Continua la difesa di Pio XII da parte degli ebrei: trovato nuovo documento

Gary Krupp, un ebreo americano, è venuto in possesso della lettera di una donna ebrea la cui famiglia si salvo grazie all’intervento diretto del Vaticano. «E’ una lettera insolita, scritta da una donna che vive oggi nel nord dell’Italia e che dice che lei, con sua madre, suo zio e pochi altri parenti era a un’udienza con Pio XII nel 1947», ha dichiarato. Vicino al Papa, durante l’incontro c’era anche monsignor Giovanni Montini, il futuro Papa Paolo VI. Suo zio -ha spiegato Krupp- fissando il Papa disse: “Voi eravate vestito come un Francescano”, poi rivolgendosi a Montini: “e voi come un sacerdote. Mi avete portato fuori dal Ghetto fino in Vaticano”. Montini ha risposto subito: “Silenzio, non dite mai nulla di questa storia”.

Krupp ha parlato di questo documento riconoscendone l’autenticità, innanzitutto per la fonte e poi perché in linea con la personalità di Pio XII, il quale desiderava accertarsi delle cose con i propri occhi, infatti era solito girare in macchina per le zone bombardate di Roma. Secondo Krupp è quindi estremamente credibile che sia entrato nel ghetto per vedere di persona cosa vi accadeva. Gary Krupp e sua moglie Meredith, entrambi ebrei, hanno fondato nel 2002 la fondazione “Pave the Way” per “identificare ed eliminare gli ostacoli non teologici tra le religioni”. Nel 2006 iniziò a studiare la figura di Papa Pio XII e il suo atteggiamento durante la seconda guerra mondiale. «Noi siamo ebrei. Siamo cresciuti odiando il nome di Pio XII», dice. «Credevamo fosse un antisemita e un collaboratore dei Nazisti. Credevamo tutto quello che era stato affermato su di lui». Ma quando ha iniziato a studiare i documenti dell’epoca è rimasto estremamente sorpreso e «la sorpresa si tramutò in rabbia perchè mi era stato mentito», ha affermato.

Oggi Krupp, e come lui il rabbino David G. Dalin e tanti altri, concorda fermamente con le conclusioni di Pinchas Lapide, storico ebreo e diplomatico Israeliano che disse che le azioni dirette di Papa Pio XII e del Vaticano salvarono circa 897.000 ebrei durante la guerra. “Pave the Way” ha raccolto oltre 46.000 pagine di documenti storici che lo provano e sul proprio sito web pubblica numerose interviste di testimoni oculari e storici. «Credo che sia una responsabilità morale, questo non ha nulla a che vedere con la Chiesa Cattolica», ha dichiarato, «riguarda solo la responsabilità ebraica di riconoscere un uomo che ha agito per salvare un’enorme numero di ebrei in tutto il mondo mentre era circondato da forze ostili, spiate e sotto minaccia di morte». Krupp ha spiegato che Pio XII usò la rete globale di ambasciate della Santa Sede per aiutare gli ebrei a fuggire dall’Europa occupata. In un caso il Vaticano chiese, segretamente, alla repubblica Dominicana i visti (800 in una volta) per aiutare la fuga degli ebrei. Con questa sola iniziativa si stima che abbia salvato oltre 11.000 ebrei tra il 1939 e il 1945. Inoltre i conventi e i monasteri di Roma (territorio neutrale durante la Guerra) furono usati come nascondigli per gli ebrei.

Dopo la sua elezione al soglio pontificio nel 1939, A. W. Klieforth, il console generale americano a Colonia, inviò un telegramma segreto al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti illustrando i sentimenti di Papa Pio XII nei confronti del Nazismo in Germania. Krupp descrive la reputazione del Papa come luminosa e intatta fino a quando, nel 1963, lo scrittore tedesco Rolf Hochhuth scrisse la sua commedia “Il Vicario”. Egli ritrasse Papa Pio come un ipocrita che rimase in silenzio riguardo la persecuzione degli ebrei e da lì è nata la leggenda, ripresa da anticlericali e anticattolici. Il sito internet di “Pave the Way” porta la testimonianza di un ex ufficiale del KGB, Mihai Pacepa, che sostiene come quello di macchiare la reputazione del Papa fosse un piano sovietico. L’obiettivo dei comunisti sarebbe stato di «screditare il Papa dopo la sua morte, per distruggere la reputazione della Chiesa Cattolica e, più importante per noi, per isolare gli ebrei dai Cattolici. E sono riusciti bene nei loro intenti», ha sostenuto l’ebreo.

Concludendo, ritiene comunque che oggi la diga stia cedendo e ci sia una fondamentale revisione dei fatti che riguardano Papa Pio XII durante il tempo di guerra. Paradossalmente, conclude, ha dichiarato di trovare più resistenza su Pacelli quando parla nelle parrocchie cattoliche piuttosto che nelle sinagoghe ebraiche.

Davide Galati

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116 commenti a Continua la difesa di Pio XII da parte degli ebrei: trovato nuovo documento

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  1. Pino ha detto

    nell’immediato dopoguerra le autorità ebraiche riconoscevano l’enorme aiuto ricevuto dalla Chiesa cattolica durante la guerra che salvò 700-800mila ebrei (queste le stime dell’epoca). Poi l’atteggiamento ebraico verso Pio XII è cambiato ma nessuno ha ancora ben spiegato il motivo. Non credo possa essere dovuto solo all’opera di un commediografo di quart’ordine come Rolf Hochhuth.

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    • andom ha detto in risposta a Pino

      mancato riconoscimento dello Stato d’Israele da parte del Vaticano?

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      • Michele ha detto in risposta a andom

        Il sionismo è una brutta bestia, lo è sempre stata.
        Poi i sionisti che si fanno prendere in giro dai sovietici sono ancora peggio…

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      • Pino ha detto in risposta a andom

        esistono regolari relazioni diplomatiche fra Israele e Vaticano

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    • Rebecca ha detto in risposta a Pino

      @Pino: il motivo del forte cambiamento di parere è davvero avvenuto a causa di Rolf Hochhuth.

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    • Rebecca ha detto in risposta a Pino

      @Pino: guarda che è lo stesso ebreo Krupp a riconoscere nella commedia l’origine del mutamento di visione verso Pio XII

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      • Pino ha detto in risposta a Rebecca

        scusa Rebecca, non ci posso credere. Rolf Hochhuth era un marxista. All’URSS serviva un motivo per sputtanare la Chiesa cattolica e la figura di un Papa come Pio XII fortemente anticomunista. Ma non credo che possa solo essere questo. L’URSS era nemica di Israele, finanziava i Paesi arabi che volevano distruggere lo Stato ebraico. C’è qualcosa che non mi quadra.

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  2. Gabriele ha detto

    Non possiamo negare però che da parte cattolica ci sia stato in passato, e purtroppo c’è ancora in certi ambienti di destra, un forte antisemitismo.
    Ad esempio nel dialetto della mia zona per indicare una persona dal carattere pestifero si usa un termine che significa “giudeo”.
    Questo mi ha sempre causato grande tristezza.

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    • Pino ha detto in risposta a Gabriele

      l’articolo dice “Oggi Krupp, e come lui il rabbino David G. Dalin e tanti altri, concorda fermamente con le conclusioni di Pinchas Lapide, storico ebreo e diplomatico Israeliano che disse che le azioni dirette di Papa Pio XII e del Vaticano salvarono circa 897.000 ebrei durante la guerra” Per fortuna che da parte cattolica c’era un forte antisemitismo………

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      • gabriele ha detto in risposta a Pino

        c’era antigiudaismo, che era una cosa diversa
        però la Chiesa dice che tutte le persone sono uguali ed hanno un’anima, e l’obbiettivo della Chiesa è salvare le anime
        salvando la vita degli ebrei rendeva possibile che dopo si potesse salvare anche la loro anima

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        • Pino ha detto in risposta a gabriele

          non c’era nessun “anti” ma solo polemica religiosa il che è completamente diverso e comprensibile. L’antigiudaismo religioso e dottrinale non c’entra nulla con l’antisemitismo razziale. Da questo punto di vista anche moltissime frasi del Talmud ebraico dovrebbero essere accusate di anticristianesimo razzista mentre si tratta solo di difesa dottrinale della propria religione e non vanno confuse con l’odio per le persone e con il razzismo.
          Gesù nacque bastardo (Talmud, Yebamoth, 49b)
          Maria era una prostituta (Talmud, Sanhedrin, 106a,b)
          Gesù fu punito e mandato all’ inferno dove fu gettato in escrementi ribollenti (Talmud, Gittin, 56b, 57a)

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          • Gabriele ha detto in risposta a Pino

            Pino io insisto sull’antisemitismo e non antigiudaismo. Era proprio antisemitismo purtroppo, mi vergogno dei miei antenati.

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          • gabriele ha detto in risposta a Pino

            ‘anche il migliore dei goym merita di morire’
            goym vuol dire non ebreo
            questa è una frase del Talmud ebraico
            noi abbiamo tolto dalla liturgia tutto quello che offendeva gli ebrei, loro facciano altrettanto con il Talmud

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    • gabriele ha detto in risposta a Gabriele

      anche se alcuni ebrei ne hanno approfittato per scaricare sulla Chiesa la colpa morale dell’olocausto
      ‘perfidi’ nelle preghiera del venerdì santo voleva dire ‘di diversa fede’

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      • Panthom ha detto in risposta a gabriele

        Ma in che modo avrebbero accusato la Chiesa dell’Olocausto? Non capisco…

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        • gabriele ha detto in risposta a Panthom

          Jules Isaacs, ebreo, sosteneva che era colpa dell’insegnamento preconciliare della Chiesa se c’era stato l’olocausto
          aveva entrature in Vaticano, ed ha realizzato Nostra Aetate

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  3. Kosmo ha detto

    “Non possiamo negare però che da parte cattolica ci sia stato in passato, e purtroppo c’è ancora in certi ambienti di destra, un forte antisemitismo.”

    Soprattutto quando sono i sinistri che odiano Israele e gli Ebrei come i “nuovi nazisti”
    http://torino.repubblica.it/dettaglio/Israele-alla-Fiera-del-Libro-sinistra-divisa-sul-boicottaggio/1420056

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    • gabriele ha detto in risposta a Kosmo

      beh, gli israeliani se le cercano
      sai che ci sono 100.000 palestinesi nelle carceri israeliane, anche molti bambini
      e ci lamentavamo perchè hamas aveva un soldato

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      • Pino ha detto in risposta a gabriele

        ma ti rendi conto dei numeri? 100.000? Al massimo saranno 5000 (e poi lo dicono i palestinesi) e i “bambini” sono terroristi minorenni.

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      • Gabriele ha detto in risposta a gabriele

        Personalmente non posso accettare questo tuo commento: “gli israeliani se le cercano”. E’ la stessa giustificazione, mutatis mutandis, che si usava durante la seconda guerra mondiale, hai scritto una enormità! Se ci sono dei palestinesi in carcere è perché hanno subito un regolare processo.

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      • Kosmo ha detto in risposta a gabriele

        “ci sono 100.000 palestinesi ”

        da chi prendi lezioni di aritmetica, da Aldo Biscardi?

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        • Pino ha detto in risposta a Kosmo

          è veramente incredibile come la gente dia i numeri. Basti pensare che in Italia, paese di 60 milioni di abitanti, i detenuti sono circa 60mila. Israele è un Paese di 5 milioni di abitanti, quindi i detenuti palestinesi saranno poche migliaia e adesso le carceri sono state svuotate dopo lo scambio con il soldato israeliano rapito.

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          • gabriele ha detto in risposta a Pino

            comunque si è scoperto che gli israeliani hanno delle carceri da far impallidire Guantanamo

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            • Pino ha detto in risposta a gabriele

              perchè non provi ad andare in Israele? Prima della costruzione del muro che ha bloccato gli attentati gli israeliani hanno avuto 500 morti causati dai kamikaze islamici. Fatta la debita proporzione è come se in Italia, a seguito di attentati, ci fossero stati 6000 morti. Domanda: cosa sarebbe successo da noi di fronte ad una simile situazione? Quali leggi avremmo adottato?

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            • Kosmo ha detto in risposta a gabriele

              Fanno tanto impallidire Guantanamo che stanno meglio nelle carceri israeliane che liberi nella Striscia “Paradiso in Terra” di Gaza doove sono soggetti alle vendette e ai capricci del caporione di Hamas di turno.
              Ma dove le leggi certe cose?
              E’ tutta farina del tuo sacco?

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    • Gabriele ha detto in risposta a Kosmo

      E’ vero Kosmo, o meglio è quasi tutto vero, c’è una differenza però: a sinistra sono antisionisti, antisraeliani ma non antisemiti o antigiudaici come succede invece negli ambienti conservatori. Proprio ieri parlando con un collega istruito, laureato in Scienze Politiche e buon conoscitore di storia, rimango stupito dalla solita affermazione sulla finanza massone ed ebraica mondiale che controllerebbe le sorti del pianeta, la avidità congenita degli ebrei e via cantando con il solito complottismo schizofrenico di tipo plutocratico…
      E’ dura a morire questa storia accidenti!

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      • nicola ha detto in risposta a Gabriele

        La storia della finanza dominata da alcuni ebrei può essere vera.
        La ragione è che per vari motivi, formano ‘gruppo’ e danno molta importanza alle informazioni che nella finanza contano molto. Ciò non significa che sono peggiori degli altri, anzi somigliano agli italiani più di quanto si pensi, in particolare ai meridionali. Non c’è da meravigliarsi, si tratta di un popolo mediterraneo come greci, arabi e, appunto, italiani, in particolare del sud.

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        • Gabriele ha detto in risposta a nicola

          Mi permetto di aggiungere sulla leggenda della finanza ebraica: storicamente gli amici ebrei a causa dell’ostilità di cui erano oggetto erano costretti a fuggire, spesso di notte e quindi in fretta. Per questo motivo non possedevano molti oggetti ma investivano la loro ricchezza in moneta perché era più facilmente trasportabile in caso di pericolo immediato. A loro molti lavori erano vietati ed è per questo che si dedicavano al prestito di denaro: da qui nacque la leggenda nera degli ebrei come popolo di usurai. Ma comunque parlare di ebrei come se fossero un blocco monolitico è riduttivo, sono molto più variegati di noi italiani, non solo culturalmente ma anche antropologicamente, basta guardare alle differenze che intercorrono tra gli olandesi e gli orientali.

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          • Luca S. ha detto in risposta a Gabriele

            Beh, a quanto mi risulta fino al XVIII secolo (e in alcuni casi fino al XIX secolo inoltrato), nella maggior parte degli stati europei ai sudditi di religione ebraica era precluso l’acquisto della proprietà fondiaria. In pratica, è la legge stessa che per secoli li ha voluti straccivendoli, cambiavalute e medici. Paradossale (e, a mio avviso, giustizia celeste) è che alcune di queste leggi, nate a scopo discriminatorio, abbiano avuto l’effetto opposto, quando la finanza ha iniziato ad essere prevalente rispetto al possesso della terra.

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          • gabriele ha detto in risposta a Gabriele

            infatti i finzieri ebraici spesso appartengono a dei gruppi ebraici molto ristretti, come i frankisti

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        • Kosmo ha detto in risposta a nicola

          Quindi non solo comunista, ma anche contro i meridionali.
          Bene bene, voglio vedere fin dove arrivi.
          Ce le hai tutte te.

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        • gabriele ha detto in risposta a nicola

          frase del banchiere ebreo nathan rothschild
          «Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione, e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi»

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    • nicola ha detto in risposta a Kosmo

      Non c’è nessun motivo per i ‘sinistri’ di odiare gli ebrei.
      Pensa che il peggiore di essi, Stalin, ha riservato loro una proviancia dell’USSR esistente tott’ora e dove vivevano in totale libertà.
      Il discorso cambia quando si parla di Israele, stato costruito con una risoluzione ONU nel 1948( e quindi dei paesi vincitori della II guerra mondiale) e non su territorio dei vincitori ma in territori occupati da secoli dagli arabi di ogni fede, musulmana, cristiana, ebraica.
      Se si aggiunge che gli ebrei che hanno costituito questo stato avevano disponibilità economica, finanziaria, intellettuale, sociale, ecc. enorme rispetto alla popolazione residente precedentemente. E questo, sommato all’irritazione per la costituzione di uno stato estraneo, ha irritato fortemente i paesi arabi. A tutt’oggi, su una cinquantina di paesi a maggioranza musulmana, solo 4 o 5 riconoscono lo stato di Israele che nel frattempo è diventaato lo stato baluardo dell’occidente in medio oriente.
      Lo sono che gli isrealiani sono ‘vincenti’ e il tuo cuore batte per i vincitori, ma non tutti sono come te.

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      • Pino ha detto in risposta a nicola

        sei riuscito ancora ad infilare una serie di sciocchezze. La risoluzione ONU stabiliva la creazione di due Stati, uno ebraico e l’altro palestinese. Chi si oppose alla costituzione di uno Stato palestinese? I Paesi arabi, convinti di poter buttare a mare velocemente gli straccioni ebrei. Mal gliene incolse perchè invece di vincere la guerra la persero e le conseguenze di tale dissennata decisione dei Paesi arabi presa nel 1948 le vediamo ancora oggi. I palestinesi sono usati come arma da certi Paesi fondamentalisti per creare guerre e tensioni in Medio Oriente. Da dove arrivano i finanziamenti ad Hamas e agli altri gruppi terroristici?

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      • Gabriele ha detto in risposta a nicola

        Nicola guarda che la Russia sovietica ha massacrato un gran numero di fratelli ebrei, storicamente la Russia è sempre stata un paese antisemita. I sovietici durante l’invasione tedesca han lasciato fare bellamente ai nazisti ciò che volevano degli ebrei, ne han massacrati a bizzeffe e si riunivano anche a vedere le fucilazioni come se assistessero ad un bello spettacolo.

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        • Pino ha detto in risposta a Gabriele

          ricordiamo che Stalin aveva deciso di eliminare tutti gli ebrei russi. Aveva fatto costruire una deviazione della Transiberiana per trasportare gli ebrei sulle rive del lago Aral. Poichè Stalin era attento alle spese e non era così stupido da costruire camere a gas e forni, l’eliminazione doveva avvenire con lancio dell’ebreo da una rupe alta 150-200 metri direttamente nel lago. Sistema economico, semplice e privo di eccessive complicazioni. Stalin morì prima di mettere in pratica l’idea.

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          • nicola ha detto in risposta a Pino

            Magnifico, ora processi le presunte intenzioni di personaggi morti.
            Incredibile dove può arrivare la faziosità. Se Stalin avesse voluto eliminare gli ebrei che risiedevano nell’USSR lo avrebbe fatto in pochi giorni. Vedi che la provincia e città esiste ancora.

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            • Gabriele ha detto in risposta a nicola

              Nicola perdonami ma vorrei aggiungere ancora questo in merito alla carta bianca lasciata da Stalin ai nazisti: tra il 1941 e il 1945, sul territorio sovietico, sono stati uccisi oltre tre milioni di ebrei. Tutti fucilati: non è stato necessario costruire nemmeno un carcere.

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              • nicola ha detto in risposta a Gabriele

                La storia che conosci tu è una storia da barzelletta. Staalin avrebbe dato carta bianca….Ma come si fa a credere a queste sciocchezze!
                I tedeschi occupanti avevano bisogno della carta bianca di Stali per perseguitare gli ebrei? hahahahah

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            • Pino ha detto in risposta a nicola

              presunte intenzioni? questi sono fatti provati, il fatto che tu non li conosca non significa che non siano veri, sei solo tu che non lo sai. Stalin non morì di morte naturale, fu ucciso da Beria perchè diventato pericoloso. In preda ad uno sorta di follia aveva deciso che nel 1953 sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale, aveva deciso inoltre l’eliminazione degli ebrei e una purga nel KGB. Sbagliò i conti, il capo del KGB lo assassinò avvelenandolo.

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              • nicola ha detto in risposta a Pino

                Mi fai ridere. Stalin per risparmiare sulle pallottole avrebbe ideato….Ma valla a raccontare a qualche altro ste baggianate.

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              • RobertoEck ha detto in risposta a Pino

                Non vi è alcuna prova di ciò. Nessun ‘fatto’ provato. Se ti riferisci alle opere di Jonathan Brent (cfr. Stalin’s Last Crime) saprai bene che è lo tesso autore a dichiarare ‘debole’ questa ipotesi. Debole perché basata su pochi e incerti ‘indizi’. In storia si devono tener distinti ‘fatti’ e ‘interpretazioni’. Inoltre, come sostiene lo stesso Brent, anche qualora si accettasse come ‘probabile’ la morte per avvelenamento di Stalin, non si avrebbe modo di stabilire con certezza se tale omicidio avvenne per evitare una presunta ‘guerra atomica’, oppure per evitare nuove purghe (che avrebbero coinvolto anche centinaia di ‘illustri’ ebrei – il famoso ‘plot’ antiebraico). Ci sono ‘indizi’ per sostenere entrambe le ipotesi, ma nessun fatto che possa escludere che Stalin sia morto di morte naturale e che il plot ‘antiebraico’ fosse solo nella sua mente.

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                • nicola ha detto in risposta a RobertoEck

                  Che Stalin ce l’avesse con gli ebrei è una novità.
                  Non mi meraviglio che i pappagalli propagandati lo sostengano: se Stalin non avesse perseguitato gli ebrei verrebbe meno l’analogia Hitler-Stalin quindi deve aver perseguitato gli ebrei.
                  E se non lo ha fatto? Allora aveva intenzione di farlo ma non ne ha avuto il tempo o voleva risparmiare sulle palloyyole.
                  Ma basta!!!!!

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                  • Gabriele ha detto in risposta a nicola

                    Solo per te Nicola è una novità, al contrario la storia ci insegna che è un fatto acclarato ed ormai conosciuto, nonostante i silenzi interessati dei comunisti occidentali. Stalin iniziò le epurazioni e i confini già nel ’44, quando non ebbe piu’ bisogno degli ebrei e del comitato antifascista ebraico. Kruscev stesso rilevava che Stalin tentava di nascondere il suo antisemitismo nei suoi scritti e discorsi ufficiali, ma che addirittura nel ’39 assicuro’ a Von Ribbentrop, il ministro degli Esteri tedesco, che avrebbe rimosso tutti gli ebrei dai posti di comando.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Gabriele

                      Ti consiglio di guardati un film francese, “Il concerto”, che parla di un’orchestra sciolta dal comunismo sovietico di Breznev perchè ospitava musicisti ebrei “nemici del popolo”.

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                  • Pino ha detto in risposta a nicola

                    il piccolo bolscevico di passa la notte a difendere Stalin, e poi c’è ancora qualcuno che critica Berlusconi quando dice che i comunisti ci sono ancora.

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                • Pino ha detto in risposta a RobertoEck

                  fu una morte talmente “naturale” che quando Stalin iniziò a sentirsi male, i gerarchi comunisti presenti, a partire da Beria, ben si guardarono dal chiamare un medico. Quando Stalin morì Beria disse agli altri componenti del Comitato Centrale presenti: “mi dovreste ringraziare”.

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                  • RobertoEck ha detto in risposta a Pino

                    Beria non era presente quando Stalin fu trovato steso sul pavimento. Erano presenti solo alcuni uomini del Presidium (che Stalin considerava le sue guardie del corpo). Beria fu chiamato in un secondo momento. Una guardia del corpo di Stalin ha raccontato che i luogotenenti di Stalin non chiamarono subito un medico per guadagnare tempo e far scomparire alcuni documenti compromettenti che li riguardavano (custoditi nella cassaforte della dacia dove si trovava il leader sovietico – cassaforte che fu aperta). Quando giunse il medico, Stalin era in coma. Si tentò di rianimarlo, ma senza successo. Due giorni dopo, come racconta la figlia di Stalin (che tra le altre cose fu presente durante i tentativi di rianimazione), il dittatore fu dichiarato morto (ma solo il 6 marzo venne data la notizia). Il punto è questo: come spiegare il ‘ritardo’ nel chiamare i soccorsi? I medici non vennero chiamati subito perché Beria e gli altri luogotenenti volevano prima far scomparire alcuni documenti scottanti, come ritiene la maggioranza degli storici, oppure per ‘assicurarsi’ che non vi fosse più alcuna possibilità di rianimarlo? Ma se anche fosse vera la seconda ipotesi, cioè che i suoi luogotenenti abbiano ‘omesso il soccorso’ per paura che Stalin potesse essere salvato, che prove abbiamo per sostenere che il dittatore fosse stato realmente avvelenato? Dalle annotazioni mediche non compare nessuna traccia di avvelenamento. Si parla di ‘ictus’. Alcuni medici contemporanei, studiando le annotazioni riguardanti le ultime ore di vita di Stalin, hanno evidenziato che quella dell’avvelenamento è un’ipotesi che non può essere esclusa, ma neppure confermata.
                    Per quanto riguarda le ‘presunte’ parole proferite da Beria, l’unica fonte (che io conosco) sono le memorie del ministro degli esteri Molotov, il quale, sostiene che Beria avesse confidato a lui (non ai componenti del Comitato Centrale) di essere il responsabile della morte del dittatore. Queste però non sono prove sufficienti a sostenere che “è un fatto provato che Stalin sia stato avvelenato da Beria”.
                    Questo non significa che tu non sia libero di farti una tua idea su come e perché Stalin sia morto. Ma ricorda sempre che di una tua idea si tratta.

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            • Alessandro M. ha detto in risposta a nicola

              Stalin era occupato a sterminare cattolici e ortodossi. Ammazzò anche numerosi ebrei, comunque.

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            • Kosmo ha detto in risposta a nicola

              Cosa te ne pare di questa frase, sulla falsariga della tua?
              “Se Hitler avesse voluto eliminare gli ebrei che risiedevano nella Germania lo avrebbe fatto in pochi giorni” senza far scoprire niente a nessuno.
              Non ti vergogni un poco di provare stima per un dittatore assassino?

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        • nicola ha detto in risposta a Gabriele

          Nella Russia degli zar c’erano i pogrom. Nella Russia dei soviet non c’erano i pogrom anche per il semplice fatto che molti comunisti che avevano pertecipato alla rivoluzione di ottobre, forse lo stesso Lenin, erano ebrei.
          Se parli di Trozki, ebreo, il discorso cambia:non è stato assassinato perchè ebreo ma perchè considerato pericoloso politicamente.

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        • Kosmo ha detto in risposta a Gabriele

          Come ti quoto!
          Il Patto Ribbentropp-Molotov ce lo siamo scordati?
          Tanto volevano fare i nazisti quanto volevano fare i comunisti di Stalin. Erano la stessa cosa.

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          • Kosmo ha detto in risposta a Kosmo

            il mio commento precedente è riferito a Gabriele.

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          • nicola ha detto in risposta a Kosmo

            Il patto Molotov-Ribbentrop era la risposta che l’USSR credette di dare alla sicura determinazione di Htler di occupare la Polonia.
            E basta. Prima del patto i dirigenti sovietici non avevano mai espresso intenzioni sulla Polonia che semplicemnte non interessava loro.
            Eranp antimperialisti figurarsi se potevano essere colonialisti!!!
            Fra i confini degli stati nemici a volte si interpone una fascia ‘cuscinetto’. Ora se la Germania spostava i confini ad oriente occupando la Polonia c’erano solo poche scelte visto il rifiuto di Churchill e degli USA di allersi con il nemico sovietico in funzione anti Hitler.

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      • Kosmo ha detto in risposta a nicola

        la solita solfa comunista…
        Ma quando ti sveglierai da quello che scoprirai essere un incubo?

        “Il discorso cambia quando si parla di Israele, stato costruito con una risoluzione ONU nel 1948”

        Quindi, quando fa comodo le risoluzioni dell’ONU vanno fatte rispettare, perchè è il Congresso degli Stati nazionali e bla bla bla, quando non fa comodo no.

        “ma in territori occupati da secoli dagli arabi di ogni fede, musulmana, cristiana, ebraica.”

        era in gran parte disabitata… se c’erano 10.000 SIRIANI IN TUTTA la zona attualmente occupata da Israele odierno è già tanto.

        “E questo, sommato all’irritazione per la costituzione di uno stato estraneo, ha irritato fortemente i paesi arabi.”

        tanto che, a fronte di 6.000.000 di Israeliani(inteso come abitanti di Israele odierno) contro 200.000.000 musulmani arabi, i palestinesi non hanno mai trovato accoglienza presso i loro “fratelli”.
        Anzi, durante la guerra dei 6 giorni, li inducevano a lasciare le case, promettendogli che avrebbero occupato quelle degli Ebrei.
        Israele dopo 50 anni è un giardino fiorito, si prende anche l’acqua potabile dal mare, mentre gli stati arabi hanno lasciato la loro popolazione in condizioni vissute prima dei Romani, a fronte dei miliardi di petrodollari che succhiano ogni anno dall’Occidente (cristiano).
        devo continuare o ti stai accorgendo di questa tua ennesima infatuazione per un sistema luciferino?

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        • Gabriele ha detto in risposta a Kosmo

          Aggiungeri anche questo ad onore della verità: non è mai esistito un popolo palestinese! I palestinesi stessi prima del 48 si consideravano siriani, e tali li consideravano i paesi arabi. Poi improvvisamente, o meglio non tanto improvvisamente, si è cominciato a parlare di palestinesi e infine di stato palestinese.

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          • Kosmo ha detto in risposta a Gabriele

            Questo non volevo dirlo io per paura che “qualcuno” volesse polemizzare con me. E’proprio vero. Non è mai esistito prima uno stato palestinese.
            Aggiungo, che mi sembra di ricordare che a seguido della distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani, i Romani stessi avevano chiamato, a sfregio, la zona Palestina per cancellare per sempre il nome di Israele.
            E’ così?

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            • Gabriele ha detto in risposta a Kosmo

              Non lo ricorda Kosmo. Purtroppo non sono così colto!

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              • Gabriele ha detto in risposta a Gabriele

                Volevo dire non lo ricordo io! Errore di scrittura.

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                • Kosmo ha detto in risposta a Gabriele

                  Come entità autonoma la Palestina (Peleshet) non è mai esistita, né sono mai esistite una lingua e una cultura palestinesi. I palestinesi, come i giordani, i siriani, i libanesi e gli iracheni (tutte entità nazionali inventate dopo la prima guer-ra mondiale, nel i 92X)) sono arabi, proprio come i giordani, i siriani e così via, e tali unicamente si considerano. Per quasi 1900 anni l’area designata con il nome greco-romano di Palestina (per far dimenticare il
                  nome stesso di Giudea) non è stata una nazione e non ha avuto frontiere, ma solo confini amministrativi. Gli Arabi conquistano la Palestina soltanto nel 637 e vi regnano fino al 750, per 11 3 anni in totale. Poi vi si alternano Persiani, Turchi, Circassi, Bizantini, Curdi, e nel 1099 i Cro-ciati cristiani, sconfitti nel 1187 da un condottiero curdo, il Saladino. Nel 1244 sono delle tribù alleate
                  di Gengis Khan a occupare e a mettere a sacco la Palestina. Poco dopo
                  arriveranno i Mongoli, cacciati nel 1516 dai Turchi che costituiranno l’Impero Ottomano, dalla Turchia ai paesi del Magreb, vale a dire lungo tutta la costa meridionale del Mediterraneo. I Turchi vi resteranno fino alla fine della prima guerra mondiale, nel 1918. La decadenza e il degrado della Palestina la fa apparire una ” landa desertica e paludosa (..) quasi disabitata” agli occhi di
                  Edmondo De Amicis nella seconda metà dell’8OO, mentre nel 1867 Mark Twain scriveva che la Palestina era (una silenziosa e funerea estensione, una desolazione (.J Non abbiamo mai visto un essere umano sulla strada (…). Perfino gli ulivi e i cactus, quegli amici sicuri di un terreno incolto, hanno per lo più abbandonato il paese (..). La Palestina siede su sacchi di cenere, desolata e brutta…”. Gli unici insediamenti permanenti in Palestina – segnatamente a Gerusalemme e a Safed, sede ininterrotta quest’ultima di università religiose – sono stati quelli ebraici, a partire dalla fine del regno ebraico nel 70.

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        • nicola ha detto in risposta a Kosmo

          Amico, io non sono infatuato del comunismo, sono infatuato della verità.
          E mi dà fastidio la propaganda che capovolge, nasconde o stravolge la verità.
          Semplice.
          Tanto per ricordare Gerusalemme era il secondo luogo sacro per l’Islam e quindi non poteva essere disabitata come dici tu.
          Poi la Palestina è sempre stata meta di pellegrinaggio dei cristiani.
          Hanno trasformato quei territori in giordino?
          E cosa significa?
          Non è che se tu hai la casa sporca e disordinata il vicino può cacciarti via e occuparla lui che la tiene più pulita!!! Ma cosa dici?

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          • Kosmo ha detto in risposta a nicola

            “Viaggiatori verso la Palestina dall’Occidente lasciarono testimonianze di ciò che essi avevano visto. Il tema di tutti i loro resoconti era sgomento: la terra era vuota, negletta, abbandonata, desolata, caduta in rovina. Niente là, (a Gerusalemme) da vedere se non qualcosa delle vecchie mura che tuttora rimangono e tutto il resto è erbaccia e muschio — English pilgrim nel 1590 Il paese è considerevolmente disabitato e perciò il suo più immediato bisogno è quello di una popolazione.” British consul, nel 1857 Non c’è un solo villaggio per tutta la sua estensione (valle di Jezreel)– non per 30 miglia in qualsiasi direzione… si può viaggiare per 10 miglia e non incontrare più di 10 esseri umani. Se cercate un perfetto stato di solitudine che vi renda mesti, venite in Galilea… Nazareth è desolata… Gerico giace in uno sgretolamento rovinoso… Betlemme e Betania nella loro povertà e umiliazione… inaccudite da anima vivente. Un paese desolato il cui terreno fertile è sufficientemente ricco, ma è dato interamente all’erbacce… una silenziosa e funerea estensione… una desolazione… Non abbiamo mai visto un essere umano sulla strada… raramente un albero o un cespuglio da qualche parte.

            Perfino gli ulivi e i cactus, quegli amici sicuri di un terreno incolto, hanno per lo più abbandonato il paese. La Palestina siede con sacchi su ceneri, desolata e brutta… Mark Twain, The Innocents Abroad 1867 La restaurazione della terra ‘desolata e brutta’ inizia nella seconda metà del XIX sec. con i primi pionieri giudei. Le loro fatiche crearono nuove e migliori condizioni e opportunità, che a loro volta attirarono emigranti da molte parti del Medio Oriente, sia arabi che altro. La Dichiarazione di Balfour del 1917, confermata dal Mandato della Lega delle Nazioni, assegnò agli inglesi il governo sul principio che “il Governo di Sua Maestà veda con favore l’insediamento in Palestina di una Casa Nazionale Giudea, e userà i Suoi migliori mezzi per il raggiungimento di questo obiettivo… ” Fu specificato sia che quest’area fosse aperta ‘a insediamenti vicino a giudei” e che i diritti di tutti gli abitanti già nel paese fossero preservati e rispettati. “

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          • Kosmo ha detto in risposta a nicola

            Gli arabi non hanno abitato a lungo in modo stabile la Palestina.
            Continuativamente, solo poco più di un secolo. Per quattro secoli, dal 1516 al 1918, la Palestina è stata una negletta provincia turca quasi disabitata, consegnata dall’incuria dei governi di Istanbul alla sabbia del deserto e alle paludi. La Palestina (meglio conosciuta in quei secoli come “provincia di Damasco” e comprendente l’attuale Israele, Cisgiordania, Giordania, Libano e parte della Siria) incomincia a essere “restaurata” solo a partire dalla seconda metà dell’800, quando i primi pionieri ebrei, giunti dall’Impero zarista, creano qualche occasione di lavoro, capace di attirare lavoratori di altre province turche, come la Siria, l’Iraq, l’attuale Giordania (creata artificialmente, a tavolino, solo nel 1921), lo stesso Egitto. Maggiori occasioni lavorative si sviluppano tra la prima e la seconda guerra mondiale, sia per l’occupazione britannica che per le fatiche dei contadini ebrei, con i loro aranceti e le terre acquistate a caro prezzo dagli sceicchi arabi e strappate alla sabbia, e al conseguente indotto.

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          • Pino ha detto in risposta a nicola

            tu sei infatuato dalle panzane, gli ebrei non hanno cacciato nessuno, hanno comprato i terreni dai palestinesi residenti (a parte il fatto che la presenza ebraica in Palestina c’è sempre stata) i quali sono stati ben felici di venderglieli perchè pagati più del loro effettivo valore.

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      • andom ha detto in risposta a nicola

        Cerchiamo di fare chiarezza su questa provincia autonoma in cui gli ebrei avrebbero trovato la felicità grazie a Stalin

        “A dispetto di quanto pubblicizzava la propaganda sovietica per invogliare gli Ebrei a trasferirsi in questa remota regione, i coloni non trovarono nulla già pronto per l’insediamento. Le cifre sono emblematiche: il 60% di quanti giunsero qui tra il 1928 e il 1933 decise di tornare indietro. Nonostante il nome della regione, la componente ebraica della popolazione qui presente non superò mai il 5% del totale della popolazione ebraica dell’URSS. All’inizio la lingua principale era l’yiddish, poi finì per prevalere il russo…
        Negli anni cinquanta, dopo aver constatato il sostanziale fallimento di un’emigrazione su larga scala nella regione, Stalin spinse per la deportazione degli ebrei, ma con la sua morte questi piani vennero accantonati…
        Nel 1941 furono chiuse tutte le scuole in yiddish. Non esisteva dunque più nemmeno l’idea di una possibile “autonomia” della regione ebraica “autonoma”. Il senso stesso del progetto su cui avrebbe dovuto costruirsi la regione era andato distrutto con l’eliminazione fisica di quanti avevano partecipato alla prima colonizzazione e di quanti erano a capo delle varie istituzioni locali

        http://it.wikipedia.org/wiki/Oblast%27_autonoma_ebraica

        p.s. vedete nella cartina geografica dove furono mandati gli Ebrei per capire cosa ne pensava Stalin.

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    • Rebecca ha detto in risposta a Kosmo

      @Kosmo, gabriele e Pino: non si sta parlando di politica, di destra o sinistra!! Perché dobbiamo finire sempre lì??

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      • Gabriele ha detto in risposta a Rebecca

        Hai ragione Rebecca, con la politica si avvelena tutta la discussione. Chiedo venia.

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      • Kosmo ha detto in risposta a Rebecca

        rispondevamo solo alle sciocchezze lanciate da nicola.

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        • nicola ha detto in risposta a Kosmo

          Amico, le scicchezze le dici tu. Lo so che non è farina del tuo sacco, che fai da ripetitore di stronzate che si ascoltano ogni giorno dai media, ma sciocchezze rimangono.

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          • Kosmo ha detto in risposta a nicola

            Ah! E le tue fonti quali sarebbero? La tua ideologia di morte e distruzione?
            La tua testardaggine nel non voler aprire gli occhi di fronte agli orrori e ai disastri del comunismo ovunque sia stato applicato?
            E non ricominciare con la solita scusa “Ma quello non era il vero comunismo”, pelase!
            Un TERZO della popolazione annientata da Pol Pot.
            160 milioni di cinesi massacrati da Mao.

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      • Pino ha detto in risposta a Rebecca

        nell’atteggiamento di una parte dell’ebraismo contrario alla Chiesa cattolica c’è anche la politica. In questo forum però gli argomenti “politici” di basso livello sono sempre introdotti da nicola che gioca al gioco del “piccolo comunista”. Ognuno si diverte come può.

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        • nicola ha detto in risposta a Pino

          Ahahahahah, gioco al ‘piccolo comunista’? Ma che dici? Evidentemente non conosci le posizioni dei comunisti ( italiani) moderati o estremi.
          Le mie considerazioni distano anni luce da quelle dei comunisti ( italiani).

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          • Pino ha detto in risposta a nicola

            che tu abbia in testa poche idee e ben confuse lo abbiamo capito da tempo. Questo è un problema tuo. Quello che non capiamo è perchè le devi rendere pubbliche scrivendo qui.

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  4. Pino ha detto

    nessuno ha ancora chiarito a cosa sia stato dovuto il cambio di atteggiamento del mondo ebraico nei confronti di Pio XII

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    • nicola ha detto in risposta a Pino

      A opportunistica convenienza. E la cosa strana è che le critiche sono aumentate con il riconoscimento da parte del Vaticano dello stato di Israele ( avvenuto solo con Giovanni Paolo II).

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    • Gabriele ha detto in risposta a Pino

      Pino secondo me il cambio di atteggiamento forse è dovuto da una parte al disvelamento presso le masse della portata dei crimini nazisti contro gli ebrei, dall’altro all’opera silenziosa e sotto traccia del nostro eterno nemico che odia da sempre la Chiesa: il serpente antico.

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      • Pino ha detto in risposta a Gabriele

        tutto può essere, nell’articolo si dice che Krupp “Nel 2006 iniziò a studiare la figura di Papa Pio XII e il suo atteggiamento durante la seconda guerra mondiale. «Noi siamo ebrei. Siamo cresciuti odiando il nome di Pio XII», dice. «Credevamo fosse un antisemita e un collaboratore dei Nazisti. Credevamo tutto quello che era stato affermato su di lui»”. Qui sta il punto, Krupp odiava Pio XII, ma non spiega da dove arrivasse la convinzione che Pio XII fosse antisemita. Questo atteggiamento ebraico è diverso da quello che i responsabili della comunità ebraica internazionale a partire da Golda Meir avevano nell’immediato dopoguerra. Cosa è cambiato in seguito? Secondo me non è solo la storia della commedia di Rolf Hochhuth che era facilmente smontabile. Golda Meir Ministro degli Esteri di Israele, in occasione della morte di Pio XII, avvenuta nel 1958, inviò alla Santa Sede un messaggio di cordoglio nel quale si poteva leggere: “Durante il decennio del terrore nazista, il nostro popolo ha subito un martirio terribile. La voce del Papa si è alzata per condannare i persecutori e per invocare pietà per le vittime”
        Nell’immediato dopoguerra, Nahum Goldmann, presidente del Congresso Mondiale Ebraico, autorità riconosciuta nel mondo di Israele, ha scritto: “Con particolare gratitudine ricordiamo tutto ciò che egli [Pio XII] ha fatto per gli ebrei perseguitati durante uno dei periodi più bui della loro storia”. E a dimostrazione che non si trattava soltanto di parole di circostanza, il medesimo Congresso donò alla Santa Sede 20.000 dollari per le opere di carità. Per l’epoca era una bella somma.
        Albert Einstein, scienziato ebreo di fama mondiale, commentando la non irresistibile ascesa del nazismo in Germania, scrisse: “Solo la Chiesa rimase in piedi a sbarrare la strada alla campagna di Hitler per sopprimere la verità”. Dire “Chiesa”, allora, significava dire Papa Pio XII.
        Quindi cosa è successo dopo?

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    • lorenzo ha detto in risposta a Pino

      Il rabbino capo di Roma Israel Anton Zoller, convertitosi al cattolicesimo nel 944 e fattosi battezzare nel 1945 per evitare di essere accusato di viltà e di essersi convertito solo per evitare le persecuzioni riservate ai suoi correligionari, assunse il nome di Eugenio Pio, in onore di Eugenio Pacelli, papa Pio XII.
      La notizia della conversione dell’ex rabbino capo della comunità ebraica di Roma si diffuse rapidamente e le reazioni nel mondo non mancarono; la ricca lobby degli ebrei americani si rese disponibile ad offrire qualsiasi cifra purché ritornasse all’ebraismo, offerta che egli rifiutò sempre fino alla morte avvenuta nel 1956.
      Che se la siano legata al dito?

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      • Pino ha detto in risposta a lorenzo

        non credo affatto, tanto che alla morte di Pio XII i massimi responsabili dello Stato di Israele si profusero in cronologi in cui esaltarono l’opera svolta dal Papa in difesa degli ebrei durante la guerra. Come dicevo sopra pare quasi che Pio XII venga usato da ambienti ebraici per portare avanti una polemica contro la Chiesa cattolica nel solco della moderna ideologia laicista.

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        • Kosmo ha detto in risposta a Pino

          “Come dicevo sopra pare quasi che Pio XII venga usato da ambienti ebraici per portare avanti una polemica contro la Chiesa cattolica nel solco della moderna ideologia laicista.”
          E’ proprio per quello che ti avevo linkato anche le altre due cose:
          http://it.wikipedia.org/wiki/Munificentissimus_Deus
          http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Goretti

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          • Pino ha detto in risposta a Kosmo

            ma in quel periodo non c’era alcuna polemica da parte ebraica, le polemiche sono arrivate anni dopo e non penso a seguito di problemi di natura teologica o dottrinale. Ai rabbini non credo importi nulla di simili cose.

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            • Max ha detto in risposta a Pino

              Ciao Pino,

              forse puoi trovare qualche interessante considerazione, riguardo il mutamento dell’atteggiamento degli ebrei verso Pio XII, in questa risposta di Sergio Romano:

              http://www.corriere.it/romano/08-11-20/01.spm

              spero di esserti stato utile!

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              • Max ha detto in risposta a Max

                Dovrei dire “Stato di Israele”, non ebrei.

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              • Pino ha detto in risposta a Max

                ok, questa è una spiegazione, fondare lo Stato d’Israele sulla Shoah allargando in modo errato il campo delle responsabilità dell’avvenimento includendo la Chiesa cattolica fra i responsabili quando la storia dimostra che fu esattamente il contrario. Ci sono però atteggiamenti contraddittori al riguardo. Lo Stato ebraico ha, anche recentemente, insignito con la massima onorificenza di “Giuto fra le nazioni” molti sacerdoti cattolici che, durante la guerra, salvarono gli ebrei dalla persecuzione nazista. Forse occorre ricercare fra le frange più oltranziste ed ortodosse dell’ebraismo l’origine del cambiamento di atteggiamento che non mi pare generalizzato.

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            • Kosmo ha detto in risposta a Pino

              però scusami, prima dici
              “per portare avanti una polemica contro la Chiesa cattolica nel solco della moderna ideologia laicista” poi mi sembra che tu adesso ti contraddica.

              io non credo che sia stato un problema solo per gli ebrei, ma appunto si usava questa scusa dell’Olocausto perchè non c’era altro di peggiore. Come oggi con la pedofilia dei preti. Hai letto qui?
              http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-brooklyn-se-la-pedofiliariguarda-gli-ebrei-ortodossi-3886.htm

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        • lorenzo ha detto in risposta a Pino

          Un’altra cattiveria.
          Fine dell’articolo:”Paradossalmente, conclude, ha dichiarato di trovare più resistenza su Pacelli quando parla nelle parrocchie cattoliche piuttosto che nelle sinagoghe ebraiche.”
          Ed un po’ più sopra:”L’obiettivo dei comunisti sarebbe stato di «screditare il Papa dopo la sua morte…”
          Non è per caso che i comunisti hanno trovato seguaci nelle parrocchie?

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          • nicola ha detto in risposta a lorenzo

            Ma te li sogni la notte i comunisti.
            I comunisti avrebbero convinto non solo gli ebrei ma anche i cattolici che PIO XII….

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            • lorenzo ha detto in risposta a nicola

              Come si vede che non conosci bene ne l’ambiente delle parrocchie in particolare, ne l’ambiente della chiesa in generale.
              Hai seguito le ultime elezioni a Milano?
              Ti suggerisce niente la parola: “teologia della liberazione”?
              E’ vero che non esistono più i comunisti dell’immediato dopoguerra sempre pronti, nel nome della “rivoluzione proletaria”, ad ammazzare cristiani e preti, però è anche vero che oggi molti cattolici, forse troppi, antepongono le motivazioni sociali alle motivazioni morali.

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          • Pino ha detto in risposta a lorenzo

            su questo non ci sono molti dubbi, il cattocomunismo è una ideologia ben presente nella Chiesa italiana. Ha ragione Krupp, la figura di Pio XII è stata denigrata anche in ambiente cattolico a seguito del Concilio. Il Papa Buono Roncalli contrapposto al Papa Cattivo Pacelli.

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        • lorenzo ha detto in risposta a Pino

          @Pino.
          “Che se la siano legata al dito?” era semplicemente una battuta per far risaltare come coloro che hanno vissuto sulla loro pelle l’olocausto erano ben consci dei meriti di Pio XII, mentre gli ebrei americani e le generazioni successive a quei fatti, si sono lasciate vincere dal bimillenario odio pei i cristiani ( ricordi le maledizioni dei rabbini contro i cristiani e la cacciata degli ebrei cristiani da Roma per disordini, risalenti al primo secolo) ed ancora ben vivo anche ai nostri giorni, come implicitamente testimonia lo stesso Krupp quando afferma: «Noi siamo ebrei. Siamo cresciuti odiando il nome di Pio XII».
          L’odio per i cristiani e per il loro capo è un fatto che risale a quando gli ebrei “di osservanza rabbinica” iniziarono a considerare eretici gli ebrei “di osservanza nazarena”, ed è un sentimento (molto spesso, molto poco cristianamente ripagato) che, tranne qualche eccezione, è ben presente nella storia di questi ultimi duemila anni.

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  5. Lil' Chico ha detto

    cosa si potrebbe fare a krupp?
    http://www.youtube.com/watch?v=tWxDQ73LbG8

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  6. Alessandra ha detto

    OT OT

    Intanto Odifreddi giustifica il suo precedente intervento in questo modo..

    “Perché stupirsi di questa mia indicazione? Non sapete forse voi che lo Stato italiano è ingerente in tema di libera scelta di abortire? La 194 è piena di zeppe che ostacolano chi vuole abortire: “controlli amministrativi, medici, psicologici e religiosi che venivano (e vengono) imposti alla donna, anche adulta e sposata, che decideva (o decide) di interrompere la gravidanza”.

    Controlli amministrativi?? Ma di che parla? Medici? Psicologici? MA MAGARI! Ma questo si è fatto un giro negli ospedali? Controlli religiosi???Infatti nei consultori si vedono preti da tutte le parti…

    ‘A Pierpippa, cambia spacciatore!

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  7. felixone ha detto

    hahahahahaha, perchè non avete iniziato l’articolo con “c’era una volta…”
    basta con le caxxate!

    qunti uomini ha fatto uccidere la chiesa in nome di dio???

    ora improvvisamente salta fuori che la chiesa si è comportata bene??
    bisognerebbe che tutti i giorni il papa chieda scusa all’umanità per quello che lui rappresenta ha fatto, e forse qualcuno inizierebbe a dargli credito.
    non è normale che su un sito, anche se di parte si inventino simili baggianate per avere credito

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    • lorenzo ha detto in risposta a felixone

      Dopo questo pistolotto, ti sei pulita la bocca… con la carta igenica?

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    • Gabriele ha detto in risposta a felixone

      felixone sarebbe più utile che tu utilizzassi la giusta concordanza del congiuntivo: bisognerebbe che tutti i giorni il papa chiedesse scusa all’umanità e non “bisognerebbe che tutti i giorni il papa chieda scusa all’umanità”.

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    • Nofex ha detto in risposta a felixone

      Bisognerebbe che tu imparassi l’italiano, innanzitutto. Mi pare comunque che la tua risposta sia molto significativa perché ti accorgi che il castello comincia a crollare…..gli stessi ebrei stanno capendo che la leggenda è una leggenda, appunto. Avete un argomento in meno e questa è la reazione isterica che tutti ci aspettavamo 😉

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  8. GiuliaM ha detto

    Dacci qualche fonte che documenti i “milioni” di morti generati dalla Chiesa 😉

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