Se la crisi dell’uomo moderno nasce dal protestantesimo

Recentemente è apparsa su “La Bussola Quotidiana” la prefazione del nuovo libro di Gianfranco Amato, I nuovi unni. Il ruolo della Gran Bretagna nell’imbarbarimento della civiltà occidentale (Fede & Cultura, Verona 2012). Il testo, a cura di mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, presenta la nuova fatica di Amato, avvocato bioeticista, editorialista di Avvenire, collaboratore di CulturaCattolica.it e di altre testate giornalistiche, come «un interessante saggio», la cui «divisione in due sezioni […] consente da una parte di capire le ragioni storico-culturali che hanno portato all’attuale decadimento della società del Regno Unito, e dall’altra di avere un’impietosa fotografia di ciò che accade nella banale realtà del quotidiano, attraverso la raccolta cronologica di articoli».

Ma cosa sta quindi alla base della moderna barbarie bioetica, sociale e culturale che dalla Gran Bretagna invade il mondo? Nient’altro che la cosiddetta Riforma protestante. È proprio -come spiega Amato e riprende il vescovo- con i principi luterani della Sola Gratia, Sola Fide e Sola Scriptura che s’insinua «il germe di quel soffocante individualismo che sarà destinato a caratterizzare in particolare la società inglese». Quello stesso germe che, espansosi a macchia d’olio, avvelena oggi tutta la civiltà occidentale.

È al protestantesimo che bisogna guardare se si cerca il responsabile «della frattura insanabile tra fede e ragione»,  della deificazione della ragione che «ha relegato la fede negli angoli angusti della propria coscienza» e condannato l’uomo alla solitudine di un rapporto personale con Dio, «estraniandolo dalla dimensione comunitaria e […] salvifica della Chiesa». E ancora, è stata la dottrina di Lutero a relativizzare la verità e «impedendo alla fede di diventare cultura» consegnandola a chi «detiene il potere ideologico o politico».

È da questo insieme, che nasce l’attuale crisi dell’uomo moderno, di cui Amato trova il perfetto paradigma nella Gran Bretagna, spiegando come e perché proprio questa, sia diventata il caso più limpido dove «i frutti velenosi della Riforma» hanno cancellato Dio «dall’attuale orizzonte culturale». L’opera, infatti, non limita sé stessa «ad una denuncia intellettuale», ma offre prove tangibili e quotidiane di quanto porta a tesi ed è per questo che, conclude mons. Negri, «merita certamente di essere letta».

Nicola Z.

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41 commenti a Se la crisi dell’uomo moderno nasce dal protestantesimo

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  1. EnricoBai ha detto

    La riforma è stata certamente un male per tutti, ma sopratutto per loro. Non a caso i paesi più laicizzati sono quelli protestanti (nord europa).

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  2. edoardo ha detto

    Io ho vissuto in UK per 4 anni, nei primi anni 80.
    Vivevo a Chester, nel nordovest, a maggioranza cattolica.
    Francamente l’Inghilterra che ho conosciuto allora era molto diversa da quella prospettata in articoli come questo.
    Va be’, sono trascorsi trent’anni e di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma resto un po’ incredulo.
    Pensate che in inglese non esiste una parola per esprimere la bestemmia.
    Esiste “blasphemy”, ma ha un altro significato, non è un’imprecazione contro Dio e la Madonna come la bestemmia “italiana”, è qualcosa di molto più profondo.
    Se un italiano traduce una bestemmia in inglese, l’inglese medio inorridisce (o almeno inorridiva. Le interiezioni volgari inglesi hanno attinenza sessuale, non religiosa).
    Non so….mi dispiace, perchè l’Inghilterra la sento un po’ come la seconda patria.
    Mia figlia grande, nata in UK, ci è tornata qualche anno fa e tuttora vive e lavora lì. Ha preferito starsene là, ed è credente cattolica.
    Decisamente, non dico l’Inghilterra, ma almeno Chester e il Cheshire dei primi anni 80 era molto diverso da quello che traspare in questo ed altri articoli che avete fatto sulla Gran Bretagna.
    A pensarci bene, anche il nord Galles era cattolico, con un misto di fede religiosa e senso dell’identità etnica, tipico della Gran Bretagna, almeno di quegli anni.

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    • Francesco B. ha detto in risposta a edoardo

      Beh purtroppo la bestemmia come la intendiamo noi è un prodotto solo italiano. Secondo me nell’articolo si volevano sottolineare alcune caratteristiche del protestantesimo non solo inglese, anche perché il protestantesimo vero e proprio nasce in Germania.

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    • Sabbia ha detto in risposta a edoardo

      Edoardo, innanzitutto esistono le bestemmia anche in altre lingue come l’inglese. Non le riporto ovviamente ma esistono. Credo che il Regno Unito sia il peggior posto in Europa occidentale per i cristiani, come riportano all’unanimità gli articoli sulla cristianofobia: http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-in-europa-cresce-lintolleranzacontro-i-cristiani-4841.htm, http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/religione/2012/070q12-Chi-non-tollera-il-crocifisso.html&title=Chi%20non%20tollera%20il%20crocifisso&locale=it, http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/cristiani-discriminati-rapporto-su-intolleranza-religiosa-in-europa.aspx

      In nessuna parte d’Europa vieni licenziato per aver indossato una collana con la croce. Non so davvero quanto tempo sia passato dalla tua ultima visita a Londra…

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    • Sabbia ha detto in risposta a edoardo

      Inoltre non c’entra solo la Gran Bretagna ma tutti i paesi protestantizzati, come la Germania, la Danimarca, la Norvegia, la Finlandia, l’Olanda, il Belgio.

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      • Andrea ha detto in risposta a Sabbia

        Si, ma l’Inghilterra passa ogni limite! Basti pensare che nel 2009 siano avvenute meno aggressioni ai Cristiani nella Musulmana Indonesia (!) che nella sedicente “Cristiana” Inghilterra!

        Nel resto d’Europa si assiste soprattutto ad un tentativo di sabotaggio nei confronti dei gruppi per la Vita, in Inghilterra siamo ai limiti della persecuzione vera e propria (sempre nel 2009 il 12% dei Sacerdoti Cristiani aveva denunciato di esser stato aggredito per motivi di razzismo a sfondo Religioso)!

        Il Protestantesimo lo vedo pronto a cadere sotto le sue stesse contraddizioni, siamo al primo passo (il riconoscimento da parte di qualche intelettuale che decida di parlare in maniera “politicamente scorretta” del suo fallimento), ma qui mi sa che tra un po’ o cade, o rivedranno più di una cosa al suo interno.

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        • Sophie ha detto in risposta a Andrea

          Guarda che in Italia è stato ucciso un prete ma nessuno ha detto nulla perchè tanto figurati i preti sono tutti pedofili, e c’è stato un tentato omicidio a un altro prete dove c’ha rimesso la vita il suo segretario (sempre in Italia). In questo link ti mostro la civiltà laica nella Spagna moderna: http://www.youtube.com/watch?v=4Hvi7uZ6Rl8

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    • Max ha detto in risposta a edoardo

      Purtroppo, caro Edoardo, le cose sono cambiate, almeno in parte. Te lo dice uno che e’ vissuto in Inghilterra 7 anni, andandosene un anno fa.

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    • Francesco Santoni ha detto in risposta a edoardo

      Edoardo, l’inglese ha una parola per indicare la comune e triviale bestemmia: “profanity”. E quando la sentono gli inglesi saranno pure scandalizzati, ma non perché abbiano chissà quale sensibilità religiosa, me semplicemente perché ne fanno una questione di buona educazione. Insomma restano ad un livello di pura formalità, ergo superficiale.
      Noi italiani invece non ci scandalizziamo granché quando sentiamo una bestemmia semplicemente perché sappiamo che nella maggior parte dei casi si tratta solo di una brutta abitudine, di espressioni acquisite sin dall’infanzia ed usate spesso inconsapevolmente, e non di una ben determinata volontà di dissacrare ed offendere.

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  3. Valerio ha detto

    Fratelli separati si, ma pur sempre eretici.
    L’ignoranza dei cattolici gioca tantissimo sulla diffusione del Protestantesimo (in tutte le sue variegate forme)

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  4. Enrico ha detto

    A quando la riapertura della vendita delle indulgenze?

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    • Valerio ha detto in risposta a Enrico

      Appunto! Cosa c’entra la vendita delle indulgenze con la creazione di una nuova religione?! La Chiesa è fatta di peccatori, ma nessun Santo ha mai pensato di abbatterne le sue fondamenta per crearne una (a sua detta) migliore.

      Non si butta l’acqua sporca con tutto il bambino!

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      • Enrico ha detto in risposta a Valerio

        Se ti interessa approndire l’argomento, leggi il discorso di Benedetto XVI in occasione del suo recente incontro con i Luterani. Se invece andiamo dietro di qualche secolo ti invito a riflettere su una frase di S. Agostino “DILIGE et quod vis fac”. S. Agostino non era protestante ma anticipa di qualche secolo la problematica della libertà individuale. Se poi vogliamo tornare ai nostri tempi rileggiamo le risoluzioni del Concilio Vaticano II in materia di ecumenismo.

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        • Christianity ha detto in risposta a Enrico

          Ma si può sapere cosa stai farneticando?
          Quest’uso improprio e malizioso dei pensieri dei santi è veramente ridicolo…
          frasi come questa vanno contestualizzate e lette alla luce del percorso di colui che le ha pronunciate, non puoi metterti a citare frasi prese a caso e usarle come più ti fa comodo.
          Ti informo inoltre che la religione Cristiana-Cattolica ha tra i suoi dogmi (parola che ha acquisito un senso ultranegativo nella nostra “società”) il “Libero Arbitrio” cioè la libertà di azione che l’Uomo ha di fronte a Dio (ma non l’esenzione dal peccato), cosa che i protestanti non riconoscono. Essi infatti predicano il “Servo Arbitrio” che è l’esatto opposto del Libero Arbitrio.
          Quindi adesso mi piacerebbe sapere quali sono le colpe della Chiesa in campo di “libertà individuale” dato che, probabilmente, è una tra le pochissime religioni (forse è addirittura l’unica) in cui la parola “libertà” non solo acquisisce un significato teologico ma è quasi un “fondamento” relativo a quella libertà di scegliere se vivere nelle tenebre o abbracciare la luce.

          Ah e…ti prego, non ricominciamo con la combo inquisizione & crociate

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          • Enrico ha detto in risposta a Christianity

            La frase di S.Agostino non è citata a caso ma nasce in un contesto storico , il quarto secolo dopo Cristo, nel quale c’erano forti spinte al fondamentalismo, i Donatisti ed i manichei furono solo due dei problemi risolti dal santo di Ippona. I toni usati sia nell’articolo che in alcuni interventi ricordano molto il clima di scontro vissuto da S. Agostino, se vogliamo criticare il clima culturale Inglese ti suggerirei di rivisitare la polemica di S. Agostino con Pelagio e i pelagiani se ti leggi la biografia Agostiniana di Padre Cremona (Rusconi editore) scopriresti un percorso che porta non tanto verso il mondo Protestante ma verso la Massoneria. Per concludere vorrei ricordarti che le poche volte che mi è capitato di intervenire non ho mai, e ripeto mai ,tirato in ballo inquisizione e crociate, propabilmente mi scambi con qualcun’altro.

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        • edoardo ha detto in risposta a Enrico

          Oh, cavolo! Adesso si scopre che Sant’Agostino era un Radicale.
          Do what you like era anche uno dei motti di La Vey.
          Ueh…che Sant’Agostino fosse un antesignano della chiesa di La Vey?????????

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          • Enrico ha detto in risposta a edoardo

            Un po’ più di rispetto S.Agostino è un padre della Chiesa della quale spero tu voglia far parte.

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        • Gab ha detto in risposta a Enrico

          L’ecumenismo prima di tutto non è un “dogma” e vorrei far notare come ai bei tempi era condannato (dato che è di natura protestante, appunto). Ora vorrei far notare come però alla luce del Vaticano II e della Tradizione Apostolica, l’ecumenismo non è visto come “tutto fa brodo” ma come azione utile alla conversione, se fatto in un certo modo. Purtroppo questo non è stato sempre rispettato e oggi più che ecumenismo si fa opera di sincretismo religioso, che è tutt’altra cosa. Finalmente però non è più un tabù (neanche fra i cattolici) criticare certo ecumenismo odierno e tentare invece di riprenderne i connotati “originali” sarebbe cosa buona e giusta.

          Il discorso di Benedetto XVI non può neanche essere frainteso però: oltretutto sono recenti i dati che vedono la Chiesa Cattolica aver superato nel numero la chiesa luterana, perfino in Germania.

          Sono stato personalmente in Germania e, in alcune zone, sono per primi i neo-cattolici convertiti dal luteranesimo che rifiutano qualsiasi equivoco “ecumenico”. Questo forse farebbe bene a certa Gerarchia che lo si ricordasse (vedi il cardinale Kasper).

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  5. Orbitalia ha detto

    non è una novità che la ‘Modernità’ sia nata con Lutero: quella ‘modernità’ che passa poi dalla sbagliata interpretazione del dubbio di Cartesio(mettere in dubbio ogni cosa e passarla al vaglio della sola ragione) Kant ecc ecc.
    la modernità nasce dalla ribellione all’istituzione, che crea necessariamente l’individualismo: nella fede, nella filosofia, nella politica, nella vita sociale.

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  6. Castigamatti ha detto

    Una domanda: perché gli insegnanti e i libri delle scuole primarie e secondarie esaltano al di là di ogni misura la Riforma protestante?

    Una ragazzina tempo fa mi disse: “Lutero aveva ragione: ho deciso, mi faccio protestante…”…

    Senza parole…

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    • Falena-Verde ha detto in risposta a Castigamatti

      Ricordo che alle elementari la Riforma era talmente esaltata dalla mia insegnante che, lì per lì, pur sapendo che ero cattolico, nel vedere i suoi toni trionfalistici mi sentii confuso (ai tempi, nella mia ingenuità infantile, pensavo che i protestanti fossero solo nel Nord Europa, non in Italia, nella mia scuola), così le chiesi, incredulo: “Ma noi siamo protestanti???????”. Risposta: “Sì, lo siamo”…

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    • EquesFidus ha detto in risposta a Castigamatti

      Semplice: per cercare di distruggere la Chiesa dirottandone i fedeli in delle confessioni più secolarizzate (e, di conseguenza, più controllabili nonché alleate al laicismo).
      Quella ragazzina sicuramente aveva conosciuto (se aveva conosciuto) poco e male Cristo e la Chiesa, ma la colpa è anche degli insegnanti, ovviamente, specialmente perché Lutero era tutto meno che un santo, anzi, e proporlo in un’ottica da “eroe per la libertà” (come facevano un tempo i comunisti con Guevara) è un’operazione assurda. Oggigiorno, purtroppo, è più facile (e conveniente) nella “cattolica” Italia dichiararsi protestante o ateo invece che cattolico, pena beccarsi la solita sfilza di luoghi comuni (da “il Natale è mutuato da una festa pagana” a “Pio XII era il papa di Hitler”) e la pubblica derisione.

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  7. Luca ha detto

    A me pare che le tesi riportate nell’articolo pur avendo fondamenta condivisibili siano un pò eccessive e decisamente manichee. Per ribattere sullo stesso piano basterebbe ricordare come proprio grazie alla ricordata rivalutazione dell’individuo le culture protestanti abbiano saputo edificare società fondate su un’etica della responsabilità individuale infinitamente più produttive, coese e solidali della nostra. Nella nostra società per dire pare che ogni responsabilità sia costantemente delegata ad un’autorità altra ed impersonale, al punto che sembra impossibile persino esigere il pagamento delle imposte).
    Le simpatiche tradizioni di questo blog esigono che qualcuno (possibilmente l’amico Kosmo) mi dia subito sulla voce ribadendo ancora una volta: hai visto che non sei cattolico ma protestante ? C’é qualcosa del cattolicesimo che apprezzi a parte la parola ecumenismo ?
    Perciò nell’assicurarlo che della Chiesa apprezzo proprio tutto mi permetto nel salutarlo di appoggiarmi ad alcuni passi del Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr 813-822): nei secoli sono nati … dissensi più ampi e comunità non piccole si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa cattolica, « talora non senza colpa di uomini d’entrambe le parti. »
    Coloro che oggi nascono in comunità sorte da tali scissioni e
    sono istruiti nella fede di … sono giustamente riconosciuti come fratelli
    nel Signore.
    Inoltre, « parecchi elementi di santificazione e di verità si trovano
    fuori dei confini visibili della Chiesa cattolica, come la Parola di
    Dio scritta, la vita della grazia, la fede, la speranza e la carità, e altri
    doni interiori dello Spirito Santo ed elementi visibili ». Lo Spirito di
    Cristo si serve di queste Chiese e comunità ecclesiali come di strumenti
    di salvezza.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Luca

      “La canna infranta non spezzerà,non spegnerà il lucignolo fumigante,finché abbia fatto trionfare la giustizia;” (Mt 12.22

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  8. Lucio ha detto

    Personalmente trovo che il protestantesimo abbia notevoli responsabilita’ circa il dilagante relativismo morale che caratterizza la nostra societa’. Ma credo anche che questo problema non sia nato con la riforma protestante e che abbia radici piu’ antiche e piu’ complesse. Io indagherei di piu’ nella storia, nella filosofia e nella natura umana.
    Un saluto!

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  9. Valerio ha detto

    Ci sono oltre 30.000 confessioni protestanti, tutte rette (a detta loro) dallo Spirito Santo.
    Quante sette derivano dal Protestantesimo?! Mormoni,TdG ecc…

    Il discorso è lungo, ma i cattolici autentici, si devono svegliare.

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    • Luca ha detto in risposta a Valerio

      Scusa Valerio ma continuo a non capire. Il catechismo é o non é “cattolico autentico” ? (cfr messaggio 13:25)
      Scusate tutti. Io capisco che nella Chiesa ci siano diverse sensibilità su motissimi temi, come ad esempio questo. Se come credo unità é cosa divcersa sa identità (“vi sono diversità di carismi ma uno solo é lo Spirito” secondo S Paolo), non sarebbe meglio aiutare ad esplicitarli piuttosto che fingere – come mi pare si faccia qui così spesso – un’inesistente e forse dannosa identità di vedute ?

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      • Gab ha detto in risposta a Luca

        Luca, i Carismi di S. Paolo sono espressione dell’unica Chiesa che è istituita “cum Petro et sub Petro”. Non esiste altra Chiesa che abbia mandato divino al di fuori di essa. I carismi interpretati nel protestantesimo hanno portato ad una ramificazione di gruppi “extra Ecclesiam”, che perdono totalmente (proprio perché “extra”) la reale natura di questi carismi.

        Ora, ahimé, questa concezione ha fatto breccia anche nella Chiesa Cattolica e, dal mio punto di vista, in questo modo le divisioni aumentano invece che rispettare il mandato di Cristo di avere la Chiesa Una (vedi il Vangelo di Giovanni). I carismi ai tempi di S. Paolo erano già vissuti tutti senza bisogno di costituire una realtà per ogni carisma. Ora, a mio avviso, la Chiesa tenta di arginare il fenomeno, riconoscendo gli statuti di gruppi e associazioni ma, di fatto, l’effetto “divisorio” è evidente. E quindi, più che sviluppare un carisma, spesso e volentieri si costruisce una identità a tutti i costi che mina l’unica identità che Cristo ha dato alla Sua Chiesa.

        Vorrei far notare che questo fenomeno è molto recente in confronto ai 2000 anni di storia della Chiesa. Si è pensato di dare “sfogo” in particolare nei tumultuosi eventi del ’68 approvando una serie di realtà associative. E’ stato opportuno consentire ciò? Ancora oggi, quel che se ne dica, c’è un acceso dibattito intorno a questi temi. E’ probabile che l’aver consentito realtà di questo tipo abbia arginato il fenomeno divisorio, ma è altrettanto vero che pur di accettare un discorso “inclusivo” a tutti i costi, si rischia profondamente di aumentare le confusioni dottrinali e magisteriali che si respirano nella Chiesa di oggi.

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        • Luca ha detto in risposta a Gab

          “ahimé, questa concezione ha fatto breccia anche nella Chiesa Cattolica e, dal mio punto di vista, in questo modo le divisioni aumentano invece che rispettare il mandato di Cristo di avere la Chiesa Una (vedi il Vangelo di Giovanni)”
          Bene Gab, ho capito. Io a differenza di te, cresciuto in quella Chiesa che tu dividi e demonizzi, sulla scorta del Catechismo e degli insegnamenti ricevuti (Parola di Dio, Documenti conciliari, magistero, tutto quello che vuoi) sono abituato a pensare la Chiesa unita, a dispetto di ogni differenza di sensibilità personale. Grazie per la chiarezza e la franchezza.

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        • Luca ha detto in risposta a Gab

          L’identità e l’unità Gab, come tu ricordi, sono in Cristo, solo lui é il “capo del Corpo” (Col 1, 18). Perciò io penso che non ci dovrebbe preoccupare se singolarmente non capiamo il senso o la funzione delle altre “membra”, ci dovrebbe bastare sapere – per fede – di essere uniti in un unico corpo.

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        • lorenzo ha detto in risposta a Gab

          Siamo tutti portati, per natura, a mitizzare i “bei tempi antichi”; qualche problema c’era sicuramente anche ai tempi di Paolo: “Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!».” (1Cor 1.21)
          Noi siamo esseri umani e, della Chiesa, abbiamo ovviamente una visione umana: come si “configuri esattamente” l’unità del Corpo, lo può sapere solo il Capo

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  10. Luca ha detto

    è una baggianata dire che “la crisi dell’uomo moderno” sia colpa del protestantesimo, ci sono storici (posso cercare qualche nome ma adesso xche adesso nn ricordo i nomi) che affermano invece che la prosperità, la pace ed il benessere erano molto più diffusi e sviluppato nei paesi protestanti.

    invece, secondo me dobbiamo guardare la “la crisi dell’uomo moderno”, “soffocante individualismo” proprio nel peccato e nella distanza che l’uomo prende da Dio. L’uomo senza Cristo è solo una creatura egoista che vive per il proprio egoismo.
    L’uomo con Cristo è un figlio di Dio e comprese che la Sua grazia ci ha salvati prima da noi stessi e poi dalla condanna eterna.

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    • Luca ha detto in risposta a Luca

      Ciao Luca, fa piacere avere un omonimo con il quale condivido a quanto pare molto. Sottolineo la nostra “diversità” solo per avvisarti che il pollice verso comparso quasi subito sul tuo messaggio é dovuto credo più al tuo nome che a quello che hai scritto.

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    • Vladimiro ha detto in risposta a Luca

      Il protestantesimo elimina proprio la figura di Cristo per concentrarsi su un fatto storico, chiuso e finito che inevitabilmente non interessa più a nessuno. 1 pastore protestante su 6 oggi è ateo, e i paesi protestanti sono frazioniati in centinaia di altri cristianesimi e sono i paesi maggiormente laicisti.

      La riforma è stato il peggiore avvenimento per il cristianesimo.

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