Nuova gaffe per Odifreddi: ora elogia il razzista Diderot

DiderotSe non fosse bastata la recente figuraccia nazionale sull’Olocausto come “opinione”, che gli ha causato pioggia di accuse di razzismo e negazionismo (quando in realtà si tratta di semplice incompetenza), il principe dell’anticlericalismo italiano Piergiorgio Odifreddi è caduto in un’altra delle sue odifreddure.

Devoto dell’Illuminismo ateo-positivista, Odifreddi ha festeggiato su “Repubblica” i «trecento anni dalla nascita di Diderot, uno dei più straordinari e influenti ingegni dell’ Illuminismo». Odifreddi cita estasiato «l’opera che ha fatto passare alla storia Diderot», ovvero «la celeberrima Enciclopedia, che egli diresse dapprima con il matematico d’Alembert, e poi portò a termine da solo, incurante delle difficoltà che sembravano volerne impedirne a tutti i costi il completamento». Tale volume, secondo Odifreddi, «rimane l’eredità intellettuale del Secolo dei Lumi. Così come la Preghiera dello scettico ne costituisce una sorta di Credo laico, che iniziava con un “Dio, non so se ci sei”, e terminava con uno “spero nelle tue ricompense nell’altro mondo, se c’è, ma tutto quanto faccio in questo mondo lo faccio da me”. Auguri, Denis!».

Bene, Odifreddi ha scritto il suo articoletto di propaganda e come al solito, non essendo mai davvero competente su quanto scrive, commette una gaffe colossale. Già, perché il buon Diderot nella sua “Enciclopedia” oltre a giustificare (cfr. voce «Anatomia» dell’Enciclopedia) la vivisezione di chi ha tradito le leggi dello (dio) Stato in nome del progresso medico, concentrò i peggiori pregiudizi razzisti del secolo illuminista, tanto caro agli anticlericali moderni.

Scrive il “genio dell’illuminismo”, Denis Diderot: «All’animale più evoluto, la scimmia, viene unito il tipo d’uomo ritenuto inferiore, il negro: per il pallido europeo, infatti questi trascina una esistenza semiferina, aliena dal pensiero razionale e dalla civile convivenza». In questa “eredità intellettuale del Secolo dei Lumi”, i negri sono anche dipinti come viziosi e «per lo più inclini al libertinaggio, alla vendetta, al furto e alla menzogna».

Odifreddi dovrebbe rivedere i suoi riferimenti etici, basterebbe che aprisse qualche libro ogni tanto, come “Le radici dell’odio” di F. Castradori (Xenia 1991) o “Razzismo, un’origine illuminata” di M. Marsilio (Vallecchi 2006), per scoprire il pensiero di Diderot e i veri valori portanti dell’illuminismo. Magari eviterà di stupirsi se i libri di Diderot furono respinti «perché “scandalosi e contrari alla religione e alla morale”».

Odifreddi si metta a studiare, ne va della sua reputazione. Recentemente ancora più scossa dopo l’articolo sul centenario della nascita di Paul Erdös in cui ha commentato devotissimo: «un bell’ esempio del dialogo tra scienza e fede, nel miglior spirito del Cortile dei Gentili voluto da Ratzinger stesso!». Peccato che qualche tempo fa il Cortile dei Gentili lo disprezzava definendolo «specchietto per attirare le compiacenti allodole sedicenti “laiche”». Solita ipocrisia odifreddina?

La redazione

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29 commenti a Nuova gaffe per Odifreddi: ora elogia il razzista Diderot

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  1. Max ha detto

    Non solo Diderot diceva cose che oggi giudicheremmo razziste; anche Voltaire ed Hume non scherzavano. E quando gli illuministi statunitensi parlavano della liberta’ dell’uomo, si riferivano a quella dell’uomo bianco, perche’ quando tornavano a casa trovavano gli schiavetti di colore che gli toglievano le scarpe, cucinavano, ecc.

    Pero’, mentre ritengo che sia opportuno ricordare le pagine scure dell’Illuminismo per rispondere a coloro i quali lo considerano il trionfo della civilta’ umana contro un presunto oscurantismo clericale, credo anche che non sia giusto dipingere tout-court gli illuministi come Diderot in maniera negativa. Con la sua celebre Encyclopédie, Diderot riusci’ a diffondere conoscenze e studi verso un pubblico piu’ vasto di quello che aveva potuto goderne fino a quel momento.

    Semplicemente credo che non sia il caso di vedere le cose solo in bianco e nero.

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    • Kosmo ha detto in risposta a Max

      Chiediti però A CHI era rivolta quella Encyclopédie…

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    • Li ha detto in risposta a Max

      Non solo Diderot diceva cose che oggi giudicheremmo razziste; anche Voltaire ed Hume non scherzavano. E quando gli illuministi statunitensi parlavano della liberta’ dell’uomo, si riferivano a quella dell’uomo bianco, perche’ quando tornavano a casa trovavano gli schiavetti di colore che gli toglievano le scarpe, cucinavano, ecc.

      E mandavano i cacciatori a scalpare gli indiani ritenuti anch’essi dei selvaggi, per cacciarli, ucciderli e portargli via la terra.

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  2. Daniele ha detto

    È stato un Papa, Alessandro VI (Borgia), cioè un uomo di Chiesa, il primo a condannare la pratica della tratta degli schiavi, poiché nessun uomo, in quanto essere amato da Dio, può essere trattato da inferiore da altri uomini in base al colore della pelle o all’origine etnica.

    Gli Illuministi, invece, consideravano inferiori coloro che avevano un colore della pelle diverso dal bianco, cioè che non erano nati in Europa.

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    • andrea g ha detto in risposta a Daniele

      Esatto, i Padri dei Lumi, d’altronde, si distinsero da subito
      per il disprezzo che mostrarono per gli “ignoranti” vandeani,
      che osavano continuare ad adorare Cristo anzichè Robspierre.
      E infatti li massacrarono, discutendone amabilmente nei loro
      salotti.

      Reynald Secher, Il Genocidio vandeano, ed. Effedieffe, Milano 1988.

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    • Li ha detto in risposta a Daniele

      E poi lo sappiamo che Lincoln, che abolì la schiavitù in America, in realtà era razzista. così facendo ci sarebbero stati con il tempo più voti. I voti degli ex-schiavi e di tutti coloro contro la schiavitù.

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    • Daniele ha detto in risposta a Daniele

      Ed è sempre un Papa, cioè Francesco, colui che si sta opponendo alla schiavitù dei nostri giorni, cioè a quell’economia malata e corrotta che, in nome del dio-denaro (o della dea-tangente), precarizza il lavoro, mercifica le persone, riduce le famiglie in povertà, spinge le imprese al collasso ed umilia i più deboli ed indifesi.

      La crisi, infatti, è frutto di un modello economico profondamente inumano e questo modello economico inumano, in cui i soldi contano più delle persone, è frutto della cultura relativista del nostro tempo, cultura che ha la pretesa di sbarazzarsi di Dio. Un grande teologo (Card. Henry De Lubach) disse che “l’uomo, senza Dio, diventa inumano”: ed infatti proprio questo sta succedendo. Senza il Padre, i figli (cioè gli uomini) diventano vittime dell’antico tentatore (il diavolo) ed il mondo non può che prendere una brutta piega. La “ricetta” per tornare a stare bene è semplice: tornare ad amare Dio con tutta l’anima e con tutte le prorprie forze. Se si torna ad amare Dio, infatti, si diventa capaci di mettere al primo posto il bene dell’altro anziché i soldi e, quindi, l’economia acquisirà un volto umano e la crisi finirà.

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  3. profundo martinez ha detto

    Che dire del professor Odifreddi?
    Non credo possa in sé definirsi razzista o negazionista. Quando si fa presente a dei propugnatori del relativismo etico che la loro non è l’unica teoria in grado di spiegare il poverume della società attuale, la gran parte delle volte essi se ne verranno fuori con la storia delle fasi di Venere.
    Diderot nelle sue operette oltre a difendere a spada tratta la vivisezione degli animali si macchiò di indicibili sevizie contro quelle povere e indifese creature di Dio, anche quelle domestiche.
    Questo, secondo gli apologeti del pensiero unico uniformato devoto al sacro politicamente corretto, sarebbe una prova della validità della loro teoria preferita. Tuttavia, invece di adoperarsi per trovare una teoria migliore, si preferisce invocare un non meglio precisato “effetto Schröter”, che tautologicamente metterebbe le cose a posto. La seconda domanda che viene spontaneo porsi è: Come rispondere a tale provocazioni? Rispondendo punto per punto,e ricordando tutto il bene fatto da Santa Romana Chiesa. Come ha scritto bene Daniele è stato il tanto e troppo bistrattato Papa Alessando VI, un Borgia, ad abolire la schiavitù.

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    • goffredo ha detto in risposta a profundo martinez

      Penso che lei è troppo indulgente nei confronti di Odifreddi. Negli ultimi anni il matematico ha avuto una deriva antisemita. Paradossalmente tanto piu ha alleggerito l astio verso la chiesa cattolica tanto piu ha intensificato l odio e le calunnie verso gli ebrei e i protestanti

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      • Pierpang ha detto in risposta a goffredo

        Anch’io ho l’impressione che Odifreddi stia vivendo una deriva antisemita e negazionista. Ma questo è un altro discorso.

        La società cristiana bianca è sempre stata ufficialmente razzista e ciò è stato sancito dalla legge addirittura fino al 1970 negli Stati Uniti e al 1994 in Sudafrica. Anche paesi cattolici come l’Italia e la Polonia hanno condiviso il razzismo fino alla metà del secolo scorso.

        L’Illuminismo, di cui Diderot è un grande rappresentante, ha il merito di avere introdotto quei principi di tolleranza uguaglianza e libertà che ispirando la rivoluzione francese e la guerra di indipendenza americana hanno portato alla democrazia moderna. E questa è storia, a meno che non vogliamo fare i revisionisti come Odifreddi!
        Quindi paradossalmente, pur essendo stato razzista, pochi nella storia quanto lui hanno contribuito a quel filone di pensiero che ha portato al riconoscimento dei diritti dell’uomo e, in ultimo, alla messa al bando del razzismo.

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        • Jack ha detto in risposta a Pierpang

          Parlare di “Paesi cattolici” nel ‘900 significa essere faziosi. Non c’è mai stata alcuna dittatura cattolica e il secolo scorso è stato, anche in Italia, il primo secolo secolarizzato. In Italia il razzismo era praticato da gente come Cesare Lombroso, noto ateo e anticlericale. Mentre la Chiesa cattolica ha sempre condannato il razzismo, almeno dal 1500 quando apparve in Europa.

          Non esiste alcun principio di tolleranza, uguaglianza e libertà nella rivoluzione francese!! L’unica cosa che è esistita è la ghigliottina per chiunque fosse anche sospettato di essere dissidente dallo stato! Tutti i rivoluzionari francesi erano razzisti e impegnati come azionisti nel commercio di schiavi.

          Inutile criticare Odifreddi e poi mostrare le stesse incompetenze!

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        • lorenzo ha detto in risposta a Pierpang

          Non ti sorge il dubbio che chi per primo ha pronunciato le parole “Padre Nostro” abbia messo al bando il razzismo molto prima e molto di più di quanto non abbiano fatto Diderot e tutti gli illuministi?

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  4. Li ha detto

    E’ Ratzinger che ha chiesto scusa.

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  5. Mandi ha detto

    In un altro brano Diderot scrive che “La loro natura [dei negri] esige che essi siano trattati né con troppa indulgenza, né troppa severità. Perché se una punizione moderata li rende cedevoli e li anima a lavorare, un rigore eccessivo li fa scappare tra i negri selvaggi che vivono in luoghi inaccessibili su queste isole, dove preferiscono vivere una vita più miserabile dell schiavitù” (traduzione mia presa dall’Encyclopedia od Diderot).

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    • Mandi ha detto in risposta a Mandi

      Interessante poi quando li definisce “inclini al libertinaggio, alla vendetta, al furto e alla menzogna. La loro caparbietà è tale che non ammetterà mai di aver sbagliato, non importa quale punizione subiranno. Nemmeno la paura della morte li muove”.

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  6. fabrizio ha detto

    C’è anche da leggere il libro di George Mosse “Il Razzismo in Europa”, che fa partire le basi del razzismo proprio dall’Illuminismo

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  7. nicola ha detto

    Piergiorgio Odifreddi non è un personaggio irrilevante sul piano del dibattito intelletttuale complessivo. Certo, usa espressioni provocatorie e, spesso, irridenti. Ma non è irrilevante. Anche il grande Papa Benedetto se n’è accorto tanto da iniziare uno scambio epistolare con lui. E non è conformista, anzi….
    Non si può negare che l’Illuminismo ha segnato la data di inizio di una portentosa rivoluzione scientifica e tecnologica sconosciuta nei secoli precedenti e che ha posto le premesse per l’attuale stato delle conoscenze. Ha inventato il razzismo? Forse. Ma coloro che hanno elevato a totem dei valori globali il modello occidentale, in particolare il modelloproposto dagli USA non devono dimenticare che fino a circa 50 anni fa il voto era precluso ai neri americani. Gli interventi che leggo in questo sito tradiscono quasi tutti una forte simpatia per questi modelli occidentali ed in questo senso sono conformisti.

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    • Emanuele ha detto in risposta a nicola

      Mi permetto di ricordare alcune cose…

      La scienza non è nata con l’illuminismo, ma ben prima. Basti pensare ai vari Pitagora, Archimede o Erone del mondo antico passando per Leonardo, Brunelleschi, Keplero, Galileo, etc.

      L’illuminismo non lancia la rivoluzione scientifica, ma quella industriale e finanziaria. Enormi masse di operai tratti in schiavitù dalle campagne nelle fabbriche…

      Schiavi atti a mantenere una piccola élite che, tra l’altro, ha prodotto quella casta baronale universitaria, stravolgendo il senso dell’università, di cui oggi ancora paghiamo le conseguenze.

      Così, questi personaggi ebbero tempo e soldi per trastullarsi con la scienza… Ma non a servizio di essa, ma a servizio dei potenti di turno per la guerra… Prima Napoleone e gli Inglesi, poi i Tedeschi, in seguito Russi ed Americani.. Ai comuni mortali restano le briciole…

      Inutile dire quanto ce ne saremmo giovati, se i soldi spesi in ricerche militari per perfezionare bombe atomiche fossero stati usati per la medicina o per l’agricoltura.

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      • manuzzo ha detto in risposta a Emanuele

        Ops, appena evidenziato come lo scontro Chiesa-scienza sia ben precedente, in termini cronologici, alla nascita della scienza (caso Galileo, anche questo già trattato sull’UCCR per arginare i mantra e le leggende atee). Evidentemente, qualcosa non torna….

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  8. Sebastiano ha detto

    “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal 3,28).
    E pensare che è così chiaro da circa 2000 annetti e codesti “mastri pensatori” vorrebbero illuminarci…

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