L’8×1000 per Ortodossi e Pentecostali, l’UAAR rimane ancora esclusa

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato i disegni di legge sulle intese con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (detti Mormoni), con i Pentecostali e gli Ortodossi. Così, dopo valdesi, assemblee di Dio, avventisti, ebrei, battisti e luterani, altre religioni entrano nell’Intesa con l’Italia beneficiando dell’8 per mille.

Rimangono escluse purtroppo altre religioni (come Islamici, Testimoni di Geova, Induisti e Buddisti), che forse verranno incluse nel tempo. Come abbiamo già espresso in un articolo esaustivo, l’8 per mille è la destinazione di una quota delle tasse già dovute, ed è una scelta completamente volontaria. Il meccanismo di ripartizione funziona in modo che “chi firma decide anche per chi non firma”, cioè la quota dei contribuenti che non ha firmato viene suddivisa tra i destinatari secondo la proporzione risultante dalle scelte espresse.

La Chiesa Cattolica viene accusata di beneficiare maggiormente rispetto a tutti gli altri dell’8×1000, ma non ha alcuna colpa se viene scelta dalla maggioranza delle preferenze del 40% dei contribuenti che esprime una scelta.  Nel nostro articolo abbiamo affrontato anche le accuse sulla distribuzione dei fondi che la Chiesa riceve (quindi tutto l’argomento degli “interventi caritativi” minori rispetto al “sostentamento del clero” e “esigenze di culto e popolazione”, accusa superficiale e falsa come abbiamo spiegato).

Tornando alle intese dello Stato con nuove religioni, esprimiamo tutta la nostra solidarietà all’UAAR, l’associazione di atei fondamentalisti italiani. Purtroppo nonostante tutti i loro sforzi, ancora una volta sono rimasti fuori. Da anni infatti, contemporaneamente all’aggressione alla Chiesa per l’8×1000, aspirano loro stessi a concorrere per questa ripartizione di fondi, tanto da arrivare ad auto-definirsi una “confessione religiosa”. Lo hanno fatto nel “Ricorso straordinario allo Stato” (come abbiamo già parlatoe che si può trovare sul loro sito web

Nel documento ufficiale, l’UAAR si lamenta perché «è stata disconosciuta la qualificazione non solo di confessione religiosa, ma anche quel­­la di associazione religiosa: ma un’u­­nione di atei non è né una società sportiva né un partito politico né può essere qualcosa di diverso da una associazione con fine di religione […], e l’UAAR, come si è detto, si interpreta come religione». E ancora: «l’ateismo non potrebbe nemmeno essere distinto dalla religione». Intende concepirsi come “confessione religiosa” e concepire i propri iscritti come membri di una “confessione religiosa” per «determinati fini o per conseguire vantaggi legislativamen­te previ­sti, come confessione», ovvero «vantaggi non soltanto morali, ma anche concreti». Quali sono questi vantaggi? Secondo l’UAAR, «è sufficiente pensare ai vantaggi di tipo patrimoniale (attribuzione dell’otto per mille del gettito IRPEF, deducibilità del­le erogazione liberali dei fedeli fino a due milioni di lire) e non patrimoniali (ac­cesso al servizio radiotelevisivo pubblico e riserva di frequenze; insegnamento dottrinale su richiesta nelle scuo­le pubbliche) per cogliere quanto que­sti strumenti possano essere discriminatori nei confronti degli atei, qualora non fossero messi a disposizioni anche delle associazioni di atei».

Tuttavia, la confessione religiosa UAAR ancora una volta è rimasta fuori dall’8×1000…un abbraccio di solidarietà dunque va al capo religioso Raffaele Carcano e al presidente onorario dell’associazione religiosa Piergiorgio Odifreddi.

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