La Chiesa si oppose alla Repubblica di Salò

RsiNel settembre del 1943 le truppe tedesche invasero l’Italia, liberarono Mussolini e lo posero a capo della Repubblica Sociale Italiana. Per spingere la popolazione ad appoggiare questo regime, il Duce italiano cercò di fare leva sui valori del fascismo delle origini, riprendendo le istanze rivoluzionarie dei primi anni cercando di mettere in discussione la proprietà privata e il rapporto tra lavoratori e imprese (tentativi velleitari dato che le industrie erano sotto stretto controllo dei tedeschi). La Repubblica di Salò cercò anche di giocare sul buon rapporto tra Stato e Chiesa ribadendo principi quali “la Religione Cattolica Apostolica Romana è la sola religione della RSI”, ma anche questo tentativo andò a vuoto.

L’alleanza con la Germania nazista, manifestatasi in particolar modo con l’introduzione delle leggi razziali e l’entrata in guerra a fianco dell’alleato tedesco, aveva infatti profondamente “disaffezionato” l’Italia cattolica dal fascismo. Il Vaticano manifestò un pieno distacco dalla Repubblica di Salò e ciò fu evidente quando il cardinale Maglione, segretario di Stato vaticano, con una nota del 27 settembre rifiutò il riconoscimento diplomatico ribadendo che la Convenzione di Ginevra stabiliva che un paese neutrale non riconosceva alcuno stato sorto in tempo di guerra (scelta dettata probabilmente anche dal fatto che s’intuiva che la repubblica di Salò non era nient’altro che uno stato fantoccio della Germania nazista).

Alcune scelte concrete effettuate dalla Chiesa rimarcarono la diffidenza di questa nei confronti dello stato fascista: il rifiuto di Pio XII di ricevere il generale Graziani, l’attribuzione delle sede episcopali vacanti ad amministratori apostolici e non a vescovi per evitare il placet del governo, il sostegno ai vescovi in contrasto con il regime o l’invito al rettore della Cattolica, padre Gemelli, a evitare nei conferimenti delle lauree qualunque riconoscimento ai “poteri conferiti dallo stato”. È ormai noto inoltre che nelle proprietà vaticane oltre a moltissimi ebrei, vi trovarono rifugio anche molti esponenti antifascisti come Alcide De Gasperi, Pietro Nenni, Ivanoe Bonomi, Giuseppe Saragat e molti partigiani.

L’ostilità del Vaticano verso la Repubblica di Salò era pienamente avvertita dal regime: “Oggi il Vaticano si comporta verso di noi da nemico” scriveva Vittorio Ricci il 18 gennaio del ’44 sul settimanale fascista L’Orizzonte. I fascisti, per combattere la malcelata ostilità vaticana, agitarono lo spettro di uno scisma nazionale finanziando l’opera del sacerdote don Tullio Calcagno. Questo parroco che non aveva inizialmente accolto con entusiasmo il fascismo (aveva criticato i Patti Lateranensi ed elogiato l’enciclica di Pio XI “Non abbiamo bisogno”), diverrà paradossalmente un fervente sostenitore del regime a partire dalla guerra d’Etiopia. Durante la RSI verrà utilizzato dal ras di Cremona, Roberto Farinacci, per incrinare la compattezza della Chiesa in maggioranza ostile alla ricomparsa dei fascisti. Con l’appoggio di Mussolini, il prete dirigerà il settimanale “Crociata Italica” che fu il giornale più letto dalla repubblica di Salò con 100.000 copie di tiratura nonostante avesse avuto la condanna di importanti vescovi come il cardinale di Milano, Idelfonso Schuster o il vescovo di Cremona, Giovanni Cazzani, che invitarono i fedeli a diffidare da quel sacerdote che era già stato sospeso a divinis, subendo per questo minacce (“questo porco vescovo di Cremona. Se sarò molestato, questo signore me lo lavorerò per benino” scriverà Farinacci a Mussolini). Don Calcagno sul suo giornale proporrà di costituire una Chiesa Cattolica autocefala cioè indipendente da quella romana con un primate italiano distinto dal papa e per questo motivo sarà scomunicato il 24 marzo 1945. Verrà fucilato il mese dopo dai partigiani a pochi giorni di distanza dalla morte del Duce (fine che faranno purtroppo anche molti altri sacerdoti che non si erano compromessi con il regime).

Non va dimenticato perciò che nella Resistenza ebbe un ruolo importante anche il clero consapevole di essere un punto di riferimento sociale e morale nel vuoto apertosi con il crollo delle istituzioni e buona parte del laicato cattolico pronto a scegliere la via della lotta contro il nazifascismo.

Mattia Ferrari

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28 commenti a La Chiesa si oppose alla Repubblica di Salò

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  1. rosanna crivella ha detto

    Ho una segnalazione da fare ai cari amici dell’UCCR: la foto che ponete in alto a destra, accanto alla frase di E. Durkheim, corrisponde all’immagine di un altro importantissimo studioso tedesco dei primi anni del novecento: Max Weber.

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  2. soren liston ha detto

    ottimo articolo!!!

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  3. Vincenzo Farina ha detto

    Nei cupi mesi della guerra civile, soprattutto nell’Italia del Nord, La Chiesa svolse un ruolo importantissimo nel cercare di mitigare la ferocia del conflitto. Quasi Tutto il clero fu impegnato in un’opera difficile, pericolosa e snervante,sia ai livelli più alti (basta pensare al cardinale di Milano) sia ai livelli più umili (i parroci di campagna, di montagna). Spesso nei piccoli centri le parrocchie erano le uniche strutture rimaste a cui la gente comune poteva rivolgersi per avere conforto e anche un qualche aiuto materiale. Se il tessuto sociale in quel terribile periodo ha comunque retto, lo si deve anche alle strutture e agli uomini di chiesa.

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  4. Klaus ha detto

    Non c’entra quasi nulla, ma mi è venuto in mente un aneddoto esilarante che ho letto da qualche parte. Nel 1940 o dintorni, un tale ebbe due gemelli e disse al parroco che li voleva battezzare Adolfo e Benito. “Va bene figliolo, ma scegli anche due secondi nomi”, fu la risposta. “Perché?” fece quello, aggressivo. “Perché in futuro potranno essere utili …”

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  5. edoardo ha detto

    Giudico quest’articolo molto interessante, in particolare per me, e vi spiego subito il perché.
    Mio padre era nella Milizia Fascista dopo l’8 settembre.
    Lui aveva iniziato la guerra subito arruolandosi sulla Milizia, partecipando al CSIR.
    Suo fratello, mio zio, anche lui si arruolò nella RSI, era di stanza in Valtellina quando fi fatto prigioniero e fu internato al campo di Coltano.
    Tolto un brevissimo periodo adolescenziale in cui ero una spugna delle idee e dei discorsi di mio padre, che mi voleva inculcare…potete immaginarlo…ben presto iniziai a dubitare, anche con testimonianze di persone che avevano subìto dall’altra parte.
    Poi l’opinione che mi ero fatto di mio padre, già vacillante, crollò in frantumi, e quello era un periodo un cui ero molto attaccato all’oratorio, frequentavo molto la parrocchia, sia nell’anno scolastico che al Grest estivo.
    Per me è importante quel pezzo di storia, per le implicazioni famigliari.
    Una volta un pensiero mi turbava, per anni: se io fossi stato di quella generazione, sarei riuscito a sfuggire all’indottrinamento che hanno fatto a tutta la generazione dei primi anni Venti, prendendoli da Balilla e da Giovani Italiane?
    Adesso giudichiamo le cose col senno di poi, e soprattutto, sappiamo come andarono le cose, ma adesso, se fossimo noi i protagonisti, sapremmo fare la scelta giusta? Avremmo avuto abbastanza lucidità e distacco dai condizionamenti del tempo?
    Avremmo avuto il coraggio di non rispondere agli ordini sapendo che saremmo stati uccisi?
    Sa bambino conobbi un uomo, amico di mio padre, che diceva di avere fatto la guerra di Libia 1911-12, tutta la Grande Guerra, poi la guerra d’Eritrea e infine la seconda 40-45. In tutto 12 anni della sua vita trascorsa sotto le armi, e in stato di guerra….e pensavo: ma 12 anni fi guerra, non cambiano la mente di un uomo? Io questo mi chiedevo.
    Redazione, grazie per questo articolo; alla versione della storia che date voi, io ci credo. Non credo a quella della politica e della cultura di massa.

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    • Giorgio ha detto in risposta a edoardo

      Non è facile dare una risposta, anche perchè la storia viene quasi sempre scritta dal lato dei vincitori ed è facili essere soloni con il senno di poi.
      Mio nonno che era ufficiale dell’aeronautica dopo l’8 settembre fece la scelta di stare con gli Alleati perchè aveva giurato al re, non a Mussolini.

      Al di là di questa scelta di mio nonno, che fu dettata principalmente dalla sua deontologia militare, tenere la barra dritta sul messaggio del Vangelo è l’unico modo per non sbagliare.

      Noi non possiamo farci addomesticare le coscienze dai dittatori o, con le dovute proporzioni, dai politicanti di turno (penso a Berlusconi, Grillo, Renzi, Casini) ma abbandonarci totalmente al messaggio di Gesù e della Chiesa ispirata.

      Invito a leggere la Mit Brennender Sorge di Pio XI, alcuni passaggi sono da lacrime agli occhi.

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    • gladio ha detto in risposta a edoardo

      Caro Edoardo

      Sii orgoglioso di tuo padre, anche se ha militato dalla parte ” sbagliata”.
      Anche se tu hai idee opposte alle sue( non vi è nulla di male in questo).

      Tuo padre avrà sbagliato, ma lo ha fatto, ne sono certo, in buona fede, come migliaia dia altri suoi coetanei.

      Tuo padre è stato un uomo che ha optato per la scelta più difficile anche se eticamente sbagliata, un uomo per il quale la parola “onore” significava ancora qualcosa.

      Al riguardo ti sottopongo una lettera aperta scritta dal prof. Piero Operti, mutilato della Grande Guerra e antifascista dalla prima ora ( pagò con l’ espulsione dall’ insegnamento il suo rifiuto di firmare la patacca di adesione al Partito nazionale Fascista ) ai suoi studenti che venivano discriminati per aver Aderito alla RSI:

      « Sì, o Signori. io son quel desso. Sono colui che distinguete con il nome di REPUBBLICHINO tenendo per Voi la desinenza In ANO. Appartenni alle Forze Armate della R.S.I. Collaborai col “tedesco invasore”. Voi vedete In me la sentina di tutte le colpe, il ricettacolo di tutti gli errori, la pattumiera di tutte le Iniquità. Infatti, tenni fede alla parola data dalla Patria, quando la Vostra saggezza aveva quella parola per CHIFFON DE PAPIER! Credetti quando tutto comandava lo scetticismo; quando l’imboscamento era aureolato di gloria volli continuare a combattere.

      Fui soldato dell’onore -sostantivo maschile derivato dal latino “honor-honoris” della terza declinazione regolare – e mentre Voi radiavate dal dizionario questo vocabolo come contrastante con l’eclettismo dell’itala gente -dalle molte vite e dalle molte casacche- ricordai che i Romani divinizzarono l’ONORE e il VALORE e li venerarono in un medesimo tempio; e mentre la Fortuna giungeva a Voi sulle ali dei “liberators”, io ricordai che i Romani dopo la rotta di Canne edificarono un tempio alla FORTUNA VIRILE, e che conferendo maschiezza alla fortuna essi ne fecero non un dono del caso bensì una conquista del valore.

      Perciò, il 5 giugno 1944, quando Voi alzavate inni di giubilo per la “Liberazione!” di Roma, io piansi le più cocenti lagrime della mia vita e invidiai i camerati del “BARBARIGO” caduti sulla via dell’Urbe opponendosi con le bombe a mano, come il Maggiore Rizzatti, all’avanzata degli ” Sherman ” (un tipo di carro armato americano, molto ben armato. Tipo il famoso “Tigre” tedesco. N.di Andy;-).

      E mentre a Trieste Voi gridavate: “Meglio gli slavi che i fascisti!” e radio Bari annunziava l’avanzata dei partigiani jugoslavi lungo la costa istriana, chiamandola “litorale sloveno”, io sostenni nella selva di Tarnova contro le bande di Tito e gli ausiliari di Togliatti, un aspro combattimento, nel quale quasi tutti i miei compagni del FULMINE persero la vita.

      Fui soldato dell’Italia ritornata espressione geografica, e sperai di chiuder per sempre gli occhi per non vedere la sua plebe d’ogni ramo sciamare intorno ai vincitori offrendogli i suoi fiori e le sue donne e azzuffandosi per raccattar le sigarette gettate dall’alto dei carri.

      Quando, infranta la Linea Gotica, nelle vostre città Voi apprestavate archi di trionfo e Vi gettavate ai Iinciaggi. io sparai sul Senio sino alla mia ultima cartuccia e coi camerati superstiti del LUPO ricevetti dal nemico l’onore delle armi.
      Come Kosciusko a Macjovie, qualcuno in quel luogo e in quell’ora pronunziò le parole: “Finis Italiae “.

      Sono, o Signori, il temerario ribelle alle leggi della diserzione e della capitolazione.

      Rimasi al fianco del tedesco perché la guerra non è un giro di valzer e con lui l’avevo cominciata, perché sapevo ch’egli ci era amico nel presente e ci sarebbe stato, nel futuro, meno nemico degli Alleati, e perché prevedevo che costoro, essendo buoni sportivi, ci avrebbero in qualunque caso meglio giudicati e trattati, se non piantavamo in asso Il compagno di squadra nell’ora più dura della partita. Per questo compagno avevo la stima che non si può negarsi al valore, e che schiettamente egli ricambiava a tutti I buoni soldati. Come in Grecia, in Russia, in Africa, rimasi al suo fianco in Italia, e accanto a lui sanguinante camminai nel mio sudore e sangue, avendo di fronte lo schieramento nemico, sul capo la R.A.F., alle spalle le fucilate dei partigiani; e spesso dovevo chiedere a lui le munizioni, essendo le mie Inservibili perché sabotate nelle fabbriche.

      Venuto il mio turno rifiutai la licenza, sapendo che al paese mi attendeva l’agguato, e volevo morire contrastando all’Invasore la mia terra e non assassinato da un italiano.

      Mi strinsi al cuore l’ultimo lembo della bandiera, quando Voi ne davate i brandelli ai negri perché Ii adoperassero come pezze da piedi.

      Nulla mi sembrò più orribile nel proclamarsi vincitori in una patria disfatta, e bruciai la mia anima nel rogo dell’Italia, delle cui ceneri avete fatto il Vostro piedistallo.

      Sono il ” criminale fascista “.

      Ebbi l’inaudita protervia di vedere fra I ciechi, di udire fra i sordi, di camminare fra i paralitici, di piangere sulla fine della Patria, mentre Voi tripudiavate sul principio della Vostra carriera.

      Risparmiato dalla guerra e dalla guerriglia, scampato all’ecatombe Liberatoria, sopravvissuto a Coltano e alla galera, vengo dinanzi a Voi, o Signori, a confessare il cumulo dei miei delitti. So bene che nessun castigo da Voi Inflittomi potrà adeguarsi ad essi; valga nondimeno ai vostri occhi la mia prontezza a pagare il fio di tanti misfatti.

      “Molto deve esserle perdonato perché molto ha amato”, disse della Maddalena Il Redentore, e giustamente disse, poiché la donna piangeva sul suo passato; così giustizia vuole che, avendo amato, nulla a me sia perdonato, poiché Il mio cuore, duro come una pietra, è insensibile al pentimento.

      È questa in verità, o Signori, la mia ultima colpa, più grave da sola che tutto Il carico delle colpe passate: NON SONO PENTITO!

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      • Vincenzo Farina ha detto in risposta a gladio

        Mi scuso se mi intrometto in un dialogo tra altri due partecipanti, ma desidero sottolineare un aspetto.Bella e interessante la lettera da Lei sopra riportata, ma contribuisce ad attenuare la memoria dei gravissimi errori (o crimini?)che portarono al disastro del periodo 1943 1945. Non si può infatti non sottolineare come le campagne militari volute dal fascismo soprattutto in Grecia e in Russia furono condotte con colpevole superficialità, irresponsabilità ed inadeguatezza tecnico/militare (senza contare l’aspetto etico/politico). Risulta quindi quasi incomprensibile come non pochi giovani, pur avendo vissuto tali sciagurate (non x colpa loro) esperienze, abbiano ritenuto doveroso schierarsi dalla parte RSI. Sulla follia della campagna di Russia è interessante ed istruttivo il libro del cattolico Eugenio Corti “Il cavallo rosso”, di certo non sospettabile di essere “di sinistra”.

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  6. Vasilla ha detto

    I piu terribili gerarchi nazisti fuggirono grazie ai passaporti vaticani.

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    • Katy ha detto in risposta a Vasilla

      “I piu terribili”…. e i meno terribili? 😉
      L’incipit di questa frase, cioè il voler sottolineare che proprio “i più terribili”…. dimostra la faziosità di chi pone questa apodittica affermazione, oltretutto senza citare alcuna fonte storica attendibile a suo sostegno. E’ evidente che si sta ripetendo una diceria popolare esattamente identica a quella che recita così: “Gli anticerlicali sono persone violente e razziste”. Se è vera la tua frase è vera anche quest’ultima.

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    • Emanuele ha detto in risposta a Vasilla

      …cognomi, prego…

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      • notimenowhere ha detto in risposta a Emanuele

        Cognomi?

        Adolf Eichmann, Josef Mengele, Heinrich Müller, Richard Glücks, Klaus Barbie, Erich Priebke, Gerhard Bohne, Bilanovic Sakic, Franz Stangl, Walter Rauff, Edward Roschmann, Josef Schwammberger, Herman von Alvensleben, Carl Peter Vaernet.
        Quest’ultimo vi potrebbe essere simpatico visto che era il medico danese inventore della “inversione della polarità ormonale”, mirabile panacea al problema dell’omosessualità.
        Questi i “beneficiari”.
        Tra i “prestatori del servizio” non c’era solo Alois Hudal ma anche Eugène Tisserant, Antonio Caggiano e Giuseppe Siri. Tra i più noti.

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        • Ottavio ha detto in risposta a notimenowhere

          Ti manca il Gabibbo….oltre ovviamente alle fonti di questa plateale diffamazione. Pensi davvero che citare un elenco di nomi serva a qualcosa? E sei io dicessi che queste persone sono passate prima da casa dei tuoi nonni che li hanno nascosti in cantina?

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          • Sophie ha detto in risposta a Ottavio

            “Ti manca il Gabibbo…” LOL! 😀

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          • notimenowhere ha detto in risposta a Ottavio

            I miei nonni all’epoca erano sfollati. La vedo un pò difficile nasconderli in una cantina che non c’era. Potrebbero essere che siano passati a casa dei tuoi se è per questo.

            Ottima ed argomentata come risposta. Bravo.

            Guarda giusto per non farti affaticare troppo di passo il link della Treccani che ne parla, una cosa semplice, anche se sono consapevole che non ti interessa. Di link ne trovi quanti ne vuoi. E anche di libri. Ma naturalmente per te sono tutte diffamazioni (e/o cazzate).

            http://www.treccani.it/enciclopedia/ratline_%28Dizionario-di-Storia%29/

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            • Panthom ha detto in risposta a notimenowhere

              Devi provarlo scientificamente, non basta una rettifica. Sai che per voi la scienza è l’unica fonte di verità oggettiva, no?

              La Treccani cita appunto solo Alois Hudal, vescovo anti-cattolico e anti-Pacelli di cui ho parlato io e Mattia più sotto.

              Ti ricordo che la Treccani è considerata omofoba: http://www.secoloditalia.it/2013/09/essere-etero-e-un-fatto-naturale-e-anche-la-treccani-viene-scomunicata-dalle-associazioni-gay/

              Dunque se è vero quello che scrive sulla ratline sono vere anche le sue definizioni contro l’omosessualità quando afferma che “l’orientamento eterosessuale è innato (in-naturae)”, contro la transessualità, quando smonta il “gender” (“visione distorta e ideologica della sessualità non eterosessuale”) ecc.

              Ma naturalmente per te sono tutte diffamazioni (e/o cazzate).

              http://www.treccani.it/enciclopedia/omosessualita/
              http://www.treccani.it/enciclopedia/transgender_(Dizionario-di-Medicina)/
              http://www.treccani.it/enciclopedia/genere/

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              • notimenowhere ha detto in risposta a Panthom

                Panthom

                Se mi dai del “voi” sono autorizzato a usare il plurale maiestatis?
                Ma voi chi? Guarda che il ventennio è finito da un pezzo.
                Puoi darmi anche del “lei”. 😀
                Se permetti io uso il tu. Non lo prendere come una mancanza di rispetto. Dopotutto come dite voi: siamo tutti fratelli.
                Se proprio devo essere “inquadrato” in un insieme ben definito di esseri umani allora fermiamoci all’insieme Homo.

                Cacchio ma sto Alois doveva essere un vero mago delle sparizioni. Mandrake e Houdini erano dilettanti a confronto.
                Riuscire a far “sparire” tutte quelle persone. Tutto in completa e monastica solitudine.
                Un vero portento. Poverino, però, che carico doveva sopportare.

                Ed ora passiamo dal palo alla frasca visto che ci tieni. Al non sequitur.
                Accidenti. La Treccani omofoba? Non lo sapevo. Sarà che certi scoop non li prendo in considerazione. Strano che quasi tutti i link più recenti a riguardo siano di siti “amici” a questo. Uno a caso:

                http://www.lanuovabq.it/it/articoli-adesso-anchela-treccanie-omofoba-7493.htm

                Ma sono arrivati tardi sul pezzo:

                http://leonardo.blogspot.it/2007/01/treccani-omofoba.html

                Però sono strani “omofobi” questi della Treccani:

                http://www.corriereuniv.it/cms/2009/03/treccani-un-dossier-contro-bullismo-e-omofobia/

                Comunque il link che ho riportato è il primo che mi è capitato. Una cosa “for Dummy”. Con un pò di buona volontà si può proseguire nella ricerca.

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                • Panthom ha detto in risposta a notimenowhere

                  C’è stato un equivoco evidentemente e una tua forte distrazione.

                  La Treccani ovviamente NON E’ OMOFOBA, ad accusarla di omofobia è la lobby gay perché quanto si legge in essa è contro il loro pensiero. Se infatti leggi l’articolo che hai citato tu stesso, sulla Bussola Quotidiana, si capisce bene tutto (quindi l’hai citato senza leggerlo!).

                  La Treccani dice il vero anche sulla ratline, infatti parla di “alcuni religiosi come il vescovo Alois Hudal”. Che alcuni religiosi fossero stati filo-nazisti lo sanno tutti, come anche che il vescovo Hudal ce l’avesse a morte con Pio XII e il Vaticano.

                  Ovviamente queste persone non rappresentano la Chiesa cattolica, come la dittatura dell’ateismo di stato ancora oggi presente in Corea del Nord e in Cina non rappresenta gli atei in generale (anche se nessuno ne prende mai le distanze, ossessionandosi sempre contro la Chiesa e il complotto teocratico).

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            • lorenzo ha detto in risposta a notimenowhere

              Non capisco perché gli americani, mentre da una parte, con inglesi e russi, mettono in piedi il processo di Norimberga, dall’altra, con la PRESUMIBILE connivenza DI ALCUNI esponenti vaticani, danno il loro assenso alla fuga dei nazisti: mi potresti aiutare a svelare l’arcano?

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        • andrea g ha detto in risposta a notimenowhere

          Al link che citi stà scritto:
          “(…)presumibile connivenza di alcuni esponenti vaticani e
          l’assenso degli Stati Uniti”.
          Ammesso e non concesso, mi spieghi il salto triplo dalla
          “presumibile” connivenza di “alcuni” esponenti vaticani al
          tuo “i più terribili gerarchi nazisti fuggirono grazie ai
          passaporti vaticani”?
          E soprattutto, il fine cui vuoi giungere qual’è?
          Che DIO non esiste?

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        • Emanuele ha detto in risposta a notimenowhere

          Grazie! ora le prove, prego…

          P.S.
          Priebke non era un gerarca, ma un ufficiale di basso grado dell’esercito. Fu aiutato a rifugiarsi in sud america da Pompanin, Vicario Generale di Bressanone, insieme ad Eichmann. La fuga fu appoggiata dalla Croce Rossa Internazionale.

          Non ci è dato di sapere se e come fu coinvolto il Vaticano nella questione. Quindi eventulmente è fuggito con l’appoggio di alcuni prelati e della Croce Rossa.

          « Da vecchio soldato, e sia pure di un Esercito molto diverso dal Suo, so benissimo che Lei non poteva fare nulla di diverso da ciò che ha fatto […] Il processo si dovrebbe fare alle aberrazioni dei totalitarismi e a certe leggi di guerra che imponevano la rappresaglia. Certo: lei, Priebke, poteva non eseguire l’ordine, e in pratica suicidarsi. Questo avrebbe fatto di lei un martire. Invece, quell’ordine lo eseguì. Ma questo non fa di lei un criminale » (Indro Montanelli)

          Degli altri personaggi non conosco la storia, ma approfondirò…

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          • notimenowhere ha detto in risposta a Emanuele

            Caro Emanuale

            se avessi le prove provate che vuoi a quest’ora sarei stato suicidato. 😀
            Io mi posso fare un’idea con quello che si trova sul web. Se tu hai altre fonti a cui poter attingere fammi sapere.

            Vedi io non dico che dal Papa a l’ultimo dei cherichetti tutti fossero coinvolti nella ratline.
            Ma scaricare tutte le colpe solo sul povero Aloisio mi sembra troppo.
            Per onestà intellettuale c’è da dire che alla fine della guerra tutti hanno aiutato i nazisti in fuga. In primis gli americani finendo con i russi. Chi per un motivo chi per un altro. Il caso più eclatante Von Braun.
            Il volto presentabile in questo caso.

            Conosco gli articoli di Montanelli su Priebke. Ma questo cosa c’entra?
            Non stiamo parlando di quanto facciano schifo le guerre e le loro conseguenze.

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    • beppina ha detto in risposta a Vasilla

      A guardare troppi film…

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    • Mattia ha detto in risposta a Vasilla

      Probabilmente Vasilla si riferisce all’attività del vescovo Alois Hudal che aiutò a far fuggire nel dopoguerra alcuni gerarchi nazisti. Tuttavia non è ancora stato accertato il fatto che Hudal avesse agito su ordine di Pio XII (i suoi carteggi e le sue memorie mostrano quanto detestasse il Vaticano che considerava ormai diventato “schiavo del capitalismo e del comunismo”). Una cosa curiosa è che chi tira fuori la storia degli aiuti ai nazisti nel dopoguerra, poi glissa completamente sugli aiuti vaticani agli ebrei e ai partigiani durante il conflitto.

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      • Panthom ha detto in risposta a Mattia

        Nel 1937 Hudal pubblicò il suo libro a favore del nazionalsocialismo mettendo in discussione la politica vaticana di Papa Pio XI e Eugenio Pacelli contraria al nazionalsocialismo (si veda la “Mit brennender Sorge”), infatti non ha mai avuto alcun imprimatur o approvazione ecclasiastica e i rapporti col vaticano si congelarono.

        Dopo diversi incontri senza frutto tra Pio XI, Pacelli e Hudal per cercare di cambiare la sua posizione, il Vaticano interruppe ogni contatto con lui. Nel 1938 venne “espulso” dal Vaticano e visse in isolamento nell’Anima College e costretto a dimettersi dai tutti i suoi incarichi nel 1952. Pacelli in particolare ruppe il suo rapporto con Hudal subito dopo la pubblicazione del suo libro e fu lui l’artefice dell’emarginazione del vescovo Hudal.

        Lui stesso negò di essere stato aiutato dal Vaticano nelle ratline quando nelle sue memorie postume ricorderà con amarezza la mancanza di sostegno da parte della Santa Sede alla Germania nazista nella sua battaglia contro “l’ateismo bolscevico”. Più volte sostiene di aver ricevuto critiche piuttosto che supporto dai diplomatici vaticani guidati da Pio XII (leggere A. Hudal, Römische Tagebücher, pp 21.).

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    • gladio ha detto in risposta a Vasilla

      Ma vai a cagare! da quel che mi risulta i più terribili gerarchi nazisti furono impicchati A Norimberga!

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