Chiesa, sessualità e metodi naturali: un convegno a Verona

Tutti i sostenitori della leggenda anticlericale del “sesso solo per fini riproduttivi” avrebbero dovuto partecipare all’Evento formativo intitolato “Quale orizzonte per la sessualità? Mappe, bussola, strumenti e metodi nella via dell’amore” ed organizzato dalla Confederazione Italiana dei Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità (CICRNF) a Verona, dal 18 al 20 novembre 2011.

L’Evento ha coinciso con la celebrazione dei 20 anni di attività della Confederazione che, dal 1991, riunisce le Scuole di Formazione dei tre principali metodi naturali diagnostici per la conoscenza della fertilità e infertilità umana (il metodo dell’Ovulazione Billings, il metodo Sintotermico secondo Roëtzer e il metodo Sintotermico secondo Camen), coinvolgendo, tra sensibilizzatori, educatori e insegnanti dei metodi naturali, circa 1000 operatori sul territorio nazionale. Il Seminario si è basato su un susseguirsi di laboratori, finalizzati sopratutto all’educazione dei formatori (“che sappiano educare alla bellezza della sessualità”), all’antropologia, alla psico-pedagogia dei rapporti affettivi e della sessualità, sull’ideologia del gender, “esito di un riduttivismo antropologico e di un volontarismo filosofico che, proclamando la libertà sganciata dalla verità, non solo “rende fluidi i confini tra i generi sessuali”, ma contribuisce anche ad annebbiarli e a frantumarli”.

La CICRNF, come si legge sul suo sito web (www.confederazionemetodinaturali.it), raccoglie attualmente varie Scuole italiane che con origini, storia e metodologie diverse, sono da anni impegnate nella formazione di Insegnanti dei Metodi Naturali. La Confederazione, attraverso i suoi centri, nati tra gli anni ‘70 e ‘80 , ha radici nell’enciclica “Humanae Vitae”, di Paolo VI laddove si invitano le coppie a farsi “guide di altri sposi” (H.V., 26) e gli operatori sanitari a considerare “come proprio dovere professionale quello d’acquistare tutta la scienza necessaria in questo delicato settore, al fine di poter dare agli sposi che li consultano i saggi consigli e le sane direttive, che questi da loro a buon diritto aspettano” (H.V., 27). In questo contesto il termine “naturale” che connota la regolazione della fertilità si riferisce al comportamento sessuale della coppia, la quale, per mezzo dell’individuazione del periodo fertile e dei periodi sterili del ciclo mestruale, è in grado di realizzare la sua vocazione all’amore fondando il suo comportamento “nella natura stessa della persona umana e dei suoi atti” (G.S., 51) e rispettando il significato unitivo e procreativo dell’atto coniugale, il quale per sua intima struttura, “mentre unisce profondamente gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna” (H.V., 12).

E’ possibile approfondire il pensiero della Chiesa sulla sessualità nel matrimonio e sui metodi naturali, al di là delle tante leggende create ad hoc, leggendo il messaggio che Benedetto XVI ha inviato in occasione del Congresso Internazionale “Humanae Vitae” del 3-4 ottobre 2008: «la conoscenza dei ritmi naturali di fertilità della donna diventa importante per la vita dei coniugi. Questi metodi consentono alla coppia di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana senza turbare l’integro significato della donazione sessuale […]. Questi metodi che rispettano la piena verità dell’amore dei coniugi richiedono una maturità nell’amore che non è immediata, ma comporta un dialogo e un ascolto reciproco e un singolare dominio dell’impulso sessuale in un cammino di crescita nella virtù». Molto interessante riteniamo la riflessione del compianto Bruto Maria Bruti, docente di psicopatologia dei comportamenti sessuali presso l’Università Europea di Roma.

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