L’inattendibilità storica degli apocrifi e del Vangelo di Tommaso

Vangeli apocrifiI Vangeli apocrifi hanno sempre catturato l’attenzione di quanti, non soddisfatti del Gesù evangelico, hanno voluto sbizzarrirsi nel trasformare il profilo del Figlio di Dio a proprio piacimento, trovando spunto dalla moltitudine di informazioni bizzarre e storicamente infondate in essi contenuti.

Nascono così, con “legittimazione nelle Scritture” (cioè negli apocrifi) il Gesù femminista, il Gesù comunista, il Gesù omosessuale, il Gesù sobillatore politico, il Gesù sposato con Maria Maddalena ecc. Tutte caratteristiche che non trovano invece alcun sostegno nei Vangeli canonici. In altri casi alcuni dettagli dei racconti apocrifi sono diventati parte integrante della tradizione cristiana, come il bue e l’asino nella mangiatoia di Betlemme.

I Vangeli apocrifi hanno garantito il successo di migliaia di scrittori scandalistici, come Dan Brown, autori di titoli come “Il Gesù segreto”, “La vita segreta di Gesù”, “I Vangeli che la Chiesa ha censurato” e così via. Tra questi autori non poteva mancare “il teologo di Repubblica“, Vito Mancuso, anche lui autore del suo recente “La vita segreta di Gesù” (Garzanti 2014). Dove il termine “segreta” serve ovviamente per catturare la pancia del lettore e per indurre il pensiero che la “verità” su Gesù sia tenuta nascosta, ovviamente dai cattivoni che risiedono in Vaticano. La tesi cospiratoria fa sempre capolino nelle pagine di questi libri, Dan Brown nel suo “Codice da Vinci”, ha chiaramente scritto, ad esempio: «Naturalmente, il Vaticano, per non smentire la sua tradizione di disinformazione, ha cercato di impedire la diffusione di questi testi».

Anche Mancuso dunque vorrebbe svelare il “vero Gesù”, quello tenuto nascosto fino ad oggi. Lo fa, anche lui, appoggiandosi agli Apocrifi, in particolare al Vangelo di Tommaso. Perché «occorre rivalutare gli apocrifi come fonti almeno parzialmente attendibili, all’interno delle quali, insieme a invenzioni degne del migliore romanziere d’appendice, vi sono tradizioni che meritano la più attenta considerazione, non fosse altro che per la loro antichità». In particolare, ha affermato, il Vangelo di Tommaso «va considerato storicamente attendibile». Occorre sottolineare che nel curriculum di Mancuso non c’è traccia di alcuna competenza sulla storicità del cristianesimo e forse è proprio per questo che ha scritto un libro del genere.

Basterebbe aprire un libro di uno dei più importanti studiosi della storia del cristianesimo per capire come stiano davvero le cose. Mancuso -che ringraziamo per averci dato la possibilità di chiarire questo aspetto- parla di “antichità” come criterio di attendibilità, mentre il celebre Raymond E. Brown -uno dei più importanti biblisti americani degli ultimi decenni- ha mostrato (rivolgendosi in particolare ai sostenitori del Vangelo di Pietro e del Vangelo di Tommaso) che «asserzioni stravaganti su tradizioni molto antiche nei vangeli apocrifi spesso hanno in comune tre dubbie tendenze»: 1) Ad un’analisi accurata risultano fondate su prove piuttosto esili e su un ragionamento discutibile. 2) Trascurano che c’era un messaggio evangelico comune sul quale tutti concordavano nella prima generazioni di cristiani (espressa nei Vangeli), assai diversa dallo sregolato sviluppo presente tra certi cristiani nel II secolo. 3) Fin dalla predicazione di Gesù si sviluppò una spinta biografica che formò la tradizione alla base dei vangeli canonici, non ci fu alcun periodo in cui circolavano parti di tradizione diverse tra loro.

Concentrandosi proprio sul Vangelo di Tommaso, che l’incauto Mancuso (sostenuto dal suo amico Mauro Pesce) considera “storicamente attendibile”, Bart Ehrman, importante studioso statunitense del Nuovo Testamento (e, sopratutto agnostico, il che lo rende un personaggio molto interessante) ha scritto: «A Gesù sono state attribuite molte frasi che probabilmente non pronunciò mai, come per esempio tante massime riportate nel Vangelo di Tommaso e nei vangeli successivi» (“Did Jesus Exist?”, p. 219) L’opinione più diffusa tra gli studiosi è che risalga al II° secolo, tra il 110 e il 120 d.c, ma chiunque abbia letto il Vangelo di Tommaso e i suoi 114 detti -spesso oscuri, misteriosi e ambigui– ne coglie da solo la lontananza dalla sobrietà dei sinottici e la sua similitudine ad aforismi zen piuttosto che a detti storici.

Un’altra autorità internazionale nel campo della storicità dei Vangeli, John P. Meier, ha rilevato inoltre che «probabilmente il Vangelo di Tommaso circolava in più di una forma e passò attraverso vari stadi di redazione. La versione copta che possediamo probabilmente non è identica alla forma dell’opera originale greco, qualunque sia stata, ammesso che si possa parlare della forma originale greca» (“Un ebreo marginale”, volume 1, p. 130). Senza contare l’evidente tentativo dell’autore di imitare lo stile dei sinottici i cui detti «sono giustapposti ad altri di evidente timbro gnostico e a volte sembrano essere stati rielaborati per veicolare un messaggio gnostico». Non a caso Bentley Layton, docente alla Yale University, lo considera tra gli scritti correlati nel più ampio corpus di scritture gnostiche (“The Gnostic Scriptures”, Garden City 1987). Meier studia approfonditamente il messaggio gnostico del Vangelo di Tommaso concludendo che «è solo alla luce di questa strana miscela di misticismo, ascetismo, panteismo e politeismo che molti detti di Gesù possono essere compresi». Si tratta di una «rielaborazione gnostica della tradizione sinottica».

Ma la confutazione plateale della sua attendibilità arriva a pagina 133 del celebre volume “Un ebreo marginale”: «L’orientamento complessivo del redattore del Vangelo di Tommaso è gnostico. Dal momento che una visione del mondo gnostica di questo tipo non fu impiegata per “reinterpretare” il cristianesimo in maniera così approfondita prima del II. secolo d.C., il Vangelo di Tommaso nella sua totalità non può certamente essere un riflesso affidabile del Gesù storico o delle più antiche fonti del cristianesimo del I secolo». Allo stesso modo la pensa la quasi totalità degli studiosi, molti dei quali hanno osservato la dipendenza diretta di tale vangelo ai sinottici, la dipendenza indiretta da predicazione e catechesi e la rielaborazione creativa.

Il Vangelo di Tommaso è comunque il più interessante testo della Biblioteca gnostica di Nag Hammadi, scoperta nel 1945. Nel volume 2 di “Un ebreo marginale”, Meier amplia il discorso concludendo in generale che «l’affermazione che i vangeli apocrifi e il materiale di Nag Hammadi siano fonti storiche indipendenti è frutto di fantasia» (p. 13). Se il Vangelo di Tommaso, dal punto di vista dell’attendibilità storica, è quello “messo meno peggio”, il discorso vale ancor di più per tutti gli apocrifi in generale. «Siamo di fronte a prodotti in larga misura delle immaginazioni pie o sfrenate di alcuni cristiani del III secolo» (“Un ebreo marginale”, volume 1, p. 110).

Tutt’altra storia per i vangeli canonici, tema che approfondiremo meglio durante l’estate.

La redazione

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14 commenti a L’inattendibilità storica degli apocrifi e del Vangelo di Tommaso

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  1. Daniele ha detto

    Le cose scritte negli Apocrifi (Gesù femminista, comunista, sposato, ecc…) sono prive di credibilità storica, in quanto un’analisi dettagliata delle fonti, analisi eseguita da storici esperti, ha dimostrato, da un lato, la scarsa attendibilità di tali Apocrifi e, dall’altro, la veridicità dei testi Canonici.

    Il fatto che San Francesco d’Assisi abbia inserito nel presepe il bue e l’asinello, elementi non menzionati nei testi Canonici, non contraddice affatto tali testi, in quanto è plausibile che in una mangiatoia (nel Vangelo di Luca ci sono proprio le parole “Lo adagiarono in una mangiatoia”) vi fossero tali animali (anzi, sarebbe strano il contrario…).

    Nel Vangelo Canonico i Magi non sono 3, ma sono “alcuni”, e non sono nemmeno chiamati “Re”… tuttavia la tradizione popolare ne presenta 3 (Gaspare, Melchiorre e Baldassarre), uno di etnia bianca-caucasica, uno di etnia nera-africana ed uno di etnia giallo-asiatica per indicare che essi rappresentano tutto il mondo (non era ancora stata scoperta l’America) che si prostra davanti a Gesù Bambino (il ritornello del Salmo Responsoriale della Messa dell’Epifania infatti dice “Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra”) e “Re”, in questo caso, non indica che i Magi dominavano su dei regni, ma indica un titolo onorifico (i Magi erano i sapienti-scienziati dell’epoca).

    Nei Vangeli Canonici, poi, non è nemmeno menzionata la Veronica che asciuga il volto insanguinato di Gesù, eppure questo episodio fa parte della tradizione popolare e della Via Crucis. Nel Vangelo si parla delle Pie Donne che seguirono, insieme al Discepolo Giovanni, Gesù durante il Calvario. Quindi è perfettamente plausibile che una di queste donne, mossa da un’autentica pietà cristiana, abbia fatto questo gesto di infinita tenerezza nei confronti del Signore.

  2. Daniele ha detto

    Ho visto il sito di Mancuso: un castroneria teologica dietro l’altra!

    Come quella che per seguire Gesù non serve l’obbedienza, ma basta “amore e libertà”.
    Allora perché mai Gesù avrebbe dovuto dire “Osservate (cioè obbedite) i Miei Comandamenti, perché è in essi la vostra Gioia”, se l’obbedienza non serve, ma basta “amore e libertà”?
    E questa non è che una delle tante contraddizioni di Mancuso.

    Mi sembra che Mancuso possa essere definito “teologo della liberazione” (la teologia della liberazione, per eseere chiari, è stata bollata come non veritiera da Papa Paolo VI e da tutti i Papi fino a noi, incluso Papa Francesco).

    Visto che Mancuso continua a definirsi “teologo cattolico” e visto che scrive su uno dei quotidiani più venduti in Italia, molta gente potrebbe cadere nell’errore di prendere per buone le cose che dice e che scrive. La Chiesa dovrebbe perciò emettere una dichiarazione in cui si definiscono “non in linea” col Magistero le tesi mancusiane ed in cui si intima a Mancuso di non far più passare come voce ufficiale della Chiesa quelli che in realtà sono soltanto i suoi personali pensieri.

  3. DS25 ha detto

    Paragonare i Vangeli canonici agli apocrifi è come paragonare la Divina Commedia ad un romanzo d’appendice. Non solamente per la qualità del testo, ma anche per l’importanza che la stessa Chiesa primitiva aveva concesso ai primi e non ai secondi.

  4. costantino ha detto

    I vangeli apocrifi sono bellissimi e veritieri e molti antichi quanto i canonici. Dichiarano da millenni verità che la Chiesa ha abbracciato solo negli ultimi sessanta anni come l’assunzione di Maria in cielo. Lo sbaglio che fate tutti quanti è che non gli avete mai letti in fonte originale. Scoprirete così che il Gesu apocrifo è totalmente identico al canonico ed anche rafforzato. Non per nulla de andre ha trovato la fede attraverso essi dedicandoci un album intero. Idiozie come un Gesù sposatoo altre amenità non esistono in alcun apocrifo ma sono pure fantasie uscite dalle menti di romanzieri. Leggete gli apocrifi sono bellissimi. Leggete la vita di Maria di Giuseppe e di Gesu bambino sono carichi di una bellezza e profonda poesia che non può che venire dall alto

    • Norberto ha detto in risposta a costantino

      Ciao Costantino, nessuno mette in dubbio che siano “bellissimi”, ma la questione è la loro attendibilità storica.

      1) Innanzitutto è palesemente falso che gli apocrifi sono “antichi quanto i canonici”. Evidentemente non consoci nulla della datazione degli apocrifi, che risalgono tutti al II e III secolo.

      2) In secondo luogo ho il dubbio che tu non gli abbia mai letti, altrimenti non avresti mai scritto che il “Gesù apocrifo è totalmente identico al canonico”. Gli apocrifi contengono un messaggio gnostico che nulla c’entra con il cristianesimo e il messaggio di Cristo, proprio in quanto rielaborazioni fantasiose dei canonici.

      Gli apocrifi vanno letti e apprezzati, ma ovviamente occorre accettare la loro totale inattendibilità dal punto di vista storico, senza confonderli con i Vangeli. Nessuno studioso competente (Mancuso non è competente nemmeno in questo) commette questo errore.

    • DS25 ha detto in risposta a costantino

      Veramente l’Assunzione, anche se dogmatizzata nel 1950, è lex orandi della Chiesa praticamente da sempre.

  5. Agostino C. ha detto

    Norberto e DS25 , nessuno vi ha mai insegnato che “non bisogna dar da mangiare ai Troll” ? 😀

    Costantino lo è palesemente.
    Lo si deduce a colpo d’occhio dalla frase “il Gesu apocrifo è totalmente identico al canonico ed anche rafforzato.”
    Ma quando mai???
    Io ho letto quasi tutti gli apocrifi , ossia i “Vangeli dell’Infanzia”, quelli “Giudeo Cristiani”, i “Vangeli della Passione” , le “Lettere”, le “Apocalissi”, e infine i “Testi Gnostici”, di cui mi manca da leggere il “Pistis Sophia” e il “Vangelo di Maria” (quello di Giuda l’ho già letto ^_^).
    Se volete potete acquistare i testi “Vangeli Apocrifi” edito da Mondadori, con prefazione di Dario Fo, e il trittico “Gli apocrifi del Nuovo Testamento.Voll.1-2-3” edito da Marietti, collana grandi opere.
    Comunque posso dire che il Gesù presente in essi non solo è assolutamente diverso da quello dei Vangeli Canonici, ma in alcuni (per la precisione in quelli dello “Pseudo Matteo” e dello “Pseudo Tommaso”) è persino inquietante e sinistro.
    Basti dire che in quello dello “Pseudo Tommaso”, Gesù fanciullo uccide, tramite i suoi poteri, un bambino solo perchè questi lo ha distrattamente urtato mentre correva (!).
    Mentre in quello dello “Pseudo Matteo” uccide un intera scolaresca (!).
    Alla faccia del “totalmente identico al canonico ed anche rafforzato”.

  6. Bonifax ha detto

    Quello dei vangeli apocrifi è l’ennesimo argomento usato da taluni per cercare di screditare la Fede cristiana, asserendo cioè che vi siano stati complotti oscurantisti volti a “nascondere la verità”.

    A mio parere, si potrebbe fare una distinzione tra i vangeli apocrifi che sostanzialmente contengono “curiosità” sulla vita di Gesù o eccessiva spettacolarizzazione dei fatti accaduti attorno a Cristo ed i vangeli gnostici, i quali contengono una dottrina completamente diversa, mistica e riservata a pochi eletti, dottrina energicamente avversata da s. Ireneo di Lione nel II secolo d.C., quest’ultimo discepolo di Policarpo di Smirne, che a sua volta è stato discepolo diretto di s. Giovanni apostolo ed evangelista.

    E’ curioso notare come i detrattori della Fede ritengano attendibili questi testi, tutti scritti a partire dal II secolo in poi, e ritengano invece poco attendibili i Vangeli canonici, scritti nel I secolo a ridosso degli avvenimenti narrati, in linea con le lettere paoline (anch’esse scritte agli albori della Chiesa), in linea con la costituzione di una gerarchia all’interno della Chiesa (rif.: lettera di papa Clemente ai cristiani di Corinto), apprezzati per uno stile diretto, sobrio e non volto verso la trasformazione della Fede in uno spettacolo pirotecnico.

  7. Luca Prodiani ha detto

    La verità è che si sono tenuti per buoni i Vangeli che presentavano similitudini e che erano più coerenti con l’unità di un certo messaggio, gli altri si sono scartati perchè sconvenienti, non perchè non ritenuti attendibili come documenti storici.

    • Norberto ha detto in risposta a Luca Prodiani

      E’ arrivato un altro cospiratore-complottista 😀

      Ma di cosa stai parlando? Hai una vaga idea oltre alle tue inutili opinioni di quali criteri sono stati utilizzati per la formazione del Canone? Ma hai mai aperto un libro sulla storicità??? Se ti fa schifo studiare almeno vai su Wikipedia!!

      Comunque non mi stupisco più, almeno da quando ho saputo che un terzo della popolazione mondiale non crede all’Olocausto.

      • Piero ha detto in risposta a Norberto

        Comunque non mi stupisco più, almeno da quando ho saputo che un terzo della popolazione mondiale non crede all’Olocausto.

        Se e’ per questo, c’e’ persino gente che crede che l’11 Settembre 2011 non ci fosse stato NESSUN AEREO nei cieli di New York, pur essendo ripresi da decine di telecamere e visti da milioni di persone. Googlare “teoria no-planes”

        • Piero ha detto in risposta a Piero

          oddio! fustigatemi per il mio errore!!!
          perdono e pieta’! (ma non si puo’ modificare un commento?)

    • Bonifax ha detto in risposta a Luca Prodiani

      Buongiorno Luca,

      se la cosa ti può interessare, potresti esaminare quali sono stati i criteri di scelta per la formazione del Canone.

      Come ho scritto in precedenza, i vangeli apocrifi hanno ricevuto poco credito perché essi tendono a spettacolarizzare eccessivamente gli eventi e sono stati scritti più per soddisfare la curiosità delle persone circa la figura di Gesù piuttosto che per dare un solido messaggio di Fede.

      Comunque è fatto storico che già nel I secolo, in completa antitesi con le dottrine inserite nei vangeli gnostici (scritti dal II secolo in poi), la Chiesa primitiva aveva già una struttura gerarchizzata, in essa vi erano molte persone, tra cui presbiteri e vescovi, pronte a morire per dare testimonianza alla Fede (fatti menzionati anche da autori non cristiani del I secolo) e le lettere paoline già circolanti parlavano di Resurrezione corporea di Gesù.

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