La mattanza dei cattolici sotto il comunismo ateo

La sconfitta del nazismo nell’Europa occidentale segnò la fine di una dittatura e il ritorno alla libertà e alla democrazia, ma nei paesi conquistati dall’Armata Rossa significò solamente il passaggio da un occupazione a un’altra. Nei loro precedenti colloqui Churchill, Roosvelt e Stalin avevano concordato sul fatto che, nel dopoguerra, le nazioni liberate avrebbero dovuto decidere sulla loro forma di governo, ma il georgiano era in realtà intenzionato ad espandere la sua influenza: “Chi occupa un territorio, vi impone il proprio sistema sociale” ebbe a dichiarare a Milovan Gilas. Per questo motivo cominciò subito a liquidare tutti i possibili oppositori alla dominazione sovietica (eliminazioni avvenute in certe parti prima ancora della fine del conflitto) in modo da avere governi dominati da comunisti che avrebbero introdotto nei propri stati misure simili a quelle del governo comunista, come la persecuzione religiosa.

Già Lenin, infatti, andato al potere nel 1917 provvide a mettere fuori legge le religioni perché riteneva, come Marx, che fossero solo un’illusione creata dall’uomo per evadere dalla realtà (“l’oppio dei popoli”). A farne le spese più pesanti fu la Chiesa Ortodossa perché maggioritaria del paese, ma tutte le confessioni presenti in Russia ne ebbero a soffrire: negli anni ’20 sotto la Repubblica sovietica vivevano circa un milione e seicentomila cattolici che furono sottoposti a dure misure repressive fino alla fine dell’URSS. Eppure la Chiesa aveva cercato inutilmente di stipulare un Concordato e aveva offerto, durante la carestia del 1922, due milioni di dollari per alleviare le sofferenze della popolazione, ma come ha sottolineato lo storico Andrzej Kaminski «in Unione Sovietica la fede e la pratica di una religione furono a lungo motivi sufficienti per essere deportati in un campo di concentramento».

Le misure antireligiose furono esportate nei territori direttamente occupati, come negli stati Baltici. Ad esempio,  in Lituania era severamente proibito ai sacerdoti «tenere lezioni ai bambini, impartire la cresima, assistere malati e moribondi e sovrintendere ai funerali” ed era vietato “pubblicare, stampare e diffondere libri, opuscoli o giornali a carattere religioso». Il filosofo polacco Leszek Kolakowski denunciava il fatto che molte persone erano rinchiuse nei campi di concentramento sovietici per «propaganda religiosa» e che era un «dovere giuridico dei genitori dare ai figli un’educazione comunista e quindi atea; in caso contrario il potere minaccia di togliere i figli stessi». In altri stati, invece si assistette alla nascita di democrazie popolari, formalmente indipendenti, ma nella pratica asservite all’URSS e il cui obiettivo principale era diffondere l’ateismo divenuto in pratica religione di stato, e separare i contatti delle chiese con Roma. Nei paesi ortodossi come la Romania e la Bulgaria l’influenza sovietica s’intrecciò a più strette relazioni locali con la chiesa autocefala ortodossa e il Patriarcato di Mosca. In Romania, infatti, il potere sovietico cercò di spingere i greco-cattolici a far parte della Chiesa Ortodossa (ma ciò non impedì agli stessi ortodossi d’essere perseguitati), e impose la fusione imprigionando o uccidendo coloro si opposero ossia tutti i vescovi e gran parte dei sacerdoti. Si tentò, invece di manipolare la Chiesa Cattolica di rito latino sostituendo l’autorità di Bucarest a quella del Vaticano. Nonostante le persecuzioni, però, il regime non riuscì mai ad imporre la propria autorità e si ebbero diversi martiri come padre Alajos Boga, morto in carcere per non aver accettato un piano governativo di una Chiesa nazionale senza legami con Roma. Stessa sorte toccò in Bulgaria al vescovo di Nicopoli, il beato Eugenio Vincenzo Bossilkov, processato nel 1952 per essersi rifiutato di mettersi a capo di una chiesa nazionale e condannato a morte. «Non ho rinnegato né la Chiesa, né il Santo Padre, né don Gallioni (n.d.a. Reggente della delegazione apostolica)» disse prima di morire.

Anche nei paesi a maggioranza cattolica, la persecuzione si fece sentire aspramente. La Chiesa in Polonia ebbe un ruolo importante nella formazione di Solidarnoc e parecchi preti e vescovi subirono la prigione o la morte per la loro resistenza al potere comunista come il primate Stefan Wyszynski che subì una lunga prigionia. In Ungheria, invece, il primate Josef Mindszenty fu incarcerato nel 1948  secondo l’incredibile accusa di voler scatenare una terza guerra Mondiale (lo stesso aveva già subito una detenzione dal governo comunista nel 1919 e un’altra sotto il nazismo nel 1944)! Venne liberato durante la rivolta d’Ungheria, e riuscì a mettersi in salvo dalla repressione russa rifugiandosi nell’Ambasciata Americana. In Cecoslovacchia, il cardinale Beran (che era stato prigioniero nel campo di Dachau) venne posto agli arresti domiciliari e fu espulso nel 1965. La repressione peggiore si ebbe comunque in Albania dove verso il 1976 l’ateismo di stato entrò di fatto nella costituzione (Stalin, invece, aveva fatto redigere una costituzione liberale che ovviamente rimase sulla carta) e i giornali annunciavano trionfalmente che tutte le chiese e le moschee erano state chiuse o demolite. Nella Germania dell’Est la lotta religiosa assunse aspetti meno cruenti: si cercò di scimmiottare rituali cristiani sotto altri nomi come il battesimo o il matrimonio socialista. Si obbligava le persone a giurare fedeltà allo stato o al socialismo, in una cerimonia fatta in contrapposizione alla comunione cattolica e alla confermazione protestante e s’insegnava ai bambini: «Lenin ha spiegato che quest’epoca in cui non esisteranno più lacrime ha un nome. Non si chiama né Natale, né primavera (…) si chiama socialismo». Anche qui, però, non mancarono violenze contro gli atti di resistenza cristiani come quelli contro la distruzione della chiesa nell’Università di Lipsia.

Queste azioni non avvenivano solo nel mondo sovietico, ma anche negli altri stati comunisti. Nella Jugoslavia, Tito aveva già fatto uccidere centinaia di sacerdoti e dopo che l’arcivescovo Alojzije Stepinac si rifiutò di sovrintendere a una chiesa nazionale croata, fu arrestato e processato con l’accusa di essere stato complice dei massacri ustascia. Sebbene alcuni studiosi abbiano preso seriamente queste accuse, in realtà, fu un processo farsa e uno degli estensori dell’accusa, Josip Hrnevic ammise: «se avessimo ascoltato i testimoni della difesa, il processo sarebbe caduto». Del resto, il maresciallo perseguitò la Chiesa Cattolica anche in Slovenia nonostante il clero si fosse schierato dalla parte del movimento di liberazione ottenendo promesse di rispetto che non furono mai mantenute. La situazione non muta, anzi peggiora se dal comunismo europeo si passa a quello asiatico perché oltre alla propagazione dell’ateismo e al tentativo di sradicare il legame con Roma, vi era anche un atteggiamento xenofobico: il cristianesimo era considerato una religione straniera e come tale doveva essere respinto. Sotto il Vietnam del Nord si provvide a chiudere i seminari, a espellere i missionari stranieri, a nazionalizzare le scuole e a paralizzare la vita cristiana. La persecuzione provocò l’esodo di circa 600.000 cattolici (su 1 milione e mezzo) verso il Vietnam del sud. Anche nel Laos la piccola comunità cristiana soffrì persecuzioni e anche qualche martirio, mentre la guerra di Corea permise a Kim il Sung di tentare d’estirpare ogni presenza cristiana e molti missionari operanti nel sud vennero deportati a nord. «La nostra rivoluzione è molto più utile ed efficacie del tuo Dio» disse una guardia ad un prete incarcerato. La dittatura più sanguinaria fu comunque quella che sorse in Cina, sotto Mao Tse Tung. Questi durante la guerra civile aveva promesso di rispettare la libertà religiosa di tutti i cinesi, ma appena giunto al potere instaurò l’ateismo di stato vietando la propaganda religiosa. Scelse di tollerare il culto privato perché pensava che col tempo il popolo avrebbe abbandonato la fede, ma simile disposizione non valeva per il cattolicesimo perché religione non autoctona. Il dittatore cinese perciò diede vita al “Movimento delle Tre Autonomie”, i cui obiettivi erano l’autogoverno, l’autofinanziamento e  l’autopropaganda. I vescovi cinesi ribadirono, però, che chi usciva dall’obbedienza della Santa Sede si allontanava dalla Chiesa e si assistette così alla nascita di due chiese: una costretta in clandestinità con vescovi nominati da Roma e un’altra “ufficiale” con vescovi nominati dal governo.

Vedendo questa situazione e il fatto che nonostante la persecuzione nei paesi liberati come in Francia e in Italia, sempre più persone continuavano ad aderire al partito comunista, Pio XII decretò la scomunica per chi avesse sostenuto o fatto parte del partito, ma l’adesione di un’ampia parte della società alle idee socialiste rese difficile applicare una simile disposizione e la scomunica cadde presto nel dimenticatoio. La fine del comunismo europeo segnò la fine delle persecuzioni religiose, ma in Asia resiste ancora e molti credenti sono tutt’oggi incarcerati e uccisi per la loro fedeltà alla Chiesa o per il loro rifiuto all’ateismo di stato.

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Bibliografia
ANDREA RICCARDI, Il secolo del martirio, Milano 2000
AA. VV. Il libro nero del comunismo Milano, 1998
AA. VV. Il libro nero del comunismo europeo, Milano 2006
ANDRZEJ KAMINSKI, I campi di concentramento dal 1896 a oggi, Torino 1998

Mattia Ferrari

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126 commenti a La mattanza dei cattolici sotto il comunismo ateo

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  1. Lucio ha detto

    In questi fatti si colgono i veri frutti della filosofia atea materialista: cercare di liberare l’uomo dalle ingiustizie e dalle sofferenze negando il bisogno dell’ aiuto della grazia di Dio e’ una follia. Non riconoscere che la natura umana e’ segnata profondamente dal peccato originale conduce sempre a gravissimi errori in campo politico, sociale ed educativo. Un vero umanesimo puo’ esistere solo quando l’uomo si riconosce come creatura di Dio, bisognosa del Suo aiuto per creare un mondo e una societa’davvero umane.
    Trovo davvero buffo, poi, il fatto che l’ateo Stalin, agli inizi dell’ assedio nazista di Stalingrado, ripudio’ momentaneamente le sue convinzioni ed incarico’ un pilota d’aereo di fare tre giri in volo intorno alla citta’ assediata portando a bordo una statua della Madonna….

    • Leo ha detto in risposta a Lucio

      Non posso che condividere. E penso anche ad altri grandi martiri cristiani del comunismo, come Pavel Florenskij, non citato nell’articolo. Non mi stupisco più di tanto del fatto che persone come Stalin, in punto di morte, possano aver fatto qualche passo verso la Fede. Impossibile annullare in un uomo, anche nel sedicente ateo più perfetto, quella “impronta” di Dio, con buona pace degli Odifreddi di turno. Anche il peggiore dei persecutori è una creatura di Dio, e siamo anzi invitati alla preghiera per questi nostri fratelli. Questo articolo mi fa anche pensare ad una bellissima serie di catechesi Mariologiche che ascolto assiduamente su di una nota radio cattolica italiana. Si parla molto infatti della Consacrazione (forse mai pienamente adempiuta) della Russia alla Madonna, voluta dalla Vergine nelle apparizioni di Fatima per evitere che il comunismo si diffondesse nel mondo. Durante il Concilio Vaticano II infatti, i sovietici chiesero (e, a quanto pare, ottennero) che non si condannasse apertamente il comunismo, pena la ritorsione di non consentire la partecipazione di religiosi ortodossi al Concilio. La Chiesa, in quel caso, si piegò. E come non ricordare una certa corrente “ostpolitik” della Chiesa in quel periodo storico? Non voglio, nella mia piccolezza, dare giudizi avventati su nessuno, perchè sarò giudicato. Sono vicende complesse. Da un punto di vista storico, però, resta da constatare che gli uomini hanno forse ritardato nell’adempiere la volontà di Dio, manifestata dalla Vergine a Fatima. Con Amicizia!

  2. Mattia ha detto

    Non c’è nulla di buffo invece, perché Stalin aveva capito che la gente non era disposta a morire per salvare il comunismo, ma era disposta a combattere per “Santa Madre Russia”.

    • Lucio ha detto in risposta a Mattia

      OK Mattia, ma il volo con a bordo la statua della Madonna fu volutamente tenuto segreto da Stalin. Per quanto ne so’ se ne ebbe notizia solo dopo la guerra.

      • Mattia ha detto in risposta a Lucio

        Onestamente Lucio mi pare assai strano di una conversione di Stalin. Sei sicuro che la notizia della statua sia attendibile? perché io onestamente non la so. So solo che anche dopo la guerra Stalin continuò a perseguitare nuovamente tutte le religioni e a propagandare nella radio o nei programmi scolastici l’ateismo. O forse magari anche lui davanti alla morte ha avuto fifa

        • Lucio ha detto in risposta a Mattia

          Ciao Mattia,
          Per quanto ne so la storia della statua e’ attendibile (me hanno parlato diffusamente in un documentario de “La grande storia” trasmesso dalla RAI. Io, comunque, non ho parlato di una conversione di Stalin: ho solo detto (ironicamente) che nel caso dell’ assedio di Stalingrado ripudio’ “momentaneamente” il suo ateismo.
          Un saluto!

          • Mattia ha detto in risposta a Lucio

            è vero. Avevo letto male. Grazie per l’informazione Lucio. La cosa è effettivamente ironica perché dimostra che anche un dittatore spietato come Stalin davanti alla morte è pronto a cambiare atteggiamento.

  3. edoardo ha detto

    Secondo me la scomunica latae sententiae per chi votasse PCI, è stata una cavolata bella e buona.
    Non si dica che io sono comunista, perchè non lo sono MAI stato, nemmeno quando era in auge, negli anni 70, e dicevano “borghesi, ancora pochi mesi”, e poi sono diventati borghesi loro, la sinistra intellettualoide made in Italy che ha anche la faccia di bronzo di affermare che non avevano legami con Mosca, e che hanno fatto “lo strappo” col PCUS ed il KGB.
    Ma la mia convinzione, direi ferrea, è che non si considerò minimamente le pressioni ed il malcontento degli operai che votavano PCI e si facevano rappresentare dalla CGIL.
    Adesso mettetevi per un attimo nei panni di un operaio che lavorava come un mulo in condizioni disagiate per pochi soldi.
    Quest’uomo a casa aveva una famiglia, una moglie, dei figli, che frequentano la parrocchia e vanno a dottrina, perchè l’operaio che votava PCI il più delle volte non era un vero comunista, era un lavoratore arrabbiato e deluso della sua situazione, ma era un uomo onesto, un lavoratore e padre di famiglia, non è un intelletualoide di sinistra della media borghesia che sputa nel piatto dove ha pappato a quattro ganasce, è un uomo che sudava e faticava ad un tornio o un forno, o nei cantieri edili, e non evadeva nemmeno un centesimo, e la sua vita va da busta-paga in busta-paga successiva.
    Bene, magari, probabilmente, il figlio o la figlia di quest’uomo ci sarebbe rimasto male a sapere che suo padre era scomunicato latae sententiae perchè dava il voto al PCI ed era tesserato della CGIL.
    Insomma, credo di essermi spiegato abbastanza.
    Io, quella scomunica così generalizzata non l’avrei promulgata mai e poi mai.
    Piuttosto, si legge che nel secondo mistero di Fatima la Madonna avesse chiesto di dedicare la Russia, all’epoca URSS, a lei, ma si legge che solo Giovanni Paolo II lo fece decenni dopo, infatti veniva da lì (avete mai visto il film “L’uomo venuto dal Cremlino”, traduzione casareccia di “In Saint Peter’s shoes”)?
    Cosa è successo tra la divulgazione del secondo mistero e l’azione di Wojtila?

    • Piero ha detto in risposta a edoardo

      Hai detto un sacco di sciocchezze…
      Giovanni Paolo II mica veniva dalla Russia, ma dalla Polonia… Che e’ stata DA SEMPRE terra consacrata.
      Il film che hai citato poi e’ stato il piu’ stupido dei piu’ stupidi film sul tema.
      Pio XII fece tutto quanto era possibile per lui in quel momento, sia per la situazione politica sia per non rischiare uno scisma.
      Giovanni XXIII decise di non divulgare il Segreto, e aveva una cattiva opinione dei tre pastorelli “A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo.
      Paolo VI anche lui confermo’ il divieto di divulgare il segreto.
      Giovanni Paolo I forse non fece neppure in tempo a leggerlo.

      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

        Polonia terra consacrata? Allora tutta la terra è consacrata anche il Ghana, non esistono differenze tra una terra e l’altra nella chiesa.

        • Gab ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

          Mamma mia … l’ignoranza abbonda da queste parti. Sai che cosa significa consacrare una città, una regione, una nazione alla Vergine? Se lo sai stai qui solo a dire sciocchezze, se non lo sai potresti almeno chiedere.

    • Piero ha detto in risposta a edoardo

      Quanto al ritratto che hai fatto dell’operaio-medio-che-vota-il-PCI lo hai reso troppo idilliaco e romanzato.
      Questo un po’ ti aprira’ gli occhi:
      http://www.antoniosocci.com/2010/10/nella-fede-di-quei-minatori-rivedo-mio-padre/

    • Gab ha detto in risposta a edoardo

      Certo dimostri come il comunismo debba essere considerato legittimo per la Chiesa. Il catto-comunismo nasce dalla debolezza delle autorità di oggi. Pio XII incarnava ancora la piena figura dell’autorità pontificia. Oggi purtroppo il Papa nella sua azione di governo è fortemente indebolito dalle innumerevoli correnti di pensiero “legittimate” a vivere nella Chiesa. Tutto questo rende in partenza molto delicata qualsiasi azione di condanna e già in sé indebolita. La cosiddetta “collegialità” in voga al giorno d’oggi purtroppo mina l’autorità del Pontefice. Basti vedere i vari documenti “correttivi” di tanti cari vescovi al Summorum Pontificum tanto per dirne una. L’obbedienza sembra essere un caro ricordo.

      • edoardo ha detto in risposta a Gab

        Volevo solo dimostrare che la scomunica latae sententiae è in realtà profondamente ingiusta a mio giudizio, perchè colpisce tutti indiscriminatamente nel mazzo, senza minimamente considerare le persone che possono avere diverse ragioni per operare delle scelte che a volte sono forzate dagli eventi.
        Si scomunica la persona, non un gruppo esteso di milioni di individui senza guardare alle responsabilità del singolo.
        Adesso vi chiedo: è stata data una scomunica latae sententiae anche per coloro che praticano rituali satanici e messe nere?
        Sono stati scomunicati La Vey, Aquino e tutti i loro seguaci?
        Lo chiedo senza retorica, perchè non lo so.
        Se non fosse stata data la scomunica a quel genere di individui, mi chiedo se è più meritevole di scomunica un seguace di quelle sette o un operaio che votava PCI, andava alla festa dell’Unità del suo paese e manteneva una famiglia, i cui figli andavano pure a dottrina, nonostante il padre fosse un comunista così…all’amatriciana.
        Qui non è questione di catto o di gattocomunismo.
        Se mai è questione di una logica che non riesco ad afferrare.

        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a edoardo

          Scomunica che nei fatti poi non fu applicata, a quanti tesserati PCI o CGIL fu negato il funerale in chiesa? Tessera CGIL che poi dimostra ancor meno dell’iscrizione al PCI ateismo.

        • Gab ha detto in risposta a edoardo

          E’ una questione di coerenza con la Fede. Ma visto che siamo nell’epoca del relativismo si pretende che nella Chiesa si debba ammettere qualsiasi cosa. Di questo passo mi sa che Newton sul 2060 non aveva tutti i torti.

          Per quanto riguarda le sette si incorre nella scomunica “latae sententiae”. Significa che la scomunica è automatica.

          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Gab

            Be di solito quando arriva nuovo in fabbrica dopo qualche giorno il delegato sindacale interno si offre di aiutarlo per le questioni in corso:gli da copia del contratto e gli offre aiuto su questioni specifiche è ovvio che poi uno prende la tessera del sindacato di quel delegato.
            i sindacati poi danno regali e gadget per attirare iscritti.

  4. Mattia ha detto

    Mi pare che già Pio XII avesse consacrato la Russia a Maria.

    • Gab ha detto in risposta a Mattia

      In realtà no. La Russia ufficialmente non è mai stata ancora consacrata nei modi propri espressi dalla Vergine. Nelle apparizioni si parla chiaramente di “Papa con i Vescovi”. La supplica di Giovanni Paolo II fu su un piano alquanto generale “contro le guerre” e non si riferì direttamente alla Russia. E’ probabile che la modalità fu sufficiente a scongiurare la guerra ma certo non portò a ciò che invece si prefigurava di ottenere: la riunificazione delle chiese orientali con Roma.

  5. nicola ha detto

    Sin dalle prime frasi dell’articolo si capisce che si tratta di un articolo di propaganda faziosa, di parte.
    Libertà….quale libertà? La libertà dai bisogni elementari o la libertà dei proprietari di schiavi?
    Ancora…..democrazia…….quale democrazia?
    Ad esempio in Italia c’era la democrazia ma potevano votare solo gli uomini che avevano il censo. Sempre meglio della democrazia da esportazione degli americani in cui il voto era riservato ai bianchi, in sostanza una democrazia razzista. Per quanto riguarda il resto dell’articolo, ad esempio della cosiddetta persecuzione dei cattolici in Cina trovo che sia abbondantemente fuori strada.
    Nel museo del Partito Comunista Cinese è raro trovare qualcosa che ricordi elementi occidentali con una singolare eccezione, tal Matteo Ricci.
    E non mi risulta che Stalin o Mao abbiano inviato i lanzichenecchi a Roma.
    La religione, quando non diventa un fatto politico, non può far paura.
    E’ la religione politicizzatta, di cui l’estensore dell’articolo è espressione, che produce reazioni. La nomina condivisa dei vescovi è persecuzione? Ma non diciamo sciocchezze, basta ricordare la lotta per le investiture o altre vicende storiche.

  6. Mattia ha detto

    Senza offesa, ma qui se c’è qualcuno che è fazioso mi pare proprio lei.

    • nicola ha detto in risposta a Mattia

      Avere idee politiche ed esprimerle come fai tu è legittimo. Scomodare le religioni per sostenerne la bontà è truffaldino.
      Il dio citato sul dollaro non è cristiano è un dio proprietario, nazionale, forse il dio degli eserciti non quello di Cristo.
      Non mi risulta che la Chiesa Cattolica abbia l’obiettivo di diffondere un particolare sistema politico o sociale.

      • Mattia ha detto in risposta a nicola

        Non riesco a seguire il tuo discorso. Credo che tu non abbia ancora capito che Stalin, Mao e tutto il resto dei dittatori di stampo comunista non hanno perseguitato la Chiesa perché ha fatto questo o quello, ma l’hanno perseguitata perché nella loro visione del mondo le religioni non dovevano esistere

        • nicola ha detto in risposta a Mattia

          No, l’avversario di Stalin non era la Chiesa Ortodossa o Cattolica ma il capitalismo o i residui feudali dello zarismo. La religione era considerata una sovrastruttura, un insieme di credenze o superstizioni che potevano distogliere dall’impegno della lotta al capitlismo o al feudalesimo.

          • Mattia ha detto in risposta a nicola

            Hai confermato quello che ho detto: per loro la religione era dannosa e quindi da eliminare

          • Mr. Crowley ha detto in risposta a nicola

            @Nicola

            Che testi hai letto scritti da comunisti?.
            (Mao, Lenin, Trotzki, Marx)
            Non ho ancora capito se parli per sentito dire o con cognizione di causa.
            Vorrei sapere se conosci le basi del pensiero marxista.

  7. Mattia ha detto

    X Nicola:

    1) Giolitti introdusse il suffraggio universale maschile e nel 1946 potevano votare anche le donne.
    2) America era razzista, ma che c’entra? è indubbio che nella seconda guerra mondiale si stava meglio nelle zone occupate da loro piuttosto che dai sovietici.
    3)I cinesi assimilavano il cristianesimo alla religione degli europei colonizzatori. I vescovi non nominati e i fedeli che lo seguivano hanno subito (e subiscono tutt’ora) incarcerazioni, torture e uccisioni perciò informati di più sulla persecuzione dei cattolici in Cina prima di sparare i tuoi commenti.

    • nicola ha detto in risposta a Mattia

      Confermi che in Italia c’era già la democrazia e che quindi non avevamo bisogno della democrazia eugenetica degli americni. Per quanto riguarda i cinesi basta rileggere l’articolo e capire quanto hanno ragione:col pretesto della religione si vuole imporrre una supremazia facendo la lista dei valori occidentali ed esaltandoli. In cina Cesare si chiaama Partito Comunista Cinese ed è molto ma molto legato alla stragrande parte del popolo cinese. Non hanno bisogno di perseguitare i cattolici come in Pakistan, in India, in Indonesia, in Iraq (democratizzato dagli americani),…

      • Luca ha detto in risposta a nicola

        BLA BLA BLA.
        Senza ombra di dubbio (anche perchè sono fatti storici) sono state uccise milioni di persone solo per la loro fede religiosa, in nome dell’ateismo (di Stato!). Piaccia o no, è così.
        Non è il TUO ateismo? tu non ti riconosci in un ateismo violento? per fortuna, meglio così.
        Ma non si può negare che non ci sia stato o che non ci sia tutt’ora anche questa forma di estremismo

        • nicola ha detto in risposta a Luca

          Quando sento parlare di milioni o miliardi di ammazzati sento puzza di propaganda.
          E’ come vedere la ripresa filmata di un delitto:evidentemente l’operatore era stato convocato ad hoc per riprenderlo, dall’esecutore o dalla vittima?
          Parliamo piuttosto della persecuzione religiosa che conosciamo nei paesi occidentali, che abbiamo sottocchio e viviamo. A quale ideologia si ispirano i nostri politici per approvare leggi e comportamenti estranei alla coscienza del popolo?

          • Luca ha detto in risposta a nicola

            ok dai, anche l’olocausto è propaganda, anche i gulag, anche i massacri in Cina. Accidenti, ci riempiono di bugie su falsi stermini… siamo proprio dei beoni.
            Ma una risposta meno scema non ti veniva?

            • nicola ha detto in risposta a Luca

              A proposito, che fine ha fatto Solgenitsin? Dopo averlo usato per denigrare l’URSS l’hanno buttato nel cestino?
              Prima, negli anni 80, un giorno si e l’altro pure si sentiva la litania su Solgenitsin, grande poeta. All’improvviso ha esaurito la vena poetica!

          • mariasole ha detto in risposta a nicola

            Numerosi cristiani sono purtroppo diventati celebri grazie alle sofferenze che hanno subito. Quello del pastore Richard Wurmbrand è certamente il caso più noto: incarcerato per 14 anni in Romania, liberato nel 1965 ma da allora esiliato. Nel 1968 creò la Missione per la Chiesa Perseguitata..

            Il pastore Wurmbrand continua ancora oggi la sua opera di sostegno per i cristiani che tuttora soffrono sotto il giogo comunista e per quelli che ne sono stati da poco liberati. Inoltre, la “Missione per la Chiesa Perseguitata” ha allargato il suo campo d’azione sostenendo le vittime dei fondamentalisti musulmani e evangelizzando il mondo islamico.

            Riporto unicamente da pag. 60 a pag. 75 :

            “Ma noi, affamati, bastonati e drogati, non potevamo pensare più, ma nelle ore più oscure della tortura il Figlio dell’uomo venne a noi, facendo brillare le pareti del carcere come diamanti e riempiendo le nostre celle di luce. In qualche luogo, a una grande distanza, erano i nostri torturatori, sotto di noi, nella sfera del corpo. Ma lo spirito si rallegrava nel Signore. Non avremmo ceduto questa gioia nemmeno per quella dei palazzi reali.

            In ogni città vi è il rappresentante del governo per il controllo dei “culti”, un uomo della Polizia Segreta comunista. Egli ha il diritto di chiamare qualunque sacerdote o pastore ogni qualvolta lo desidera e chiedergli chi è stato in chiesa, chi si comunica di frequente, chi è zelante nella religione, chi è conquistatore di anime, quale gente si confessa e così via. Se non rispondete, siete licenziati, e un altro “ministro” di culto viene messo al vostro posto.

            Questi sarà più zelante di voi e dirà più di quello che avete detto voi. Dove il rappresentante del governo non ha un tale uomo, ciò che non accade quasi mai, egli chiude senz’altro la comunità.

            Ho udito bambini di martiri cristiani affermare che erano stati costretti a fornire informazioni sulle famiglie nelle quali erano stati accolti con tanto amore, altrimenti non avrebbero potuto continuare i loro studi.

            Ci sono sempre stati buoni e cattivi pastori e predicatori. Ora, però, per la prima volta nella storia della chiesa, il comitato centrale di un partito che si dichiara apertamente ateo, e che ha lo scopo dichiarato di sradicare la religione, decide chi deve guidare la chiesa.
            Guidarla a quale scopo? Certamente per aiutare a sradicare la religione.

            Lenin ha detto: “Ogni idea religiosa, ogni idea di Dio, persino lo scherzare con l’idea di Dio, è una bassezza della specie più pericolosa, una contaminazione della specie più abominevole. Milioni di peccati, di azioni corrotte e di atti di violenza e di contaminazione fisica sono di gran lunga meno pericolosi della sottile, spirituale idea di Dio”.

            I partiti comunisti di tutta l’area sovietica sono leninisti. Per loro la religione è peggiore del cancro, della tubercolosi e della sifilide. Ed essi decidono chi debbano essere i capi religiosi.

            Ho visto avvelenare la gioventù e i fanciulli con l’ateismo, mentre la chiesa ufficiale non aveva la benché minima possibilità di opporvisi. In nessuna chiesa di Bucarest è possibile trovare una riunione di gioventù o una scuola domenicale per bambini. I figli dei cristiani vengono educati alla scuola dell’odio.
            E allora, vedendo tutto ciò, ho odiato il comunismo come non l’avevo odiato mai, neppure sotto le torture. L’ho odiato non per quello che aveva fatto a me, bensì per il torto che fa alla gloria di Dio, al nome di Cristo e alle anime di un miliardo di uomini sotto il suo dominio.

            Contadini di tutto il paese vennero a vedermi e mi raccontarono come si stava effettuando la collettivizzazione agricola. Essi erano ora degli schiavi affamati sui campi e sui vigneti che prima erano di loro proprietà. Non avevano pane. I loro bambini non avevano latte, non avevano frutta, e questo in un paese con ricchezze naturali uguali a quelle della California, o del paese di Canaan!

            Dei fratelli mi confessarono che il regime comunista aveva fatto di tutti loro dei ladri e dei bugiardi. Spinti dalla fame, essi dovevano rubare da quello che in origine era stato il loro proprio campo, ma che ora apparteneva alla collettività. Poi dovevano mentire per coprire il loro furto. Degli operai mi parlarono del terrore nelle fabbriche e dello sfruttamento della mano d’opera, quale nemmeno i capitalisti si sono sognati di attuare. Gli operai non hanno alcun diritto di scioperare.
            Degli intellettuali mi raccontarono d’essere costretti a insegnare, contro le loro convinzioni personali, che Dio non esiste.

            Così tutta la vita di un terzo del mondo è stata distrutta o falsificata. Delle ragazze vennero a lamentarsi d’essere state minacciate perché si erano fidanzate con un ragazzo cristiano e fu dato loro il nome di un altro ragazzo perché baciassero quello.

            Tutte le cose erano disperatamente false e brutte.

            Poi incontrai i combattenti della Chiesa Clandestina, miei compagni di molto tempo addietro. Alcuni di loro non erano stati mai arrestati e altri avevano nuovamente ripreso la lotta dopo essere stati rilasciati dalla prigione. Essi mi chiesero di riprendere la lotta con loro. Fui presente alle loro riunioni segrete, nelle quali cantavano con innari scritti a mano.
            Ricordai il monaco Antonio. Egli era vissuto per trenta anni nel deserto. Aveva completamente abbandonato il mondo, passando tutta la sua vita nel digiuno e nella preghiera. Ma quando ebbe udito parlare della lotta tra Atanasio e Ario intorno alla divinità di Cristo, egli lasciò la vita contemplativa e si recò ad Alessandria per far sì che la verità trionfasse.

            Allora decisi di ..riprendere il combattimento.
            Di quale specie sarebbe stato il mio combattimento? I cristiani nelle prigioni hanno sempre pregato per i loro nemici, dando a costoro una splendida testimonianza. Il desiderio del nostro cuore era che essi dovessero essere salvati e ci rallegrammo ogni volta che accadeva una conversione.
            Ma io odiavo il malvagio sistema comunista e desideravo rafforzare la Chiesa Clandestina, l’unica che può abbattere quest’orribile tirannia con la potenza dell’Evangelo.
            Non mi preoccupavo soltanto della Romania, ma dell’intero mondo comunista. Tuttavia, in occidente trionfava l’indifferenza.

            Gli scrittori in tutto il mondo hanno protestato quando due scrittori comunisti, Siniavski e Daniel, sono stati condannati dai loro stessi compagni ad alcuni anni di reclusione. Ma le chiese non protestano quando dei cristiani vengono imprigionati per la propria fede.

            Chi s’interessa del fratello Kuzyck, condannato perché colpevole del crimine di aver distribuito pubblicazioni cristiane “velenose”, come le meditazioni di Torrey e porzioni della Bibbia?

            Chi sa qualcosa del fratello Prokofiev, condannato per aver distribuito dei sermoni manoscritti?

            Chi sa qualcosa del cristiano ebreo Grunwaid, condannato per analoghi reati in Russia, e dalle cui mani i comunisti strapparono per sempre il figlioletto? I so bene che cosa provai quando fui portato via da mio figlio Mihai.

            E io soffro con i fratelli Grunwaid, Ivanenko, Granny Scevciuk, Taissia Tkacenko, Ekaterina Vekazina, Georgij Vekazin, con i coniugi Pilat in Lettonia, con altrettanti nomi di santi e di eroi della fede nel XX secolo!

            Io mi inchino a baciare le loro catene, come i primi cristiani dappertutto baciavano le catene dei loro fratelli quando venivano condotti per esser gettati alle belve.

            Ma le cose non potevano rimanere cosi. La Chiesa Clandestina decise che io avrei dovuto lasciare il paese, ove me ne fosse data la possibilità, per informare i cristiani occidentali di quello che succede sotto il comunismo.

            Ho così deciso di denunciare il “comunismo”, sebbene io ami i “comunisti”, perché non trovo che sia giusto predicare l’Evangelo senza denunciare il comunismo.
            Alcuni mi dicono: “Predica il puro Evangelo!” Ciò mi ricorda che anche la Polizia Segreta comunista mi aveva detto di predicare Cristo, ma di non menzionare il comunismo. E’ possibile che coloro che spandono il puro Evangelo siano ispirati dallo stesso spirito che anima la Polizia Segreta comunista? Quanto a me non so che cosa sia quel che viene chiamato il “puro” Evangelo. Era “pura” la predicazione di Giovanni Battista?

            Questa è la giusta disposizione cristiana: noi dobbiamo guadagnare, conquistare le anime dei comunisti. Dobbiamo mostrare loro praticamente il nostro amore, non influenzati da quanto essi ci hanno fatto.
            I cristiani torturati dai comunisti desiderano ripagarli dando loro la gioia e la salvezza che hanno trovato in Cristo.

            Tratto da TORTURATO PER Cristo
            di Richard Wurmbrand

          • mariasole ha detto in risposta a nicola

            Esecuzioni capitali in Cina

            Oggi migliaia di persone, accusate spesso nel corso di processi sommari, sono condannate a morte in Cina mediante la fucilazione, eseguita di frequente davanti ad un pubblico appositamente convocato che include studenti universitari, scolaresche delle scuole medie e parenti dei condannati, cui inoltre spetta l’onere di pagare il costo delle pallottole usate contro i loro congiunti. Continua dai tempi di Mao Zedong l’uso di trasportare i condannati al luogo dell’esecuzione su autocarri scoperti. Tutti quelli che assistono debbono meditare sulle tragiche conseguenze cui conduce trasgredire la legge, giusta o ingiusta che sia.

            Amnesty International e altre organizzazioni umanitarie internazionali segnalano da tempo questa orribile pratica. Nel Rapporto 2008 Amnesty International denuncia le migliaia di esecuzioni e l’aumento di iniezioni letali per uccidere i prigionieri e facilitare l’espianto di organi freschi, nonché gli alti profitti derivanti dalla loro vendita, ma i dettagli delle esecuzioni delle migliaia di persone uccise ogni anno in Cina sono un segreto di stato.

            Il numero delle esecuzioni capitali è ancora considerato segreto di stato in Cina. Durante un’intervista all’Agenzia Reuters nel febbraio 2006, Liu Renwen dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali conferma che il numero delle uccisioni annuali è tra 8.000 e 10.000. Il sistema giudiziario cinese è approssimativo e corrotto, privo delle minime garanzie legali per gli accusati…
            Un rapporto dell’organizzazione internazionale Human Rights in China denuncia il caso del diciottenne Hugejileitu, ucciso nel 1996. La sua famiglia, venuta a conoscenza della testimonianza di un altro detenuto, aveva accusato la polizia di aver torturato il giovane. Nel 2005, quasi dieci anni dopo la sua morte, l’agenzia di stampa Xinhua informa che il vero assassino aveva nel frattempo confessato di essere l’autore dell’omicidio per cui Hugejileitu era stato accusato.ecc.

            Ricordiamo che Manfred Nowak, l’inviato delle Nazioni Unite che ispezionò nel dicembre 2005 alcune prigioni, denunciò l’uso continuo della tortura e chiese al governo di Pechino di abolire le esecuzioni capitali per i colpevoli di crimini non violenti o di natura economica.. ha denunciato anche le confessioni estorte con la tortura. Oggi, nel 2010, il Chinese Human Rights Defender accusa: “Pechino fa leggi di facciata contro le violenze in carcere, ma queste continuano. Anzi stanno peggiorando.” ecc.ecc.

            http://www.laogai.it/2009/07/l87-delle-esecuzioni-capitali-nel-mondo-avviene-in-cina/

            • Falena-Verde ha detto in risposta a mariasole

              E’ un bel sito quello che hai linkato. Grazie.

            • nicola ha detto in risposta a mariasole

              Quanto sono cattivi i governanti cinesi!
              Hanno un merito, però.
              Non rompono i cosiddetti a migliaia di chilometri da casa loro, non tentano di imporre la loro visione del mondo agli altri, non hanno colonie, non hanno basi militari all’estero, non minacciano nessuno e non gratificano nessuno stato con l’epiteto di canaglia e, sopratutto, non bombardano.

  8. Mattia ha detto

    Curiosità, come mai c’è la tanto con gli americani? Lei veramente non sa nulla delle condizioni della persecuzione che si trova in Cina contro i cattolici. Qui non si tratta di supremazia, si tratta solo di diritti umani e di applicare il motto “libera chiesa in libero stato”.

    • nicola ha detto in risposta a Mattia

      Ti sembrarà strano ma gli americani mi sono simpatici e li stimo molto, fin quando non cercano di imporre i loro valori (e interessi) con le bombe.
      Ce l’ho con i pappagalli nostrani che vogliono far l’americano e che siedono in alto. Naturalmente vogliono far l’americano solo quando si tratta di introdurre i DICO non quando c’è da ridurre il numero dei parlamentari o adeguare gli stipendi strabilianti dei cosiddetti dirigenti di nomina politica.

      • Luca S. ha detto in risposta a nicola

        Hai tanta confusione nella testa. Il numero di deputati è stato stabilito direttamente dai Costituenti nel 1948 (e allora l’Italia era molto meno popolata). Per quanto riguarda gli stipendi, se tu guadagni 600 euro al mese, potrà sembrarti crudele che altri ne guadagnino 6.000, ma è piuttosto demagogico pretendere che tutti, indipendentemente dalle responsabilità, guadagnino allo stesso modo.

        • nicola ha detto in risposta a Luca S.

          La confusione ce l’hai tu e lo dimostri con questa risposta.
          Il senso del mio intervento è che i voglio fa l’americano nostrani copiano ciò che conviene e ignorano ciò che non conviene.
          Poi, costituzione o non costituzione, c’è una sproporzione nel rapporto fra abitanti e deputati confrmtando USA e Italia.

  9. Mattia ha detto

    Non puoi condannare gli americani quando impongono i loro valori con le bombe e poi assolvere i cinesi quando impongono i loro con i campi di concentramento.

    • nicola ha detto in risposta a Mattia

      Certo che hai una concezione tutta particolare della gravità dei delitti.
      Ammazzare la gente e distruggere case, palazzi, strade, acquedotti,…non è la stessa cosa che mettere in prigione. Lo dice anche il Vangelo, visitare i carcerati…quindi qualcuno li avrà imprigionati. Non condanna i carcerieri o Cesare che li ha imprigionati. Al contrario mi risulta che non ammazzare, in particolare con le bombe, non si presta ad equivoci.

      • mariasole ha detto in risposta a nicola

        Quali sono le condizioni di vita nei Laogai?

        Maltrattamenti di ogni tipo sui prigionieri

        Le condizioni di vita nei LAOGAI sono orribili. L’orario di lavoro arriva fino a 16 ore al giorno, secondo il tipo di attività praticata (industria, campi o miniere). Sicurezza ed igiene non esistono. Il giaciglio è sulla nuda pietra. Il cibo è inadeguato e sempre somministrato in proporzione al lavoro eseguito. La fame è la fedele compagna del detenuto. Fortunato chi lavora nei campi perché può trovare serpenti, rane e tane di ratti con chic­chi di soia o grano per sfamarsi. Sfortunato il detenuto che lavora nell’industria in città. I pestaggi e le torture sono all’ordine del giorno. Frequenti le scariche elettriche e la sospensione per le braccia. Manfred Nowak, inviato delle Nazioni Unite che ispezionò nel dicembre 2005 alcune pri­gioni in Cina, ha denunciato il continuo abuso della tortura.. Le punizioni nei LAOGAI includono pure l’isolamento forzato per numerosi giorni, quasi sempre senza cibo, in cel­lette di circa due-tre metri cubi, in compagnia dei propri escrementi. Non è sorprendente che tale clima di abusi, fame, continui maltrattamenti e ves­sazioni induca i detenuti persino al suicidio.
        http://www.laogai.it/cosa-sono-i-laogai/quali-sono-le-condizioni-di-vita-nei-laogai/

        La peculiarità del sistema LAOGAI, rispetto ai precedenti modelli sovietici e nazisti, è il sistematico lavaggio del cervello del detenuto. Questo si attua mediante l’indottrinamento politico quotidiano sulle verità infallibili del comunismo e mediante l’autocritica.

        L’indottrinamento politico si effettua con “sessioni di studio” giornaliere, che hanno luogo dopo le lunghe e dure ore di lavoro forzato. L’autocritica ha, invece, luogo davanti ai sorveglianti ed agli altri detenuti ed è finalizzata a “riformare” la personalità di chi si auto-accusa. Innanzitutto si devono elencare e analizzare le proprie colpe. Successivamente ci si deve accusare pubblicamente di averle commesse, procedendo alla riforma della propria personalità, per diventare una “nuova persona socialista”. E’ necessario infine mostrare – con i fatti – la propria lealtà al Partito, spesso denun­ciando i propri amici e parenti, i quali a loro volta sono costretti ad accusare e condannare il detenuto.

        Tutto ciò continua ancora oggi, nel terzo millennio. Lu Decheng, uno dei tre famosi giovani che lanciarono gusci d’uova pieni di vernice sul ritratto di Mao Zedong in Piazza Tian An Men il 23 maggio del 1989, detenuto nei LAOGAI per 9 anni, durante la sua intervista con l’agenzia di stampa Asianews, il 4 giugno 2007, illustra la sua esperienza nei LAOGAI. Ha detto Lu Decheng “Ho passato 9 anni in un laogai. Era in realtà una fabbrica che produceva autoveicoli. Eravamo costretti al lavoro forzato per 15-16 ore al giorno.. Dopo il lavoro dovevamo seguire le ‘sessioni di studio’, di indottrinamento forzato, che dovevano trasformarci in persone fiduciose nel socialismo”.

        Harry Wu spiega : quando si entra nel campo, la prima cosa è confessare il proprio crimine. Bisogna ripetutamente dire loro il proprio crimine. Non dimenticare mai nessun dettaglio. La confessione è di primaria importanza, perchè distrugge la dignità. Bisogna dire ’ sono un criminale, sono colpevole, voglio accettare la riforma del pensiero, voglio cambiare me stesso, voglio essere fedele al presidente Mao ’
        http://www.laogai.it/cosa-sono-i-laogai/cosa-si-intende-per-lavaggio-del-cervello/

  10. Mattia ha detto

    Non so se ti è chiaro, ma la Cina NON è uno stato DEMOCRATICO, ma una DITTATURA. Nei laoga le condizioni di vita sono spaventose e la morte non è improbabile. Non si finisce in galera per aver commesso dei reati, ma perché lo stato nega le più elementari libertà

    • nicola ha detto in risposta a Mattia

      Ma sei sicuro che la Cina non è una democrazia? Poi, se è per questo neanche la Chiesa Cattolica è una democrazia e non predica la democrazia ma il Vangelo e nel Vangelo non c’è un suggerimento sulla forma politica in cui uno stato si organizza. Quindi quando parli di democrazia e dittatura fai politica estranea alla religione cattolica. Poi le carceri non sono hotel e in ogni caso riflettono le condizioni complessive di vita di uno stato.

      • Sophie ha detto in risposta a nicola

        “Ma sei sicuro che la Cina non è una democrazia?” O.O

      • mariasole ha detto in risposta a nicola

        » 02/05/2012 11:52
        TIBET – CINA
        Sichuan, condanne fino all’ergastolo per 16 giovani tibetani, monaci e laici
        La sentenza del tribunale risale al 26 aprile. I giovani erano stati arrestati durante le manifestazioni di Drango e Kardze (Sichuan) del 23 gennaio scorso. La corte non ha ancora fornito i dettagli della sentenza. Uno dei giovani, Sonam Lhundup, 30 anni, dovrà scontare il carcere a vita.

        Drango (AsiaNews) – Una corte del Sichuan ha condannato a pesanti pene detentive 16 tibetani, monaci e laici, arrestati durante le proteste del 23 gennaio nelle contee di Drango e Kardze (Sichuan, Prefettura autonoma del Tibet) contro il dominio comunista, costate sei morti e decine di feriti. Il tribunale ha emesso la sentenza il 26 aprile scorso, ma la notizia è stata diffusa solo di recente. Le pene vanno dai nove anni di carcere fino all’ergastolo. La corte non ha ancora reso noti i capi di accusa contro i condannati, che hanno un età compresa fra i 20 e i 30 anni. Le manifestazioni erano state organizzate dopo una serie di uccisioni sommarie di monaci da parte della polizia e l’autoimmolazione di giovani religiosi per la fine della repressione e il ritorno del Dalai Lama…
        http://www.asianews.it/notizie-it/Sichuan,-condanne-fino-all'ergastolo-per-16-giovani-tibetani,-monaci-e-laici-24642.html

  11. Mattia ha detto

    Mi dice le date in cui ci sono state elezioni in Cina? Poi visto che condanna le guerre americane se la sente di condannare anche quelle cinesi?

    • nicola ha detto in risposta a Mattia

      Le eleziono in Cina si tengono permanentemente nelle sedi e forme stabilite dalla costituzione cinese. Sedi e forme che, purtroppo, non coincidono con le sedi e forme di quella americana in quanto i cinesi non sono pappagalli.

      • Mattia ha detto in risposta a nicola

        “La differenza tra una democrazia e una democrazia popolare è la stessa che c’è tra una camicia e una camicia di forza” Ronald Reagan.
        Mi risponda alla domanda: le condanna le guerre cinesi o solo quelle americane?

        • nicola ha detto in risposta a Mattia

          Guerre cinesi? Per difendersi dai mongoli hanno eretto la grande muraglia.
          Non so di altre guerre cinesi se non di scramucce di confine con Vietnam, Giappone e Filippine.
          Non mi risulta che i cinesi abbiano portaerei armate di missili nucleari dislocate in ogni parte del mondo a migliaia di chilometri di distanza dai loro confini. Sarebbe contrario all’ideologia marx-leninista!!!!!

          • Mattia ha detto in risposta a nicola

            E ti pareva un altro comunista. E che mi dici dell’occupazione del Tibet ( peggiore della guerra americana in Iraq). Ronald Reagan non era un grande filosofo, ma su questo aveva ragione e paradossalmente molti eccellenti filosofi non erano riusciti a capire questa cosa così banale.

            • nicola ha detto in risposta a Mattia

              Il Tibet? E’ stato bombardato per esportare il socialismo reale? E sta dall’altraparte del mondo rispetto alla Cina? E’ parte estranea al territorio che costituisce lo stato cinese? Chi ti ha informato, Ronald Reagan, il noto uomo di cultura?

              • Mattia ha detto in risposta a nicola

                Nicola, ho messo la bibliografia nell’articolo. Ti cito alcuni dati tratti dal libro nero del comunismo. In tibet prima della Rivoluzione culturale c’erano 6259 luoghi di culto di cui ne rimasero in funzione 13 dopo. Si obbliga a imporre i nomi cinesi ai neonati e si imponeva anche di studiare il mandarino. Si fanno stanziare coloni cinesi sopra territori espropriati dai tibetani. Un adulto su 6 viene classificato come uomo di destra e quindi sorvegliato in quanto tale. Sono curioso di sapere dove t’informi tu visto che neghi che in Cina ci sia una dittatura. Del resto, solo l’Occidente è malvagio o sbaglio?

                • nicola ha detto in risposta a Mattia

                  C’è malvagità e malvagità.
                  La malvagità cinese è una barzelletta rispetto a quella dimostrata dai tuoi beniamini anglo-isro-americani.
                  I cinesi hanno sorvegliato 1 tibetano su 6? Embè?
                  Gli amici tuoi sorvegliano e propagandizzano il mondo intero in mille forme, compreso internet e le agezie di stampa. Compresi partiti posticci creati ad hoc, come ho il sospetto, ad esempio, siano alcuni partiti in italia.

                  • Mattia ha detto in risposta a nicola

                    Si, certo. E naturalmente anche i campi di concentramento, la rivoluzione culturale, il grande balzo in avanti, il massacro di TienAmen sono cose malvagie, ma non tanto, vero? Mao Tse Tung ha fatto fuori qualcosa come 60 milioni di cinesi, ma i cattivi ovviamente non sono loro

                    • nicola ha detto in risposta a Mattia

                      Mao ha fatto fuori 60 milioni di cinesi? E chi te lo ha raccontato Padre Indovino? Ma se la Cina non lasciava trapelare nulla che avvenisse al suo interno, nemmeno i terremoti, figurarsi se effettuava dei comunicati stampa sui presunti omicidi di Mao. Certo tu lo sai perchè hai conoscenze in CIA, Mossad e MI% al contrario di noi poveretti!!
                      Curiosità:ma Paolo VI, il grande Papa dimenticato, ha scritto ha Mao prima o dopo gli omicidi dei criminale assassino?

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      L’8 ottobre 1971 il negus d’Etiopia Hailé Sesalié andò in visita a Pechino e domandò a Mao quanto fosse costato in numero di vite umane l’imposizione del socialismo e Mao rispose: “Dalle vittorie del socialismo dopo il 1949, 50 milioni di morti”. “è il doppio della popolazione dell’Etiopia” fece notare il negus. “Ma soltanto una piccola percentuale di quella della Cina” precisò Mao.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Paolo VI scrisse dopo gli omicidi di quel criminale assassino per evitare che quel criminale assassino ne ammazzasse ancora di più. Guardando in prospettiva fu un azione inutile perché continuò ad ammazzare come prima.

                    • nicola ha detto in risposta a Mattia

                      Certo che la faziosità non ha limiti.
                      Il passaggio dal feudalesimo al socialismo è costato 50 milioni di morti.
                      Questa è la naturale interpretazione.
                      Tanto per far un esempio, in Italia, dove si contano migliaia di morti sul lavoro, potremmo dire che, ad esempio, la costruzione di una città è costata tot morti.
                      La frase di Mao, indirizzata ad Hailè Selassiè era una sorta di considerazioni su quanti sacrifici è necessario per entrare nella modernità.
                      Interpretarla come ‘ho ammazzato 50 milioni di cinesi’ sarebbe come se all’imprenditore delle costruzioni si attribuisse la frase ‘ho ammazzato tot persone’.
                      La frase di Mao era nel senso che la costruzione del socialismo non è stata indoloro.

                    • Gennaro ha detto in risposta a nicola

                      Hai ragione nicola. Proporrò a Benedetto XVI di santificare Stalin e Mao 😉

                      Quanto puzza l’ideologia politica!!

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Ma non dicevi che i milioni di morti erano una bufala? Va da sé che per Mao intedeva per costruzione del socialismo anche l’eliminazione di tutti gli “insetti nocivi” (borghesi, capitalisti, preti). A proposito, ma non è stato Mao ad avviare, verso gli ultimi anni di vita, il dialogo con gli americani tanto da invitare in Cina Nixon che venne accolto con tutti gli onori?

                  • Luca ha detto in risposta a nicola

                    no dai…. scusa ma io non ci credo. Pensavo che estremisti di questo genere fossero ormai estinti da un pezzo…

                  • Luca S. ha detto in risposta a nicola

                    E’ così, Nicola, ti controllano.
                    In questo momento, ad esempio, stanno registrando tutti i tuoi interventi e i tuoi spostamenti, per controllarti. Vogliono anche manipolare la tua coscienza.
                    Fai anche attenzione al signoraggio e al gruppo Bildeberg.

                    • nicola ha detto in risposta a Luca S.

                      Mi rifaccio ad una dichiaazione dell’inventore di Facebook, di cui ora mi sfugge il nome.
                      E poi controllano, stai tranquillo che controllano.

              • Mr. Crowley ha detto in risposta a nicola

                Con la stessa giustificazione possiamo annettere la Repubblica di San Marino.
                E’ all’inetrno del territorio italiano, gli abitanti sono italiani.

          • domenico ha detto in risposta a nicola

            “Guerre cinesi? … Non so di altre guerre cinesi se non di scramucce di confine con Vietnam, Giappone e Filippine.”…

            E certo i dirigenti comunisti cinesi erano troppo impegnati a fare la guerra alla loro stessa popolazione…

            http://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_Revolution
            http://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_Revolution#Struggle_sessions_and_purges

            • Mattia ha detto in risposta a domenico

              Aggiungici anche alle guerre quella di Corea e scaramucce sul fiume Ussuri con i sovietici (due stati marxisti che si fanno la guerra?)

              • nicola ha detto in risposta a Mattia

                Appunto, scaramucce di confine simili a quelle che hanno caratterizzato la storia degli stati europei.
                Che non hanno niente a che fare, ad esmpio, con la guerra all’Iraq.

                • Mattia ha detto in risposta a nicola

                  Certo, solo qualche morto ammazzato, ma tanto….. Di scaramucce ne ha fatte pure con la Cina. Non c’è che dire la Cina è un proprio un vicino molto cordiale

            • nicola ha detto in risposta a domenico

              Ma tu guarda!
              Tutti i governi invisi agli anglo-isra-americani sono impegnati a far la guerra al loro popolo. Sarebbero loro, i prosessionisti del bombardamento, a far da avvocati ai popoli! Proprio loro che non hanno esitato a sterminare i nativi dei luoghi che hanno occupato con le armi!

              • Mattia ha detto in risposta a nicola

                Stalin, Mao Tse tung e Pol Pot non hanno nulla da imparare dagli americani in fatto di genocidio o pulizia etnica, anzi, è vero il contrario

                • nicola ha detto in risposta a Mattia

                  Incredibile!!!
                  Hitler ha scritto il Mein Kampf e lo sanno tutti.
                  Ma Stalin avrà scritto qualcosa del genere o no? Ci saranno i suoi discorsi?
                  Si, ha scritto. E parlare di pulizie etniche operate da Stalin è pura bestemmia contro la verità.

                  • Mattia ha detto in risposta a nicola

                    Addirittura bestemmia? Stalin faceva genocidi come l’Holodomor e non di rado colpiva le nazionalità in quanto tali tanto che fece deportare interi popoli sospettati di essere quinte colonne

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Hai ragione. i conti non tornano perché se vi fu un posto dove i tedeschi vennero accolti inizialmente come liberatori era proprio l’Ucraina inconsapevoli che neanche i tedeschi si sarebbero dimostrati teneri con loro

                  • Fabio Moraldi ha detto in risposta a nicola

                    Incredibile nicola! Ma ti rendi conto che stai difendendo Joseph Stalin???

                    Non avrebbe fatto pulizie etniche?? Ok, stai scherzando. In ogni caso informati: http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio
                    Ti cito anche un sito vicino alla tua ideologia politica: http://vastano.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/05/06/quel-genocida-di-stalin/

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      Ragazzi e’ inutile, e’ piu’ facile cavare sangue dalle rape piuttosto di fare aprire gli occhi ad un comunista.
                      Io ci ho rinunciato.
                      E’ come combattere i mulini a vento.
                      Quando davanti a delle evidenze non vuole vedere e’ inutile discutere.
                      Dopo dira’ che i cristiani sono creduloni.
                      Ma il problema e’ che difende l’indifendibile, in modo irrazionale.
                      E’ una perdita di tempo discuterci.

                    • Mattia ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      La cosa curiosa è che, mi ricollego a una precedente discussione avuta in questo blog, gli intellettuali comunisti degli anni precedenti alla caduta del muro utilizzavano più o meno lo stesso concetto di Nicola: condanna dell’imperialismo americano e giustificazione delle politiche comuniste

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      @Mattia

                      Perche’ ti sorprendi?.
                      Ieri hanno gambizzato uno con un colpo di pistola.
                      Qualcuno non e’ mai cambiato, anche se il mondo e’ cambiato.

                      L’ideologia non e’ morta, sono come quelli che hanno messo la lapide al duce.

                      (Anche se la Petacci se la meriterebbe, era colpevole solo di essere l’amante di Mussolini, ma non c’entrava con la guerra o con altro).

                    • Mattia ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      La cosa mi sorprende sia perché non riesco a capire con quale miopia questi avevano chiuso gli occhi davanti a queste tragedie, sia perché vi sono ancora alcuni su questo tema idee negazioniste, ma che tuttavia scrivono ancora su giornali e riviste importanti. Avrebbero avuto lo stesso trattamento se invece di negare i crimini comunisti negavano quelli nazisti?

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      Come ci insegna nicola, il comunista ha sempre ragione, inoltre ha la “superiorita’ morale”.
                      Piu’ di cosi’.
                      Be’ vado a cavare un po’ di sangue da una rapa ……. avro’ sicuramente piu’ soddisfazione.
                      Che fare?.
                      Pregare per loro, fare digiuni?.
                      Un ritiro spirituale con tutti i partecipanti al blog?.

                    • nicola ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      Krusciov, che nel 1956, se non erro, ha denunciato gli eccessi dello stalinismo, era ucraino. Ebbene Krusciov faceva parte della nomenclatura da lunga data. Parlare di ‘genocidio etnico’, ammesso che ci sia stato, è errato. Un eccidio di tale portata ferisce la coscienza di un popolo Ebbene, solo 10 anni dopo l’Armata Rossa riusciva ad organizzare la resistenza alle spalle dell’esercito tedesco proprio in ucraina, tanto da provocarne la ritirata.
                      In un certo senso i conti non tornano.

                    • Gennaro ha detto in risposta a nicola

                      Hai ragione. Premio Nobel per la pace a Joseph Stalin.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      @nicola

                      E’ stato documentato che cio’ che ha fatto perdere la guerra in russia ad Hitler fu il suo razzismo.
                      Per lui i popoli slavi erano degni di essere schiavi.
                      Cosi’ trattarono le popolazioni locali (non le trattarono meglio del compagno Stalin).
                      Questo creo’ la resistenza in Unione Sovietica.
                      Questa fu una delle cause degli stupri di massa delle donne tedesche durante la marcia di occupazione verso Berlino da parte dell’Armata Rossa.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                      @nicola

                      Stalin utilizzò in Ucraina una politica tesa a dimostrare i pericoli del nazionalismo e quindi a confermare la sua ideologia. A partire dal 1929 operò una sistematica nazionalizzazione delle piccole imprese agrarie che in Ucraina erano numerosissime (la cosiddetta dekulakizzazione, dal termine kulak, piccolo proprietario terriero) e una politica di collettivizzazione dei terreni. Sedò con numerose deportazioni la ribellione degli agricoltori e nel 1932 procedette ad un sistematico ammasso delle derrate e dei raccolti il cui risultato fu una carestia che costò al paese circa 10 milioni di morti (il cosiddetto holodomor ucraino). Ulteriori perdite avvennero in seguito a deportazioni ed esecuzioni. Vennero distrutte oltre 250 chiese e cattedrali. La seconda guerra mondiale fu causa di altre devastazioni e di morte (oltre 6 milioni di persone vi persero la vita, tra cui buona parte della comunità ebraica ivi residente), anche a causa dell’Esercito Insurrezionale Ucraino che accolse l’esercito tedesco come liberatore dal giogo sovietico, anche se poi di fatto combatté sia l’Armata Rossa sovietica che la Wehrmacht tedesca.

        • nicola ha detto in risposta a Mattia

          Cappari!!!
          Mi citi il noto filosofo ed illustre intellettuale Ronald Reagan.

          • Mattia ha detto in risposta a nicola

            Bisogna ammettere però che, indipendentemente dalle sue politiche molte delle quali non mi trovo d’accordo, era il numero uno come slogan

            • nicola ha detto in risposta a Mattia

              Gli slogan degli ignoranti valgono come il due di coppe a briscola

              • domenico ha detto in risposta a nicola

                spiegaci tu la differenza tra democrazia e democrazia popolare…
                e dicci quale preferisci.

                • nicola ha detto in risposta a domenico

                  Mi devi spiegare tu in cosa consisterebbe la democrazia, ad esempio americana, che vede una partecipazione al voto che raramente supera la metà degli aventi diritto e che si misura in quantità di dollari raccolti dai candidati e che ha escluso dal voto i neri (che hanno fatto la ricchezza degli USA, come diceva Marx) dal voto fino al 1966.

                  • Mattia ha detto in risposta a nicola

                    Nicola, ti faccio un esempio. Hai presente questa discussione? In una dittatura non si potrebbe fare perché non è tollerata alcuna critica al governo. Un americano può decidere o no di votare chi vuole, nelle dittature no. E alla Casa Bianca c’è attualmente Obama

                    • nicola ha detto in risposta a Mattia

                      Certo, la storia ha i suoi tempi, i suoi ritmi.
                      Solo che questo vale non solo per le democrazie borghesi ma anche per le democrazie popolari.
                      Condannare le una ed esaltare le altre è, da un punto di vista storico, azzardato. Stravolgere la verità è propaganda.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Il tuo non giudicare le dittature vale anche per il fascismo o solo per quelle rosse?

      • mariasole ha detto in risposta a nicola

        La sfida del dissidente cieco: “Se il Partito vuole vivere, deve combattere la corruzione”Chen Guangcheng sarebbe nell’ambasciata americana a Pechino. Il dissidente, noto per la sua battaglia contro gli aborti forzati, indirizza un video a Wen Jiabao in cui fa i nomi dei suoi persecutori e porta alla luce la corruzione e la violenza imperanti del Partito. Inoltre chiede giustizia per il suo Paese e salvaguardia per la sua famiglia. Nel frattempo, il regime continua ad arrestare i suoi cari.
        http://www.asianews.it/notizie-it/La-sfida-del-dissidente-cieco:-“Se-il-Partito-vuole-vivere,-deve-combattere-la-corruzione”-24619.html

  12. Sophie ha detto

    Fra le vittime della mattanza dei cattolici non dimentichiamo il bimbo Josè Sanchez Del Rio (ora beatificato): arrestato, torturato e ucciso dagli adepti del Governo messicano ateo-anticlericale. Spero che il film “Cristiada” gli renda giustizia, ammesso che lo facciano uscire al cinema. Certi atei fanatici sarebbero capaci anche di questo… http://www.santiebeati.it/dettaglio/92608

    • nicola ha detto in risposta a Sophie

      Brava Sophie.

      • Sophie ha detto in risposta a nicola

        Sì lo so, grazie.

        • nicola ha detto in risposta a Sophie

          Brava, ma…la modestia non deve essere il tuo forte.

          • Sophie ha detto in risposta a nicola

            Posso dire lo stesso per il tuo fiuto per l’ironia! 🙂

            • nicola ha detto in risposta a Sophie

              E dove sarebbe l’ironia?
              Tu dici di sapere di essere brava. Punto.
              E’ ironia? Mettici un segno, allora.

              • Sophie ha detto in risposta a nicola

                Tu stai male.

                • nicola ha detto in risposta a Sophie

                  Se si tratta di offendere, meglio star male che essere cretini.

                  • lorenzo ha detto in risposta a nicola

                    Nel 1976 il PCI ottenne oltre 13 milioni di voti. Ben oltre la metà di queste persone erano ciecamente convinte che l’URSS fosse veramente il paradiso dei lavoratori: secondo te, dove stavano i cretini?

                    • nicola ha detto in risposta a lorenzo

                      Mi riferivo a chi, non avendo argomenti, offende, non a coloro che la pensano diversamente da me.
                      Per quanto riguarda il deficit economico dell’URSS era difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca. Al contrario il successo economico di alcuni paesi occindentali faceva il paio che l’enorme arretratezza di interi continenti ( America Latina, per citarne uno) sistematicamente sfruttati e depredati.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a lorenzo

                      Be’ adesso la Russia e i paesi dell’est, l’America Latina, la Cina e l’India si risollevano e tu farai la fame.
                      Finalmente un po’ di giustizia a sto’ mondo.
                      Guarda che chi ha beneficiato della ricchezza comune sei anche tu!.
                      Finalmente farai il precario a vita e ti accontenterai di cio’ che capita.
                      Il deficit dell’URSS era provocato dalla politica economica voluta dalla casta del partito al potere.
                      Come la pubblica oppressione.

                  • Mattia ha detto in risposta a nicola

                    Nicola, lasciati dire che hai mostrato grande incoerenza: sei per la libertà e la pace, ma solo se è contro l’America o Israele (che io neppure avevo citato), se a commettere crimini è qualche paese comunista allora c’è sempre qualche giustificazione.

                    • Luca ha detto in risposta a Mattia

                      Eh già, si chiamano ideologie, è un problema serio… anche se non credevo che ai giorni nostri ce ne fossero di così indottrinati e col paraocchi

                    • nicola ha detto in risposta a Mattia

                      Sarei di parte? No. Cerco di distinguere fra crimini e crimini. Ciò che infastidisce è la sproporzione fra il crimine e l’amplificazione che ne danno i media a seconda delle convenienze.
                      C’è stata l’invasione della Cecoslovacchia nel 1968 da parte dei sovietici. Un crimine, se vogliamo usare questo termine. Ma che ha avuto uno solo morto, Jan Palak, che si è dato fuoco davanti ad un carro armato sovietico. Ebbene, non c’era giorno che non si parlasse nei tg di Jan Palak, per anni.
                      Al contrario, è difficile che qualcuno conosca l’invasione di Grenada da parte USA. Le migliaia di palestinesi ammazzati da Israele trovano spazio nei medi al massimo un giorno, quando lo trovano. E’ questo che infastidisce.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Primavera di Praga: 72 morti e 266 feriti durante l’invasione senza contare gli arresti e le fughe che salgono a decine di migliaia

                    • nicola ha detto in risposta a Mattia

                      /2 morti? Di crepacuore per lo spavento?
                      Allora i bambini iraqeni morti per lo stesso motivo saranno migliaia. Analogo discorso per i bambini palestinesi,afgani, serbi,…

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      72 morti negli scontri. Provi a contare i bambini fucilati da Stalin che aveva abbassato l’età per la pena di morte a 12 anni! I suoi pregiudizi mi stanno rendendo l’America estremamente simpatica

                  • Sophie ha detto in risposta a nicola

                    Tu dici a me che non ho argomenti quando non sei riuscito a rispondere al mio post? Visto che io non ho argomenti mentre tu invece sì, allora che mi dici del bambino al quale hanno spellato lentamente le piante dei piedi, l’hanno fatto camminare sul sale, l’hanno trascinato a forza a piedi nudi sulla strada selciata, e poi gli hanno sparato perchè se lo avessero ucciso a coltellate avrebbe strillato troppo?

                    • nicola ha detto in risposta a Sophie

                      Una ferocia che non ha niente a che fare col comunismo ( e forse nemmeno col capitalismo). Ma cosa c’entra? I pazzi ci sono ovunque indipendentemente dall’ideologia. Se l’episodio fosse avvenuto in URSS o in Cina sicuramente gli autori avrebbero subito una dura punizione.

                    • Gennaro ha detto in risposta a Sophie

                      nicola…ma davvero stai difendendo l’Unione Sovietica e Stalin? Robe da pazzi!!

  13. gemini ha detto

    Grazie Mattia per questo suo articolo…

  14. Mattia ha detto

    X Nicola

    Leggiti l’articolo scritto dallo storico comunista Antonio Moscato intitolato “Mao era persino peggio di Stalin”. Ti anticipo una perla: nel dicembre del 1957 Mao espose questo discorso a Mosca: “Mao aveva detto che dopo la prima guerra mondiale, il mondo socialista era arrivato a 200 milioni, e dopo la seconda a 900 milioni. Nella terza guerra mondiale poteva soccombere un terzo della popolazione mondiale, e nella peggiore delle ipotesi metà, <<ma resterebbe sempre l'altra metà. L'imperialismo sarebbe distrutto radicalmente e il mondo intero sarà socialista".

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