Venezuela: 72% di cattolici e 8% di non credenti (come 20 anni fa)

Domenica 30 ottobre Roberto Briceño León ha pubblicato un articolo in cui ci informa che il 92% dei venezuelani asserisce di aderire ad una religione, e solo l’8% è diviso tra agnostici e atei. Può sembrare un dato di poco conto; è sorprendente invece, se si pensa che da più di un secolo si predica che le religioni siano destinate a sparire, che con l’incremento dell’alfabetizzazione e della conoscenza scientifica, con l’universo sempre più alla nostra portata, la spiritualità sarebbe dovuta divenire superflua. Questo processo, conosciuto in sociologia come secolarizzazione, doveva essere universale e in crescita perpetua e ininterrotta; tutta la Terra prima o poi, in un lontano futuro, avrebbe visto sparire le religioni. La perdita dei poteri temporali da parte delle religioni con separazione tra Stato e Chiesa, e la politicizzazione dell’idea di origine marxista per cui la religione è strumento di dominio sociale da abbattere, avrebbero contribuito a ciò.

In Venezuela, la secolarizzazione ebbe impulso dai tempi di Antonio Guzmán Blanco (1829-1899), presidente del Venezuela per ben tre distinti mandati. Allora i tre riti essenziali della vita (nascita, matrimonio, morte) smisero di essere in mano alla Chiesa e passarono in esclusiva alle autorità civili. In sèguito, con il divorzio e l’espansione dell’educazione pubblica laica a partire dagli anni ’40, si è pensato che nel paese la religiosità avesse i giorni contati. La realtà invece, come abbiamo visto, è diversa, nonostante tutti gli sforzi compiuti per creare una realtà a-religiosa.

La religiosità in Venezuela ha sviluppi singolari, in quanto riunisce diverse tendenze sociali: da un lato, mai c’è stato il crollo dello spirito religioso come è avvenuto in Europa, e dall’altro ci sono stati i fenomeni di espansione religiosa e di de-secolarizzazione tipici del mondo globalizzato. Tutto ciò mostra una società ampiamente religiosa che convive benissimo col progresso e la scienza. Per quanto riguarda la fede religiosa professata, in questi anni c’è stata una grande serie di mutamenti. Vent’anni fa, quando il sociologo Alberto Grusón indagò sull’appartenenza religiosa dei venezuelani, circa l’85% si professò cattolico; oggi sono scesi a quasi il 75%. In vent’anni, il 10% delle persone ha cessato di dichiararsi cattolico. Ma questo non è da imputarsi a un “declino della fede” perché la percentuale di atei e agnostici è identica a vent’anni fa.

E allora questo 10% cosa ha fatto? E’ entrato in quella percentuale di cristiani non cattolici che è in aumento, oggi al 13%. Sono in aumento anche credenti di Yoruba, Santería e altre forme di religiosità popolare di origine africana. Nel paese c’è gran varietà di correnti cristiane: evangelici, anglicani, pentecostali, testimoni di Geova, Luce del Mondo, mormoni, Tabernacolo della Rivelazione. La secolarizzazione ha solo portato un pluralismo religioso, non ha fatto altro che moltiplicare la presenza religiosa nella società.

La redazione

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