Veronesi si contraddice: «abortire è un evento grave». Perché mai?

12 settimaneRitorna la contraddizione dei sostenitori dell’aborto, ne avevamo parlato nell’agosto 2013 domandandoci: «Perché l’aborto è considerato un dramma se lo zigote è un grumo di cellule. Si è soliti infatti sentire e leggere che l’aborto è detestato anche dai suoi sostenitori, che è un “dramma necessario”.

Lo ha affermato l’oncologo tuttologo Umberto Veronesi: «L’aborto volontario è un evento grave, ma l’aborto clandestino è una tragedia. Per questo offrire alla donna l’opportunità di abortire in modo legale e controllato corrisponde alla scelta del male minore». E’ lo stesso ragionamento dei sostenitori delle “stanze del buco”: drogarsi è un male, ma la soluzione per molti non è diffondere una cultura fortemente contraria alle droghe e incrementare le pene per gli spacciatori, ma aiutare i drogati a bucarsi in stanze apposite, con siringhe pulite.

A proposito di droga, è stato proprio Veronesi recentemente ad affermare pubblicamente che «i danni da spinello sono inesistenti». Confutato pochi giorni dopo dai risultati del più grande studio realizzato sull’argomento, diretto dal prof. Wayne Hall, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si è infatti rilevato che l’uso di cannabis ha una vasta gamma di effetti collaterali dannosi, tra cui molte malattie mentali: doppio rischio di psicosi e schizofrenia, con i sintomi di astinenza, tra cui ansia, insonnia, perdita di appetito e depressione. Un adolescente su sei è dipendente da cannabis, con disturbi simili a chi fa uso di eroina. Altro che inesistenti!

Tornando all’affermazione sull’aborto pronunciata dall’oncologo italiano, sarebbe interessante domandargli perché ritiene l’aborto un «evento grave» e un «male», anche se minore. Se embrione e zigote sono un grumo di cellule, come qualcuno sostiene, perché mai dovremmo dispiacerci per la loro perdita tramite l’aborto? Perché l’aborto sarebbe un “male” se l’embrione è una non-persona, un non-essere umano? Evidentemente Veronesi è al corrente che zigote ed embrione sono la prima fase dell’essere umano, come la scienza embriologica afferma da anni, solo così si giustifica la sua affermazione fortemente negativa sull’aborto. Ma se aderisce a tale evidenza, allora Veronesi si dichiara implicitamente favorevole all’omicidio di un essere umano, seppure piccolo. Uccidere un essere umano è sempre un male, se lo si considera un “male minore” allora si teorizza il vecchio pensiero razzista di umani di serie A e di serie B.

Ma le contraddizioni non sono finite: la personalità del feto è chiaramente la questione centrale nel tema dell’interruzione di gravidanza, perché le donne hanno dei diritti sul proprio corpo, ma non sopra i corpi di altri esseri umani. Ed infatti l’interruzione di gravidanza non è un diritto, come ha confermato Vladimiro Zagrebelsky, magistrato ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo. Le persone hanno un “diritto alla vita”, ma le non-persone (ad esempio cellule, tessuti, organi, piante, animali ecc,), non lo hanno.

Non esiste un solo argomento convincente a sostegno dell’interruzione di gravidanza allorquando si ha la dignità e la maturità intellettuale di riconoscere che l’aborto è un evento tragico, come ha fatto Veronesi, implicando direttamente che zigote-embrione-feto sono esseri umani (non potrebbe essere tragico se non fossero tali). L’unico modo per cercare di “cavarsela” è sostenere che abortire è bello, come ha tentato di fare Chiara Lalli (mica stupida la ragazza!) con il suo ultimo libro. Tuttavia occorre segnalare che è in costante crescita, anche in Italia, il numero di coloro che desiderano limitare ancora di più l’aborto: secondo una recente indagine, infatti, il 43% del Nordest è d’accordo, in crescita di sei punti percentuale rispetto a due anni fa.

La redazione

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