La miglior prevenzione contro la droga è la famiglia

Famiglia Sarà pure in crisi e in declino rispetto a qualche decennio fa; sarà pure – come sostengono alcuni – un modello di vita arcaico e superato, ma oltre a garantire stabilità affettiva fra i partner ed essere il luogo privilegiato per l’educazione e la crescita dei figli, la cara vecchia famiglia è anche alla base, più di qualsivoglia programma scolastico o di sensibilizzazione, della più efficace prevenzione del consumo di droghe fra i giovani. Una banalità, si potrebbe dire.

E invece no, perché i risultati di una recente ricerca pubblicata sul Journal of Drug Issues non sono stati raggiunti confrontando “buone famiglie” con situazioni familiari più critiche, bensì raffrontando – sulla base di uno studio longitudinale con informazioni su oltre 10.000 studenti – il “capitale sociale familiare” , ossia come il legame tra genitori e figli (specie in termini di comunicazione e fiducia) col “capitale sociale scolastico”, ossia la capacità di una scuola di essere un ambiente positivo per crescita ed approfondimento.

Ebbene, esaminando separatamente l’uso di alcol e di marijuana, in entrambi i casi i ricercatori hanno rilevato come gli studenti con alti livelli di “capitale sociale familiare” e bassi livelli di “capitale sociale scolastico” abbiano meno probabilità di fumare o bere rispetto a quelli con alti livelli di “capitale sociale scolastico” ma bassi livelli di “capitale sociale familiare”. Secondo gli autori, nonostante l’elevato valore dei programmi scolastici contro l’uso di droghe, i genitori rivestono un ruolo decisivo nel plasmare le decisioni dei loro figli riguardanti il consumo di alcol e marijuana. I risultati di questo studio suggeriscono nuovi potenziali elementi da considerare nella progettazione di interventi di prevenzione.

Morale: una società ed uno Stato che, anziché ostacolarla o non considerarla, decidessero – rispetto agli strumenti economici e di politiche sociali a disposizione – di investire sulla famiglia e sulla sua stabilità, contribuirebbero non poco alla riduzione del consumo di stupefacenti e, conseguentemente, alla prevenzione di fenomeni criminali. Perché allora non aprire gli occhi e, accanto alle pur apprezzabili campagne di sensibilizzazione,  procedere in questa strada?

Giuliano Guzzo

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15 commenti a La miglior prevenzione contro la droga è la famiglia

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  1. Eigub Etted ha detto

    State scoprendo l’ acqua calda ? Ogni persona cresciuta in un ambiente familiare armonioso sarà più facilmente una persona serena.
    Voglio fare un piccolo pettegolezzo, qui nel mio paese c’è una famigliola, tradizione cl, papà e mamma biologi, lavorano da mattina a sera e il bambino è dalla nonna, per me chi vuole figli, se ne deve occupare, non a tempo pieno all’ asilo nido o dalla nonna.
    Se la famiglia è assente, per scelta o per necessità, i bambini pagheranno, tradizionale o no che sia la famiglia, esattamente come per i divorziati, pseudo-serenità e pseudo-armonia post divorzio, non eviteranno traumi ai figli (cacchio sembro un pro-life).

    Il segreto è “occuparsi dei propri figli dedicando loro tempo, amore e insegnamenti”.

    Per quanto riguarda le adozioni, sostengo che il meglio è un padre e una madre, ma sicuramente meglio una coppia omosessuale che uno squallido orfanotrofio, l’ importante è sempre essere onesti, come lo devono essere i genitori tradizionali.

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    • Gennaro ha detto in risposta a Eigub Etted

      In realtà non lo darei così per scontato.

      L’argomento orfanotrofio è una fallacia incredibile: esistono molti più bambini cresciuti in orfanotrofio e diventati adulti in modo lineare e maturo che bambini cresciuti da omosessuali (fenomeno recente). L’evidenza attualmente è dunque che l’orfanotrofio (che non è squallido, ma rimane un luogo di accoglienza e di amore) è certamente un luogo migliore che una coppia gay. Comunque in ogni caso, con tutte le coppie etero che desiderano adottare, l’argomento non si pone nemmeno.

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    • Alèudin ha detto in risposta a Eigub Etted

      concordo sulla prima parte ma anche secondo me l’argomento coppie gay/orfanatrofio è proprio debole in quanto non c’è carenza di richieste di adozioni, anzi, non faresti che aumentarla.

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    • Azaria ha detto in risposta a Eigub Etted

      Scusami, ma qualche tempo fa su questo sito non era uscita la notizia che i bambini cresciuti in coppie omosessuali avessero piu` problemi dei “corrispondenti” adottati da famiglie? Sicuro che l’orfanotrofio sia un luogo cosi` squallido? Per carita`, ce ne saranno anche di squallidi, non lo metto in dubbio, ma da qui a dire che una coppia omosessuale e` un ambiente migliore ce ne passa… hai qualche studio che attesta cio`?

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      • Eigub Etted ha detto in risposta a Azaria

        No, ma dai per scontato che non ci siano brave persone, corrette, amorevoli,pur se omosessuali, sicuramente migliori di altre coppie etero, avete un immagine caricaturale di queste coppie , pensate alla coppia vestita sado-maso che gira in casa con il tanga ?
        Io sono convinto che non sia l’ etichetta a rendere migliori o peggiori le persone, avete i mente i geovi che rifiutano una trasfusione al figlio, o i padri che ammazzano le figlie, perché troppo occidentali?

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        • Ottavio ha detto in risposta a Eigub Etted

          Non importa questo, la coppia omo ha condizioni sfavorevoli in partenza per un bambino (nonostante tutta la loro buona volontà!!) e perciò non può essere tenuta in considerazione come possibile luogo di crescita equilibrato di un nuovo essere umano.

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        • Azaria ha detto in risposta a Eigub Etted

          Avrei dovuto risponderti come ti ha risposto Ottavio, ma visto che l’ha fatto gia` lui e` inutile ripetermi. Mirero` il mio intervento su un altro punto.

          Hai scritto
          “avete un immagine caricaturale di queste coppie”
          e anche
          “dai per scontato che non ci siano brave persone, corrette, amorevoli,pur se omosessuali, sicuramente migliori di altre coppie etero”

          Ne sei tanto sicuro? Sara` che tu ti sei fatto un immagine di noi cattolici infinitamente lontana dalla realta`? Il fatto che due una coppia sia fatta da brave persone, amorevoli, corrette ecc., implica che possano educare dei bambini?
          A questo punto perche` una coppia si ed un gruppo no? Riferimento al poli-amore. Basta che il gruppo sia amorevole, fatto da brave persone, corrette. Visto poi che e` un gruppo puo` adottare anche molti bambini…. ops! Ho descritto l’orfanotrofio.

          Che alcune coppie omosesuali siano un male minore rispetto a varie famiglie puo` anche essere vero (ci sono bastardi sia fra gli etero che fra gli omo) ed infatti concordiamo tutti che non tutte le famiglie sono adatte ad adottare.
          Scegliere fra una coppia omosessuale “buona” ed una famiglia “cattiva” probabilmente punterei piu` alla prima (sempre ammesso che questo problema sia reale, visto che famiglie in lista di attesa ce ne sono tante e che quindi il problema e` solo inventato da uno stupido buonismo) ma fra le due ipotesi di prima e l’orfanotrofio, sicuro che l’orfanotrofio non sia il male minore rispetto alle altre due?

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        • Alèudin ha detto in risposta a Eigub Etted

          boh, forse ce l’hai tu la visione stereotipata, occhio che passi per omofobo, di questi tempi è pericoloso.

          Semplicemente qual è l’ambiente ideale per un bambino? Sua madre e suo padre naturali, (supponiamo di parlare di brave persone), questo mi pare indubitabile.

          Più ci discostiamo da questo assetto più al bimbo/a verrà meno il modello per lui predisposto nientepopòdimeno che dalla realtà stessa.

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          • Eigub Etted ha detto in risposta a Alèudin

            L’ ambiente ideale lo conosciamo tutti e siamo d’ accordo, è l’ alternativa orfanotrofio che non vedo bene.

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    • Andrea2 ha detto in risposta a Eigub Etted

      Il messaggio dell’articolo è chiarissimo:
      è un motivo in più per sostenere la famiglia

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    • Harry Burns ha detto in risposta a Eigub Etted

      l’esempio “del meglio la coppia omosex che l’orfanotrofio”, uno dei più usati, è di una fallacia logica micidiale.
      dire che una coppia omo può adottare equivale a dire che il modello genitoriale tradizionale (uomo/donna) può essere egragiamente sostituito anche da altri.
      Se può essere sostituito a altri perchè solo dalla coppia omo? perchè non la monogenitorialità? perchè non la plurigenitorialità (tipo comune hippie)?
      Il modello tradizionale ha dalla sua caratteristiche che tutti gli altri modelli non hanno: la coppia generatrice (cioè il prototipo della riproduzione umana) rappresenta in primis i due sessi fisici, i due generi dell’umanità. (e solo i due accoppiandosi possono generale). Questi modelli fisici rappresentano ulteriormente poi anche modelli culturali (sono cose strettamente interconnesse). Ora nella genitorialità omosex c’è una coppia ma manca tutto il resto. nella situazione dell’orfanotrofio abbiamo il resto ma manca la coppia. Pari sono, anzi… semmai la situazione da orfanotrofio rimane decisamente più simile a modelli (o parte di essi) educativi storici.

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  2. edoardo ha detto

    Francamente tutto sto lavaggio del cervello sugli omosex ha proprio rotto.
    Non se ne può più, pietà!
    In Italia abbiamo crisi, disoccupazione, pressione fiscale, problemi di sopravvivenza per dozzine di migliaia di famiglie….i prblemi che si creano gli omosessuali dovrebbero essere un millesimo di quello che realmente non ci fa dormire la notte.
    Per me, almeno, è così.
    Ma chi sono sti omosessuali?
    In questo articolo si parla della droga, che è una tragedia, un problema al cui confronto l’omosessualità è meno di niente, e affiora sempre sta cavolo di omosessualità, monopolizza un articolo che dovrebbe parlare di droga trasformandolo in un articolo sull’omosessualità.
    Omosessuali basta!!!!!
    Fatevela tra di voi e lasciate vivere gli altri!
    Prima di tutta questa manfrina per me gli omosessuali non facevano nè caldo nè freddo, dopo tutta sta lagna mediatica non li posso più soffrire.
    Il troppo storpia.
    Vi ricordo che in Italia l’ILVA ha rischiato di chiudere, a torto o ragione, l’ALCOA di Portovesme è andata kaput con tutti gli operai, la Crbosulcis…non si sa…forse tutti a casa, forse qualcuno lavorerà. Il progetto di gassificazione del carbone sulcis che avrebbe dovuto garantire la continuazione dell’attività estrattiva nell’Iglesiente…addio sogni di gloria! Ma non fa niente, l’importante è che gli omosex siano sulla cresta dell’onda. Un successo mediatico del genere, ma nemmeno se uno avesse inventato il vaccino dell’AIDS.
    Oh, l’omosessualita è diventata l’oppio del popolo italiano!

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  3. edoardo ha detto

    Per restare in tema nel rapporto droga-famiglia, che è un argomento con potenzialità devastanti per l’intero tessuto sociale enormemente di più di quel misero 2% di omosessuali che condizionano il panorama culturale e mediatico italiano (eh, cosa significa non avere santi in paradiso!), per approvvigionarsi della droga (parlo di uno che la usa su base giornaliera o quasi) e del denaro sufficiente ad acquistarla, una persona deve necessariamente stare fuori dalla famiglia.
    Star dietro alla droga implica avere tempo per girare i luoghi di spaccio, avere tanti agganci per tamponare la perdita di un fornitore abituale, cosa che succede frequentemente per l’arresto della persona in questione, giorno ed eventualmente anche la sera tardi. Una persona che ha una famiglia più o meno normale non può permettersi di fare la vita del tossico.
    Il tossico non può stare in una struttura famigliare, deve stare da solo.
    Nemmeno con altri tossici, deve stare da sè e basta, perchè la droga la prende solo per sè.
    Famiglia e droga sono cose incompatibili.
    Ripeto che per droga, intendo dire farne un uso da tossico, non saltuario, dunque con esigenze monetarie rilevanti che implicano necessariamente praticare attività illecite: spaccio, furti, prostituzione,…
    Anche se uno si fermasse solo alla cannabis nelle sue varie forme, resta sempre una cosa impossibile vivere in famiglia, perchè l’effetto uno se lo trascina ore, e chi si fa non lo nasconde a lungo, e ti fa diventare incapace di svolgere le normali difficoltà richieste dall’esigenze della vita.
    Che la droga, qualunque tipo, anche la cannabis, sia compatibile con le esigenze delle vita associata, semplicemente non esiste: la droga si prende il tempo della tua vita, all’inizio ti illude si accontenti di poco, poi capisci che se lo prende semplicemente tutto, non lasciando niente per nessun altro.
    E’ ovvio, naturale, dovrebbe essere una legge farmacologica, che droga e famiglia non possono stare insieme.

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  4. alessandro pendesini ha detto

    —Capisco Edoardo quando afferma : “l’omosessualità è diventata l’oppio del popolo italiano”, ma più che il popolo italiano direi “un certo tipo d’italiani” ai quali piacciono i “colpevoli” , cioè capri espiatori di diversi orizzonti e etnie ma anche -stranamente- gli….omosessuali ! Posso chiedere a questa brava gente perché non includono -ad esempio- anche i pedofili che hanno -e tuttora provocano- delle VERE sofferenze e traumi psicologici a dei bambini innocenti ?
    NB.: Tutti si indegnano giustamente quando dei regimi autoritari o repressivi, causano centinaia o migliaia di morti. Ma pochi sanno (?) che le organizzazioni criminali (mafie di origini diverse, italiane incluse) -produttori e spacciatori di droga e non solo- uccidono oggi, più persone (tra le quali bambini e adolescenti !) delle dittature ???

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  5. GT ha detto

    La famiglia è sempre il miglior rimedio per tutto.

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