Alcune piccole e “fastidiose” conversioni cattoliche

Fortunatamente sono tante le persone che ogni anno trovano o ritrovano la strada della fede, e -come disse Gesù- «ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione» (Lc 15,1-10).

Ma parlare di conversioni cattoliche è sempre fastidioso per alcuni, il motivo lo ha spiegato molto bene lo scrittore Manlio Cancogni, anche lui convertito, in un’intervista del 2005«per lungo tempo la religione per me è stata un insieme confuso di ricordi, pensieri e emozioni contrastanti dai quali tutto sommato preferivo stare lontano. Una tranquilla indifferenza mi sembrava la soluzione migliore, la stessa indifferenza che condividevo con i miei amici da giovane, tutti laici o addirittura apertamente anticlericali. Poi quando la fede è diventata per me un argomento centrale, molti dei miei amici non c’erano più, e con quelli rimasti ho finito per non parlare di questo argomento. Oggi mi ritengo un cattolico osservante: la fede si vive con la pratica, ogni giorno, non è un sentimento individuale, ha bisogno di un corpo cioè della Chiesa. E in questo senso ho capito solo dopo la mia conversione quanto la cultura italiana sia profondamente anticattolica. Anche se non in maniera clamorosa, esiste una ghettizzazione del credente, soprattutto dell’intellettuale cattolico che è escluso, guardato con sospetto, magari deriso. Oggi ci si può convertire al buddismo o frequentare sette di occultisti, ma dirsi cattolici è quasi scandaloso. Non c’è odio antireligioso, questo no; ma c’è molto fastidio, e lo sento».

Sui mass-media internazionali c’è più spazio per storie di conversioni, sopratutto quelle più curiose, come la vita dell’ex fidanzata del primo ministro inglese David Cameron, che da poco è diventata una delle 36 suore di clausura di un monastero benedettino negli Stati Uniti. Il suo nome è Laura Adshead e potrebbe essere stata la First Lady britannica, era una manager a Manhattan della Ogilvy & Mather, poi -dopo la rottura del fidanzamento con Cameron- è caduta nella tossicodipendenza e nell’alcool prima di convertirsi e decidere a 44 anni di dedicare la vita a Dio e al mondo.

Il rettore dell’Università cattolica ucraina, Myroslav Marynovych, ha avuto una conversione ancora più drammatica. Lo ha raccontato nella sua  recente partecipazione ad EncuentroMadrid.  evento spagnolo organizzato dal movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Myroslav htrascorso 7 anni in un campo di lavoro comunista in Kazakistan. Era ateo e scettico, anche se stranamente rispetto per le persone religiose, forse perché nipote di un sacerdote e cresciuto in una famiglia religiosa.  Questo tipo di educazione lo ha portato anche a dissentire dei metodi comunisti, tanto da divenire un nemico del partito fondando il “Gruppo di Helsinki”, ovvero i dissidenti in Ucraina. In carcere ha trovato la fede cristiana, anche grazie ad un’esperienza mistica, dopo la quale ha cominciato a combattere per il diritto a portare una piccola croce sul suo vestito da carcerario (ottenuto dopo 15 giorni di isolamento). 

Le storie sono tante, come quella di Fabio McNamara, icona della movida di Madrid, ma anche quella di Lilian Kirsten, docente universitario di matematica che dice: «a 47 ho capito che Dio esisteva. Dovendo affrontare quel cambiamento non è stato facile». Da estimatore di Che Guevara è passato alla devozione di da San Josemaría, fondatore dell’Opus Dei, dallo scetticismo ateo (come suo marito e tutti i suoi amici) all’apertura al cattolicesimo. Fr. Dwight Longnecker è invece un ex ministro anglicano, tornato di recente nella Chiesa Cattolica assieme a centinaia di altri sacerdoti e migliaia di fedeli. Ha avuto i primi ripensamenti visitando alcuni monasteri benedettini, ha raccontato, i quali «mi misero in contatto con radici di fede che erano più profonde e più concrete di quanto avessi immaginato che potesse esistere». La scoperta di questa profondità lo ha portato ad una lettura differente della Bibbia, le sue idee sono state cambiate e ha continuato a vivere la separazione formale tra cattolicesimo e anglicanesimo concependo quest’ultimo «come un ramo della Chiesa cattolica, ho pregato molto per una nostra eventuale ri-unificazione», fino a ritornare definitivamente “a casa”.  Proprio recentemente undici comunità anglicane canadesi sono rientrate nella Chiesa Cattolica.

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12 commenti a Alcune piccole e “fastidiose” conversioni cattoliche

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  1. Alessandro Giuliani ha detto

    Partecipando venerdì scorso al pellegrinaggio alle Sette Chiese (meravigliosa esperienza che consiglio a tutti) ho notato stupito e ammirato la moltitudine di persone tra i quaranta e cinquanta anni che affermavano di ‘aver ritrovato la fede’ riscoprendone la realtà viva e vitale solo da adulti dopo che l’avevano abbandonata come un ‘ricordo d’infanzia’.
    D’altronde questa è anche la mia esperienza che ho ritrovato la fede circa venti anni fa in concomitanza con la nascita della mia prima figlia. Questo è da un lato molto consolante, mentre dall’altro ci parla di profondi errori fatti nei decenni passati nel trasferimento della fede alle nuove generazioni, errori che non si dovrebbero ripetere.

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    • edoardo ha detto in risposta a Alessandro Giuliani

      Io pure, dopo parecchi anni di semi-indifferenza religiosa e vita dissipata tra freackettoni, capelloni con un nutrito contorno di droga, sono nuovamente approdato verso il cristianesimo e la chiesa.
      Figlio dei tempi, anni 70, prima figlio dei fiori, poi figlio dello sballo quotidiano, pure quando ero sposato ed avevo già dei figli.
      Va be’, è andata così.

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    • Riccardo ha detto in risposta a Alessandro Giuliani

      Cosa provava da ateo/agnostico Professor Giuliani?

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      • Alessandro Giuliani ha detto in risposta a Riccardo

        Non saprei risponderti, ero giovane, semplicemente non pensavo che la religione fosse qualcosa di rilevante, ecco tutto.
        Insomma vivevo una inconsapevolezza da onnipotenza come spesso capita ai giovani, poi come adesso, cercavo di essere leale con gli amici, di fare del bene ecc. ecc. ma non avevo la gioia di sapere di essere un disgraziato salavato da un amore più grande che è poi l’unica vera differenza fra chi è credente e chi no…

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  2. edoardo ha detto

    Io non sono d’accordo con quanto afferma Cancogni, quando dice che la cultura italiana è profondamente anticattolica.
    Ma dove? Un certo tipo di cultura italiana, non LA cultura italiana in senso generale.
    Il fatto è, se mai, che quel certo tipo di cultura è riuscita a raggiungere posti chiave in grado di moltiplicare la loro voce e farsi credere numericamente più consistenti di quanto lo siano nei fatti.
    In quanto all’odio antireligioso, anche qui bisogna puntualizzare: quel tipo di cultura anticattolica di cui sopra, ci odia mortalmente, nel senso letterale del termine: vorrebbero arrivare alla “soluzione finale” dei cattolici, non ci penserebbero due volte ad attuarla, se militarmente lo potessero.
    Per quello quando si parla di dialogo tra cattolici e laici, bisogna distinguere i laici VERI dagli anticlericali anticattolici viscerali: con questi ultimi, secondo me, è perfettamente inutile dialogare, l’unica cosa che possiamo fare è difendersi da loro e studiare strategicamente come.
    Loro ci vogliono bene tanto quanto i talebani.
    Vogliono la nostra estinzione, nè più nè meno di questo.
    Se andassero al potere e non ci piegheremmo al loro diktat, avremmo un piede nella fossa, e metterci anche l’altro è solo questione di tempo, indipendentemente da quanti siamo, un milione, o dieci o venti…tanto le ruspe per scavare fosse le hanno.
    Ecco cosa penso di quelli lì.
    Tornando al tema principale, l’Italia E’ una nazione cattolica di fatto, anche se non tutti coloro che si dichiarano vanno a messa, di fatto dentro di sè hanno un sentire cattolico radicato.
    Io vi potrei portare l’esempio del mio paese: 2100 abitanti.
    In piazza senti alcune persone che ce l’hanno con questo e con quell’altro, e i preti qua ed il Vaticano di là.
    Però quelle stesse persone non frequentano assiduamente la chiesa, vanno a messa a Natale, Pasqua e per il patrono (il 10 agosto) ed il SS. Crocefisso (14 settembre), e la maggior parte delle processioni, si mettono in coda.
    Tolto l’argomento chiesa, quando esternano il loro pensiero la sera sulle panchine della piazza, ragionano da cristiani, da cattolici, ma non gradiscono che tu gli faccia notare che hanno la testa da cristiani….non so se rendo l’idea; cioè sono crstiani ma rifiutano l’etichetta.

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    • Gab ha detto in risposta a edoardo

      Edoardo però ti posso dire che nel vivere l’esperienza universitaria ho provato un certo disagio lì dove se dicevi che eri dichiaratamente cattolico cominciavano a vederti male. Mi ricordo pure di un episodio in cui dovetti difendere la Chiesa dalle posizioni “radicali e anticlericali” di un docente che, guarda caso, mi bocciò ad un esame. Una pura coincidenza? Chissà.. però il fatto che la cultura italiana sia nata sotto una bandiera anticlericale è fuori discussione. A partire dal processo dell’unità d’Italia fino ai vari letterati e intellettuali notoriamente allergici alle questioni di Fede. Ovviamente il discorso è trasversale, oggi più di ieri l’anticlericalismo abbraccia la sinistra tanto quanto la destra. Si può dire forse che a destra l’anticattolicesimo è più “fine” e “sottile” di quello di sinistra ma c’è comunque.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a edoardo

      Secondo me commetti un errore serio: consideri “laici” gli atei o, più in generale, i non-cattolici. Ebbene, questo è un risultato della propaganda anticlericale, poiché etimologicamente il laico è soltanto colui che non appartiene al clero, non soltanto l’ateo o il non-cattolico. Questo giochino, promulgato da certuni (quali i Radicali) ha come obiettivo di trasformare lo Stato laico in Stato ateo, poiché non potendo cambiare la Costituzione cambiano il significato delle parole.
      Inoltre, è preoccupante e vero ciò che dici, cioè i cristiani fai-da-te o i cristiani anticlericali: purtroppo, molti di costoro si sono fatti un’idea di Dio a propria immagine e somiglianza, e inoltre sui vertici della gerarchia ecclesiale si sono bevuti ogni genere di fandonie sparate da una certa propaganda (vedasi cose come “l’anello d’oro del Papa” o “le scarpe di Prada”).

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    • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a edoardo

      Credo che tu sia una persona interessante,con il coraggio di dire le cose e di difendere la tua parte.Sei particolarmente speciale tra i Cattolici-Cattolici.
      Attenzione a non cadere comunque nel “difensismo”.
      Probabilmente la Religione Cattolica è sicuramente la più complessa e difficile da rispettare al 100%.Basta “poco”per sentirsi praticamente esclusi,anche se “tutti”possono essere perdonati.
      Bellissima la tua definizione di Laici Veri(al termine manca ancora un riconoscimento ufficiale!).Vorrei anche far notare ad altri signori che il termine Laico (es.da Wikipedia:DEL pOPOLO..ed anche:slegato da qualsiasi autorità confessionale ecc.)Mai automaticamente ATEO O AGNOSTICO!Mai!
      Per quanto riguarda le armate anticattoliche pronte alla strage…..

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  3. Antonio ha detto

    Forse c’è un’errore. “anche se stranamente rispettoSO per le persone religiose” nel testo su Myroslav Marynovych.

    Comunque le conversioni sono quelle che danno più soddisfazione, bisognerebbe raccoglierle tutte, specialmente tra i fondamentalisti.

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  4. maria agnese ha detto

    Si apprezza di piu’ il cristianesimo in paesi non cristiani. Io vivo da anni in paesi di tradizioni buddiste o altre religioni … sempre piu’ apprezzo i valori
    della fede che ho ricevuto, sebbene abbia imparato molto anche da altre confesioni religiose. Qui, chi si converte vive e testimonia la fede con “gioia” … non con la stanchezza o il rifiuto che si vive oggi in Europa.
    Mi auguro che i cattolci riscoprano i valori profondi della loro fede e la vivano con coraggio e gioia.

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