La psicologa Baccaglini descrive la Sindrome post aborto

Cinzia Baccaglini, laureata in Psicologia clinica e di comunità, è una delle massime esperte italiane della sindrome postaborto. In un’intervista apparsa su “La Bussola Quotidiana” racconta come ancora oggi siano in molti coloro che banalizzino l’aborto, anche se ormai moltissime ricerche scientifiche attestano esattamente il contrario. Nel mondo scientifico non c’è unità di vedute sul fatto che esista una “sindrome”, ossia un insieme di correlati psicopatologici sempre uguali che ricorrono tutti insieme in qualsiasi persona dopo un aborto. Non dovrebbero, invece, esserci problemi da parte di nessuno nel riconoscere che a seguito di un aborto volontario vi siano importanti conseguenze psichiche e l’onere della prova dell’opposto spetta a chi dice non esse esistano, non a chi le cura.

Fino a ora si sono evidenziati due quadri gnoseologici che ricorrono nella pratica clinica, che sono:

1) La “psicosi post-aborto”, che insorge in maniera eclatante subito dopo l’aborto.
 Questo è un disturbo di natura prevalentemente psichiatrica (sono molte le mamme che devono essere ricoverate in psichiatria a seguito di tentati suicidi o suicidi falliti, o che tentano di rubare i bambini degli altri, o che si presentano davanti alle scuole aspettando invano che il loro bimbo esca…).

2) Il “disturbo post-traumatico da stress”, che insorge tra i tre e i sei mesi successivi all’aborto e che rimane costante fino a quando viene elaborato, o che si aggrava all’aumentare di altre esperienze traumatiche. Esso consta di frequenti immagini e pensieri intrusivi; di flashback o incubi ricorrenti che fanno rivivere l’evento traumatico; di comportamenti persistenti di evitamento di circostanze associabili al trauma. A questi sintomi possono aggiungersi conseguenze anche sul piano fisico, come palpitazioni, inappetenza o disturbi dell’alimentazione, disturbi del sonno, che possono rimanere latenti anche parecchi decenni in maniera differente a seconda dell’età in cui si è abortito, dal contesto percepito come più o meno responsabile, dalla struttura di personalità, dalla vita condotta dopo l’aborto.
 Tra le conseguenze del “disturbo post-traumatico da stress”, non è raro l’abuso di alcol e droghe, che vengono utilizzate per cercare di dimenticare l’evento traumatico.

La dottoressa continua spiegando le differenze tra i disturbi psicologici in cui incorrono le donne che praticano un aborto chirurgico rispetto a quelle che utilizzano la pillola Ru486. Nel primo caso, durante l’anestesia, vi è un periodo in cui la donna non ha coscienza di ciò che accade, a differenza del vissuto vigile, attimo dopo attimo, che è prerogativa dell’aborto tramite la pillola RU486. Il fatto è ancora più grave in quanto, una volta iniziato l’iter abortivo, la donna non ha più alcuna possibilità di tornare indietro.
 L’impatto emotivo della RU486 è ben descritto dalle scene raccontate dalle donne che l’hanno utilizzata: molte di loro hanno visto l’embrione abortito, hanno vissuto il flusso emorragico, hanno provato dolori addominali e nausea, hanno avuto vomito e diarrea… e tutto questo in presa diretta, fino all’espulsione dell’embrione. Una volta che questo accade le reazioni sono molteplici: alcune donne gettano loro figlio nel water o nella spazzatura, altre vanno a seppellirlo in cimitero di nascosto. Nell’aborto chirurgico i sintomi non emergono subito, se non con uno scompenso psicotico, ma a distanza di mesi o di anni.

Discorso a parte andrebbe fatto anche per la pillola del giorno dopo, la quale interessa la tematica del “bambino fantasma” e la dicotomia “c’era-non c’era”. Non sappiamo con certezza se quel bimbo fosse stato concepito, ma dato che esistono fior di studi che dicono che le madri sanno di essere incinte prima di fare il test di gravidanza – e sanno persino di quanti bimbi! – non lo possiamo escludere. Le donne che chiedono aiuto rispetto a questa modalità di aborto in genere hanno la certezza di essere state incinte. In ogni caso, comunque, è sempre una sofferenza che va curata.  Si parla anche poco della sofferenza del padre del bimbo o di quella dei nonni o di quella dei fratelli. A questo proposito la Dott.ssa Cinzia Baccaglini ha raccontato uno dei suoi casi più eclatanti, dove una coppia ha avuto dei problemi con il loro figlio di 6 anni: non oltrepassava più la linea di mezzo della sua stanza e se veniva invitato caldamente a farlo andava in ansia, piangeva, si agitava e urlava di non poterlo fare. Mentre veniva visitato da lei, la madre le racconta che hanno traslocato per mancanza di spazio nella casa vecchia. A quel punto il piccolo è scoppiato a piangere: «No, non è vero. C’era spazio nella casa vecchia e anche in quella nuova, io ne uso solo metà. Poteva esserci anche il mio fratellino. Non lo dovevi lasciarlo in ospedale». 
A quel punto si è capito.  Pensare che c’è ancora chi giustifica l’aborto parlando di salute della donna e della famiglia.

Antonio Tedesco

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50 commenti a La psicologa Baccaglini descrive la Sindrome post aborto

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  1. Teo ha detto

    Ho potuto prendere parte a due conferenze della dottoressa a Padova e devo dire che è veramente toccante sentire le storie che vivono le donne che lei ha in cura. Ogni volta che mi trovo a parlare di aborto con gente in favore dell’aborto basta iniziare a raccontare le esperienze della dottoressa e le persone iniziano già ad assumere un atteggiamento diverso, principalmente perché pochissimi sono coloro che parlano dei problemi che nascono anche ad anni dall’aborto. E ovviamente gli abortisti hanno tutto l’interesse di nascondere questi retroscena spesso agghiaccianti!

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  2. Daniele ha detto

    In attesa di conoscere le prevedibilissime conseguenze nefaste della pillola dei 5 giorni dopo (che è un abortivo: chi vi dice che è un contraccettivo è un impostore e un ignorante in quanto a conoscenze di farmacologia)…
    Comunque vorrei ricordare che la legge, contrariamente a quello che dicono i Radicali, non obbliga i medici a prescrivere la pillola del giorno (o dei 5 giorni) dopo qualora gli venisse richiesta da una paziente (cioè, in altre parole, il medico può del tutto legittimamente rifiutarsi di prescriverla), così come le farmacie non sono obbligate a dotarsi di tali preparazioni farmaceutiche (vedere la Farmacopea vigente alla Tabella 2 “Sostanze di cui le farmacie devono essere obbligatoriamente fornite”: le pillole in questione non rientrano tra tali sostanze).

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  3. dome ha detto

    Secondo me dovremo parlare meno di psicologia e più sugli effetti reali.

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    • Qumran ha detto in risposta a dome

      Quindi la sindrome post aborto non è un effetto reale??

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      • dome ha detto in risposta a Qumran

        Non ho detto che non è.
        Non penso sia statistico.
        Non è vero.
        Il problema è morale (spirituale), razionale e mediche contrariamente a quanto si afferma così delegando alla psicologia o alle scienze umane un ruolo.

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  4. beciu ha detto

    Per la precisione l’uso della pillola del giorno dopo non è un aborto, ma è una misura contraccettiva.

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    • Teo ha detto in risposta a beciu

      Per la precisione questo è quello che viene fatto credere. Basta un po’ di matematica per dimostrarlo. La pillola del giorno dopo non ha azione immediata (come quasi tutti i farmaci), ma ha effetto tra le 24 e le 48 ore successive all’assunzione. La pillola, affinché abbia effetto, può essere assunta fino a 3 giorni dopo il rapporto. Dunque essa provoca il suo effetto tra il quarto e il quinto giorno successivo al rapporto, se assunta il terzo giorno. MA ASPETTA UN ATTIMO. Gli spermatozoi vivono un massimo di 3 giorni, quindi, se la pillola ha ancora effetto dopo 5 giorni, su cosa agisce? Di certo non sugli spermatozoi che sono già belli morti da 2 giorni. Quindi agirà su qualcos’altro. Ovvero impedimento dell’impianto, ecc, ecc, ecc..

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      • Teo ha detto in risposta a Teo

        Ovviamente, dicendo che non può agire sugli spermatozoi, intendo dire che non può agire a livello antiovulatorio per evitare una possibile fecondazione da parte degli spermatozoi, visto che sono già morti il terzo giorno.

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      • beciu ha detto in risposta a Teo

        La legge italiana non lo considera abortivo.
        Organizzazioni di medici, italiane e mondiali tipo l’OMS danno indicazioni in tal senso.
        Parlano di inibizione o ritardo dell’ovulazione, e anche di un’azione di un qualche tipo (non ricordo) sugli spermatozoi, ma negano che abbia effetti sull’impianto.
        Quando sarà sicuro che sia una posizione errata e/o ideologica ne prenderò atto.
        Per ora si parla di contraccezione di emergenza, e questo è quanto

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        • lorenzo ha detto in risposta a beciu

          Se lo zigote si è formato è abortiva, se non si è formato non lo è.
          – Il prezzemolo può far abortire, ma è tranquillamente in vendita nei supermercati.
          – Chiamarla contraccezione di emergenza è un gioco di parole per negare la realtà.

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          • beciu ha detto in risposta a lorenzo

            Quello che sostengono queste associazioni di medici italiane ed internazionali è che il contraccettivo di emergenza chiamato “pillola del giorno dopo” non ha nessun effetto a fecondazione avvenuta.
            Se così non fosse, se questa nozione si rivelasse errata e il farmaco impedisse l’impianto, non avrei problemi a considerare la pillola un farmaco che può essere abortivo (in caso di fecondazione avvenuta) o contraccettivo.
            Ma allo stato attuale la nozione sopra riportata è ritenuta corretta, quindi…

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            • Teo ha detto in risposta a beciu

              Quello che sostengono queste associazioni di medici italiane ed internazionali sono le case farmaceutiche che producono le pillole! Circa 350.000 pillole vendute nella sola Italia in un anno, si parla di un giro d’affari da decine di milioni di euro nel mondo.
              E poi non sono tutti i medici che lo sostengono. Perché secondo te in molte farmacie non si vende la pillola? Sono stupidi i farmacisti? Non ne sanno niente del funzionamento della pillola? E come mai riguardo alla pillola del giorno dopo si può essere obiettori di coscienza mentre mentre riguardo all’aspirina no? Se non fosse minimamente abortiva non dovrebbe esserci neanche la possibilità, e invece….

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              • beciu ha detto in risposta a Teo

                Giri di affari, ditte farmaceutiche dietro alle associazioni mediche… può anche darsi, come può darsi che una cieca ideologia sobillata in questo senso “da qualcuno” annulli lo spirito critico dei medici e dei farmacisti che ritengono abortivo un farmaco che la maggior parte dei medici e delle associazioni mediche considerano contraccettivo.
                Ognuno può vedere cosa vuole dietro le idee o le azioni altrui.
                La dietrologia non mi interessa perchè non ho alcuna competenza sull’argomento, quindi devo fidarmi dell’idea/dato/studio maggiormente sostenuto.
                Ho usufruito (non direttamente) di tale servizio, ovviamente mi piace pensare che non sia abortivo.
                Nel caso contrario ne prenderò atto, ma fino a che la maggior parte dei medici sosterrà il contrario sarò ben contento di promulgare questa nozione senza timore di essere smentito fino alla fatidica prova contraria.

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                • beciu ha detto in risposta a beciu

                  Una precisazione su quanto ho scritto: non penso che i medici che non prescrivono la pdg siano accecati, nè il contrario (che non lo siano), così come non ho un pensiero sulla connessione pdg-interessi economici.
                  Intendo dire solo che, non essendo competente in materia, rifuggo ogni possibile interpretazione e mi affido al parere generale delle associazioni mediche + importanti.

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                • Teo ha detto in risposta a beciu

                  Insomma, deve venire qualcuno a dire che le streghe non esistono, quando basta la matematica di prima elementare per vedere che non ha solamente effetto antiovulatorio (che nessuno nega).
                  E chi avrebbe diffuso questa “cieca ideologia” di cui parli?
                  E vorrei comunque farti notare che la maggior parte degli operatori del settore la ritiene abortiva (nel caso ci sia stata fecondazione), infatti, come viene spesso lamentato dai “paladini della pillola del giorno dopo”, è difficile riceverne la prescrizione e trovarla nelle farmacie. Tutti ciechi sti farmacisti?

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                  • beciu ha detto in risposta a Teo

                    Chiarisco meglio: mi fido più dell’OMS, della federazione internazionale ginecologi e dei loro studi.
                    La matematica la so anche io, quello che non conosco è il contesto: nel tuo ragionamento lineare potrebbe esserci nascosta (anche ai tuoi occhi) un errore, io non saprei certo scoprirlo.
                    Ed evidentemente se c’è discordanza di pareri figurati se posso elaborare una mia idea da solo attaverso la mia logica..
                    Quindi mi tengo il parere di quelle che, a quanto ho capito, sono le massime autorità in questo contesto, fuggendo le dietrologie dell’una e dell’altra parte.

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            • Maria Domenica ha detto in risposta a beciu

              Scusate se mi intrometto.

              @beciu
              Dei foglietti illustrativi ti fidi?
              Queste le pillole più usate:
              http://www.121doc.it/levonelle-foglietto-illustrativo.html
              http://www.angelini.it/public/schede/norlevo_gen06.pdf

              E ti dirò di più, anche le normali pillole anticoncezionali possono avere effetto abortivo
              http://www.my-personaltrainer.it/farmaci/belara.html

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              • beciu ha detto in risposta a Maria Domenica

                Quelle organizzazioni mediche (importanti) affermano proprio che le case farmaceutiche devono cambiare le indicazioni su quei foglietti.
                Sulle pillone anticoncezionali ho letto di eventuali “dubbi”: oltre però alla normale definizione che la definisce contraccettiva, ho letto che pure i ginecologi pro-life americani negano l’effetto abortivo… meglio così no ?

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                • Maria Domenica ha detto in risposta a beciu

                  Solitamente sono le case farmaceutiche che studiano e testano il prodotto. Nel 2005 già le importanti organizzazioni mediche dicevano che non erano abortive e, se noti, i foglietti illustrativi sono posteriori.

                  Per quanto riguarda la pillola contraccettiva, io ho letto che molti medici pro-life di tutte le nazioni abbiano invece riconosciuto l’effetto abortivo.
                  Cosa è meglio allora? Continuare a usare una pillola solo perché “alcuni” dicono che non ha questi effetti e rischiare nel frattempo di abortire come sostengono molti altri?

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                  • beciu ha detto in risposta a Maria Domenica

                    Sui foglietti so quello che ti ho detto… è evidente che vi son opinioni discordanti (anche medici pro-life prescrivono la pdg perchè non la credono abortiva), io mi fido delle organizzazione mediche internazionali.
                    Sulla pillola anticoncezionale vi sono anche qui opinioni discordanti: a quanto ho capito un’ eventuale microaborto sarebbe comunque un apossibilità remota, per via del fatto che per arrivare a quel punto la pillola non deve aver avuto effetto sull’ovulazione e sugli spermatozoi.
                    Continuerò ad usarla (indirettamente), perchè ritengo il guadagno superiore rispetto alla remota possibilità di espulsione di qualche cellula (cosa che comunque non mi piacerebbe fare) ammesso e ovviamente non concesso che questa cosa sia efffettivamente vera.

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                    • Maria Domenica ha detto in risposta a beciu

                      Beh, l’importante è essere coerenti e stare dalla parte delle organizzazioni mediche.
                      Non importano i test scientifici fatti dalle case farmaceutiche stesse.
                      Sai che c’è voluto il 1965 perché la comunità scientifica riconoscesse la pericolosità dell’amianto, quando già alla fine dell’ ‘800 qualche dottore aveva sostenuto che c’era correlazione tra le lesioni cancerose ai polmoni e l’amianto?
                      E solo dal 1994 l’amianto è fuori legge in Italia. Quante persone nel frattempo hanno perso la loro vita?

                      Se i tempi sono questi sempre e lo sono purtroppo stiamo freschi.

                      Da oggi in Italia è presente anche la pillola dei 5 giorni dopo, naturalmente e assolutamente “contraccettiva” non abortiva, 5 giorni dopo! Quanta tristezza!

                      Nessuno ti condanna perché l’hai fatto (indirettamente) perché non sapevi. Visto il fatto, però, che esiste questa probabilità, che a te non piace, da quello che ho capito, perché perseverare nell’errore?

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        • ClaudioLXXXI ha detto in risposta a beciu

          Domani possono anche fare una legge per abolire la forza di gravità o decretare che il valore del pi greco è tre virgola zero periodico.
          Hanno già fatto in passato leggi per stabilire che determinati soggetti non erano esseri umani.
          Oltre la legge c’è la realtà.

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          • beciu ha detto in risposta a ClaudioLXXXI

            realtà…che dobbiamo interpolare attraverso studi.
            E sembra che la maggior parte di essi e le associazioni mediche più importanti sostengao che non sia abortivo.
            Non è forse meglio così ? Non è meglio che sia un contraccettivo ?
            Se così fosse (così come sostengono le associazioni mediche) ogni pillola del giorno dopo presa è un aborto in meno… non è meglio ?

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            • lorenzo ha detto in risposta a beciu

              Anche se, per creare confusione, pure la Ru486 (mifepristone – abortivo) e comunemente chiamata “pillola del giorno dopo”, analizziamo gli effetti della vera pillola del giorno dopo e cioè del levonorgestre assunto in alto dosaggio.
              L’OMS ribadisce esplicitamente che è un farmaco anti-ovulatorio (impedisce il rilascio dell’ovulo nelle ovaie), ma tace ipocritamente che inibisce, oltre al resto, l’annidamento dell’ovulo fecondato: nella realtà è un abortivo vestito da anticoncezionale.

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              • beciu ha detto in risposta a lorenzo

                Mi riferisco sempre infatti al levonorgestrel.
                Non so se proprio l’OMS (mi sembra di sì) ma sicuramente altre associazioni internazionali affermano che il farmaco non ha un effetto sull’annidamento.

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                • lorenzo ha detto in risposta a beciu

                  L’ICEM e FIGO, nel loro documento:
                  http://www.cecinfo.org/PDF/ICEC_MOA_10_14.pdf
                  con il quale sollecitano le case farmaceutiche a non scrivere più nel bugiardino che il farmaco potrebbe ostacolare l’impianto in utero dell’embrione affinché il farmaco per la contraccezione di emergenza no venga più considerato un abortivo, scrivono anche: “..In this study, pregnancies occurred only in women who took ECPs (Emergency contraceptive pills) on or after the day of ovulation, while no pregnancies occurred in the women who took ECPs before ovulation, providing evidence that ECPs were unable to prevent implantation…(…In questo studio, si sono verificate solo gravidanze in donne che hanno preso l’ECPs (Pillole contraccettive di emergenza) lo stesso giorno o il giorno dopo l’ovulazione, mentre non si sono verificati gravidanze nelle donne che hanno preso l’ECPs prima dell’ovulazione, fornendo la prova che l’ECPs non ha potuto prevenire l’impianto…)”.

                  Affermano cioè, nel tentativo di negare che il farmaco stimoli, oltre ad inibire gli ovuli e gli spermatozoi, l’anticipato sfaldamento dell’endometrio, che se il rapporto avviene il giorno prima, o durante, o poco dopo l’ovulazione, la “pillola del giorno dopo” non limiterebbe in alcun modo la possibilità di rimanere incinte: o mentono o il farmaco non serve per quanto dichiarato.

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                  • beciu ha detto in risposta a lorenzo

                    Non ho capito la contraddizione espressa nella tua ultima frase.
                    Per quello che ho capito: se l’ovulazione è già avvenuta la pillola può, non ho capito nè come nè in che condizioni e inoltre non ne sono sicuro, solo inibire gli spermatozoi ma se c’è fecondazione… amen.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a beciu

                      Provo a farla più semplice:
                      – la pillola del giorno dopo si assume, ovviamente, dopo un rapporto;
                      – se il rapporto però avviene quando la donna è pronta ad essere fecondata, il documento che ti ho linkato afferma che la contraccezione di emergenza non serve a niente.
                      Domanda: a cosa serve allora la pillola del giorno dopo?

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                    • Raffaele ha detto in risposta a beciu

                      A niente, semplice. E’ un abortivo anche quello infatti

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    • Sophie ha detto in risposta a beciu

      Beciu ti premetto una cosa, un annetto fa conobbi per caso su un pullman una ragazza e ci riuscì il discorso della pillola del giorno dopo. Cerco di farti un riassunto: mi disse che la prese e dopo mi pare un giorno cominciò ad avere difficoltà respiratorie. Il risultato fu che aveva i polmoni affogati nel suo stesso sangue, le venne un’emorragia interna, la operarono d’urgenza e si salvò per un pelo. Il ginecologo (ovviamente di parte) le diceva che la pillola non c’entrava niente ma lei era convinta del contrario. Fatto sta che mi disse che queste porcherie non le avrebbe prese mai più! Io ti consiglio di leggere un libro scritto da Gloria Polo, è piccolo, semplice nel linguaggio e scorrevole. Questa donna, grandissima peccatrice è stata colpita da un fulmine che le ha bruciato la pelle, molti organi interni e le ovaie. E nonostante quest’ultime fossero bruciate e ridotte alla grandezza dell’uva passa, riuscì miracolosamente dopo quest’incidente non s’è capito come a rimanere incinta. E’ stata dall’altra parte perchè è stata in come tre giorni per poi tornare in vita. Ha visto Purgatorio e Inferno e ha parlato con Gesù, il quale le fece rendere conto di quanto s’era comportata male. Lo stesso Gesù gli mostrò tutta la sua vita fin da quando fu concepita. E le mostrò pure come nel momento in cui lo spermatozoo e l’ovulo si uniscono si forma un’anima a tutti gli effetti ed una vera e propria luce divina invisibile agli occhi umani. Leggilo, è interessante.

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      • Kosmo ha detto in risposta a Sophie

        Hai qualche link “serio”? Dove hai letto la sua storia?
        Mi piacerebbe leggerla tutta.
        Tu dove l’hai letta? Hai qualche libro da suggerire?

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        • Sophie ha detto in risposta a Kosmo

          http://www.youtube.com/watch?v=iq765MZTzuE&feature=relmfu Bufala o non bufala, su queste cose lo scetticismo lo troverai sempre figurati…. Questa è la sua testimonianza. Questo è un altro link su testimonianze varie: http://www.youtube.com/watch?v=75l-JekQHjc&feature=relmfu Tempo fa trovai delle testimonianze di persone che erano state proprio all’Inferno e sono tornate(indistintamente atei e credenti) ma non le trovo più.

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          • Kosmo ha detto in risposta a Sophie

            “Tempo fa trovai delle testimonianze di persone che erano state proprio all’Inferno e sono tornate(indistintamente atei e credenti) ma non le trovo più.”

            ma dici su internet, o su libri, o in trasmissioni televisive?

            Tempo fa vidi in tv che si parlava di queste cose, tipo il separarsi dell’anima dal corpo, o quando uno era in coma e vedeva il proprio corpo dall’esterno in mezzo ai medici.
            Dissero pure che avevano ideato una specie di esperimento, che doveva essere una cosa del genere: misero delle figure sopra la sala delle emergenze, in modo che si potessero vedere solo dall’alto, e quando e se accadeva che qualcuno si “risvegliasse” dal coma e aveva avuto esperienze del genere, chiedevano se avevano visto quelle immagini. Molti risposero di no. Quindi pensavano che fosse un effetto all’interno del cervello. Poi non ho approfondito.
            Qualcuno ne sa di più?

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            • Sophie ha detto in risposta a Kosmo

              Le trovai su internet e mi colpirono molto. Io dal vivo ne ho sentite ben tre di testimonianze: mio padre e due amici. Mio padre ebbe un arresto cardio-respiratorio se non erro, in fase di risalita da un’immersione. Disse di aver visto il suo corpo dall’alto ed i suoi compagni che gli facevano la respirazione bocca a bocca ma lui non voleva tornare perchè stava bene. Ha visto solo questo. Un’altra testimonianza che ho sentito dal vivo è stata quella di un amico che è stato in coma e dice di aver visto degli angeli. Dice che era come se lo coccolassero amorevolmente e sentiva una musica paradisiaca. Un’altra è quella di una compagna di viaggio a Medugorje che dice di aver contratto il tetano e i dottori nel tentativo di curarla le hanno infettato l’epatite non ricordo come però, un’iniezione… mbu non mi ricordo. Fatto sta che andò in coma. Disse di aver visto una figura angelica con una tunica bianca e una luce al posto della testa che le diceva che non era ancora arrivato il suo momento. Tornò miracolosamente(ora zoppica un pò ed ha un piccola paralisi alla faccia) ma anche lei mi ha detto di non voler tornare e per un 4-5 anni buoni pensò addirittura al suicidio pur di tornare dall’altra parte.

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      • beciu ha detto in risposta a Sophie

        Ciao.
        Mi sembra di aver già letto di questa Gloria Polo.
        Interessante mi sembra lo fosse, anche se personalmente mi risulta difficile commentare le “esperienze personali di fede/miracoli/segni divini” tanto quanto mi risulta crederci.
        Sulla ragazza che ci stava per rimettere la pelle, non so… come ogni medicinale immagino ci siano dei fattori di rischio, quindi non dubito nè proferisco parola sull’argomento.
        La mia personale esperienza parla di piccoli effetti colletarali, peraltro preannunciati, e quindi fisico et coscienza a posto.

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  5. Paolo ha detto

    @Beciu:Posso porti una domanda? Mi è capitato veramente,in Proto Soccorso,qualche anno fa, il caso di un cacciatore, ucciso da un suo collega che aveva visto qualcosa muoversi da un cespuglio, ma non era un fagiano. Se c’è anche la remota possibilità che non ci sia solo uno spermatozoo ad essere bloccato dalla pillola, perchè assumerla? Mi risponderai che i protocolli, l’OMS… Non c’è principio di autorità, qui. (Non è paradossale che si invochi oggi, nella comunità scientifica, a tutto spiano quello che l’ideologia illuminista e post ha cercato di cacciare dalla porta, ossia il principio di autorità, di sapore medievale, talebano?) Quello vale per la fede e la morale. Qui per la verità la morale impedisce l’atto deliberato di impedire una gravidanza, ciò che fa la pillola. Infatti, l’aborto non è altro che il back up della contraccezione. Se poi per te lì c’è solo un grumo di cellule, allora non c’è nulla da fare, non mi resta che pregare per te. Ma ricorda, la scienza dice che dallo zigote c’è un nuovo individuo. Non la filosofia. Se poi vuoi fare anche il filosofo, sappi che da quella cellula non è mai venuto fuori un qualcosa di puramente animale, a differenza dello zigote, appunto , degli animali da allevamento (le tecniche che hanno dato il premio Nobel al paladino della fecondazione in vitro, sono originate dalla regolazione riproduttiva dei conigli).
    Si’ amico mio, il relativismo di oggi ha proprio questi due dogmi, questi due principi d’autorità indiscussi: il proprio relativismo, e l’aborto, e tu, purtroppo, ne sei solo una delle tante vittime (nelle idee, dico!) di questo vampiro che sta anemizzando l’occidente (calo demografico a parte?).

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    • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

      E’ bene non ingenerare confusione:
      – gli atti tesi ad impedire il concepimento rimandano al peccato di Onan (Gen 38.9);
      – gli atti tesi ad eliminare il concepimento rimandano al peccato di Caino (Gen 4.8).

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    • beciu ha detto in risposta a Paolo

      “Se c’è anche la remota possibilità che non ci sia solo uno spermatozoo ad essere bloccato dalla pillola, perchè assumerla?”
      Quello che affermano le varie organizzazioni è che non è riscontrata un’azione su un ovulo fecondato.
      Ergo per me vale il principio di autorità, ma tale principio vale per me.
      Non essendo un esperto ma un ignorante devo affidarmi a qualcuno, un po’ come devo fidarmi che E=mcc (mica l’ho sperimentato di persona).
      Ovviamente tale principio non deve valere in ambito scientifico, ed è giusto che mettere in discussione qualunque verità.
      L’aborto è un’altra questione, e se la pdg fosse aborto sarebbe un’altra questione, che diamine !
      E eventualmente su quest’altr questione avrei avuto un atteggiamento diverso: magari l’output sarebbe stato simile (per me una cellula non è un essere umano, ma la questione è filosofica e prob all’atto pratico non è detto che all’idea sarebbe corrisposta un’azione), non so… però sicuramente c’è differenza tra contraccezione e aborto.
      Sia a livello pratico che filosofico c’è differenza tra contraccezione e aborto: la prima non mi crea problemi morali, la seconda sì.
      Per sintetizzare: sull’aborto lascio (e mi lascio) libertà di scelta, anche se sinceramente dovessi scegliere io prob non disturberei neanche quel grumo di cellule e mi accollerei il gioioso fardello.. sempre che la mia donna sia d’accordo, la decisione in fondo è più sua che mia.
      Il relativismo è tutt’altra questione !

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      • Teo ha detto in risposta a beciu

        Il fatto che una cellula sia un essere umano non è una questione filosofica, ma scientifica. Infatti la scienza sostiene la presenza di un nuovo individuo sin dal concepimento, essendo una forma di vita diversa sia dal padre che dalla madre. E lo è anche dal punto d vista giuridico, vedasi la sentenza della Corte europea di qualche mese fa.
        Più sua che tua la decisione? A me sembra che abbiamo metà del patrimonio genetico del padre e metà della madre. Non 60% della madre. Purtroppo la legge dà tutto il potere decisionale alla donna, ma quello è un errore della legge. Quello che tu chiami grumo di cellule è tuo figlio. Non solo della tua donna.

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        • beciu ha detto in risposta a Teo

          In realtà una cellula non è un individuo umano, tecnicamente potrebbero ancora “esserci dentro” dei gemelli.
          Ma a parte questo, ritengo il diritto della madre all’autodeterminazione superiore alla volontà del padre e alla personalità giuridica del grumo di cellule (ovviamente c’è una soglia a tutto questo) che un giorno potrebbe diventare un essere umano.
          Ma questa è la “questione-aborto”, non mi interessa una discussione su questo.

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          • Maria Domenica ha detto in risposta a beciu

            Tu dici:
            In realtà una cellula non è un individuo umano, tecnicamente potrebbero ancora “esserci dentro” dei gemelli
            Ancora meglio, due in un colpo solo o i gemelli non sono esseri umani?

            Per quanto riguarda l’autodeterminazione della donna, la legge dà purtroppo questo diritto ma con un limite. La scelta della madre deve essere fatta per questioni di salute: problemi seri di natura fisica o psicologica e non per controllo delle nascite e già questo è in contraddizione con quello che avviene di fatto, a dimostrare che la possibilità di decidere della vita di un essere umano, per quanto limitata possa essere, produce solo del male

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          • Teo ha detto in risposta a beciu

            Ma in realtà cosa? In realtà è “almeno un individuo umano”, lo dice la scienza, lo dice il diritto. E non sto parlando di fede.

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      • Paolo ha detto in risposta a beciu

        “Per me”,” per me”… “mi lascio libertà di scelta”. Hai dato la definizione più completa di relativismo morale. I did it my way, dicono oltreoceano. E dicono- la Suprema Corte Americana – anche che ognuno ha il diritto di dare il significato che vuole alla propria esistenza. Lo diceva anche Mussolini, in Diuturna, nel 1924: ognuno ha il diritto di inventare e imporre il proprio sistema di valori, perchè tutte le ideologie sono finzione, diceva. Sì, Beciu, esteso alla famiglia questo concetto ha creato la contraccezione, che è uccidere l’amore, poi l’aborto, che è uccidere il figlio.
        Si, ci troviamo in pieno clima culturale relativista. Ma mentre nel fascismo e nel nazismo era “hard”,come un torrente di lava che è stato arginato dalle democrazie, quello di oggi è “soft”,come una piscina che si sta sempre più riscaldando. E nessuno dice:Ahi!

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