La fondazione Susan G. Komen dice “stop” alle embrionali

Continua la polemica sull’utilizzo a scopo terapeutico e di ricerca delle cellule staminali embrionali umane, un materiale che richiede l’uccisione di un embrione umano. La più importante fondazione contro il cancro al seno degli Stati Uniti, la Susan G. Komen for the Cure Foundation, ha recentemente annunciato che i risultati delle proprie ricerche con cellule staminali embrionali sono insoddisfacenti e ha conseguentemente cessato di finanziare borse di studio per ricerche analoghe.

Per il momento, si tratta di una sospensione e non di una cessazione stabilita definitivamente, ma ciò non ha impedito all’Huffington post di scrivere che così la fondazione si fa una “cattiva reputazione” perchè avversa le cellule staminali embrionali per “motivi ideologici”. L’annuncio segue la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, segue il “basta embrionali” pronunciato dalla prestigiosa prestigiosa azienda americana di biotecnologie Geron Corporation, pioniera della ricerca con le embrionali, ma anche lo “stop” arrivato da Ian Wilmut, ”papà” della pecora Dolly, che si è dichiarato perplesso sull’opportunità di insistere nell’uso delle cellule staminali embrionali, dicendosi piuttosto favorevole a scommettere su quelle adulte.

All’Huffington Post ha risposto la dottoressa Theresa Deisher, fondatrice di AVM Biotechnology, che si è dedicata allo sviluppo della tecnologia medica pro-life, il lavoro con le cellule staminali embrionali è guidato da considerazioni economiche più che scientifiche: essendo cellule che proliferano e si moltiplicano rapidamente in vitro, sono relativamente poco costose, ma anche poco utili terapeuticamente, perchè è difficile tenere sotto controllo in vivo la crescita dei tessuti che ne derivano.  Allo stesso modo la pensano numerosissimi ricercatori italiani, ad esempio.

Libero da ogni implicazione etica è invece l’uso di cellule staminali provenienti dal sangue del cordone ombelicale; l’utilizzo di queste cellule si sta rivelando sempre più promettente, anche per il trattamento per lesioni del midollo spinale e sclerosi multipla. Anche, in un futuro molto prossimo, per riparare il sistema cardiovascolare in neonati affetti da cardiopatie congenite, o addirittura ricostruire l’intero cuore, facendo moltiplicare le staminali cordonali autologhe (cioè del cordone ombelicale di quel bambino stesso) su un substrato progettato appositamente. Possibilità molto concreta e interessante, considerando che un bambino ogni 120 nasce oggi con un difetto cardiaco, la forma più comune di malattia congenita.

Linda Gridelli

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7 commenti a La fondazione Susan G. Komen dice “stop” alle embrionali

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  1. Daniele ha detto

    Per un motivo o per l’altro, un nuovo vento pro-life sta soffiando nel mondo! Bene!
    Finalmente la vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, sta tornando al centro dell’attenzione!

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    • Paolo Viti ha detto in risposta a Daniele

      Non credo che in questo caso c’entri molto il rispetto alla vita, piuttosto le embrionali sono inutili. Per cui si cambia. Diciamo che è andata bene…

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  2. Hagen ha detto

    Sempre riguardo alla Komen, avete seguito la vicenda di qualche settimana fa? La fondazione aveva deciso di sospendere i finanziamenti a Planned Parenthood e naturalmente è successo il finimondo, con tutti i giornali liberal che hanno urlato allo scandalo e Bloomberg in persona (non a caso sindaco di una città, New York, dove il 41% delle gravidanze finisce con un aborto) che ha offerto di tasca sua 250’000 dollari a PP.
    Morale della favola: la Komen foundation è stata costretta a reintegrare i finanziamenti al più grande ente abortista americano.
    Fra l’altro la sospensione dei finanziamenti era più che legittima dato che Planned Parenthood non offre mammografie.
    Su lifesitenews.com trovate tutta la vicenda

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    • Daniele ha detto in risposta a Hagen

      Ma Michael Bloomberg, se non ricordo male, è Repubblicano: quindi, in teoria, pro-life…
      E invece…

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      • Kosmo ha detto in risposta a Daniele

        Non c’entra nulla.
        Le divisioni politiche, specialmente a New York, sono molto labili.
        Ancora di più per Bloomberg, visto quello che fa di mestiere.
        Poi ha abbandonato il “Grand Old Party”, ritenendosi “indipendente” (magari però se lo diceva prima di essere eletto… che la mania dilaghi anche fuori dall’Italia?)

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  3. joseph ha detto

    In ogni modo la ricerca sulle embrionali sta sempre più mostrandi i suoi limiti, scientifici prima che ideologici…

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  4. Fedele Razio ha detto

    Cari amici, ho seguito anch’io la vicenda segnalata da Hagen.

    Il dato è corretto: i finanziamenti alla macchina di morte mediante aborto erano stati sospesi e poi reintegrati a causa di una campagna di stampa a dir poco feroce, con articoli intimidatori e diffamatori.

    Un po’ quello che succede in Italia a chiunque osi opporsi al “main stream” omosessualista.

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