Il fallimento della contraccezione: il caso inglese

Troppi aborti tra le giovanissime? Un numero eccessivo di gravidanze indesiderate? No problem: basta promuovere più contraccezione e tutto si sistema. E’ più o meno questo il ragionamento che, ormai da molti anni, uomini delle istituzioni e talvolta anche celebri intellettuali propongono allorquando viene ricordato loro il problema mai risolto degli aborti tra donne anche molto giovani. Ora, posto che la gran parte delle pillole contraccettive – anche se taluni si ostinano a negarlo – sono potenzialmente abortive ed anche se numerosi studi hanno confutato questa credenza, riteniamo non ci sia lezione più autorevole di quella dei casi concreti. Prendiamo quindi, per stare all’attualità, il caso inglese.

Per chi non lo sapesse la Gran Bretagna è un Paese dove da alcuni anni – allarmati dal fenomeno abortivo tra le adolescenti e dal fatto che il numero complessivo delle interruzioni volontarie di gravidanza, anziché calare, abbia ripreso a salire – si è deciso di investire massicciamente nella diffusione di contraccettivi. Ebbene, con questo tipo di programma si è verificato un fatto totalmente inaspettato: le cose sono peggiorate.

Il numero degli aborti, anche se di poco, ha infatti continuato a crescere – nel 2011 sono stati 189.931, mentre nel 2010 furono 189.574 – ma soprattutto tra le giovanissime sono aumentati drammaticamente gli aborti multipli: nel 2010 in 485 hanno abortito per la terza volta, in 57 per la quarta, in 14 per la quinta, in 4 per la sesta e in 3 per la settima. Orbene, non occorre molto per capire che in un Paese dove quasi 500 adolescenti all’anno abortiscono per la terza volta è in corso un disastro educativo di immense proporzioni e, quel che è peggio, destinato a crescere.

Lo hanno confermato pochi giorni fa gli esiti di un’indagine condotta dalla società Insight Research Group, che ha intervistato donne e medici di famiglia rilevando come la crisi economica-finanziaria sia tra le cause dell’aumento degli aborti volontari. Ora, che fare? Come corrispondere al problema crescente delle gravidanze tra le adolescenti? E’ il caso di insistere con la promozione della contraccezione o si deve correre ai ripari organizzando corsi per mamme a ragazzine di 14 anni, come si è recentemente provveduto a fare nella contea di Merseyside?

La sola possibilità concreta sembra quella di voltare completamente pagina prendendo atto di una realtà: la politica contraccettiva è fallimentare contro gli aborti. Non serve. Anzi, ci sono studi che hanno messo in luce come un maggior accesso alla contraccezione, anche se nell’immediato può arginare i tassi di gravidanza e conseguentemente gli aborti, nel lungo periodo, a causa della mentalità sessualmente disinvolta che indirettamente incoraggia, finisce col favorire un aumento delle gravidanze. Un dato suffragato dal fatto che oltre la metà delle donne intenzionate ad abortire – secondo quanto emerso in alcune ricerche – in precedenza faceva regolare ricorso alla contraccezione.

La contraccezione come fallimento, dunque. Anche se la cosa sorprende assai poco, dal momento che costituisce una risposta inadeguata e materiale ad un problema (quello delle gravidanze tra giovanissime) sì reale ma anzitutto educativo. In tal senso è più che ragionevole ritenere che sostituendo la corrente apologia della contraccezione con una sana introduzione all’affettività e potenziando l’implementazione di interventi di gruppo che indirizzino il comportamento sessuale degli adolescenti, si possa effettivamente ridurre l’incidenza del fenomeno delle gravidanze indesiderate.

A questo punto però è opportuno chiedersi: saprà la cultura anglosassone riconoscere il proprio fallimento educativo? Sappiamo che più della metà dei genitori inglesi – verosimilmente delusi dai “successi” della cultura contraccettiva e consapevoli dei manifesti limiti della stessa – già ora non vuole che l’educazione sessuale venga insegnata ai bambini a scuola. Il fatto è che, per voltare pagina, occorre un ripensamento molto più trasversale, che coinvolga le istituzioni e che ricuperi con convinzione valori oggi impopolari quali la castità, la famiglia, la fedeltà coniugale. Insomma, per ripartire serve prima ammettere di aver sbagliato. Sapranno dunque i governanti inglesi fare questa coraggiosa ammissione oppure proseguiranno nell’attuale disastro?

Giuliano Guzzo

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48 commenti a Il fallimento della contraccezione: il caso inglese

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  1. LucasArt ha detto

    Alternative? Tali valori come dovrebbero passare ai giovani?

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    • Roberto crociera ha detto in risposta a LucasArt

      modalità militante AT.AG. ON:
      Lo stato non dovrebbe intromettersi nelle faccende personali, la vita sessuale fa parte della sfera personale di una persona e lo stato non ci deve mettere becco, al massimo può insegnare i rischi medici dei rapporti sessuali: malattie e gravidanze.
      Modalità militante AT.AG. OFF:
      magari una bella educazione sentimentale dal primo liceo in su e bocciare subito le idee di installare distributori di preservativi nelle scuole? Ma si sa che queste cose le propongono solo i “bigotti sessuofobi kattobani a cui è stato fatto il lavaggio del cervello a causa dell’ingerenza dell’orribile staterello straniero colluso e composto da una setta/associazione a delinquere” [cit. commenti corriere]

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      • LucasArt ha detto in risposta a Roberto crociera

        Ti vuoi rilassare? Sembra che hai la bava alla bocca.
        O le domande su questo sito ve le potete porre solo tra di voi?

        Nella tua vita ti sei mai rapportato con i giovani? Quelli delle nuove generazioni intendo.

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        • Roberto crociera ha detto in risposta a LucasArt

          perdonami non volevo risultare aggressivo ma solo un filino sarcastico, una parte della mia risposta è seria, la seconda delle 3 parti, leggi quella per il resto io mi sento giovane :p quindi mi rapporto con me stesso

          non è vero non sono giovane ma mi illudo di esserlo 🙁 comunque si ho rapporti e sono preoccupato perchè il lassismo genitoriale e la politica del laissez-faire sta uccidendo una generazione. e forse anche più di una.

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          • LucasArt ha detto in risposta a Roberto crociera

            Allora scusami, pure la storia della bava non era simpatica. Il problema è che con internet il sarcasmo, proprio perchè non sembra tale, è pericoloso, a maggior ragione tra perfetti sconosciuti.

            Non conosco approfonditamente i programmi di educazione sessuale però personalmente ne ho un’opinione positiva. Me l’hanno impartita alle medie e mia madre mi aveva regalato un libro in proposito.
            È un esperienza piccola, ma posso garantirti che la componente ‘sentimentale’ non è assolutamente trascurata, almeno in ciò che ho visionato.

            Per i preservativi nelle scuole quale è il problema invece?

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            • Azaria ha detto in risposta a LucasArt

              LucasArt, qui a Londra la situazione non e` come quella che hai visto tu.

              Esattamente qui l’educazione sessuale e` semplicemente imparare ad usare i preservativi ed altri metodi anti-concezionali… sarebbe piu` corretto chiamarla diseducazione (e non solo sessuale).
              Non credo che in molti si scaglierebbero contro un’educazione affettiva fatta bene che comprenda anche la sfera fisica. Se poi la vuoi chiamare educazione sessuale libero pure di farlo, ma per quello che capisco io dalla terminologia “educazione sessuale” e` spiegare come fare sesso, magari con qualche misero accenno anche a quella cosa insignificante che i bigotti chiamano sentimenti.

              Per il fatto dei preservativi nelle scuole, il fatto e` che da li` i ragazzi, anche giovanissimi, possono attingere senza che nessuno lo noti, questo unito alla diseducazione “sessuale” totale imposta nelle scuole ha l’effetto di aumentare a dismisura sia le gravidanze indesiderate sia le malattie veneree.

              Quello che la diseducazione sessuale qui nasconde, e con metodi anche molto oscurantisti, e` cio` che la scienza conosce da tempo: i preservativi non sono per niente sicuri, anche se usati bene e non si sfilano e non si rompono (caso ideale) la loro percentuale di successo sulle gravidanze non arriva al 90%. Personalmente non ho statistiche a riguardo per le malattie, ma viste le dimensioni dei virus (nettamente inferiori a quelli degli spermatozoo) ed altri fattori rilevanti, la percentuale di successo del preservativo nel bloccare i virus e` veramente bassissima. Naturalmente se ad una persona (adulto o ragazzino) vengono nascoste tali informazioni, il preservativo viene fatto passare come sicuro e lo si mette a disposizione in un periodo della vita in cui gli ormoni sono iper attivi… fai un po’ tu.

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              • Sophie ha detto in risposta a Azaria

                Azaria per curiosità, visto che vivi in Ingilterra, come sta messa la Chiesa cattolica inglese? Intendo sacerdoti e credenti cattolici. Grazie.

                0
                • Azaria ha detto in risposta a Sophie

                  Io sono qui da poco (circa un anno) e devo dire che la situazione non mi piace tantissimo, e` come se si cercasse di dissacrare il sacro, come se non ci si rendesse realmente conto cosa succede durante la Santa Messa, Chi c’e` dentro la Particola. La liturgia non e` molto rispettata.

                  Ti faccio qualche esempio banale:
                  1) Davanti a nessuna porta delle Chiese ho visto il cartello “si prega di spegnere il cellulare” o cose simili (e ti assicuro che ce ne sarebbe un disperato bisogno).
                  2) La Chiesa viene vista quasi come un punto di ritrovo dove chiacchierare, quello che succede prima e dopo la Messa mi ricorda tanto “i mercanti nel Tempio”.
                  3) I sacerdoti NON si muovono minimamente per risolvere il problema, anzi si comportano come non fosse un problema, a volte istigando anche il chiacchericcio.

                  So che e` la tendenza che negli ultimi anni si trova anche in Italia, ma qui a quello che ho visto ci hanno anticipati e sono “piu` avanti di noi”…

                  Io ricordo dell’educazione che ho ricevuto io quando ero bimbo (ora ho 32 anni) ero una peste, i miei genitori mi riprendevano quando mi mettevo a parlare o giocare in Chiesa, senza punirmi (ed in altre occasioni le punizioni non mi sono mancate) perche` effettivamente non e` facile per i bambini stare buoni un’ora di filata, ma almeno il loro rimprovero mi indicava la via da seguire. Oggi qui se i genitori (che hanno dimenticato cosa significa educare) vedono che i bambini fanno casino durante la Messa non solo lasciano fare, ma a volte si aggregano.

                  Io ti parlo solo di Londra, non so altrove com’e` la cosa.

                  Per il resto c’e` un anonimato religioso assurdo, una volta mi sono fatto la croce in una pizzeria prima di mangiare (una delle mie poche buone abitudini) ed una spagnola si e` messa a ridere come a ridicolizzarmi, nessuno della comitiva le e` andato appresso e l’ho fulminata con uno sguardo (non ha parlato piu` per tutta la serata) ma questo indica quanto un semplice gesto religioso viene ridicolizzato dal pensiero comune.

                  Sophie, ho soddisfatto la tua curiosita` o era altro che volevi sapere? Hai intenzione di venirtene in Inghilterra?

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                  • LucasArt ha detto in risposta a Azaria

                    2) La Chiesa viene vista quasi come un punto di ritrovo dove chiacchierare, quello che succede prima e dopo la Messa mi ricorda tanto “i mercanti nel Tempio”

                    Questo è comune anche nel paese dove vivo io. Il chiacchericcio pre/post messa è un must.

                    0
                  • Max ha detto in risposta a Azaria

                    Grazie Azaria.

                    Posso dire che la situazione nella contea del Surrey, dove ho vissuto per 7 anni, forse e’ leggermente migliore. C’e’ un momento di aggregazione sociale – il famoso “tea and coffee” – ma *dopo* la Messa, in un’altra sala. Ricordo con piacere quei momenti.
                    I bambini sono un po’ difficili da gestire, ma non mi e’ parso che la situazione fosse molto diversa rispetto all’Italia.

                    Quello che non mi piace e’ come parte (non tutta) della società inglese sia indifferente o persino ostile alla Chiesa Cattolica. Da quanto Cameron ha iniziato la fase di “riflessione nazionale” sui “matrimoni” gay, la quantità di critica dura e irragionevole verso la Chiesa mi pare solo aumentata, e non trovi molti che difendono le nostre posizioni in maniera efficace.

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                  • Sophie ha detto in risposta a Azaria

                    Ah ma allora è vero che a livello religioso stanno messi male in Inghilterra, volevo sentire più campane. Grazie!

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                  • Gab ha detto in risposta a Azaria

                    Scusa ma sembra proprio che stai parlando dell’Italia..

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              • LucasArt ha detto in risposta a Azaria

                Ma un’educazione sessuale, come quella che ho vissuto io, che non esclude ne l’aspetto sentimentale che quello contraccettivo, ti sarebbe invisa o no?
                Non sarebbe legittimo prevederlo all’interno degli istituti (italiani intendo) e permettero al genitore se aderire o meno in funzione dei contenuti? Un po’ come si fa con l’ora di religione.

                Parli di Londra o dell’inghilterra? Possibile che sia obbligatoria e non si dia la facoltà di decidere ai genitori?

                Per me in questo articolo si calca troppo la mano sulla presunta infallibilità del preservativo e si ignorano altre circostanze al contorno che neutralizzerebbero qualsiasi preservativo (ipotetico) sicuro all 100%, come ad esempio l’abuso di alcol tra i giovani inglesi.

                Personalmente è fastidioso sentire parlare di fallimento (sembra totale) della contraccezione e dell’educazione sessuale quando esiste una categoria di persone mature, tra le quali rientro io, che non si può certe classificare come un fallimento. Credo siano questi i motivi per i quali molte persone reagiscono negativamente a certe affermazioni.

                Il risultato?
                Due partner sessuali stabili nella mia vita, uso del preservativo nei primi mesi di rapporto, passaggio alla pillola concezionale, scelta anche per contrastare un ciclo irregolare molto doloroso.

                Ovviamente nel mio discorso mi sto appellando ad una forma di educazione sessuale come quello che sopracitato.

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                • Azaria ha detto in risposta a LucasArt

                  Un’educazione sessuale ben fatta potrebbe anche essere utile, e che sia fatta in Italia non mi dispiacerebbe, il problema e` che tutti i presunti esperti in materia puntano ancora solo al libertinaggio sessuale condito con pillole e preservativi, e quindi l’educazione sessuale come l’hai ricevuta tu (da quello che mi racconti) la riceverebbero si e no lo 0,01% dei ragazzi nostrani, il resto, grazie ai sedicenti esperti, riceverebbe gli stessi insegnamenti che sono stati impartiti qui, per questo anche se in linea teorica una buona educazione sessuale sarebbe auspicabile e` tecnicamente impossibile allo stato attuale (ma sono fiducioso che in futuro le cose cambino).

                  Inoltre, gia` il fatto che l’educazione sessuale si debba fare a scuola, e` un serio sintomo di quanto la famiglia stia perdendo colpi, la classica domanda “come nascono i bambini?” una volta si poneva a papa`/mamma… c’era piu` comunicazione… sarebbe molto piu` saggio riprendere questa comunicazione e non mollare tutto a terzi.

                  Il fallimento si ha dai risultati, non tutti sono stati succubi dell’idea “dalla via tanto che ti frega”, ma questo perche` non hanno recepito bene le lezioni o le hanno (inconsciamente?) rifiutate, ma se dall’avvento dell’educazione sessuale il numero di aborti fra le adolescenti e` salito (se ricordo bene le statistiche che avevo letto superavano il 50% di aumento) che errore c’e` a parlare di fallimento?

                  Ti ripeto che le statistiche di fallimento del preservativo sulla gravidanza (13%) rispecchiano il caso ideale (uso corretto, nessuna lesione, non si sfila), quindi immagino usato da persone sobrie, in caso di uso scorretto (sempre eliminati i casi di rottura o di codom che si sfila) le statistiche parlano di un fallimento del 20%.

                  Non ho il tempo di cercarti le fonti delle statistiche del preservativo, ma qui c’e` una piccola traccia:
                  http://digilander.libero.it/controinfoaids/doc/preservativo.htm
                  Sono sicuro non avrai problemi ad approfondire.

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                  • LucasArt ha detto in risposta a Azaria

                    Qualcuno potrebbe linkarmi dei programmi di educazione sessuale attualmente destinato alle scuole italiane contenenti inni al libertinaggio?
                    Qualcuno ha mai letto almeno un libro di educazione sessuale destinato ai ragazzi che contenesse inni al libertinaggio?
                    Il libro che ho a casa io ha almeno 11-12 anni e gia presente certi temi con una serietà che manca persino agli adulti nel vivere la sessualità.

                    Le mie parole non hanno intento polemico ma quanto di ciò che affermate in proposito è realmente basato sul fatto che avete fruito di tali contenuti?

                    Per i genitori sono pientamente d’accordo con te. I peggiori sono quelli che ignorano o censurano ogni riferimento alla sessualità in famiglia scegliendo di vivere ignari delle attività sessuali della propria figlia/o.

                    Aggiungo che parlando di preservativo ideale stavo facendo appunto un ipotesi per affermare che non esiste preservativo che tenga se le circostanze al contorno sono quelle dell’abuso di alcol.

                    “Il fallimento si ha dai risultati, non tutti sono stati succubi dell’idea “dalla via tanto che ti frega”, ma questo perche` non hanno recepito bene le lezioni o le hanno (inconsciamente?) rifiutate, ma se dall’avvento dell’educazione sessuale il numero di aborti fra le adolescenti e` salito (se ricordo bene le statistiche che avevo letto superavano il 50% di aumento) che errore c’e` a parlare di fallimento?”

                    Mi piacerebbe vederli questi risultati. Non tanto per criticarli quanto proprio per conoscerne i contenuti.
                    Io intando ti propongo l’opinione del SIGO:
                    http://www.sceglitu.it/comunicati-stampa/la-sigo-insegniamo-l-educazione-sessuale-nelle-scuole-vera-arma-efficace-contro-aborti-malattie-e-infertilita–futura/C-19

                    Sono sincero, non sono avezzo a trattare approfonditamente questi temi, però non credo che costoro siano degli sprovveduti o ineggino al libertinaggio.

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                    • nonsense ha detto in risposta a LucasArt

                      Due partner sessuali stabili nella mia vita, uso del preservativo nei primi mesi di rapporto, passaggio alla pillola concezionale

                      Questo sarebbe già libertinaggio, per esempio. O per lo meno irresponsabilità nell’approcciarsi alla sessualità.

                      Una versione accettabile sarebbe: “Nessun partner sessuale prima del matrimonio, passaggio ai metodi naturali nei primi tempi (dopo il matrimonio) per consentire la stabilità economica necessaria per avere il primo figlio…”

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                    • LucasArt ha detto in risposta a LucasArt

                      @_nonsense
                      Se i presupposti sono che il comportamento da me descritto sia irresponsabile e pure libertino, allora credo proprio che non esistano punti di contatto o di avvicinamento in temi come questo.

                      Posso sapere come mai risulterei irresponsabile?

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                    • Azaria ha detto in risposta a LucasArt

                      Ragazzi, non ho capito perchè questi pollici rossi all’intervento di LucasArt che mi sembra più che leggittimo.

                      Se qualcuno merita i pollici in giù al massimo sono io, per due motivi:

                      1) Ci ho impiegato una vita a rispondere (e di questo chiedo scusa a LucasArt, ma non ho avuto molto tempo per connettermi su UCCR ultimamente).

                      2) Mi sono reso conto che dei risultati che avevo riportato non c’è traccia su internet, mi ero affidato alla mia memoria ed inizio a pensare che mi abbia ingannato.

                      Per quanto riguarda i programmi italiani, mi trovavo a paralre con un’insegnante di un liceo. La scuola un corso di questi l’ha organizzato (non come programma scolastico fisso ma in una seduta forse pomeridiana o un incontro una tantum, non ho indagato) e l’insegnante ha accompagnato i ragazzi.
                      Quando l’insegnate è intervenuta ed ha accennato anche all’idea della castità (che comunque sia è il miglior metodo contro malattie veneree e gravidanze) è stata ignorata dai relatori come avesse detto una cosa stupida.

                      Ora, se in un corso di educazione sessuale si parla solo di contraccettivi, il messaggio che passa secondo te quale può essere?

                      Per quanto riguarda Londra credo che le informazioni che avevo fossero di una chiacchierata che ho fatto qui ma non ne sono sicuro ed in ogni modo ti chiedo di prenderla con le pinze, infatti i dati che ho trovato in rete mi danno risultati diversi, quello che ho trovato è solo un risultato di aumenti costanti dal 1999:

                      http://www.uccronline.it/2011/04/06/studio-clinico-raddoppiano-aborti-nonostante-labuso-di-contraccettivi/

                      (leggi la parte Inghilterra).

                      Per quanto riguarda il link che hai indicato… è vero, sembra attendibile, però per quanto riguarda la Francia leggo che l’educazione sessuale è in vigore dal lontano 73 (http://www.welfarecremonanetwork.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1376:adolescenti-francesitroppi-aborti&catid=80:welfare&Itemid=113). Qui nell’articolo la dottoressa dice che la cosa non viene applicata… mi sembra strano che in un paese come la Francia siano vere tali parole… se qualcuno vive in Francia (o ci è vissuto) vorrei un suo parere.

                      Sempre dall’articolo leggo “appena il 47% dei genitori considera il profilattico sicuro nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse” lascia intendere che a sbagliare siano gli altri, ma il preservativo ha sulla superfice buchi che lasciano passare gli spermatozoo, l’hiv ha un raggio che è trenta volte più piccolo… secondo te è sicuro?

                      In altre parole l’articolo che hai linkato ha uno strano numero di incongruenze con dati empirici.

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    • Mariasole ha detto in risposta a LucasArt
      • Sophie ha detto in risposta a Mariasole

        Già sentito. Mi ha aperto la mente quando avevo molti dubbi sull’argomento.:)

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      • LucasArt ha detto in risposta a Mariasole

        Io mi riferivo ai giovani delle medie. Credo che siano quelli gli anni più sensibili e sui quali si può lavorare.

        Giusto per darvi un’idea quando facevo l’animatore al cre/grest le ragazzine di seconda media venivano a chiedermi che cosa fosse un il sesso orale (non era proprio questa l’espressione).

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      • Azaria ha detto in risposta a Mariasole

        Grazie per il link Mariasole, oltre che interessante è anche divertente.
        LucasArt, credo che questa sia la miglior risposta in assoluto, il problema è: i ragazzini delle medie, sarebbero in grado di comprendere tale messaggio? Per rispondere alla tua osservazione sulla ragazzina che ti ha chiesto del sesso orale, se si dovesse spiegare nelle scuole bisognerebbe praticamente insegnare il kamasutra (o come si scrive) alle medie. Non mi sembra il miglior metodo di fare “educazione sessuale”.

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        • LucasArt ha detto in risposta a Azaria

          Azaria a volte mi sembra che diciamo le stesse cose 😀
          Forse sono io che mi esprimo male però quello che intendevo è che quel video mi pare indirizzato ad un pubblico più adulto. Personalmente dubito che potrebbe essere riproposto alle medie.

          Per la ragazzina segnalavo semplicemente un piccolo episodio, che fotografa però bene il fatto di come i giovanissimi hanno gia in mente determinate cose.

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  2. LucasArt ha detto

    Sembra che tu abbia*

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  3. Vincenzo ha detto

    Tutto questo succede soprattutto perchè si è data troppa enfasi alla sicurezza della contraccezione e prevenzione malattie veneree a mezzo preservativo. I minorenni, proprio perchè non ancora completamente formati dal punto di vista psicologico, non sono di solito in grado, anche se hanno avuti informazioni tecnicamente corrette nelle scuole (inglesi), di usare il preservativo in modo efficace perchè sono troppo fragili dal punto di vista emotivo o sono ancora poco responsabili. La gestione di un rapporto sessuale con preservativo è cosa che richiede una giusta combinazione tra emozione e fredda ragione, non facile da ottenere nemmeno da molti adulti. l’unica soluzione è insegnare ad avere la pazienza e la costanza di aspettare di essere più consapevoli prima di avere rapporti sessuali; anche le attese hanno la loro funzione. E’ il clima culturale del “tutto e subito” che va combattutto radicalmente; occorre dare nuovamente valore alla rinuncia. Quanto sopra ritengo sia valido anche al di fuori di considerazioni specifiche di ordine religioso.

    0
    • G.T. ha detto in risposta a Vincenzo

      Vincenzo tutto giusto, però mi chiedo: come possono taluni trasmettere i valori ai giovani, che nella vita coniugale si sentono in dovere di tradire i comportamenti che insegna la Chiesa?

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  4. Lyon ha detto

    Le sanzioni a punti per le automobili hanno funzionato per qualche anno, poi gli incidenti sono tornati alla norma… Hanno fallito?(No: ovvio, ma se si fa propaganda qualunque cosa vale).
    A me l’articolo è piaciuto (niente fischi please). Infatti la frase “che l’educazione sessuale venga insegnata ai bambini” è esattamente il mantra della democrazia laica. Ma spero che il Papa non torni a lamentarsi se nell’ora scolastica si introduca la contraccezione come argomento…

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  5. Lyon ha detto

    Se ho capito bene, il metodo Billings è quello che conosciamo tutti: astenersi dal sesso nei periodi di fertilità femminile. Indipendentemente dalla terminologia, è questo il nocciolo della predicazione clericale, qualsiasi altra cosa si vo
    glia dire. Senonché questo metodo viene associato ai paesi in via di sviluppo. Cioè loro dovrebbero astenersi nei periodi di fertilità femminile. E ho letto molti dettagli tecnici da parte dei fondamentalisti cristiani, tanto per far sembrare di seguire le leggi scientifiche. Mi ricordano i testimoni di geova e le scuse adottate per negare a un figlio moribondo le trasfusioni di sangue.
    Dato che parliamo in modo scientifico, voglio aggiungere una nuova problematica, anzi non dovrebbe essere definita nuova in quanto la povertà del sud del mondo è equiparabile alla povertà occidentale antecedente alla società dei consumi.
    Il fatto è che la povertà non è solo malattia e malnutrizione. Infatti i cicli ovulatori di una donna vengono scombussolati da questi fenomeni: carenze di proteine e/o vitamine possono far ritardare o anticipare il ciclo, addirittura questo ciclo può scomparire per lungo tempo. Fino alla società dei consumi, non si poteva fare affidamento al Billing o meglio alla fertilità femminile. Lo stesso dicasi delle tante bidonville urbane che appestano le moderne nazioni in via di sviluppo. Quindi, come ho già detto altrove, l’angelo, pardon: il diavolo, si cela nei dettagli delle prediche religiose. Lo stesso vale per tutte le altre religioni, ma ovviamente pure per gli Stati totalitari e Stati-mafia dove l’individuo è succube delle norme calate dall’alto.

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    • Vincenzo ha detto in risposta a Lyon

      Commento fuori tema. Qui si discute in merito alla validità o meno di una educazione sessuale fondata in larga prevalenza sull’aspetto tecnico e che prescinde dal lato emotivo, sentimentale, morale. Che ne pensi in proposito?

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    • Mariasole ha detto in risposta a Lyon

      I METODI NATURALI SSE USATI CORRETTAMENTE (cosa che in India, Africa, Cina fanno senza problemi anche gli analfabeti) SONO VALIDI COME LA PILLOLA, ANCHE PER I CICLI IRREGOLARI, MA PURTROPPO..SONO GRATIS!!

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      • Lyon ha detto in risposta a Mariasole

        I metodi naturali usati in molti villaggi consistono per lo più di mutilazioni e cibi o sostanze che si presumono anticorpi contro la procreazione. Che poi funzionino è dubbio, magari in un caso su dieci o su cinque a voler essere buoni. Infatti ogni cultura ha i suoi propri riti, che non sono identici. Solo che il cristianesimo si basa sempre sul presupposto “vista una cultura, viste tutte”.

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      • Titti ha detto in risposta a Mariasole

        Dubito che in paesi, fondalmentalmente maschilisti, metodi che lasciano alla donna il compito di dire se sono fertili o meno per una contraccezzione naturale, funzionino in modo così brillante. Bisogna contare sull’uomo che si faccia convincere a trattenersi quando non è il periodo giusto, se consideriamo che il matrimonio in questi paesi è di fatto, la sottomissione della donna all’uomo su tutti i fronti, l’uomo si sentirà esautorato di un diritto che ritiene sacro-santo, se quando vuole fare sesso la moglie gli si nega perchè è fertile.

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        • Azaria ha detto in risposta a Titti

          Non tutti i paesi dell’Africa, per fortuna, sono così maschilisti come dici tu, inoltre si salvano anche alcune zone della Cina e dell’India.

          Ma ora pensiamo anche alle zone dove il maschilismo purtroppo esiste, non si può obbligare neanche un uomo ad usare il preservativo, anche lì gli toglieresti un “diritto inalienabile” (per come lo intende lui).
          Inoltre, per la pillola contraccettiva, immagino si debba prendere entro un certo tempo prima del rapporto, quindi visto che l’uomo in queste zone non può aspettare se gli viene la voglia, la donna dovrebbe essere sotto costante effetto della pillola (non sa mai quando il suo uomo ha voglia)… sai quanti problemi di salute?

          In altre parole, in questi posti, anche i metodi contraccettivi non naturali non sono minimamente utilizzabili e non sono una soluzione.

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          • Titti ha detto in risposta a Azaria

            “Inoltre, per la pillola contraccettiva, immagino si debba prendere entro un certo tempo prima del rapporto, quindi visto che l’uomo in queste zone non può aspettare se gli viene la voglia, la donna dovrebbe essere sotto costante effetto della pillola (non sa mai quando il suo uomo ha voglia)… sai quanti problemi di salute” Immagini male: la pillola contraccettiva non và presa qualche ora prima del rapporto, bensì, si comincia un ciclo che può andare avanti per molto tempo. Presa la prima pillola, l’effetto anticoncezionale è attivo dopo qualche ora, poi le altre vanno prese a intervalli regolari possibilmente di circa 24 ore, per 21 giorni, poi seguono i sette giorni in cui si manifesta il ciclo ed in cui la pillola non si prende. Per la cronaca oggi c’è l’alternativa del cerotto: più comoda, e che funziona attraverso l’assorbimento dell’epidermide, quindi più tollerabile dall’organismo. Comunque son d’accordo con te: quando c’è di mezzo l’arretratezza e il maschilismo, non ci sono metodi che tengano

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            • Laura ha detto in risposta a Titti

              Scusa ma con i metodi naturali -sicuri e gratuiti- come potrebbero guadagnarci le industrie farmaceutiche?

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              • Titt ha detto in risposta a Laura

                Come si concilia la “sicurezza” dei metodi naturali, con il fatto che vengono accettati dalla dottrina cattolica in quanto “non chiusi alla vita”, ovvero, in parole povere: usate i metodi naturali in quando non essendo sicuri è facile che in qualche percentuale, portino a una gravidanza, anche se avete fatto il possibile (naturalmente parlando) per evitarla?

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                • Laura ha detto in risposta a Titt

                  La tua domanda non ha senso. I metodi naturali sono aperti alla vita perché sfruttano le leggi della natura e non temono la fertilità, la accettano e non combattono la trasmissione della vita.
                  I metodi naturali sono sicuri al 95-98%, molto più sicuri del preservativo e della pillola perché è fisiologicamente impossibile rimanere incinte al di fuori del periodo di ovulazione.
                  Ripeto però..la tua domanda risulta incomprensibile.

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  6. Lyon ha detto

    Dubito che si possa separare l’aspetto tecnico da quello emotivo, considerato che l’identità sessuale appartiene alla seconda sfera. Il mercato, cioè l’ambiente esterno, offre l’opportunità di salvaguardare questa identità, l’educazione insegna come districarsi nel mercato. Quando la via è una sola, insegna Freud, al tabù comanda la trasgressione. Una donna a seno nudo in Africa, non suscita la libido dei telespettatori nostrani. La normalità è semplicemente conciliare la propria identità sessuale con i tabù esterni, ma a ciò è di aiuto la libertà, non il paternalismo religioso. Una donna o un uomo che sa cosa vuole, non commette errori. Quindi la domanda è: cosa sa un giovane della contraccezione? Ecco perchè l’articolo mi è piaciuto: l’educazione predomina sulla pubblicità.

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    • Woody85 ha detto in risposta a Lyon

      “Una donna o un uomo che sa cosa vuole, non commette errori”…quanta stima per l’infallibilità umana…senza Dio io sono dio.

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  7. LucasArt ha detto

    Guardate cosa ho trovato su wikipedia. Cosa ne pensate?

    Altri teologi invece le considerano più positivamente ad esempio Rahner in Sacramentum mundi afferma:

    “Se petting e necking non vengono intesi come pura ricerca di soddisfazione sessuale, ma come prova dell’accessibilità erotica del patner e come dimostrazione d’amore, non si possono respingere a priori. Come regola per le forme di comportamento prematrimoniale dovrebbe valere che è significativa e permessa quel tanto di manifestazione di amore erotico-sessuale quanto effettivamente l’individuo è pronto a dare nel suo intimo.”

    Non è pertinente all’articolo in sè ma rientra sempre nell’argomento.

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  8. Gab ha detto

    Ma scusate come fanno i massoni a distruggere la morale sessuale cristiana se non attravarso i corsi alla “educazione” sessuale? Altro che sessualità responsabile..

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  9. Sophie ha detto

    Vorrei chiedere una gentilezza alla redazione UCCR. Quando ha voglia di fare un post con un confronto fra il film “Cristiada”, narrante la strage di 85000 cattolici da parte del Governo ateo http://www.youtube.com/watch?v=6pu4gst3FmI e sul fatto che molti Paesi lo stanno boicottando non proiettandolo al cinema nè distribuendolo, Italia compresa. E dall’altra invece la standing ovation di un film blasfemo, ovviamente è in concorso a Venezia, dal titolo “Paradise Faith” con l’intento di ridicolizzare la fede cristiana rappresntando una donna insolitamente devota che arriva a masturbarsi col crocifisso. Grazie.

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