La Chiesa, la ricchezza e la fame nel mondo…, ecco un’ottima risposta

Quante volte si legge la frase: “Perché la chiesa ostenta tanta ricchezza e oro quando con quella ricchezza che possiede potrebbe sfamare milioni di persone?”. Ecco, per rispondere alle solite banalità anticlericali, di cui sono rimasti vittime anche tanti cattolici, ci serviamo questa volta di un’ottima replica di padre Angelo Bellon apparsa sull’interessante sito web “Amici Domenicani”.  Per chi volesse  approfondire ulteriormente l’argomento, rimandiamo anche a quest’altra risposta.

Ecco la “classica” domanda di una lettrice, Francesca:
«Buon giorno padre, di recente sono stata in vacanza e ad una cattedrale famosa dovevi pagare €4,50 per sederti e sentire la messa, dovevi, se volevi fare l’offerta per accendere una candela, mettere almeno € 70 centesimi (ma Gesù quando predicava chiedeva soldi alle persone che volevano ascoltarlo? non credo). Perché la chiesa ostenta tanta ricchezza e oro quando con quella ricchezza che possiede potrebbe aiutare, sfamare tante persone? (Gesù vestiva di stracci e non indossava oro né viveva in una casa lussuosa). Perché quando ci si sposa bisogna pagare chi suona l’organo, pagare il coro, si devono lasciare i fiori in chiesa e non si possono portare via in quanto il prete ti obbliga a fare così. Se ti vuoi sposare in un’ altra chiesa devi pagare (se Gesù in persona fosse lì presente non penso ci imporrebbe queste cose, ci inviterebbe semmai a fare beneficenza con quei soldi ne si imporrebbe per dei fiori… credo..). Se vuoi che il prete durante la messa dica il nome di un tuo parente defunto devi pagare. Buh. Sottolineo che ci sono delle eccezioni, ad esempio il parroco delle chiesa vicino casa mia ha fatto tante migliorie e lavori alla chiesa con i soldi delle offerte che io sappia mai imposte, non mi sembra conduca una vita lussuoso, o che abbia una grande macchina, e durante l’omelia è un piacere ascoltarlo, sa sempre cosa dire e dice le cose giuste in modo che anche se si dilungasse non ti stancheresti di ascoltarlo. Però anche per lui vale il discorso dei matrimonio o della preghiera in suffragio delle persone defunte»

Padre Angelo ha risposto pazientemente in nove punti chiave:
«Cara Francesca, ho voluto pubblicare questa email anche se è zeppa dei soliti luoghi comuni, in considerazione della tua giovane età e anche perché sei mossa da vero amore per il Signore e per la Chiesa.

1. Ti faccio alcune domande: ma se ad un matrimonio vuoi l’organo, chi lo paga l’organista? E se accendi una candela in Chiesa, chi la compera quella candela? Per un matrimonio viene chiesta o si lascia un’offerta per la chiesa: ti pare una cosa strana? Tu non hai mai chiesto un servizio a diverse persone? E poi: quanto costa un matrimonio per pagare il pranzo agli invitati, per le bomboniere, per mille altre cose superflue solo per allietare la festa? Alla Chiesa, che celebra il matrimonio, talvolta a conti fatti si dà l’un per cento di tutte le spese fatte, e si ha da ridire? Non dico che si debba pagare la benedizione e la grazia santificante che viene data perché sarebbe simonia, ma quanto viene dato attraverso il sacramento è impagabile.
Il popolo che ha fede sa che questo è il momento più grande, più prezioso, più benefico che con quelle nozze si inaugura.
Come vedi, certi discorsi manifestano che di fede non ce n’è!

2. E poi i fiori per chi si portano? Per onorare il Signore, l’immagine di Maria o per portarseli dietro? Ma sono convinto che se uno se li vuole portare via, il sacerdote non ha nessuna difficoltà, anzi… Puoi chiedere alle donne che si dedicano volentieri alle pulizie delle chiese parrocchiali se non ne farebbero volentieri a meno. Sono loro che poi ogni giorno  cambiano l’acqua perché non marciscano in fretta, non mandino cattivo odore, che ad un certo punto li fanno su e li portano via. E stai sicura: fanno tutto gratis.

3. Ci sono cattedrali enormi con opere d’arte, hanno bisogno di luce, di custodi, di gente che pulisca, che a suo tempo hanno bisogno del rifacimento dei tetti o di altre prestazioni. Tanti visitatori pagano andando in museo. Così non trovo eccessivamente strano che si paghi per entrare in una determinata Chiesa, dove pure ci sono delle persone che puliscono, che tengono in ordine…Tuttavia stai pur certa che dappertutto, quando c’è la Messa, non si paga, a meno che uno non entri per fare il turista. In ogni caso, ai parrocchiani, non si fa mai pagare per entrare in Chiesa a pregare o per andare a Messa.

4. Inoltre se la Chiesa vendesse tutte le opere d’arte, che sono segno della fede e della pietà dei nostri padri, una volta sfamata la gente per qualche giorno avresti risolto il problema? Credi proprio che per risolvere i problemi della povertà del mondo sia necessario spogliare le Chiese? Tra l’altro, sarebbe giusto vendere le opere d’arte? E la sovrintendenza permetterebbe che venissero asportate dalle chiese? Ma poi: queste opere d’arte non sono state fatte per edificare la pietà dei fedeli?

5. Infine, non si chiede affatto l’elemosina per dire il nome del defunto, piuttosto si tratta di celebrare la Messa in suo suffragio e in segno di questo si dice il nome. Ma il nome si potrebbe anche non dire perché ciò che conta è il suffragio, il sacrificio di Cristo che viene applicato per la sua anima per liberarlo dal purgatorio.

6. Il problema non è la ricchezza della Chiesa, ma la fede che manca. Quando si pensa che si debba pagare per dire il nome del defunto durante la Messa, vuol dire che non si sa neanche che cosa sia la Messa? Se uno va in Chiesa solo per sentire il nome del defunto stiamo freschi! Non penso che un giovane rinunci a tutto e si faccia sacerdote semplicemente per dire il nome del defunto!

7. Infine hai la testimonianza del tuo parroco. Credi che sia un’eccezione? Vedi, bisognerebbe lasciar perdere tanti luoghi comuni ed essere più realisti. E poi per risolvere la fame nel mondo: non dico di spogliare le case, ma quante spese superflue si fanno settimanalmente da parte dei più e su queste si sta zitti! San Francesco non ha chiesto agli altri di diventare poveri, ma ha voluto lui farsi povero. Questa è la predica più credibile. Gesù non chiedeva soldi, ma accettava quello che gente gli donava, per questo aveva incaricato Giuda di tenere la cassa. Inoltre in nessuna pagina evangelica è scritto che Gesù vestiva di stracci. Anzi si dice che la sua tunica era senza cuciture, tutta d’un pezzo. Sua madre non l’ha vestito di stracci, ma ha fatto senza dubbio del suo meglio. Guardo nel mio convento e mi domando: dov’è la ricchezza e il lusso ostentato? Nelle famiglie più comuni hanno quello che nel nostro convento non c’è.

8. Inoltre, proprio san Francesco per il culto di Dio, per la celebrazione di sacrificio di Cristo sui nostri altari, per contenere il Corpo e il Sangue del Signore voleva che ci fosse il materiale più prezioso. Che cosa c’è di più prezioso per noi del Corpo del Signore che si offre a Dio come vittima di propiziazione per noi sull’altare?

9. Voglio dire un’ultima cosa: penso alla gente che viene in Chiesa anche tutti i giorni. Nessuno dice: vendiamo questo, vendiamo quell’altro. Anzi vedono le necessità della Chiesa: ci sono gli oratori, le scuole materne, le attività caritative, i campi scuola, i poveri e i mendicanti cui ogni giorno si provvede… Questa gente generosamente dà, non chiede di vendere!
E si attira la benedizione di Dio, il quale non si lascia mai vincere in generosità. Solo quelli che non danno mai niente e che hanno paura di mettere nelle mani di Dio qualcosa dei loro beni sollevano obiezioni e si fanno paladini della povertà evangelica. Ripeto: San Francesco non ha fatto così.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo»

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36 commenti a La Chiesa, la ricchezza e la fame nel mondo…, ecco un’ottima risposta

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  1. Giancarlo ha detto

    E che voi commentà… ci sarebbe da piange!

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  2. MarcoF ha detto

    Grazie, padre Angelo!!!!

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  3. Andrea ha detto

    Io fino a metà della quarta Liceo ero più o meno così. La cosa grottesca è che le sputavo fuori senza che manco io fossi convinto da simili scemenze!

    Ma la cosa diabolica è proprio questa: peccare sapendo di farlo…

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  4. controinformato ha detto

    Conoscevo al liceo qualcuno dei miei compagni fare dei discorsi simili, uno s’è comprato la macchina sportiva, gli altri li vedo sempre in giro tirati a lucido e con vestiti alla moda.
    Da che pulpito… Da che pulpito…

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    • Andrea ha detto in risposta a controinformato

      Quelli fanno tutti così; sono i tipici “comunisti con lo yacht”, gente che il collettivismo e l’analisi economica marxiana manco sa cosa siano: amano Marx e Bakunjn solo perché sedicenti atei integralisti (in realtà esoteristi settari in segreto…).

      Io ero nella risma ;( ;( …

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    • Uomovivo ha detto in risposta a controinformato

      Davvero? Generalmente chi ha da ridire sui pomposi paramenti dei sacerdoti sta indossando un ridicolo paio di pantaloni. Facci caso.

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  5. EquesFidus ha detto

    Questo è il problema tra i fedeli: non rendersi conto che Cristo non era uno straccione e che la Chiesa deve prendersi cura di grandi edifici e di strutture ad essi associate. Anzitutto, come dice giustamente padre Angelo Cristo indossava un vestito filato tutto d’un pezzo, che era l’equivalente di un vestito di Armani all’epoca, tanto che i centurioni romani decisero di giocarsela a sorte piuttosto che litigare per averla, col rischio di strapparla. Questo purtroppo denota una conoscenza biblica piuttosto scarsa, ed inviterei colei che ha scritto quella mail piena di luoghi comuni dell’episodio di Gesù e della donna col vaso di profumo (Marco 14,3-9; Matteo 26, 6-13): anche all’epoca si riteneva scandaloso che taluni, per adorare il Figliuolo di Dio e crescere nella carità in Lui, spendessero denaro per dimostrare la loro devozione. Però il Cristo non condanna costei, anzi ordina di lasciarla fare poiché ha compiuto un’opera buona riconoscendo il fatto che dovrà morire per i peccati degli uomini.
    Sempre padre Angelo dice giustamente che la Chiesa, per gestire i luoghi di culto e le attività sociali, necessita di denaro. Come già diceva Aristotele, savio è l’uomo che spende nella religione! Inoltre, vorrei ricordare che provvedere alle necessità materiali della Chiesa (ovverosia donare tempo e/o denaro al mantenimento di strutture ed attività ecclesistiche) non è mai stato abolito, anzi il non tenerne conto è molto probabilmente uno dei motivi dello sgretolamento delle comunità, fenomeno preoccupante ed in crescita, per cui la comunità cristiana pare non sia più “gruppo di persone in cammino verso Cristo” ma “gruppo di persone che partecipano a Messa”. Il fatto stesso che non si voglia più spendere il proprio denaro(spesso neppure il proprio tempo) per la Chiesa indica che non si sente più proprio l’appartenere alla comunità dei fedeli e la necessità di lodare Dio non solo con la fede (quando c’è) ma anche con le opere, aiutandole a realizzarle o realizzandole ove possibile noi stessi.

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    • Andrea ha detto in risposta a EquesFidus

      Suono l’organo in una bella Parrocchia settecentesca; la cosa buona è proprio che si tratti di una Parrocchia “vecchio stile” e soprattutto che il Parrocco (Dio lo Benedica anche per questo!) sia colto e preparato: bene o male qualche fondo lo troviamo sempre anche per i restauri, anche grazie alle sue pressioni ed all’importanza che da all’Arte ed alla Musica Sacre anche nelle Omelie. Inoltre è riuscito a creare un gruppo di curatori dell’igiene della Chiesa, anche perché i Dipinti sono antici e d’alto valore e vanno costantemente puliti.

      Per esperienza personale, posso dirvi che se si provasse a rafforzare con l’Arte e con la Musica la Fede ci guadagnerebbe tutta la Chiesa. Anche il senso cooperativo sembra esser spinto da Arte e Musica, che sono intrinsecamente attività di gruppo.

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      • EquesFidus ha detto in risposta a Andrea

        Ciò che dici è giusto e vero, ed è ciò che sostiene la Chiesa da sempre: per riprendere le parole di Dante, “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Pertanto, il bello e l’arte non sono soltanto decoro e piacere visivo, ma anche insegnano e conducono al Signore. E tutte e cinque le forme d’arte classiche (scultura, pittura, eloquenza, architettura e musica) sono parimenti importanti nella rappresentazione delle cose sacre. La scultura difatti decora e raffigura i santi e le personalità più importanti in maniera veritiera e tridimensionale, portando più facilmente all’immedesimazione; la pittura raffigura le scene sacre in maniera variopinta e può usare artefizi per mostrare sul medesimo piano scene collegate fra loro seppur distanti nelle Scritture; l’eloquenza è fondamentale per insegnar le cose di Dio e trasmetterle in maniera piacevole all’auditorio, affinché i fedeli possano apprendere dalla predicazione e l’architettura è necessaria affinché i luoghi di culto stessi, nella loro struttura, siano lode al Signore ed invitino con la forma e l’uso sapiente di luci ed ombre all’adorazione ed alla preghiera. Infine, la musica ha ovviamente un ruolo parimenti importante, poiché come dice Sant’Agostino “chi canta prega due volte”: nel canto ben fatto la comunità adora il Signore e venera i Suoi santi, prega per la nostra redenzione e rende lode a Gesù il Cristo. Pertanto, il mantenere le chiese e permettere che all’interno vengano custodite e create vere e proprie forme d’arte è una forma di lode a Dio e di preghiera, e pertanto la Chiesa insiste molto affinché i fedeli non solo partecipino (più o meno passivamente, poiché v’è modo e modo) alla Santa Messa, ma si occupino e col tempo e col denaro di custodirle e di valorizzarle.

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  6. edoardo ha detto

    Quella della Chiesa traboccante di ricchezze e dell’accostamento al problema mondiale della povertà è la più “sprocedata” di tutte le balle.
    Quello che si vuole ottenere colpendo le missioni è stroncare il futuro della chiesa cattolica da una parte, e la crescita della popolazione in Paesi poveri dall’altra.
    Oltretutto molti di questi Paesi hanno risorse sfruttabili da parte delle potenti lobbies massoniche del mercato globale, e la chiesa Cattolica per loro costituisce un impiccio non da poco.
    Del resto la Cristiada è nata proprio da un presidente, Plutarco Calles, legato alla massonieria di rito scozzese, ed era in combutta con i potentati nordamericani che volevano allungare le mani sulle ricche risorse minerarie messicane.
    Il film era un capo d’accusa pesantissimo contro questo liberismo massonico, e l’hanno voluto censurare senza poter intervenire con una censura diretta, facendo il vuoto intorno ai distributori.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a edoardo

      Ma è possibile acquistarlo, magari sottotitolato in italiano? Desidererei farlo vedere a dei giovani, affinché vedano e dibattano su cosa voglia dire esser cattolici e difendere il proprio credo ed il proprio Paese colla vita, se necessario.

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      • MarcoF ha detto in risposta a EquesFidus

        Io l’ho visto in streaming coi sottotitoli italiani, ma da un sito di “dubbia” legalità purtroppo…. 🙁
        Che voi sappiate, le versioni in vendita in America sono sottotitolate in italiano? Io non sono riuscito a verificarlo…..
        Questo è uno dei pochi DVD che vorrei tenere assolutamente nella mia videoteca…

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  7. LG ha detto

    …l’avevo cercato anch’io su ebay ad es. ma bisogna tipo farlo arrivare dall’America o dall’Australia (almeno qndo avevo visto io) :-0

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    • edoardo ha detto in risposta a LG

      Ecco, è significativo questo fatto: il film chiama in causa la politica nordamericana di accaparramento delle risorse minerarie dell’America Latina, tema oggi estremamente d’attualità e dunque scottante per loro.
      E nonostante ciò, in America il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche dallo scorso 1° giugno e liberamente acquistabile.
      Non è rubabile nè piratabile, ma acquistabile si.
      In Italia, con la nostra decantata democrazia, non è nè acquistabile, nè piratabile, nè rubabile.
      Sono riusciti a fermarlo in tempo, il che la dice lunga sui poteri occulti italiani.
      E mi fa specie il Vaticano che non è riuscito (o non è voluto riuscire per non disgustare qualche potere?) a sbloccare la situazione.
      In America latina è in circolazione da mesi e gioca in casa.
      Gli Americani, nonostante non sia benevolo nei loro confronti, l’hanno accettato.
      In Italia l’hanno censurato con la “censura invisibile”.

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  8. Eigub Etted ha detto

    Dimentichiamo 8×1000 e imu (ici) mai pagata.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a Eigub Etted

      Imu sempre pagata ed 8×1000 a norma di legge e giusto e doveroso, per tutta una serie di ragioni. Argomentate o evitate di scrivere, fate figure meno pessime.

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  9. Puskin ha detto

    Vivaddio finalmente una risposta lucida, tagliente, sacrosanta.
    Andrebbe fatta girare il più possibile, per contrastare la più tipica delle boiate sul cattolicesimo.

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  10. GiuliaM ha detto

    Avevo già letto questa magistrale risposta giorni fa, quello è veramente un ottimo sito per risolvere certi dubbi; ho mandato anche io qualche mail a padre Angelo per chiarimenti, e prima che l’articolo venga pubblicato ti arriva una sua risposta personale nella posta elettronica 🙂

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  11. aldo ha detto

    Domanda e risposta perfettamente in linea con il terzo principio della dinamica.
    Dio ha creato le leggi del moto di Newton insieme con le masse e le forze necessarie.
    Non spetta all’uomo giudicare se tutto questo è giusto che esista. Se questo non esistesse non esisterebbe NEPPURE UNA MOLECOLA DI ZUCCHERO.
    L’azione di chi ha criticato il comportamento della Chiesa ha corrisposto una altrettanto uguale risposta della medesima intensità da parte della Chiesa ma di segno contrario.
    Per restare in perfetta armonia con la legge naturale è indispensabile ottenere l’equilibrio delle due forse opposte e non la rimozione del segno contrario.

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  12. Giulio Quaresima ha detto

    “Perché la chiesa ostenta tanta ricchezza e oro quando con quella ricchezza che possiede potrebbe aiutare, sfamare tante persone?”

    Nel vangelo è anche scritto: “«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?» […] Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me»”.

    A parte questo, ho avuto modo di vedere da vicino che vita fanno i sacerdoti. E non c’è bisogno di scomodare chi va a fare il missionario in africa, parlo di semplici parroci di provincia. E’ vero che la chiesa ha molte ricchezze, immobili etc. Ma pensare che uno si faccia sacerdote per godere di queste ricchezze è folle: quella del sacerdote è una vita di sacrifici, sempre dedicata agli altri, senza mai un momento per sé stesso. Il Papa sarà anche rivestito di ori e pietre preziose, ma non può rivenderle, comprarsi uno yatch e farsi la bella vita.

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  13. Azaria ha detto

    Anche io ho approfittato della disponibilita` e dell’enorme cultura di Padre Angelo. Per restare in tema, un altro ottimo intervento sempre dello stesso padre e sempre sullo stesso argomento si puo` leggere qui:
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1965

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  14. G.T. ha detto

    Grazie a voi e alla “vostra” informazione!
    *è diversa dalla spazzatura che c’è in giro questa vostra comunicazione.

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  15. minstrel ha detto

    Mi permetto di trascrivere una risposta simile data dal biblista DOn Silvio Barbaglia ad una signora incauta che ha proposto una domanda simile durante una lectio divina. La trascrizione è mia personale, fatta sbobinando l’intervento. Ci ho trovato dei buonissimi paralleli con l’intervento di Padre Angelo e forse anche un approfondimento in alcuni. Buona lettura:
    “D: «Facendo una riflessione: non potrebbe la Chiesa dare per primo il buon esempio e disfarsi dei suoi beni? […]»

    R: «Attenzione, bisogna ragionare in termini sistemici perché io ritengo sempre che le valutazioni etiche devono essere inserite nel sistema. Ho fatto tutta la riflessione su Gesù cercando di inserirlo nel sistema non a caso; non ho fatto un discorso assoluto raccontando che Gesù dice queste cose in assoluto, lui le va a declinare in un contesto socio economico e sapendo cosa c’era in gioco. Gesù entra nel tempio […] rovescia i tavoli dei cambiavalute, ma non entra nel tempio e inizia a staccare anche qualcosa di prezioso presente sulle mura dicendo «ecco, questa ricchezza deve essere distribuita ai poveri». No! Lui entra e vede che la vedova getta nel luogo dove si raccoglievano le offerte nel tempio “la sua vita”, tombion, che viene tradotto in ‘tutto quello che aveva’. E lui dice: «attenzione, altri vanno e con rumori altisonanti si fan vedere, lei invece…», ma avrebbe dovuto continuare «spogliatevi di queste ricchezze, datele ai poveri!»; non l’ha mica detto eppure era esattamente in Vaticano lì!
    Per dire che se strutturalmente analizzo la logica che Gesù mette in campo lui se la prende, sul piano sistemico, su altri aspetti che sono quelli del non accumulare ricchezze; non contro le ricchezze, ma contro l’accumulo delle ricchezze! Il Tempio era la ricchezza delle ricchezze! Erode l’aveva costruito con quelli che oggi chiameremmo miliardi di euro […] Cosa ci voleva a polemizzare sulla ricchezza del tempio? E invece dall’orto degli ulivi lui guarda le belle pietre del Tempio e dirà che «non rimarrà pietra su pietra», ma non se la prende con il discorso della ricchezza messa in atto, perché riconosce anche lui che nel tempio c’è il luogo di Adonay suo padre, papà, Abbà. Non è che è contro questa cosa, altrimenti non ci andava nel Tempio. […]
    Ho capito che la polemica è sul Vaticano […], non certo credo nei miei confronti che per quanto mi riguarda se ho mille euro da parte ogni mese sono già fortunatissimo. Penso si parli dei musei vaticani, i beni del Vaticano eccetera. Ecco, uno va a vedere i bilanci del Vaticano scopre che sono in negativo. Allora lo IOR! Lì bisogna valutare delle frodi bancarie che possono esserci state e contestualmente uno dice: «lì hanno sbagliato!» […]
    Ora, l’affermazione «vendiamo i musei vaticani o vendiamo San Pietro» è di un’insipienza che metà basta! Per il semplice fatto che una volta venduta arriva il Berlusconi di turno e te la fa rendere dieci volte tanto e lì davvero ci sarebbe un discorso di Simonia perché con il sacro fai i soldi! Ma siamo sicuri che il Vaticano non organizza una distribuzione dei beni? Sappiamo cosa sia la propaganda fide? L’opera che si fa in tutto il mondo di distribuzione a sostegno delle missioni? […] Tutte queste cose è la Chiesa, mica solo il Vaticano. E allora: di fronte alle cose sbagliate lo diciamo e le denunciamo, però credo non sia corretto tradurre la posizione di Gesù a nostro uso e consumo sul piano mediatico.
    Ah, se il Papa vendesse tutti i suoi beni… il Papa mediamente ha tutto, ma è una delle persone più povere. Paolo VI è morto con un paio di mutande e pochi vestiti; non aveva beni e neanche un conto in banca. Giovanni Paolo II poco di più. […] Da un punto di vista della ricchezza personale uno è veramente povero, più sale più paradossalmente è povero.”

    Lectio Biblica (Piero Stefani, Silvio Barbaglia, Paolo Ribet), 2011, Cerco il tuo volto – Centro Teologico di Torino, 14 febbraio 2011, link diretto alle domande di fine lectio

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  16. Manuzzo ha detto

    Se la Chiesa fosse quella che raccontano gli anticlericali, io lascerei la ragazza, le mie eredità, i miei otto esami per finire la magistrale e correrei in seminario “a massimizzare il profitto”. Ma non lo faccio
    1) perché il sacerdozio è un sacramento e io non gioco con i sacramenti
    2) perché quella dei chierici, secolari o di convento che siano, non è proprio la più soft delle vite (a cominciare da un sussidio minimo per finire con lo stare in mezzo ai problemi degli altri e andare in burnout. Per non parlare poi di se ti scelgono esorcista….). Altro che quello che ci raccontano i nostri amici figli del caso….

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  17. Kosmo ha detto

    Laa solita propaganda dei senza Dio comunisti.

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