Attori e cantanti celebri oggi, tentati aborti di ieri

Quante fan americane oggi gridano d’esultanza nel vedere il loro beniamino, Justin Bieber, in televisione? Un ragazzo bello, un attore promettente, un idolo per tante adolescenti. Un fallito aborto. Justin è nato solo perché il tentativo di aborto richiesto dalla madre non è riuscito.

A confessarlo è stata proprio lei, Pattie Mallette, durante un talk-show; l’ha dichiarato alla presentatrice Kathie Lee Gifford durante la sua trasmissione in onda su una delle più famose televisioni americane, la “NBC”. Abusata sessualmente sin da bambina, la madre del noto attore, è cresciuta nella depressione, diventando poi una vittima, dell’alcolismo e della droga. Rimasta incinta,a 17 anni, tentò l’aborto, invano. E di fronte a quella vita che non voleva spegnersi,  trovò il coraggio di andare avanti. Lavorando sodo per mantenerlo.

Justin Bieber dunque non manca occasione di esprimersi contro la legalizzazione dell’aborto;  asserendo la sua contrarietà alla legge americana che insegna ai giovani che “l’aborto è un diritto”.Va avanti per la sua strada il giovane artista, miracolato consapevole; forte della sua storia. Singolare ma non unica.

Anche la madre di un grandissimo tenore italiano, nato cieco, era stata invitata ad abortire. Se l’avesse fatto, oggi, non potremmo ascoltare la splendida voce di Andrea Bocelli. I medici suggerirono alla mamma della star della canzone lirica di ucciderlo perchè avrebbe subito delle menomazioni a causa di un attacco di appendicite da lei subito. Sarebbe nata una persona senza dignità! Ebbene la coraggiosa donna ha portato avanti la sua gravidanza dando alla luce un cantante speciale, ammirato nel mondo.

Ancora, Bridget Boyle, immigrata irlandese a Blackburn, già mamma di 8 figli, si trovò a vivere una gravidanza a rischio. Ma essendo una cattolica devota, non volle neppure considerare il classico consiglio laicista teso all’interruzione della gravidanza. E così diede alla luce Susan Boyle la quale, al momento del parto, soffrì di asfissia perinatale, malanno che causò alla bambina un leggero danno celebrale. Dopo la nascita, i dottori dissero a sua madre:“Doveva darci ascolto. Adesso dovrà accettare il fatto che Susan non diventerà mai niente di buono“. Questa bambina oggi è una realizzata cantante, entrata nel Guinnes dei primati per la sua rapidissima celebrità (9 milioni di dischi venduti in sole 6 settimane). Subo, come è stata ribattezzata dai fan,  ha rivelato la sua commovente storia in un’autobiografia The Woman I Was Born To Be, appena pubblicata in Inghilterra, pochi giorni dopo la performance dell’artista davanti a Benedetto XVI a Londra.

Livia Carandente

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56 commenti a Attori e cantanti celebri oggi, tentati aborti di ieri

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  1. Falena-Verde ha detto

    Signorina Carandente, mi complimento con Lei per l’ottimo articolo. Tuttavia, la scongiuro, al prossimo articolo non definisca Bieber “bello” o “promettente”, né faccia paragoni con Bocelli o Boyle 😀
    Scherzi a parte,il Suo articolo fa riflettere: quante persone abortite avrebbero potuto migliorare il mondo od entrare nei cuori di altre persone?

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  2. Giulio Quaresima ha detto

    Non credo che l’eventuale successo del nascituro sia argomento forte contro l’aborto: sembra sottintendere che la dignità della vita sia proporzionale al successo che uno può avere nella vita (ma sono sicuro che questo non fosse l’intento dell’autore).

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    • Panthom ha detto in risposta a Giulio Quaresima

      Hai perfettamente ragione, non è senz’altro l’intento dell’autore. L'”argomento” dunque non lo hai inteso, perché non è affatto sottolineare come la dignità della vita sia proporzionale al successo, ma serve per eccentuare tramite celebri personaggi quanto si sbagliano coloro che pretendono giudicare a priori cosa potrà o non potrà fare di dignitoso un nuovo essere umano.

      Certo, citare Andrea Boccelli rende più significativa la questione che prendere come esempio Marco Cappato o l’inutile Furio Colombo. Tuttavia credo che articoli come questo siano ancora più incisivi: http://www.uccronline.it/2010/11/19/le-gemelle-siamesi-sono-felici-scandalo-per-gli-abortisti/

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      • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Panthom

        Hai ragione, ed ora capisco il punto. Infatti io non condivido l’argomento invalidità futura = giustificazione per l’aborto. Se questo argomento fosse buono, ci autorizzerebbe ad uccidere anche gli invalidi adulti, ma per fortuna non siamo a Sparta. No, io sono abortista perché non assegno all’embrione la dignità e i diritti propri di un essere umano. Ma, ovviamente, capisco benissimo chi non la vede così.
        Purtroppo la maggior parte degli esponenti atei pubblici fanno di tutto per fare una gran confusione, utilizzando argomenti propagandistici e populisti, privi di qualsivoglia logica interna, e questo crea molti problemi a chi come me è alla ricerca di un fondamento etico partendo da una visione fondamentalmente atea dell’universo.

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        • Alèudin ha detto in risposta a Giulio Quaresima

          sei in grado di indicare un momento preciso in cui assegni all’embrione la dignità e i diritti propri di un essere umano?

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          • Alèudin ha detto in risposta a Alèudin

            …all’embrione o al nascituro, cioè dai 0 ai 9 mesi in cui sta nella pancia.

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          • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Alèudin

            Ovviamente no! E infatti ho già scritto qui che il problema più spinoso è proprio quello, e che si tende a risolverlo in maniera prudenziale con un “paletto”, come fa la legge con i famosi tre mesi.

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            • Alèudin ha detto in risposta a Giulio Quaresima

              ok, nel dubbio si uccide o si salva?

              Io cosa farei?

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              • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Alèudin

                Nel dubbio si salva, ovviamente.

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                • Panthom ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                  Mi piace molto la tua posizione Giulio, ovviamente non la condivido ma sono contento di averti trovato su questo sito. Innanzitutto perché finalmente qualcuno che è favorevole all’aborto ma capisce che in ballo c’è un altro essere umano oltre alla donna.

                  Quest’ultima tua risposta mi ha però fatto sobbalzare..nel dubbio si salva, giustamente. Allora come fai a ritenerti abortista?

                  Mi sei sembrato contraddittorio anche quando hai detto che “non assegno all’embrione la dignità e i diritti propri di un essere umano”. Come ho sottolineato (e lei ha condiviso: http://www.uccronline.it/2012/10/21/aborto-fortunatamente-aumentano-gli-obiettori-di-coscienza/#comment-92594), con lo zigote siamo già in presenza di un essere umano per la ricerca scientifica.

                  Essendo impossibile stabilire il “quando” un essere umano acquisisce dignità e diritti propri, ci sono due soluzioni: o si definisce che ogni essere umano homo sapiens ha dignità e diritti propri, partendo dallo zigote (il primo momento in cui appare il nuovo, unico e irripetibile essere umano) o si giustifica l’infanticidio dopo il parto, cioè l’inizio della seconda fase di vita dell’essere umano (la prima è quella pre-parto: l’uomo va dal momento zigote alla vecchiaia).

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                  • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Panthom

                    Innanzitutto grazie per l’accoglienza.

                    Cercherò di fare un po’ di chiarezza circa il mio pensiero.

                    Premessa 1: per me non esiste alcuna differenza qualitativa nella dignità degli esseri umani rispetto agli altri esseri viventi, la differenza è semmai quantitativa; ma l’uomo per me non è al centro del “creato”.

                    Premessa 2: come lei saprà, osservando i vari stati di sviluppo dell’embrione e del feto umano, è come se si osservasse la storia evolutiva della specie umana (do per scontato che lei non sia un antievoluzionista).

                    Conclusione: un embrione di due mesi non è, in quel momento, più degno di quanto possa esserlo quello di un qualsiasi altro mammifero superiore allo stesso stadio di sviluppo. Per me quello che conta è il suo stato in quel momento – il momento dell’aborto – non conta per me l’ipotetico futuro, non conta quello che è in potenza, conta quello che è nel momento in cui lo uccidi. E, secondo me, in quel momento quella vita è una vita che per coscienza, autocoscienza, capacità di sofferenza, è allo stesso livello di quella di un embrione di qualsiasi altro mammifero. E secondo me – ma questa è più che altro una speranza e quasi un atto di fede – in quel momento l’embrione non ha un’autocoscenza, e non prova sofferenza per la propria morte, non più, comunque, di quanto ne possa provare una mosca o un verme.

                    E’ ovvio che non possiamo essere d’accordo sulle premesse, ma sono quelle – non altre- le premesse da cui parto. La conclusione che traggo qui non è perfettamente rigorosa rispetto alle premesse, ma contiene gli aspetti fondamentali che mi fanno percepire l’aborto come un qualcosa di diverso da un assassino.

                    Detto questo, sto ancora cercando…

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                    • Piero ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      Premessa 2: come lei saprà, osservando i vari stati di sviluppo dell’embrione e del feto umano, è come se si osservasse la storia evolutiva della specie umana (do per scontato che lei non sia un antievoluzionista).

                      questo e’ assolutamente FALSO: roba da ottocento positivista (e di Antonio72…)

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                    • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      @Piero
                      Ammetto lo strafalcione, non è proprio così in effetti. La questione è ancora dibattuta, ma non cambia di molto il senso di quello che volevo dire.

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                    • Piero ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      Giulio, se cerchi in questo stesso sito o quello di Pennetta trovi molto materiale al riguardo

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                    • Panthom ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      Trovo molto stimolante discutere con te e vorrei partire fin dalla premessa 1, seppur palesemente in OT.
                      Affermi che l’uomo non è per te al centro del “creato”…beh in realtà oggi è proprio così, e ce lo dice l’astrofisica. L’uomo è l’unico essere in tutto l’universo conosciuto che è capace di apprezzare il cosmo e di ritenersi al centro di esso. Il principio antropico, inoltre, ha riportato la nostra Terra esattamente al centro (in senso metaforico) dell’universo conosciuto (parliamo solo di quel che c’è e non per ipotesi). La Terra è l’unico luogo privilegiato all’esistenza di forme di vita, è palesemente finalizzato a noi.

                      Rispetto alla premessa 2: non sono antievoluzionista, nessun cattolico serio può esserlo (non mancano critiche interne, ma solo sul piano scientifico, diciamo che approvo la visione di Gould e Lewontin). La proporzione tra feto e bambino è la stessa da adolescente e anziano.

                      La conclusione è totalmente non condivisa: un embrione a due mesi si chiama “feto”, scientificamente è assolutamente provato che si tratti di un essere umano della specie homo sapiens e solo questo lo rende automaticamente titolare di diritti spettanti all’essere umano (qui foto di un feto a due mesi, in cui è pienamente riconoscibile: http://pregnancychoicesclinic.org/abortion_info/information/fetalDevelopment.php)

                      Anche una persona in stato comatoso/gravemente disabile in quel momento, in quel preciso momento, “per coscienza, autocoscienza, capacità di sofferenza” è a livello zero. Proprio in quel momento il comatoso/gravemente disabile “non ha un’autocoscenza, e non prova sofferenza per la propria morte, non più, comunque, di quanto ne possa provare una mosca o un verme”.

                      Hai dunque introdotto un argomento, quello della “capacità cognitiva del feto”, che tuttavia è applicabile anche a persone adulte affette da particolari sindromi o vittime di incidenti. In linea di coerenza dovresti essere favorevole anche alla loro immediata “uccisione”, come giustamente chiami quell’azione tu.

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                    • Panthom ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      Se mi permetti ancora…avendo accertato e ammesso che embrione umano ed embrione animale hanno due tipi di sviluppo diverso, di conseguenza e automaticamente cade buona parte della tua conclusione. Fermo restando che soltanto il fatto di appartenere alla specie homo sapiens rende questi essere umani non voluti, possessori di diritti umani.

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                    • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      Grazie, Phantom, anche per me è molto stimolante.

                      Nell’altro post, avevo infatti considerato un altro aspetto, ovvero quella che chiamavo la “storia” di un individuo. Poi ho senz’altro affermato che una volta nati, per me non c’è più discussione (a parte l’auto-determinazione stile Welby, che ovviamente ammetto).

                      Comunque, circa la mia seconda premessa, ieri ho fatto l’errore di fidarmi della mia memoria senza approfondire, e Piero mi ha giustamente punito. Ma la sostanza della premessa non cambia, perché quello che volevo dire è che a quello stadio di sviluppo – secondo mese – il feto è già morfologicamente completo, con tutti i tessuti specializzati al loro posto ma – io credo questo – ancora non prova nulla, non è autocosciente, e non soffre della sua morte. Per me è questo il punto determinante, non conta per me il fatto che, biologicamente parlando, sia un essere umano, ma il fatto che ancora non abbia una coscienza.

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                    • DSaeba ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                      La premessa 1 è falsa per lo stesso motivo per cui è stata formulata: già dall’epoca di Aristotele si conosce perfettamente la ragione per cui l’uomo è diverso dal resto del creato, e questa è la capacità di astrazione e di introspezione.

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        • Pino ha detto in risposta a Giulio Quaresima

          “ricerca di un fondamento etico partendo da una visione fondamentalmente atea dell’universo” che intendi? Quale tipo di fondamento etico stai cercando?

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          • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Pino

            Se lo sapessi non starei ancora cercando 😉

            Diciamo che per un credente l’etica è un fatto semplice. No, scusi, non è semplice per nessuno… diciamo che un credente ha una base sicura da cui partire. Per un non credente è più difficile!

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  3. controinformato ha detto

    argh!
    per carità, togliete Justin Bieber!!!

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  4. gianfranco56 ha detto

    @Giulio Quaresima
    “No, io sono abortista perché non assegno all’embrione la dignità e i diritti propri di un essere umano”.
    Caro amico, indipendentemente da come la pensi, anche tu sei stato embrione, dico bene? 🙂

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  5. Daniele ha detto

    Bene! Era ora che alcune celebrità iniziassero ad usare la loro notorietà per perorare la causa pro-life!

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  6. Daphnos ha detto

    Scusate l’off-topic, ma a questo punto sono costretto a replicare a harryburns.

    Anch’io, a questo punto, sento necessario chiarire il significato del mio intervento, nella parte relativa all’ilarità.

    Sulla prima parte del commento, cioè quello della pillola contraccettiva efficace al 100% se la tieni tra le ginocchia, nulla da eccepire; sulla seconda parte, quella dei cristiani fai-da-te, non sono del tutto d’accordo, ma non importa; la terza parte, quella del “dio che nulla c’entra con la vita vera…”, essendo sorprendentemente simile ad un invettiva in stile teofobico contemporaneo (si provi a rileggerla, senza la parte precedente, pensando che a scriverla sia un anticlericale per vedere l’effetto che fa), l’avevo presa per ciò che evidentemente non era. Chiedo scusa all’autore per il fraintendimento, dovuto, in parte, anche all’analisi, secondo me lacunosa, del significato del racconto di Adamo ed Eva, che mi sembrava degradato a monito contro il dissenso: secondo me, e secondo i teologi, c’è molto di più in quel testo.

    L'”ilarità” era dunque riferita all’effetto di quelle parole intese come derisione della fede religiosa, ilarità provocata soprattutto dall’immunità a questo tipo di attacchi che, ritengo, noi tutti abbiamo ormai acquisito anche grazie a siti come questo che frequentiamo.

    In ogni caso, resta il fatto che alcuni commenti compaiono in ritardo (ho pensato che il nick “harryburns” con “harrystoltile”); ne prenderò atto senza scompormi 😉 .

    Buona serata a tutti.

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  7. Chissenefrega ha detto

    Bocelli è nato nel 1958. La 194 era ancora di là da venire. Sarebbe interessante sapere come hanno fatto i medici a consigliare l’aborto a sua madre. Le hanno passato un bigliettino con l’indirizzo di una mammana? Le hanno fatto capire che nella loro clinica privata si poteva, ma costava un tot? Magari un po’ più di precisione nei particolari renderebbe più credibile la storia.
    Lo stesso dicasi per la Boyle, nata nel 1961 in Irlanda, dove l’aborto è illegale ancor oggi.
    Si può essere contrari all’aborto anche senza strafare.

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    • Piero ha detto in risposta a Chissenefrega

      http://www.alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/a_aborto.htm

      Prima del 1975 l’aborto in Italia non era consentito, e anzi veniva sanzionato dalle norme contenute nel titolo X del libro II del codice penale; tuttavia, la giurisprudenza applicava con una certa frequenza come causa di giustificazione lo “stato di necessità”, previsto dall’articolo 54 dello stesso codice, ritenendo non punibile l’intervento abortivo reso necessario per salvare la vita della gestante e, in taluni casi, anche per ragioni di salute, purché gravi: era una soluzione che valutava l’interruzione della gravidanza in termini di illiceità, salvo rinunciare all’applicazione della pena nel caso concreto, in presenza di circostanze di fatto rigorosamente verificabili.

      basta cercare un po’ e non credere alle bubbole di Pannella che diceva che gli aborti ogni anno erano 60.000.000…

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      • Chissenefrega ha detto in risposta a Piero

        X Piero

        Più che cercare un po’ basta semplicemente leggere con più attenzione. Come risulta dalla testimonianza dello stesso Bocelli la madre non correva alcun rischio (le avevano solo applicato del ghiaccio sulla pancia, mentre il possibile rischio riguardava solo il nascituro)e quindi non esistevano assolutamente le condizioni per un intervento abortivo giustificato dallo “stato di necessità”, secondo la legge del tempo.
        Per questo continuo legittimamente a chiedermi: in che modo “era stata invitata” ad abortire la Sig.ra Bocelli?

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        • Piero ha detto in risposta a Chissenefrega

          Come vengono invitate ad abortire migliaia di donne anche dopo la 22esima settimana ancora oggi: paventando incredibili danni psicologici e fisici alla donna.
          Basta un po’ di realismo.

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    • simone ha detto in risposta a Chissenefrega

      Le donne irlandesi che vogliono e volevano abortire bastava si recassero nel Regno Unito.

      Credo che prima di accusare Andrea Boccelli e Susan Boyle di essere dei bugiardi rivelando pubblicamente dati salienti della loro vita privata (con il rischio di essere immediatamente smentiti), bisognerebbe azionare il cervello.
      Si può apprezzare l’aborto anche ragionando prima di commentare.

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      • Chissenefrega ha detto in risposta a simone

        X Simone

        è difficile credere che nell’Irlanda stracattolica di 50 anni fa una donna di modeste condizioni economiche e basso livello sociale potesse pensare anche solo lontanamente di andare ad abortire all’estero, per giunta il nono figlio, quando ne aveva già fatti otto senza porsi troppi problemi. In realtà la scelta dell’aborto non rientrava assolutamente nella sua visione morale e culturale, come risulta chiaramente dall’articolo.
        Comunque, se proprio avesse voluto andare ad abortire nel Regno Unito, non avrebbe potuto per la semplice ragione che l’aborto è divenuto legale in Inghilterra solo nel 1967. L’informazione l’ho trovata qui:
        http://cinema-tv.corriere.it/film/il-segreto-di-vera-drake/03_52_06.shtml

        Prima di commentare bisogna documentarsi e pensare (possibilmente con la propria testa)

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        • Falena-Verde ha detto in risposta a Chissenefrega

          Questa discussione è divertente 😀
          La “donna di modeste condizioni economiche e basso livello sociale” era già nel Regno Unito, da immigrata. Difatti, la Boyle non è irlandese ma scozzese, nata a Blackburn. E’ la madre ad essere irlandese.
          Inoltre, sempre nel Regno Unito, era perfettamente legale, dal 1929, abortire se c’erano dei rischi. Dato che la gravidanza e la salute della madre (che doveva accudire altri 8 bambini, non poteva certo “fermarsi” per problemi di salute) erano a rischio, basterebbe fare 2+2 😀
          Non dimentichiamo una sentenza del 1938, sempre nel Regno Unito, che assolveva un medico per aver, col fine di preservare la salute psichica (non fisica) di una ragazza violentata, aveva attutato un aborto. Nonostante le controversie giuridiche, era chiaro che molti medici, soprattutto dopo questo caso, interpretassero la legge sull’aborto come se permettesse l’interruzione della gravidanza nel caso in cui una gravidanza indesiderata o andata male compromettesse quella della madre. Forse i medici della madre di Boyle hanno pensato proprio che la madre non avrebbe retto, dal punto di vista psicologico, un aborto spontaneo.
          In uno dei link, inoltre, leggo che in caso di morte intrauterina del feto, i rischi per la madre sono molti se non si interviene subito. Se la Boyle fosse morta nell’utero materno, avrebbero potuto esserci conseguenze importanti anche per la madre, senza un intervento immediato (oggi sicuramente più facile da fare rispetto a una volta).

          Prima di commentare bisogna documentarsi e pensare (possibilmente con la propria testa e senza alludere a complotti clericali, menzogne papiste o che altro)

          Fonti:
          http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/38222
          http://www.btinternet.com/~DEvans_23/legislat.htm
          http://www.geocities.ws/da_knowles/medicalabortion.htm
          http://www.aou-careggi.toscana.it/internet/index.php?option=com_content&task=view&id=1110&Itemid=218

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          • Falena-Verde ha detto in risposta a Falena-Verde

            P.S. (rispondo anche per Bocelli)
            Il fatto che qualcosa fosse illegale non significa che questo qualcosa non venisse fatto, magari a pagamento, da alcuni medici, clandestinamente. Medici che, magari, pur di prendere soldi, mettevano in testa chissà quali idee alla madre circa la sua salute o quella del bambino.
            Leggo qui che, prima della legalizzazione dell’aborto, l’UNESCO ha stimato 1,5 milioni di aborti clandestini in Italia negli anni ’70 (dati, forse, un po’ gonfiato dagli abortisti, però non so):
            http://www.storicamente.org/07_dossier/famiglia/aborto_clandestino.htm

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  8. G.T. ha detto

    Citare Justin Bieber non mi sembra proprio una bella mossa…
    Lo so che il senso dell’articolo è un altro.
    Espediente per avvicinare i giovani circa questo argomento etico, quindi rappresenta secondo voi una generazione.
    Mi sembra quindi un “grosso”scivolone per UCCR, l’altra volta io e Santoni discutevamo come i liberal hanno bisogno degli idoli televisivi per convincere gli elettori. Ma non erano liberi pensatori?
    Oggi avete fatto questo errore anche voi.

    Vi consiglio di ascoltare un nuovo gruppo emergente i Mumford & Sons suonano folk pop e il loro ultimo album Babel contiene riferimenti religiosi. Questi sono i giovano di oggigiorno!

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    • simone ha detto in risposta a G.T.

      Ma che stai dicendo?? Secondo te si cita Bieber per attirare i ccciòvani, Bocelli per attira i musicisti e la Boyle per attirare i fans del Regno Unito? Noi giovani (ho 23 anni) siamo attirati se sentiamo ragioni chiare e convincenti, non se ci citano i gruppi emergenti!

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      • G.T. ha detto in risposta a simone

        Si cita chiaramente Bieber per attirare lettori giovani.
        Penso attribuisca al medesimo, citandolo, attribuiti impliciti al mondo giovanile.
        Ecco, secondo me, non rappresenta alcun valore giovanile e soprattutto alcun valore cattolico
        Mentre ho citato quel gruppo emergente da contro esempio.

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        • Sophie ha detto in risposta a G.T.

          Non mi piace la musica di Justin Bieber e mi sembra che spesso se la tiri, però ho apprezzato una sua intervista in cui ha detto che se è diventato quello che è diventato è solo grazie a Dio e ha scritto pure una canzone che s’intitola “Pray” (preghiera). Quanti ragazzi così “trasgressivi” da professare senza alcun timore la propria fede si vedono in giro, e che sono pure strafamosi in un ambiente come quello dello spettacolo che è pubblicamente contro Dio?

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          • G.T. ha detto in risposta a Sophie

            Ma è sempre un ragazzo conformista, non va controcorrente, realizza musica commerciale ed un teen idolo.
            Rappresenta il marcio musicalmente parlando.
            Io non condanno chi lo ascolta però non può essere niente di più che un idolo.

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            • Sophie ha detto in risposta a G.T.

              Perchè noi cattolici comuni siamo controcorrente? Quanti cattolici hai visto disposti a essere disprezzati dal mondo per seguire Dio? Sai com’è, perchè se fossimo tutti dei santarelli il mondo non andrebbe a rotoli come sta accadendo ora.

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    • Sophie ha detto in risposta a G.T.

      Credo che l’intento del sito fosse quello di far capire che persone che oggi vengono considerate figlie di un “Dio minore” in realtà non lo sono e sono stati fatti esempi eclatanti per far capire meglio quanto di buono tutti possiamo fare per il mondo. Bocelli nella musica, oppure ci sono anche Annalisa Minetti che ha vinto sia a Miss Italia che a Sanremo e s’è presa la sua medaglia nell’atletica, Alex Zanardi che ha vinto l’oro alle Paraolimpiadi ed è stato apprezzato talmente tanto al livello umano che qualcuno gli ha proposto pure di candidarsi in politica…

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      • G.T. ha detto in risposta a Sophie

        L’ho specificato che ciò è stato fatto a fin di bene.
        Ma credo tuttavia che i personaggi usati per queste situazioni rappresentano anche un modello culturale.
        Bocelli è un ottimo musicista.
        Justine Bieber è cantante?
        Secondo me non rappresenta ne panorama musicale, ne i giovani e ne può rappresentare come persona certi valori

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        • Eaglet ha detto in risposta a G.T.

          Quand’anche una sola ragazzina decidesse di rinunciare all’aborto, per la semplice ragione che il suo idolo è contrario all’aborto, ben venga!
          C’è bisogno di persone famose che siano a sostegno dei principi etici pro-life, e cristiani in generale! Da questo punto di vista meglio un Bibier (che non ho mai apprezzato) che uno dei tanti cantanti sinistroidi e laicisti che abbiamo in Italia.

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  9. Andrea2 ha detto

    Bellissimo articolo!

    Leggendo un po’ link mi viene da dire fortuna che quello che in queste situazioni la verità è in quello che le mamme sentono sia fisicamente che emozionalmente: lui/lei c’è, è qui ed è vivo! l’aborto è omicidio!

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  10. Beatrice ha detto

    Non capisco perché per condannare l’aborto si devono cercare sponsor tra “attori e cantanti celebri”. Tra i tentati aborti di ieri (come dice il titolo dell’articolo) ci saranno pure stupratori, assassini e delinquenti vari di oggi. E quindi? Cosa c’entra “chi” diventeranno quelle persone? Si è pro o contro aborto indipendentemente da ciò che faranno quelle persone della loro vita. Se un giorno si sapesse che la mamma di Hitler avrebbe voluto abortire ma non l’ha fatto… bisognerebbe allora esaltare Hitler perché l’ha scampata? Suvvia, cerchiamo di essere seri.

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    • Ercole ha detto in risposta a Beatrice

      Si condanna l’aborto ogni giorno. Ieri in una modalità e oggi attraverso queste storie che hanno solo lo scopo di far riflettere i più duri di cervice.

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  11. Beatrice ha detto

    Ho visto che avete cancellato il mio commento. Non importa. La mia era solo un’affermazione di ordine logico, ma evidentemente risulta fuori luogo laddove le argomentazioni sono piegate al solo scopo di convalidare una certa tesi. Questo mi fa solo capire come il termine “razionale” nel nome del vostro gruppo sia totalmente infondato e dunque falso. Ma, ripeto, non importa. Il sito è vostro. Addio.

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    • Redazione UCCR ha detto in risposta a Beatrice

      Gentile Beatrice, il primo commento di ogni utente nuovo è indirizzato automaticamente alla coda di moderazione. Il suo commento è stato approvato solo quando il moderatore ha avuto il tempo di dedicarsi ai commenti dei nuovi utenti presenti in questa lista. Saluti.

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