Il meccanismo abortivo di EllaOne

Dal 2 aprile scorso l’ulipristal acetato (UPA), detto anche EllaOne o “pillola dei 5 giorni dopo”, è disponibile nelle farmacie italiane, dopo che nel giugno 2011 fu approvata dal Consiglio Superiore di Sanità, ottenendo il via libera dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) nel novembre scorso. Il farmaco ha destato moltissime polemiche poiché viene ufficialmente fatto passare come “contraccettivo d’emergenza” quando in realtà la sua modalità d’azione può essere non solo contraccettiva, ma anche abortiva. Come già brillantemente spiegato dal dott. Stefano Bruni in un nostro precedente articolo, Ellaone è un modulatore selettivo del recettore del progesterone in grado di legarsi con grande affinità al recettore umano del progesterone, avendo perciò due meccanismi d’azione:

a) se assunto prima dell’ovulazione, è in grado di bloccare/ritardare l’ovulazione, impedendo quindi la fecondazione nonché il concepimento (effetto antiovulatorio);
b) se assunto dopo l’ovulazione, è in grado di uccidere l’embrione concepito, in quanto induce alterazioni della parete uterina (endometrio) che non permettono all’embrione stesso l’impianto nell’endometrio (effetto antinidatorio).

È evidente che, mentre nel primo caso abbiamo un’azione analoga a quella dei contraccettivi classici (condom, IUD, pillola estro-progestinica, ecc.), nel secondo caso il farmaco agisce secondo un meccanismo abortivo. Tale effetto antinidatorio (abortivo) è facilmente intuibile se pensiamo che il farmaco ha efficacia fino a 5 giorni dopo qualsiasi rapporto sessuale, ed è anche ovvio che se  l’ovulazione è già avvenuta non si può parlare di azione antiovulatoria. Eppure c’è chi continua a negare tutto questo, sostenendo che l’unico meccanismo di azione sia quello antiovulatorio, come ad esempio Lisa Canitano, nonostante l’Agenzia europea predisposta all’approvazione dei medicinali (EMA), dica il contrario (a pag. 45/49 si sottolinea come un test di gravidanza debba essere effettuato prima di assumere il farmaco). Concetti che sono riportati anche in alcune pubblicazioni scientifiche che riporto per chi volesse approfondire:

 

Inoltre, come ottimamente mostrato da questo video del Comitato Verità e Vita,  e come spiegato in questo articolo dal dott. Bruno Mozzanega, medico ricercatore della Clinica Ginecologica e Ostetrica dell’Università di Padova, anche con assunzione di Ellaone prima dell’ovulazione, non sempre è possibile bloccare l’ovulazione: solo nel 78,6% dei casi se viene assunta entro le 24 ore che precedono l’ovulazione e solo nell’8,3% dei casi se invece viene assunta in prossimità dell’ovulazione. Per chi fosse interessato ad ulteriori dettagli, è utile consultare questo studio pubblicato su “Human Reproduction”.

Resta il fatto che Ellaone è anche un farmaco abortivo, perché come ha detto in modo molto illuminante Étienne-Émile Baulieu, inventore della RU486: «l’interruzione della gravidanza dopo la fecondazione […] può essere considerata alla stregua di un aborto» (“Il punto sull’RU-486”, The Journal of the American Medical Association, Edizione italiana, n. 1, vol. 2, gennaio 1990).

Raffaele Marmo

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

138 commenti a Il meccanismo abortivo di EllaOne