Censimento 2011: in Irlanda i cattolici sono l’84%

I dati del nuovo censimento, pubblicato il 30 marzo scorso, dimostrano che oltre l’84% degli irlandesi descrivono loro stessi come cattolici (3,86 milioni), una notizia importante dopo i vergognosi casi di pedofilia che hanno sconvolto la Chiesa irlandese. Lo stesso è accaduto negli USA.

Il 5% dice di non appartenere ad alcuna religione, tra cui la maggioranza sono immigrati. In sorprendete calo è la Chiesa metodista irlandese, tradizionalmente una delle quattro principali chiese dell’isola.

La crescita dei cattolici si accompagna tuttavia, purtroppo, ad un aumento dei divorzi, seguendo così l’indebolimento della famiglia presente in tutta Europa. Oltre il 21% dei bambini irlandesi vengono allevati da un solo genitore e un altro 6% viene allevato da conviventi.

Ricordiamo che in Irlanda l’aborto è illegale (a meno che la madre non sia in pericolo di vita), e gli studi dimostrano che vi è una bassa incidenza di cancro al seno, una buona salute mentale tra le donne e e il 70% dei cittadini approva il divieto.

 

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42 commenti a Censimento 2011: in Irlanda i cattolici sono l’84%

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  1. lorenz ha detto

    Notizia inaspettata e positiva, bene!!!

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  2. J.B. ha detto

    Paese quasi sconosciuto ma di una bellezza stupefacente. Uggiosa isola affacciata sull’atlantico dai paesaggi verdeggianti e dalla natura incontaminata. E’ uno dei loghi dove riappropriarsi della bellezza della natura selvaggia e delle forze degli elementi (sopratutto il vento k tira tantissimo), ammirare l’architettura celtica e cristiana, e assaggaiare la Birra Scura! 🙂
    Se avete occasione e siete amanti dei paesi nordici non mancate di visitarla, sopratutto d’estate! 🙂
    Un posto caldo (piove poco e la temperatura è mite) con il mare (oceano atlantico) e tanta festa (nn avete idea di qll kose da matti!) e non è lontanissimo dall’Italia… (2H e mezza di volo, e la Rayanair gioca in casa).
    Gli irlandesi sono simpaticissimi e accoglienti, i Pub sono molto carini (se avete più di 18 anni).

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  3. Paolo ha detto

    bisognerebbe vedere quanti di questi 84% (in calo cmq) sia in accordo al 100% con il vostro magistero.

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    • francesco ha detto in risposta a Paolo

      Il magistero va al di là del gradimento o meno dei fedeli o di chi dice di esserlo. Il magistero si basa sulle parole di Gesù, vero Dio e vero Uomo, così come su Cristo è fondata la Chiesa, per questo per quanto fate non riuscite a buttarla giù. Certo i fedeli possono perdere la fede, sono/siamo uomini, ma la Chiesa rimane lì. Del resto se non sono riusciti a fermare 12 uomini 2000 anni fa, fermarne oggi più di 1miliardo è un po’ difficile. Fattene una ragione paolino!

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    • Raffa ha detto in risposta a Paolo

      Paolo, ma quanti omosessuali sono d’accordo con l’Arcigay secondo te?

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      • Paolo ha detto in risposta a Raffa

        Raffa capisco la mancanza di argomenti e questa solita tiritera (scusate il termine poco aulico) dell’Arcigay…ma non ti pare il caso di rimanere sul pezzo?

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  4. Massimiliano ha detto

    Aumentano i cattolici e, al contempo, aumentano pure i divorzi. Sono l’unico qui a notare il modo incoerente di vivere il cattolicesimo da parte dei cattolici irlandesi? Forse qualcuno dovrebbe ricordare loro che il divorzio è incompatibile con il cattolicesimo; non perché lo dico io, ma perché lo dice chiaro e tondo il magistero della Chiesa.

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    • Salvatore ha detto in risposta a Massimiliano

      Certamente è un dato molto brutto, segno che in Europa esiste fortemente il problema della fedeltà al magistero.

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  5. Matteo ha detto

    Una curiosità: di questo 5% quanti sono atei? Quanti agnostici? Inoltre, in questo dato sono compresi i “credenti senza religione”?
    PS: Ottimo articolo!!! E splendida notizia!!

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    • Antony ha detto in risposta a Matteo

      Sinceramente nell’articolo originale non si dice nulla…soltanto che non si riconoscono in nessuna religione, che non vuol dire non essere credenti ovviamente. La cosa preoccupante è l’incremento di evangelici e protestanti, come in tanti altri Paesi significa indebolimento della fede e quindi apertura al laicismo.

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      • Christianity ha detto in risposta a Antony

        Assolutamente d’accordo.
        C’è bisogno di una nuova evangelizzazione in Europa e in tutto l’occidente secolarizzato…
        dobbiamo tornare a formare comunità di evangelizzazione come fecero i primi cristiani, partendo per paesi stranieri “senza borsa, né bisaccia, né sandali” per diffondere la Buona Notizia.

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        • EquesFidus ha detto in risposta a Christianity

          E’ vero, a tal proposito mi torna in mente (spero mi perdonerete) l’opera “L’Anticristo” di Nietzsche. Infatti, il noto anticlericale muoveva critiche prima ancora che a tutti i cristiani all’imborghesimento del cristianesimo, ovverosia all’adagiarsi sugli allori. In altri termini, dobbiamo convincerci che non sono più solo le Indie o l’Africa o il Sud America terra di missione ma anche le “cristiane” Europa e America del Nord (e ancor di più le “cattoliche” Spagna e Italia). Abbiamo ritenuto di aver convertito tutti, di aver fatto il possibile e ci siamo (non abbiatene a male) rammoliti in certi casi: purtroppo, la conversione deve essere coltivata.
          “Non chi dice: Signore, Signore ma chi fa la volontà dle Padre mio che è nei Cieli entrerà nel Regno dei Cieli”, a questo dobbiamo aspirare, purtroppo ci siamo rassegnati e infatti si è visto cosa è successo: alla prima occasione i Radicali, con turpi menzogne, hanno fatto approvare aborto, divorzio e a breve seguiranno altre abominazioni. Dobbiamo riscoprire la bellezza dell’annuncio evangelico (e soprattutto far capire che “Vangelo” vuol dire prima di ogni cosa “buona notizia”), soprattutto senza cercare più di nasconderci. Poi, inevitabilmente, con la coversione dei cuori a Cristo non ci saranno più problemi di dottrina. Non solo, dobbiamo per prima cosa rammentare il valore della coerenza, cercare prima la trave nel nostro occhio e solo allora la pagliuzza (anche se a volte verrebbe quasi da dire un pilone) nell’occhio del prossimo. D’altro canto, la testimonianza e l’esempio sono i migliori metodi di annuncio evangelico di sempre, il mondo deve dirsi stupito come i pagani ai tempi di San Paolo: “Guardate come si amano!”. Il resto verrà da sé.
          Ancora: non dobbiamo aver più paura di annunciare la Verità anche per timore di offendere il prossimo o di ricevere scherno ed insulti. San Bonifacio vescovo per amor di Verità arrivò ad abbattere la quercia sacra di una popolazione di Germani, dimostrando che il dio che credevano abitasse nel tronco della pianta secolare e che avrebbe fulminato chiunque vi ci avvicinasse fosse soltanto una superstizione, noi altrettanto dobbiamo abbattere i muri del pregiudizio anticlericale e della superstizione, senza paura come non ne ebbero tanti santi (incluso San Bonifacio stesso, che per anni annunciò il Vangelo a clan di feroci guerrieri).

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  6. lorenzo ha detto

    La traduzione esatta è: “Questa anomalia, di un incremento del numero e percentuali, ma di un calo complessivo, è perché la popolazione della Repubblica è aumentato di 348.404, a 4,58 milioni, dal 2006.”

    Come vedi anche nell’articolo originale si parla di aumento di numero e percentuale, ma si precisa che, rispetto alla popolazione totale, c’è stato un calo in percentuale assoluta (datti anche un’occhiata all’aumento di mussulmani e buddisti, cioè di immigrati).

    X la redazione: basterebbe riportare la traduzione dell’Irish Times, tanto il senso dell’articolo non cambierebbe.

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  7. Agnostico ha detto

    Mi sembra che la Chiesa cattolica in Irlanda stia avendo qualche piccolo cedimento. 
    Nel 2002 l’88.39% della popolazione si dichiarava cattolico, nel 2006 l’86.83% (-1,5%) e nel 2011 l’84% (-2,8%): insomma un calo cominciato ben prima dei casi di pedofilia.
    Nell’articolo si parla di “crescita dei cattolici” ma non riesco proprio a capire dove sia questa crescita. 

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    • Alessandro M. ha detto in risposta a Agnostico

      Avere le fonti sarebbe cosa utile per tutti.
      E’ una cosa molto probabile comunque, potrebbero essere flussi di decrescita che si alternano a quelli di crescita, oppure può essere l’inizio di una discesa.
      Non capisco dove stia il problema sinceramente…forse i “piccoli cedimenti” della Chiesa cattolica ti fanno venire il batticuore?

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      • Agnostico ha detto in risposta a Alessandro M.

        Hai proprio ragione: ho dimenticato la fonte. 
        Trovi tutto a: http://census.cso.ie/Census/TableViewer/tableView.aspx?ReportId=74644
        Poi clicca su actions –> display totals/percentage –> percentage of column totals. 

        È il Central Statistics Office Ireland: lo stesso ufficio che ha realizzato il censimento del 2011. 

        Nessun “batticuore”: solo stupore nel leggere di “crescita dei cattolici”. Boh…..

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        • Alessandro M. ha detto in risposta a Agnostico

          Accidenti che declino….il 4% in 10 anni, con in mezzo le nefaste vicende della pedofilia.

          Finalmente hai un motivo per festeggiare anche tu a Pasqua!

          P.S.
          Chi ha parlato di “crescita dei cattolici”?

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          • Agnostico ha detto in risposta a Alessandro M.

            Caro Alessandro,
            Se per te il 4% in meno in dieci anni non è molto, devo ritenere che le aspettative erano veramente molto basse. 
            Non credo che questo calo sia da imputare totalmente ai casi di pedofilia come è difficile che siano flussi di decrescita che si alternano a flussi di crescita.
            Infatti questo calo è cominciato mezzo secolo fa’ nel lontano 1961 quando i casi di pedofilia erano molto lontani: in quell’anno ben il 94,86% degli Irlandesi si professava cattolico (percentuale mai raggiunta prima). Però dal 1961 in poi la percentuale di chi si professa cattolico è diminuita lentamente ma costantemente di rilevazione in rilevazione fino a raggiungere la percentuale dell’84% nel 2011 (la % più bassa dal 1881). Insomma in 50 anni la Chiesa cattolica in Irlanda ha perso il 10% di coloro che si definiscono cattolici: non sarà un crollo verticale ma di certo è uno stillicidio che parte da lontano (che forse è anche peggio). 
            http://census.cso.ie/Census/TableViewer/tableView.aspx
            Poi clicca su actions –> display totals/percentage –> percentage of row totals

            Mi hai chiesto chi abbia parlato di “crescita dei cattolici”. 
            Nell’articolo leggo: “La crescita dei cattolici si accompagna tuttavia…”. Come detto non capisco dove sia questa crescita: è invece un calo costante da 50 anni….

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        • Riccardo ha detto in risposta a Agnostico

          IRELAND REMAINS the overwhelmingly Catholic country of the English-speaking world, according to results of the April 2011 census, published yesterday. Over 84 per cent of people in the Republic, or 3.86 million, described themselves as Roman Catholic in that census.

          It may represent a drop from the 86.8 per cent of the population who did so in the 2006 census but, in actual terms, the 2011 figure is an increase of 179,889, or 4.9 per cent, on the 2006 figure.

          This anomaly, of an increase in numbers and percentage but a drop overall, is because the general population of the Republic increased by 348,404, to 4.58 million, since 2006.

          The nearest in numbers to Catholics are those who declared themselves as having “no religion” last April. They now number 269,800, an increase of 44.8 per cent on the 2006 figure. A further 72,914 did not state their religion, compared to the 70,322 “not stated” figure for 2006.
          .

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    • Riccardo ha detto in risposta a Agnostico

      Mi sembra che dall’articolo si spieghi bene che i cattolici siano cresciuti in numero ma non in percentuale perchè la popolazione irlandese è aumentata di numero.

      IRELAND REMAINS the overwhelmingly Catholic country of the English-speaking world, according to results of the April 2011 census, published yesterday. Over 84 per cent of people in the Republic, or 3.86 million, described themselves as Roman Catholic in that census.

      It may represent a drop from the 86.8 per cent of the population who did so in the 2006 census but, in actual terms, the 2011 figure is an increase of 179,889, or 4.9 per cent, on the 2006 figure.

      This anomaly, of an increase in numbers and percentage but a drop overall, is because the general population of the Republic increased by 348,404, to 4.58 million, since 2006.

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      • Agnostico ha detto in risposta a Riccardo

        Non capisco cosa tu voglia affermare. Il fatto che i cattolici siano cresciuti di numero assoluto a causa dell’aumento della popolazione è un dato di fatto. Inoltre l’aumento in numeri assoluti dei cattolici (+4,9%) è notevolmente inferiore all’aumento (sempre di valori assoluti) degli atei (+44,8%) e musulmani (+51,2%) ed altre religioni: ovviamente questi confronti su valori assoluti non sono molto utili e lasciano il tempo che trovano.  

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  8. Sophie ha detto

    S’intuisce che gli stessi cattolici divorziano. Pessimo esempio di coerenza e convinzione agli occhi di chi non crede, davvero un pessimo esempio! Come si può essere credibili con un cattolicismo fai da te!? Il bello è che la maggior parte dei cattolici in Europa sono così…

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  9. Carlo ha detto

    S’intuisce che gli stessi cattolici divorziano. Pessimo esempio di coerenza e convinzione agli occhi di chi non crede, davvero un pessimo esempio! Come si può essere credibili con un cattolicismo fai da te!? Il bello è che la maggior parte dei cattolici in Europa sono così…

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    Il problema non riguarda solo il divorzio ma anche “tutto il resto”. Io sono ateo però non chiudo gli occhi davanti alla realtà. Vedo bene che oggi le famiglie si stanno distruggendo.Un mio amico sposato da circa 1 anno è già divorziato. purtroppo rientrando in casa (quando non avrebbe dovuto) ha trovato la moglie con un altro. Diciamo che la moglie non era una “cosa di buono” già prima, ma oggi sono tutte così (chi più chi meno). Questa situazione di “puttanaio” porta molti giovani ad avere paura del matrimonio e in tanti (tra cui io) scelgono di non sposarsi ma solo di divertirsi. Anche perchè (l’esperienza del mio amico insegna) se ti seprai ti rovini anche economicamente

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    • J.B. ha detto in risposta a Carlo

      Che bacchettone… 🙂

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    • Salvatore ha detto in risposta a Carlo

      Bravo Carlo, la vita è solo una giostra in cui gli altri sono strumenti del nostro divertimento.

      Ora capisco perché odi la Chiesa, che invece chiede all’uomo di essere uomo, mentre lasciamo gli infanti a divertirsi sulla giostra.

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  10. Fulton Sheen ha detto

    Se intorno è tutto un puttanaio è anche perché è pieno di gente che vuole solo divertirsi. Certe cose si fanno in due…

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  11. Carlo ha detto

    Io non odio la Chiesa. Semplicemente mi danno fastidio quei preti del cavolo che dicono e non fanno, pensano solo ad intascare denaro e provocano scandali su scandali.(e li ho visti con i miei occhi)

    @Fulton Sheen: Si ma il “divertimento” presenta un conto molto salato. Ti ho fatto l’esempio del mio amico, ma oramai ogni settimana sento voci di coppie che si stanno separando. Il problema non è nemmeno la separazione in se, ma il fatto che ti “inguai” economicamente. In ogni separazione il giudice da sempre ragione alla donna, per cui devi mollargli la casa e l’assegno mensile(per lei e per i figli). E con questa crisi economica si rischia di finire sotto i ponti…. con la consorte che caso mai si diverte con un altro. E poi si scandalizzano quando ogni tanto qualcuno va fuori di senno e commette una strage.

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    • edoardo ha detto in risposta a Carlo

      Carlo, io capisco quel che dici riguardo ai rischi economici del matrimonio quando finisce male.
      Diciamo, che su questo punto sono fiducioso della crisi economica che ci impone di ritornare a basare la vita su cose più serie e meno dissipate, il tutto in un’ottica di generale mutamento della società (abbandono dei centri rurali e delle campagne, ammassamento nelle grandi città, unioni familiari instabili e passeggere, ecc…). Bene, si va avanti guardando indietro a quel che c’era prima della massiccia immissione di benessere troppo rapido del boom economico. La generazione che sta venendo su oggi sarà la generazione della crisi economica, ma i loro genitori e fratelli maggiori sono una generazione venuta su in una anomalia economica, in cui c’è stata un’impennata di benessere passeggero in congiunture mondiali favorevoli (prezzo del petrolio ecc…), e si sono convinti che sarebbe stato così all’infinito. E’ come se in un paese ci fosse una epidemia: c’è posto per tre farmacie e tre aziende di pompe funebri, passa l’epidemia e finisce la moria, quel mercato si normalizza e di tre farmacie e pompe funebri, torna ad essercene posto solo per uno, massimo due, allora si dirà che c’è la crisi quando è passata l’epidemia. Ecco, credo che si stia tornando alle condizioni normali con questa crisi, quelle pre-boom economico. Dunque avremo una vita meno dissipata, più responsabile e dove si dovrà necessariamente sottrarre denaro ai “divertimenti” ed impiegarlo in beni primari (alimenti, istruzione dei figli, automobile, abitazione, ecc…). Io vedo che, dove sto io, vent’anni fa c’erano molti terreni incolti, oggi sono molto pochi, i proprietari stanno riprendendo a lavorarli, e molto poderi in stato di abbandono, stanno per essere restaurati e riabitati, cioè le campagne si stanno gradualmente ripopolando.
      Anche questo è uno degli effetti della crisi, che, secondo me, non è altro che la fase discendente di una parentesi effimera di improvviso benessere.

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      • lorenzo ha detto in risposta a edoardo

        Oggi agricoltori è pastori, a parte qualche eccezione, senza le sovvenzioni statali sarebbero alla pura sopravvivenza.

        “La fame è un investimento. Ed è quotata in borsa”
        http://pressenza.com/npermalink/la-fame-e-un-investimentox-ed-e-quotata-in-borsa

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        • edoardo ha detto in risposta a lorenzo

          Io in campagna ho trascorso i 3/4 dei miei 54 anni, caro Lorenzo.
          Non mi schioderei dalla campagna per andare a vivere in città mànco morto.
          Certo che se con tre o quattro ettarelli hai la pretesa di mantenere una famiglia di 5 persone, sei un illuso.
          Ma, tanto per farti un esempio, se il prezzo del metano raddoppiasse o triplicasse, a me non frega nulla, perchè uso solo qualche bombola di gpl e circa 150 q.li di legna all’anno, in gran parte fatta da me senza spesa alcuna, a parte miscela e gasolio.
          E tralascio la produzione aticola, frutticola e zootecnica, la cui somma solo alcune migliaia di euro risparmiate come spesa “esterna”.
          Vuoi realizzare guadagni monetari con l’agricoltura? Devi avere una buona estensione coltivabile, e l’ammontare dell’estensione dipende da tanti fattori, devi disporre di un parco macchine adeguato….tante volte sento i discorsi sulla rendita dei terreni come se uno avesse una ventina di mila euro investite in buoni, e pretende da quei pochi soldi di avere una rendita di interessi quanto uno stipendio.
          In una città chi resta senza lavoro si trova in braghe di tela, perchè deve acquistare tutto, in campagna hai pochi soldi, ma se ci sai fare, il tuo frigo non sarà mai vuoto.
          E questo non è poco di questi tempi.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Carlo

      Gli italiani furono convinti che l’introduzione del divorzio, legge 898/1970, fosse necessaria per trovare un soluzione civile ed equilibrata ad alcuni rari casi di disaccordi familiari…

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  12. Fulton Sheen ha detto

    Dirsi cattolico è una cosa, ma poi esserlo è tutta un’altra storia.

    Vi lascio questo servizio del sempre ottimo Michael Voris – che se non avete problemi a capire l’inglese vi consiglio di seguire tutti i giorni sul suo canale youtube – per capire in che stato si sia ridotta la fede anche in Irlanda.

    http://www.youtube.com/watch?v=SaGj1rJdPKo&feature=related

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