Il Papa non dovrà pagare una multa per la cintura di sicurezza

L’indaffaratissima (sic!) lobby anticlericale tedesca ha trovato il modo di fare parlare di sé mandando un suo membro, difeso da un avvocato del partito di sinistra “Die Linken”, a denunciare Benedetto XVI perché nel recente viaggio pastorale il Pontefice non indossava la cintura di sicurezza sulla Papamobile.

Non che nel resto del mondo ci siano iniziative migliori: in America le associazioni atee organizzano orge e gruppi di autoerotismo e contemporaneamente si lamentano perché nei loro raduni pullulano militanti fanatici, gli ateo-comunisti russi promuovono invece campagne pubblicitarie pro-Stalin mentre la setta ateo-razionalsita italiana chiede che le particole consacrate siano esaminate scientificamente per dimostrare che non c’è Dio. La lobby laicista inglese -capitanata da Richard Dawkins- usa invece  l’immagine di un gruppo di bambini sorridenti per sostenere che essere “atei significa essere felici”, anche se poi si scopre che questi bambini fanno parte di una devotissima famiglia cristiana di Londra.

Tuttavia un’iniziativa del genere come quella tedesca ancora non si era ancora vista. In Vaticano ha suscitato molta ironia e padre Federico Lombardi ha raccontato della reazione curiosa e divertita del Papa, anche se -ha detto- «qualcuno dei suoi connazionali non brilla per elasticità nell’interpretazione del senso delle norme». Un portavoce per l’amministrazione della città di Friburgo ha comunque confermato che la denuncia è nulla dato che «se una strada è chiusa al traffico pubblico, allora anche le regole del codice della strada non valgono più».

Qualcuno trovi qualcosa da fare agli annoiati razionalisti moderni!

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