Lo squallore del Gay Pride e la controproposta dei cittadini

Gay PrideDal 14 al 23 giugno 2013 si svolgerà a Palermo il Gay Pride Nazionale 2013, la cosiddetta “fiera del nulla” attraverso la quale gli omosessuali penseranno di eliminare i pregiudizi vestendo (per poi togliersi, vedi foto) abiti carnevaleschi e mimando rapporti sessuali all’interno di adolescenziali orgie esibizioniste consumate su carri colorati mentre sfilano in mezzo alle strade palermitane, tra bambini e genitori.

La manifestazione del presunto orgoglio gay è sostenuta dal governo grazie alla presenza del presidente della Camera, Laura Boldrini (SEL) e dal ministro delle Pari Opportunità, Josefa Idem (PD), nonché patrocinata con 10mila euro dalla Regione Sicilia e dal Comune di Palermo nonostante la protesta di tante associazioni cittadine e regionali, come ad esempio la Campagna Sos Ragazzi. «Inopportuno ci sembra inoltre il contributo destinato alla manifestazione dalla Città di Palermo: denaro che sarebbe stato più opportuno investire in altri modi», ha spiegato Filippo Campo, responsabile di Sos Ragazzi.

Oltre alla infantile sfilata, il 20 e il 21 aprile -sempre all’interno delle manifestazioni del Gay Pride- si è svolto un altro evento come è stato opportunamente segnalato da Luisella Saro. Ovvero, si legge, una «due giorni di contaminazioni tra corpi, desideri, sovversione di genere, postporno, pornoestetica con laboratori, performance, pornocucina…». Attenzione al chiodo fisso: il 20 aprile secondo il programma c’è stato un Workshop «sulle rappresentazioni della sessualità attraverso il punto di vista del Postporno, un insieme di pratiche discorsive atte a decostruire gli stereotipi eteronormativi che le caratterizzano e che si propone come mezzo di riappropriazione del proprio immaginario sessuale». Chi capisce cosa significhi ci avverta, per favore. In serata invece «uno showcooking ironico con la preparazione di un dolcissimo dessert vegano servito su vassoio umano». Per concludere un «rituale iniziatico alla sacralità dell’Osceno» (con lettera maiuscola). La domenica si è lavorato invece su «Spudorat – Esercizi di volgarità espressiva», cioè un «laboratorio di Porno–Estetica per vaiasse, troie e troioni latenti. Per tirare fuori l’espressività più colorita, assertiva e sessuata del movimento, della voce e della parola, dando vita a quella parte di noi che la cultura comune perseguita come volgare, sessualmente “troppo” esplicita, politicamente scorretta. L’oscenità della libertà espressiva è il fattore che innesca l’aggressività sessuofoba comune sia nei vissuti omofobi che misogini. Siamo disposti a tuffarci nella volgarità alla ricerca di quella vitalità erotica che dà fastidio alla cultura coercitiva. Primo modulo: IL CANNOLO».

E questo era solo un piccolo assaggio di quello che avverrà durante il Gay Pride di giugno, patrocinato da Regione e Comune. Ma anche Milano non scherza, tanto che il “Fatto Quotidiano” ha realizzato una recensione mistica del Muccassassina, ovvero -si legge- «un enorme paese dei balocchi fatto non di sesso e turpitudini ma di divertimento allo stato puro, cazzeggio totale». Anche qui tutta roba per persone mature. Dentro vi si può incontrare «tutta la gamma di froci e frociaroli che somiglia davvero a uno spettro infinito di colori. Checche, orsi, favolose, travestiti, marchette, studenti, fisicati, zoccole e nerd: c’è di tutto, non manca davvero nulla di quel panorama ampissimo che è l’universo LGBT». Ah, questo sarebbe l’universo LGBT?

La descrizione del locale continua: «Tocca smontare queste leggende: sulle piste di Muccassassina si balla, ci si dimena, si Family day“sfrocia” (verbo più utilizzato dello slang omosessuale), ma non si scopa. Non lì, perlomeno. Perché al primo piano esiste una vasta e accogliente dark room, dove si consumano rapporti sessuali fugaci e anonimi, squallidi e sudati, ma che sono parte integrante, almeno per alcuni, di un rito settimanale che ha la sua liturgia. Sono nati amori, su quei divanetti. Così come storiacce di sesso fugace, orgie e tradimenti colpevoli. Per fortuna». Bando al moralismo, avverte l’autore del delirio Domenico Naso, perché «il Mucca è uno stato mentale, un’esperienza ultraterrena, un non-luogo». Per questo «il venerdì sono tutti lì, a compiere il settimanale pellegrinaggio in quello che potremmo definire il Vaticano gay del nostro paese». La domanda sorge spontanea: ma l’American Psychological Association (APA) è al corrente di tutto questo?

Fortunatamente, tornando a Palermo, 13 associazioni regionali e nazionali lo scorso 16 maggio hanno costituito il comitato “Family day Palermo” (www.familydaypalermo.wordpress.com) per non lasciare la città in silenzio davanti alle ossessioni (omo)sessuali. Nei giorni 22-23 giugno 2013 in contemporanea si svolgerà infatti il “Family Day Palermo – Giornata della Famiglia”. Nessuna stanzetta per “sesso fugace, orgie e tradimenti colpevoli”, ma spettacoli, canti tradizionali, tavole rotonde e presentazione di libri. Si parlerà ad esempio del libro di Luca di Tolve, ex omosessuale ora sposato e convertito al cattolicesimo, che interverrà personalmente per raccontare della sua esperienza anche nella mattinata di domenica e verrà presentata la rivista Pro life news.

La redazione

 

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