano ha detto in risposta a wittgensteiniano

      Poi queste teorie gender, se ci pensate bene, possono campare solo in funzione di una scienza che possegga strumenti tecnologici tali da “mettere in errore la natura”. Se non ci fosse una scienza abbastanza evoluta, nessun essere umano sognerebbe di cambiare “sesso”. Crede in questo “sogno” solo perché la scienza glielo permette; se la scienza non ne fosse capace, il “voler cambiare sesso” resterebbe un semplice: “mmm io sono uomo ma mi piacerebbe incarnarmi in un corpo femminile per vedere quello che si prova (o viceversa), peccato che non è possibile quindi lasciamo stare..” .Tale asserzione però resterebbe un “desiderio che non può avverarsi”, quindi ne consegue una necessaria rassegnazione. Nel passato non c’ erano ideologie LGBT proprio perché si accettava la propria natura e non poteva essere altrimenti!
      Oggi non è così perché la scienza è capace di “mettere in errore la natura” con le tecnologie, tutto qua!
      Ora gli omosessuali vogliono adottare bambini solo perché la scienza riesce a permettere che i bambini siano fatti non naturalmente, ma artificialmente, altrimenti sarebbe stato fuori discussione! Cioè tutte ste ideologie LGBT fungono solo in funzione della scienza; se la scienza non ci fosse, le lobby LGBT si rassegnerebbero di fronte al “desiderio” di cambiare sesso ed accetterebbero la propria natura. Le pretese del gender sono concepibili solo in funzione della scienza, altrimenti resterebbero “sogni irrealizzabili”. Il “desiderio” di chi vuole cambiare sesso quindi non è necessario, ma resta un capriccio che può essere soddisfatto solo se c’ è qualcosa che ti permette di realizzarlo. è UN CAPRICCIO, NON UNA NECESSITà.
      Immaginate un futuro in cui la scienza cercherà di ingannare la morte “spostando” la “vita umana” in un “robot”, il quale ovviamente non può invecchiare. Ne consegue che tale esperimento darà vita ad un’ “ideologia della vita robotica” (che sarebbe la nostra equivalente ideologia gender) attraverso la quale l’ uomo vorrà a tutti i costi una “vita robotica” perché “sente di non essere né uomo, né donna, bensì un robot”.

      • Alberto ha detto in risposta a wittgensteiniano

        Osservazione completamente campata in aria. Un transessuale non dice: “mmm io sono uomo ma mi piacerebbe incarnarmi in un corpo femminile per vedere quello che si prova”, ma semmai: “sono nata donna dentro un corpo da uomo”.
        Gli omosessuali non vogliono “adottare bambini solo perché la scienza riesce a permettere che i bambini siano fatti artificialmente” per il semplice motivo che a) le lesbiche non hanno questa necessità, un figlio lo fanno anche senza aiuto della scienza, b) i gay possono sempre ricorrere alla maternità surrogata. L’adozione è quindi un discorso a parte.

        • Boomers ha detto in risposta a Alberto

          Appunto, proprio la Marzano ha ben spiegato -senza accorgersi- quanto sia sbagliato voler essere se stessi ignorando il corpo in cui si è. E se uno si sentisse coccinella intrappolata in un corpo da uomo? E’ legittimo farsi costruire le ali per volare nei prati?

          Curioso come tu parli così leggermente di “maternità surrogata” senza osare addentrarti in cosa significhi la compravendita di bambini, perché di questo si tratta.

    • ratioman ha detto in risposta a wittgensteiniano

      A dire il vero mi pare che solitamente una delle motivazioni avanzate anche dalla chiesa cattolica nel condannare l’omosessualità sia quella di non considerarla naturale. E’ per dimostrare l’inesattezza del ragionamento che vengono mostrati esempi di comportamenti omosessuali tra animali. Ribaltare il ragionamento mi pare semplicemente un tentativo di accomunare l’omosessualità ad una serie di istinti e pulsioni negative in un errore logico che può avere solo un senso retorico.

      • Woody85 ha detto in risposta a ratioman

        Mi citi un solo documento in cui la Chiesa sostiene che l’omosessualità non è naturale e tira in ballo gli animali?

        • ratioman ha detto in risposta a Woody85

          “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono contrari alla legge naturale.”

          Dal “Catechismo della Chiesa Cattolica” su http://www.vatican.va

          • Woody85 ha detto in risposta a ratioman

            Grazie per aver dimostrato di non sapere nulla di quel che commenti. Innanzitutto dove sono gli esempi del comportamento tra animali che userebbe la Chiesa? In secondo luogo, sai cosa significa “legge naturale” o “legge morale”?

            Un classico esempio di anticlericalismo: ignoranza allo stato puro, e va pure a citare i documenti!!! 😀

            • ratioman ha detto in risposta a Woody85

              Temo di aver espresso male il mio ragionamento, visto che l’ha completamente ribaltato. Quello degli animali è un controesempio per dimostrare che non è vero che gli atti omosessuali siano contronatura. Solitamente non viene utilizzato come esempio per dimostrare la liceità dei suddetti comportamenti, anche perché esistono argomenti molto più consistenti e sensati. Per quanto riguarda il significato di legge naturale e morale, esprima pure il suo parere riguardo al loro significato, magari si apre uno spazio di confronto.

              • Woody85 ha detto in risposta a ratioman

                Ora ho capito cosa intendevi, ma questa tua risposta apre ancora di più la perplessità sulla tua competenza su questo argomento. A parte il fatto che chi usa gli animali come controesempio per dimostrare la naturalità degli atti omosessuali dovrebbe ammettere che divorare il partner dopo l’amplesso, come fanno alcuni animali, è anch’esso un atto naturale. E’ ovvio che è un’obiezione troppo facile da far cadere.

                Inoltre la “non naturalità” dell’omosessualità non c’entra nulla con quello che c’è o non c’è in natura (o tra gli animali e le piante), ma è appunto il concetto di legge naturale (o legge morale). Stranamente non è fatta malissimo la pagina di Wikipedia dedicata alla questione, se vuoi puoi iniziare ad approfondire lì: http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_morale_naturale

          • wittgensteiniano ha detto in risposta a ratioman

            Guardate, dovrò essere sintetico e non potrò rispondere a tutti.
            Io ho comunque dei grandi dubbi.

            Dio è perfetto e resta perfetto qualsiasi cosa dovesse accadere, ergo io non capisco come possa Dio “provare un turbamento” di fronte ad un omosessuale, anzi mi sembra certo che l’ omosessuale sia amato tantissimo da Dio proprio perché porta una “croce”, sempre se sia davvero corretto definirla così; lo stesso varrebbe per un cieco, per qualsiasi persona sofferente.
            Io vedo tutti questi esseri umani come “privilegiati” in Paradiso rispetto a chi non ha avuto la sfortuna di vivere portando queste “croci” e, se devo essere sincero, sarei proprio CONTENTISSIMO se fosse davvero così. Io ringrazierei INFINITAMENTE Dio qualora dovessi scoprire dopo la morte di aver AMATO un omosessuale più di me!

            Allora: Io potrei per congettura considerare come “normale” quest’ anomalia, tuttavia il mio problema è che ORMAI SO che lo sto facendo per congettura…
            Ora, il punto è questo: E se io fossi messo alla prova da Dio??? E se lui mi stesse in verità chiedendo di fare prevalere l’ amore incondizionato sulla logica?? Perché mai Dio dovrebbe permettere che un essere umano viva una vita terrena difficilissima e – come se non bastasse – anche una vita ultraterrena potenzialmente difficilissima??? A questo punto l’ Amore Perfetto e Smisurato di Dio trova la sua “fine”??? Se davvero fosse così, quanto sarebbe davvero “smisurato” il suo Amore?? A volte ho come l’ impressione che giudicare l’ omosessualità sia ASSOLUTAMENTE anti-cristiano, per questo io non inneggio tanto ad abolire l’ “omosessualità in sè”. Forse sarei d’ accordo a permettere all’ omosessuale di esprimere la propria natura PURCHé lo renda FELICE, altrimenti sarebbe solo AUTODISTRUTTIVO e mi sembrerebbe doveroso ricorrere ad una “terapia riparativa” alla Nicolosi.
            Tuttavia sono assolutamente in disaccordo sul fatto che l’ omosessuale debba avere la “libertà” di adottare un bambino, il quale nella stragrande maggioranza dei casi è eterosessuale. Un bambino eterosessuale che viene condizionato da una “famiglia” omosessuale per me è potenzialmente a rischio di conflitti e di disturbi identitari; e non intendo neanche sottoporre UN SOLO bambino ad un simile rischio solo perché sono fiducioso che non ne avrà.

            @Ratioman, io NON ho dubbi sul fatto che il “rapporto omosessuale” (non l’ omosessualità) sia NATURALE, avviene, e quindi??? L’ etica non è naturale.
            Anzi, dato che ho studiato (mio malgrado), so per certo che l’ omosessualità (non il rapporto omosessuale) è “non-normale” perché “anomala”.
            il fatto che sia “normale” l’ omosessualità è solo un’ opinione politico-filosofica.
            Nonostante questo io non so se sia sbagliato congetturare la “normalità” dell’ omosessualità oppure se sia giusto accettarla nonostante questo. Da un lato sono costretto a pensare: “Se noi permettessimo all’ omosessuale di esprimere questa sessualità, è come se noi lo lasciassimo libero di anestetizzarsi anziché curarne la “ferita” con l’ alcol (il quale corrisponderebbe alla terapia riparativa)”.

            Ma essa è davvero una ferita? Se questa ferita lo fa stare bene, perché la dovremmo “curare”?
            Se lui vedesse nella “cura” un “male”, perché io dovrei reputarla un bene al posto suo?
            Perché dovrei considerare l’ omosessualità una “ferita” se tanto non fa male a lui nè a nessun altro?

            Io sarei quindi propenso a permettere all’ omosessuale di esprimere la sua direzione, purché la FINALITà di questa direzione produca FELICITà in lui… Da un punto di vista logico però mi rendo conto di quanto sia fragile dire ciò..
            E se stavolta la logica dovesse, cristianamente parlando, per volere di Dio, essere “messa da parte” per fare “spazio” all’ amore incondizionato, questo sarebbe davvero un male?? La logica mi sta facendo affermare il “Bene” in questo caso oppure mi sta facendo affermare il “Male”?

            è davvero sbagliato permettere all’ omosessuale di esprimere questa tendenza liberamente, purché lo renda felice??

            Questi sono i miei dubbi..
            Sta di fatto che io non considero “malato” l’ omosessuale; “malato” significa per me che “ha un male dentro, che produce il male” e io non sono così propenso a reputare questa direzione sessuale come un “male”. Considero casomai l’ omosessualità semplicemente “un’ anomalia”, e non potrei fare altrimenti, purtroppo..

            • Dario* ha detto in risposta a wittgensteiniano

              Sono d’accordo con diverse cose che hai scritto ma secondo me c’è un grosso buco nel tuo ragionamento, proverò a evidenziarlo con una metafora.
              Se vedo un bambino che per giocare vuol mettere una mano nel fuoco posso:
              – impedirglielo: in questo caso decido arbitrariamente di porre un limite alla sua libertà in funzione di ciò che penso essere il suo bene
              – lasciarlo fare: in questo caso non limito la sua libertà ma assisterò inevitabilmente alla sua sofferenza (potenzialmente alla sua morte)
              – dirgli di non farlo: in questo caso la sua libertà sarebbe preservata e sarebbe stato messo in guardia rispetto alle conseguenze delle sue azioni
              Lascio a te decidere quale comportamento possa più o meno rispondere alla definizione di “amore incondizionato”. Probabilmente esistono anche altri casi che non ho considerato ma importa poco perché non era questo il punto a cui volevo arrivare. Ciò che mi premeva di dire è che, qualunque sia la propria concezione di “amore incondizionato”, questa non può essere coerentemente compatibile con:
              – lo spingerlo a mettere la mano nel fuoco
              – supportarlo nel suo proposito
              – convincere le altre persone che debbano (o costringerli a) lasciare che quel bambino spinga i loro figli a mettere la mano nel fuoco
              – il lasciargli dar fuoco ad altri bambini
              Tutto questo, nota bene, a prescindere dal fatto che il mettere la mano nel fuoco lo renda o meno felice perché ci sono costi che non possono essere pagati per garantire la presunta felicità di un individuo

        • Marco S. ha detto in risposta a Woody85

          Mi pare che la Chiesa ponga la questione in termini di “ordinato” o di “disordinato”, non di “naturale” o “innaturale”.

          Per la Chiesa, il disordine in cui sarebbe stata gettata la Creazione, riguarderebbe non soltanto l’uomo, ma anche tutta la natura in cui e’ immerso.

          Dalla funzione degli organi del corpo, evidente nella loro morfologia, in particolare l’evidente complementarieta’ degli organi genitali femminile e maschile, nonché dall’altrettanto evidente complementarieta’ procreativa uomo-donna che ne discende, la Chiesa ravvisa un “filo d’Arianna” per risalire all’ordine originario e per preservarlo.

        • Emanuele ha detto in risposta a Woody85

          …aspetta e spera… l’importante è lanciare il sasso, che poi quel che si dice sia vero o no, cosa importa?

        • Max ha detto in risposta a Woody85

          “una delle motivazioni avanzate anche dalla chiesa cattolica nel condannare l’omosessualità sia quella di non considerarla naturale. E’ per dimostrare l’inesattezza del ragionamento che vengono mostrati esempi di comportamenti omosessuali tra animali.” Ehm… veramente da questa frase si evince che non sia la chiesa a tirare in ballo gli animali, ma chi si oppone al suo pensiero, per dimostrare che l’omosessualità sia già presente in natura.

      • Attilio ha detto in risposta a ratioman

        Credo che la dignità della natura umana a cui si riferisce/propone la Chiesa non sia quella biologica ma quella divina che è insita in ogni singola persona umana.

    • Emanuele ha detto in risposta a wittgensteiniano

      Completamente d’accordo con entrambi i tuoi commenti.

    • Emanuele ha detto in risposta a wittgensteiniano

      …andrebbe anche precisato che ‘sta storia dell’omosessualità nel mondo animale è una bufala, almeno stando a quanto dice il più famoso teologo italiano,Mainardi.

      Si tratta di un’antropofizzazione di comportamenti animali… è lo stesso errore che spesso si sente quando un cane rigoverna la faccia del padrone con la lingua: “il cane lo sta baciando perché gli vuole bene…”. Il cane risponde ad un istinto e slinguazzerà la faccia di chiunque si avvicini in modo amichevole.

      http://www.literary.it/dati/literary/s/scarselli/sulla_presunta_omosess.html

  7. Luciano ha detto

    Bisognerebbe scomunicare questa gente apertamente, se fossi il papa lo ripeterei chiaro e tondo che chi assume queste posizioni e si dichiara cattolico è scomunicato dalla chiesa cattolica.

    • Marco S. ha detto in risposta a Luciano

      Perfettamente d’accordo con te.
      Uno persona puo’ in privato credere a quello che vuole e “considerarsi” cattolica.
      Finche’ non da scandalo o lo limita al suo stretto giro di conoscenze si puo’ anche tollerare, sperando che si sviluppi.

      Ma nel momento in cui assume una veste pubblica (culturale e politica) e si dichiara cattolica, che gli piaccia o no dovrebbe entrare nel mirino della Chiesa, con l’impegno a parlare e comportarsi di conseguenza.
      Mi pare il naturale rovescio della richiesta della Chiesa ai cattolici di impegnarsi in politica.

      La Chiesa dovrebbe alla chiarezza il dovere di applicare le pene canoniche previste per i cattolici dichiarati che danno pubblico scandalo, fino ad arrivare alla scomunica.
      Magari certi pseudo-cattolici continuerebbero a dichiararsi tali, visto che dubito che molti di essi siano cosi’ assidui ai sacramenti.
      Ma lo dichiarerebbero da scomunicati, il che renderebbe la loro pretesa un po’ ridicola e del tutto priva di ambiguita’..

      • Luca ha detto in risposta a Marco S.

        Bene. Perciò il punto diventa: come mai queste persone non vengono scomunicate ? Cosa vuol dire davvero essere cattolici ? Sta a Luciano o a Marco condannare e salvare ? E se la Chiesa fosse un poco più grande – persino misteriosa – rispetto a come ce la immaginiamo ?

        • Marco S. ha detto in risposta a Luca

          Caro Luca, ha offerto un ottimo esempio di come si possa giocare con le parole e con i concetti per squalificare indebitamente gli interventi altrui.
          Un bel sette in retorica !
          Certo ritengo che, se il Suo intervento voleva rispondere, logicamente ed a tono, ad una argomentazione altrui….beh allora siamo veramente alla deriva in mezzo all’Oceano Atlantico…

          Io non sono né papa, né vescovo, né credo lo sia nemmeno Luciano.
          Va quindi da se’ che non saremmo noi ad entrare nel merito dei provvedimenti che auspichiamo, ma che ci limitiamo a proporre come criterio.
          Un criterio che ritengo (e lo ripeto, perché vedo che non ha colto) sia il logico ed inevitabile corollario delle richiesta fatta dal Papa ai cattolici di impegnarsi in politica.

          Non vedo infatti come potrebbero i cattolici impegnarsi in politica, dichiarandosi tali, per poi sostenere cose esattamente contrarie alla morale cristiana.
          Il mistero e lo spirito non possono sempre e solo “soffiare” in senso contrario alle Verita’ ed agli Insegnamenti rivelati da Gesu’ Cristo, senza rischiare di trovarci di fronte, piu’ che altro, al “mistero di iniquita’” ed allo “spirito maligno”.

          Esiste o non esiste un insegnamento cristiano a cui devono aderire i sedicenti cattolici in politica, non tanto (e ribadisco NON TANTO) per la salvezza della loro anima, ma per non confondere gli altri cristiani e, ancor di piu’, gli altri laici ?
          La Chiesa dovrebbe essere davvero molto “misteriosa”, per permettere ad un politico di dichiarare la sua appartenenza ad essa e, nel contempo, in nome di essa, proporre leggi o iniziative che essa giudica certamente come immorali o, comunque, dannose !
          Sarebbe davvero molto “misteriosa” una chiesa siffatta, lo confesso !

          In quanto al perché queste persone non vengano scomunicate (oppure fatte oggetto di altri provvedimenti meno gravi), credo che sia una questione giudicata dalla Chiesa come di opportunita’.
          Forse si reputano controproducenti tali provvedimenti, forse non dando sufficiente peso a ben piu’ gravi conseguenze prodotte dalla loro assenza.
          Forse, visto che sono stati gia’ scomunicati i mafiosi, si teme di essere ingiusti applicando a persone, che sono certamente e di gran lunga piu’ degne e rispettabili, analogo provvedimento.

          La scomunica pero’ non e’ una penitenza personale, ma mira ad evitare l’opinione che la Chiesa tolleri certe idee perniciose, a prescindere dalla degnita’ della persona che le propone.
          E l’unico modo per rimarcarlo e’ quello di prendere delle misure canoniche contro chi le proponesse.

          I mafiosi sono scomunicati “latae sententiae”, mentre un politico che si dichiarasse cattolico, ma che sostenesse idee palesemente contrarie alla morale cristiana, lo sarebbe soltanto quando, una volta ammonito, persistesse nel proporre i suoi errori.
          Dopodiche’ sarebbe ovviamente perfettamente libero di continuare a farlo.
          Ma fuori dalla Chiesa Cattolica.

          In quanto alla sua posizione personale, visto che Lei si preoccupa anche di questo, ricordo, prima di tutto a me stesso, che il V comandamento, come sviluppato dal canone 2284 del Catechismo, ci vieta lo scandalo.
          Non so se sto dando scandalo io scrivendo queste cose e non piuttosto chi si dichiarasse cattolico, magari “adulto”, e sostenesse certe gravi e perniciose idee.
          Si faccia almeno venire un dubbio, per tre minuti tre, prima di darsi l’inevitabile risposta.
          Ritengo che cosi’ sarebbe gia’ molto…

          • Emanuele ha detto in risposta a Marco S.

            Peraltro la scomunica è un atto di carità. Chi sostiene l’aborto o altre nefandezze è certamente in peccato mortale, non perché lo dice la Chiesa, benché ne avrebbe tutta l’autorità, ma perché viola apertamente il V comandamento e gli insegnamenti di Cristo.

            Chi in condizione di peccato mortale si avvicina ad un sacramento, ne commette un altro altrettanto grave: il sacrilegio. Perseverare nel peccato porta al vizio e a Tacitamente la propria coscienza. Il rischio è la dannazione eterna.

            La scomunica avvisa il peccatore che trovandosi in condizioni di gravissimo peccato non può avvicinarsi ai sacramenti Fino a che non sarà pentito. La scomunica serve dunque a porre chiarezza ed ad informare la persona che potrebbe (anche in buona fede) ignorare la gravità delle sue azioni.

            È dunque un atto di carità, non di condanna.

            Invece, questa persistente confusione sui principii della dottrina, non solo crea scandalo e confusione tra tutti i credenti, ma rischia di far dannare queste persone… come insegnava Cristo, bisogna che il nostro parlare sia chiaro : “Sì, sì; no, no”.

        • gladio ha detto in risposta a Luca

          Veramente, Luca, queste persone, in base alle norme sancite dal Codice di Diritto Canonico sono già scomunicate:

          Ad esempio, per quel che riguarda l’aborto, di cui la nostra amica Marzano è un’ entusiasta sostenitrice troviamo, sempre nel Codice di Diritto Canonico che:

          – Chi procura l’aborto ottenendo l’effetto incorre nella scomunica latae sententiae -Can. 1398

          Tale sanzione viene estesa anche a:

          – Coloro che di comune accordo concorrono nel delitto, e non vengono espressamente nominati dalla legge o dal precetto, se sono stabilite pene ferendae sententiae contro l’autore principale, sono soggetti alle stesse pene o ad altre di pari o minore gravità. – Can 1329.

          Tutto molto chiaro quindi, quel che è un po’ meno chiaro, casomai,è il motivo per cui tali sanzioni non sono state evocate ,ad esempio,quando il Parlamento Italiano varava la legge 194 sull’ IVG, legge sottoscritta tra l’ altro da sei mascalzoni tutti quanti ” sinceri cattolici”.
          Ma questo è un altro discorso; sarà stato per opportunismo, sarà stato per il ” fumo di Satana” , sarà stato per mille altre cose che non conosco e che non capisco…
          Fatto stà che le norme sono queste, molto chiare e che non lasciano spazio a dubbi interpretativi e. soprattutto, sono ancora in vigore.

        • lorenzo ha detto in risposta a Luca

          Non c’è alcun bisogno di scomunicare nessuno: i battezzati non in comunione con il Magistero della Chiesa Cattolica, anche se si dichiarano cattolici, non lo sono.

      • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a Marco S.

        A beh, se è per questo ci sono anche PRETI che diffondono idee assurde ad eretiche. Se hai voglia e tempo dai un’occhiata qui http://www.papalepapale.com/strega/alberto-maggi-presbitero-e-cazzaro-impareggiabile/ oppure qui http://www.studibiblici.it/conferenze/Vita_eterna_Maggi.pdf

  8. leone ha detto

    La mia risposta è semplice e non richiede molte parole:la Signora Marzano ha grande confusione nella testa, me ne dispiace per lei. Ma un fatto è ancor più evidente, semplice e lapalissiano: non è cattolica.Il resto è….bla…bla…bla

  9. gladio ha detto

    Di questo passo si dichiarerà cattolico perfino il ” califfo” Al Baghdadi

  10. soren liston ha detto

    vogliamole bene ma impediamole di fare del male ( senza commettere il male a nostra volta)

  11. ypsilon ha detto

    «Ed invece il cattolico ha come compito quello di sottomettere l’affermazione di se stesso e delle sue idee all’autorità del successore di Pietro»
    questo credeva anche Mastro Titta…

    • lorenzo ha detto in risposta a ypsilon

      Il cattolico realizza se stesso in conformità alla volontà del Creatore.
      Chi cerca di realizzare se stesso vive, chi non si preoccupa di realizzarsi muore.

    • Boomers ha detto in risposta a ypsilon

      Furono Adamo ed Eva a voler autoaffermarsi piuttosto che obbedire al Creatore, per questo sono stati cacciati. Come vedi la Bibbia inizia spiegando già qual è e quale sarà il più grande problema dell’uomo: rinunciare a voler essere Dio.

      • yspilon ha detto in risposta a Boomers

        l’etero-affermazione non passa per il papa, il papa ha delle funzioni, peccato è volerlo destituire da quelle che sono le sue funzioni, ma anche abusare delll’istituzione papale per comandare o peggio condannare a morte è peccato quindi anche il papa può peccare

      • yspilon ha detto in risposta a Boomers

        per meglio chiarire: chi obbedisce al papa non pecca ma pecca il papa al posto suo. Ma se uno in coscienza disobbedisce al papa può darsi che faccia la cosa giusta, senza ciò significare che la Chiesa e il papa perdano l’autorità. Il popolo (di Dio) ha la Chiesa che si merita, la chiesa è anche espressione del popolo. Il tipo di organizzazione è quella gerarchica perché è la più razionale oltre che quella tradizionale, ma per il resto i vincoli sono gli stessi e per il singolo e per la gerarchia: la ragione e la rivelazione

  12. muggeridge ha detto

    Ma passare dalla “cattolica” Italia alla Francia in via di islamizzazione, non è un’altra grande contraddizione di questa signora ? Quanti anni dureranno ancora questi “diritti civili” se andrà avanti questo processo nel resto di Europa più secolarizzato ? Il vuoto religioso auspicato dai laicisti infatti provoca solo l’occupazione dello stesso da parte di un’altra religione perché l’uomo è primariamente religioso e a la natura aborre il vuoto. Del resto si tratta di un vuoto artificiale, anche perché si è iniziato a creare al ritmo incessante della ghigliottina e quindi in barba proprio a quei diritti civili di cui si ammantano spudoratamente i laicisti, ma che sono in tutta evidenza un concetto di derivazione cristiana. Se vogliamo si tratterà di una giusta nemesi, vale a dire, attirarsi in casa una religione nettamente meno aperta e tollerante di quella di cui si cerca da alcuni secoli di sbarazzarsi.

    • nullapercaso ha detto in risposta a muggeridge

      “attirarsi in casa una religione nettamente meno aperta e tollerante di quella di cui si cerca da alcuni secoli di sbarazzarsi”

      Caro muggeridge diamogli il tempo, lasciamoli fare come ha potuto fare il cristianesimo, poi saranno pure loro buoni, tolleranti e comprensivi.

      • muggeridge ha detto in risposta a nullapercaso

        D’accordo, l’islam tra quelle monoteiste è la religione ultima arrivata, ma alla base mi sembra ci siano altre premesse rispetto al cristianesimo. Il Cristo è un profeta disarmato e una vittima, il Profeta era un condottiero e conquistatore di territori, una prospettiva opposta, che rende ragione degli esiti molto diversi delle due fedi.
        Storicamente il cristianesimo è stato sempre “buono, tollerante e comprensivo” rispetto alle varie epoche, anzi queste virtù sono ora utilizzate da noi per giudicare il passato perché trasmesse dal cristianesimo, non per altro (nel mondo classico valevano poco o nulla, tanto per dire). Quanto all’islam, non scambio le “caricature” attuali degli integralisti per l’islam storico che ha avuto anche momenti di tolleranza verso gli altri (sempre in prospettiva storica), ma proprio questa attuale regressione mi aiuta a comprendere le basi su cui si regge.
        Pertanto è da rifiutare una lettura “progressista” ed “evolutiva” delle religioni, che pare porsi presuntuosamente alla fine della storia per giudicarle, molto più importante è cogliere l’essenza delle stesse: il cristianesimo è basato sull’amore (agape, caritas) e su questo procede nonostante debba pur sempre fare i conti con la natura umana e la realtà terrena, però alla fine, da questo confronto, che è costante in tutte le epoche storiche, a prevalere è sempre stato l’amore e il bene. E questa è un’evidenza che gli storici non ideologizzati, pur non credenti, tipo Leo Moulin, vanno mostrando da diverso tempo.

        • Nullapercaso ha detto in risposta a muggeridge

          Guardando dove si collocano le religioni cristiane nella politica ( Italia, Usa) sicuramente non sono dalla parte di pace e amore.

          • muggeridge ha detto in risposta a Nullapercaso

            Mi pare che si riferisca a degli stati laici, non a delle religioni. Ad ogni modo anche a livello di stati c’è anzitutto questa divisione tra la sfera religiosa e la sfera laica che è propria del cristianesimo e che altrove non esiste e poi bisognerebbe trovare delle istituzioni laiche, quali sono appunto gli stati, che si comportino meglio di quelli sopraddetti e non ne vedo. Vedo invece, solo come esempio, un’Italia che fa di tutto per accogliere i profughi e evitarne la morte in mare, quando altrove li si respinge e basta (e spesso li si elimina) quindi anche a livello politico e limitandoci ai fatti recenti, ci sono comportamenti diversi da quelli degli stati con altri tipi di radici culturali (si pensi p.es. che il soccorso alle popolazioni di tutto il mondo -senza distinzione di razza religione etc.- tramite aiuti, risorse e finanziamenti per far fronte ai vari disastri naturali è un comportamento che appartiene solo gli stati occidentali…)

          • FREEZER75 ha detto in risposta a Nullapercaso

            E da che parte stanno?

      • Massimiliano 1989 A.D ha detto in risposta a nullapercaso

        Caro muggeridge diamogli il tempo, lasciamoli fare come ha potuto fare il cristianesimo, poi saranno pure loro buoni, tolleranti e comprensivi.

        Questo non è possibile, per il semplice motivo che nell’islam le sure abroganti (ovvero quelle che fano testo) sono violente, mentre quelle pacifiste sono le sure abrogate.

        È per questo che l’Islam moderato sarà sempre una nicchia. Tra l’altro, i cristiani hanno subito BEN più barbarie di quante ne abbiano fatte. Ti rimando qui http://it.m.wikipedia.org/wiki/Persecuzione_dei_cristiani

        Nel corso della storia i cristiani morti per la loro fede sono stimati in circa settanta milioni, di cui quarantacinque milioni solo nel XX secolo.[2][3]

        Altroché inquisizione, con cui ce lo menate da mezzo millennio.

      • FREEZER75 ha detto in risposta a nullapercaso

        Ne sei convinto?

  13. Andrea. ha detto

    Sii bella e stai zitta“?

    Belle posizioni di parità e rispetto delle donne, eh?

  14. yspilon ha detto

    Come criticare il Papa senza essere eretici

    “Quando Cefa venne ad Antiochia mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto” (Gal. 2,11).
    Il codice di Diritto canonico al n. 212 chiede ai fedeli da una parte obbedienza ai pastori e dall’altra riconosce a loro il diritto di esprimere delle riserve “su ciò che riguarda il bene della chiesa”. Sempre il codice di Diritto canonico al numero già citato afferma che i fedeli possono e devono in alcuni casi manifestare le loro perplessità “salvo restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità delle persone”, o per dirla con il n. 37 della Lumen Gentium, “con verità, fortezza e prudenza, con rispetto e carità verso coloro che, per ragione del loro sacro ufficio, rappresentano Cristo”. Il n. 62 della Gaudium et spes poi indica un atteggiamento di umiltà nel manifestare la propria opinione. La suprema legge nella chiesa, si legge nel codice di Diritto canonico, è la salus animarum e il primo balsamo per le anime è la verità a cui è sottomesso lo stesso Vicario di Cristo. Quindi sì obbedienza, ma non papolatria.

    http://www.ilfoglio.it/articoli/2013/10/17/come-criticare-il-papa-senza-essere-eretici___1-v-94610-rubriche_c395.htm

  15. FREEZER75 ha detto

    Sono lieto che questa Marzano se ne vada in Francia

    Al giorno d’oggi è politically correct dichiararsi Cattolici Praticanti e poi essere al lato pratico Atei Convinti

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