Ateismo di stato in Corea del Nord: 6mila cristiani nei gulag

Ragazza north koreaLa Corea del Nord ha stabilito un record: per l’11esimo anno consecutivo è il paese che perseguita di più i cristiani nel mondo. Lo ha stabilito il consueto rapporto annuale sulla persecuzione dei cristiani stilato dall’organizzazione internazionale Open Doors, il regime ateo-comunista di Pyongyang è il più repressivo nei confronti dei cristiani, peggio anche di Arabia Saudita (secondo posto), Afghanistan e Iraq (terzo e quarto).

Sul rapporto si legge che si «contrasta con veemenza ogni tipo di religione. I cristiani sono visti come persone ostili, meritevoli di arresto, detenzione, tortura e anche esecuzioni pubbliche». Secondo le stime di Open Doors, «nonostante la pesante repressione, esiste un movimento crescente di chiese sotterranee che conta circa 400 mila cristiani» su una popolazione di 24,5 milioni di abitanti.

Riferendosi poi al terribile campo di concentramento per prigionieri politici di Yodok, il rapporto ricorda che «in Corea del Nord c’è un sistema di campi di lavoro, compreso il famigerato campo n. 15, dove si trovano almeno 6 mila cristiani».  Secondo una fonte di Daily Nk, organo di informazione composto da dissidenti del Nord, «le autorità nordcoreane dividono i dissidenti in diverse categorie a seconda della ragione per cui cercano di scappare. Quelli che portano con sé una Bibbia o hanno stretto contatti con cristiani cinesi vengono di solito giustiziati». Un cristiano è stato recentemente ucciso proprio per questi motivi. Ricordiamo che assieme alla Cina, la Corea del Nord è uno dei pochi Paesi che ancora è guidato ufficialmente dall’ateismo di stato.

Dalla Russia invece, ex fortezza dell’ateismo governativo, si apprende che l’ora di religione è divenuta obbligatoria nelle scuole. Una decisione che non riteniamo per nulla condivisibile, stupisce tuttavia riflettere sulla portata del cambiamento avvenuto, quando fino a pochi anni fa il dittatore Stalin imponeva ore di ateismo scientifico nelle scuole e nelle facoltà universitarie, come ha recentemente ricordato la scrittrice russa Ljudmila Ulitskaja, la poetessa Ol’ga Aleksandrovna Sedakova e sopratutto Andrey Kuraev.

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67 commenti a Ateismo di stato in Corea del Nord: 6mila cristiani nei gulag

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  1. Controinformato ha detto

    Corea libera e unita!!!

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  2. Eigub Etted ha detto

    Non paese ateo, paese adorante dio “kim”.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Eigub Etted

      Paese ufficialmente ateo, e anche gli atei -come spieghi tu- adorano qualcuno, solitamente idoli o personaggi carismatici come Dawkins e Odifreddi. L’ateismo è una religione secolarizzata, così chiamato da numerosi sociologi.

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      • Giuseppe ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Io non capisco questa panzana dell’ateismo come forma di fede. Un comico diceva che l’ateismo è una religione così come l’astinenza è una posizione sessuale. In pratica, secondo voi, la “semplice” irreligiosità sarebbe impossibile. Io, da parte mia, non capisco gli agnostici, visto che, essendo impossibile dimostrare con assoluta certezza l’inesistenza di niente, un vero agnostico dovrebbe essere tale nei confronti di tutto, compreso gli unicorni e le teiere in orbita attorno al Sole. Il punto è che, molto semplicemente, esiste un “ateismo pratico”, seguito da coloro che semplicemente non fondano il proprio sistema di vita su una posizione teista o deista.

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Giuseppe

          Ritenere che Dio non esiste è un atto di fede (oltretutto parecchio masochista a mio avviso), l’ateismo è basato su un atto di fede indimostrato. Una presa di posizione derivata da un’educazione irreligiosa o da decisioni personali basate su vari motivi, solitamente fondati sul ritenere non credibile e non raggiungibile per pigrizia personale la proposta del cristianesimo (in occidente).

          Io posso dimostrare con assoluta certezza l’inesistenza in casa tua di un leone vivo, dunque sbagli nella tua affermazione. Chi vuole insistere sul fatto che l’ateismo non è un atto di fede, deve dimostrare di aver ragione dato che si può dimostrare l’inesistenza di qualcosa.

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          • Giuseppe ha detto in risposta a Fabio Moraldi

            Facciamo finta di non capire. Innanzitutto, gli antichi dicevano: “affirmanti incumbit probatio”, quindi è chi fa l’affermazione che deve dimostrare qualcosa. Secondo, io non posso dimostrare l’inesistenza di Dio come non posso dimostrare che non esistono i fantasmi, i vampiri, i folletti, gli unicorni ecc. ecc. Dunque, si ritorno all’affermazione iniziale: l’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione. Punto.

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            • Giuseppe ha detto in risposta a Giuseppe

              in merito all’affermazione del leone vivo a casa mia, le consiglio di leggersi l’aneddoto di Sagan sul drago nel garage…

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              • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Giuseppe

                Sagan è un altro militante laicista, un altro che ha strumentalizzato la scienza per i suoi scopi religiosi. Riassumi le sue cretinate che te le smonto in un attimo, per favore.

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                • Giuseppe ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                  Sagan è stato uno scienziato che ha dato contributi alla planetologia e alla divulgazione scientifica. Le strumentalizzazioni sono altre…

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                  • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Giuseppe

                    Potrebbe essere anche un premio nobel, ma ha usato vergognosamente la scienza per le sue idee anti-religiose. La fila dei cretini capitanata da Richard Dawkins e Odifreddi si è allungata.

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            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Giuseppe

              Dunque il tuo è un atto di fede, non potendo dimostrare che Dio non esiste.

              Rispetto all’onere della prova: guardando al consenso comune, ovvero al 99,9% degli uomini passati su questa terra e tutti credenti in Dio (anche se di religioni diversi), pare proprio che sia invece l’accusa (ovvero i quattro atei) a dover presentare la prova. Nei tribunali funziona così.

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      • latenebra ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Piantiamola!La Corea del Nord è uno stato di analfabeti, persone alla fame controllate da una dittatura che li tiene all’oscuro di tutto.Come puoi paragonare un ateo che decide coscientemente ad un coreano del nord?
        Hai mai visto come vivono? Con questa storia dell’ateismo di stato state precipitando nel ridicolo.

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a latenebra

          So che ti da fastidio perché diventa dura continuare con la storiella dell’ateismo tollerante, di fatto la Corea del Nord è ufficialmente atea: http://en.wikipedia.org/wiki/State_atheism#North_Korea

          Così come lo erano tutte le peggiori dittature della storia: quella di Pol Pot, Stalin-Lenin, Ceausescu, Mao, Tito, Hoxa ecc., vatti a rileggere i libri di storia.

          Che siano analfabeti non capisco cosa c’entri, la Francia illuminista era alfabetizzata e tuttavia profondamente atea, e tutti ricordano la ghigliottina di Danton soltanto per un sospetto di essere contro il governo. Altro che fraternité 😀

          Nel ridicolo c’è chi blatera di guerre religiose proponendo il laicismo come posizione tollerante, quando invece la storia (e l’attualità) dimostra proprio l’opposto

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        • Pino ha detto in risposta a latenebra

          da una dittatura atea, appunto, uno stato controllato da una dittatura atea. L’ateismo è il motore di questa dittatura, ed il risultato lo vediamo.

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    • edoardo ha detto in risposta a Eigub Etted

      Io non credo che qui tu possa trovare qualche citrullo disposto a credere ad una simile panzana.
      La stessa cosa ho letto in un forum su Stalin, essendo lui al vertice di un culto della personalità, la Russia staliniana non era uno Stato ateo, dunque i massacri compiuti da lui non sarebbero massacri di un governo ateo, ma religioso.
      Solo che aveva sostituito Dio con Stalin, dunque sempre di nazione religiosa stavamo parlando.
      Meccanismo mentale tanto bislacco quanto balordo.
      Ce ne vuole di bravura a credere a simili boiate.
      Le galline che stanno razzolando adesso davanti casa mia sono più intelligenti, guarda!
      (Non rivolto a te personalmente, perché tu sicuramente getti l’amo senza crederci, ma rivolto a quelli che davanti a questa contorsione mentale dicono: sisisi, è vero, non ci avevo pensato prima, però!
      (Ueh!…Kim non era il nome di una supermaggiorata di Playboy? …così, en passant).

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    • MarcoF ha detto in risposta a Eigub Etted

      Come dice il cardinal Biffi: “chi non è credente è credulone”!!! 🙂

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      • Giuseppe ha detto in risposta a MarcoF

        Io non sono credente e nemmeno credulone.

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      • Fabio Moraldi ha detto in risposta a MarcoF

        E aveva ragione, non esiste chi non crede, esiste solo un “diversamente credente”

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      • andrea ha detto in risposta a MarcoF

        E’ vero; gli atei credono che dal niente sia nato l’universo, e “per caso”, per giunta: roba che neanche i vecchi imbonitori di fiera…

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        • manuzzo ha detto in risposta a andrea

          Infatti signor Andrea, io qualche volta che ho dubbi di fede leggo l’anticatechismo UAAR: mi faccio una risata e torno a vivere cristianamente (ovviamente con tutti i difetti, s’intende..)

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          • unafides ha detto in risposta a manuzzo

            No, questa poi… esiste anche un anticatechismo?!? Esiste anche un antimagistero, una anticarità?!? Non finiscono mai di sorprendermi!

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            • Daphnos ha detto in risposta a unafides

              Non mettere limiti alla provvidenza… è l’anticatechismo dei bambini, con tanto di capitolo intitolato “I CRISTIANI SONO CATTIVI”. Non so se esiste l’antimagistero, di sicuro esiste l’antidottrina sociale della Chiesa, incarnata nel programma di “Democrazia Atea”.

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  3. Pino ha detto

    dovremmo meravigliarci del contrario

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  4. Gab ha detto

    «nonostante la pesante repressione, esiste un movimento crescente di chiese sotterranee che conta circa 400 mila cristiani»

    sono troppo pessimista se penso al fatto che in Italia prima o poi ci arriveremo di nuovo?

    specialmente se a vincere le elezioni sono alcuni esponenti ben noti al liberalismo e al comunismo-socialismo moderno

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  5. Birdy ha detto

    Gli idoli ci sono e ci saranno sempre per ciascun uomo. I credenti danno un nome al loro idolo, chi non crede non glielo sa dare.

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    • Caspian ha detto in risposta a Birdy

      Peccato che i cristiani siano proprio avvertiti fin da subito di “non avere altro Dio all’infuori di me”. La differenza tra Dio e l’idolo? Vediamo se ci arrivi da solo/a, altrimenti te lo spiego io.

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      • Birdy ha detto in risposta a Caspian

        Aspetta credo tu abbia frainteso se ho ben intuito. Io sono cattolica. Quello che volevo dire in poche parole era che tutti crediamo in un Dio,con la differenza che noi lo identifichiamo mentre i non credenti sono talmente confusi che non gli sanno dare un nome. Un Dio ce l’hanno tutti indistintamente, dico i più assurdi: soldi, sesso, potere, scienza, droga, ecc. Per arrivare poi a persone o addirittura a capi d’abbigliamento come vere e proprie dipendenze: Che Guevara, Dalai Lama, Ghandi,ciondolo con foglia di marjuana, kefia ecc. (si scrive così?) Ho parlato di”idolo” per farmi meglio comprendere.

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        • Caspian ha detto in risposta a Birdy

          Scusami, ho totalmente fraintesi il tuo commento. Completamente d’accordo

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        • Gab ha detto in risposta a Birdy

          In realtà si è compreso il contrario. Le parole sono importanti. Idolo è una cosa, Dio ne è un’altra.

          Dio è la Persona che si rivela. L’idolo è il vitello d’oro.

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  6. Xadren ha detto

    La Corea del Nord è uno degli argomenti che più mi turba ed inquieta, perché si tratta davvero di un laboratorio del maligno: un angolo di questa Terra dove persone senza scrupoli hanno recintato un intero Paese, rapito un popolo e ancora stanno tentando di indottrinarlo per seguire il loro delirio d’onnipotenza. È un esempio del lato peggiore dell’uomo; ma in quell’orrore splende di più la luce del bene: quando il regime cadrà (e cadrà, nessuna costruzione umana è eterna) le immagini dei martiri di oggi aiuteranno a costruire la nuova nazione. Spero di vedere presto tutto questo.

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    • andrea ha detto in risposta a Xadren

      Assolutamente d’accordo.

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Xadren

      Esatto. Il problema è proprio quello, non l’ateismo. La Corea del Nord è un paese ultrafondamentalista religioso, che ha sostituito il Dio di fantasia delle religioni tradizionali con un Dio essere umano vivente e, purtroppo, potente, che, con la giustificazione di una divinità superiore rappresentata da lui stesso, impone un regime barbaro e intollerabile ai suoi disgraziati sudditi.
      Tutte le tesi bislacche citate da qualcuno qui, secondo cui un ateo sostituisce il Dio di fantasia con altri idoli che adorerebbe con la stessa irrazionalità, è una sciocchezza, e la Corea del Nord ne è una dimostrazione, perché il Dio adorato coercitivamente da quei poveracci è imposto con la violenza, e non certo una libera scelta di persone che sono diventate atee e quindi hanno sostituito la loro divinità. Come è successo in tutti i paesi ex comunisti, infatti, una volta che questo odioso regime sarà finito, la maggior parte dei cittadini coreani tornerà pubblicamente ad adorare i normali dei delle religioni tradizionali, mentre i veri atei continueranno a non credere a nessuna divinità, fantasiosa o esistente che sia.

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      • Gab ha detto in risposta a Roberto Dara

        Il Dara sta sempre ad assolvere i peccati del mondo. L’ateismo è proprio “Io e non Dio”. E’ proprio questo che porta alla dittatura comunista. E non la meniamo con le posizioni “estremiste” perché il comunismo è di per sé estremista e malvagio. Non esiste il comunismo “buono”.

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      • edoardo ha detto in risposta a Roberto Dara

        Secondo me quello che hai riferito è solo un escamotage per sdoganare il fatto che l’ateismo non è mai stato al potere dunque non è responsabile di nessuna strage di massa, allo stesso modo di come i neocomunisti globalizzati sostengono che “il comunismo non è mai stato applicato” e i leader sovietici avrebbero tradito i principi del comunismo di pace-amore-musica, oppuramente (bello questo nuovo avverbio, eh, in parlata maremmana stretta) di pane-ammore-e-fantasia.
        Marx era ateo, si o no? (La religione è l’oppio dei popoli chi l’ha scritto, Fracazzo da Velletri?)
        Lenin era ateo, si o no?
        Stalin era ateo si o no?
        E Breznev? E Pol Pot che si è formato nell’esistenzialismo francese di Sartre e del maggio 68? Infatti ha portato “l’immaginazione al potere” in Cambogia tra il 75 e il 78.
        E tutti gli altri?
        E come si insinua Satana negli uomini oggi? Facendogli credere che sono il dio di sé stessi (ecco, guarda, qui l’ho scritto minuscolo).
        Troppo comodo dire che il comunismo non è mai stato applicato, e gli atei non hanno mai governato, dunque non c’è responsabilità per il sangue versato e le sofferenze fatte subìre a popolazioni intere.
        Ed il fascismo allora è stato mai applicato? Ed il colonialismo? Tra otto e novecento si diceva che lo scopo della potenze coloniali era di insegnare agli indigeni a lavorare e produrre per entrare nella “civiltà”; i negri nel Congo che fuggivano dai campi di lavoro venivano puniti col taglio della mano (esiste documentazione fotografica). Ma poiché lo scopo del colonizzatore era di insegnare a lavorare ed entrare nella civiltà, il colonialismo non è stato applicato nei suoi principi ed i colonizzatori del passato ne hanno tradito gli scopi. Stesso ragionamento da fachiro che fanno i neocomunisti (ma guai chiamarli così, si offendono). Guarda caso, i loro guai sono iniziati dopo il 1989. E adesso si stanno ricompattando con altre etichette più in sintonia con un mondo globalizzato, grazie alla disonestà dilagante come uno tsunami che infesta le democrazie occidentali.
        Dei 70 milioni di cristiani morti nel corso della storia cristiana, 45 sono stati uccisi nel 900, chiaramente tutti da credenti.
        Calles non era ateo, era un credente nella sua personalità.

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a edoardo

          Io ho sostenuto che le colpe del regime coreano non derivano dalll’ateismo, bensì dall’opposto, cioè dalla divinizzazione di un leader. È un dio che si è sostituito ad altri ed imposto, con il terrore, a tutti i suoi sudditi. Nel mondo ci sono più di un miliardo di atei, presidenti di stati democratici compresi. Se l’ateismo portasse davvero il Male, il mondo oggi sarebbe molto peggiore di quello che già è.

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          • edoardo ha detto in risposta a Roberto Dara

            E io invece sostengo che vengono dall’applicazione letterale del marxismo, cioè dal modo di impostare il governo secondo i dettami del comunismo: statalizzazione di ogni attività e mezzo produttivo, abolizione del concetto di famiglia e collettivizzazione obbligata.
            L’uomo acquista valore solo come ingranaggio di una macchina produttiva estesa a tutto lo Stato, da solo non vale nulla, solo muscoli da lavoro, attrezzi semoventi con le gambe.
            E tutti i meccanismi sbagliati, cioè chi non si assoggetta, vanno eliminati in quanto dannosi all’apparato produttivo, alla macchina-Stato.
            Dio deve essere annullato e scacciato dall’uomo in quanto lo distoglie dalla realizzazione del perfetto Stato comunista, che mira a creare degli uomini nuovi perfettamente plasmati e funzionali alla macchina-Stato.
            Il “dittatore” (il capo di Stato comunista) non è altro che la guida, il duce che porta il popolo alla realizzazione del comunismo.
            Comunque ti do ragione nella prima parte della tua asserzione: che le colpe del regime coreano non derivano dall’ateismo.
            E’ vero. L’ateismo è una conseguenza logica, una delle condizioni per la realizzazione di un percorso alla fine del quale ci sarebbe un uomo nuovo.
            Ad una manifestazione dei centri sociali a Roma qualche anno fa, in testa c’era uno striscione con la scritta:
            Vogliamo cambiare la natura dell’uomo.
            L’hanno immortalato al tg.
            (Non ricordo quale manifestazione, ce ne sono state migliaia in Italia).

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a edoardo

              Il comunismo è l’annientamento dell’individualità umana, è un’ideologia aberrante che ha prodotto solo dolore. L’ateismo per essere imposto deve necessariamente sostituire la libertà di fede con un obbligo di fede in qualcosa di diverso. Ma tutto ciò non ha nulla a che fare con l’essere atei in paesi liberi.

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              • Zathor ha detto in risposta a Roberto Dara

                Di fatto il tentativo di imporre la propria visione sradicando i crocifissi dai muri è proprio imporre la fede nel proprio punto di vista, ovvero nell’assenza di Dio.

                Lo dice uno non di parte, come Frank Furedi, sociologo e leader della British Humanist Association: “l’ateismo è oggi una religione secolare fortemente intollerante e dogmatica. La minaccia più potente per la realizzazione del potenziale umano proviene oggi, non dalla religione, ma dal disorientamento morale della cultura secolare occidentale”: http://www.spiked-online.com/index.php/site/article/12030/

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Zathor

                  Chiunque vuole imporre la sua visione sbaglia. La stragrande maggioranza degli atei è assolutamente indifferente alle questioni religiose, e non ha alcun interesse ad imporre nulla a nessuno.

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              • Pino ha detto in risposta a Roberto Dara

                scusa Dara ma l’ateismo è una fede. L’ateo, al contrario dell’agnostico che sospende il giudizio, crede che Dio non esista. Poichè l’esistenza o meno di Dio (semplifico per facilità di discorso) non può essere dimostrata sperimentalmente, può solo essere accettata per fede, per questo chi crede in Dio si chiama credente. Ma, con la stessa logica, anche l’ateo è un credente, perchè anche la sua è una dichiarazione di fede, identica e contraria a quella di chi viene definito credente. L’ateo crede che Dio non esista.

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Pino

                  Probabilmente la distinzione tra atei e agnostici è corretta, ma c’è un aspetto da non sottovalutare, e cioè il fatto che, mentre il credente crede in Dio ma non deve giustificare a nessuno il suo non credere ad altre cose ugualmente non dimostrabili (folletti, fantasmi, invasioni di extraterrestri ecc.), non capisco perché invece l’ateo debba giustificare il perché lui non creda a Dio, che, nella sua visione, ha la stessa natura delle cose non dimostrabili e quindi non credute da un credente.

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                  • Pino ha detto in risposta a Roberto Dara

                    non deve giustificarlo, il problema è un altro. L’ateo è definito “non credente”, falso, l’ateo è un credente nè più nè meno come quelli che vanno a Messa la domenica. Solo che crede che Dio non ci sia. La grande falsità sta nel presentare l’ateo come uno che non crede.

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          • Zathor ha detto in risposta a Roberto Dara

            Il problema dell’ateo è proprio questo, divinizzare tutto, compreso se stesso. Non può fare altro, senza Dio tutto cerca di far diventare dio, ovvero in tutto lui cerca un significato che risponda alla sua esigenza di senso, non trovandolo passa la vita da un idolo all’altro, da un dio all’altro (potere, soldi, donne, sesso, lavoro, macchina nuova, computer, amici ecc.).

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Zathor

              Questa è una visione di comodo che non corrisponde a quello che pensano gli atei normali, i quali non credono né alla divinità né a qualsiasi altra superstizione o idea che non abbia basi razionali. Credere o idolatrare i soldi, il potere, il sesso ecc. sono cose che fanno anche molti credenti ma che sono rivolte verso cose reali.

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              • Zathor ha detto in risposta a Roberto Dara

                Il fatto che lo facciano anche i credenti significa che anche loro hanno abbracciato l’idolatria. L’ateo può solo idolatrare tutto, compreso il suo uso della ragione. Tutto ciò in cui esso ripone illusoriamente la speranza è il suo dio, l’ateismo vero di fatto non esiste. “Quando il cielo si svuota di Dio, la terra si riempie di idoli”, non c’è citazione più corretta e scomoda di questa.
                Il razionalismo è proprio una forma di idolatria, tanto quanto lo era la Dea Ragione durante il periodo illuminista.

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Zathor

                  Se ti fa comodo pensarlo, pensalo pure. Io non credo in Dio ma non idolatro nulla. Poi gli altri non so.

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                  • Zathor ha detto in risposta a Roberto Dara

                    Se non ti suicidi è perché riponi speranza in qualcosa (o in più cose), quello è il tuo idolo perché quel qualcosa in cui riponi speranza (e che non è Dio) non manterrà la promessa di risponderti.

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                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Zathor

                      Ah ecco, quindi tu ritieni che chi non crede di Dio dovrebbe suicidarsi. Penso che la discussione possa finire qui.

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          • Daniele Borri ha detto in risposta a Roberto Dara

            Ma come te lo spieghi che le più grandi dittature del ‘900 (tranne il nazismo), erano ufficialmente atee?
            http://en.wikipedia.org/wiki/State_atheism

            Dai interpretami anche questo, ti prego.

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Daniele Borri

              Non ho capito perché ai linkato quella pagina, comunque non vedo cosa ci sia da spiegare. Le dittature sono riprovevoli sia quelle ufficialmente atee sia quelle che non lo sono.

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              • Daniele Borri ha detto in risposta a Roberto Dara

                Ripeto la domanda perché vedo che fuggi via: perché le più grandi dittature del ’900 (tranne il nazismo), erano ufficialmente atee?
                http://en.wikipedia.org/wiki/State_atheism

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Daniele Borri

                  Perché erano comuniste, che è una ideologia atea.

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                  • Daniele Borri ha detto in risposta a Roberto Dara

                    Questa risposta non è alla domanda “perché”, ma semmai risponde alla domanda “che cosa”, che non ti ho mai fatto. Per lo meno, comunque, siamo riusciti ad accettare che il comunismo sia il frutto dell’ateismo. Per un sedicente libero pensatore non è male arrivare fin qui!

                    Ripeto però la domanda da cui continui a sgusciare via come un’anguilla: perché le più grandi dittature del ’900 (tranne il nazismo), erano ufficialmente atee?
                    http://en.wikipedia.org/wiki/State_atheism

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                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Ti ho risposto, non capisco dove vorresti arrivare. Per secoli nel mondo ci sono state tirannie e dittature non atee, nel ventesimo secolo, con l’avvento del comunismo dopo la rivoluzione d’Ottobre, sono nate nuove forme di tirannia. Il comunismo non è figlio dell’ateismo, altrimenti tutti gli atei dovrebbero essere comunisti. Il comunismo, nella sua idea di voler formare l’Uomo Nuovo (come del resto molte altre ideologie non atee), ha ritenuto la religione una “distrazione” che non andava più permessa.
                      Posso rigirarti la domanda: perché le dittature precedenti a quelle del 900 (e anche molte del 900) non erano atee?

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                    • ilaria ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Forse perchè un dittatore non vuole dividere il potere con nessuno? Ma , accostare dittatura e ateismo significa non avere capito entrambi.

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                    • Daniele Borri ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Non conosco dittature talmente feroci come quelle del ‘900, le quali sono tutte dominate dall’ateismo di stato. E’ inutile scappare da questa evidenza, così come oggi persistono violente forme di anti-teismo e mai nessuna di anti-ateismo.

                      Il comunismo è il frutto più maturo dell’ateismo, l’idea dell’uomo-dio è proprio la conseguenza pratica dell’essere ateo: senza Dio io sono dio.

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                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Non è esatto. Esistono al mondo paesi in cui essere atei è proibito (in sette di questi si rischia la condanna a morte) e persino in alcuni stati Usa agli atei non è permesso ad esempio essere arruolati in polizia o coprire altri incarichi pubblici, per non parlare della generale diffidenza nei loro confronti in contesti elettorali.
                      L’intolleranza è purtroppo una costante nella storia umana, e nessuna società può realmente definirsene immune.

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                    • Kosmo ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Sarebbe interessante chiedere all’ateo Roberto Dara quali sarebbero le terribili dittature (prima del 1789) che sono arrivate a tanto…

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                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Probabilmente non hai mai studiato la storia a scuola, se pensi che i popoli del mondo siano sempre stati dominati, pardon governati, da democrazie illuminate e tolleranti.

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          • andrea ha detto in risposta a Roberto Dara

            E la divinizzazione del patriarca criminale è dovuta all’aver fatto fuori DIO.

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