Cattolici e astronauti: Michael T. Good e Michel Massimino

M. Good e M. Massimino«Dicono che non ci sono atei in trincea, ma probabilmente non ve ne sono nemmeno nelle navicelle spaziali», ha ironizzato l’astronauta statunitense Michael Timothy Good. Good è stato selezionato dalla NASA assieme a Michel Massimino, quest’ultimo è stato nello spazio nel 2002 con la missione dello Space Shuttle Columbia STS-109 e nel 2009 con la missione delloSpace Shuttle Atlantis STS-125.

Entrambi cattolici hanno portato la loro fede nello spazio interstellare, guardando da esso la meraviglia della Creazione. Good  è stato per due volte nello spazio con l’Atlantis e ha più volte spiegato come la sua fede sia stata pesantemente fortificata dai questo, da quel che ha potuto osservare dalla stazione spaziale. Massimino ha invece rivelato, durante un’intervista, che la preghiera è molto comune tra gli astronauti: «Ho pregato molto e questo mi ha fatto sentire più vicino a Dio», ricordando che nel suo viaggio ha portato con sé la bandiera della Città del Vaticano e uno foto di Benedetto XVI. 

Entrambi gli astronauti spiegano che la fede cristiana è stata una forza trainante nella storia della NASA, come ha confermato il portavoce del Johnson Space Center: «la NASA non fornisce risorse spirituali, ma oggetti religiosi come croci, bibbie, icone e  preghiere sono tra gli elementi personali più comuni portati nello spazio». Padre Brendan Cahill, vicerettore del Seminario di Santa María a Houston, ha invece sottolineato: «la Chiesa è molto aperta alle scoperte scientifiche, e la Bibbia ci dà una guida per interpretare ciò che la scienza scopre»

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21 commenti a Cattolici e astronauti: Michael T. Good e Michel Massimino

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  1. Giuseppe ha detto

    Non sapevo che lo Space Shuttle navigasse nello spazio interstellare…

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  2. Giulio Quaresima ha detto

    Lo scopo di questo articolo mi sfugge…

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    • Giuseppe ha detto in risposta a Giulio Quaresima

      Avrà raggiunto la velocità di fuga che gli ha permesso di spiccare il volo verso gli spazi interstellari…

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      • domenicotis ha detto in risposta a Giuseppe

        Molto più semplicemente, anche nei posti dove la scienza la fa da padrona non ci sono problemi di convivenza con la fede. Troppo difficle, eh?

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        • Giuseppe ha detto in risposta a domenicotis

          D’accordissimo: scienza è fede non c’entrano niente l’una con l’altra, è proprio per questo che uno scienziato può essere anche credente e viceversa. Se interferissero invece, invadendo una il campo dell’altra, non potremmo avere quella coesistenza di cui sopra…

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          • Penultimo ha detto in risposta a Giuseppe

            Leggersi Rugero Bacone,leggersi la filosofia di Newton,di Copernico,di Galileo,di Lamaitre,Mendel ecc

            Peccato che tra i cattolici certe volte si sbagli nel valor ascoltare la tradizione piuttosto che l’innovazione.

            D’altra parte visti i comenti si presupone che l’idea “scienza possa prescindere dall’idea scienziato”.L’una è uno strumento l’altro nè è il creatore e l’utilizzatore.Salvo che una forchetta esista in se stessa.

            Se la fede interviene sulla scienza?L’importante e che non intervengano gli ALIENI.

            Dove “la scienza la fa da padrona.”COME SE FOSSE UN ESSERE VIVENTE FINE A SE STESSO.

            la fede fa etica non materia,semplicente un uomo solo con la mano destra o solo con la mano sinistra è monco.

            Risulta che ci sia scienza senza scienziato?

            La fede sta nello scienziato,anche quando,deve gettarsi nell’ignoto dei “come è”,vi è differenza con questo tipo di scienziati “è cosi perchè ho studiato che è così”,i primi sono database gli altri sono geni.

            Infatti i come è non sono i perchè è.

            Ma si camina sempre con due gambe.

            “Poca scienza allontana da Dio molta avicina a Dio.”

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    • GT ha detto in risposta a Giulio Quaresima

      La fede dipende dalla sensibilità della persona.

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  3. alessandro pendesini ha detto

    A proposito della « meraviglia della creazione » citata nell’articolo :

    Nulla in fisica o cosmologia permette di parlare di un momento -o istante- di creazione !
    Mi piace pensare che l’orizzonte del tempo di Planck (10-43 sec), oltre il quale l’astrofisica non può dire nulla, corrisponde piuttosto al limite imposto dalla nostra ignoranza -o ai nostri limiti cognitivi- che a una reale “origine” o “creazione” dell’universo !

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  4. Penultimo ha detto

    E’ vero il termine corretto è interplanetario piuttosto che interstellare.

    Lasciamo i viaggi interstellari alla ricerca di alieni dall’ateismo e all’UAAR

    http://www.uaar.it/ateismo/chisiamo/julia-suomi

    questa poi è bella:

    Sogno nel cassetto:” Incontrare gli alieni, e magari capire come e per mezzo di chi si è evoluta l’umanità.”

    Senza citare tutti gli altri articoli su “alien vs predator” X))

    Dico non è che state passando da increduli alla fede raeliana,e al disegno intelligente degli UFO?

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  5. Penultimo ha detto

    Dunque interplanetario è corretto.Basta amettere che la luna è inclusa nello spazio interplanetario, che include ovviamente l’orbita terrestre bassa,salvo l’orbita terrestre bassa non sia esclusa nella regione interplanetaria.

    Ma visto che i limite inferiore e superiore rientrano dicesi viaggio interplanetario.

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  6. Penultimo ha detto

    No perchè è vero che negli asteroidi come ipotesi ci somno dei batteri.Certo qualcuno li chiama “alieni”,ma io ho un’altro problema,come si sono formati in questi asteroidi sudetti microrganismi?

    Certo questo dando per scontato che sia andata così.

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