Le reazioni alla Cassazione: la sentenza non apre alle adozioni gay

FamigliaCome abbiamo già parlato ieri, la Prima sezione civile della Cassazione si è espressa affrontando una causa di affidamento tra un padre e una madre, la quale successivamente ha intrapreso una convivenza omosessuale con una donna. La Cassazione ha negato l’affidamento al padre, mostratosi violento, affidando il bambino alla madre e alla convivente, con la motivazione che si tratterebbe di un «mero pregiudizio» sostenere che tale contesto rechi uno svantaggio al bambino.

Abbiamo già mostrato che questa posizione, al di là del caso specifico, non è assolutamente un pregiudizio, ma un giudizio basato sull’esperienza e sulla letteratura scientifica in nostro possesso. In ogni caso la sentenza non è ideologica e non ha per nulla aperto all’adozione omosessuale, è sbagliata la strumentalizzazione della comunità LGBT. Interessante, in ogni caso, è stato osservare le reazioni a tale originario pronunciamento, che aiutano anche ad inquadrare meglio tutto il contesto.

 

Maria Gabriella Luccioli, presidente della Prima sezione civile della Cassazione che ha presieduto il collegio giudicante, ha invitato ad una «lettura pacata di questa sentenza. Il bambino era già stato affidato alla madre. Già la Corte d’appello aveva bollato come ‘generica’ la difesa sostenuta dal padre che non trovava riscontro alcuno. Qui poi non e’ in ballo l’adozione per le coppie gay ma la legittimità dell’affidamento ad una mamma che vive con un’altra donna. Una sentenza assolutamente rigorosa. Mi pare che sia stato fatto tanto rumore per nulla».

Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS), ha affermato: «I bambini sono dotati di grande capacità di adattamento, tuttavia, sulla base della letteratura scientifica disponibile, che evidentemente la Corte di Cassazione disconosce, vivono meglio quando trascorrono l’intera infanzia con i loro padri e madri biologici. Il bambino riconosce se stesso e il proprio futuro rispecchiandosi e relazionandosi al maschile e al femminile di una madre e di un padre, biologici o adottivi. In assenza di questa diversità sessuale il benessere del bambino è a rischio, come dimostra la stragrande maggioranza dei dati raccolti dalla più validata letteratura psico-sociale a livello mondiale, debitamente richiamati dal sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, e non da quattro sofismi artatamente richiamati dalla comunità gay e privi di riconoscimento scientifico».

Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio per i Diritti dei minori e e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, ha affermato: «Non si capisce di cosa parli la Cassazione quando afferma che non esistono certificazioni scientifiche attestanti l’inidoneità dei gay ad adottare. D’altro canto non è la prima volta che la Suprema Corte stupisce con sentenze scioccanti, come alcune relative alla violenza sulle donne. Un’equipe, guidata dal prof. Loren Marks della Louisiana State University ha messo a punto un’ennesima analisi, pubblicata sul Social Science Research, che attesta le notevoli differenze sussistenti tra figli adottati da coppie gay conviventi e figli naturali di coppie eterosessuali». Una analisi, quella citata da Marziale, che secondo lui stesso, valida «quanto rilevato da Mark Regnerus, professore di Sociologia presso l’Università di Austin, a capo di un’equipe che ha osservato che quanti sono cresciuti in famiglie omosessuali sono dalle 25 alle 40 volte più svantaggiati dei loro coetanei cresciuti in famiglie normali. Sono costretto a ripetere che non sono omofobo e che sono aperto ad ogni altro sacrosanto diritto civile per la comunità omosessuale, ma sulle adozioni non è dato transigere. Si tratta del diritto di ogni bambino ad avere una famiglia pedagogicamente completa delle figure di riferimento, maschile e femminile, e non già di appagare le voglie degli adulti che per avere figli devono ricorrere a metodi alternativi rispetto al naturale rapporto eterosessuale».

Carlo Cardia, docente presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tre, ha sottolineato che la «primordiale relazione tra genitori e figli è tutelata dalla Convenzione sui diritti umani e dalla nostra Carta Costituzionale. Per l’articolo 7 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 il “fanciullo ha diritto a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi”, mentre la Costituzione italiana oltre alla celebre formula dell’articolo 29 per la quale “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» aggiunge che «è dovere e diritto dei genitori mantenere ed educare i figli”». Questi principi sono stati definiti “pregiudizio” dalla Cassazione ed è «gravissimo che la sentenza della Cassazione mette da parte formulazioni legislative del più alto livello, internazionale e costituzionale, che parlano del diritto del bambino ad essere curato e allevato dai genitori». Ma la cosa più sconvolgente della pronuncia è «quando considera il bambino come soggetto manipolabile, attraverso sperimentazioni che sono fuori della realtà naturale, biologica e psichica, umana, e che non si sa bene quanto dovrebbero durare». Così il bambino viene «privato artificiosamente della doppia genitorialità, vede venir meno la dimensione umana e affettiva necessaria per la crescita e il suo armonico sviluppo, ed è lasciato in balia di esperienze, rapporti, relazioni umane, sostitutive e del tutto slegate rispetto alla naturalità del rapporto con il padre e la madre. Siamo di fronte ad una concezione che attinge il suo humus culturale alle forme illuministiche più primitive, nega ogni preziosità dell’esperienza umana, e ritiene che anche per la dimensione della paternità e maternità il genere umano possa ricominciare daccapo, perché l’educazione e la formazione del bambino può avvenire contro i parametri naturali e le garanzie che la famiglia presenta in ogni epoca e in tutti i Paesi del mondo. Si intravede in questo modo un profilo disumanizzante della tendenza a spezzare il legame del bambino rispetto ai genitori naturali, che comporta il declassamento dei suoi diritti proprio in quella fase più delicata dell’esistenza che condiziona per sempre la crescita successiva».

Su Avvenire si è osservato che la «scelta, si potrebbe sintetizzare, a favore del male minore e non una sentenza ideologica che “apre” alla possibilità di adozione da parte delle coppie gay. Anche perché i giudici, forse per evitare che le loro parole si trasformassero, come si dice, in “giurisprudenza”, si sono limitati a un accenno fuggevole in riferimento al caso specifico e non teorizzano in alcun modo la necessità di legiferare a favore dell’adozione da parte delle coppie omosessuali. Del tutto fuori strada quindi i commenti di chi ha subito colto l’occasione per gridare alla “modernità” e alla “lungimiranza” dei supremi giudici». Una posizione simile è stata presa in un secondo illuminante articolo.

Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea all’Universita degli Studi di Roma La Sapienza, ha a sua volta puntualizzato che «pare evidente infatti che il bambino non sia stato affidato dal tribunale a una coppia gay, ma a sua madre, dopo che il padre, si può arguire dalle condizioni del primo affidamento, si era comportato in modo per lo meno discutibile nei confronti del figlio. In una situazione così drammatica e lacerata, in cui anche la madre evidentemente presenta vere difficoltà, è stato però scelto di affidarlo alla madre, come persona capace di educarlo. Insisto: alla madre, e non a una coppia gay che si spaccia come genitori del bambino. Certo, la convivenza sentimentale della madre con un’altra donna può provocare problemi al bambino, non è una condizione ottimale, ma qui mi sembra che le disgrazie si sommino alle disgrazie e questa di vivere con la madre possa essere considerata per questo bambino la soluzione meno negativa, il minore dei mali. Non si tratta quindi di riconoscimento di possibilità dei gay di allevare figli, né di adottarli: trovo assolutamente fuori posto tutte le polemiche sulla bontà di questa ipotetica situazione, in Italia non permessa né adombrata da nessuna legge, neppure da questa sentenza. L’alternativa mi sembra di capire che fosse affidare a qualche nucleo familiare non legato da legami di sangue il bambino, e questo sarebbe stato per lui, che presumibilmente ama sua madre con la quale è cresciuto finora, motivo di grave danno e dolore».

Cesare Mirabelli, giurista e presidente emerito della Corte Costituzionale, ha affermato: «La sentenza della Cassazione si riferisce a un caso specifico, non mi pare che dia enunciazioni assolutizzanti da estendere, per esempio, all’adozione. I titoli che stano uscendo sugli organi d’informazione vanno al di là del caso concreto». La Cassazione con questa sentenza chiede di verificare «non in astratto, ma in concreto la situazione del minore nel contesto di quel rapporto tra i genitori e della situazione di convivenza». Non è quindi il caso di parlare di «deriva ideologica», conclude il giurista, dal momento che è «legata al caso specifico e non intende dettare una disciplina, né apre all’adozione per le coppie omosessuali».

Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), ha affermato: «Non si tratta di pregiudizi. Da pediatra voglio affrontare la questione da un punto di vista medico e scientifico. Esistono studi internazionali, seri, in particolare negli Stati Uniti, che dimostrano statisticamente come una percentuale significativa di bambini adotatti da coppie gay siano più svantaggiati dal punto di vista psicosomatico e depressivo, con una maggior tendenza al suicidio. Il fatto che non ci siano in Italia, dove le adozioni da parte di coppie omosessuali sono vietate, non significa che si debbano ignorare studi autorevoli condotti in altri Paesi. Non parliamo di semplici sondaggi ma di lavori condotti con tutti i crismi. Da pediatra ritengo che il bambino deve incontrare stili educativi diversi, uomo-donna; dal suo punto di vista l’habitat migliore è quello di una famiglia composta da padre e madre uniti il più a lungo possibile. Perché quello che deve interessare è il bambino. Non c’entra niente il “diritto” dei genitori, non sono in discussione quelli legali o civili degli omosessuali, c’è di mezzo un’altra persona. Bisogna chiedersi: in queste situazioni il bambino è contento? Come medico mi interessa non solo la sua salute fisica ma anche quella psichica, etica e morale, il suo equilibrio affettivo».

Lorenza Violini, docente di diritto costituzionale all’Università statale di Milano, ha spiegato: ​«Il caso è certamente da ridimensionare. Non c’è possibilità di far derivare da questa sentenza una promozione delle adozioni da parte di coppie omosessuali. La giurisprudenza in materia è piuttosto consolidata, non è certo il primo caso di minore affidato alla madre o al padre, anche quando il genitore dopo la separazione abbia avviato una convivenza e una relazione omosessuale. Tecnicamente, siamo nel campo della giurisdizione minorile e le decisioni sono più simili ad atti meramente amministrativi che non giurisdizionali. E se è vero che qualsiasi sentenza è indissolubilmente legata al caso specifico che viene giudicato, ciò è ancora più vero nella vicenda di cui stiamo discutendo. Non possiamo prescindere dalla storia di questo bambino, quantomeno per come emerge dalle carte. Qui mi sembra di poter dire che sia stato valutato il benessere del minore da parte dei giudici d’appello e poi la Cassazione si è limitata a respingere il ricorso del padre trovando scarsamente argomentate le sue motivazioni». Certo, parlando di “pregiudizi”, «ci si lascia influenzare dal “politicamente corretto”, mettendo in secondo piano i principi generali del nostro ordinamento».

Come al solito appaiono dunque assolutamente fuori luogo le reazioni scomposte e la strumentalizzazione, anche questa volta, dei leader omosessuali, i quali parlano di “sentenza storica” e di “abbattimento dei pregiudizi”.

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93 commenti a Le reazioni alla Cassazione: la sentenza non apre alle adozioni gay

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  1. Pino ha detto

    Beata ingenuità. Certo che a leggere le dichiarazione di Avvenire, della Scaraffia e della Violini c’è da restare interdetti. Abbiamo capito tutti che la Cassazione ha sentenziato su un caso concreto, non siamo scemi, ma la Cassazione doveva limitarsi a sentenziare a chi doveva essere affidata la bambina, al padre o alla madre? Invece cosa ha fatto la Cassazione? Ha colto l’occasione della nuova tendenza sessuale della madre per fare un pistolotto ideologico non richiesto e non essenziale ai fini dell’affidamento con affermazioni del tipo “non esistono certificazioni scientifiche attestanti l’inidoneità dei gay ad adottare” e additando come “pregiudizi” le posizioni contrarie. Abbiamo capito che questo non significa aprire alle adozioni gay tout court MA lancia un chiaro messaggio al legislatore del tipo “guardate che se legifererete ammettendo le adozioni gay da parte nostra non troverete ostacoli”. Ma ci vuole così tanto a capirlo?
    PS: sul fatto di aver affidato la bambina alla madre posso concordare, è la soluzione più sensata, anche se comporta dei rischi.

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    • Leonardo83 ha detto in risposta a Pino

      Anch’io la pensavo così, invece ho capito che tale sentenza non può creare dei precedenti da questo punto di vista e grazie al modo in cui i giudici si sono espressi.

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      • Pino ha detto in risposta a Leonardo83

        non sono d’accordo, il riferimento alla tendenza sessuale della madre con relativo corollario di affermazioni sulla “scientificità” e i “pregiudizi” non è casuale, è un segnale inviato dalla magistratura al legislatore per fargli sapere che se un domani ci fosse l’adozione gay non troverebbero ostacoli da parte loro. Infatti non era necessario ai fini del giudizio il riferimento all’orientamento sessuale della madre, che oltretutto viola la privacy della persona. Cosa c’entra questo orientamento con la decisione di affidare la bambina al padre o alla madre? Era questo l’oggetto del contendere, non l’orientamento sessuale della madre.

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  2. Francesco B. ha detto

    Mi pare d’aver capito che il padre del bambino fosse già stato condannato o cmq protagonista di episodi di violenza, l’affidamento alla madre era più che logico e giustificato solo da ciò.

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    • Laura ha detto in risposta a Castigamatti

      La volete sapere una cosa interessante? La Luccioli è la stessa che ha firmato la condanna a morte di Eluana Englaro.

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      • Pino ha detto in risposta a Laura

        ovvio cerca di minimizzare il fatto, poi quando ci sarà l’adozione gay si schiererà con questa.

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    • Emanuele ha detto in risposta a Castigamatti

      Consiglio vivamente la lettura della sentenza…

      alcune cose mi sono saltate all’occhio:

      1. Il padre era prevenuto contro la relazione omosessuale della madre a causa della sua cultura e religione (alla faccia dei pregiudizi).

      2. Benché i servizi sociali avessero chiesto al tribunale di approfondire se la nuova “famiglia” del bambino fosse idonea al suo benessere, anche se ciò non sia stato fatto non cambia nulla. Infatti, il padre era musulmano e quindi prevenuto (vedi commento al punto 1 sui pregiudizi).

      3. Siccome il padre ha citato la Costituzione ed il Codice Civile i riferimenti sono troppo generici. Non avendo dimostrato lui che (in barba appunto alla Costituzione) il bambino poteva subire dei disagi da una situazione quantomeno anomala, allora ha torto (guai ad un approfondimento terzo, come richiesto dai servizi sociali).

      4. La ciliegina dell’onere inverso della prova: siccome non ci sarebbero (sic!) prove scientifiche che vivere in una famiglia omogenitoriale possa creare disagi, le obiezioni del padre sono solo dettate dal pregiudizio. Quindi, benche la citata Costituzione parli di “famiglia fondata sul matrimonio” e la famiglia sia il luogo naturale dove allevare i figli, sta al padre (e non allo Stato) dimostrare che altri luoghi non sono idonei. Quindi abbiamo imparato che: qualuque forma di convivenza, concubinaggio, relazione, etc., purché non vi siano evidenti prove scientifiche dalla possibile influenza sullo sviluppo dei bambini, sono idonei ad allevare i minori…

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  3. Castigamatti ha detto

    … e anche la stessa che ha affermato che il matrimonio tra omosessuali non è inesistente…

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  4. Alessandro M. ha detto

    Importante la presa di posizione dell’Associazione Italia Sociologi!!

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  5. Penultimo ha detto

    “non è ideologica”

    Questa volta non mi trovo d’accordo.Perchè è stata creata ad hoc per persuasione psicologica.L’ideologia,non è un convinciamento personale radicato,ma ideologico è l’atto,stesso quello di aver utilizzato il potere giudiziario per potere legislativo.

    La cassazione ha sentenziato non solo un caso concreto,ma sopra la logica e i dati che si avevano a disposizione per questo Ideo (Idea O ideale) logica (in relazione al concetto trascendentale ma non immanente).Ovvero l’idea stessa era in discussione tra le parti sociali,dunque non c’era legge reale sul quale poterlo fare,ma è stata applicata come se fosse legge.E’ del tutto irrilivente se abbia aperto o no all’adozione.Rilevante è che per colpa di chi ha emanato la sentenza si è compiuto un atto ideologico che poi è stato strumentalizzato,lo stesso aver inferito il termine “pregiudizio” l’ha resa ideologica perchè inferito sull’idea trascendentale del concetto non ancora sogetto a regolamentazione.Dunque un palese tentativo manipolatorio per:

    a)inculcare falsi sensi di colpa in chi non è d’accordo con la sentenza
    b)stimolare le persone a schiararsi senza rgionare con la giustificazione illogica che “c’è la sentenza” dunque generando il “luogo comune” e l’opinione relativa al concetto.
    c)se chi l’ ha emanata non prevedeva quello che poteva succedere,e che essa sarebbe sicuramente stata strumentalizzata,mi spiegano perchè chi la fatta,presumo un persona competente o tale si presume, non riesce a prevedere una cosa così assolutamente banale?Era banale poterne prevvedere gli efetti mass mediatici,salvo per chi come gli “humiani”pensa che le pietre possono volare all’improviso senza cause esterne.

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  6. Roberto Dara ha detto

    Il fatto che la Cassazione abbia affidato il bambino alla madre convivente con la sua compagna non significa apertura alle adozioni per i gay, ma stabilisce un principio molto serio, e cioè che una coppia omosessuale, dal punto di vista giuridico, è assolutamente in grado di poter avere e gestire un bambino. Ovvio che molte persone sono contrarie a questa decisione, ma finché non si farà una legge che impedisce esplicitamente agli omosessuali di avere figli e di essere genitori (tenete presente che gli omosessuali possono fare figli se non sono sterili, piccolo particolare che forse viene dimenticato) queste casistiche saranno possibili e legali.
    Occorre quindi che chi è contro le adozioni gay, in modo coerente, dica di essere contrario anche ai figli dei gay, magari imponendo loro la sterilizzazione.
    La mia affermazione è ovviamente provocatoria, ma da un punto di vista logico (e giuridico costituzionale) sinceramente non vedo differenze tra un bambino naturale e un bambino adottivo, quindi anche nei confronti dei suoi genitori, etero o omo che siano.

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    • Pino ha detto in risposta a Roberto Dara

      forse non hai capito che la bambina non è stata affidata alla coppia ma alla madre. I gay possono avere figli? E’ forse la scoperta del secolo? Anche i gay si riproducono?

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a Pino

        Sì ma quando si sostiene che una coppia gay non merita di poter avere un figlio in adozione forse ci si dimentica che molti gay di figli ne hanno già e li crescono tranquillamente senza che nessuno voglia toglierglieli.

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        • Pino ha detto in risposta a Roberto Dara

          appunto una novità anche i gay si riproducono

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        • StevenY2J ha detto in risposta a Roberto Dara

          Pienamente d’accordo con te, Roberto. Ho cercato di spiegare in altro post che questa sentenza riconosce soltanto il diritto di una madre ad assistere ed educare il proprio bambino, che lei ha messo al mondo.

          Questa madre può essere lesbica, etero, bianca, nera, miope, bella o brutta ma non é stata portata una sola ragione – una sola – per cui la Cassazione avrebbe dovuto toglierle il figlio e darlo ad un’altra coppia.

          Alcuni utenti hanno capito (o avevano già capito) questi semplici concetti. Altri hanno preferito insultare e mostrare tolleranza zero.

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          • Woody85 ha detto in risposta a StevenY2J

            Steven, fai attenzione: capisco che devi cercare un’alleanza a tutti i costi ma Roberto la pensa diversamente da te: http://www.uccronline.it/2013/01/17/le-reazioni-alla-cassazione-la-sentenza-non-apre-alle-adozioni-gay/#comment-106081

            Per il resto non vedo insulti ma soltanto qualcuno che pensa di strumentalizzare la sentenza per i suoi fini ideologici, come ad esempio Roberto Dara.

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            • StevenY2J ha detto in risposta a Woody85

              A parte il fatto che mi sembra che Roberto la pensi più o meno come me, comunque non vedo perché dovrei trovare una persona che la pensi esattamente come me. Forse alcuni di voi qui non hanno ancora capito che io stimo molto chi ha idee differenti dalle mie, purché si mostri uguale rispetto nei miei confronti.

              PEr quanto riguarda gli insulti, forse pecco di orgoglio, ma in altri post mi é stato scritto che: “scrivo idiozie”, sono “bigotto”, sono “ignorante”, sono “falso”. A casa mia, questi sono insulti e, personalmente, non me ne frega nulla (“sticks and stones may break my bones…”) ma é spiacevole vedere persone che reagiscono in questo modo, a fronte di un interlocutore pacato e non aggressivo.

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              • Woody85 ha detto in risposta a StevenY2J

                Questo commento non aggiunge nulla, se non cercare di mostrarsi vittime per scopi secondari come il mettere in cattiva luce chi non la pensa come te e valorizzare la tua persona paragonandola ad un martire in mezzo ai lupi. E’ una tattica famosa ma credo tu sia abbastanza sveglio per non doverne fare uso. Ovviamente questi insulti ricevuti sono tutti da dimostrare.

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                • Positrone76 ha detto in risposta a Woody85

                  In verità Woody sono d’accordo con Steven. Gli insulti qui si ricevono ed anche spesso anche a chi porta un’opinione diversa e pacata come spesso fa l’ottimo Dara. Del resto questo dovrebbe essere un luogo di incontro dove dialogare anche con chi non la pensa come voi/noi ma al contrario del sito UAAR senza acrimonia (dovrebbe…). A volte capita invece di essere isolati se non censurati, anche se ultimamente questo aspetto censorio sembra essersi ridotto.

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                  • Woody85 ha detto in risposta a Positrone76

                    La penso diversamente, non ho mai visto insulti e a te sta l’onere della prova.

                    Anch’io ho ricevuto una moderazione in diversi commenti, fa parte della responsabilità di ognuno a saper dire le cose in modo corretto. Chi non intende essere responsabili è giusto che venga moderato, come è accaduto a me. La libertà d’espressione è una responsabilità, se la si usa male allora non ci si può lamentare delle conseguenze. Questo è anche quello che mi è stato risposto dalla redazione quando ho chiesto spiegazioni, e concordo con loro.

                    Salutami “l’ottimo Dara” 😀

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              • beppina ha detto in risposta a StevenY2J

                Non l’ho scritto io ma penso si possa affermare che il “bigotto” fosse correlato ad alcune frasi fondamentalmente ironiche. Le altre presunte “offese” mi sembrano soprattutto “forzature” da contestualizzare; non é detto che il vittimismo paghi…

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                • Salvatore ha detto in risposta a beppina

                  E’ così infatti, Steven se l’è presa con qualcuno che lo chiamava bigotto perché ha usato il termine “madre” e “padre”, cioè ha imitato i sostenitori della tesi del gender. Questo è il motivo delle sue lamentele, che dunque sono ingiustificate.

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          • Nemo ha detto in risposta a StevenY2J

            Lorenza Violini, docente di diritto costituzionale all’Università statale di Milano:

            Certo, parlando di “pregiudizi”, «ci si lascia influenzare dal “politicamente corretto”, mettendo in secondo piano i principi generali del nostro ordinamento».

            Ma guarda, un docente universitario di diritto costituzionale che critica le motivazioni della sentenza… praticamente dandomi ragione.

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          • Emanuele ha detto in risposta a StevenY2J

            …magari prima legga la sentenza (è riportata sopra), perché magari si accorge che la sentenza parla di tutto, tranne quello che dice lei.

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        • Woody85 ha detto in risposta a Roberto Dara

          Parlare di “figli dei gay” è un ossimoro, la natura ha già deciso che non possono avere figli.

          Molti bambini crescono anche negli orfanotrofi e anche con gli animali, con genitori incestuosi e anche pedofili. Questo non significa che siano gli ambiti migliori per loro, i quali rimangono le famiglie naturali con madre e padre.

          E anche Roberto Dara prima o poi, volente o nolente, riuscirà a capirlo 🙂

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          • StevenY2J ha detto in risposta a Woody85

            Non vedo l’ossimoro: ci sono persone che, pur avendo una prevalente tendenza verso persone dello stesso sesso, hanno rapporti sessuali con persone di sesso opposto e mettono al mondo dei figli. Per la legge italiana, queste persone – gay o lesbiche (bisessuali, se preferisci) – restano comunque genitori e hanno gli stessi diritti di un genitore eterosessuale.

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            • Emanuele ha detto in risposta a StevenY2J

              …esatto, i genitori sono la madre ed il padre naturale. Il convivente (omo o etero che sia), con il figlio, non c’entra nualla.

              Peraltro, avrei anche qualche obiezione sui donatori di seme o sugli uteri in affitto. Dove è la responsabilità dei genitori? Dove l’amore per i figli?

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            • Woody85 ha detto in risposta a StevenY2J

              Non esistono genitori gay per natura, al massimo esiste un genitore omosessuale.

              Oppure dire che la natura ha deciso che due gay non possono fare figli è anche questa omofobia? La natura li ha discriminati, è dunque omofoba e va denunciata alla Corte Europea!

              Genitori gay è un ossimoro, come matrimonio gay è un ossimoro (“matris munia”)

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              • StevenY2J ha detto in risposta a Woody85

                Certo, esiste una persona (gay o etero) che può mettere al mondo figli.
                L’obiezione di emanuele sul fatto che il convivente non c’entri nulla conta poco nel caso concreto. La Cassazione non ha affidato il bambino alla coppia di donne lesbiche… lo ha LASCIATO CON SUA MADRE. Che poi sua madre decida di convivere con un altro uomo, con una donna, con la zia o rimanere single sono problemi suoi.

                Con un obiter dictum, la Corte ha dato risposta anche all’obiezione del padre che voleva togliere il bambino alla mamma dicendo “la mamma é gay (lesbica)”. Ma la Corte ha risposto dicendo che, in assenza di prove concrete sul danno sofferto dal bambino (prove che NON ci sono), l’avversione del padre per le coppie gay, ritenute inadatte ad educare un bambino, é un “mero pregiudizio.”

                Quindi, lo ripeto, la Cassazione non ha riconosciuto le coppie gay, non ha creato nuove leggi, non ha dato nessuna “benedizione” o “avallo”. Ha semplicemente applicato la legge attribuendo un bambino alla sua madre biologica e precisando che, se non si forniscono prove concrete, le accuse circa l’incapacità di educare o i presunti danni psicologici alla prole se il genitore é gay sono soltanto pregiudizi (ovvero situazioni non dimostrate in giudizio, ergo irrilevanti giuridicamente).

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                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a StevenY2J

                  Non esistono genitori omosessuali, ma soltanto un genitore omosessuale che ha bisogno di una persona di sesso diverso. La natura ha deciso questo perché i bambini devono crescere all’interno di queste relazioni, altrimenti le decisioni della natura sarebbero state diverse.

                  La Cassazione ha affidato un bambino a DUE DONNE LESBICHE, mettendo così a rischio la sua crescita psico-fisica, indipendentemente se ci sia o no il legame con la madre naturale.

                  La Cassazione è fatta di uomini e mi stupisce quanto per te sia divino il loro giudizio. Sono uomini come me e come te, con il loro bias e con le loro convinzioni, non hanno il dono dell’infallibilità e mi fa ridere la tua religiosità verso le sentenze della Cassazione.

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        • Salvatore ha detto in risposta a Roberto Dara

          In realtà sono i bambini che non si meritano due doppi genitori, o uno che fa finta di essere quello che non è, ma hanno invece il diritto di crescere nell’equilibrio naturale di un padre e una madre.

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    • Penultimo ha detto in risposta a Roberto Dara

      Provocazione

      Logica allora dovremmo stabilire che i giudici tramite sentenze fanno leggi incoerentemente con i principi costituzionali e reppublicani e che dunque la giustizia a potere e legislativo?Giache da quanto affermi segue che i casi in cui la legge viene discussa non risentono più della legitimità dei ministri e dei cdeputati.Dunque la magistratura non si troverebbe più a applicare la legge del legislativo,ma crerebbe e applicherebbe leggi senza più il potere legislativo e dunque senza nessuna autorità democratica.

      Dunque non vi più che la legalità e le leggi di una nazioni sono soggette a democratici sviluppi di camera e senato.Ma addiritura il singolo magistrato crea/applica leggi senza nessuna autorità?

      Anzi
      perchè votare?Non c’è bisogno decidono loro.
      perchè la democrazia?non c’è bisogno decidono loro
      perchè milioni di morti per creare un sistema democratico?non c’era bisogno di loro
      perchè mantenere legislativo e esecutivo?fanno loro

      Insomma perchè non devo chiamare quanto afferma la tua logica con il termine che le compete:totalitarismo.

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a Penultimo

        I giudici non hanno fatto nessuna legge, l’hanno semplicemente applicata. E siccome non c’è nessuna legge che vieta agli omosessuali di essere genitori, quella caratteristica non l’hanno ritenuta un impedimento all’affido del figlio naturale alla madre del bambino.
        Se l’essere omosessuale non è quindi un impedimento per l’essere genitori, ritengo che non dovrebbe esserlo neanche per essere genitori adottivi, ma questo non deve deciderlo la magistratura. Io faccio solo notare che esiste, in linea di principio, una disuguaglianza tra gli omosessuali genitori naturali e quelli che vorrebbero esserlo con un’adozione.

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        • Penultimo ha detto in risposta a Roberto Dara

          E dimmi quale legge applicato che e stata discussa in parlamento in materia di adozione?

          Tu ritieni lui ritiene,non ha importanza il tuo ritenerlo ti farà votare per quello che tu reputerai opportuno,ma non imporrai a me le tue leggi.

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          • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

            Il resto del vostra follia è nel totalitarismo e parlate di laicità:ridicoli.

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          • Roberto Dara ha detto in risposta a Penultimo

            Infatti nessuno ti imporrà mai di essere omosessuale. Ma allo stesso modo tu non puoi imporre ad un omosessuale di negargli la sua aspirazione ad essere genitore. Su quale legge sia stata applicata leggi l’articolo e quello che hanno più correttamente detto gli altri partecipanti.

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            • Penultimo ha detto in risposta a Roberto Dara

              No nessuno imporra mai quel concetto di famiglia se non la maggioranza delle persone che si esprimono con il voto.Non tu e le tue sciochezze dittatoriali.

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              • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

                Ovvero il fatto che dato che non esiste alcuna legge in materia hanno applicato cio che non esisteva,che poi è incorretto afferirlo,hanno applicato la loro opinione alla giustizia,il guaio è che la giustizia non ha opinioni.

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            • Woody85 ha detto in risposta a Roberto Dara

              A negargli la sua aspirazione ci ha già pensato la natura. Per avere figli deve affittare un utero di qualcun altro o il seme di qualcun altro, le coppie omosessuali non potranno mai essere genitori e lo ha deciso la natura.

              So bene quanto odiate la realtà, ma ci dovete fare i conti.

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            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

              Perché tu, Roberto, vuoi imporre ad un bambino di crescere orfano di padre o di madre? Perché privarlo del diritto di avere un padre e una madre? Non capisco davvero questa discriminazione socialmente accettata.

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                Io non voglio imporre nulla a nessuno. Tanti bambini possono crescere orfani per cause naturali, non è che i bambini che perdono un genitore devono per legge cambiare famiglia in modo che abbiano entrambi i genitori. Così come succede che bambini nascano da genitori omosessuali, e anche in tal caso nessuno, in base alle leggi vigenti, può togliere quei bambini ai loro genitori naturali (se non per motivi validi che esulano però dal fatto che i genitori siano omosessuali). Nelle valutazioni che i tribunali svolgono quando decidono a chi far adottare i bambini senza famiglia, attualmente la legge prevede che le coppie di fatto, e le persone singole, non siano qualificabili per l’adozione, così come debbono essere verificati tanti altri fattori socio-ambientali e psicologici. Sarà difficile, a mio giudizio, che, nel momento in cui alle coppie di fatto sarà permesso di adottare i minori, poter escludere da questa possibilità le coppie omosessuali, per evidenti violazioni al principio di uguaglianza. Analogamente, e a maggior ragione, lo sarà se sarà ammesso anche il matrimonio omosessuale.
                Personalmente mi astengo dal pronunciare giudizi di merito, ma penso che se un omosessuale può essere genitore di un figlio naturale, lo può essere anche di un figlio adottivo. Chi è contrario a quest’ultima possibilità, per coerenza, secondo me, dovrebbe essere contrario anche alla prima, il che mi sembra un po’ improponibile.

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                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

                  “Così come succede che bambini nascano da genitori omosessuali”…adesso i genitori omosessuali possono procreare? Questa mi mancava… 🙂

                  Tu vuoi imporre ad un bambino di crescere orfano di un padre e di una madre, opponendoti alla sua adozione verso una famiglia in cui i ruoli sono naturalmente equilibrati. Ma i bambini non sono una merce che deve soddisfare il bisogno di genitorialità, è il contrario: sono i bambini ad avere il diritto di crescere con i loro genitori biologici o comunque con persone che somigliano simbolicamente ai suoi genitori biologici. Mettere un bambino con due genitori omosessuali significa ingannarlo, svantaggiarlo fin dall’inizio come già altri hanno giustamente detto su questo forum.

                  La sentenza è un caso specifico e non convince affatto questa tua ideologia dell’uguaglianza perché non c’è nulla di uguale in una relazione omosessuale e in una relazione eterosessuale (coppia di fatto o sposata). La natura ha scelto che non possono essere relazioni uguali e dunque equipararle è sbagliato, sarebbe un’altra menzogna.

                  Se tu sei favorevole all’adozione per i gay, per coerenza lo devi essere anche per genitori poligamici e per genitori incestuosi. Alla fine tu sostieni che un bambino cresce bene in qualsiasi caso, tanto vale buttarlo con due genitori animali (due scimmie, ad esempio), che magari -anch’io uso la retorica- sono più amorevoli di due genitori etero violenti o di uno squallido orfanotrofio. Non credi?

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                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                    Lasciando da parte l’ultima battuta sugli animali, nella realtà esistono famiglie di svariati tipi in cui i bambini crescono. Famiglie di fatto poligamiche esistono, basti pensare a quanti bambini nel corso della storia sono stati cresciuti, oltre che dai genitori, o anche senza di loro, da nonni, zii, fratelli maggiori ecc? Il discorso dell’avere solo un padre e solo una madre, da un punto di vista pedagogico, è strumentale e insignificante.
                    Sulla tua prima obiezione non commento perché mi sembri una persona intelligente, e la battutina non è da te. Quanti omosessuali hanno avuto relazioni etero (magari anche matrimoniali) da cui sono nati figli? E quante lesbiche hanno fatto figli con l’inseminazione artificiale?

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Innanzitutto la famiglia (elementare, nucleare, coniugale o biologica) è una sola: madre, padre e prole: http://www.treccani.it/enciclopedia/famiglia/
                      Parlare di altri tipi di famiglie significa forzare le cose, è un po’ come parlare di diritto all’adozione per farti capire.

                      Il fatto che ci siano bambini cresciuti in ogni tipo di ambiente non significa che qualsiasi cosa vada bene, bisogna riconoscere quale sia l’ambiente ideale per crescere e so benissimo che tu sai qual’è.

                      Crescere senza un genitore è una cosa decisamente dannosa, lo dicono gli studi che ti pregherei di prendere in considerazione (cito da Paolo Viti nell’altro post): http://www.clasp.org/admin/site/publications_archive/files/0128.pdf; http://www.rwjf.org/content/rwjf/en/research-publications/find-rwjf-research/2002/10/father-absence-and-child-well-being.html; http://www.urban.org/publications/310339.html; http://www.jstor.org/discover/10.2307/353534?uid=3738296&uid=2&uid=4&sid=21101668027657
                      Vuoi sostenere che sia tutta carta straccia? Benissimo, devi citarmi degli studi che dicono il contrario.

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                    • StevenY2J ha detto in risposta a Roberto Dara

                      GLi studi possono essere anche validissimi, ma si tratta sempre di indagini statistiche ed empiriche.
                      Hai idea di quanti bambini nascono o crescono orfani di padre o di madre, oppure non riconosciuti da un genitore?
                      Hai idea di quanti bambini vengono allevati da un genitore solo, magari con l’aiuto di zii, nonni, parenti o anche solo amici?

                      A questo punto, se volessimo togliere un bambino ad una mamma
                      (naturale) lesbica o ad un papà (naturale) gay, per affidarlo ad una “sana” e “normale” famiglia (non naturale) composta da uomo e donna, allora dovremmo togliere i bambini anche a tutte le mamme (o i papà) single, che convivono, che si risposano, vedove e a chi, in generale, pur garantendo al bambino cure, educazione e affetto, non é in grado di datgli la famiglia del dizionario Treccani!!!

                      Sulle adozioni, si può discutere ma qui non c’entrano niente: qui si sta parlando del legame naturale e biologico tra una mamma (lesbica) e il figlio che lei ha messo al mondo.
                      Se la mamma, invece, che con un’altra donna, convivesse con un uomo (come accade spesso dopo separazioni o divorzi) tutto questo rumore non ci sarebbe nemmeno stato.

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a StevenY2J

                      Non “possono”, ma “sono” validissimi e probabilmente ti stanno sullo stomaco.

                      Non mi interessano i numeri, mi interessa -al contrario di te- che un bambino cresca nel luogo più ideale possibile, ovvero quello con mamma e papà biologici.

                      Sono del parere che un bambino cresca molto meglio con due genitori eterosessuali amorevoli, che con la madre biologica e la sua compagna. Su questo non ci sono studi specifici, tuttavia sappiamo che un bambino non cresce bene con due genitori omosessuali. La conclusione è deduttiva.

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                  • Titti ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                    Fà comodo tirare in ballo la natura quando conviene…la natura degli esseri umani pemette che una donna struprata in gruppo resti incinta, ciò non significa che sia nata una famiglia, e poi basta parlare di adozione quando questa sentenza si riferisce a tutt’altro, inoltre quanti bambini vengono in Italia, lasciati negli orfanotrofi dato gli iter impossibili a cui sono sottoposti gli eventuali genitori adottivi? Allora si dà per scontato che è meglio l’orfanotrofio di una famiglia che non sia pari passo con quella del Mulino Bianco? Allora bisogna considerare come parametro ideale l’orfanotrofio?

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Titti

                      Ah giusto, il Mulino Bianco è l’altro argomento di battaglia oltre all’orfanotrofio 🙂

                      Lo stupro e la conseguente gravidanza è soltanto l’uso sbagliato che l’uomo fa delle leggi di natura, mentre un omosessuale anche volendo non potrebbe mai fare lo stesso con un altro omosessuale. La natura ha deciso così e l’uomo saggio segue le leggi naturali, i capricci servono a poco.

                      Tanti bambini sono cresciuti in orfanotrofio, con gli animali, con gli omosessuali e in gruppi poligamici. Questo non significa che siano luoghi adatti e ideali alla crescita del bambino, che ha il diritto ad avere sempre il luogo migliore in cui crescere e svilupparsi, e questo resta -anche contro tutte le vostre grida e la vostra rabbia- la famiglia naturale basata sul padre e sulla madre.

                      La coda per adottare bambini in orfanotrofio è lunghissima e lenta, non c’è bisogno di altri tipi di formazioni sentimentali che ingolfino ancora di più.

                      P.S.
                      Il tema dell’adozione gay è stato tirato fuori dai militanti omosessualisti tentando di strumentalizzare la sentenza (Dara e altri). Sono d’accordo con te: la Cassazione non ha mai detto che gli omo possono adottare ma che è meglio che non si tolga il bambino da una madre con cui è cresciuto.

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                    • Titti ha detto in risposta a Titti

                      Spiega alle coppie in coda, che visto la trafila burocratica che li attende per adottare un bambino, evidentemente, è considerato migliore un orfanotrofio da tutti coloro che pretendono di vivisezionare una coppia per trovare il pelo nell’uovo, pelo esistente e anche in abbondaza nelle coppie che hanno la fortuna (a volte la sfortuna) di procreare.

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                • beppina ha detto in risposta a Roberto Dara

                  A mio parere é errato utilizzare le varie combinazioni che la realtà sociale fa emergere per avvalorare una decisione legislativa che non può che essere induttiva e non deduttiva.

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                • semelets ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Ti sbagli quando metti sullo stesso piano l’essere genitore naturale e genitore adottivo.
                  I requisiti per essere ritenuti idonei ad essere genitori adottivi sono molto stringenti (se, ad esempio, fai domanda di adozione, i servizi sociali verranno a controllare l’idoneità della tua abitazione, cosa che non accade per tutte le famiglie o single che “aspettano un bambino”).
                  Non c’è simmetria tra i requisiti minimi ACCETTATI per essere genitori naturali e quelli RICHIESTI per essere genitori adottivi.
                  Questo perchè esiste una gerarchia dei diritti del bambino, in cima alla quale vi è il diritto a crescere coi genitori naturali e solo in casi eccezionali l’autorità interviene per sottrarre il bambino alla famiglia d’origine.
                  I bambini che vivono nelle carovane di famiglie zingare, in condizioni igieniche non ideali, non vengono di norma sottratti ai loro genitori, ma nessuna di queste famiglie possiederebbe i requisiti minimi per essere giudicata idonea all’adozione.
                  E’ sbagliato dunque argomentare che in linea di principio chi può essere genitore di un figlio naturale lo può essere anche di un figlio adottivo.

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            • Nemo ha detto in risposta a Roberto Dara

              Ma se essere omosessuali è cosa “Naturale” ed è altrettanto naturale e lapalissiano
              il fatto che una coppia omosessuale sia sterile non capisco come si faccia ad argomentare che gli omosessuali abbiano l’esigenza di avere figli…
              Per capirci: La natura non mi ha dato le branchie ma se per i più svariati motivi io mi mettessi ad urlare che le voglio e basta, questa mia richiesta tutto ad un tratto diventa un diritto sacrosanto da soddisfare?

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a Nemo

                Anche molte coppie eterosessuali sono sterili, eppure nessuno si sogna di negare l’aspirazione dei coniugi ad essere genitori.

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                • Salvatore ha detto in risposta a Roberto Dara

                  E’ un’aspirazione legittima ma mai un diritto perché non ci sono diritti sulle persone. I genitori sterili hanno una patologia e comunque sostituiscono quasi perfettamente i genitori biologici, quel che due papà e due mamme -con tutta la loro buona volontà- non sapranno mai fare.

                  L’amore di un padre è differente a quello di una madre ed entrambi sono fondamentali per la crescita equilibrata di un bambino, qui è spiegato benissimo.

                  Mettere un bambino in una famiglia in cui uno dei due finge di essere quel che non è, significa collocare il bambino in una situazione fin dall’inizio di svantaggio, quando oltretutto è pieno di coppie eterosessuali desiderose di adottare.

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                • Nemo ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Per citare il pricipe De Curtis: “E qui ti volevo…”

                  Per una coppia eterosessuale avere una prole non è un diritto e neppure trattasi di una acquisizione culturale dovuta alla “civilizzazione” ma, più semplicemente, è una legge di natura inscritta nel DNA della sua specie. Quindi se per una qualsivoglia ragione la coppia non può generare figli, ad esempio per la sterilità di uno dei menbri, l’uomo, essere civile e razionale, ha inventato l’istituto dell’adozione che permette ad una coppia infeconda di avere un bambino e, ad un infante senza più genitori, di riacquisire un padre e una madre.
                  In altre parole, è il RIPRISTINO di una simmetria inventata non dall’uomo ma dalla natura.
                  Le coppie omosessuali invece sono sterili per natura. E se in milioni di anni l’evoluzione non ha fornito loro la capacità di procreare non vedo perché l’uomo debba fare altrimenti. Non c’è nessuna simmetria da ricreare. Anzi, se ci si riflette è assurdo anche il solo pensare che gli omosessuali abbiano la “necessità” di avere figli. Sarebbe come dire che io ho la “necessità” di avere le branchie.
                  Ma, se invece come io penso, l’omosessualità è una malattia e non “un carattere positivo portato avanti dalla selezione naturale” all’ora ogni assurdità decade. Diventa logico, scientificamente comprensibile e umanamente condivisibile la richiesta di genitorialità della comunità gay. Tuttavia, sarebbe (anzi È) altrettanto logico, comprensibile ed umanamente condivisibile il sacrosanto DIRITTO di un bambino, orfano e non, di veder rispettata la sua naturale simmetria parentale: avere un PADRE ed una MADRE.
                  E, con tutto l’amore il rispetto e la carità cristiana di questo mondo ma, per me, è DIRITTO di un malato essere curato, non assecondato.

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                  • Nemo ha detto in risposta a Nemo

                    Chiedo venia per alcuni strafalcioni contenuti nel post (modello “all’ora” invece di “allora”) ma oltre a scrivere di getto ho la scusasante di avere il ritmo circadiano di sonno veglia completamente sballato. Sto infatti postando alle 5 del mattino. 🙁

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                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Nemo

                    Se tu sei convinto che l’omosessualità sia una malattia qualsiasi discussione su questo tema, per te, è impossibile. Fortunatamente come te la pensa una sempre più esigua minoranza.

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                    • Nemo ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Vedi, io tutta la fede che ho la riverso nella mia religione, il Cattolicesimo, e nei rapporti interpersonali che instauro con le persone che mi circondano. Ma, per tutto il resto, sono uno scettico-razionalista incallito. La scienza, quella vera, richiede prove e metodi di indagine rigorosi.
                      Se affermi di aver visto un uomo che cammina sulle mani, io posso anche crederti con un minimo di prove. L’evento in questione è “bizzarro” ma non va contro la scienza e la logica. Ma se racconti di aver visto un uomo che, senza alcun mezzo, vola più velocemente della luce , emette raggi laser dagli occhi e, che, tutto questo, accade a casa tua ogni primo venerdì del mese (Se poi mi rispondi che credere in Dio è la stessa cosa vuol dire che ho sopravalutato la tua intelligenza). In questo caso, per poterti credere, esigo (è il metodo scientifico a pretenderlo) prove monolitiche in quantità industriali. Perché l’evento in questione non trova riscontro e non è spiegabile con le attuali conoscenze scientifiche. “Per eventi eccezionali ci vogliono prove eccezionali” amava dire Carl Sagan.
                      La vulgata afferma che l’omosessualità non è una malattia ma legge di natura?
                      Benissimo, fatemi vedere le prove scientifiche che rendono credibile questa affermazione ed il sottoscritto non vedrà più i gay come malati. Ma prove reali e non i vaneggiamenti di psicologi, psichiatri e filosofi new age. Psichiatria e psicologia sono da un punto di vista epistemologico delle pseudoscienze il che vuol dire la non falsificabilità delle loro tesi. Con ciò non voglio affermare che qualsiasi cosa provenga da queste discipline sia da buttare ma, sarebbe altrettanto sbagliato vedere come dato acquisito ciò che in realtà acquisito non è.
                      Currenti calamo

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            • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

              Non esiste un diritto ad essere genitori. Altrimenti, le coppie sterili sarebbero autorizzate a sottrarre un figlio a chi ne ha più di uno. Infatti, tale diritto non stà scritto in nessuna Costituzione o Carta dei Diritti.

              Esite il diritto alla tutela della paternità e maternità, non a pretendere un figlio a tutti i costi.

              Esiste anche il diritto dei figli di nascere ed essere allevati nel luogo che la natura ha loro stabilito: la famiglia eterosessuale basata su un legame stabile e duraturo. Tutto il resto è egoismo degli adulti….

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a Emanuele

                Di fronte a tanti bambini destinati a crescere senza padre e madre, una coppia omosessuale che li ama e li fa crescere in un ambiente garantito è sicuramente una benedizione. Ma, come spesso accade, la visione dottrinale religiosa guarda il dito e non vede la luna.

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                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Non esiste un ambiente garantito se c’è una coppia omosessuale perché un bambino ha il diritto di crescere con un padre e una madre, le altre condizioni sono per lui uno svantaggio. L’unico ambiente garantito è quello formato da padre e madre.
                  Non basta l’amore, anche due scimmie amorevoli così come due genitori incestuosi altrimenti saprebbero crescere un bambino.

                  Purtroppo la visione dottrinale ateista preferisce mettere i bambini in una condizione di oggettivo svantaggio piuttosto che attirarsi le ire dei gay.

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                • Positrone76 ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Roberto i tanti bambini destinati a crescere senza padre e senza madre lo sarebbero a prescindere anche con due padri e due madri. L’ostacolo all’adozione non avviene per mancanza di richieste di genitori “eterosessuali” ma per leggi che finiscono con l’essere così garantiste da essere escludenti a meno che non si ungano, in certi paesi, alcuni meccanismi. Ne è una questione religiosa ma certo è culturale, una cultura che non può prescindere dal diritto dello stesso bambino che è prioritario come stabilito anche dalla carta dei diritti dell’infanzia. In essa si stabilisce che il bambino ha il diritto all’assistenza dei propri genitori.
                  Il “diritto” gay dell’adozione non esiste e laddove si crei non può essere fatto che in modo artificiale e sostanzialmente negando un genitore. E’ una richiesta obiettivamente mostruosa.

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        • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

          Infatti non c’è una legge, c’è la Costituzione e il Codice Civile che indicano nella famiglia (fondata sul matrimonio) il luogo naturale dove crescere i figli… ora due omosessuali non formano famiglia, perciò…

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    • Woody85 ha detto in risposta a Roberto Dara

      La sentenza non dice assolutamente niente di tutto ciò, caro Roberto.

      Capisco che faresti di tutto per strumentalizzare la vita di chiunque, però la presidente della Cassazione ha spiegato: “Il bambino era già stato affidato alla madre. Già la Corte d’appello aveva bollato come ‘generica’ la difesa sostenuta dal padre che non trovava riscontro alcuno. Qui poi non e’ in ballo l’adozione per le coppie gay ma la legittimità dell’affidamento ad una mamma che vive con un’altra donna. Una sentenza assolutamente rigorosa. Mi pare che sia stato fatto tanto rumore per nulla”.

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a Woody85

        E cosa c’è di diverso rispetto a quello che ho detto io? La sentenza ha detto chiaramente che un bambino figlio di una persona che ha una relazione omosessuale convivente può restare con lei senza alcun ostacolo. C’è poco da strumentalizzare.

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        • Woody85 ha detto in risposta a Roberto Dara

          Le cose stanno diversamente, ovvero si è preferito non togliere il bambino dalla sua madre biologica. Capisco però il tuo desiderio di strumentalizzare la sentenza per poter dire “avete visto? anche la Cassazione vuole far adottare gli omosessuali”, cosa che è ovviamente falsa. La falsità è quello che vi contraddistigue e che contraddistingue l’agenda LGBT, a farne le spese sono poi loro: http://www.thepublicdiscourse.com/2012/08/6065/

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    • Positrone76 ha detto in risposta a Roberto Dara

      Tuttavia Roberto devi riconoscere che la sterilità di cui si parla è di coerenza non fisica. Se Giorgio e Romeo o Barbara e Anna potessero avere autonomamente figli senza surrogati o strumenti artificiali non avrei nessun problema ad accogliere la tesi dell’adozione gay. E’ una pratica talmente fuori misura che nemmeno nelle società più aperte ai gay nella storia non si è mai contemplata, ci sarà un motivo se persino per un filosofo greco era inconcepibile :- )

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      • Daniele Borri ha detto in risposta a Positrone76

        E’ un argomento debole il tuo, non puoi basarti solo sulla sterilità. Credo dovresti fortificare le tue ragioni perché non risulti per nulla convincente.

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        • Positrone76 ha detto in risposta a Daniele Borri

          Debole, può essere tuttavia la controargomentazione della debolezza non è una risposta. Il problema della sterilità non dipende da una funzionalità compromessa ma da una funzionalità non prevista ed è cosa che ha una sua rilevanza piuttosto forte :-).
          Altre cose sono state ricordate e non le ho ulteriormente ribadite ma se preferisci posso ribadirle 🙂

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  7. Andrea ha detto

    Peraltro manco mi sembra che costei sia realmente coinvolta in una relazione lesbica con l’altra. Magari semplicemente hanno deciso di condividere un’abitazione (visti i tempi non ci sarebbe nulla di strano…).

    Il potere delle lobbies LGBTQ comunque è incredibile…

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    • Controinformato ha detto in risposta a Andrea

      scusa, la Q dopo LGBT per cosa sta?

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    • StevenY2J ha detto in risposta a Andrea

      Veramente, che fosse lesbica l’ha sostenuto il papà ed é, infatti, il motivo per cui ha chiesto l’affidamento esclusivo del bambino.

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      • Emanuele ha detto in risposta a StevenY2J

        …è scritto nella sentenza, non lo sostiene il padre:

        “La madre, ex-tossicodipendente, aveva una relazione sentimentale e conviveva con una ex educatrice della comunità di recupero in cui era stata ospitata”

        e più avanti

        “famiglia incentrata su una coppia omosessuale” (interessante anche l’uso della parola famiglia, non essendo Contemplata dalla costituzione questo tipo di unione)

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    • Positrone76 ha detto in risposta a Andrea

      La sentenza ne parla esplicitamente. Ad ogni modo la sentenza rimane scandalosa e noto che nessuno abbia notato che anche la madre era un ‘ex tossicodipendente. Trovo sorprendente che cmq i giudici in appello non abbiano consentito un recupero familiare anche attraverso i servizi sociali volto cmq a non togliere l’affidamento congiunto. Non entro nel caso specifico perchè non lo conosco ma prima di togliere la potestà (ma al massimo limitarla) bisognerebbe essere più cauti forse, in certi casi è davvero ingiustificata.

      PS Aggiungo e preciso per quanto scritto nell’intervento precedente che ultimamente nemmeno è più in voga la pratica della pubblicazione previa approvazione redazionale a cui purtroppo di cui a volte ho subito la scure.

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      • Daniele Borri ha detto in risposta a Positrone76

        Anche in questo caso sbagli: la sentenza non è per nulla scandalosa e non appare essere ideologica, anzi gli stessi giudici hanno trovato il modo perché non venga usata come precedente. Gridare allo scandalo si fa il gioco opposto dei militanti gay e si sbaglia a sua volta.

        Strano che tu non sia d’accordo con l’ottimo Dara, da quando i cattolici adulti non seguono i laicisti?

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        • Nemo ha detto in risposta a Daniele Borri

          Lorenza Violini, docente di diritto costituzionale all’Università statale di Milano:

          Certo, parlando di “pregiudizi”, «ci si lascia influenzare dal “politicamente corretto”, mettendo in secondo piano i principi generali del nostro ordinamento».

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        • Positrone76 ha detto in risposta a Daniele Borri

          Io la trovo scandalosa e non in linea ne con l’ordinamento generale ne adeguata al tipo di sentenza che appare sostanziale anzichè formale cosa a cui quel tipo di corte è tenuta ad adeguarsi.
          Ritorni, sul discorso dei cattolici adulti ma francamente non so a chi tu ti riferisca ne cosa possa significare…
          Laicista invece è un espressione che di certo a me non confà :- )

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  8. Penultimo ha detto

    per forza dice che sono passati in secondo piano.Steven una sentenza non e un decreto di legge .La legge di cui parli non esiste esiste un interpretazione di legge antidemocratica e arbitraria.Ed esattamente come dice la Violini al di la di qualsiasi contenuto,ovvero in contradizione con i pilastri stessi su cui si regge la democrazia.Il Garantismo fa sopravivere le liberta’ democratiche non l’opinionismo peronista.

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  9. beppina ha detto

    Il cosidetto “incredibile” potere delle lobbies LGBTQ è anche conseguenza del fatto che i “diritti civili” ricercati (nel caso dell’adottabilità da parte delle coppie omorientate e della possibilità di procreare più o meno “artificialmente” in situazione omorientata) sono/saranno facilmente acquisiti vista la diversa possibilità di incidere nella realtà che esiste fra soggetto dei diritto e (di fatto) l’oggetto del diritto (in piena similitudine con il percorso IVG). Se poi ci mettiamo una società civile sempre più superficiale e facilitona…

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  10. domenico ha detto

    come siete antichi in Italia…
    Negli U.S.A. i soliti psicologi progressisti stanno già disquisendo su quanto i bambini siano felici nelle famiglie poliamoriche!
    http://www.psychologytoday.com/blog/living-single/201301/is-polyamory-bad-the-children

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  11. Stefano ha detto

    Parlando con una persona omosessuale, dopo avere letto il materiale sul vostro sito, ho dichiarato che la ricerca scientifica e’ tutt’altro che conclusiva in merito all’opportunita’ di adottare bambini per una coppia omosessuale, e che anzi molti studi concludono che questo sia deleterio per il bambino. Ho quindi detto che come minimo, per semplcie prudenza, sarei dell’opinione di non permettere adozioni perlomeno sino al momento in cui la scienza non dia risposte univoche. Questo senza neppure entrare in ambito religioso. Il mio interlocutore mi ha chiesto come sia possibile effettuare la ricerca senza adozioni. Ho risposto immediatamente che, ove veramente questo fosseun problema rilevante, sarebbe casomai la comunita’ omosessuale a doverlo risolvere. Se in una sperimentazione clinica per un nuovo medicinale (e per mantener il paragone, ove vi sia gia’ un medicinale efficace per la cura) sono preoccupato dagli effetti collaterali, non mi pare dovrei insistere che siano gli ideatori della medicina efficace a risolvere i miei problemi. Mi pare questa un’altra dimostrazione del fatto che la comunita’ omosessuale abbia la tendenza ad invertire i termini della situazione quando si parla di queste tematiche. Tuttavia, per semplice curiosita’, vi sarebbe qualche altra risposta appropriata?

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  12. Pino ha detto

    vedo leggendo i commenti che si continua a non cogliere il senso della sentenza. Anche ammesso sia stato il padre, per ovvi motivi, a sollevare la questione dell’omosessualità della madre per avere l’affidamento della figlia, la Cassazione va ben oltre nel giustificare la sua decisione di affidamento alla madre perchè esprime giudizi di ordine ideologico che con il fatto specifico nulla hanno a che vedere. La Cassazione ha evidenziato che sostenere sia «dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale» è un «mero pregiudizio», dato che «non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza». La Cassazione sostiene che un bambino che vive in una “famiglia omosessuale” (esilarante definizione inesistente nell’ordinamento italiano) non ha alcun danno psicologico da ciò, ma anzi che questo è un “pregiudizio” poichè non vi sono “certezze scientifiche e dati di esperienza”. Certezze scientifiche e specialmente dati di esperienza che invece abbondano. Ripeto: non è una sentenza banale, non sono motivazioni banali, non è vero che non sia successo nulla, quella della Cassazione è un via libera alle adozioni gay perchè di fronte ad una legge di tale tipo la Cassazione non potrà contraddirsi perchè secondo i supremi giudici sostenere che ci sia un danno psicologico per un bambino adottato da una coppia gay è un “pregiudizio” perchè non vi sono “certezze scientifiche e dati di esperienza”. Via libera dunque da parte della magistratura ad una legge che consente le adozioni gay. Continuo a meravigliarmi che tale aspetto venga sottovalutato. Vogliamo fare gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia? Liberissimi di farlo ma poi non lamentiamoci delle conseguenze.

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    • Positrone76 ha detto in risposta a Pino

      Io non lo sottovaluto affatto e sono infatti d’accordo con te. Di più vorrei proprio capire cosa intende fare la politica a tal proposito.

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  13. Leonardo ha detto

    Dal Corriere.it di oggi…

    ” In un Paese il cui la Corte di Cassazione ha appena indicato come «pregiudizio dannoso» l’idea che un bimbo possa crescere disturbato in una coppia gay, le convinzioni inculcate nei ragazzi da parte di un certo professore di religione potrebbero far pensare di essere tornati precipitosamente indietro. Accade a Venezia…”

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  14. Pino ha detto

    se ben ricordo negli anni ’70 fu una sentenza della Corte Costituzionale ad aprire la strada per la legalizzazione dell’aborto. La storia si ripete per le adozioni gay. Questa sentenza non apre in senso tecnico alle adozioni gay ma apre la strada per una legge che le introduca. Quando si afferma che sostenere che sia «dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale» è un «mero pregiudizio», dato che «non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza» il messaggio mi pare chiarissimo.

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