La verità sull’Inquisizione romana: meno oscura di quanto si pensi

InquisizioneNel 2012 la storica Marina Montesano dell’Università di Genova ha pubblicato il libro “Caccia alle streghe (Salerno Editrice 2012) con la quale ha evidenziato come il fenomeno dell’Inquisizione sia innanzitutto Rinascimentale e non si sviluppò nel Medioevo (che invece la vulgata definisce i “secoli bui dell’inquisizione”). Nell’intero periodo tra metà Quattrocento e metà Settecento le condanne alla pena capitale oscillano tra le 40mila e le 60mila e l’area geografia maggiormente coinvolta in questa pratica fu quella germanica e protestante. Al contrario, l’Inquisizione spagnola -cattolica, per capirci meglio- «ebbe in realtà un uso giudiziario della tortura assai moderato e un numero di vittime molto basso, se paragonato all’Europa centro-settentrionale».

In questi giorni un altro storico ha pubblicato un libro sull’argomento. Si tratta del britannico Christopher Black con il suo Storia dell’Inquisizione in Italia. Tribunali, eretici, censura (Carocci 2013), recensito da Paolo Mieli sul Corriere della Sera. Mieli spiega: «Già Adriano Prosperi — con Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori e missionari (Einaudi) — anni fa aveva sfatato la tesi, tramandataci dalla storiografia anticlericale, secondo cui l’Inquisizione romana fu nient’altro che un “tribunale sanguinario”». Ora lo storico Black «documenta meticolosamente come le sentenze di morte furono “relativamente poche” se confrontate a quelle di quasi tutti gli altri tribunali italiani, la tortura “più rara”, e si diedero ai “rei” concrete opportunità di “patteggiamento della pena”».

Quella che riguarda l’Inquisizione, prosegue Black, non fu «una storia così macabra come le leggende e i pregiudizi possono suggerire», né si può dire che assomigli «alle immagini dedicate da Francisco Goya alle ultime fasi dell’Inquisizione spagnola». Dopo il Medioevo, nell’area in cui operava l’Inquisizione, la tortura era in larga parte «più selettiva, fisicamente meno aggressiva e meno raccapricciante e fantasiosa» di quella che è oggi praticata in molti Stati moderni, o di fatto accettata, attraverso «misure legislative straordinarie di estradizione che violano in vario modo le convenzioni internazionali e i diritti dei prigionieri».

Paolo Mieli spiega che anche John Tedeschi, in Il giudice e l’eretico. Studi sull’Inquisizione romana (Vita e Pensiero), ha efficacemente raccontato come l’Inquisizione romana sia stata tutt’altro che «una caricatura di tribunale», un «tunnel degli orrori», un «labirinto giudiziario dal quale era impossibile uscire». E la storica Anne Schutte ha spiegato, con molti validi argomenti, che quel sistema inquisitoriale ha «offerto la migliore giustizia criminale possibile nell’Europa dell’età Moderna». La Schutte ha anche invitato a riflettere sul fatto che ci furono Papi, come Paolo III e Pio IV, i quali ebbero un approccio«morbido» a questi temi; che un discreto numero di vescovi tra il 1520 e il 1570 abbracciarono idee di «riforma», e altri si batterono per «porre un freno alla severità degli inquisitori e limitarne l’intrusione nelle credenze personali». Tra episcopato e inquisitori si ebbe, in altre parole, un rapporto più che dialettico.

Black afferma di condividere le argomentazioni di Adriano Prosperi e Simon Ditchfield secondo cui «l’Inquisizione romana, nonostante il suo lato oscuro, è stata anche una forza creativa ed educativa, che ha contribuito a definire e influenzare la cultura italiana almeno fino al XIX secolo».

Concordiamo comunque con il suo avvertimento:  «Correggendo le esagerazioni della “leggenda nera”, spero però di non alimentarne una “rosa” o “grigia”», rimane il fatto che il fenomeno in sé-come conclude Paolo Mieli, «non è certo idilliaco. Tuttavia ciò che più colpisce è che quello delle diverse inquisizioni appare come un mondo sfaccettato, incoerente, a tratti persino contraddittorio. Del quale restano impressi gli intrecci tra giustizia e politica, che si presentano assai simili a quelli tornati alla luce cinque secoli dopo».

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93 commenti a La verità sull’Inquisizione romana: meno oscura di quanto si pensi

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  1. Fabrizio ha detto

    Lampi di veritá…

  2. manuzzo ha detto

    Si, ok d’accordo. Però resta sempre che per un ateo gli 80000 morti fatti dall’inquisizione pesano di più dei 91.000.000 di credenti sterminati da Lenin. Non è l’ateismo in sè per sè che dovrebbe combattere quest’articolo, ma la disonestà intellettuale di taluni. È per questo che rimarrà una voce nel deserto…

    • Vincenzo ha detto in risposta a manuzzo

      Questi articoli non faranno certo cambiare idea agli atei e agli anticlericali. Sono però utili per un certo tipo di credenti che, influenzati da notizie storiche distorte dagli avversari del cattolicesimo, corrono il rischio di staccarsi dalla Chiesa. Nell’anno della fede è giusto insistere nel ribadire verità storiche sul passato della Chiesa, contrastando le varie “leggende nere”, soprattutto x confortare i credenti scoraggiati.

      • Emanuele ha detto in risposta a Vincenzo

        esauto!
        Le varie leggende nere, antiche e moderne, hanno uno scopo ben preciso… Sminuire l’autorità morale e spirituale del Santo Padre e della Chiesa tutta.

        Infatti, se da un lato è difficile eradicare la religiosità, che è un bisogno umano, dall’altro si può convincere le persone a non ascoltare più le “prediche” del Papa, vescovi, etc.

        Così, ognuno si fa la sua religione “fai da te”… Divide et impera.

    • Leonardo ha detto in risposta a manuzzo

      “gli 80000 morti fatti dall’inquisizione ”
      sono 80000 morti che non esistono!

      Quando l’articolo dice: “Nell’intero periodo tra metà Quattrocento e metà Settecento le condanne alla pena capitale oscillano tra le 40mila e le 60mila e l’area geografia maggiormente coinvolta in questa pratica fu quella germanica e proteste” è chiaro.
      Negli ambienti protestanti l’inquisizione non esisteva. Operava principalmente in Italia e, l’inquisizione spagnola, in Spagna.
      Si parla di un numero di condanne, in Italia, sull’ordine delle centinaia.

  3. Michele ha detto

    quando avete finito di raccontarci le scoperte del “signor black”, se ne siete a conoscenza, raccontate ai vostri seguaci quanto scrisse il Tasso,costretto a fuggire da Mantova per il puzzo orrendo dei corpi carbonizzati delle persone arse vive. Storici da strapazzo,ciarlatani della domenica. Sputare sui morti e sulla verita’ dovrebbe essere impedito per legge. E ci arriveremo,anche qui.

    • Emanuele ha detto in risposta a Michele

      e lei si legga un libro di storia…

      Ha mai saputo che, anche nel mediovo nel rinascimento, esistevano i tribunali civili? Che la tortura era praticata in modo sistematico? Che spesso gli “imputati” venivano linciati dal popolo? Che l’inquisizione ha inventato il processo testimoniale (prima bastava una semplice accusa senza prove)?

      Anche uno dei suoi idoli, Savonarola, non fu condannato dalla Chiesa, ma dai “restaurati” Medici. Fu impiccato, come prassi, ma il popolo, infuriato dalla repressione dei Medici, bruciò il corpo… Allora, chi faceva cattivo odore?

      • Luigi Pavone ha detto in risposta a Emanuele

        Il problema è capire se l’inquisizione sia un bene o un male. Senza dubbio fu un male, dal momento che è un diritto naturale degli uomini esprimere il loro pensiero, anche contro la dottrina cattolica (anzi è compito della scienza e della filosofia mettere tutto, ma proprio tutto in discussione). Questo diritto non fu riconosciuto, anzi negato con violenza e spargimento di sangue. Il fatto che esistessero delle regole meticolose riguardanti i criteri della prove di eresia, l’uso della tortura (con il quale altri diritti naturali fondamentali venivano lesi) etc. questo non migliora la situazione, MA LA PEGGIORA, perché civilizza, normalizza, il male. Il suo approccio relativistico, storicizzante non mi persuade.

        • enrico ha detto in risposta a Luigi Pavone

          @ Luigi Pavone

          Pavone, ciò che l’articolo non dice, è che l’inquisizione nasce piuttosto per stabilire se l’eretico fosse realmente tale, ovvero per difendere dalla vendetta popolare coloro che non avevano nessuna colpa, nè di pensiero nè di azioni.
          Questo perchè gli eretici non erano i miti agnellini che vengono dipinti, ma lascerò che sia lei stesso a documentarsi in rete, sulle azioni, e non solo sulle opinioni, che gli stessi operavano nei confronti dei cattolici.
          Inoltre l’inquisizione sorge in risposta all’eresia catara, che fra le altre cose non permetteva il giuramento,e questo minava alla radice la società feudale.
          Infatti la pena di morte per eresia fu stabilità da Federico II di Svevia come crimine di lesa maestà.
          Sempre lascio a lei di informarsi se quanto affermo sia vero oppure falso.

        • lorenzo ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Da quello che scrivi, sembra ovvio tu non abbia ben chiaro il motivo per cui è sorto il tribunale dell’inquisizione.

          • Luigi Pavone ha detto in risposta a lorenzo

            Io ho ben chiaro il perché. Il perché è la difesa delle sante verità del cristianesimo cattolico (la vera religione), che è un valore in sé e non è subordinato alla difesa dell’ordine pubblico, alla difesa del territorio, della coesione sociale etc. Non si capisce l’inquisizione se si resta nell’ambito della analisi sociologica o storica. Ci si ponga la domanda: per gli inquisitori, per i quali è giusto torturare, condannare a morte l’eretico etc., è anche giusto, per una qualunque società, poniamo quella islamica, o quella comunistica, torturare, condannare a morte l’eretico (rispetto all’islamismo, o alla dottrina comunistica) al fine di difendere il territorio, l’ordine pubblico, la coesione sociale? credo che la risposta sia no, e questo perché il fine della coesione sociale, i principi della società feudale etc. non sono valori assoluti.

            • enrico ha detto in risposta a Luigi Pavone

              @ Luigi Pavone

              Risposta che non tiene conto della mentalità del tempo, la condanna a morte non fu certo inventata dall’inquisizione nè tantomeno la tortura, non tiene conto del fatto che la condanna a morte tuttora esiste in paesi senza che vi sia bisogno di scomodare l’islam.
              Inoltre ancora oggi è considerato giusto usare la violenza per difendersi, e come le ho spiegato, gli eretici non erano placide ed affabili persone che si limitavano a mettere in dubbio le verità della Chiesa Cattolica.

              • Luigi Pavone ha detto in risposta a enrico

                Enrico, temo che noi si parli lingue molto diverse. Ti chiedo, brutalmente: è giusto per uno stato ateo, i cui principi fondanti la coesione sociale, il suo apparato giuridico etc. sono principi ateistici, perseguitare, condannare una minoranza cattolica, poiché questa, mettendo in discussione i pilastri su cui si regge quella società rappresenta un pericolo per la sopravvivenza di quel dato ordinamento sociale, politico? Esistono delle scusanti sociologistiche, culturalistiche, storicistiche che giustifichino quel tipo di comportamento?

                • enrico ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  @ Luigi Pavone

                  Se si limitassero a dissentire sui principi no, anche se vorrei farle notare che se io mi rifiutassi, oggi, di riconoscere l’autorità costituita, per lo meno finirei processato ( poniamo ad esempio le forse dell’ordine).
                  Se poi tale parte vessase fisicamente e operasse supprusi e omicidi sarebbe certamente giusto prendere dei provvedimenti.

                • lorenzo ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  A chi spetterebbe decidere se tu sei ateo?
                  Ad un giudice civile o ad un giudice ecclesiastico?

                  • enrico ha detto in risposta a lorenzo

                    @ lorenzo

                    Il punto e che Pavone non capisce che l’autorita costituita deve essere riconosciuta ancora oggi.
                    Può provare a dimostrare che mi sbaglio la prossima volta che verrà fermato da una pattuglia della stradale.

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a enrico

                      Quello che non capisce sei proprio tu. Non capisci che per l’inquisizione la difesa delle verità cristiane per come queste sono professate dalla chiesa cattolica è un valore in sé. Ciò che veniva combattuto o punito non era la sovversione, o la minaccia di sovversione, ma l’eresia, l’errore, la stregoneria, i patti con il demonio etc. etc. Non si può capire l’inquisizione se si resta nell’ambito dell’analisi storica o sociologica, occorre sapere cosa gli inquisitori pensavano dell’inquisizione. Il fatto stesso che l’inquisizione fosse civilizzata, e perfino l’applicazione della tortura doveva rispondere a precisi criteri, anche nella stessa esecuzione, fa pensare che essa non venisse intesa come una risposta ad uno stato di emergenza, ma qualcosa di fisiologico.

                    • enrico ha detto in risposta a enrico

                      @ Luigi Pavone

                      La stregoneria non era materia da inquisizione ma da confessione. Solo un eretico poteva essere condannato dall’inquisizione.

                      Lei continua a non comprendere che la Chiesa non aveva l’autorità di mettere a morte nessuno, eppure le ho già spiegato che la pena di morte fu stabilita da Federico II di Svevia, non come delitto contro la verità rivelata, ma come crimine di lesa maestà.

                      Eppure questo lei sembra non comprenderlo o non volerlo capire.

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a enrico

                      La stregoneria era anche materia di inquisizione. L’inquisizione è il risultato di un patto tra autorità religiose e secolari (distinte formalmente, di fatto non sempre distinte). Il patto era tale che la condanna di eresia veniva seguita dalla condanna a morte. A certe variazioni nelle sentenze corrispondevano variazioni nella condanna a morte. Che qualche principe ritenesse opportuno il patto in quanto temeva l’eresia come causa di sovversione non c’è dubbio. Ma per l’inquisitore l’eresia è una ragione sufficiente per la condanna a morte, comporti o meno la lesa maestà :D. Per l’inquisitore vale che:

                      [gli eretici] meritato non solo di essere separati dalla Chiesa con la scomunica, ma anche di essere tolti dal mondo con la morte. Infatti è ben più grave corrompere la fede, in cui risiede la vita delle anime, che falsare il danaro, con cui si provvede alla vita temporale. Per cui se i falsari e altri malfattori sono giustamente subito messi a morte dai principi, a maggior ragione e con giustizia potrebbero essere non solo scomunicati, ma anche
                      uccisi gli eretici, non appena riconosciuti colpevoli di eresia. […] Se l‘eretico rimane ostinato, la Chiesa, disperando della sua conversione, provvede alla salvezza degli altri separandolo da sé con la sentenza di scomunica; e finalmente lo abbandona al giudizio civile, o secolare, per toglierlo dal mondo con la morte (Summa teologica)

                    • enrico ha detto in risposta a enrico

                      @ Luigi Pavone

                      Non mi risulta che Tommaso d’Aquino fosse un inquisitore.
                      Detto questo egli dà una spiegazione del perchè si possa considerare teologicamente lecita la condanna a morte per eresia.
                      Non certo afferma che la condanna a morte fosse stata stabilita dalla Chiesa per questo motivo, poichè, nonostante lei insista, fu stabilita dall’autorita secolare.
                      Infatti lei legge:
                      “e finalmente lo abbandona al giudizio civile, o secolare, per toglierlo dal mondo con la morte”
                      E chi stabilì che la pena fosse la morte?
                      Come sopra federico II di Svevia.
                      Per i motivi detti da S Tommaso?
                      No per crimine di lesa maestà.
                      Dunque se Tommaso, come è normale nella Summa Teologiae, presenta un ragionamento teologico rispetto la colpa dell’eretico, ragionamento perfettamente e coerente le dirò, non fu l’autorità spirituale a decretare tale pena, nonostante questo a lei non comodi nel suo ragionamento, ma l’autorità temporale e non per i motivi teologici riporati da s Tommaso.

                      Non posso che riportarle all’infinito i fatti..ma si sa tante volte peggio per i fatti…

                    • Emanuele ha detto in risposta a enrico

                      @ Luigi Pavone

                      Le riporto cosa pensavano gli inquisitori:

                      “In mezzo alle difficoltà e ai contrasti, l’inquisitore deve mantenere la calma, né mai cedere alla collera e all’indignazione… Non si lasci commuovere dalle preghiere e dall’offerta di favori da parte di quelli che cercano di piegarlo; ma non per questo egli dev’essere insensibile sino a rifiutare una dilazione oppure un alleggerimento di pena, a seconda delle circostanze e dei luoghi. Nelle questioni dubbie, sia circospetto, non creda facilmente a ciò che pare probabile e che spesso non è vero. Né sia facile a rigettare l’opinione contraria, perché sovente ciò che sembra improbabile può risultare vero. Egli deve, ascoltare, discutere e sottoporre a un diligente esame ogni cosa, al fine di raggiungere la verità. Che l’amore della verità e la pietà, le quali devono sempre albergare nel cuore di un giudice, brillino dinanzi al suo sguardo, sicché le sue decisioni non abbiano giammai ad apparire dettate dalla cupidigia o dalla crudeltà” (Bernard Gui, “Manuale dell’inquisitore”, sec. XIV)

                      …per la cronaca Gui è il famoso inquisitore medioevale citato da Eco nel “Nome della rosa”, li dipinto come un sadico sanguinario…

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a enrico

                      @Emanuele
                      Anche i nazisti sono dipinti troppo negativamente dalla letteratura e dal cinema. Figuriamoci se erano proprio così! Erano amorevoli padri di famiglia, alcuni di loro particolarmente diligenti e scrupolosi nel portare avanti i campi di concentramento, tra bollette di luce e gas. Purtroppo la diligenza, la rettitudine che lei ammira era asservita al male, ed è una rettitudine malefica, perché dà una regola, una civiltà al male. Meglio un inquisitore barbaro e sanguinario che un inquisitore giusto e diligente, perché nel primo caso la barbarie è visibile (e dalla barbarie si deve uscire), nel secondo caso assume le vesti della calma, della rettitudine, della regola, della civiltà. Nel secondo caso il male si costruisce una casa.

                    • Daniele Borri ha detto in risposta a enrico

                      Ragazzi, è il quotidiano delirio di Pavone non preoccupatevi 😉

                      Anche i bambini sanno che l’Inquisizione è stato un metodo brutale, come tutto quello di allora ci sembra oggi brutale, per mantenere l’ordine sociale tenuto assieme dal cristianesimo, che era il collante di ogni aspetto della società. Mettere in pericolo questo significava attentare allo stato e infatti l’inquisizione secolare era la realtà più feroce e spesso gli inquisiti chiedevano di farsi processare dall’inquisizione religiosa, ben più soft per non parlare delle umane condizione carcerarie che offriva.

                      Insomma se Pavone parla dell’inquisizione è ovvio che lo fa per motivi ideologici, la verità sta sempre da un’altra parte. Il problema del filosofo autodidatta è proprio l’incapacità di prendere le distanze dal proprio bias religioso.

                    • lorenzo ha detto in risposta a enrico

                      @ Luigi Pavone
                      L’autorità dello stato di allora non si reggeva né sulla carta costituzionale né su libere elezioni, ma era basata sulla convinzione che il potere di governare era dato da Dio: mettere in dubbio l’esistenza di Dio equivaleva pertanto affermare che la preposta autorità non aveva alcuna legittimazione giuridica.
                      Il modo di pensare di allora era questo ed è profondamente sbagliato giudicare quegli avvenimenti in base al nostro modo di intendere lo stato.
                      Il potere spirituale di allora, negando al potere temporale l’autorità di decidere sulle cose che riguardavano Dio, gettò le basi della laicità come la intendiamo oggi.

                    • Emanuele ha detto in risposta a enrico

                      @ Luigi

                      …voleva sapere cosa pensavano gli inquisitori dell’inquisizione, io le posto le parole di uno dei più famosi… non le piacciono, mi spiace per lei…

                      Provi, invece, a leggere il “Mein Kampf”, poi vedrà quale era il programma dei nazisti. Non serve infatti dipingere male un nazista, basta leggere cosa pensava di se stesso e quale era il suo programma.

                      La storia non si fa con quello che ci piace o non ci piace leggere, ma con i documenti. Quindi, per capire l’inquisizione si deve leggere i documenti degli inquisitori e gli atti dei processi, non quello che Voltaire pensava fosse l’inquisizione. E i documenti, diversamente da quanto propagandato, mostrano che gli inquisitori non erano un gruppo di sadici dediti a mantenere il potere costituito oscurando le menti con il terrore, ma un gruppo di persone che cercavano (pur tra molti errori e crimini) di fare la cosa giusta… molto diverso al caso del nazismo o del comunismo, dove invece lo scopo dichiarato era fare del male.

                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  Come al solito sei incarcerato nel tuo disperante “puro formalismo estensionale”.

                  La questione della verità dove la metti? Ovviamente uno stato comunista sbaglierebbe a discriminare una minoranza cattolica non perché sia sbagliato arginare i sovvertitori dell’ordine sociale, ma perché è sbagliato creare una società atea che ritiene un crimine professare la verità!!!

                  • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    Infatti. Proprio questo ho cercato di dire, quando ho scritto che per l’inquisizione la difesa delle verità cristiane per come queste sono professate dalla chiesa cattolica è un valore in sé, che non si capisce l’inquisizione se si resta nell’ambito della analisi sociologica o storica, che occorre sapere cosa gli inquisitori pensavano dell’inquisizione (ciò che ho citato di San Tommaso d’Aquino), etc.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Unilateralismo non corretto il tuo: che incompatibilità troveresti tra il difendere le verità cristiane e il fatto che le stesse abbiano un fondamentale ruolo per il bene comune della società umana, il cui ultimo scopo è quello dell’eternità paradisiaca? Essere eretici in una società che è nella verità, è essere contro il bene comune e dunque essere dei sovversivi non solo rispetto alle verità religiose, ma anche rispetto all’ordine sociale.

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Non capisco i tuoi commenti. Affermiamo la stessa cosa, mi pare. Ho anche scritto che la difesa delle verità cristiane può coincidere con la difesa dell’ordine sociale, politico costituito, almeno in quelle società che Durkheim chiama a coesione meccanica, ma possono non essere compatibili laddove i principi della coesione sociale sono altri.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Bene, allora concordi anche con quelli con cui ti sei messo a questionare.

                  • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    Benché l’inquisizione fosse in relazione con la verità, ciò non toglie che l’inquisizione fu un male in quanto violazione dei diritti naturali dell’uomo, ciò non toglie che molte delle verità che difendeva erano indifendibili. Infatti molte delle proposizioni che l’inquisizione difendeva, come p. es. che Dio è uno e trino,la transustanziazione etc. sono prive di fondamento, nonché in violazione dell’intelletto e dei sensi.

                    • Daniele Borri ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Ah ecco svelato il trucco, il Pavone ha messo in piedi baracca e burattini per colpire la transustanziazione e la trinità, accusate di essere addirittura “in violazione dei sensi”.

                      Ma di quali sensi parla il filosofo autodidatta? L’olfatto? Forse il gusto? O forse parla della vista come ogni buon razionalista per cui esiste solo ciò che si vede? Mah…

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      1) La pena di morte non è in violazione del diritto naturale. Essere eretico è ancora più pericoloso per il bene comune delle anime di essere un assassino. In base a ciò nel Medioevo non si riteneva pena ingiusta la condanna a morte per l’eretico indurito (e sottolineo “l’indurito”, visto che si davano amplissime possibilità di ravvedimento).

                      2) Ecco come con due frasette si possa tacciare di imbecillità 20 secoli di teologia cristiana: un pochino pretenzioso da parte tua… Che le verità rivelate non siano spiegabili nei termini chiari con cui lo sono talune verità filosofiche, non significa che non raggiungano il massimo grado di certezza, dato che sono garantite da Dio stesso.

                      3) Per quanto riguarda la violazione dei sensi per la transustanziazione, vai a farti un giro a Lanciano e torna, spiegandoci quanto segue: “La conclusione di tutte le reazioni e di tutte le ricerche confermarono ciò che già era stato dichiarato e pubblicato in Italia. In maniera precisa, fu affermato che i frammenti prelevati a Lanciano non potevano essere assimilati a tessuti mummificati. La loro conservazione dopo quasi dodici secoli, in reliquiari di vetro e in assenza di sostanze conservanti, antisettiche, antifermentative e mummificanti, non è scientificamente spiegabile: infatti i vasi che racchiudono queste reliquie non impediscono l’accesso dell’aria e della luce né l’entrata di parassiti d’ordine vegetale o animale, veicoli ordinari dell’aria atmosferica”.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Link all’articolo da cui ho tratto lo stralcio: http://www.zenit.org/article-7797?l=italian

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      1) No, la pena di morte è contro il diritto naturale di ciascun uomo di vivere. Altra cosa è la pena di morte quando essa si configuri accidentalmente come legittima difesa, ma in quel caso la sua ammissibilità dipende dal fatto che essa è accidentalmente legittima difesa, e non in quanto essa è pena di morte.

                      2) La proposizione che certe proposizioni sono rivelate da Dio è priva di fondamento. E’ oggetto di fede per l’appunto. E la fede non è il logos. Se avesse un fondamento non avrebbe bisogno della fede. L’inquisizione pretendeva che gli uomini liberi non potessero professare il contrario, neanche quando questo contrario è molto più plausibile, per esempio nel caso della transustanziazione.

                      3) Non c’è nulla a Lanciano che sia contrario ai sensi e all’intelletto. Io non ho affermato che a Lanciano non esiste un ostensorio in cui è conservata una certa reliquia etc. etc. Guarda che proprio nessuno (parlo degli scienziati) ha mai affermato che la conservazione della reliquia sia scientificamente inspiegabile. Chi avrebbe affermato questo? Ma quello che non capisco è in che modo la reliquia deponga a favore della tesi della transustanziazione. Non siamo proprio in grado di fornire una spiegazione alternativa della origine di quella carne? Siamo proprio costretti ad affermare che quella carne fosse stata un pezzo di pane? O che sia sbucata dal nulla? Quella carne è umana e dunque è appartenuta ad un uomo. Come sia finita lì dentro Dio solo lo sa. Non lo sappiamo.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      1) Come un uomo perdere diritto alla propria libertà, quando commette un reato ed è passibile di detenzione; così perde diritto alla vita chi la vita abbia ingiustamente tolto, non si tratta di semplice legittima difesa.

                      2) La proposizione che Dio ha rivelato certe cose non è oggetto di fede. In primo luogo né l’esistenza di Dio, né la divinità di Cristo sono puri dati di fede, ma nel primo caso si tratta di proposizione dimostrabile tramite lo svolgimento della teologia razionale e nel secondo caso l’apologetica tradizionale ha un numero consistente di argomenti storici (e non solo) per giustificare l’attribuzione della divinità a Cristo.

                      3) Se ti leggi l’articolo da cui ho tratto lo stralcio, constaterai che vi viene esplicitamente affermato: “[…] l’estratto-riassunto dei lavori scientifici della Commissione Medica dell’OMS e dell’ONU, pubblicato in dicembre 1976 a New York e a Ginevra, dichiara nella sua conclusione che la scienza, consapevole dei suoi limiti, si arresta davanti alla impossibilità di dare una spiegazione”. Forse ti era sfuggito il link: http://www.zenit.org/article-7797?l=italian

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      1) No, Alessandro, non è così! Quando un uomo commette un reato non perde la sua libertà. Se ciò accadesse, sarebbe una violazione dei suoi diritti. E’ sottoposto ad una sanzione, la quale non implica né la perdita della libertà (il detenuto non è uno schiavo), né la perdita dei suoi diritti fondamentali, diritti politici e civili: un detenuto può (deve) votare, può studiare, può sposarsi, ha diritto di nutrirsi, di curarsi etc.

                      2) Ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio è disputabile. Non solo è disputabile, ma perfino l’oggetto di cui pretende dimostrare l’esistenza non ha i tratti né del Dio del racconto veterotestamentario, né i tratti della trascendenza, della spiritualità, della personalità. La divinità di Cristo non è una verità storica. E’ una verità storica che alcuni se ne sono convinti. Non c’è giustificazione alcuna nel decidere di togliere dal mondo colui che non è convinto delle dimostrazioni dell’esistenza di Dio, né colui che pensa che Gesù non sia divino, o che si rifiuta di andare contro la testimonianza dei sensi affermando essere credenza infondata o irrazionale la transustanziazione (mi pare che questo fosse una delle accuse mosse a Giordano Bruno, non ricordo).

                      2) Quello che citi non è il resoconto scientifico, ma il riassunto che ne è stato dato. Non c’è niente di inspiegabile in linea di principio. L’unica cosa di inspiegabile che ho riscontrato in ciò che ho potuto leggere in internet è che il peso delle parti è lo stesso del peso della somma delle parti. Ma pare che chi pesò le parti qualche secolo fa avesse la bilancia rotta. Credo che non esistano prove sulla circostanza che nel corso dei secoli il pezzo di carne sia stato lo stesso. Purtroppo, quando si avviano verte indagine si fa troppo affidamento sul sapere scientifico, mentre occorrerebbe la presenza anche di storici. Ciò che sappiamo è che è un pezzo di carne umana, appartenuta ad un uomo. Come sia finita lì, non lo sappiamo, ma è certo che qualcuno l’abbia estrapolata da un cadavere, dal momento che gli oggetti non si spostano da soli, che io sappia.

                    • Piero ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      L’unica cosa di inspiegabile che ho riscontrato in ciò che ho potuto leggere in internet è che il peso delle parti è lo stesso del peso della somma delle parti.

                      il signor pavone, come il suo compare di merende antonio72, non ha mai visto nè mai effettuato alcun esperimento scientifico, anche se si riempie continuamente la bocca di scienza e “indagine scientifica”…
                      Altrimenti conoscerebbe la legge di conservazione della massa
                      niente di nuovo per un filosofo.

                  • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    Poi quando hai tempo mi spieghi che cos’è il puro formalismo estensionale 😉

                  • Leonardo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    “l’inquisizione fu un male in quanto violazione dei diritti naturali dell’uomo”
                    Quali diritti dell’uomo?
                    Condanniamo l’egitto per la schiavitù allora.
                    Per non parlare di quei maledetti romani, beoni e schiavisti e guerrafondai! Dovremmo distruggere tutti i resti di queste civiltà retrogade e contro i diritti dell’uomo.

                    Suvvia, pavone, forse non ha ben chiaro il contesto e il concetto di giustizia e di tribunali che vigeva allora.
                    La giustizia secolare era più dura e ingiusta dell’inquisizione che nacque appunto per arginare processi sommari agli eretici ad opera di gente impreparata e incompetente.
                    Si tratta di un fenomeno ben migliore di quanto filmografia e una certa storiografia dipingono.

                    Fu violento, vero, ma rispetto agli standard dell’epoca no. Se si accusa l’inquisizione di violenza e di crimini efferati, in quanto ci sta a cuore un imparziale senso di giustizia, come mai nessuno si pronuncia contro le mattanze di streghe nel nordeuropa? li si che le fonti storiografiche hanno contato svariate decine di migliaia di roghi e di esecuzioni. Ah, ma siccome non c’è la Chiesa forse non interessano?

                    Allora si ritorna al cuore della questione.
                    Il cattivo che si vuole colpire è l’inquisizione cattiva o la Chiesa comunque e in ogni caso?

                    No perche’ cambia, pavone, non ci crederai ma cambia.

            • Harry Burns ha detto in risposta a Luigi Pavone

              “Non si capisce l’inquisizione se si resta nell’ambito della analisi sociologica o storica” lei usa termini a caso di cui ignora il significato.

              • Piero ha detto in risposta a Harry Burns

                pavone e’ uso ad utilizzare nelle sue frasi ogni permutazione dei termini “ente”, “relazione”, “in virtu’ di”, “in quanto”, “ontologico”, condito qua e la’ con alcuni verbi presi a caso dal vocabolario

              • Daniele Borri ha detto in risposta a Harry Burns

                Pavone vorrebbe studiare il fatto storico dell’inquisizione attraverso l’analisi filosofica, perché evidentemente l’analisi storica non gli permette di avventurarsi nei sofismi come solo lui è capace di fare.

        • Emanuele ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Caro Luigi,

          non ho mai sostenuto (e credo di poter condividere questa posizione con la maggior parte dei lettori e degli autori) che l’inquisizione fu un bene in se.

          Ma il problema non è tanto stabilire se fu un bene o un male in assoluto, ma se questo fenomeno possa essere inquadrato in un più ampio contesto storico e sociale. Ossia, i tribunali inquisitori ecclesiastici cattolici operarono con particolare crudeltà e senza motivi logici o cercarono di regolamentare e mitigare gli effetti di comportamenti violenti? Infatti, si deve tener presente che la società laica, come possiamo intenderla io e lei, è un’invenzione recente. Per un medioevale non esisteva distinzione tra sfera spirituale e materiale (neppure per gli scienziati, infatti Galileo, Copernico etc. erano persone molto religiose).

          Così bastava un semplice sospetto di stregoneria (magari uno si era mangiato un gatto per fame…) per essere linciato dal villaggio. Il medioevo era una società più violenta e diretta della nostra. Non possiamo però condannare un cavaliere che uccideva un altro in un duello o un tribunale che utilizzava metodi oggi violenti. L’inquisizione nasce appunto per sottrarre i presunti stregoni al linciaggio e sottoporli a regolare processo (da cui la maggior parte, lo dicono i numeri, usciva perfettamente riabilitata). Il suo appunto circa la libertà di pensiero ha poco senso per un medioevale, almeno come vorrebbe interderla lei. Infatti, lo stesso Galileo insegnava le sue teorie in università cattoliche e tutti i suoi scritti avevano l’imprimitur pontificio… (sui veri motivi del processo può vedere qui:
          http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/ )

          Giusto per farle capire come funzionava la terribile tortura dell’inquisizione, la tortura solitamente permessa era l’appensione per le braccia (ossia si legavano i polsi e si sollevava il condannato con una corda) per un tempo massimo di 15 minuti ed una sola volta, senza farlo cadere violentemente a terra. Posizione certo non comoda e, alla lunga, dolorosa; certo non pericolosa per la vita. Infatti, l’inquisizione vietava torture che lasciavano danni permanenti o potevano uccidere l’imputato… niente ruote, niente scorticamenti, niente olio, niente impalature, etc. Infine, la confessione estorta con la tortura doveva essere confermata senza tortura dall’imputato (che sapeva che non avrebbe più subito il supplizio).

          Il suo paragone con l’Islam o i regimi dittatoriali è poco pertinente. Infatti, mentre la Chiesa con l’inquisizione cercò di arginare fenomeni violenti (linciaggi da una parte, movimenti eretici violenti dall’altra) cercando di utilizzare gli strumenti più umani per l’epoca, i regimi usano la tortura come strumento di repressione e di paura.

          Infine, dobbiamo pensare che la società si evolve. Infatti, se legge il Vangelo, Gesù non ha né abolito la schiavitù né la pena di morte… eppure il pensiero cristiano presto si è evoluto proprio nell’abolire o limitare il più possibile questi crimini. Ciò non si riscontra nel pensiero Islamivo. Infatti, non solo i Detti del profeta sono stati spesso intermpretati nel modo più duro, ma spesso pratiche orrende (infibulazione, uso del burqua, etc) sono migrate pari pari dagli usi culturali alla religione. In un certo senso la socieà Islamica è rimasta congelata ad una concezione anacronistica. Viveversa, il Cristiano, pur vivendo nel suo tempo, ha sempre cercato di progredire, di utilizzare la pietà e di far progredire l’amore.

          Infine, per un quadro completo sull’inquisizione, i motivi dalle nascita, le pratiche adottate, le diachiarazioni degli inquisitori, etc. le consiglio questo link. La prego di non credere acriticamente che tutto quello che le hanno insegnato a scuola sui “secoli bui” sia verità rivelata…
          http://www.storialibera.it/epoca_medioevale/inquisizione/

          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Emanuele

            Sarebbe ora di finirla con l’idea che la modernità non sia violenta! Lo è stata e lo è tuttora in quantità incomparabilmente superiore ai tempi antichi e medioevali!

            E anche dal punto di vista “qualitativo” non è migliore, ma molto peggiore, perché è IPOCRITA. Dove stanno i diritti realmente garantiti? Se ti sospettano di terrorismo, possono fare esattamente quello che vogliono di te! Dove stanno i diritti del cittadino di fronte a chi comanda veramente? ‘Sto casino economico che ci sta ammazzando tutti a quale controllo democratico è realmente sottoposto? Chi controlla banchieri e politici, noi popolino?

            Se sei classificato tra gli esseri umani di serie A, puoi stare relativamente tranquillo (almeno finché la fai dentro la tazza), ma che ne è di quelli che, per non essere nati ancora, per non potersi più esprimere perché in “coma vigile”, per essere malati e abbandonati (e dunque costosi), ecc.?

            • Penultimo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Veramente la democrazia attualmente la reputo un’illusione,questo perchè
              .Infatti non ho ancora capito a che banca devo votare.Effetivamente abbiamo passato il 900 un secolo di dittature e ecatombe di morti senza pari nella storia,questo è il secolo più buio dell’umanità.IN nessun altro secolo della storia ci sono state tante stragi.

              Chi controlla banchieri e politici, noi popolino?
              Nessuno,nè tantomeno esiste una qualche forma di giustizia.

              Adesso la BANCA più antica del mondo il monte dei paschi è finita.L’importante e che le persone si ILLUDANO che una politica senza nessuna etica nè morale,quanto è facile retorizzare sull’etica quanto è difficile non “prendersi banche”.

              • Emanuele ha detto in risposta a Penultimo

                …avete ragione…

                Io mi riferivo ad una violenza fisica del quotidiano (non che oggi manchi)… fino a un po’ di anni fa, nelle campagne, spesso una bella scazzottata chiariva varie questioni…

                Oggi si va dall’avvocato se il vicino parcheggia l’auto un po’ storta… indubbiamente anche questa è violenza, pur se meno cruenta. Infatti, oggi ha ragione chi ha i soldi per un buon avvocato.

                In quel senso volevo dire che le punizioni fisiche erano più praticate e tollerate nel comune sentire.

        • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

          La Chiesa non c’entra nulla con il reato di eresia che era un reato penale istituito dal potere civile, reato di lesa maestà e come tale punito con la morte. La Chiesa, rivendicando la propria prerogativa ad essere lei a stabilire se si fosse o meno in presenza di una eresia, mediante il tribunale dell’inquisizione, pose un freno all’arbitrio imperiale e dei tribunali civili.

    • lorenzo ha detto in risposta a Michele

      Esistono le persone razionali che si fidano di comprovate ricerche storiche ed esistono i dementi bigotti che credono ciecamente alle leggende nere: perché non studi la vita del Tasso e “scopri” da solo la verità storica delle sue traversie?

    • Vincenzo ha detto in risposta a Michele

      “Ottima” l’ultima Sua frase: “E ci arriveremo anche qui”…..Vuole dunque regredire ad uno “stato di polizia”in cui sia vietata la libertà di opinione e di stampa? nel XX secolo queste cose si sono già (tragicamente) viste. Forse Lei sogna uno stato “Ateocratico”! Qui non si vogliono negare le passate colpe della Chiesa, ma ricondurle alla loro dimensione effettiva, contrastando le esagerazioni (facilmente smascherabili) degli (pseudo) storici a cui Lei sembra dare un credito fideistico e illimitato. Le auguro di poter sviluppare il Suo spirito critico.

    • Lucio ha detto in risposta a Michele

      Intanto, caro signore, cominci a pensare ai guai combinati da tutte le ideologie anticristiane: alle purghe staliniane, ai gulag, ai campi di sterminio nazisti, alle fosse comuni di Pol Pot, al periodo del terrore durante la rivoluzione francese, alle stragi degli abitanti della Vandea, al carcere di Pitesti in Romania…..

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Lucio

        …alle democraticissime e moderne leggi che permetto divorzio, aborto (1 miliardo di aborti), eutanasia, omosessualismo con adozioni e tra poco pedofilia libera ed eugenetica. Ma fateci il piacere!

    • beppina ha detto in risposta a Michele

      quando avete finito di raccontarci…

      Ma chi rappresenti?

      …E ci arriveremo, anche qui.

      Rappresenti i nazisti per caso?

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a beppina

        Peggio: rappresenta i libertari che mettono in pratica la rivoluzione gnostico-luciferina degli ultimi tempi.

        • anna ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Sì, di cui un buon esempio sono i patetici Radicali del “tutto libero”.
          E’ molto interessante il libro di Daniele Quinto recensito da uccronline,
          http://www.uccronline.it/2012/02/21/il-caso-di-danilo-quinto-chi-tocca-il-partito-radicale-muore/, per comprendere come Pannella l’ateo costituisca più un caso interessante per uno psicanalista che non per dibattiti di una qualche serietà.

        • Emanuele ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          …bravo!

          …E’ da oltre due secoli che vanno avanti. Si vide bene come gli illuministi applicarono i principi di uguaglianza, fraternità e libertà durante il Terrore… O come i liberali Italiani rispettarono i diritti di autodeterminazione dei popoli, attaccando vilmente stati pacifici e rubando beni e terreni ai legittimi proprietari per ragalarli ai propri amici… Poi ci lamentiamo che c’è la mafia o la camorra…

          Oppure come i campioni di libero pensiero, rubarono tutti i soldi, terreni e immobili alla Chiesa; di come sciolsero (dalla sera alla mattina) tutti gli ordini monastici, confiscando tutti i beni, mandando all’aria scuole, ospizi, etc.

          Ma del resto la Chiesa ha resistito agli imperatori romani, alle eresie, agli scismi, a Napoleone, a Garibaldi, a Hitler, a Stalin, al ’68, al consumismo… resisterà anche a loro!

          …che Dio ci protegga!

          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Emanuele

            Come la Chiesa stia sopravvivendo è un mistero, perché se devo giudicare dalle deviazioni dottrinali di tipo liberale che ormai colgono anche i vertici, la cosa è veramente scandalosa in modo agghiacciante.

            • Emanuele ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              “non praevalebunt”

              Dio è fedele e mantiene le promesse. Nonostante le incapacità dei pastori, Cristo, vero Pastore, sa condurre le anime verso la salvezza.

              Molti prelati, nella propria superbia, pensano di essere strumenti indispensabili di Dio. Stolti! Forse che Dio abbia bisogno delle loro mani impure per elargire Sacramenti e Grazie di salvezza?

              Cristo ha concesso loro e a noi tutti la grazia di essere strumenti di salvezza. Come membra del suo Corpo glorioso possiamo operare con la sua potenza, nonostante il nostro peccato. Questo é un grande dono: un uomo fu causa di perdizione, tutti gli uomini possono essere, in Cristo, causa di salvezza.

              Chi non accetta questo dono e non si applica per farlo fruttificare sarà chiamato in giudizio. I tralci che non producono saranno tagliati ed arsi. Ssacerdoto e vescovi risponderanno per il loro comportamento: a chi molto è stato dato, molto sarà chiesto.

              La ringrazio per i suoi commenti, sempre dottrinalmente ineccepobili. Che Dio la rimeriti.

    • Penultimo ha detto in risposta a Michele

      Certo poi raccontantatemi di Varlam salamov,dove a causa dell’ateismo di stato nei gulag sovietici,pur di non uscire a 50 gradi sotto zero in siberia,si amputavano le mani con la motosega,era meglio di andare a lavorare in miniera nelle condizioni che forse nemmeno Aushfitz raggiungeva.

    • manuzzo ha detto in risposta a Michele

      Bravo signor Michele. Lo dica a chi dice “Dio non c’è, tutto è lecito”, perchè la chiesa ha fatto “più morti di tutte le guerre”. Non sento parlare in giro di morti dell’ateismo, sento solo parlare di critiche alla chiesa romana. Quindi grazie del suo provvidenziale intervento.

    • gladio ha detto in risposta a Michele

      Mio buon Michele, è evidente che la rabbia e il pregiudizio ti hanno annebbiato la vista e l’ intelletto. Nè nell’ articolo nè fra i commentatori compare qualcuno che abbia “sputato sui morti”. Non riesci a percepire la realtà manco quanto ti si para davanti al tuo naso e per giunta con l’ aspetto dell’ evidenza e ti metti a disputare di Storia (che non conosci) con una tale arrroganza?
      Quanto ai nostri “seguaci” … beh… qui nessuno di noi ha dei seguaci, tentiamo di esserlo però, con le nostre povere forze, di Gesù Cristo, ne hai mai sentito parlare? (da come scrivi e ragioni ne dubito).Beh, era una persona del tutto diversa da quelle di cui tu sei “seguace”, o meglio ,un povero schiavo dei loro miti e delle loro ideologie.Persone che si sono sedute su decine di milioni di cadaveri ma che quelli come te si sono sempre ben guardati dallo stigmatizzare.
      Quelli come te, tanto per dire come stanno le cose ,sono quelli che hanno sempre sostenuto ideologicamente i regimi dell’ est Europa, dove si deportava si fucilava e si impiccava e dove la gente era costretta a fare ore di coda al freddo per un chilo di patate (se voleva mangiare).
      Per amor di brevità tralascio Mao con il suo “Balzo in avanti” (morti a milionate) e la sua” Rivoluzione culturale” ( Altre milionate di morti). Miti questi che negli anni ’60 andavano per la maggiore fra i fessacchiotti come te.
      E tutto questo mio caro Michele accadeva nel XX secolo, non nel Medioevo.
      Ci sarebbero anche Pol Pot, Castro, Ceausescu e tanti altri ma vien troppo lunga…
      Tralascio anche, sempre per amor di brevità ,la ghigliottina, Robespierre e la Vandea.
      Per concludere, apprendo dalla tua frase finale che aspiri a venire da noi per tapparci la bocca, magari con i gendarmi…beh Michele, ti aspettiamo…
      Ah , un consiglio… guarda che il tuo cervello sta facendo le capriole. Per il tuo bene, fatti dare un ‘occhiata…

  4. Orbitalia ha detto

    ahahahah, quante cose si scrivono col senno di poi, come se gli uomini del secolo passato agissero e ragionassero con i nostri criteri!
    Nel Medioevo, come nel Rinascimento, un eretico era innanzitutto un sovvertitore sociale: era cura del sovrano (e, in generale, della società civile) punire l’eretico, in quanto minava le basi stesse della società (come opportunamente ha fatto notare qualche altro commentatore).
    Affermare che l’Inquisizione fosse un male, è un banale anacronismo storico!
    Sarebbe come dire: il feudalesimo, l’era di comuni, le signorie erano un male. Ma nel loro contesto storico, erano forme pienamente legittime.

    • Qualunque ha detto in risposta a Orbitalia

      Su questo blog girava un articolo sui valori assoluti della chiesa…prova a leggerlo…

    • semelets ha detto in risposta a Orbitalia

      Esatto. A proposito di certi commenti qui sopra, Franco Cardini dice che è come se si rimproverasse a un uomo del medioevo di non aver usato l’aeroplano per i propri pellegrinaggi.

      • luciano ha detto in risposta a semelets

        Non serviva usare l’aeroplano, bastava usare il vangelo che allora c’era e sembra che la chiesa non l’abbia usato.

        • semelets ha detto in risposta a luciano

          Il vangelo non è un libretto d’istruzioni piovuto dal cielo sulla testa degli uomini. La fede cristiana è la fede nell’incarnazione: la fede cioè che il bene si fa strada (faticosamente ma inesorabilmente) nella vita concreta degli uomini, delle loro società e delle loro culture. Se vogliamo dire che la Chiesa di allora non fu in tutto e sempre all’altezza del vangelo, possiamo certamente dirlo, come possiamo dirlo della Chiesa di oggi o di quella dei primi secoli.
          Se però si vuole affrontare la questione dell’inquisizione da un punto di vista storico e non moralistico, allora bisogna valutare i tribunali dell’inquisizione nel contesto della società di allora e vedere se non siano stati, rispetto alle prassi processuali di QUELLA società, un passo avanti verso una giustizia meno sommaria.

          • luciano ha detto in risposta a semelets

            Caro Semelets, tocchi punti in cui posso essere d’accordo, ma non si può trattare l’inquisizione solo da un punto di visto storico tralasciando l’aspetto religioso da cui ebbe una forta influenza di nascita, sarebbe ingiustizia culturale e soprattutto vorrebbe dire mascherarsi di fronte al peccato commesso.
            La Chiesa in qualità di guida morale ha chiesto il perdono tramite il suo pastore Giovanni Paolo II per quegli atti compiuti dagli uomini di cui è composta che non avrebbero dovuto appartenere ad essa, e questo le rende gloria.

            • semelets ha detto in risposta a luciano

              Anche la dimensione religiosa di un’epoca (così come ogni altra dimensione: economica, letteraria, artistica…), per essere compresa dev’essere inquadrata storicamente. Non esiste una dimensione religiosa che non sia incarnata, dunque storica.
              L’articolo affronta la questione da un punto di vista storico, non etico. Far luce sulla verità storica è in ogni caso la premessa per affrontare l’argomento in modo corretto anche da un punto di vista etico o religioso (per fare un esempio: se fra 400 anni si affermasse, come verità storica, che nel 2013 le carceri italiane ospitavano venti milioni di prigionieri su una popolazione di sessanta milioni, questo dato distorcerebbe la percezione complessiva della nostra società, in tutti i suoi aspetti).
              Per quanto riguarda la richiesta di perdono cui accenni, non direi che la Chiesa l’ha fatto in qualità di guida morale: in tal caso avrebbe dovuto piuttosto prenderne le distanze. A mio avviso il significato profondo di quell’atto è stato questo: affermare che la Chiesa è un unico corpo che attraversa la storia e che la Chiesa di oggi è quella di sempre, dunque responsabile anche del male compiuto dai suoi figli in ogni epoca. E’ un fatto piuttosto unico: penso che nessuno, fra qualche secolo, penserà di dover chiedere perdono per i crimini nazisti o comunisti.
              Per il resto lo stesso Giovanni Paolo II ha detto che sta alla ricerca storica far luce sull’effettiva portata di eventi del passato, come appunto l’Inquisizione.

  5. beppina ha detto

    L’inquisizione venne validata di comune accordo dal potere civile di allora (Federico Barbarossa) e il potere papale (papa Lucio III). All’inizio fu probabilmente una reazione della Chiesa conseguente alla perdita di fedeli correlata alla nascita di insegnamenti eretici (catari, ecc…). Col tempo assunse però valenza di pubblica sicurezza (sono storicamente riconosciute uccisioni da parte di forze civili contro i movimenti eretici visti come forza sovversiva). Quando si parla di inquisizione bisognerebbe inoltre specificare di quale inquisizione si tratta (Romana, Spagnola, Portoghese, Protestante, ecc…). Quando si parla delle torture e dei metodi coercitivi bisognerebbe specificare dove…, in che situazione…, con che entità… e soprattutto chi, eventualmente, ebbe guadagno da queste violenze. In ogni caso penso non sia errato ritenere che la valutazione di questo fenomeno deve necessariamnte passare attraverso il filtro della contestualizzazione storica e sociale; altrimenti esprimere affrettati giudizi “di pelle” vuol dire solo disconoscere la verità o fare becera prevaricazione culturale.

  6. Pietro ha detto

    Io credo che una sola persona arsa viva sia sufficiente per macchiare indelebilmente il passato della Chiesa. A me basta Giordano Bruno.
    I cattolici di oggi non hanno colpe per i crimini passati della Chiesa, ma credo che cercare di far passare quella crudeltà e ferocia per acqua di rose non sia giusto per chi ha sofferto, e dovreste spiegarmi cosa ha a che fare con l’essere cristiani.

    • domenico ha detto in risposta a Pietro

      non è altrettanto giusto rimanere zitti di fronte alle esagerazioni di certa pubblicistica propagandistica. Purtroppo c’è oggi gente che ragiona come se fossimo nell’800 con i dati storici che si avevano nell’800 (che già di loro erano fortemente sbilanciati).

    • Orbitalia ha detto in risposta a Pietro

      Giordano Bruno era un farabutto. Era una spia, ed era ricercato da mezza Europa. Che sia stato condannato a morte, era del tutto naturale, all’epoca. Ma a che serve parlarne? Pare che non siate in grado di effettuare considerazioni storiche.
      La pena di morte era considerata una punizione esemplare inflitta dalla società a persone pericolose, senza alcun segno di pentimento, che quindi avrebbero continuato ad agire male anche in futuro.
      Potevasi scegliere l’ergastolo, invece della condanna a morte? Può darsi, ma ricordiamoci che la condanna a morte era ‘esemplare’: sarebbe stato un segno (politico, sociale, civile) di debolezza dello stato ( o del regno) non punire con la morte un sobillatore.
      Ma, ripeto, che ne parliamo a fare?

      • luciano ha detto in risposta a Orbitalia

        Questo cosa c’entra? Forse hai ragione che ne parliamo a fare.

      • Caspian ha detto in risposta a Orbitalia

        Chi cita questi casi per usarli come proiettili è chi non è capace di contestualizzare gli eventi storici, ragionano tutti come se i fatti fossero accaduti ieri.

    • Leonardo ha detto in risposta a Pietro

      Beh, un discorso che ha senso.
      A qando le scuse del governo Inglese per tutti gli impiccati.
      A quando le scuse degli USA per tutti i giustiziati?
      A quando le scuse della Francia per tutti i giustiziati?
      E che dire della guerra dei cent’anni? Francia e Inghilterra dovrebbero scusarsi, no?
      Per non dire delle guerre napoleoniche che gridano vendetta contro l’umanità!
      E gli Iraniani e Iraqeni hanno mai chiesto scusa alla grecia per le guerre persiane? Quei morti non sono degni?
      E vogliamo parlare dei Savoia, di tutti i morti delle guerre per riunificazione?
      Sono morti di serie B?
      etc…

      Un discorso senza senso.
      Uno sproloquio, come quello di qualcuno qui sopra.

      • Pietro ha detto in risposta a Leonardo

        Un cattolico non dovrebbe considerare la Chiesa come una qualunque altra istituzione umana, e scendere fino a fare una sorta di “gara” a chi l’ha combinata peggiore. Se la Chiesa non è una istituzione umana come le altre ma è il lascito di Pietro (e lo è con tutti i significati che questo comporta), beh allora se gli errori degli stati, dei popoli, dei movimenti possono essere contestualizzati, gli errori della Chiesa non possono esserlo.

        • Salvatore ha detto in risposta a Pietro

          Hai ragione, ho notato anch’io questo errore nel commento di Leonardo. Tuttavia sbagli enormemente anche tu considerando la Chiesa non un’istituzione umana, cosa che invece è (non solo) e cosa che è all’origine degli errori commessi nella storia. La Chiesa è guidata innanzitutto da uomini, coerenti e incoerenti, limitati e fragili, e Dio non può nulla contro la libertà dell’uomo di agire contro il Vangelo.

    • Woody85 ha detto in risposta a Pietro

      In realtà l’unica cosa ad essere macchiata è la coerenza degli uomini verso il Vangelo, anche degli uomini di chiesa.

      Il Vangelo rimane sempre il metro di giudizio del giusto e dello sbagliato per tutti gli uomini della storia. Chi si comporta male si comporta sempre contro di esso.

  7. anderson ha detto

    Vorrei solo far notare quanto ancora siamo lontani dallo scrivere la parola fine su questo argomento…è sufficiente un sguardo veloce su wikipedia per capire quanto gli storici siano tuttora divisi sull’inquisizione, e notare la grande quantità di opere scritte da entrambi gli schieramenti…questo solo per dire che evidentemente l’argomento è molto complesso e non so se si avrà mai una versione “ufficiale” e univoca.

    • domenico ha detto in risposta a anderson

      tutti gli storici sono d’accordo nel ridimensionare il numero delle vittime rispetto ai milioni di cui si scriveva anni fa (e che circolano ancora oggi su internet); tutti gli storici sono d’accordo che la maggioranza delle vittime si ebbe in ambiente protestante dove non c’era l’inquisizione cattolica; tutti gli storici sono d’accordo che l’inquisizione preannunciò istituti giuridici che saranno la norma nella giustizia odierna.
      Non vedo i ‘due schieramenti’ di cui parli.

      • anderson ha detto in risposta a domenico

        ok…se lo dici tu…ma non credo tu conosca “tutti” gli storici che hanno scritto di inquisizione…in nessun argomento “tutti” gli storici sono concordi, ci sono sempre due o più schieramenti su praticamente ogni argomento che riguarda la storia del cristianesimo. nel caso dell’inquisizione abbiamo quelli che stanno dalla parte della cosiddetta “leggenda nera” quelli che propongono una lettura più negativa degli eventi…tutto qui.

        • Emanuele ha detto in risposta a anderson

          …la storia non si fa con le opinioni, ma con i documenti. Quindi il fatto è cosa provano i documenti.

          In storia, solo nuovi documenti possono cambiare la ricostruzione dei fatti. I documenti mostrano che l’idea comune del medioevo in generale e dell’inquisizione in particolare era errata.

          • anderson ha detto in risposta a Emanuele

            le opinioni sono soprattutto di chi legge….io non credo che coloro che hanno scritto sull’argomento inquisizione come evento fortemente negativo nella storia non abbiano dalla loro parte documenti e scritti autentici…ma qui entra in ballo l’opinione di chi scrive ed è un altro discorso.

            • Emanuele ha detto in risposta a anderson

              Non si deve scordare il fine. Infatti, i documenti si possono negare oltre ogni evidenza.

              Ne sono esempio i Vangeli, ai quali certi storici vorrebbero negare ogni validità, nonostante secoli di ricerca bibliografica e archeologoca confermino il loro valore. Altro esempio é il testimonium flavianum…

              Il fine di certi storici è dunque negare l’esistenza storica di Gesù a tutti i costi e nonostante i documenti. Ossia, secondo loro, basta una virgola fuori posto per buttare tutto un libro.

              Allora, visti i loro fini e i loro metodi dubito molto della loro correttezza intellettuale quando “interpretano” la storia della Chiesa.

              • anderson ha detto in risposta a Emanuele

                e fai bene a dubitare…è giusto che sia così. proprio perchè dubitiamo continuiamo a cercare e ad informarci. anche io dubito del lavoro di molti storici ma sono consapevole che anche questi ultimi (secondo il mio parere) rendono un servizio indispensabile permettendo a tutti coloro che si informano di approfondire il problema, con le loro ricerche, studi e via dicendo…tutto ciò alla fine porterà alla costruzione della nostra opinione, che forse è ciò che più conta per noi.

    • Piero ha detto in risposta a anderson

      Certo, citare wikipedia…
      E perche’ non “il Giornalino di Giamburrasca“?
      Come credibilita’ siamo li’…

      • anderson ha detto in risposta a Piero

        io l’ho citata solo per farvi notare la lista delle opere(che è documentata), non per altro…so che per molte altre cose non è affidabile…la credibilità è una cosa opinabile sempre e comunque,anche in questo sito ognuno può scrivere praticamente ciò che vuole.
        Come credibilità siamo lì…

        • Piero ha detto in risposta a anderson

          la credibilità è una cosa opinabile sempre e comunque

          quindi anche le tue parole sono opinabili.

          Quindi? alla fine? Non esiste la verità perchè sono tutte verità?

          • anderson ha detto in risposta a Piero

            assolutamente si, le mie parole sono opinabili…verità e opinione sono cose molto differenti. al mondo possono esserci potenzialmente milioni di opinioni e magari nessuna di esse si avvicina nemmeno lontanamente alla verità….

  8. Giulio Quaresima ha detto

    Due ingiustizie non fanno giustizia.

  9. enrico ha detto

    Letti i commenti tocca proprio ripetermi.
    Il tribunale dell’inquisizione nasce in risposta ad una situazione, quelle dei movimenti ereticali, come ad esempio i catari, che minavano sia la società feudale costitutivamente rifiutando il giuramento, sia direttamente considerando la materia come malvagia e dunque praticando forme di autogenocidio come l’endura.
    Inoltre questi movimenti si abbandonavano al saccheggio e all’uccisione di coloro che consideravano come nemici.
    Prima vi fu una risposta esclusivamente del potere temporale e del popolo al fenomeno.
    Successivamente fu istituito il tribunale dell’inquisizione per discernere se l’eretico fosse realmente tale, se vi fosse possibilità di recupero, ovvero in ultima analisi per evitare vendette popolari indiscriminate che infatti abbondarono dove il potere temporale e la Chiesa erano deboli.

    Ai cattolici che vedono questa come una colpa della Chiesa, vorrei far notare che è giusto e lecito difendersi da una minaccia.

    Detto questo la pena di morte fu stabilita dal potere temporale, tant’è che la pena del rogo non esiste nel diritto canonico.
    E fu stabilita da Federico II come crimine di lesa maestà.

    All ‘interno dell’inquisizione, fenomeno storico e e dunque con uomini sogetti ad errori per la propria natura imperfetta, vi furono anche sbagli e sopprusi.
    Come in qualunque fenomeno umano.
    Per questi sbagli e sopprusi e giusto chiedere scusa, come la Chiesa ha fatto.
    Ma condannare il fenomeno tout court, significa affermare che non è lecito difendersi da una minaccia che mette a repentiglio società e esistenza di una comunità.
    Data per valida questa tesi diventa illecito dunque reagire a qualunque forma di soppruso e di violenza.
    Buon ragionamento sulle conseguenze di una tale posizione.

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