Libertà dell’uomo e libero arbitrio: gli insegnamenti stabiliti dal cristianesimo

Son stato stimolato in questi giorni dalla lettura dell’articolo pubblicato su Crisismagazine a scrivere sulla libertà, uno dei temi più belli e scottanti di ogni tempo.

I cristiani, e soprattutto i cattolici, vengono continuamente tacciati di essere contro la libertà a causa della loro opposizione ai seguenti “diritti”: aborto, eutanasia, testamento biologico ecc. Su questi temi si invoca sempre il diritto di libera scelta della persona, limite invalicabile e inviolabile (secondo la stragrande maggioranza dell’umanità, senza esagerare). Ma pochi si chiedono e indagano da dove provenga questa libertà personale così tanto esaltata da ormai circa 50 anni, se non prima. Ebbene, è proprio grazie al cristianesimo, fin da San Paolo che la esplicitò in modo chiaro, che la libertà esiste in quella che noi oggi chiamiamo Europa (intendo rifarmi, oltre che all’articolo sopracitato scritto da Joseph Pearce, visiting fellow presso il “Thomas More College of Liberal Arts” nel New Hampshire, anche al pensiero di mons. Luigi Negri, relativamente al testo Ripensare la modernità).

 

LIBERTA’ DELL’ESSERE UMANO. San Paolo già nella Lettera ai Galati (3, 26-29) gridava che le antiche distinzioni tra schiavi e liberi erano scomparse perché siamo tutti Figli di Dio, cioè la nostra essenza, il nostro valore deriva non dal nostro status sociale, per dirla con poche parole, bensì dall’essere generati dallo stesso Padre, chiamati tutti a essere con Lui e di Lui. Furono tanti in seguito, tra i più grandi pensatori cattolici, a continuare questa difesa della libertà personale di ogni individuo. Francisco De Vitoria nel 1539 nella Relectio de indis, riportando San Tommaso e prendendo le difese degli indios,  scrive: “.. come dice bene San Tommaso, per diritto naturale gli uomini sono tutti liberi” (La questione degli indios, ed. Levante, Bari, p.36), e riguardo all’opportunità o meno di convertire a forza i pagani scrive: ”S. Tommaso sostiene che i pagani non devono essere costretti ad abbracciare la fede, poiché il credere è proprio della volontà”.(idem, p 101). Sentir dire ben 515 anni prima della Dichiarazione dell’uomo e del cittadino che “tutti gli uomini sono liberi per diritto naturale” è una cosa che potrebbe sorprendere molti, ma non chi è veramente informato della verità dei fatti.

La definizione di libertà come facoltà di ogni uomo fu stabilita nell’alveo della cristianità in modo netto e schietto e non, come ormai la storia “ufficiale” vuole farci credere, durante la Rivoluzione Francese. Fu nell’1800 circa, se non prima, che si stabilirono al contrario le basi per quello che poi avvenne durante l’ultima guerra mondiale: con l’inizio della scristianizzazione dell’Europa, dovuta agli Illuministi, si incominciò sempre più, ma in modo “quasi” impercettibile, a perdere i valori fondamentali della persona: se sei figlio di Dio la tua dignità non può essere scalfita, anzi essa viene esaltata; ma se diventi frutto del caso su cosa si basa la tua dignità? Se l’esserci o non esserci è indifferente al cosmo, se la persona non ha alcun scopo ultimo, alcun fine, non si può che concludere con Nietzsche e la teoria del “sopravvive il più forte”. Se l’uguaglianza dell’uomo è negata, la libertà è in pericolo. Il filosofo tedesco infatti divise l’umanità in due classi, Ubermenschen e Untermenschen, uomini superiori e uomini inferiori, degni di vivere i primi, massa subumana degna di morire i secondi, e forse a qualcuno potrà venire in mente quello che i nazisti teorizzarono rispetto alla distinzione delle razze e della superiorità ariana, destinata a dominare il mondo. Da bravi materialisti quali erano non lasciarono certo le loro idee nel mondo iperuranico. Fu appunto il ‘900 il periodo della storia dove veramente gli uomini fecero a meno di Dio, arrivando non solo a perdere la propria umanità, toccando punte di perversione diabolica. Fu la conseguenza diretta del mancato rispetto del concetto cristiano di uguaglianza tra gli uomini: “Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Gesù Cristo, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, perché voi tutti siete un essere solo in Cristo Gesù” (Galati III, 26-29).

 

LIBERTA’ NELL’ESSERE UMANO. Oltre alla imprescindibile connessione tra libertà e uguaglianza, l’altro aspetto della libertà sancita dal cristianesimo è la libertà della volontà e le conseguenze ad essa. Se siamo liberi di agire (libero arbitrio) e non soltanto schiavi dei nostri antecedenti biologici, come i materialisti sostengono, dobbiamo accettare il fatto di essere responsabili delle nostre scelte e delle loro conseguenze. Al contrario la visione fortemente ateista di riduzionismo e materialismo pretende -per restare coerente con sé stessa- di negare all’uomo la facoltà del libero arbitrio, è un’illusione ci dicono, siamo tutti schiavi dei nostri istinti biologicamente determinati. Ancora una volta la negazione di Dio porta alla negazione della libertà. Perché, infatti, dovrebbero difendere qualcosa che non credono esista?

 

Per concludere, abbiamo osservato che il concetto di libertà dell’essere umano e libertà nell’essere umano (libero arbitrio) provengono entrambi dal cristianesimo e sono da esso sostenuti e difesi ancora oggi. Tacciare il cristianesimo di non lasciare la libertà all’individuo è dunque antistorico e contrario alla stessa natura della religione cristiana. Se poi alcuni uomini “cristiani” hanno fatto e faranno atti riprovevoli contro la libertà, e la storia ce li mostra, questo non toglie che tali azioni vennero compiute innanzitutto contro la loro stessa fede e il loro Dio. Una frase di G. K. Chesterton si adatta perfettamente alla situazione: ”Il mondo moderno … ha usato e usa tuttora  le verità che gli arrivano dall’antico tesoro della Cristianità; che includono certamente verità conosciute dall’antichità pagana, ma cristallizzate dal cristianesimo”.

Luca Bernardi

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141 commenti a Libertà dell’uomo e libero arbitrio: gli insegnamenti stabiliti dal cristianesimo

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  1. Luca ha detto

    Vorrei invitare i lettori a leggere l’opera di Mons. Negri “Ripensare la modernità”, testo veramente bello, ricco e serio

    • Daniele Borri ha detto in risposta a Luca

      Lo farò. Di mons. Negri ho letto “False accuse alla Chiesa”, un libro veramente profondo e interessantissimo.

  2. Xadren ha detto

    Articoli come questo mi ricordano che secolo buio sia stato il Novecento e quanti sozzure abbia prodotto, ma conferma anche l’idea che ho sempre avuto, che la Rivoluzione Francese, con tutte le teste mozzate che si portò dietro, fu davvero un motivo di vergogna per gli esseri umani. Essa ha portato all’idea che “libertà” sia fare “ciò che voglio”, il “libero di”: di abortire, di essere ucciso quando qualcuno ritiene che la mia vita non sia più dignitosa, di assumere sostanze nocive per il mio corpo, di sfruttare il corpo femminile come un giocattolo per la mia soddisfazione. Penso però che la libertà cristiana sia diversa, sia più un “libero da”: libero dalla paura, libero dalla superstizione cui cadono coloro che non sanno dove rivolgersi, libero dai vizi che cercano di abbassare la mia natura, libero dalle passioni contorte, libero dal pensiero della morte. In fondo anche il Padre Nostro dice: “liberaci DAL male”.
    Qualcuno mi dica se sbaglio, sto andando a sensazioni più che a letture o studio.

  3. Sophie ha detto

    E’ bello essere liberi e non essere costretti a piacere al mondo. W Cristo Re! 🙂

  4. Igloo ha detto

    Un bellissimo articolo Luca, effettivamente non avevo mai pensato al fatto che coloro che sono in guerra contro il libero arbitrio sono proprio i nemici del cristianesimo. Poi però parlano di libertà di aborto, libertà di eutanasia, libertà della donna di essere Papa, libertà di qua e libertà di là. Veramente ipocriti.

  5. Luigi Pavone ha detto

    Tutti difendono la libertà dell’uomo — ma proprio tutti! Non c’è ideologia, movimento politico che non si basi sulla difesa e la promozione della libertà dell’uomo. Occorre andare + a fondo e vedere la sostanza di quel concetto. Allora si potranno scorgere le differenze. Si vedrà per esempio che la libertà e l’uguaglianza per la Chiesa cattolica è compatibile con regimi politici aristicratici e imperiali, mentre se prendiamo la libertà propugnata dal liberalismo vedremo che essa non è compatibile con regimi che prevedano caste aristocratiche e diritti politici basati sul censo o la nascita, etc. Quale libertà a noi sta + a cuore?

    OT
    rispondo qui al commento di Paolo, http://www.uccronline.it/2012/10/10/illinois-corte-dappello-approva-lobiezione-contro-la-pillola-del-giorno-dopo/#comment-90782 , in un contesto peraltro pertinente. Sono d’accordo con quanto egli scrive a proposito del nichilismo che penetra e stravolge il linguaggio e la grammatica. Un tale stravolgimento è perpetrato da coloro per i quali l’uso della pillola del giorno dopo o l’uso della spirale sono equiparati ad azioni come l’omicidio. La sgrammaticatura è a monte, naturalmente, nella identificazione dell’uomo con il seme.

    • Uomovivo ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Quando la Chiesa Cattolica era il solo punto di riferimento unitario nel mondo occidentale, quindi nel Medioevo, gli uomini pensavano al re come a un governante “sub deo et lege”, ovverosia “sotto Dio e la legge”. I re venivano scomunicati, deposti, assassinati e trattati in modi perdonabili e imperdonabili, ma nessuno avrebbe mai pensato che il re, in ultima istanza, fosse l’unica autorità. C’era libertà con Dio, ma Cesare aveva dei limiti. Tutt’altro invece con la libertà propugnata dal liberalismo che ha prodotto imperatori autoincoronati e ha falsificato la politica in tutto il mondo occidentale creando ipocriti e pomposi professionisti della politica.
      Quale libertà a noi sta più a cuore?

    • Fede_81 ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Davvero tutti difendono la libertà dell’uomo? Hanno gli ateisti che negano il libero arbitrio? Anche i radicali e la Consulta di Bioetica Laica che organizza crociate contro la libertà di coscienza dei medici? Anche chi nega il diritto alla vita di esseri umani nella prima fase della loro esistenza in quanto presuppone abbiano minore dignità di altri?

      La libertà promossa e difesa dalla Chiesa è la stessa di San Paolo: non esiste più nessuna differenza tra gli uomini, nessuno sarà superiore all’altro perché tutti sono fratelli.

      Il tuo concetto di libertà, ateista, è compatibile invece con sistemi dittatoriali: solo il più forte è libero perché ha più dignità di esserci, il più debole non essendo d’aiuto alla società è meno libero. Non a caso il comunismo ha diviso l’uomo in classi, il nazismo in razze, per non parlare di Nietzsche, gli illuministi hanno diviso la società in quelli a favore dello stato e dunque legittimati a vivere e quelli contrari e dunque legittimati alla ghigliottina.

      Quando si è perduto di vista il cristianesimo si è perduto anche il concetto di libertà e dignità dell’uomo come valore fondamentale.

    • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

      non ho capito, che centra la Chiesa con regimi politici aristocratici e imperiali. Mi fa sorridere poi l’inno al liberalismo che non è compatibile con caste aristocratiche. Fai qualche esempio, così avremo le idee più chiare.

    • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Vogliamo il sovrano benevolo! Le democrazie sono difficili da gestire…

      • matyt ha detto in risposta a G.T.

        Non sono un dittatore, io semplifico la democrazia (Adolf H.)

        • G.T. ha detto in risposta a matyt

          Hai citato un tiranno che ha aderito al materialismo, la corrente alla quale aderisci tu, sei più assimilabile tu a lui che io!
          Io parlo di un monarca ispirato, saggio e autorevole.
          Un Davide del popolo, non del popolino.

        • enrico ha detto in risposta a matyt

          @ matyt

          Mi perdoni….. brevemente mi elenca ste somiglianze tra mitraismo e cristianesimo?
          Sono troppo curioso è un mio difetto.

      • Luigi Pavone ha detto in risposta a G.T.

        Infatti. Le democrazie possono anche più facilmente deviare dalle verità del cattolicismo rispetto a un sovrano benevolo che si ponga sotto l’egida del Papa. A mio parere però all’interno di una monarchia retta da una dinastia timorata di Dio non si realizza una genuina libertà e una genuina uguaglianza di tutti gli uomini. Questo vuol dire che i miei concetti di libertà e di uguaglianza differiscono da quelli della dottrina cattolica, per la quale libertà e uguaglianza possono, invece, realizzarsi in regimi monarchici. Quali dei due tipi di concetti sia più vicino al messaggio di Gesù e più in generale al cristianesimo, non saprei. Forse è questione, questa, oziosa.

        • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Il sovrano benevole non appartiene a caste, a dinastie o a gruppi etnici di potere, è chiamato.
          Lascia perdere le astrazioni: uguaglianza, libertà e… Si possono realizzare compiutamente sotto una guida illuminata!
          La democrazia, tirannia e dittatura non hanno realizzato alcunché di quello che auspichi.
          Siamo realisti.

        • Fede_81 ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Il Pavone nazionale ci riprova con l’argomento denominato “Vaticano dittatore e il Papa tiranno”.

          Il Vaticano è uno stato atto a far presenza fisica al governo del Papa, non è fatto per essere abitato e chi vive lì lo fa per lavorare, hanno le case senza affitto regalate dallo Stato (vedasi famiglia Orlandi), non hanno tasse da versare e l’ambiente è tanto dominato dalla fiducia del prossimo che un maggiordomo ha potuto fotocopiare per mesi dei documenti riservatissimi con la macchina fotocopiatrice dell’ufficio dei segretari del Papa, con loro presenti nella stanza.

          Più che una dittatura mi sembra un paradiso. Posso dire che il Pavone nazionale puzza ormai di vecchio con queste tiritere?

          • Luke ha detto in risposta a Fede_81

            E io che pensavo che il vaticano fosse li per consentire ai mafiosi di riciclare il denaro e ai politici di depositare i soldi della corruzione. I sudditi del vaticano non pagano tasse e servizi perchè li hanno già pagati i sudditi di vaticalia.

            • Piero ha detto in risposta a Luke

              che tu fossi un tonto proveniente da ben noti siti lo sospettavo, ma che fossi a questi livelli imbarazzanti faticavo a crederlo.
              Ti fumi i funghi che ti crescono sui piedi?

        • Uomovivo ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Il concetto che si avvicina di più al messaggio di Gesù è che non bisogna trascurare l’opinione di un saggio, anche se è il nostro fruttivendolo, e non trascurare l’opinione di nostro bisnonno, anche se non era un saggio.
          Democrazia e tradizione.
          Senza la tradizione la mente dell’uomo medio si riempie di eccessi fanatici, grette semplificazioni, rimedi ciarlatani e monomanie deliranti. Quando invece basta scoprire che nei libri aperti di Tommaso d’Aquino, Bellarmino e Suarez era già stata scritta una perfetta e ragionevole distribuzione dell’autorità dei principi, delle rivendicazioni delle persone, delle possibilità della democrazia, dell’uso e abuso della proprietà e della giusta funzione della libertà. È aprendo i loro libri che si scopre quanto sia stata assurda e inutile la deviazione verso la direzione sbagliata in cui ci hanno portato gli ultimi 400 anni d’incidenti assortiti. Niente di più divertente del notare come oggi le brusche svolte verso il punto di partenza sono attuate proprio da quelli che si considerano i leader più progressisti e poi si sollevano e si oppongono alla tendenza del progresso liberale e umanitario.

  6. Mum ha detto

    Veramente nella nostra cultura le basi per il moderno concetto di libertà arrivano fin dall’antica Grecia, parecchi secoli prima dell’avvento del cristianesimo. Anche riguardo la supposta libertà concessa alla religione pagana ci sarebbe tanto da dire, perchè le parole di S. Tommaso sono un fatto completamente isolato e comunque il suo proclama non fu ascoltato, non è infatti un caso che tutti i templi pagani siano stati distrutti e la pratica di tale religione duramente repressa da tanti altri santi (non parliamo soltanto delle popolazioni indigene sotto il colonialismo ma anche del vero e proprio paganesimo occidentale). Non serve quindi citare una dichiarazione d’intenti quando i fatti la smentiscono in toto.

    • Fede_81 ha detto in risposta a Mum

      Difficile che l’antica Grecia avesse qualcosa da dire a proposito della libertà dato che la schiavitù era obbligatoria e i bambini non voluti venivano buttati dalla famose rocce di Sparta. Difficile che si parlasse di libertà umana quando tutto era sotto il controllo degli dei presuntuosi e tutti erano schiavi del fato. Il cristianesimo è stata la liberazione della libertà dell’uomo.

      Templi pagani distrutti? Più che altro abbandonati e utilizzati come Chiese anche perché anch’io avrei distrutto luoghi dove avveniva il sacrificio di innocenti per favorirsi gli dei.

      Colonialismo? Peccato che furono i missionari cattolici partiti con i colonialisti a organizzare gli indios per difendersi dagli occidentali. Ancora oggi sono lì tra loro. Per non parlare delle encicliche dei Pontefici sulla libertà degli indios.

      Più fatti e meno propaganda anticlericale ti farebbero onore, almeno riusciresti a emanciparti dalla mandria ignorante di internet.

    • Lorenzo ha detto in risposta a Mum

      Prima di tutto bisogna ricordare che il cristianesimo, quando mosse i suoi primi passi, sviluppò la propria dottrina attingendo dalla cultura ellenistico-romana sia per ragioni geografiche sia per ragioni pratiche (coloro tra i quali il cristianesimo si diffuse, i ceti colti, erano imbevuti di cultura classica) e solo grazie alla sua diffusione ha consentito il radicarsi di certi principi come quello di libertà dell’uomo e di libero arbitrio. Che nella Grecia antica si siano sviluppate le basi del concetto moderno di libertà, in una cultura di aristocratici per aristocratici, mi sembra un po’ azzardato; solo il cristianesimo per primo si rivolse veramente a tutti, anche agli umili, tanto che si svilupparono delle reticenze da parte dei ceti dirigenti, dal momento che essi erano posti, in quanto figli di Dio, sullo stesso piano dei loro servi.

      In secondo luogo cito una porzione della lettera di Papa Gregorio Magno all’abate Mellito (601 d.C.):
      “Ditegli ciò che ho deciso […] è cioè che i templi pagani non devono essere demoliti, ma che devono essere demoliti solo gli idoli. E’ infatti essenziale che i templi da luoghi di culto dei demoni siano trasformati in luoghi di devozione al vero Dio, affinchè quando la popolazione vedrà che i suoi templi non sono distrutti, deporrà l’errore dal proprio cuore e accorrerà per conoscere ed adorare il vero Dio.”
      Ora il dovere di trasmettere il Vero Verbo ed il rispetto della libertà altrui furono due aspetti compatibili; lo scenario da lei delineato, e che del resto è molto diffuso nel senso comune, mi sembra di livello apocalittico.

    • Mum ha detto in risposta a Mum

      La vostra maniera di rivisitare e reinterpretare la storia lascia di stucco. Mettere sullo stesso piano epoche lontane parecchi secoli è prova della più assoluta mancanza di obiettività.
      Lorenzo, tanti templi furono distrutti e di altri furono tenuti tenuti in piedi i muri. Ciò non toglie che le cosiddette religioni pagane furono perseguitate e proibite. Le parole di S. Tommaso riguardo la libertà di tutti gli uomini a professare la propria fede non furono mai ascoltate. Questa è la storia, il resto ricostruzioni fantasiose e di assoluto comodo.

      • Fede_81 ha detto in risposta a Mum

        Rivisitare? Non mi sembra proprio che abbia rivisitato. Forse nell’Antica Grecia non c’era la schiavitù? Forse la religione pagana non faceva sacrifici umani? Forse gli uomini non erano assoggettati dal fato?

        Sicuramente ci furono atti scorretti, ma come viene scritto nell’articolo: “Se poi alcuni uomini “cristiani” hanno fatto e faranno atti riprovevoli contro la libertà, e la storia ce li mostra, questo non toglie che tali azioni vennero compiute innanzitutto contro la loro stessa fede e il loro Dio”.

        Ti scandalizzano gli errori dell’uomo? Mi ospiti due mesi a casa tua e mi dai il permesso di rivelare pubblicamente come tratti i tuoi simili? Vuoi vedere che agli occhi del mondo diventerai un mostro? Sintesi: guarda in casa tua e preoccupati di questo, lasciati stare le vesti, non stracciartele almeno non per gli errori degli altri.

        Il filosofo tedesco Karl Löwith: «Il mondo storico in cui si è potuto formare il “pregiudizio” che chiunque abbia un volto umano possieda come tale la “dignità” e il “destino” di essere uomo, non è originariamente il mondo dell’”uomo universale” del Rinascimento, ma il mondo del Cristianesimo, in cui l’uomo ha ritrovato attraverso l’Uomo-Dio, Cristo, la sua posizione di fronte a sè e al prossimo» (K. Löwith, “Da Hegel a Nietzsche. La frattura rivoluzionaria nel pensiero del secolo XIX”, Einaudi 1949).
        Impara dai filosofi e lascia stare i tuoi tentativi di rivisitare la storia in modo fantasioso.

      • Lorenzo ha detto in risposta a Mum

        Primo: il punto di vista che ho esposto è quello del mio professore di storia medievale (Comba) che non è credente , e non quello di un cattolico che modifica la storia a suo piacimento.

        Secondo:Non ho mai scritto che nessun tempio è stato distrutto, ma che la visione che lei ha proposto “tutti i templi pagani sono stati distrutti e la pratica di tale religione duramente repressa”, è generalizzante ed eccissiva, per tale ragione le ho proposto la posizione moderata di un grande Santo quale fu Papa Gregorio Magno.

        Terzo: La rivisitazione della storia e la sua reinterpretazione è un pratica legata tradizionalmente all’ambiente comunista, si veda Gramsci e la sua rilettura del risorgimento italiano nei suoi quaderni.

        Quarto: Ciò che non si deve mai fare è guardare il passato con gli occhi del presente e/o proiettare le esigenze e questioni del presente al passato (cosa che gli anticlericali fanno spesso riguardo alla figura del Papa, alle crociate, all’inquisizione ed a molte altre questioni…). A tal proposito tale articolo è molto prudente dal momento che non si riferisce alla libertà come noi oggi la intendiamo, ma alla sua origine.

        Quinto: “Le parole di S. Tommaso riguardo la libertà di tutti gli uomini a professare la propria fede non furono mai ascoltate. Questa è la storia”.
        In base a quali fonti lei è assolutamente sicuro che tutto ciò sia sempre ed in ogni situazione inequivocabilmente avvenuto?; non escludo certo il fatto che alcuni pagani siano stati perseguitati ed i loro templi distrutti, ma rendere ciò una realtà assoluta è sempre valida pare una forzatura.

        Sesto:Ora la rivisitazione della storia non la sto attuando io,. Il suo primo commento ha un intento polemico: tale polemica nasce dal fatto che lei proietta la sua visione di libertà, che è qualla che abbiamo noi oggi, nel passato e non trovando un riscontro non si trova d’accordo con l’articolo, che però vuole sottolineare come i concetti di libertà provengano, siano stati originati, dal cristianesimo.

        • Lorenzo ha detto in risposta a Lorenzo

          Rettifico al punto cinque: “ma rendere ciò una realtà assoluta e sempre valida pare una forzatura”.

          • Lorenzo ha detto in risposta a Lorenzo

            Ovviamente la seconda parte del primo punto è ironica.

            • Mum ha detto in risposta a Lorenzo

              Lorenzo, ripeto quanto detto prima: il confronto tra le diverse epoche storiche deve avvenire in modo contestualizzato, altrimenti si fa la figura di Fede_81 con i suoi improbabili paragoni tra lo schiavismo dell’antica Grecia e le prese di posizione molto posteriori, come ad esempio il divieto, spesso non rispettato, di Carlo Magno contro la schiavitù. Divieto che, guarda caso, si riferiva solo ai cristiani che schiavizzassero altri cristiani. Passano i secoli… (cinque per l’esattezza) ed il vescovo di Darién viene a dichiarare che gli amerindi sono “a mala pena uomini e la schiavitù il mezzo più efficace ed in realtà l’unico utilizzabile con loro”, ma fortunatamente arriva Paolo III e Bartolomé de las Casas (anno 1.500, io parlavo invece del V sec. a.C.) per esprimere a una chiara condanna della pratica dello schiavismo, che tuttavia perdurò.
              Questa è la maniera di leggere la storia? Con l’esempio della schiavitù si vuole dire che l’antica Grecia era basata sul sorpruso e la “moderna” cristianità sull’amore e la libertà? Ma per favore…

              Riguardo il templi pagani e chi gli frequentava, non credo sia necessario aggiungere altro, il fatto che non sia rimasta una sola statua o suppellettile lo dice tutto…

              Quello che sì mi chiama l’attenzione è il voler mettere il marchio di fabbrica su tutte le conquiste dell’umanità, addirittura su un’idea così universale come l’umiltà, virtù che veniva celebrata (non sempre osservata, come nel cristianesimo d’altronde) fin dall’epoca delle antiche dinastie cinesi fino al punto che il taoismo fece di tal concetto uno dei suoi principi fondanti. Trovo strano che agli appassionati di storia di certi blog sfuggano certi particolari…
              Quindi mi dispiace, ma non è corretto affermare, come dice lei, che i concetti “di libertà provengano e siano stati originati dal cristianesimo”. Se vuole affermare che il cristianesimo ha contribuito a rafforzare ed elaborare il concetto di libertà, nessuno avrà nulla da eccepire ma così come riportato nell’articolo sembra più di assistere a un tifo da stadio che a un’analisi storica vera e propria.

              • Fede_81 ha detto in risposta a Mum

                Mi fa piacere che hai ammesso l’inesistenza della libertà nell’Antica grecia, d’altra parte con la schiavitù pienamente accettata è difficile parlare di valori di libertà dell’uomo. Anche tu prima o poi dovevi cadere.

                Il cristianesimo spazzò via la schiavitù e decretò la libertà dell’uomo da chiunque, dall’imperatore, dal potere e dalle condizioni sociali (si veda oggi le conversioni cristiane dei parà in India!!), Mum può continuare a ribellarsi e ad urlare ma questo non cambierà la storia.

                Il filosofo tedesco Karl Löwith: «Il mondo storico in cui si è potuto formare il “pregiudizio” che chiunque abbia un volto umano possieda come tale la “dignità” e il “destino” di essere uomo, non è originariamente il mondo dell’”uomo universale” del Rinascimento, ma il mondo del Cristianesimo, in cui l’uomo ha ritrovato attraverso l’Uomo-Dio, Cristo, la sua posizione di fronte a sè e al prossimo» (K. Löwith, “Da Hegel a Nietzsche. La frattura rivoluzionaria nel pensiero del secolo XIX”, Einaudi 1949).

                • Mum ha detto in risposta a Fede_81

                  Vedo che non hai capito niente di quanto si è detto, infatti è stato completamente inutile spiegarti come la schiavitù centri con i cavoli a merenda quando si parla della nascita di certe idee. Hai voluto ignorare che la schiavitù non era solo cosa dell’antica Grecia ma esisteva anche nel seno della religione cristiana? E qui parliamo di 20 secoli dopo (24 secoli dopo nel caso dell’America)… Continua pura ad elucubrare, buon per te se qualcuno ti segue. Saluti

    • edoardo ha detto in risposta a Mum

      Guarda che i templi pagani sono stati distrutti nelle invasioni barbariche, dove si razziava tutto quel che c’era da razziare, bambini, donne e cose, e gli uomini venivano uccisi. Questo dopo la caduta dell’impero d’occidente, nel 476.
      Ti potrei fare l’esempio di un tempio etrusco vicino a casa mia, eretto su un vulcano del lago di Bolsena: costruito in epoca etrusco-arcaica, demolito e ricostruito sempre in epoca etrusca, distrutto dai Romani, ricostruito dagli stessi ed utilizzato per le loro divinità, fino alla distruzione finale in epoca barbarica (V secolo della nostra era).
      Io ho partecipato agli scavi, nel pozzo abbiamo trovato una moneta romana del tardo impero mista a fregi e parti strutturali intenzionalmente rotti e spinti nel pozzo.
      La storia è molto variegata, non è vero che i cristiani hanno distrutto i templi, nel marasma e nell’anarchia del crollo dell’impero successivo al 476 le antiche strutture sono state abbandonate, ed in seguito parzialmente smantellate per ricavare materiale da costruzione.
      Attingendo ad una bella frase letta su un testo di materiali da costruzione nella storia: “…il medioevo reinterpreta l’archietttura antica…”, cioè smonta le strutture romane e riutilizza i materiali in modo eterogeneo.
      I cristiani non hanno distrutto un fico secco.
      Gli storici o sedicenti tali a cui hai attinto hanno, a mio avviso, distrutto la storia, inculcando falsità nella mente della gente.

      • Daphnos ha detto in risposta a edoardo

        Tanto questi qui hanno già la loro risposta pronta: “è solo una RICOSTRUZIONE FANTASIOSA…”

      • Mum ha detto in risposta a edoardo

        Dalle invasioni barbariche, sei proprio sicuro?
        Un editto di Costantino II stabiliva che tutti i templi pagani dovevano essere chiusi e il loro accesso proibito.
        I tre augusti promulgarono un editto che proibiva la partecipazione a tutti i riti pagani e che privava di certi diritti civili i cristiani che si fossero riconvertiti al paganesimo.
        Anche Teodosio emanò decreti similari, che portarono alla distruzione di parecchi tempi da parte dei cristiani.
        Giustiniano decretò infine la totale distruzione dell’Ellenismo, che per fortuna avvenne solo parzialmente.
        E fu nel corso del V secolo che si cominciò ad adibire ad altri usi (chi dice per motivi economici, chi dice per l’interesse per l’antico che in voga all’epoca) i templi pagani.

    • Xadren ha detto in risposta a Mum

      Certo, ad Atene tutti i cittadini ateniesi erano uguali, a Sparta tutti i cittadini spartani erano uguali (tranne i re, s’intende), poi veniva il meteco da fuori che non poteva in nessun modo ottenere la cittadinanza e se non aveva il protettore neppure muoversi liberamente per la polis senza il rischio di essere aggredito; per non parlare degli stranieri, dei “barbari”, quelli non erano neanche esseri umani, ma bestie dall’aspetto umano.
      Non mi dite che questa sia libertà, le polis greche erano dei club esclusivi che facevano di tutto per mantenere la propria esclusività, la “libertà” di cui parlate era un riconoscimento da parte della legge cittadina e per di più molto spesso solo ad un preciso ceto sociale, non certo il risultato di una realtà ontologica; per il resto l’uomo greco era schiavo della “tyche”, il caso, e delle proprie passioni. Se i filosofi greci raggiunsero mai un livello di consapevolezza della natura umana vicino al Cristianesimo, essi furono inascoltati dalla stragrande maggioranza della popolazione. Altro che S. Tommaso!

      • Lorenzo ha detto in risposta a Xadren

        Hai perfettamente ragione, la società greca era molto stratificata e divisa in categorie chiuse. Va ricordata la presenza ed il notevole uso nella manodopera degli iloti a Sparta e del duolos ad Atene, dove del resto erano presenti numerosi schiavi privati e pubblici (si pensi che nel 431 a.C. i cittadini ateniesi erano 27 000, i meteci 6 000 e gli schiavi 85 000 cit. da “Città stato e stati federali della grecia classica pag.41). Senza dimenticare i limiti che erano imposti ai nothoi (figli illegittimi), alla donna, ai meteci ed agli xenoi (i non cittadini), anche se questo non deve scandalizzarci dato che era la norma nella società dell’epoca, inoltre il concetto di libertà era diverso sia rispetto a quello introdotto dal cristianesimo sia quello che si è sviluppato nei secoli successivi fino ad arrivare ad oggi.

  7. Pino ha detto

    ottimo articolo, come riporta l’autore “Francisco De Vitoria nel 1539 nella Relectio de indis, riportando San Tommaso e prendendo le difese degli indios, scrive: “.. come dice bene San Tommaso, per diritto naturale gli uomini sono tutti liberi”, gli uomini sono liberi sulla base del diritto naturale. Quando il diritto positivo si allontana da esso abbiamo i totalitarismi del ‘900 oppure il laicismo contemporaneo che porterà la società occidentale all’autodistruzione causando un danno superiore a quello provocato dalle guerre del secolo scorso scatenate da regimi atei.

  8. alessandro pendesini ha detto

    –La neurologia e psichiatria hanno in gran parte smantellato potenti meccanismi biologici che limitano la libertà umana non solo ma possono anche annientarla. La follia ne è un esempio doloroso. E’ chiaro che la storia personale di ogni individuo e le pressioni sociali che subisce svolgono un ruolo determinante, se non decisivo nel modo in cui si comporta, cosi come nelle sue scelte.
    –L’uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere decidere (premesso che non sia affetto da patologie cerebrali) che di qualcosa conforme al valore prevalente al momento della sua decisione consapevole, questo il 100% delle volte !!!
    Detto diversamente: tra due possibili azioni, l’animale e l’uomo, sceglie spontaneamente quella che ritiene più interessante o avantaggiosa, cioè quella che provoca la più forte attivazione dei circuiti (nuclei neurali) della ricompensa.
    P.S. Diffido chiunque di dimostrare il contrario.

    • Pino ha detto in risposta a alessandro pendesini

      tipico esempio negativo di biologismo riduzionista. L’uomo coincide con i suoi geni, sono loro che decidono. Pendesini, evita di diffidare, per favore.

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a alessandro pendesini

      devi essere proprio una persona triste tu…

      • G.T. ha detto in risposta a Francesco Santoni

        Questa volta non condivido, dovresti rispondere nel merito alle sue affermazioni.

        • Francesco Santoni ha detto in risposta a G.T.

          spiacente non ho tempo adesso, e poi basta solo usare il buon senso, è fastidioso spiegare le ovvietà

          • G.T. ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Sono stati più intelligenti i tre pollici su?

            • Francesco Santoni ha detto in risposta a G.T.

              Come vedi le ottime risposte di buon senso date dai vari utenti qui sotto, come Enrico e Falena-Verde che sicuramente sono più pazienti di me a spiegare l’ovvio alle dure cervici, dimostrano che in fondo avevo ragione. Non è questione né di scienza né di alta filosofia, ma solo di buon senso. Per questo penso che Pendesini, prigioniero del suo materialismo e della sua visione degradante dell’uomo, sia fondamentalmente una persona triste. Ma del resto non può ammetterlo, perché all’interno del suo sistema nemmeno la tristezza può trovare spazio, ridotta anch’essa a fenomeni neuronali misurabili.

    • Sophie ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Ma qualche volta riesci a staccarti dalla scienza pensando con la tua di testa?

      • Francesco Santoni ha detto in risposta a Sophie

        Ma quale scienza? Non esiste, né può esistere, alcun risultato delle neuroscienze che dimostri che l’uomo non è libero. Esistono solo cattive interpretazioni filosofiche dei risultati spacciate per “dimostrazioni scientifiche inoppugnabili”. Basta il semplice buon senso per non prendere sul serio quanto scritto da Pendesini.

        • Sophie ha detto in risposta a Francesco Santoni

          Vorrei che tutti capissero che la scienza non è Dio e che il credere nella scienza è già un atto di fede nonchè una religione a tutti gli effetti. E che la scienza ha limiti mentre Dio no. Ovvio che l’uomo è libero! L’uomo non è libero quando è succube delle opinioni del mondo e non riesce a staccarsene. 9 increduli su 10 giustificano le proprie opinioni personali dicendo che la maggioranza la pensa così e bisogna stare al passo coi tempi. La loro libertà cambia al cambiare della moda e dei tempi, se questa è libertà ci credo che Pendesini non crede che l’uomo sia libero….
          Se poi mi dice che la libertà ha un prezzo, lì già siamo d’accordo.

          • G.T. ha detto in risposta a Sophie

            Così sembri un Testimone di Geova!

            • Sophie ha detto in risposta a G.T.

              Perchè?

              • G.T. ha detto in risposta a Sophie

                “scienza è già un atto di fede nonchè una religione a tutti gli effetti.”
                Ho discusso con un testimone di Geova e ho trovato simili considerazioni. C’è un rifiuto alla scienza troppo integralista.
                Per loro compete con la fede, noi cattolici dobbiamo dimostrarci come i padroni della scienza: l’abbiamo fatta nascere!

                • Sophie ha detto in risposta a G.T.

                  Io studio molta anatomia, quindi vorrei sapere dove hai visto il mio rifiuto verso la scienza. Rifiuto lo scientismo, non la scienza. Ho semplicemente trovato illogico tirare in ballo la scienza (che in quel caso non c’entrava niente) per dare una definizione di libertà. Cosa ci sarebbe di così malvagio nel mio ragionamento? Non tirare conclusioni affrettate, chiedi chiarimenti prima.

                  • G.T. ha detto in risposta a Sophie

                    La scienza non è una fede, smettiamo di dire cavolate.
                    E’ ragionamento.
                    La religione è fede, ma questo non significa che sia inferiore al ragionamento, tutt’altro.

                    • Sophie ha detto in risposta a G.T.

                      Sei tu che non capisci quello che voglio dire, è diverso. L’attaccamento alla scienza che ti fa diventare completamente dipendente da essa, rigido e ti fa sentire smarrito quando si tratta di esprimere il tuo pensiero fino a perdere fiducia nelle tue personali capacità di ragionare…. quello per me è scientismo. Il voler spiegare con la scienza a momenti pure i sentimenti, quello è scientismo. Il non concepire il fatto che la scienza non riesce ad arrivare ovunque, è scientismo. Quello che ti condiziona in tutto e per tutto: nella vita, nel modo di pensare, nella tua spontaneità,ecc.

                    • G.T. ha detto in risposta a G.T.

                      Ho capito benissimo, con il primo commento hai attaccato la Scienza, dicendo che è un atto di fede e che non è verità ma che è espressione del mondo.
                      Ora mi sembra tutto questo sbagliato.
                      Di scientismo non hai parlato.

                    • Sophie ha detto in risposta a G.T.

                      Vabbè non ci arrivi, ciao.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Sophie

        @Sophie
        Quello che a mè (e non solo) interessa consiste nel cercar di sapere com’è l’uomo realmente, e non come vorremmo che sia una volta per tutte! Posso confermarle che questa ricerca mi da tutt’altro che delle angoscie o fastidi, ma bensi certe soddisfazioni gradevoli. Le storie tipo “Pinocchio” ecc.. mi affascinavano da bambino, ma da adulto mi lasciano completamente indifferente….Bien à vous

        • Sophie ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Rispondi col gergo della vostra religione. Ormai i dogmi sono quelli, ci manca solo la codificazione. O articoli scientifici ripetuti a pappagallo o dicerie riciclate. Ma proprio voi parlate di favolette che prendete per buono qualunque cosa sia contro la Chiesa basta che sia contro la Chiesa?

    • Leon ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Detto diversamente: tra due possibili azioni, l’animale e l’uomo, sceglie spontaneamente quella che ritiene più interessante o avantaggiosa, cioè quella che provoca la più forte attivazione dei circuiti (nuclei neurali) della ricompensa.

      Non è assolutamente vero.Che ricompensa ha un uomo a fare una guerra?Sapendo che morirà.E dunque perchè alcuni la fanno e altri non la fanno visto che hanno gli stessi circuiti neuronali?Perchè se hanno uno stesso circuito neuronale non fanno la stessa scelta?vel affermerai che: tutti i circuiti sono diversi,e dopo riducendo tutto al minimo mi dimostrerai perhè un atomo di carbonio nel cervello A è diverso da un’ individuo B.

      “Scelta più vantagiosa” una disserzione da ideologia detta anche:darwinismo sociale.

      • Leon ha detto in risposta a Leon

        Ma cosa vogliono annientare se uno prende tutte le liste di fallacie logiche e sofismi della psicologia si annienta la psicologia freud incluso.

        http://filosofia.dafist.unige.it/epi/did/fallacie.htm

        • Leon ha detto in risposta a Leon

          Dai su in che senso puoi scientificamente affermare che se X aiuta qualcuno lo fa per “sublimazione delle pulsioni sessuali?”

          Fallacia logica,paradosso del mentitore è impossibile saperlo dunque è retorica dunque è eristica dunque è sofisma dunque è una persuasione ingannevole è infondata sotto il profilo dell’osservazione scientifica.

    • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

      @ alessandro pendesini

      Boh non so.
      Lei ha monitorato tutte le scelte svolte da tutti gli uomini da quando il mondo esiste?

      Mi tolga una curiosità.

      Lei sceglie di non credere o è dovuto alle pressioni sociali che ha subito e alla sua storia personale?

      Nel primo caso lei può proporci le sue opinioni.

      Nel secondo non sono nemmeno sue ma un prodotto obbligato del suo ambiete.
      Sicchè se magari la tenessi per qualche anno in un qualche monastero, magari finirebbe per prendere i voti.

      Qual è la ricompensa nel scegliere la posizione “ateo”?
      Non mi pare una scelta così “vantaggiosa” speculativamente parlando.

      • Leon ha detto in risposta a enrico

        Nel primo caso lei può proporci le sue opinioni.

        Appunto è una doxa senza nessun fondamento razionale.Vedrai che adesso supnta l’Hydra del sofista,come afferma Platone.

        In che senso il th pitagora è un'opinione?

        In che sesso Freud affermava che l'omossesualità è una patologia e oggi gli stessi affermano che è una fobia?

        Contaddizione logica enorme.Dunque in che senso vanno considerate le opinioni contradditorie?Secondo quale criterio logico razionale Freud aveva torto e questi hanno ragione?

        In che senso l'interpretazione dei sogni non è stato praticato anche da un qualsiasi sciamano primitivo?Dunque perchè è razionale l'interpretazione dei sogni?

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a Leon

          @Leon
          Spiacente di dovergli dire che l’omosessualità NON è considerata dall’OMS ne una patologia e ancora meno una fobia !!!
          Nessun onirologo (degno di questo nome) ha affermato -ma sopratutto dimostrato- che l’interpretazione dei sogni è razionale !

      • Lucio ha detto in risposta a enrico

        Senza contare che la spiegazione delle cause del comportamento umano sostenuta da Pendesini, se ho ben capito, finisce per distruggere il concetto stesso di verita’…. Bel risultato per le neuroscienze!!

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a enrico

        @Enrico
        Per sua informazione NON ho assolutamente “scelto” di non credere in nessuna deità ! Le informazioni culturali/scientifiche acquisite da anni di studio mi portano a conclusioni -involontarie e in tutta imparzialità-, a quelle che lei legge.
        PS. Se un domani qualcuno potesse sostenere razionalmente -mediante la seria metodologia scientifica- che cio’ che affermo è falso, cambierei immediatamente di paradigma !!!

        • Antonio72 ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Tuttavia ha scelto di credere di non avere scelto. E ciò è innegabile.
          A quali esperimenti scientifici si riferisce? Quelli in cui la decisione è del tipo: “premi il pulsante rosso quando si accende la lampadina bianca”. Non c’è da merivigliarsi allora di quelle risultanze: compiti da criceto attivazione cerebrale da criceto. Le decisioni umane sono di tutt’altra natura.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a enrico

        ….Qual’è la ricompensa nel sciegliere la posizione “ateo”….
        @Enrico
        Sperimentare una maggiore libertà, basata sui determinismi che ci governano !

    • Falena-Verde ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Borsellino aveva davvero molti vantaggi a combattere da solo la mafia. Sì perché, si sa, una vita spesa col terrore di esplodere con la tua famiglia è più “vantaggiosa ed interessante” di una vita agiata da magistrato corrotto.
      Anche Massimiliano M. Kolbe deve aver trovato più vantaggioso morire in un campo di concentramento che continuare a vivere, ignorando le lacrime di Francesco Gajowniczek.
      Sì, è sicuramente andata così.
      Mah…

      • G.T. ha detto in risposta a Falena-Verde

        Questa risposta ci voleva!

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Falena-Verde

        Il cervello privilegia il 100% delle volte le azioni che, in una data situazione, conducono ad una situazione ritenuta migliore dal circuito delle ricompense.
        L’atto di dire no non sfugge al determinismo decisionale, è solo una contro-determinazione, che da l’illusione di libertà.
        Sarebbe assurdo negare che l’uomo non può voler agire in contrasto con i suoi valori per soddisfare un valore che ritiene più elevato ? Per Borsellino era molto più importante lottare contro la mafia, che trovarsi comodamente seduto sulla sedia di un ufficio bancario ! La sua scelta, che apprezzo moltissimo, gli ha dato più soddisfazione di una qualsiasi altra ! Questo raro umanista meriterebbe di essere santificato, ma non illudiamoci…..lui non sarà di certo santificato….

        • Eli Vance ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Questo vuol dire semplicemente spostare il problema: dire che il cervello fa decidere per quelle azioni che sono compatibili al valore che la persona ha deciso di seguire rimanda al problema a monte; ovvero che la persona ha scelto un certo valore in luogo di altri.
          Inoltre un qualsivoglia determinismo scientista, che ha nelle sue mire la pretesa di prevedere le decisioni di una persona perchè ritiene di conoscere perfettamente il fenomeno, o quantomeno che sia conoscibile, non spiega le numerose incoerenze di cui la vita di una persona è soggetta, sia a livello di scelta di valori, che può variare nel tempo, che a valle, ovvero la scelta della decisione che può essere in contrasto col valore difeso magari un giorno fa. Lo scientismo fa quadrare apparentemente tutto solo perchè semplifica l’oggetto che studia, ma così ciò che studia non è l’oggetto complesso ma una sua astrazione semplificata.
          Sulla frase sulla santificazione c’è malizia unita a ignoranza: saprai che la santificazione è per quelle persone che hanno esplicitamente seguito Cristo, e che sono escluse interpretazioni quali “solo chi è santificato va in paradiso” o “il bene può essere eseguito solo da chi esplicitamente segue Cristo”.

        • Antonio72 ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Quante sciocchezze…
          E di grazia, quale ricompensa poteva aspettarsi Borsellino dopo la strage di Capaci? La verità è che non solo il cervello di Borsellino, ma l’uomo intero Borsellino sapeva di avere, non gli anni, ma i giorni contati. E nonostante questo andò avanti con il suo duro lavoro di lotta alla mafia senza che qualcuno gli dicesse grazie o gli offrisse alcunchè.
          L’uomo funziona come il circuito azioni-ricompense pressappoco come il motore di un’automobile funziona come la gabbietta dei criceti.

        • Francesco Santoni ha detto in risposta a alessandro pendesini

          GT mi rimprovererà di non avere classe, e probabilmente non ha tutti i torti, ma purtroppo trovo assai difficile intavolare una discussione con chi rinuncia al principio di non contraddizione.
          Allora mettiamo qualche puntino sulle i.
          Borsellino non merita nessuna santificazione, ha combattuto la mafia non per sua decisione, ma perché nel suo cervello il suo circuito della decisione lo ha sempre guidato a farlo. Del resto non si capisce perché combattere la mafia dovrebbe essere considerato un merito: i mafiosi agiscono anche loro guidati dai loro deterministici circuiti della decisione, quindi non si può dire che facciano nulla di male; anzi, è chiaro che nessuno fa mai niente di male, né di bene, concetti puramente illusori.
          Pendesini si dice certo delle sue conclusioni ed in effetti, dato il carattere deterministico del sistema decisionale che a tali conclusioni lo ha condotto, come potrebbe essere altrimenti?
          Ma altrettanto certi delle loro posizioni sono i teisti, guidati pure loro dagli stessi meccanismi neuronali. Insomma la verità è illusione, perché alla fine non possiamo prescindere dal determinismo decisionale, che è quello che ci convince, senza ammettere repliche, di ciò che ci pare vero e di ciò che ci appare falso.
          Ed al tempo stesso, per il determinismo decisionale che regola ogni nostro pensiero, è illusione la verità stessa del determinismo decisionale.
          Ma pensiamo anche alle interpretazioni deterministiche dell’esperimento di Libet, secondo cui ogni nostra più piccola azione mai è libera in quanto già preprogrammata nel nostro encefalo prima ancora che noi siamo consapevoli della volontà di compiere tale azione. Ora quando scriviamo o parliamo, in realtà stiamo solo compiendo un’intricata trafila di movimenti tutti preprogrammati e guidati deterministicamente da circuiti neuronali, quindi che le nostre parole abbiano un senso è illusione, perché non siamo altro che dei complessi orologi formati da un formidabile complesso di ingranaggi che fanno muovere vari quadranti. Un orologio gira, ma non sa di girare, non sa che ora è, non sa nemmeno cosa sia il tempo; e noi siamo come gli orologi. Il determinismo neuronale guida ogni nostra decisione ed azione in ogni dettaglio, e quindi quando parliamo, in realtà ci illudiamo soltanto di dire qualcosa; e quando sentiamo gli altri parlare ci illudiamo soltanto di capirli, perché in realtà riceviamo solo dei suoni che vengono tradotti in impulsi elettromagnetici poi deterministicamente elaborati nel cervello.
          La nostra coscienza, ciò che riteniamo ci ritenga propriamente umani, è solo illusione. Ma un un momento! Anche per illudersi è necessaria la coscienza, ma dal momento che la coscienza non c’è, allora anche il nostro illuderci è illusione, e così via all’infinito.
          Ecco, tutto ciò è dove conduce il materialismo di Pendesini, e lui lo sa benissimo anche se non lo ammetterà mai. Ma se credessimo davvero a quello che lui sostiene, dovremmo essere tutti dei folli. E perché lui non è folle? Perché in realtà non ci crede; quando viene a discutere qui, recita una parte, ma appena ha finito se ne dimentica e torna ad usare il buon senso come tutte le persone normali, godendosi la vita (in realtà secondo la sua prospettiva è impossibile godersi la vita, perché il piacere non esiste, si tratta solo di impulsi elettromagnetici).
          Ed infine, nonostante Pendesini sostenga che le sue posizioni siano assolutamente imparziali, oggettive e “scientifiche”, chissà perché esistono pure tanti neuroscienziati che atei-materialisti-deterministi non sono.

          • Antonio72 ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Salve Francesco

            ovviamente tutto condivisibile tranne un certo dubbio sul tal Pendesini, per esempio perchè debba frequentare blog italiani quando poi si lamenta di non poter scrivere in francese. Non sarebbe più conveniente per ottenere una ricompensa immediata frequentare blog francesi?
            Volevo precisare solo che Libet era un dualista (non cartesiano, ovviamente) e lo afferma lui stesso. Inoltre che esistono esperimenti ancora più sconcertanti di Libet che pare riferiscano all’indietro l’esperienza soggettiva di percezioni sensoriali, che secondo Penrose addirittura violerebbero le leggi fisiche. Tanto che il filosofo Dennett, sentendo puzza di dualismo, parte subito con la contromossa della Churchland, facendole rifare gli esperimenti. Cmq non era di questo che volevo parlare. Ma di un altro esperimento che colpisce, quello di Grey Walter, la cosiddetta “giostra precognitiva”. In poche parole un paziente con elettrodi piantati nella corteccia motoria doveva comandare mediante un pulsante un proiettore circolare di diapositive. Il fatto è che il pulsante era finto e non comandava proprio un bel nulla, mentre il proiettore era azionato dal segnale amplificato trasmesso dagli elettrodi. Il paziente diceva di trovarsi nella spiacevole condizione di vedersi anticipare, prima di premere il falso pulsante, la sua “decisione” di cambiare diapositiva, regolandosi di conseguenza per evitare l’avanzare di due diapositive nello stesso momento. In realtà in questi casi il giudizio deliberato e cosciente non c’entra nulla (è il compito da criceto di cui dicevo) ed in ogni caso non ci dice niente di una determinazione temporale assoluta della decisione cosciente di cambiare diapositiva. Ma farlo capire a Pendesini credo che sarebbe chiedere troppo.

          • alessandro pendesini ha detto in risposta a Francesco Santoni

            @Francesco Santoni
            La ricompensa di un atto virtuoso,o se preferisce “altruista”, è indiscutibilmente uno stato gradevole, ma avolte anche euforico, della coscienza. Questo dovrebbe bastare perché lei capisca il significato di “libero arbitrio” !
            Chi sarebbero questi “tanti neuroscienziati che atei-materialisti-deterministi non sono” ???? Grazie per la risposta

          • Luigi Pavone ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Ma non c’entra niente la questione della verità con il determinismo Santoni! Si può giungere deterministicamente alla verità, tanto quanto liberamente al falso, e viceversa.

            • Francesco Santoni ha detto in risposta a Luigi Pavone

              c’entra c’entra, devi solo seguire meglio il ragionamento

              • Luigi Pavone ha detto in risposta a Francesco Santoni

                La tesi che il determinismo implica la contraddittoria negazione della verità è senz’altro suggestiva, ma andrebbe dimostrata. Non solo non c’è traccia di dimostrazione in tal senso nel tuo commento, ma esso confonde la nozione epistemica della certezza con quella psicologica, e — come se non bastasse — queste con la nozione ontologica di verità.

          • Luigi Pavone ha detto in risposta a Francesco Santoni

            E certo che la non-libertà dell’uomo non è un risultato della scienza, perché è un suo presupposto.

            Quanto alla tesi positiva che la libertà esista non è per nulla sufficiente appellarsi alla morale e al diritto, perché qui la libertà è presupposta. Per Kant la libertà era un postulato indimostrabile della ragion pratica.

            • Antonio72 ha detto in risposta a Luigi Pavone

              La non-libertà dell’uomo è un presupposto della scienza?
              Luigi hai mai sentito parlare di fisica quantistica?
              Il ragionamento che alzo il braccio perchè lo “decide” il neurone XYZ, pressappoco come la palla di neve che scivola dal pendio montano per gravità, è fallace. Il neurone non può infatti decidere un cavolo, salvo patologie. Ma in quest’ultimo caso il paziente, essendo cosciente, sa di essere soggetto al dominio del suo neurone impazzito. Inoltre nel cervello non esiste un punto particolare in cui si manifesti la coscienza, come la ghiandola pineale di Cartesio. E’ sempre la persona ad avere coscienza e mai il cervello. Ed infatti esistono in natura milioni di cervelli ai quali non è correlata alcuna attività cosciente. La difficoltà di studiare scientificamente qualcosa che per definizione non è oggettiva è innegabile, forse insormontabile. E discutere di libero arbitrio significa spingersi ancora più avanti.

            • Francesco Santoni ha detto in risposta a Luigi Pavone

              Infatti io credo che Kant sbagliò molte cose.

              Ma se comunque vogliamo per un attimo restare all’interno delle sue posizione si deve precisare che la libertà è un postulato indimostrabile, ma che va necessariamente ammesso in ogni tentativo di fondare una morale razionale, perché sarebbe assurda una ragione che, se fosse completamente necessitata, ci proponesse però l’imperativo categorico (“devi perché devi”) che invece è al di fuori di quel mondo della necessità che è la natura.

              Dovresti poi ricordarti che per Kant non è affatto vero che la non-libertà dell’uomo sia un presupposto della scienza. Nella Critica della Ragion Pura Kant si preoccupa di trovar le condizioni per cui è possibile la scienze, e nella Critica della Ragion Pratica le condizioni per cui è possibile una morale razionale, e le due critiche non sono in contraddizione l’una con l’altra.

              Ma comunque questa erano solo divagazioni su Kant. Le contraddizioni che affliggono la posizione di Pendesini restano tutte in piedi, dovreste fare uno sforzo di risolverle invece di divagare.

          • Lucio ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Bravo Santoni!! Ti straquoto!!

        • Leon ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Non si puo dimostrare un’asserto retorico.Infatti ciò che non può essere dimostrato è una credenza,lei ha affermato una serie di fallacie logiche dunque è una credenza.

          • Leon ha detto in risposta a Leon

            La sua scelta, che apprezzo moltissimo, gli ha dato più soddisfazione di una qualsiasi altra !

            Infatti

            Siamo in presenza di fallacie induttive quando la probabilità induttiva dell’argomento risulta più bassa di quanto inizialmente possa sembrare, ovvero quando si presenta ciò che è vero in alcuni casi come se fosse vero in ogni caso.

            Generalizzazione indebita: vi cadiamo quando traiamo una conclusione riguardante un’intera classe di oggetti a partire dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti.

            Esempio: Newton studiò la caduta di diversi oggetti e concluse che in nessuno dei casi osservati gli oggetti lasciati cadere cadevano verso l’alto. Quindi arrivò alla conclusione dell’esistenza della forza di gravità: quella forza che costringe tutti gli oggetti a cadere verso il basso. Successivamente e per mezzo di altri esperimenti e misurazioni, Newton scoprì che tutti gli oggetti cadevano a terra con un’accelerazione uniforme. Newton concluse che la stessa forza è valida anche per i corpi celesti.
            Così facendo ha compiuto una generalizzazione indebita.”

            e

            Falsa causa: questa fallacia si verifica quando si fa apparire per causa di un evento qualcosa che non lo è, oppure quando si attribuisce arbitrariamente una causa ad un evento senza aver considerato le alternative [4].

            Esempio: Non avrei mai dovuto fare l’esame di venerdì. Ogni volta che lo faccio di venerdì vengo bocciato. In questo caso abbiamo una falsa causa.
            Il paziente ha manifestato sintomi violenti immediatamente dopo il pranzo. Non si era manifestato alcun sintomo prima del pranzo, e durante il pranzo il paziente godeva di ottima salute. Il paziente gode generalmente di ottima salute, e la sua anamnesi non ha registrato sinora alcun problema fisico. Il paziente è vittima del pranzo. In questo caso abbiamo un ragionamento post hoc.

            Non è afatto vero affermare che Borsellino lo avesse fatto per apagare il suo piacere è una falsa causa e una generalizzazione indebita.

            Non sequitur, o non causa pro causa (detta anche «Falsa pista»): consiste nell’assumere illecitamente come causa qualcosa che non lo è (post hoc ergo propter hoc oppure cum hoc ergo propter hoc).

            Esempio: Il Paese è sotto la minaccia del terrorismo. Urge acquistare nuovi armamenti sempre più potenti.

            L’argomento è fallace poiché non necessariamente il terrorismo si combatte con l’acquisto di nuovi armamenti (possono essere efficaci anche quelli già in dotazione).

            Non è affatto detto che Borsellino lo avesse fatto per il suo piacere.

    • Lucio ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Quindi secondo Lei, Pendesini, chiunque e’ disposto a soffrire e a sacrificarsi per il prossimo in realta’ non puo’ farlo liberamente, cioe’ in quanto dotato di una sfera morale e spirituale, ma solo perche’, come una marionetta, questo tipo di comportamento attiva i suoi nuclei neurali della ricompensa….
      Complimenti, ha risolto facilmente un gigantesco dilemma (quello del libero arbitrio) su cui l’uomo riflette da piu’ di 2000 anni…
      Sinceramente devo dire che ad un uomo semplice come me la realta’ pare ben diversa: il cercare di fare il bene comporta molto spesso la necessita’ di accettare di soffrire e di saper rinuciare a cose piacevoli. Ognuno di noi ha sperimentato queste sensazioni dentro di se, chiaramente, almeno una volta….
      Secondo Lei, allora, quando Gesu’ all’orto degli ulivi, nel colmo della sua angoscia, disse: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” pensa che abbia deciso di compiere la volonta’ di Dio perche’ costretto dai suoi circuiti della ricompensa?
      Se le cose stanno davvero cosi’ Lei dimostra di avere smarrito il senso della realta’!
      Aggiungo inoltre che se questa visione dell’ uomo non e’ solo sua ma, come temo, comune a molti neuroscienziati, allora mi pare proprio di poter affermare che i paradigmi di questa scienza siano palesemente sbagliati.
      Da ignorate quale sono voglio azzardare una previsione: Circa 100 anni fa i fisici, prima dell’ avvento della fisica quantistica, sostenevano che la descrizione del mondo da loro raggiunta fosse da considerare pressoche’ completa; oggi sappiamo invece che la realta’ si e’ dimostrata ben diversa….. Vogliamo scommettere che tra cento anni avverra’ piu’ o meno la stessa cosa per le neuroscienze?
      Alla sua arrogante affermazione “Diffido chiunque a dimostrare il contrario” (che poi andrebbe letta: sfido chiunque a dimostrare il contrario) io rispondo con questa frase: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.” (Matteo 24:35)

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Lucio

        @Lucio
        Grazie per la correzione :
        Ripeto : SFIDO chiunque a dimostrare il contrario !
        PS Mi sentirei molto più a mio agio scrivere in lingua francese, la mia ! forse commetterei meno errori…;

        • Leon ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Ricapitalondo no si puo dimostrare nulla.

          Wittgenstein stesso contestava il monismo pansessualista freudiano.Indimostrabile perchè rettorico.

          Non è possibile affermare che

          X gioca a pallone perchè prova piacere a farlo.

          Non significa nulla=0 logico

          Infatti si rivela che:

          X è stato costretto da Y a giocare a pallone CONTRO LA SUA VOLONTA’ e peova dispiacere ogni volta che gioca a pallone.

          Dunque quanto afferma è illogico.E’ solo un vuoto sofisma.

          • Leon ha detto in risposta a Leon

            Borsellino o Falcone passo tutta la sua vita sotto scorta.Non è afatto vero che provava piacere nel vivere con il continuo timore di essere ucciso.

            X agisce per il piacere fisico=Epicuro

            Asserto retorico.

            Non è detto che X abbia provato piacere fisico.X provava paura,dunque non puo la paura essere un piacere,dunque x non provava piacere.

        • Lucio ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Prego, non c’e’ di che….
          Le auguro una vita lunghissima e felice e spero che, quando verra’ la sua ora e comparira’ davanti a Cristo, non si ostini a sostenere che Colui che avra’ di fronte a se sia solo un illusione creata dalla sua mente…. sarebbe alquanto buffo….

    • Antonio72 ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Semplice. Alcuni decidono di risparmiare i soldi per investire sul futuro dei figli (vantaggio e ricompensa di cui forse non vedranno mai i frutti – modesta o nulla attivazione cerebrale) piuttosto che spenderli per farsi le vacanze tutti gli anni alle Maldive (vantaggio facile e immediato con alta attivazione cerebrale che tocca quasi la zona rossa).

    • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

      alessandro scrive:”La neurologia e psichiatria hanno in gran parte smantellato potenti meccanismi biologici che limitano la libertà umana non solo ma possono anche annientarla.”…
      – Il Magistero, dopo aver affermato che “la libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate”, chiarisce però che “la libertà rende l’uomo responsabile dei suoi atti, nella misura in cui sono volontari… l’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali”.

      alessandro scrive:”…tra due possibili azioni, l’animale e l’uomo, sceglie spontaneamente quella che ritiene più interessante o avantaggiosa, cioè quella che provoca la più forte attivazione dei circuiti (nuclei neurali) della ricompensa.”…
      – Per l’uomo questa regola non vale assolutamente in quanto la mente umana introduce un ulteriore passaggio che può essere definito come l’analisi delle conseguenze recondite: “se io faccio quella cosa ottengo quel determinato effetto che però altri si sono riproposti di ottenere dalle mie azioni per un loro recondito scopo e, pertanto, io decido di non fare quella determinata azione che, pur sembrandomi a prima vista conveniente, giudico un inganno dell’altro per asservirmi ai suoi scopi.”

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

        @Lorenzo
        E’ evidente che l’uomo è responsabile delle sue azioni premesso che non sia affetto di patologie cerebrali !
        Ma vorrei insistere sul fatto che l’uomo può eventualmente sbagliarsi perché ignora taluni fatti o ragiona irrazionalmente, ma non sceglie mai -insisto sul MAI- deliberatamente un’azione sub-ottimale !
        L’indifferenza (salvo squilibri neurosinaptici) è umanamente impossibile.
        Noi tutti ereditiamo geneticamente una serie di strutture neurali, -sistemi che determinano i valori-, essenziali per il funzionamento del nostro cervello, il quale va considerato come un sistema “selezionista” e non “istruzionista” !
        Tutte le esperienze effettuate in questa branca nelle migliori università mondiali confermano cio’ che scrivo. Se avessi dei dubbi su questi risultati non ci sarebbe nessun motivo per parlarne !
        PS :Se sostenessi il contrario mentirei….Comunque “liberi” di non credere….

        • Uomovivo ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Se venuto qui per ribadire le catene e negare la libertà, chiudi dietro di noi tutte le porte della prigione cosmica con un gran clangore di ferro e ci dici che la nostra emancipazione è un sogno e la nostra prigionia una necessità.
          Poi tranquillamente ti alzi, giri sui tacchi e ci vieni a raccontare che siamo liberi di non crederti.
          Mi diventa impossibile rispettare la tua idea, ma mi fai spanciare dalle risate.

        • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Che l’uomo opti sempre per la scelta di ciò che ritiene migliore è un fatto.
          È però anche un fatto che il motivo per cui un uomo ritiene una scelta preferibile ad un’altra non è spiegabile ne’ con i circuiti neuronali ne’ con condizionamenti culturali: perché una persona è disposta ad ammazzare per salvarsi ed un’altra non lo farebbe mai?

  9. Lucio ha detto

    Al riguardo mi sembra molto interessante anche il seguente articolo di Enzo Pennetta: http://www.enzopennetta.it/2012/10/homo-sapiens-quello-che-faggin-ha-capito/

  10. cabellen ha detto

    Purtroppo il cristianesimo somministra da sempre ai suoi fedeli un “pensiero debole” che si contrappone alle ambizioni di potere del clero. Non è un gran merito aver affermato che “gli uomini sono tutti liberi per diritto naturale” se nella pratica si è fatto pochissimo per sollevare gli umili dalla miseria e dalla schiavitù, e se agli umili è stata prospettata solo una ricompensa ultraterrena alle loro sofferenze.
    Vorrei invece che l’esempio fosse fra’ Cristoforo, che non si limita ad esortare Renzo e Lucia a confidare in Dio, ma si reca immediatamente a sfidare l’oppressore per vedere se può mettergli vergogna e ottenere qualcosa.

    • Antonio72 ha detto in risposta a cabellen

      @cabellen

      Secondo me questo è il punto chiave che distingue il pensiero cristiano da quello ateo. L’ultimo è portato a lottare per ottenere la giustizia spesso con mezzi discutibili, soprattutto rivoluzioni e ribellioni, talvolta ottenendo il contrario di quanto sperato, quasi sempre facendo scontare all’umanità dei prezzi salatissimi. Il cristiano invece si rivolge direttamente al cuore degli uomini portando loro la luce dell’amore che proviene da Gesù Cristo. E’ dunque una sorta di illuminismo del cuore la missione cristiana, o almeno così dovrebbe essere. La giustizia non proviene dunque dalla lotta, ma può emergere solo direttamente dall’uomo, e solo quando egli aderisce alla verità cristiana.
      Gesù infatti avrebbe potuto lottare contro le autorità costituite per imporre la legge di Dio, ma non lo ha fatto. Avrebbe potuto mettersi alla testa di una fazione ribelle per combattere con la spada il potere sacerdotale, ma non lo ha fatto. Per chi ci crede avrebbe potuto richiamare legioni di angeli direttamente dal Cielo per spazzare via l’ingiusto ed il peccatore, ma non lo ha fatto. Cabellen hai forse bisogno di altre prove per capire che il metodo da te auspicato contribuisce a moltiplicare l’ingiustizia e non a limitarla. Tutti i progressi dell’umanità in questo senso che si sono avuti ad oggi emergono da una parziale illuminazione delle coscienze, non dalla lotta violenta contro l’oppressore: il comunismo è caduto da sè per questa ragione. Dal sangue proviene solo sangue. E la più grande consapevolezza dell’uomo è sapere che siamo tutti fratelli uniti sotto le insegne della sofferenza e della miseria. Non siamo dunque che granelli polvere, brezze leggere che durano un istante, rispetto a Dio. Tutta la nostra razionalità, ingegno, ricchezza, appetiti ed altre vanità non valgono un campo di papaveri.
      E’ dunque questa consapevolezza a fare grande l’uomo, non altre. Ed è proprio questo il punto di partenza del cristiano: umiltà, arrendevolezza, o puoi anche chiamarla debolezza. E’ questa la vera forza del cristiano che l’ateo non può comprendere, soprattutto quello incline alla volontà di potenza.

  11. Leon ha detto

    @Pandesini

    La psicologia è una scienza come la biologia e la chimica?Ecco che fine una sifatta “blasfemia razionale”

    Esperimento 1

    L’individuo X simula una patologia depressiva senza averla,legge i sintomi e li riproduce mentendo,lo psicologo diagnosticherà la sindrome depressiva all’individuo X,dimostrando appunto che ha sbagliato diagnosi in quanto X mentiva.Va da altri 9 e avviene ugualmente la stessa diagnosi, tutti li diagnosticano ciò per cui l’individuo sà di mentire.

    Esperimento 2

    L’individuo X simula di avere una frattura al braccio.Va da un medico con lo stesso intento che aveva nell’esperimento 1,il medico fa una radiografia e afferma “lei mente non ha nessuna frattura”.Va da altri 9 e tutti sanno che ha mentito.

    In che senso dunque la psicologia è anche solo lontanamente paragonabile alla biologia, alla chimica o alla medicina?

    Ecco che empiricamente si dimostra chiaramente e nitidamente l’enorme differenza tra le due,postulare e associare traslocazione di termini come “bene” e “male” a una molecola o a un’atomo è un sofisma retorico non scienza.

  12. alessandro pendesini ha detto

    @Leon
    Lei sta allegramente confondendo la “psicologia” con le “neuroscienze cognitive” !

  13. alessandro pendesini ha detto

    Brava gente, capisco benissimo le vostre reazioni e, a volte, la vostra sia pur contenuta aggressività :
    Noi tutti ereditiamo geneticamente una serie di strutture neurali, -sistemi che determinano i valori-, essenziali per il funzionamento del nostro cervello, il quale deve essere considerato come un sistema “selezionista” e non “istruzionista” !
    NB.:L’impressione di non poter controllare il proprio cervello puo’ provocare una sensazione d’angoscia a volte insopportabile ! E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere consapevole dell’origine delle nostre azioni !
    Una persona che perderebbe la sensazione di essere al comando delle sue azioni vivrebbe sovente nella paura di non sapere come reagire in tempo per affrontare adeguatamente il pericolo……Strano ma vero !

    • Lucio ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Solo un ultima osservazione Sig. Pendesini: se davvero il concetto di libero arbitrio e’ illusorio che senso si sentirebbe di dare a questa straordinaria vicenda vissuta dalla Sig. Gloria Polo?
      http://mdamato.altervista.org/File/DGGLORIA%20POLO.pdf
      Sicuramente obiettera’ che cio’ che questa donna ha visto e sentito nella sua esperienza al confine tra la vita e la morte e’ solo un illusione creata dalla sua mente. Ma come si spiega che non sia morta e che le sue gambe e i suoi organi interni siano guariti in modi e tempi inspiegabili per la scienza?
      Ora sono io che la sfido a darmi una spiegazione puramente razionale…..

    • Pino ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Pendesini, si dice “una persona che perdesse” non “una persona che perderebbe”, qui l’unico cha ha veramente perso il cervello per strada sei tu.

    • Leon ha detto in risposta a alessandro pendesini

      @Pandesini

      Sig Pandesini a me non interessano minimamente le opinioni,a me interesssa che lei dimostri ciò che afferma perchè fino a questo momento non ha dimostrata ha affermato.E le sue disserzioni non hanno significato logico,mi dispiace affermarlo ma è cosi,infatti sono confutabili sempre al 100% sul piano razioanle,continua a protrarre affermazioni perentorie retoriche e indimostrabili:

      1)Noi tutti ereditiamo geneticamente una serie di strutture neurali, -sistemi che determinano i valori-, essenziali per il funzionamento del nostro cervello, il quale deve essere considerato come un sistema “selezionista” e non “istruzionista”

      FALSO

      E’ impossibile determinare valori morali e etici per via genetica,lo studio scientifico che ha protrato questo asserto è proprio il “progetto genoma umano” che non ha asserito,Ha dimostrato che i geni non sono nel rapporto 1:1 dunque sconfessando qualsiasi determinazione della sfera dell’intenzionalità umana.

      E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere consapevole dell’origine delle nostre azioni !

      FALSO

      Nessuno ha mai dimostrato l’inconscio.E’ solo un’altra affermazione perentoria,dimostrare un qualche inconscio è impossibile.Inconscio è un termine privo di significato materiale,dunque inesprimibile sul piano scientifico.L’intero ragionamento è incongruente perchè monta conclusione su cio che non è dimostrato.

      Una persona che perderebbe la sensazione di essere al comando delle sue azioni vivrebbe sovente nella paura di non sapere come reagire in tempo per affrontare adeguatamente il pericolo……Strano ma vero !

      FALSO

      Perchè segue una catena di ragionamenti retorica le cui basi non sono dimostrabili è un’ennesima fallacia logica:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Argomentazione_a_catena

      Spiacente di dovergli dire che l’omosessualità NON è considerata dall’OMS ne una patologia e ancora meno una fobia !!!

      VERO

      Appunto motivo in più per considerare ogni vaneggiamento degli psicologi sull’omofobia incongruente e irrazionale perchè non supportata dai fatti.In sesnso lato è dunque un fenomeno etico,per sua stessa natura non è dunque nè scientifico nè patologico.L’etica fa parte dell’intenzionalità.L’intenzionalità a cui fa parte la sfera della libertà è inindagabile.La libertà infatti esprime l’intenzionalità,ovvero non è affatto razionale affermare che:

      Scelgo solo A
      SCelgo solo B

      Ma sceglierò A o B o C o Do E….[..]

      Dunque ogni discussione che parli della libertà affermando che un soggetto farà scelte tipo: solo A o solo B,e una fallacia di dimensioni “immani e apocalitiche” X):

      http://it.wikipedia.org/wiki/Falsa_dicotomia

      Infatti per negare la libertà umana deve esprimere questa fallacia,ovvero deve dimostrare che un individuo sceglie solo A o Solo B,il che sarebbe impossibile solo per il pradosso del mentitore.Posso mentire o dire il vero,dunque non è vero che dico solo il vero o dico solo il falso.

      “Nessun onirologo (degno di questo nome) ha affermato -ma sopratutto dimostrato- che l’interpretazione dei sogni è razionale !”

      VERO

      Mi domando perchè Freud e alcuni psicologi la spaccino per tale:
      http://it.wikipedia.org/wiki/L%27interpretazione_dei_sogni

      o

      http://www.opsonline.it/forum/psicologia/la-stanza-dei-sogni/

      Dunque insegnado la superstizione alle persone e spacciandola per scienza.Paiono dei ciarlatani da quattro soldi.E questa che leggo qua me la chiama scienza?Ma con che coraggio?

      Gli indiani d’america facevano le stesse interpretaziooni smboliche sunque Freud e la psicologia Dinamica sono incongruenti.

      Dunque di nuovo afferma enunciati irrazionali che
      a)Non sono logici
      b)Non seguono nessun metodo razionale o scientifico,sono disserzioni soggettive che sul piano logico equivalgono ad affermare a affermazioni tipo: “Sul pianeta plutone vive pegaso”.In altri termini non esprimono FATTI.
      Sono razionalmente inconsistenti quando non contradditori.

      E si collocano sul seguente piano:

      a)Retorica
      b)Sofisma e paralogismo.

      Io non faccio opinioni,ne ascolto affermazioni perentorie dunque dogmi.Queste affermazioni valgono solo per gli ignoranti della logica e della ragione.

    • Lucio ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Sig. Pendesini, lei scrive: “L’impressione di non poter controllare il proprio cervello puo’ provocare una sensazione d’angoscia a volte insopportabile! E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere consapevole dell’origine delle nostre azioni!”

      Quindi, secondo lei, il nostro encefalo non solo crea l’illusione del nostro io ma, inoltre, lo illude di essere consapevole delle proprie azioni. Onestamente questo mi sembra troppo…. Il cervello, che non e’ neanche consapevole di esistere (il nostro io si percepisce infatti come qualcosa di distinto da esso), e’ pero’ capace di creare delle illusioni; mentre il nostro io, che e’ consapevole di esistere, e’ in realta’ un illusione! Tutto questo e’ paradossale!

      Infatti, se il nostro encefalo fosse realmente in grado di mettere al riparo il nostro io dall’ angoscia, allora significherebbe che esso e’ capace di riconoscere cio’ che e’ utile. Ma la logica ci dice che solo un intelligenza autocosciente e’ in grado di capire cio’ che e’ utile, e’ il nostro encefalo non lo e’. Inoltre, sempre secondo la logica, dobbiamo concludere che e’ paradossale pensare che un intelligenza puramente funzionale (il nostro encefalo) possa dare origine ad un intelligenza cosciente e capace di intenzioni. Normalmente avviene proprio l’esatto opposto: e’ l’intelligenza cosciente ed intenzionale che puo’ generare atti utili a se stessa.

      • enrico ha detto in risposta a Lucio

        @ Lucio e pendesini

        “E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere consapevole dell’origine delle nostre azioni!”

        Beh Lucio.
        Se le cose stessero come scrive Pendesini allora l’encefalo sarebbe libero di sceglere infatti leggo:

        “E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere consapevole dell’origine delle nostre azioni!”

        Chiaro che il concetto che Pendesini voleva esprimere era altro.
        Io comunque non ho capito bene il concetto espresso da Pendesini, leggo:

        “tra due possibili azioni, l’animale e l’uomo, sceglie spontaneamente quella che ritiene più interessante o avantaggiosa, cioè quella che provoca la più forte attivazione dei circuiti (nuclei neurali) della ricompensa.”

        A parte come ha scritto Leon che non obbligatoriamente debba decidere aut aut fra due azioni, ma il fatto che scelga l’opzione che io valuto migliore, o corretta in che modo violerebbe il libero arbitrio?

        Dipende dal mio sistema di riferimento o dalla mia Weltanschaung.
        Tant’è che vi sono persone che mutano i propri comportamenti nel corso della vita.
        A volte istantaneamente.
        Pensiamo al caso di Frossard.
        Probabilmente prima o dopo la conversione le azioni di Frossard sarebbero state diverse posto lo stesso di fronte ad una situazione.
        Forse avrebbe scelto la situazione valutata migliore il “100% delle volte” prima e dopo.
        Ma le azioni sarebbero state diverse.
        Vattelapesca consideriamo Agostino ante e post conversione.
        Dunque come mutano secondo le neurescienze tali sistemi di riferimento che incidono sul comportamento e sulle scelte del singolo.
        La weltanschaung è deterministica?

        • Lucio ha detto in risposta a enrico

          Ciao Enrico, non sono certo di avere ben compreso la tua osservazione ma ti rispondo egualmente:
          Il sig. Pendesini ha scritto che la sua lingua madre e’ il francese, non l’italiano. Penso quindi che si possano spiegare cosi’ alcune imprecisioni che compaiono nei suoi interventi. La frase che stiamo analizzando: “E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere CONSAPEVOLE dell’origine delle nostre azioni!” io l’ho intesa in una maniera diversa, che riporto di seguito, proprio pensando ad un suo errore grammaticale: “E ‘per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere CONSAPEVOLI dell’origine delle nostre azioni!”. La mia critica si’ e’ quindi basata su questa interpretazione dalla sua frase.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Lucio

        @Lucio
        Per sua informazione due esempi :
        —L’uomo quando vien colpito alla corteccia visiva da incidenti fisici o patologie varie, non vede più consapevolmente e molte volte non ha più nessun ricordo visivo. Pero’ a volte rimane in lui un residuo funzionale il quale dirige una ridotta elaborazione visiva, che a sua insaputa, orienta fisicamente le sue azioni e/o scelte.
        —Il nostro corpo può reagire a una minaccia ancora prima che sia stata coscientemente identificata ! Molti di voi dovrebbero aver fatto questa esperienza, gli esempi sono innumerevoli ! Penso che avrà (forse) capito, o devo continuare ?

        • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

          @ alessandro pendesini

          “il nostro corpo può reagire a una minaccia ancora prima che sia stata coscientemente identificata ! Molti di voi dovrebbero aver fatto questa esperienza, gli esempi sono innumerevoli ! Penso che avrà (forse) capito, o devo continuare ?”

          Quindi?

        • Lucio ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Sig. Pendesini,
          Io non sono un neuroscienziato, mi pare pero’ azzardato pretendere di concludere, partendo dagli esempi da lei citati, che l’io sia un illusione e che non possa esistere il libero arbitrio. Di come funzioni il nostro cervello ne sappiamo ancora troppo poco, e di molti fenomeni non possiamo avere che una visione parziale. Senza contare che i dati ottenuti da ogni esperimento possono essere poi interpretati dal neuroscienziato proprio secondo la sua visione del mondo. A me pare che le difficolta’ logiche che depongono a sfavore del suo modo di considerare la questione abbiano un peso preponderante rispetto ai fenomeni da lei citati a sostegno della sua tesi.
          Un saluto

          • Francesco Santoni ha detto in risposta a Lucio

            Dire che l’io sia un’illusione non è solo azzardato, è proprio contraddittorio. Se l’io non c’è, chi caspita è che si illude? Un io ci ha da essere. La coscienza è un fatto, e come spiega Thomas Nagel nel suo famoso articolo “What it is like to be a bat”, non si vede alcun modo in cui essa possa essere ridotta a dei fatti fisici. Ammetto che a priori anche soluzioni solipsistiche sono concepibili, e questo richiederebbe ulteriore discussione. Ma restando in tema la posizione di Pendesini è proprio assurda. Non si può dire che l’io sia un’illusione, e non è possibile darne una spiegazione fisicalista.

    • Falena-Verde ha detto in risposta a alessandro pendesini

      “E‘ per questo motivo che l’encefalo prende la briga (tramite meccanismi inconsci) di rassicurarci, dandoci l’illusione di essere consapevole dell’origine delle nostre azioni!”

      Lei sta descrivendo il cervello come se avesse caratteristiche personali (anziché sub-personali) nel momento in cui afferma che il cervello ha l’intenzione di rassicurarci e, soprattutto, di ingannarci.
      Cosa poi significhi “illusione di essere consapevoli dell’origine delle nostre azioni” è una frase poco chiara. L’origine delle mie azioni, stando a quanto “mi dice il mio cervello” (espressione orribile, che virgoletto allegramente) sono io, unione anima-corpo ed ente sostanziale. Mi sembra ovvio. Ammesso e non concesso che io sia una tassella del domino e che la mia caduta sia semplice conseguenza della caduta del tassello precedente, sarei io l’origine della caduta dei successivi tasselli.

      P.S.
      A proposito della “sensazione d’angoscia a volte insopportabile”, la invito a rivedere la nostra vecchia discussione sul rapporto tra determinismo e religioni. Un punto di partenza potrebbe essere l’antica Grecia. E, sempre a proposito di antica Grecia, la invito nuovamente a leggere il mito di Er di Platone. Almeno avrà, con tutto il rispetto, un atteggiamento un po’ più umile e meno perentorio nei suoi commenti….

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Falena-Verde

        @Falena Verde
        Per sua informazione :
        —Non abbiamo mai coscienza del sapere necessario per svolgere qualsiasi compito o azione, ma neanche delle fasi intermedie del processo neurosinaptico decisionale. Ci accorgiamo del risultato pochi millisecondi dopo “la nostra decisione”! Qui le prove, via l’IRMf ecc…sono agghiaccianti e riproducibili a volontà !

        • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

          @ alessandro pendesini

          “Coscienza e neuro-libertà: il contributo di Tommaso d’Aquino (I° parte)
          Calendario 26 settembre, 2012

          di Alberto Carrara* *biotecnologo e neuroeticista presso la “Regina Apostolorum” di Roma”

          Lei sembra grosso modo riproporci quanto il prof. Alberto Carrara aveva cominciato a discutere qui.
          Se ha pazienza presumo che l’argomento sarà ripreso e concluso successivamente visto che erano previsti 3 interventi.

          • enrico ha detto in risposta a enrico

            @ alessandro pendesini

            “Le neuroscienze decretano la fine del libero arbitrio? (parte seconda)

            “Adina Roskies, professoressa di filosofia presso il Dartmouth College, nel capitolo scritto per il libro “Siamo davvero liberi? Le neuroscienze e il libero arbitrio” (Edizioni Codice, 2010, pagg. 51 – 69), osserva che le tecniche di indagine neuroscientifica non sono in grado di risolvere la questione del determinismo, per un motivo molto semplice: non riescono a discriminare l’attività cerebrale a un dettaglio sufficientemente fine. Per intendersi, ciò che appare casuale alla scala di risoluzione della risonanza magnetica (che è dell’ordine del millimetro) potrebbe risultare deterministico, se solo analizzato a una scala più piccola (quella del singolo neurone o addirittura della singola molecola); viceversa, un’attività apparentemente deterministica potrebbe in realtà essere il risultato di molti eventi casuali aggregati. Magari si tratta solo di un limite delle tecniche attuali; però è probabile che un’analisi conclusiva richiederebbe una risoluzione almeno al livello molecolare… il che, temo, è destinato a rimanere pura fantascienza ancora per un bel po’ di tempo. Ad ogni modo, Roskies sottolinea che una risposta al problema del determinismo – se mai ci sarà – verrà assai più facilmente da una teoria fisica migliore che non dalle neuroscienze.”

            “Filippo Tempia, neurologo e ordinario di fisiologia all’Università di Torino, illustra – nell’articolo scritto per “Siamo davvero liberi?” (pagg. 87 – 108) – lo “stato dell’arte” delle neuroscienze nella prospettiva ontologica. Il famoso esperimento di Libet – ricorda Tempia – si proponeva di verificare se accada prima l’evento mentale della volontà di agire oppure l’attività neurale che conduce all’azione. Il presupposto, naturalmente, era che quello che viene prima è la causa di quello che viene dopo. I risultati, come è noto, sembrarono smentire la possibilità di un’azione causale dalla mente sul cervello, indicando viceversa che le decisioni siano il risultato dell’attività cerebrale non conscia, e non di un evento mentale volontario. In quest’ottica, la sensazione di essere agenti delle nostre azioni sarebbe equiparabile a una mera percezione sensoriale; il soggetto che decide sarebbe l’organo‑cervello, il cui funzionamento di fondo dipende solo dalle leggi della fisica; pertanto, la possibilità di un libero arbitrio in senso proprio sarebbe totalmente esclusa (sia nella concezione deterministica che in quella indeterministica). Dunque, l’esperimento di Libet sembrerebbe confermare il punto di vista del riduzionismo materialista.

            In realtà, però, secondo Tempia la questione non si può considerare affatto risolta. Una serie di esperimenti eseguiti su diverse aree cerebrali ha infatti dimostrato – dice il neurologo – che “il tempo mentale di cui abbiamo coscienza non corrisponde fedelmente al tempo cronometrico, ma viene sovente deformato in modo da creare una rappresentazione mentale della realtà il più possibile coerente”. In altre parole, si osserva “una distorsione della percezione del tempo nelle vicinanze dei movimenti volontari”, che può giungere al punto di invalidare l’interpretazione della successione temporale di causa-effetto (“Siamo davvero liberi?”, pagg. 100 – 101). Perciò, a tutt’oggi non si può affermare che vi sia una qualche prova sperimentale conclusiva a favore del riduzionismo materialista: rimane quindi aperto il problema “se l’uomo possa decidere in maniera non determinata dagli antecedenti fisici del proprio cervello”. A ben vedere, l’idea che un nesso di causalità possa essere svelato da un’analisi della successione temporale degli eventi neurali risente di una concezione strettamente meccanicistica del cervello (visto all’incirca come un orologio, solo più complesso) – si basa, cioè, su un presupposto più o meno arbitrario, non fondato su ineccepibili dimostrazioni scientifiche. Eppure, la fisica del XX secolo ci ha insegnato che la realtà materiale non è riducibile nella sua essenza a fenomeni meccanici (magari con una spruzzatina di fenomeni elettromagnetici per spiegare la chimica). Pertanto – conclude Tempia – “finché non conosceremo la reale natura degli eventi mentali, e la loro relazione con le leggi della fisica della materia, non sarà possibile negare né confermare scientificamente un ruolo causale della mente”.

        • Falena-Verde ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Per sua informazione:
          Tutto quello che lei dice non mi è nuovo (ed anche questo gliel’avevo già spiegato). Lei però non risponde alla mia obiezione. Se, secondo lei, la decisione non è mia, ma del cervello, perché “io” divengo consapevole solo successivamente, allora abbiamo una visione dell’uomo completamente. Lei, infatti, fa coincidere l’essere umano con la coscienza, come faceva Cartesio. E la sua è una concezione dualistica, dove il corpo è percepito come qualcosa di “diverso”. Forse si stupirà, ma si può essere tranquillamente materialisti e dualisti al tempo stesso, come Dennett, col suo centro di gravità narrativa, dimostra apertamente. Basta percepire il corpo come qualcosa di alieno, diverso dall’ “Io”.
          Io, come faceva il buon Tommaso d’Aquino, ritengo che l’essere umano sia anche (non solo) il suo corpo. Punti di vista, certo, ma da cui facciamo dipendere le nostre conclusioni.
          Io ritengo di essere anche il mio cervello ed ammesso e non concesso che la decisione sia “sua” (o meglio, tramite lui: lui è uno strumento del tutto che sono) e non “della coscienza”, sarei comunque io a decidere, non un alieno. Se, invece, si parte dal presupposto che cervello e coscienza siano entità e sostanze separate, come Cartesio, allora, paradossalmente, si giunge alle sue conclusioni, dove a decidere non siamo noi.
          Su questo conveniamo? Se conveniamo, allora converrà che nella mia visione il senso di agenzia rispecchi una verità indiscutibile e che non sia assolutamente un inganno od un’illusione (e poco importa la conoscenza dei processi fisici con cui decidiamo). In tal senso, gli esperimenti di Libet e simili sul ritardo della coscienza potrebbero essere confermati senza dover per forza di cose privare l’uomo dell’agenzia. Potrebbe leggersi, in proposito, le pubblicazioni del bioeticista Jose Ignacio Murillo. Consiglio soprattutto “NEUROCIENCIA Y LIBERTAD. UNA APROXIMACIÓN INTERDISCIPLINAR”.
          Affrontiamo ora il problema della coscienza. Lei ha fatto degli esempi: il primo riguarda l’istinto di reagire quando si è in una situazione di allarme, il secondo riguarda il fenomeno della visione cieca ed il terzo è una chiara allusione agli esperimenti di Libet, Soon, Haynes e Fried circa l’attivazione precosciente di aree motorie. Le rivelo un segreto: nessun tomista o aristotelico riterrebbe che tali esperimenti riguardino il libero arbitrio. Il libero arbitrio, infatti, è la capacità non di prendere decisioni tra A e B (anche un pesce sa prendere tali decisioni), bensì è la capacità dell’uomo di far ricorso alla ragione, anche per un arco di tempo molto lungo, per prendere una decisione morale (la quale è, com’è ovvio, influenzata, ma non per questo determinata). Negli esperimenti o esempi da lei portato io vedo solamente il coinvolgimento dell’ “anima sensitiva”, non dell’ “anima razionale e morale”. Ovviamente una simile distinzione non sarebbe possibile se l’anima cartesiana e sostanziale fosse vera.
          Concludo dicendo, infine, che anche se un giorno dovessero trovare i NCC (Correlati Neruali della Coscienza) e scoprissero che essa è davvero “fuori dal giro”, senza possibilità di replica, allora, stia tranquillo. Noi cristiani continueremo ad interrogarci e a chiederci “Perchè Dio mi sta facendo fare questo anziché quest’altro?”. La risposta potrebbe non essere quella calvinista, secondo cui Dio fa ciò che vuole (facendo ricadere la colpa del male su Dio – E se non è così chiedo scusa ai calvinisti), né quella panteista ma potrebbe trovarsi nel fatto che lui conosca la nostra natura (non composta di sola carne, ovviamente) meglio e che ci faccia agire secondo la nostra natura stessa. Tuttavia non vedo come la scienza possa diventare una sovrana assoluta del nostro pensiero. In fondo, la scienza non è mai stata “dogma” e, poiché la soggettività della coscienza non viene certamente violata dalle tecniche neuroimaging, allora non vedo come si possa giungere a conclusioni radicali circa il determinismo e la natura della coscienza stessa.
          Una domanda: per quale motivo termina sempre le domande con frasi apodittiche, perentorie e sensazionalistiche, che fanno ricorso a termini come “agghiaccianti” o ad espressioni come “strano ma vero”?

          Spero di non aver scritto un papiro.

  14. enrico ha detto

    “E’ evidente che l’uomo è responsabile delle sue azioni premesso che non sia affetto di patologie cerebrali”

    Mi perdoni Pendesini.
    Dopo tutto quello che ha scritto, come può affermare una cosa del genere.
    Ci viene a dire che scientificamente ogni azione dell’uomo segue il 100 % delle volte il massimo della ricompensa.
    Ora il mio cervello non me lo sono fabbricato io.
    Me lo sono trovato in dotazione.
    In qual modo avrei una responsabilità, usando qualunque definizione di responsabilità, delle mie azioni, pensieri e posizioni se io non le scelgo.
    Tutt’al più considerando una responsabilità un difetto di fabbricazione originario?

    Ribadisco.
    Secondo quanto lei ci enuncia ogni sua azione, posizione, visione del mondo etc etc che lei signor Pendesini compie o afferma non poteva che essere tale.
    Dato il suo cervello e gli imput che lo stesso ha ricevuto.

    Discutere di qualunque cosa diventa perfettamente inutile.

  15. alessandro pendesini ha detto

    @Enrico
    La sua osservazione è pertinente ! A questo punto il problema diventa etico, ed è proprio per questo che a livelli universitari (salvo rare eccezioni) non si discute del dilemma “libero arbitrio o determinismo”, ma bensi delle conseguenze sociali e etiche correlate al determinismo decisionale ! Accettando il determinismo non come ipotesi ma un fatto indiscutibile, dovrebbe essere rivisto tutto il sistema penale umano ! Bisogna dare il tempo al tempo….
    P.S. Per concludere : potremmo dare torto a Henri Laborit -e molti altri- quando affermano che accettando il determinismo come un fatto indiscutibile, non avrebbe che inconvenienti. Potremmo pensare e condurci diversamente, poichè l’intolleranza in tutti i campi, risulta dal fatto che riteniamo l’altro libero di agire come gli comoda, cioè in maniera non conforme alle nostre aspettative e progetti. Lo crediamo libero delle sue decisioni, dei suoi pensieri, dei suoi giudizi; a questo livello di ragionamento, mi sembra molto difficile -per non dire utopico- non risentire del rancore e/o odio, che si trovano inevitabilmente alla base di antagonismi sociali, conflitti e guerre, e che, in una certa misura potremmo evitare….. -Ha mai pensato, che non appena abbandoniamo il concetto di libertà decisionale, si accede immediatamente, senza sforzo, senza ambiguità, senza inganno, senza esortazione umanista, senza trascendenza, al concetto di TOLLERANZA ?
    Da meditare………

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Io non tollero nessuno, il mio deterministico circuito decisionale me lo impedisce…

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Come si può sensatamente discutere con chi, dopo aver affermato categoricamente il determinismo decisionale, ci viene poi a parlare di etica?

    • Uomovivo ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Concetto di tolleranza? Più che mai si accede al paradigma delle teorie in voga tra gli stravaganti che hanno l’unico risultato di paralizzare le scelte. Per questo il nostro sistema sociale è diventato volgare, commerciale e codardo. Esso non afferma, ad esempio, che è giusto o che è sbagliato essere un musulmano, quanto che nemmeno per lo stesso musulmano è importante sapere di esserlo.

    • Eli Vance ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Stai praticamente affermando che risenti odio o rancore verso chi la pensa diversamente, e che il tuo modo per non provare questo rancore è di credere che non esiste il libero arbitrio per cui diventa necessario che il prossimo sia costretto a professare ciò che pensa perchè i suoi circuiti neuronali lo costringono.
      Stai facendo una generalizzazione perchè se hai un problema di intolleranza verso chi la pensa diversamente non è detto che altri ce l’abbiano, in particolare un dissapore (ritengo esagerato parlare di odio) è, a mio parere, legittimo averlo non per il semplice fatto che uno ha un’idea diversa, ma nel momento in cui quell’altro cerca di deridere la tua. Esempio pratico la tua battuta sulla non santificazione di Borsellino aveva l’intento di punzecchiare poichè volevi far intendere che la Chiesa non riconosce il bene compiuto da altri.
      Inoltre faccio un rilievo: prendere per buono il tuo progetto implica che si dovrebbe costringere a tutti a credere che non sono responsabili delle loro scelte, ovvero imporre un’ ideologia. Non credi che ne abbiamo avute fin troppe di ideologie che promettevano pace e hanno portato guerre?

    • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

      @ alessandro pendesini

      Lei sta scherzando.
      Quale tolleranza? Se un persona si comporta in un certo modo al di fuori della propria volontà significa che è irrecuperabile.
      A questo punto meglio eliminarla dal sistema come una macchina rotta.

      E’ questa sua frase a non essere pertinente

      “E’ evidente che l’uomo è responsabile delle sue azioni premesso che non sia affetto di patologie cerebrali”

    • Leon ha detto in risposta a alessandro pendesini

      -Ha mai pensato, che non appena abbandoniamo il concetto di libertà decisionale, si accede immediatamente, senza sforzo, senza ambiguità, senza inganno, senza esortazione umanista, senza trascendenza, al concetto di TOLLERANZA ?

      Ancora il che non implica che l’uomo non è libero Ennesima fallacia logica:

      Fallacie che fanno appello alle emozioni o ai sentimenti

      Ad baculum (“al bastone”): imporre una tesi minacciando di ricorrere alla forza o esercitando una qualche forma di pressione sull’interlocutore. In alcuni casi l’appello non mira a suscitare emozioni, ma si serve dell’emozione suscitata per fondare una determinata conclusione.

      Esempio: (parla uno sgherro) Se non paghi, non ti assicuro nulla. Potresti trovare il tuo negozio dato alle fiamme da qualche sbandato.

      Ad misericordiam: quando facciamo appello alla pietà o alla compassione.

      Esempio: Agente, non mi faccia la multa perché ho superato il limite di velocità, mio padre mi caccerebbe di casa e la mia ragazza mi lascerebbe.

      Ad populum. Si verifica quando si argomenta a favore o contro una tesi facendo appello a sentimenti popolari o a opinioni condivise piuttosto che alla ragione.

      Esempio: La gente ha paura! Si sente dire da tante parti che c’è un pericolo sicurezza nel nostro Paese, quindi ci sono buone ragioni per credere che in [Paese XYZ] esista un problema sicurezza.

      Dunque lei continua imperterrito ad argomentare sulla liberta umana retoricamente,infatti è un discorso AB Misericordiam.

      Cosa sceglie un essere umano non spetta a lei deciderlo lei non è il suo padrone.Spetta lui decidere cosa farne della sua libertà.

      • Leon ha detto in risposta a Leon

        Poi potrei gia affermare che sotto il velo della tollerenza,si nascondo i peggiori diffamatori dell’umanità e della libertà.

        Sotto il velo della tollerenza si puo giustificare la propria immoralità.”Tolleranza” io non tollero le dittature.E dunque sono un’intollerante e me ne vanto.Non tollero chi inganna sapendo di farlo,non tollero un Hitler,non tollero uno stalin,nè un Pol pot ecc.

        • Leon ha detto in risposta a Leon

          Anzi Borsellino e Falcone erano intolleranti:non tolleravano la mafia.

          Ecco che anche l’ausilio della sola parola “tolleranza” come valore etico, non ha senso perchè si può tollerare o non tollerare.

          X tollera la mafia.Es. X è un’omertoso
          Y non tollera la mafia . Y non è un’omertoso.
          […]

          Tollerare infatti significa:tollerare un’errore.

          Dunque non è vero che la tolleranza sia un valore universale,dipende da come una persona la interpreta nei vari momenti della vita o nelle situazioni OGGETTIVE in cui è coinvolto.

  16. Antonio72 ha detto

    Ormai è chiaro che le connessioni cerebrali non spiegano una sola sensazione (i cosidetti qualia), dicasi una. Esse emergono, non già dalle attività intracraniche che semmai costituiscono un substrato che sostiene la coscienza, ma dalla continua interazione con l’ambiente esterno. Qualcuno si azzarda ad ipotizzare ancor di più. Ciò che percepiamo qualitativamente come un dolore, distinguendolo dal piacere, non proviene da specifiche attività neurali (esse infatti, come ho già detto un possono spiegare una sensazione) ma da valutazioni culturali e sociali; da aspetti cognitivi dunque ancor più di quelli sensoriali!
    Le connessioni neurali si limitano a determinare le modalità di interazione con l’ambiente non a causare la sensazione. E queste modalità possono essere riprogrammate dall’esterno: è il caso del cieco il quale legge il braille, in cui la zona visiva cerebrale si connette a quella tattile della mano che scorre le tracce braille. In un certo senso il cieco legge (vede) con la mano! A questo proposito sono stati eseguiti esperimenti sugli animali di sostituzione di zone sensoriali con altre. Secondo invece la teoria dei riduzionisti un cieco non dovrebbe mai vedere (alias sfruttare la zona cerebrale visiva), ed invece lo fa.

  17. Marco Comandè ha detto

    Straordinariamente lungimirante fu poi la lettera indirizzata da Papa Gregorio VII (1020-1085) nel 1076 ad al-Nasir, principe di Bugie in Algeria, che gli aveva mandato il presbitero Servandus perché l’ordinasse vescovo. Questa missiva, caratterizzata da una profonda sensibilità teologica e spirituale, resta ancora oggi di grandissima attualità: “Questa carità, noi e voi, ce la dobbiamo reciprocamente più ancora che non la dobbiamo agli altri popoli, poiché noi riconosciamo e confessiamo – in modo diverso, è vero – il Dio Unico, che noi lodiamo e veneriamo ogni giorno come creatore dei secoli e maestro di questo mondo, secondo la parola dell’Apostolo: – Lui è la nostra pace, Lui che ha tratto da due popoli un sol popolo (Efesini 2,14)”.
    http://www.treccani.it/scuola/tesine/papato_e_trasformazioni_politiche_e_sociali/9.html

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