Il “gene gay” non esiste, dunque…


di Adamo Creato*
*ex omosessuale

 

Si deposero le trombe ed i cortei furono annullati. I titoloni sui giornali e le campagne informative furono accantonate. Certo, la notizia sarebbe stata una bomba, ma non conteneva quello che alcuni avevano sperato.

Il 14 aprile 2003, l’International Human Genome Consortium annunciò il successo del completamento del Progetto Genoma Umano, due anni prima del previsto. La maggior parte delle riviste scientifiche più importanti pubblicarono i risultati dei progressi compiuti nel campo della genetica, ma tutte dimenticarono, guarda caso, di informare l’umanità che non era stato identificato il cosiddetto “gene gay”. Molte altre importanti scoperte nel campo della genetica sono state pubblicate in questi anni, da allora fino ad oggi, ma nessuna di queste ha confermato la scientificità di una origine genetica dell’omosessualità.

L’omosessualità è praticata da migliaia di anni e, in poche parole, è riferita a rapporti sessuali che avvengono tra generi uguali (ad esempio, due maschi o due femmine). Sigmund Freud per primo suppose che le interazioni tra i genitori col proprio bambino, in ultima analisi,  determinano l’orientamento sessuale del ragazzo. Ma questo aspetto “educativo” ha di fatto lasciato il posto all’aspetto “naturale” della questione. Alcuni comportamenti come ad esempio l’alcolismo, l’omosessualità o la schizofrenia, possono essere spiegati con la genetica? Possono essere influenzati da questioni innate (naturali) o sono il frutto dell’educazione (ambiente)? Sono iscritte nel DNA o appresi vita natural durante? Qualcuno credeva (sperava) che la risposta si sarebbe trovata nascosta tra i cromosomi analizzati nel Progetto Genoma Umano.

I cromosomi umani X e Y (i due cromosomi del “sesso” ) sono stati completamente sequenziati. Grazie al lavoro svolto dai laboratori di tutto il mondo, sappiamo che il cromosoma X contiene 153 milioni di paia di basi e porta a un totale di 1168 geni. Il National Center for Biotechnology Information riporta che il cromosoma Y, molto più piccolo, contiene “solo” 50 milioni di paia di basi e si stima che contengano appena 251 geni. Istituzioni educative come la Baylor University, il Max Planck Institute, il Sanger Institute, la Washington University di St. Louis ed altri, hanno speso risorse umane e milioni di dollari per la ricerca, analizzando questi cromosomi unici.  Non appena i dati cominciavano ad evidenziarsi fu possibile per gli scienziati costruire mappe genetiche,  (sequenze di geni “reali”)  utilizzate  dal Progetto Genoma Umano. E tuttavia, né la mappa del cromosoma X né quella del cromosoma Y contengono alcun “gene gay”.

Qual è la verità incontrovertibile riguardo l’omosessualità? Troppo spesso, le speculazioni, le emozioni e la politica giocano un ruolo importante nella sua valutazione. Nel tentativo di influenzare la politica e guadagnare l’accettazione dell’omosessualità da parte della società, si usa sostenere che gli omosessuali meritano gli stessi diritti di altri gruppi minoritari e che non dovrebbe essere proibito o punito esprimere la propria omosessualità. La lotta per l’accettazione dell’omosessualità è spesso legata alla lotta per i “diritti civili” delle minoranze razziali. Agli inizi della rivoluzione sessuale, a causa della mancanza di una completa accettazione di questi diritti (cioè piena e uguale cittadinanza delle minoranze razziali), le femministe e gli attivisti omosessuali ebbero un perfetto “cavallo di troia” da sfruttare per raggiungere i rispettivi obbiettivi. Usando questo camuffamento (le libertà civili sono dovute e “innate”) gli omosessualisti furono in grado di distogliere l’attenzione dal “comportamento” per  focalizzarla sui “diritti“. L’argomentazione è la seguente: “Proprio come una persona non può non essere di colore, di sesso femminile, o asiatica, così non può non essere omosessuale qualora lo fosse. Siamo tutti nati così, e come tali dovremmo essere trattati, allo stesso modo”. Tuttavia, questa giustificazione non riesce a sfruttare appieno le ragioni dei movimenti che lottano per i ” diritti civili “. La legge oggi, in Occidente, tutela già i diritti civili di tutti, neri, bianchi, maschi, femmine, omosessuali o eterosessuali. Gli attivisti omosessuali godono degli stessi diritti civili di tutti gli altri. Il conflitto nasce quando leggi specifiche proibiscono determinati comportamenti a tutti i cittadini come, ad esempio, azioni contro il comune senso del pudore oppure accedere al matrimonio (all’adozione, ad agevolazioni fiscali) qualora non vengano rispettati certi criteri.  Dovremmo tenere a mente che queste leggi sono uguali per tutti i membri della società.

Prendendo l’occasione da determinate privazioni comuni a tutti i cittadini, gli attivisti omosessuali rivendicano certi diritti che vengono negati a tutti gli altri. Il colore della pelle e altri tratti genetici possono essere rintracciati attraverso modelli di ereditarietà o la semplice genetica mendeliana. Gli omosessuali non sono identificati da un tratto o un gene, ma da comportamenti. Senza questi comportamenti, sarebbero indistinguibili da tutte le altre persone. E solo quando essi mettono in atto il loro comportamento essi diventano un gruppo che è riconosciuto come diverso. Se dovessimo assumere momentaneamente che l’omosessualità è genetica, allora il massimo che si potrebbe concludere è che quegli individui non sono moralmente responsabili di essere omosessuali. Tuttavia, ciò non implica che essi non siano moralmente responsabili di comportamenti omosessuali. Il semplice fatto di avere il gene non obbliga ad assumere un comportamento. Per esempio, se gli scienziati fossero stati in grado di documentare l’esistenza di un “gene dello stupro”, certamente non sarebbe colpa di un individuo possedere questo gene, ma non gli permetteremmo di agire in base a quella predisposizione. Neil Risch (genetista umano e professore alla  University of California, San Francisco ) ha ammesso: “C’è disaccordo sul fatto che l’orientamento omosessuale maschile sia un tratto mendeliano (genetico). In realtà, a priori, ci si aspetterebbe che il ruolo di un gene dell’orientamento omosessuale maschile sarebbe limitato a causa di forti pressioni selettive (selezione naturale) contro tale gene. E’ quindi estremamente improbabile che un gene così importante, che sottolinea un tratto così comune e fondamentale per la specie, potrebbe persistere nel tempo senza un meccanismo di contro bilanciamento straordinario”. Evan S. Balaban, neurobiologo presso il  Neurosciences Institute di San Diego ha osservato: “La ricerca delle basi biologiche  di comportamenti complessi dei tratti umani ha una triste storia di fallimenti. Negli ultimi anni, i ricercatori e i media hanno proclamato la “scoperta” di geni legati alle malattie mentali, all’alcolismo così come all’omosessualità. Nessuna di tali affermazioni sono state confermate”.

Il vero problema, quindi, sono i comportamenti omosessuali. Dal momento che nessuno studio ha scientificamente stabilito una causa genetica dell’omosessualità, gli argomenti che vengono proposti dagli attivisti gay per poter accedere a determinati “diritti” sono, per il momento, contestualmente infondati e illogici. Ma questo non esaurisce la “questione omosessuale”. Sebbene vi siano probabilità del fatto che l’impulso omosessuale non sia una scelta esclusivamente volontaria (e quindi condizionata in qualche misura anche da fattori di carattere spontaneo), non esistono ad oggi conoscenze scientifiche che possano considerare sbagliato, o dannoso, un trattamento medico orientato  alla modificazione di un comportamento omosessuale non desiderato.

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219 commenti a Il “gene gay” non esiste, dunque…

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  1. Fedele Razio ha detto

    Ineccepibile, logico, giusto.

    Così fastidioso per l’ideologia del politicamente corretto…

  2. GiuliaM ha detto

    Molto interessante, signor Creato: le sue testimonianze sull’argomento sono preziosissime.

  3. Massimiliano ha detto

    Sono più di 30 anni che l’omosessualità è stata depennata dalla lista delle patologie mentali, (prima dalla American Psychological Association e poi dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità), ma voi continuate imperterriti a (s)parlare di trattamento medico per “curare” una patologia che di fatto non esiste.
    Inoltre, vorrei informare l’estensore dell’articolo che l’espressione “minoranze razziali” è scientificamente sbagliata; sarebbe stato molto più corretto se avesse scritto “minoranze “etniche”, poichè -come ci insegna il genetista Luca Cavalli Sforza- le razze non esistono, esitono solo i razzisti.

    • Nofex ha detto in risposta a Massimiliano

      Sappiamo tutti che il famoso depennamento avvenne in seguito a pressioni politiche e che gli allora responsabili (dell’APA e del DMS) passarono a sostenere l’aiuto psicologico a coloro che provano un comportamento omosessuale non desiderato.

      Nessuno sostiene che l’omosessualità sia una patologia e i razzisti sono coloro che vogliono impedire a persone omosessuali in difficoltà di poter farsi aiutare, obbligandoli a permanere in una condizione che non desiderano.

      Le “minoranze razziali” sono un termine di uso comune utile a far capire di cosa si stia parlando. Se lei parla di razzisti è contraddittorio quando poi vieta di parlare di razze.

    • Pino ha detto in risposta a Massimiliano

      sì certo con una votazione a maggioranza per fare contente le potenti lobby gay duranteil periodo della rivoluzione sessuale. Come se un problema da trattare in ambito scientifico possa essere trattato come la votazione del Grande Fratello.
      Quanto alle razze lei ha ragione, il termine fu introdotto per quanto riguarda l’uomo, dagli illuministi che, essendo materialisti e considerando l’uomo un animale, applicarono la stessa metodologia classificatoria applicata fino a quel tempo solo al mondo animale. Infatti prima si parlava di “popoli” per gli uomini e di “razze” per gli animali.

    • Falena-Verde ha detto in risposta a Massimiliano

      Ciao Giulia!

    • Falena-Verde ha detto in risposta a Massimiliano

      Ah, e comunque negli anni ’60 le cosiddette minoranze “razziali” esistevano a livello legislativo e giuridico. E a proprio questo periodo si riferisce il paragrafo.

    • Michele ha detto in risposta a Massimiliano

      Patologia è tutto ciò che provoca comportamenti anormali e dannosi degli organismi e di parti degli organismi, essendo la sopravvivenza della specie il punto focale dell’intera vita animale, nel mondo animale l’omosessualità è patologia con una certezza elevatissima, tanto quanto lo è il comportamento del topo che continua ad utilizzare pezzi di alluminio per costruirsi il nido, destinando alla morte tutta la prole.

      E ricordo che chi sostiene la non-patologia dell’omosessualità sostiene anche che l’uomo sia un animale allo stesso livello di tutti gli altri, è evidente che ci sia qualche carenza a livello conoscitivo, per lo meno.

      • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Michele

        Appunto, ma l’uomo non è un animale, dunque non ha senso parlare di “patologia” omosessuale, oltre che essere profondamente offensivo. Mi sbaglio?

        • Michele ha detto in risposta a Michele Santambrogio

          Non nello stesso modo in cui se ne perla per l’animale, diventa patologia solo quando riscontri un problema reale, e non essendo l’uomo orientato all’esclusiva conservazione della specie, l’omosessualità in sé non può essere considerata patologia.

          Però la natura di comportamento patologico resta, penso che basti ad affermare che, laddove crei disagio e la cura sia possibile, chi ne soffre debba avere la possibilità di abbandonare tale condizione.

          La morale cristiana, poi, è un altro paio di maniche, ma il problema non sta nell’omosessualità (nemmeno lì), ma nell’atto sessuale in condizioni “non caste”, proprio come l’atto sessuale prima del matrimonio, la differenza sta nel fatto che gli omosessuali non possono sposarsi (nel matrimonio cristiano non ha assolutamente senso a priori) e che gli altri cristiani sono tenuti a trattarli con rispetto e delicatezza, dato che tale condizione è considerata come un'”ulteriore prova”, con tutto ciò che ne deriva (sia la positiva possibilità di combattere il peccato e goderne i benefici, sia quella negativa di soffrire per l’atto sessuale (a livello sociale e psicologico in primis) nei casi in cui se ne cada “vittima”).

  4. axl ha detto

    “non esistono ad oggi conoscenze scientifiche che possano considerare sbagliato, o dannoso, un trattamento medico orientato alla modificazione di un comportamento omosessuale non desiderato.”
    Quest’ultima frase non l’ho capita!
    Vuol dire che bisogna fare il trattamento a tutti i gay oppure solo a quelli che,incredibile a dirsi,vanno dal medico dicendo:per favore dottore mi aiuti,sono gay?
    Perchè una persona dovrebbe avere paura del suo orientamento sessuale?..avrà forse paura di essere discriminato da questa società?

    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a axl

      “Vuol dire che bisogna fare il trattamento a tutti i gay oppure solo a quelli che,incredibile a dirsi,vanno dal medico dicendo:per favore dottore mi aiuti,sono gay?”

      Pare incredibile a chi vive chiuso nella sede dell’Arcigay e si informa solo su gaynews. Invece per Robert Perloff, ex presidente dell’APA, che ha aderito ufficialmente alla National Association for Research & Therapy of Homosexuality (NARTH) da anni, la questione è questa: «sono felice di aderire alla posizione della NARTH: essa rispetta la dignità di ogni cliente, l’autonomia e il libero arbitrio. Ogni individuo ha il diritto di rivendicare un’identità gay o di sviluppare il suo potenziale eterosessuale. Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile. Condivido pienamente la posizione della NARTH».

      • axl ha detto in risposta a Renato Valsecchi

        “Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile.”
        Giusto …ma vale anche per chi è etero?
        E poi ripeto la domanda:Perchè una persona dovrebbe avere paura del suo orientamento sessuale e quindi voler cambiare?

        • Pino ha detto in risposta a axl

          perchè abbia un problema lo devi chiedere a lui, evidentemente l’omosessualità crea grossi problemi a molti omosessuali non mi risulta che l’eterosessualità crei problemi.

        • Karma ha detto in risposta a axl

          Evidentemente si, gli omosessuali sono liberi di essere omosessuali ma devono essere anche liberi di tornare eterosessuali se lo desiderano. Etero si nasce e gay si diventa.

          “Perchè una persona dovrebbe avere paura del suo orientamento sessuale e quindi voler cambiare?”
          Non ne ho idea, dovresti chiedere agli ex omosessuali. Magari ti può rispondere Adamo…

    • Panthom ha detto in risposta a axl

      Scaricare il disagio diffuso degli omosessuali sulla società che non gli accetta è un’azione meschina, innanzitutto verso di loro che non vengono presi sul serio , ma illusi dagli stessi omosessualisti. Gli omosessuali soffrono purtroppo anche nelle società più aperte all’omosessualità, come ad esempio nella città di San Francisco, dove avvengono disgraziatamente suicidi di massa.

    • Franz ha detto in risposta a axl

      “solo a quelli che,incredibile a dirsi,vanno dal medico dicendo:per favore dottore mi aiuti,sono gay?”

      Ecco un altro che vive nella bambagia..

    • Pino ha detto in risposta a axl

      te la spiego se non l’hai capita. Non è che tutti i gay DEVONO sottoporsi a questi trattamenti di tipo psicanalitico ma solo quelli che hanno problemi con la loro omosessualità e che desiderano uscirne. Chi è contento di essere omosessuale ci rimanga pure. Il problema è che le organizzazioni gay, con approcci intimidatori, si oppongono affinchè un gay si avvicini a questi trattamenti. Tipico atteggiamento di violenza ideologica.

      • Lucy ha detto in risposta a Pino

        Strano che chi si batte per i diritti più astrusi poi rifiuti di accordare questi che sono alla base della convivenza fra gli uomini. E siamo nel 2012!!

        • Pino ha detto in risposta a Lucy

          infatti ma la cosa più allucinante è che anche la psicologia ufficiale contrasta la libertà individuale dell’omosessuale. Quando lo psichiatra americano Prof. Nicolosi, inventore del metodo riparativo, è venuto in Italia a tenere delle conferenze, gruppi di beoti ideologizzati hanno inscenato manifestazioni di protesta. Veramente demenziale!

          • Ugo ha detto in risposta a Pino

            Esatto…tra l’altro molti degli stessi si accaniscono contro la libertà dei medici e ginecologi che si appellano alla libertà per non praticare azioni contrarie alla loro morale, come l’aborto o l’eutanasia. In Italia siamo oltre l’80%, lo stesso negli Usa.

            Insomma, i soliti 4 gatti violenti che vogliono imporre i loro obblighi agli altri.

      • axl ha detto in risposta a Pino

        Se queste organizzazioni si comportano così sbagliano…ogniuno è libero di vivere come vuole!

  5. Riccardo ha detto

    “Prendendo l’occasione da determinate privazioni comuni a tutti i cittadini, gli attivisti omosessuali rivendicano certi diritti che vengono negati a tutti gli altri. Il colore della pelle e altri tratti genetici possono essere rintracciati attraverso modelli di ereditarietà o la semplice genetica mendeliana. Gli omosessuali non sono identificati da un tratto o un gene, ma da comportamenti. Senza questi comportamenti, sarebbero indistinguibili da tutte le altre persone. E solo quando essi mettono in atto il loro comportamento essi diventano un gruppo che è riconosciuto come diverso.”

    Ma vi volete decidere a leggere tutto l’articolo?

  6. axl ha detto

    Quindi concludendo il problema sono gli omosessuali o la società?

  7. Antonio ha detto

    Qualcuno può darmi per piacere qualche fonte (abbastanza concreto) del famoso depennamento dalla lista delle patologie mentali in seguito a votazione a maggioranza?

    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio

      So solo questo, tratto da “La personalità e i suoi disturbi” di Vittorio Lingiardi.
      Nel 1973 l’American Psychiatric Association (APA) derubrica la diagnosi di omosessualità (prima quella egosintonica, poi nel 1986 quella egodistonica) dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Inoltre nel 1991 l’American Psychoanalytic Association approva un documento in cui si oppone a ogni discriminazione nei confronti degli omosessuali.
      Ma è con gli anni novanta (secondo Lingiardi) che inizia a diffondersi una letteratura scientifica che non guarda più all’omosessualità come una patologia (Isay, Roughon, Drescher, Butler).
      Viceversa l’orientamento teorico di alcuni psicoanalisti (soprattutto freudiani) considera l’omosessualità una condizione regressiva che può (deve) essere curata.
      A tal proposito Bergeret (freudiano) scrive:

      “E’ sempre più evidente che uno psicoanalista non dovrebbe più usare il termine -omosessualità-, che costituisce un inganno proprio dal punto di vista della sessualità, poichè si tratta di un problema essenziamente narcisistico….Se il sesso della donna non è riconosciuto non può esservi sessualità. “Sessualità” deriva dal latino secare (tagliare in due) e implica la necessità della dualità sessuale: due sessi di uguale valore narcisistico, differenti e complementari. Altrimenti restiamo nell’omoerotismo definito da Ferenczi nel 1911 dal momento che c’è effettivamente erotismo (libido narcisistica) ma non sessualità (libido genitale). Per comprendere meglio la specificità e la natura economica dell’assetto perverso…..”.

      PS
      L’APA è la stessa che ha inserito nel DSM III la Sindrome Post-Abortiva all’interno dei Post Traumatic Distress Disorder (P.T.D.D.).

    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio

      Per completezza, visto che ho riportato il pensiero del modello psico-sessuale classico freudiano, riporto anche le critiche mosse dagli psicoanalisti relazionali, interpersonalisti e intersoggettivisti, come Mitchell, Benjamin, Drescher, ovvero i teorici degli Gender Studies, che operano una distinzione tra sesso e genere.
      In particolare Mitchell controbatte la posizione dei freudiani (Bieber, Ovesey e Socarides) evidenziando che si basa sulla falsa presunzione che l’individuazione di quadri psicodinamici implichi automaticamente l’esistenza di una patologia. In parole povere e per semplificare, anche se gli omosessuali sono più predisposti ad ammalarsi di influenza non è detto che si ammalino necessariamente più degli eterosessuali. Con la nuova psicologia (a partire da Kohut) vi è quindi uno spostamento tra la comprensione dell’origine della omosessualità e la comprensione delle dinamiche e la qualità della relazione amorosa. Non conta quindi la struttura o meglio l’astruttura della personalità (per Freud intermedia tra amore oggettuale e narcistico), piuttosto le dinamiche relazionali che occupano tutte le posizioni di un continuum che comprende persone omosessuali capaci di relazioni amorose sane e mature.
      In conclusione anche se vi è stato all’inizio un’influenza sulla derubricazione della diagnosi di omosessualità, oggi la psicologia prevalente non considera più l’omosessualità una patologia.
      Tralescerei la spiegazione biogenetica che appare abbastanza inconcludente, anche per lo stesso Lingiardi. (Da parte mia considero la genetica ampiamente sopravvalutata – Si credeva che col Progetto Genoma avremmo potuto spiegare molte cose, ed invece ci siamo ritrovati, è proprio il caso di dirlo, con un pugno di geni in mano).
      Il mio parere è che conti solo il vissuto personale della persona omosessuale, ovvero distinguerei tra omosessuale egosintonico, il quale quindi vive senza particolari problemi la sua condizione particolare, da quello egodistonico che invece ci soffre.

      • Elena ha detto in risposta a Antonio72

        Antonio, ma gli egosintonici possono essere anche egodistonici…ovvero una persona sola può presentare entrambe le caratteristiche nel percorso della vita? Oppure chi è egosint non può mai essere egodist?
        Ma come fai a sapere sempre tutto di tutto????

        • Antonio72 ha detto in risposta a Elena

          Te lo spiego così, postandoti una delle tante risposte che ricevo:

          “tra tutti i sedicenti cattolici che vomitano ca…te su questo blog, ritengo antonio72 il peggiore: arrogante, ignorante e soprattutto ottuso a causa delle sue bislacche conclusioni. Crede di stare dalla parte del giusto, invece è solo uno straccione da 4 soldi.”
          In questi casi mi sento molto egosintonico, forse perchè so come rispondere a tono.

          Invece l’ultima tua domanda, cara Elena, mi fa sentire motlo egodistonico perchè in realtà credo di non sapere affatto un cavolo di nulla (anche se ovviamente la cosa deve rimanere tra noi) 😉

          • Piero ha detto in risposta a Antonio72

            Te lo spiego così, postandoti una delle tante risposte che ricevo:

            “tra tutti i sedicenti cattolici che vomitano ca…te su questo blog, ritengo antonio72 il peggiore: arrogante, ignorante e soprattutto ottuso a causa delle sue bislacche conclusioni. Crede di stare dalla parte del giusto, invece è solo uno straccione da 4 soldi.”

            ma chi e’ questo? forse “nicola”?
            ma allora e’ un vizio!

  8. nicola ha detto

    Onde per cui la cosiddetta omofobia non è più reato ( di fatto). O no?

    • Nofex ha detto in risposta a nicola

      Su quali basi lo dici, nicola?

      • nicola ha detto in risposta a Nofex

        Lo dicevo in tono polemico nei confronti (politici ed opinion maker) di chi lotta la cosiddetta omofobia. Ricordo, fra gli altri, un intervento dello stesso Napolitano. Non ho mai capito cosa si intende per omofobia.

  9. Piero ha detto

    OT OT OT
    Stefano pediatra, dove seiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
    Ho bisogno di te!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Matteo ha detto

    secondo me esistono tanti tipi di gay. c’è chi diventa gay perchè da bambino viene trattato male dalla madre e quindi associa negativamente la figura femminile, c’è che diventa gay perchè plagiato, c’è chi diventa gay perchè convinto o vorrebbe essere una donna, e chi diventa gay perchè nasce così… altrimenti non mi spiego come sia possibile che in una famiglia dove c’è la presenza di un gay, c’è sempre qualche parente (zio o cugino) che è gay. secondo me la verità sta nel mezzo, ossia il 50% dei gay sono tali per fattori esterni e quindi il loro orientamento sessuale potrebbe anche variare nel tempo come è successo al nostro amico Adamo Creato, l’altro 50% però, è gay per motivi ereditari. non so se esista veramente un “gene gay” ma qualcosa di simile sicuramente si. non sono un medico, ne uno studioso di DNA e cose simili, era solo il mio modesto pensiero, avendo osservato il mondo che mi circonda 🙂

    • Nofex ha detto in risposta a Matteo

      Hai in parte ragione, ci sono tante vie.

      La scienza però dice questo: per gli uomini il 35 per cento è rappresentato dalla genetica e il 64 per cento da fattori ambientali/educativi, per le donne, il 18 % è genetica e il 64% la causa è ambientale.
      Lo studio mostra comunque che le influenze genetiche sono importanti, ma modesti
      http://www.sciencedaily.com/releases/2008/06/080628205430.htm

      Insomma non c’è alcun gene gay, c’è una predisposizione modesta di genetica e il resto conta l’ambiente in cui cresci…probabilmente alcuni di noi sono predisposti all’omosessualità ma essendo cresciuti in un ambiente “normale” con genitori presenti ecc…siamo così come siamo, contenti di esserlo.

      • Matteo ha detto in risposta a Nofex

        grande Nofex!!! grazie per i numeri ed i link, molto interessante…. io credo che tutti questi signori che fanno sempre polemiche su questi argomenti, se sono veramente interessati all’argomento, dovrebbero, senza tanti studi scientifici, guardarsi in giro, guardare i loro amici, il vicino di casa e così via…come ho fatto io, e a quanto vedo ho avuto una buona intuizione 😉 inoltre, QUALCUNO SA DIRMI QUALE SIA REALMENTE LA PERCENTUALE DI GAY (maschi, femmine e bisex) IN ITALIA? IO HO TROVATO COME DATO IL 7% , CONFERMATE O è UN DATO FASULLO O MANIPOLATO? grazie in anticipo 😉

  11. GiuliaM ha detto

    Noto che quando si parla di questi argomenti le discussioni sono sempre più infervorate. Stiamo infatti toccando un punto debolissimo del pensiero ateo.

  12. Carlo Mes ha detto

    Cortesemente gradirei alcuni chiarimenti da parte dell’autore dell’articolo.

    Lei scrive: “Nel tentativo di influenzare la politica e guadagnare l’accettazione dell’omosessualità da parte della società, si usa sostenere che gli omosessuali meritano gli stessi diritti di altri gruppi minoritari e che non dovrebbe essere proibito o punito esprimere la propria omosessualità.”
    Su questo punto le mie domande sono queste:
    1) Ritiene che gli omosessuali – come qualsiasi componente della societa’ – non abbiano il diritto di attivarsi per essere accettati (brutta parola…) dalla societa’?
    2) Ritiene che debba essere proibito e punito all’omosessuale di esprimere la propria omosessualita’? Se si, in che modo?

    Lei continua scrivendo: “prendendo l’occasione da determinate privazioni comuni a tutti i cittadini, gli attivisti omosessuali rivendicano certi diritti che vengono negati a tutti gli altri”.
    Su questo punto la mia domanda e’:
    3) Quali sarebbero i diritti rivendicati dagli omosessuali che sono negati agli altri?

    Per ultimo, Lei scrive che: “Dal momento che nessuno studio ha scientificamente stabilito una causa genetica dell’omosessualità, gli argomenti che vengono proposti dagli attivisti gay per poter accedere a determinati “diritti” sono, per il momento, contestualmente infondati e illogici.”
    Su questo ultimo punto la mia domanda e’:
    4) Ritiene che – in una societa’ – i diritti da tutelarsi giuridicamente debbano avere solo ed esclusivamente un fondamento genetico?

    La ringrazio in anticipo

    • a-ateo ha detto in risposta a Carlo Mes

      Caro Carlo Mes,
      Sei al corrente di quanto succede nei paesi Islamici agli omosessuali?
      Se la risposta è: si…allora ti spiacerebbe spiegarmi cosa hai fatto, o fai, per impedire quelle impiccagioni?
      Se tu combatti a favore degli omosessuali, allora dovresti essere su quel fronte di combattimento, e sono sicuro che non hai mai fatto un tubicino di niente….
      Se tu combatti a favore degli Islamici sei nel giusto, perchè per le diverse vedute demografiche (islamiche contro radical-laiciste oggi prevalenti in Occidente)all’esplosione demografica Islamica corrisponderà una implosione demografica già in atto.
      In questo secondo caso i gay passeranno dalla padella alla brace…
      Insomma, Carlo, per chi combatti. e con quale strategia?
      Con l’occasione ti comunico il mio indirizzo e-mail perchè avrei qualche riflessione da comunicarti privatamente, sempre che tu ne abbia voglia.
      franzferra@alice.it
      Con la simpatia di sempre…ti ho perdonato le tue acrobazie dialettiche sul Cattolicesimo desunte dai comportamenti dei se dicenti cattolici Vendola e Berlusconi…mai da me incontrati -e i media ci raccontano tutto- nel volontariato cattolico…
      In nome e per conto dei Cattolici parla B16,quindi riferisciti a B16…

      • Carlo Mes ha detto in risposta a a-ateo

        Carissimo,
        In franchezza non capisco il tuo riferimento ai Paesi islamici.
        Sono al corrente ma siamo in Italia: un Paese che ha insegnato tanto in materia di diritti civili. Perche’ confrontarci con chi e’ peggiore di noi.
        Cosa ho fatto io per impedire quelle impiccagioni? Forse mi sopravvaluti: non sono ne’ un leader di partito ne’ un Capo di Stato. Il mio pensiero – come il tuo – conta ben poco negli scenari internazionali.
        Cosa ho fatto a favore degli omosessuali? Credo che gli omosessuali abbiano persone piu’ preparate di me per far valere le loro ragioni. Non appartenendo a nessuna organizzazione non ho molto da dare in senso attivo. Mi perdonerai per il mio egoismo ma ho gia’ dato (e ricevuto) alla politica: non ho intenzione di ripetermi….almeno per ora.
        Se io combatto a favore degli Islamici? Non credo ci sia nessuna battaglia in corso.
        In sintesi mi chiedi per chi combatto? Per nessuno. E’ forse un demerito?
        Se ne ho la possibilita’ cerco di diffondere – alle persone a me vicine magari un po’ piu’ giovani – quei valori di tolleranza di cui possono beneficiare tutti (omosessuali, islamici, cristiani, etc.). Per il resto non vedo nessuna battaglia Islamici vs. Omosessuali in Italia.
        Vuoi forse dire che – non essendo io un militante politico – non ho diritto di esprimere il mio pensiero o richiedere – come in questo caso – dei chiarimenti?
        Purtroppo e’ un viziaccio che non mi togliero’ mai…..mi spiace.
        Il riferimento all’esplosione demografica non l’ho capito.
        In ogni caso le domande son sempre un’occasione molto valida per chiarire punti del pensiero che magari possono essere fraintesi.
        Son sicuro che l’autore non perdera’ questa occasione.

      • Dario ha detto in risposta a a-ateo

        Se mi permetti un suggerimento off-topic, ti consiglio di non postare in chiaro e senza modifiche il tuo indirizzo e-mail. In particolar modo questo tipo di indirizzo da cui si traggono anche altre informazioni su di te quali qual’è il tuo provider di accesso ad internet ed il tuo nome utente. Il mio consiglio è, se vuoi proprio utilizzare un indirizzo di posta in questo modo, di creartene uno gratuito su un sito tipo http://www.gmail.com o http://www.gmx.net ed utilizzare quello per lo meno come transizione col tuo indirizzo privato

    • nicola ha detto in risposta a Carlo Mes

      Abbiamo già parlato del tema in modo pacato e rispettoso.
      Una domanda: in cosa costisterebbe l’omofobia nei paesi occidentali ed in particolare in Italia? Esistono cacce all’omosessuale? Commesse da chi? E scatenate da cosa?

      • Franz ha detto in risposta a nicola

        @Di Pietro…c’è una spedizione che parte tra due ore da Perugia….

      • Carlo Mes ha detto in risposta a nicola

        Non so se la tua domanda sia ironica o meno.
        Di omosessuali vittime di aggressione e’ piena la cronaca.
        L’omofobia come reato non esiste e non sarebbe giusto neanche parlare di “omofobia”.
        Piu’ corretto parlare di circostanze aggravanti comuni di un reato legate all’orientamento sessuale (omo ed etero).

        • Maffo ha detto in risposta a Carlo Mes

          Non c’è bisogno di alcuna circostanza aggravante, la Costituzione prevede già etero e omo…

          • Carlo Mes ha detto in risposta a Maffo

            La Costituzione prevede “etero” ed “omo”??? Ma quale Costituzione??? Di che parli??

            • Maffo ha detto in risposta a Carlo Mes

              Difendendo l’uomo difende anche etero e omo, non vedo perché differenziare le persone in base ad un comportamento. Se io gioco a dadi devo avere una protezione diversa da chi gioca con la corda?

              • Carlo Mes ha detto in risposta a Maffo

                Potrei anche essere d’accordo con te.
                Pero’ l’art. 61 offre una tutela maggiore agli “uomini di culto”.
                La stessa legge Mancino (205/1993) offre una tutela maggiore per quelli che sono offesi per il loro credo religioso.
                Non e’ anche questa una “differenza”?
                Bisogna essere coerenti. I “fedeli” (nel senso di credenti in una religione) sono maggiormente tutelati rispetto a chi credente non e’ (Legge Mancino).
                Non e’ anche questo differenziare una protezione in base ad un comportamento (in questo caso religioso)?

                • Maffo ha detto in risposta a Carlo Mes

                  Sono contrario anche a questo. Sta di fatto che i credenti sono discriminati dai non credenti da sempre negli ultimi 2 secoli, questa legge nasce per questo.

                  • Carlo Mes ha detto in risposta a Maffo

                    Hai due possibilita’.
                    O – come afferma l’articolista – i diritti devono avere un fondamento genetico e quindi bisogna cancellare anche la tutela verso i credenti considerando che il credo religioso non ha nessun fondamento genetico (ipotesi che non ha nessun fondamento) oppure si stabilisce (come in effetti e’) che le leggi nascono per rispondere a specifici problemi in determinati contesti storici.
                    Ogni altra soluzione significa usare due pesi e due misure.

                    Molto spesso parlate di discriminazioni verso gli ex-omosessuali. Allora dovreste essere i primi a tutelare azioni che si basano sulle tendenze sessuali. Le tendenze sessuali degne di tutela sono quelle omo ma anche quelle etero: non so se e’ chiara questa differenza.

                    • Maffo ha detto in risposta a Carlo Mes

                      Io ho già detto che sono contrario…tuttavia la discriminazione dei credenti da parte dei non credenti ha raggiunto livelli così estremi che è stata dovuta fare questa legge. Bello oggi sui go-kart?

                    • Carlo Mes ha detto in risposta a Carlo Mes

                      Non si capisce a cosa sei contrario…..forse alla coerenza.
                      Va beh….. chiedete ad un giurista se i diritti devono avere fondamento genetico…. sviene seduta stante.

                      Triplo fraterno abbraccio

                    • a-ateo ha detto in risposta a Carlo Mes

                      tutelare tutte le persone…
                      la legge è uguale per tutti…
                      La soluzione al problema?
                      Creare la Chiesa patriottica omosessuale…

        • nicola ha detto in risposta a Carlo Mes

          Le aggressioni e le offese sono punite indipendentemente dal sesso o dall’orientamento sessuale. Ma se mi rivolgo ad un calzolaio chiamandolo ‘calzolaio’ non lo offendo invece se mi rivolgo ad un omosessuale chiamandolo ‘ricchione’ lo offendo o no? E usando l’espressione ‘ricchione’ rivelo omofobia?
          A proposito, una curiosità, nei dialetti, sopratutto meridionali, ci sono un sacco di aggettivi/sostantivi per indicare gli omosessuali:ricchione, dell’altra sponda, femminella, diverso, checca, ecc. E sono espressioni molto antiche e tutte con connotazione dispregiativa. Come mai?
          Al contrario nelle lingue ‘nordiche’ c’è la parola gentile ‘gay’ che significa, addirittura, allegro, quasi un complimento.
          Dipende dalla differenza di civiltà? Ossia che i nordici sono più civili dei sudici? E questo imporre l’uso della parola gay sarebbe una forma di ‘civilizzazione’? E l’attuale political correctness riflette questa civilizzazione proveniente dal nord, in particolare dalla cuktura anglosassone?

          • Angel ha detto in risposta a nicola

            Comunque non si riuscirà mai a impedire che le persone si prendano in giro chiamandosi “frocio, gay o ricchione”. Nella mia classe e nella mia scuola ad ogni ora sento amici che si prendono in giro in questo modo e purtroppo si chiamano anche “mongolo o handicappato”. Se non si riesce ad eliminare queste ultime due prese in giro, figuriamoci se si toglierà anche il “frocio” o il “busone”.

            • nicola ha detto in risposta a Angel

              Grazie, hai aggounto due espressioni, ‘frocio’, ‘busone’.
              Gay non è offensivo, anzi…coi tempi che corrono è quasi un complimento.
              Invece froco, finocchio, ricchione,…sono offensivi.

              • Angel ha detto in risposta a nicola

                Lo penso anch’io….ma, ripeto, non possiamo farci nulla, anzi più si insiste e più lo si dirà.

    • Jack ha detto in risposta a Carlo Mes

      Adamo, tieni conto che questo soggetto si chiama Gian Marco Di Pietro, è uno che cambia nome continuamente e mentre qui commenta alcuni articoli dall’altra parte contatta le persone che qui vengono citate per incitarle ad intervenire, come ha fatto con Odifreddi. Inoltre ha tantissimo tempo libero e quindi è capace di stare su questo sito giorni interi per accanirsi su un particolare, solo contro tutti. E’ una persona anche abbastanza meschina perché estrapola delle parti, come ha fatto con la prima domanda, per attaccare gli altri utenti o gli autori. Insomma è un tipo poco raccomandabile, nonostante finga di essere gentile.

      1) Come ho già anticipato la prima parte è estrapolata e l’autore sta chiaramente spiegando e descrivendo la situazione attuale senza entrare nel merito. Le domanda di Di Pietro sono fasulle perché mettono in dubbio che l’autore non voglia accettare l’omosessualità nella società. La sola domanda è offensiva.
      2) La seconda domanda mi sembra l’unica intelligente (stranamente).
      3) La terza domanda praticamente fa capire che Gian Marco Di Pietro ha letto ma non capito l’articolo. Non si possono paragonare i diritti dei neri con quelli degli omosessuali perché i primi hanno una condizione genetica per essere neri, al contrario dei secondi. Gli omosessuali rivendicano diritti che hanno già in quanto esseri umani.

      • Piero ha detto in risposta a Jack

        e se lo vuoi vedere in foto:
        http://badoo.com/marcoitalian/

        • Piero ha detto in risposta a Piero
          • Jack ha detto in risposta a Piero

            Ma è lui!!!!!!! Sei un mito Piero!!! 31 anni come ha dichiarato, lavora in Cina, è manager d’azienda ecc…..beccato Carlo Mes!!!!! E infatti è sparito…

            • Piero ha detto in risposta a Jack

              Credo di averci preso. Infatti la pagina “normale” prima c’era, subito dopo averla linkata qui e’ scomparsa. Pero’ e rimasta nella cache.
              Pero’ dice che e’ single, forse non era aggiornata piu’ da tanto tempo e si era scordato di averla messa.

            • Piero ha detto in risposta a Jack

              adesso ricomparira’ con un altro nome.
              Chissa’, magari e’ proprio Massimiliano, che avevamo erroneamente attribuito a Giulietta.

              • Carlo Mes ha detto in risposta a Piero

                Bravo Piero….ti accontenti proprio di poco….ti facevo piu’ intelligente e dotato di buon senso.
                Ti ringrazio di aver pubblicato quel link: neanche ricordavo di essermi iscritto a quel sito.

                • Tano ha detto in risposta a Carlo Mes

                  Ma tua moglie lo sa che cerchi le donne online? Tra i 26 e i 31 tra l’altro? Capisco che non sei cattolico, ma il tradimento è un male anche per voi, sbaglio?

                  • Carlo Mes ha detto in risposta a Tano

                    E chi cerca? Manco ricordavo di essermi registrato a quel sito…ero totalmente single…..anzi bravi ad avermelo fatto notare: ho rimosso tutto. Se vi va di divertirvi…..guarda che tantissimi cattolici tradiscono a piu’ non posso…..so che non te ne frega ma non ho mai tradito neanche prima.

                    • Tano ha detto in risposta a Carlo Mes

                      Accusare tutti i cattolici non ti servirà a molto…nella foto dici di avere 31 anni ed è la stessa età che hai dato pochi giorni fa in un commento…dunque ti sei iscritto quest’anno, cercavi una ragazzina e sei sposato con figli. Vuoi ancora fare il moralista laico?

                    • Piero ha detto in risposta a Carlo Mes

                      ehi… incipiente calvizie? 😉
                      non ci divertiamo… volevo solo vedere come sei…
                      Ah, gia’ che ci sei, visto che confermi che quello sei tu, allora mi sembra confermata la faccenda che prima eri intervenuto qui come “Marco di Pietro” ed hai fatto la tua figuraccia… E poi hai cambiato nome…
                      E anche quello che aveva trovato Franz (mi sembra) che sul sito del fatto quotidiano dicevi peste e corna di qui… vero?
                      che bel comportamento…

                    • Jack ha detto in risposta a Piero

                      Gian Marco Di Pietro va a spifferare a Odifreddi che qui si parla di lui mentre qui non osa mai difenderlo, anzi più volte si è dissociato…..una persona ambigua e meschina che poi si permette di fare i pistolotti moralizzatori….Di Pietro ma va…

                  • Piero ha detto in risposta a Tano

                    Manco ricordavo di essermi registrato a quel sito

                    Avrai pure dimenticato di esserti registrato su quel sito (e chi lo mette in dubbio), ma a quanto pare la password per accedervi e cancellare tutto te la sei ricordata IMMEDIATAMENTE… 😀

                    Ah, giusto per fare un sorriso, sempre che quello su facebook sia un tuo profilo,
                    http://www.facebook.com/profile.php?id=100000109099531&sk=wall

                    piu’ sotto c’e’ scritto:
                    Gian Marco ha iniziato ad usare Badoo.

                    😀

                • Piero ha detto in risposta a Carlo Mes

                  Mi domando che cosa ci sia di poco intelligente e di “cattivo senso” in una ricerchina da 30 secondi…
                  E poi se non ricordavi, vuol dire che non ti interessava…
                  Come mai allora hai cancellato tutto?
                  coda di paglia?

      • Carlo Mes ha detto in risposta a Jack

        Mi spiace ma la condizione genetica non e’ assolutamente fondamentale per avere dei diritti.
        Facciamo qualche esempio.
        E’ ovvio che una persona abbia il diritto di esprimere il proprio credo religioso. Possiamo affermare che l’uomo e’ geneticamente religioso? Non credo: altrimenti come spiegare la presenza di atei e agnostici?
        Il diritto alla privacy e’ riconosciuto nel nostro ordinamento. La “privacy” ha forse fondamento genetico? Non credo.
        Gli esempi sono migliaia…..inutile citarli tutti.
        Fermiamoci all’omofobia. Cosa e’ l’omofobia? Prima di tutto sarebbe giusto parlare di “reati legati alle tendenze sessuali (etero ed omo).
        Ci sono due strade.
        Prima strada: art. 61 Codice Penale
        Cosa aveva proposto nel concreto l’On. Concia?
        Quello di inserire nell’art. 61 del codice penale (l’art. che elenca le aggravanti di un reato) anche quella inerente l’orientamento sessuale.
        Si disse che era incostituzionale (non lo affermo’ la Corte Costituzionale) in quanto gli omosessuali sono cittadini come gli altri.
        Sapete cosa e’ – tra gli altri – aggravante di un reato? “L’avere commesso il fatto contro un …ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato.”
        Anche essere ministri del culto cattolico non e’ genetico ma e’ tutelato allo stesso modo.
        I preti non sono forse dei cittadini come gli altri? Eppure sono giuridicamente piu’ tutelati (giustamente).

        Seconda strada: la cosiddetta Legge Mancino.
        La Legge Mancino condanna gesti, azioni e slogan che hanno come scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.
        Percio’ se un gruppo di persone picchiano un uomo in quanto negro si incorre nella Legge Mancino. Se un gruppo di fondamentalisti islamici o atei picchia o offende un gruppo di “Papa-boys” si incappa nella Legge Mancino.
        Si voleva inserire – nella Legge Mancino – anche l’aggravante legato agli orientamenti sessuali (omo ed etero).
        Se un gruppo di omosessuali – anche con parole – avesse diffuso l’odio verso un ex-omosessuale (come nei casi che ha descritto l’autore dell’articolo) sarebbe scattata la legge Mancino.
        Visto che parlate di casi di discriminazioni verso gli ex omosessuali dovreste essere i primi a volere l’este
        Allora mi viene da pensare questo. Il sentimento religioso non e’ genetico (io sono agnostico) eppure e’ difeso giustamento soprattutto da gesti o parole che incitino alla violenza: cio’ significa che i diritti da tutelare non sono solo quelli genetici. Infatti il diritto e’ ben piu’ antico della genetica……
        Gli omosessuali sono come gli altri cittadini? Vero. Ma anche i credenti sono come gli altri cittadini eppure hanno una tutela maggiore. E’ giusto? Secondo me si.
        Da uomini di fede vi sentite forse discriminati nel sapere questo? Non credo.
        Per ultimo le domande non sono mai “fasulle” o offensive. Di solito lo sono le risposte.
        Son sicuro che l’autore dell’articolo apprezzera’ la possibilita’ di esprimere meglio il suo pensiero.

          • Carlo Mes ha detto in risposta a Maffo

            Certo…..non sono mica un “bacchettone”….ora ho messo la testa a posto ma prima…..saranno anni che non vado in discoteca….brutta foto comunque….se volete ne ho di migliori….

            • Tano ha detto in risposta a Carlo Mes

              Come ho detto sopra, dici di avere 31 anni e infatti nel tuo profilo di anni ne hai 31. Quindi è di quest’anno….in discoteca a trovare le ragazzine? Bravo, e la moglie lo sa?

              • Carlo Mes ha detto in risposta a Tano

                Sta’ attento a quello che dici….
                In quel sito (come in altri) si inserisce la data di nascita ed e’ il sito che calcola gli anni.
                Quando ho fatto l’iscrizione (quattro anni fa credo giudicando le foto…) ho inserito la data di nascita. Se avessi controllato tra dieci anni avresti trovato 41 anni senza che io accedessi per un solo giorno al sito…..se sei un po’ intelligente ci puoi arrivare da solo.

                • Tano ha detto in risposta a Carlo Mes

                  ah ah ah ah ah, ma cosa stai dicendo????? Scrivere tu gli anni o farlo calcolare dal sito cosa cambia? Fra dieci anni è ovvio che avrai 41 anni…..ma questo è fuori ragazzi!!!

                • Carlo ha detto in risposta a Carlo Mes

                  Quindi sostieni che il sito abbia calcolato male la data di nascita? Ma sei sicuro di essere a posto? Stai bene?

                  • Carlo Mes ha detto in risposta a Carlo

                    Secondo te quando se mi iscrivo ad un social network ogni volta che faccio il compleanno devo essere io ad aggiornare il mio profilo con la mia eta’??
                    O forse basta che al momento dell’iscrizione (anche se fatta anni prima) si inserisca la propria data di nascita e poi e’ il social network a stabilire automaticamente l’eta’ dell’utente col passare del tempo???
                    Che bel rapporto che avete con la tecnologia…..

                  • Dario ha detto in risposta a Carlo

                    Guarda che effettivamente i siti di questo tipo funzionano così, si inserisce la data di nascita ed il sito calcola l’età nel momento in cui genera la pagina momento per momento. Con questo non voglio dire che Carlo Mes dica la verità sempre, anzi è lampante che non sia così visto che ha dichiarato di non avere facebook salvo essere smentito. Nel caso specifico di badoo a suo favore risulta anche la data di inserimento delle fotografie (dato che non può essere manipolato dall’utente) che attesta che sono del 2008

  13. Daphnos ha detto

    C’è una cosa che mi ha sempre dato da pensare, visto che riguarda un altro campo di cui ci occupiamo spesso, quello dell’evoluzione.

    Una delle numerose argomentazioni portate dal fronte omosessualista è che tale comportamento si riscontra anche negli animali: animali gay che si comportano da gay, quindi nessuna anormalità, possiamo e dobbiamo comportarci anche noi secondo questa inclinazione naturale.

    Ora, senza entrare nel dettaglio della liceità di tale affermazione, nessuno ha pensato che il comportamento omosessuale, se corrispondente alla presenza di un gene o di una combinazione di geni,una volta apparso, sarebbe stato eliminato dalla selezione naturale nel giro di poche generazioni, in quanto palesemente dannoso per la riproduzione di una specie?

    • Michele ha detto in risposta a Daphnos

      Di fatto nel mondo animale l’omosessualità è condizione patologica, senza sé e senza ma, in quanto l’animale diventa nel 90% dei casi inutile alla sopravvivenza della specie, dunque si configura patologia quanto la sterilità, se non anche maggiormente.
      E’ come dire che dato che i cani prendono il raffreddore, è inutile creare medicine contro il raffreddore, semplicemente non-senso.

      Ad ogni modo, l’uomo non è UN animale, e la sua vita si distacca notevolmente da quella del 99% degli animali, dato che i comportamenti che per gli animali conservano la specie, molto spesso nella società umana la distruggono. Dunque non si può affermare che l’omosessualità sia patologia anche nel mondo umano (almeno non nella stessa misura) però la natura di comportamento disordinato e controproducente rimane, la patologia andrà verificata in base al disagio che tale condizione comporta.

  14. filippo ha detto

    Premesso che non sono gay e che se mia figlia dovesse un giorno dirmi di essere omossessuale la prenderei male, il fatto è che non vedo perchè ci dobbiamo occupare degli affari di coloro che vogliono unirsi ad una persona dello stesso sesso. Sono affari loro, non mi infastidiscono minimamente e non interferiscono nella mia vita. Quindi gli omossessuali dovrebbero essere uguali di fronte alla legge e dovrebbero, per esempio, avere il diritto a vedere riconosciuta la loro unione, sia per motivi affettivi che per motivi fiscali e di successione. Non parlo nè di matrimonio nè di adozione, ma di unioni civili. E non venite a raccontare la pappola che questo finisce per sottrarre risorse alle famiglie. La cattolica Italia ha una delle politiche famigliari più sfavorevoli del mondo sviluppato, mentre nei Paesi che hanno i PACS o addirittura il matrimonio omossessuale le famiglie sono molto più tutelate e agevolate economicamente, fiscalmente e nei servizi sociali. Basta del resto fare un paragone tra i tassi di natalità del nostro Paese, che non riconosce nessuna forma di unione che non sia il matrimonio, e la Francia, che ha i PACS.

    Per concludere, in Italia ahimè l’omofobia c’è eccome. A Roma, per fare un esempio, ogni anno, attorno al gay village, ci sono bande di balordi che aspettano i partecipanti all’uscita per prenderli a botte e non mi pare che la gente si emozioni più di tanto per questi disgustosi episodi di violenza.

    • Michele ha detto in risposta a filippo

      Personalmente che si uniscano (anche legalmente) non mi tange, lo scetticismo viene pensando che questo possa spingere a richiedere anche ciò che non è assolutamente ammissibile (l’adozione, ovviamente); insomma prima è necessario valutare accuratamente le conseguenze, anche se purtroppo (o per fortuna?) nessuno qui ha il dono della preveggenza

    • a-ateo ha detto in risposta a filippo

      bravo Filippo, hai dimostrato che i pacs producono incremento demografico….?
      Primo di pensare a nuovi diritti che non esistevano al tempo della costituzione vediamo di realizzare pienamente la costituzione…
      i tre pacs si mettano in coda alle decine di milioni di famiglie che aspettano da 60 anni la realizzazione dei propri diritti costituzionali…
      Per un mero fatto di civiltà….

      • filippo ha detto in risposta a a-ateo

        Non mi pare di aver detto questo. Quello che ho detto è che il riconoscimento giuridico delle unioni di fatto non è incompatibile con la tutela della famiglia. L’Italia è molto indietro rispetto alla maggior parte dei Paesi europei sviluppati nella tutela della famiglia ed è uno dei pochi Paesi a non riconoscere le unioni di fatto. Non c’è un nesso, è ovvio, ma non mi pare un gran segno di civiltà riempirsi la bocca di vuota retorica sui valori cristiani senza poi fare nulla per aiutare le famiglie, che sono il fondamento della società. Questa dovrebbe essere la prima battaglia di civiltà dei cattolici, non le continue incursioni nelle vite private delle persone, anche se queste ultime sono molto più facili da fare visto che sono a costo zero.

        • Carlo Mes ha detto in risposta a filippo

          Filippo,
          considera anche un aspetto “economico”.
          Se una coppia di omosessuali (magari anche con un reddito medio-alto) non ha la possibilita’ di costruire un futuro in Italia (anche a causa del mancato riconoscimento delle unioni di fatto) cosa fara’?
          Rimarra’ in Italia a piangere oppure emigrera’ in Spagna, Francia o Germania?
          Certamente la seconda ipotesi…..e quindi meno contributi per lo Stato italiano.
          Gli omosessuali non possono contribuire alla crescita demografica ma di sicuro possono contribuire alla crescita economica anche a favore di quella famiglia tradizionale che giustamente va tutelata.

  15. Michele ha detto

    Notare l’articolo del fatto quotidiano, che continua a perdere autorevolezza e dignità: riporta il fatto che il Catechismo ritiene depravazione l’atto sessuale, ma “dimentica” stranamente di citare cosa si afferma sulla PERSONA omosessuale, invece.

    Fortuna che non prendono soldi dallo stato, una fonte di disinformazione in meno a gravare sulle tasse dei cittadini.

  16. LEPANTO ha detto

    Buona Domenica a tutti. Osservando la REALTA’ e non altro, è certa l’esistenza del sesso maschile e di quello femminile punto. Continuando ad osservare, dal lat. observare, mi accorgo della presenza di maschi e femmine che sono attratti sessualmente dallo stesso sesso di appartenenza. Ergo, se i conti tornano i sessi reali sono DUE, non mi pare di intravederne un terzo e che in effetti l’omosessualità non esiste se non come grave forma di disabilità mentale. Cari razionalisti-marxisti la reatà è qualcosa che ci è stata donata ed è ragionevolmente inconfutabile ed insostituibile.

    • Norberto ha detto in risposta a LEPANTO

      Sulla definizione dei sessi c’è un’ampia opera revisionista da parte di certi strizzacervelli….comunque mi dissocio dal definire l’omosessualità una grave forma di disabilità mentale. Non credo affatto che sia così ed è offensivo pensarlo. L’omosessualità è una scelta legittima, se ne può avere un’opinione contraria ma mai mancando di rispetto o privando la libertà altrui.

    • Lucy ha detto in risposta a LEPANTO

      Ciao! Anch’io non ritengo affatto tale l’omosessualità come l’hai definita.

    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a LEPANTO

      Scusa, gli omosessuali sono anche loro MASCHI e FEMMINE. Io sono gay e sono maschio ! Il fatto che mi piacciono gli uomini non significa che io non sia maschio. Se come dici “osservi” la realta’, bhe’, allora dovresti osservare che ci sono tantissimi omosessuali (qualcuno dice il 10% dell’umanita’, ma questo e’ un dettaglio), anche nel mondo animale, e che l’omosessualita’ e’ vecchia quanto il genere umano. Anche l’omosessualita’ e’ NATURALE. Certo, e’ una variante della “norma” (eterosessualita’) ma e’ anch’essa una caratteristica del genere umano.

      • LEPANTO ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        In riferimento al dettaglio da te citato preciso che, da una statistica fatta da autorevoli ricercatori statunitensi, gli “omosessuali” sono appena 1,5% al 2% dell’umanità e non è un dettaglio di poco conto. Da ciò deduco che la norma mi dice che in natura vi è il maschio e la femmina e che l’omoses. non è una “variante” ma semplicemente non esiste sotto forma di terzo o quarto…….sesso. Come certe lobby gay ci vorrebbero obbligare a credere. Con ammirazione per i tuoi interventi.

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a LEPANTO

          Ribadisco. Io sono un UOMO, omosessuale. Il fatto di essere omosessuale e’ una variante del sesso maschile, ma non mi identifica come terzo sesso. Sono un UOMO. Credo che la differenziazione fatta da alcuni gay sia in termini di “gender” non di sesso. Sinceramente, non mi interessa cosa dicono certi individui da te citati. Trovo una perdita di tempo questa disquisizione sulla natura gay, se si “diventa” gay o si “nasce”. Cosa cambia ? Resta il fatto che sono gay, questo sono. Visto sto discutendo con te pero’ mi preme farti presente che tu sostieni che i miei diritti sono irrilevanti visto che io ho “scelto” di essere cosi’, e visto che la mia condizione non e’ genetica. Tutto qui.

      • Nofex ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        ” ci sono tantissimi omosessuali (qualcuno dice il 10% dell’umanita’, ma questo e’ un dettaglio), anche nel mondo animale”…ci sono anche tantissimi animali che si mangiano a vicenda, dunque?

        “Certo, e’ una variante della “norma” (eterosessualita’) ma e’ anch’essa una caratteristica del genere umano.”
        Nessuno lo mette in dubbio, per alcuni lo è anche la pedofilia, anzi a detta di questi psicologi è molto vicino all’omosessualità: http://www.greeleygazette.com/press/?p=8934

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Nofex

          Nofex, il fatto che tu paragoni l’omosessualita’ alla pedofilia e’, non solo offensivo per gli omosessuali, ma in male fede. E’ inutile citare le opinioni di chissa’ quale individuo. La pedofilia e’ una forma di sessualita’ malata che coinvolge ragazzini (quando non bambini), causa traumi, implica il fatto che un adulto maturo approfitti di un individuo minorenne, evidentemente non ancora pienamente cosciente della sua sessualita’. Che rapporto c’e’ fra questo e due omosessuali consenzienti che fanno sesso ? A chei fanno male questi due. E’ offensivo e vergognoso che tu faccia questo paragone.

          • GiuliaM ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            Gli psicologi non sono “qualche individuo”, ma persone che studiano queste cose.

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a GiuliaM

              “GLI PSICOLOGI” non evidenziano proprio alcun legame tra omosessualita’ e pedofilia. Se poi qui qualcuno vuole andare a pescare 2 (dico DUE) psicologi sconosciuti che hanno cacciato fuori queste teorie deliranti, fate pure. A questo punto quando parliamo della comunita’ scientifica citiamo anche per favore qualche sconosciuto mitomane che sostiene che i marziani sono atterrati nel deserto del Nevada. Resta il fatto che fare questi paragoni e’ offensivo per gli omosessuali e denota uno scarsa conoscenza delle realta’ e, diciamolo pure, un subdolo modo per gettare discredito sulla categoria.

          • Contedduca ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            Il fatto che tu ti definisca uomo è offensivo per me se vogliamo metterla così.
            L’uomo ama la donna e insieme fanno figli, due omosessuali non solo non procreano ma vogliono gli stessi diritti di chi lo fa ( per amore dei soldi) e vogliono fare male anche alla prole che adotteranno pensando di poter farla crescere in maniera equilibrata.

            • Daniele Borri ha detto in risposta a Contedduca

              Diciamo che non è che vogliono fare male alla prole, ma vogliono fare il suo bene non accorgendosi però di farle del male. Gli omosessuali non sono certo in mala fede, sono sicuramente mossi da nobili sentimenti quando vogliono (pretendono) l’adozione, tuttavia dovrebbero mettersi ogni tanto nei panni dei figli piuttosto che rimanere concentrati sui propri desideri. Così come dovrebbero farlo tanti eterosessuali, tante mamme-nonne ecc…

              • Contedduca ha detto in risposta a Daniele Borri

                Un figlio non è un oggetto, “in particolare – e le pratiche di fecondazione artificiale e clonazione comprovano ciò – il figlio è percepito come “bene mobile”, oggetto magari di lusso che arrederà l’esistenza”.
                Se hai un figlio sei nel club delle famiglie con figlio, se non ce l’hai sei deriso da tutto e da tutti, appartieni ad uno status inferiore. Vale anche per le coppie etero, concepire i figli come arredamenti che conferiscono un certo status è orribile.

                Detto questo, se due persone vogliono creare naturalmente una famiglia e possono avere figli fisicamente, ben venga, se non possono averlo fisicamente (per qualche condizione fisica, come la sterilità) ben venga l’affido o l’adozione che non pregiudica la naturalità dell’unione.
                Ma se due persone non POSSONO avere figli naturalmente (perchè i loro organi non sono complementari a farlo), il volerlo è solo un loro sfizio.

                • Daniele Borri ha detto in risposta a Contedduca

                  Non capisco molto quello che vuoi dire sinceramente. Non mi ritrovo affatto quando dici: “se non ce l’hai sei deriso da tutto e da tutti, appartieni ad uno status inferiore”. Non vedo affatto questa discriminazione verso chi non ha figli…puoi approfondire? Molti omosessuali desiderano adottare un figlio anche al di là dello sfizio, come tutti sentono un desiderio di maternità o paternità. L’errore che fanno, come lo fanno tanti etero, è quello di concentrarsi solo su questo senza pensare anche al bene dei figli. La questione degli organi genitali secondo me è veramente in secondo piano.

      • Contedduca ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        non è il pisello che fa il maschio come l’abito non fa il monaco.
        Il Maschio è colui che unendosi alla Femmina genera un altro Uomo.

  17. LEPANTO ha detto

    NON intendevo mancare di rispetto proprio a nessuno. Definire una persona gravemente malata rientra in un linguaggio corretto e non necessariamente irrispettoso. Aggiungo anche che sicuramente non è una scelta leggittima ma come ogni altra patologia necessita del giusto trattamento medico. Sulla libertà non mi pare di aver detto nulla a proposito è certo però che essere liberi di fare quello si vuole non garantisce un adeguamento del diritto naturale. cordialmente.

    • Tano ha detto in risposta a LEPANTO

      Guarda non stiamo facendo un processo alle intenzioni, però l’omosessualità non è affatto una patologia. Mi pare che anche la Chiesa sia chiara: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/426011/

      • LEPANTO ha detto in risposta a Tano

        Non mi pare, leggendo l’interessante articolo,che la Chiesa dica ed affermi la non patologia omosex, ha semplicemente sottolineato la sua Divina e naturale vocazione ovvero l’accoglienza misericordiosa di CHIUNQUE le richieda aiuto. Se poi la signora Concia o l’associazione gay, non sono daccordo sul fatto che vi sono delle persone, liberamente pensanti,che sostengono la liceità dell’intervento medico a favore dell’omosex, pretendendo il biasimo se non la censura del loro pensiero ,ebbene tutto ciò denota soltanto spicciola ideologia e la conferma che simili personaggi hanno solo a cuore la propria libertà e non quella degli altri. NON è la Chiesa che si è espressa in quell’articolo ma una piccola parte di essa che sfortunatamente cede agli attachi immorali e liberticidi espressi, come di consueto, da certa area “politica”.

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a LEPANTO

          Guarda, io non ho nessuna difficolta’ ad accettare che ci sia qualcuno che ha dei problemi di confusione di identita’ sessuale e che chieda l’aiuto di uno psicologo per fare chiarezza. Il problema con i vari gruppi LOT, etc e’ che partono dal presupposto che l’omosessualita’ sia una cosa sbagliata. Non mi e’ chiaro come qualcuno possa proporsi come strumento per aiutare la gente a fare chiarezza per quel che riguarda la propria sessualita’, quando poi condannano la sessualita’ omosessuale. Una curiosita’…cosa ne e’ di quelle persone che intraprendono queste terapie e non hanno “successo” (rimangono gay) ? Cosa dite loro ? Li incoraggiate a viversi serenamente la loro sessualita’ ? Purtroppo, da quello che leggo e vedo, non mi pare. E questo e’ un comportamento sano, oggettivo, sereno ?

          • Nofex ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            “e’ che partono dal presupposto che l’omosessualita’ sia una cosa sbagliata”..puoi dimostrarlo?

            “Cosa dite loro ? Li incoraggiate a viversi serenamente la loro sessualita’ ?”…nessuno qui tiene corsi agli ex omosessuali. Essi esistono e sono tanti, mettiti il cuore in pace.

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Nofex

              Non esistono “ex” omosessuali ! La sessualita’ non ha interruttori “on” e “off”. Esistono certamente forme di sessualita’ piu’ o meno latenti. E’ possibile che alcune persone presentino una sessualita’ al confine tra etero ed omo, e che semplicemente, ad un certo punto delle loro vite, decidano di fare emergere una o l’altra. Niente da ridire. Ma da qui a definirsi “ex” gay ce ne vuole. Cosa volete dirmi, che questi dopo essere andati a letto con tantissimi uomini (questo e’ quello che raccontano Lusa Di Tolve e “Adamo Creato”) improvvisamente trovano l’idea del sesso con uomini repellente ? Siamo seri per favore. Ribadisco. Quello che colpisce di queste persone non e’ tanto il fatto che abbiano deciso di vivere una vita etero (fatti loro, spero siano contenti cosi’) e’ lo scaricare un sacco di schifezze sui gay e l’identificare la condizione omosessuale con una serie di depravazioni. Questo la dice lunga sulla serenita’ di questa scelta.

              • GiuliaM ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Non mi sembra proprio che il signor Creato ti abbia insultato in alcun modo. Con i suoi articoli, sta semplicemente portando l’attenzione sul fatto che ci possono essere omosessuali che provano disagio per la loro condizione e vogliono essere aiutati. Tu non vuoi essere aiutato? Buon per te, se sei a tuo agio con la tua sessualità.

  18. Sandro Di Marco ha detto

    E’ interessante notare come l’intero articolo associ l’omosessualità ad una serie di caratteristiche negative…alcolismo, schizzofrenia…nel migliore dei casi la si associa ad una malattia, nel peggiore ad un vizio o ad una perversione (addirittura allo stupro).

    Tu scrivi “. Il conflitto nasce quando leggi specifiche proibiscono … accedere al matrimonio (all’adozione, ad agevolazioni fiscali) qualora non vengano rispettati certi criteri…. che queste leggi sono uguali per tutti i membri della società.” Evidentemente non sono uguali per me, visto che non mi permettono di legalizzare/riconoscere davanti allo stato la mia relazione affettiva, con tutti i benefici che ciò comporta.

    Io onestamente non so se gay si nasce o si diventa, e sembra che a questo punto della nostra storia umana non lo sappia nessuno. Quello che so è che esistono innumerevoli varianti della sessualità umana e che certamente la sessualità non ha un interruttore “sono gay, no ora sono etero”. Ho, confesso, qualche perplessità sul tuo “cambiamento”. E’ possibile che la tua identità sessuale si collochi in una zona di confine tra la omosessualità e la eterosessualità, e che ad un certo punto, per scelta tua, tu abbia scelto di focalizzarti sulla tua sessualità etero, riportando la tua omosessualità ad una condizione latente. Tu solo puoi essere giudice se questa è stata una operazione che ti ha portato a vivere la tua vera natura, o se hai semplicemente represso la tua vera identità nel nome della religione.

    Quello che lascia perplessi sulla serenità/chiarezza di questa scelta è la quantità di negatività che tu attribuisci alla condizione omosessuale, ed il fatto che associ principalmente a questo “cambiamento” un discorso religioso…sorge il dubbio che alla base di questo cambiamento ci sia una scelta religiosa, e quindi grossi sensi di colpa nel vivere la propria identità, piuttosto che un percorso di oggettiva analisi di se.

    • Norberto ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      Io invece caro Sandro ho il dubbio che tutti gli omosessuali siano realmente tali…tu mi dai le prove che sei veramente eterosessuale per favore?

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Norberto

        Non capisco la domanda…Io sono gay, ho una relazione da 5 anni, sono contento e sereno. Queste asserzioni secondo le quali i gay sarebbero tutti promiscui, drogati, superficiali, etc etc hanno una qualche base scientifica ? Sembrano solo considerazioni fatte su pregiudizi. Ci sono MILIONI di eterosessuali che vanno a prostitute, che picchiano le mogli, scambisti, drogati, etc….queste sono caratteristiche della sessualita’ etero ? Un’analisi serena parlerebbe delle reposnsabilita’ individuali nel modo in cui si vive la propria sessualita’.

        • GiuliaM ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          Guarda, io conosco un gay, e per sua stessa ammissione i gay “ortodossi” (cioè la maggioranza) vanno avanti a relazioni promiscue e festini. Non nega che ci siano gay molto più seri (e lui è uno di questi, te lo posso assicurare, bravissimo ragazzo) ma sa come è fatto quel mondo perchè ci vive dentro.
          E poi la massima espressione della cultura gay non sono i Gay Pride? Quella stupida manifestazione che contribuisce a dipingere l’immagine dei gay come di persone frivole e dedite solo al divertimento?

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a GiuliaM

            Giulia, continuo a non capire….”Io conosco un gay che dice”…e questa sarebbe la base sulla quale si traggono una serie di considerazioni sulle caratteristiche della condizione omosessuale “per se” ? Anche io conosco un sacco di gay in relazioni da decenni…ed ora come la mettiamo ? Conosco anche una ventina (almeno) di eterosessuali che sono andati a prostitute (solo 60 anni fa, sotto il fascismo, era considerata una cosa “normale” e gli uomini se ne vantavano persino). Un conto sono i comportamenti deli individui o di pezzi di societa’, un conto e’ parlare di un comportamento “omosessuale”, attaccandogli una serie di caratteristiche negative.

            Cosa c’entra il gay pride ? Il gay pride e’ una manifestazione per i diritti dei gay. C’e’ un sacco di gente che sfila in costumi variopinti o con comportamenti boccacceschi. Fatti loro. Io non li giudico, ma non condivido molti dei loro comportamenti superficiali (ma non ho nulla contro i costumi variopinti). Come la mettiamo ? Cosa mi dici dei milioni di uomini etero che consumano correntemente materiale pedo-pornografico (sono MILIONI) ? Possiamo per favore parlare delle responsabilita’ degli individui e piantarla con queste generalizzazioni di carattere discriminatorio ?

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a GiuliaM

            Giulia, un’altra cosa. E’ tipico di tutte quelle parti di societa’ “marginalizzate” di mostrare un’alta percentuale di comportamenti sregolati. Ti faccio un esempio..la comunita’ nera in America ha un’altissima % di omicidi, reddito basso, condizioni sociali degradate. Questo succede perche’ sono neri o perche’ e’ una fetta di societa’ che e’ stata marginalizzata per anni ed ancora stenta a ri-inserisi ? Credo proprio che sia la seconda ipotesi. Lo stesso vale per gli omosessuali. Sono moltissimi quelli che hanno comportamenti sregolati, ma questo e’ il risultato di scelte personali e del fatto che la societa’, marginalizzando la comunita’ omosessuale, ne ostacola l’inserimento a tutti gli effetti. Continuando a fare muro contro i gay, per assurdo, i cattolici finiscono con l’incoraggiare questi comportamenti (vedi la sessualita’ clandestina, i ghetti gay in cui si parla solo di sesso, etc etc). Una coppia gay sposata, affermata, riconosciuta dalla comunita’, diventa un modello positivo verso il quale la comunita’ gay puo’ aspirare. Continuare a dire “voi siete perversi” semplicemente ostracizza una intera fetta di societa’.

            • GiuliaM ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              Io non ho detto “voi siete TUTTI perversi”. Ho solo raccolto la testimonianza di uno “nell’ambiente” e che quindi queste cose dovrebbe conoscerle in prima persona. Nemmeno tu mi smentisci: non hai scritto che TUTTI gli omosessuali sono persone “serie”.
              Se tu hai una relazione stabile buon per te; ti dirò di più, ho conosciuto (anche se solo per una serata) una coppia omosessuale che convive. Ma non puoi dirmi che questa sia la norma nel mondo gay. Pure l’Arcigay promuove iniziative “ghettizzanti”, come dici te: http://www.arcigay.it/divertimento-socializzazione
              Ripeto, secondo me i Gay Pride sono lesivi dell’immagine dei gay, e infatti sono ripudiati dagli omosessuali “seri”.

              • Sandro Di Marco ha detto in risposta a GiuliaM

                Mi sembra che il discorso verteva sull’attribuire certi comportamenti (promiscuita’, droga, etc) agli omosessuali in quanto “genere” e non per individui. Ripeto, e’ indifferente quante testimonianze io (o tu) portiamo. Resta il fatto che questi sono comportamenti scelti da “individui” e che generalizzare su una intera categoria di persone e’ non solo fuorviante ma anche discriminatorio. Si puo’ provare a “spiegare” perche’ certe cose accadano, ma da qui a dire che essere gay=sessualita’ deviata/sfrenata/malata ce ne passa.

                Quanto al gay pride, il mio pensiero e’ il seguente. Credo che sia un momento importante (e festoso) in cui la comunita’ gay prende visibilita’, in maniera anche variopinta ed eccessiva. Personalmente trovo ALCUNE (e dico “alcune”) esternazioni stupide o di cattivo gusto, altre simpatiche ed assolutamente innocue. Come in tutte le manifestazioni del genere umano ci sono gli imbecilli, ci sono le persone simpatiche e ci sono le persone serie. Cio’ detto, in riferimento a tutti coloro che si aggirano per il gay pride in atteggiamenti sconvenienti, possiamo anche concordare..solo mi chiedo cosa pensi del fatto che il 90% delle soubrette eterosessuali balla mezza nuda in tv dalla mattina alla sera.

                • GiuliaM ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                  Ah bè, il fatto delle soubrette eterosessuali che ballano mezze nude è questione di SOLDI: le pagano fior di quattrini per fare così 😉 Non credo proprio che lo facciano per “passione”.

                  • Sandro Di Marco ha detto in risposta a GiuliaM

                    Capisco…quindi va bene cosi’, questo non e’ uno spettacolo fastidioso o indecente !A questo punto preferisco gli imbecilli che ballano mezzi nudi al gay pride, almeno loro non lo fanno per interessi monetari.

        • Lucy ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          Sandro, stai paragonando 9 miliardi di persone con poche centinaia…

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Lucy

            Lucy, non ho capito se vuoi dire che sono poche centinaia di persone che vanno a prostitute, fanno uso di materiale pedo pornografico, picchiano le mogli, etc.? Forse sarebbe il caso che dessi un’occhiata ai numeri.

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Norberto

        Vorrei anche sottolineare che i diritti e la genetica non hanno nulla a che vedere. I cattolici, ad esempio, reclamano (giustamente) il diritto di sposarsi in chiesa. Cosa c’entra questo con una condizione genetica ? Il riconoscimento del matrimonio in chiesa permette alla comunita’ cattolica di sentirsi (giustamente) piu’ inserita nella societa’ e di partecipare le proprie unioni con resto della societa’. Questo e’ esattamente quello che chiedono gli omosessuali. Rifiutandoglio questo diritto voi non fate altro che incoraggiare tutti quei comportamenti tipici di quei pezzi di societa’ marginalizzati.

    • Matteo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      “Gay” vuole dire “allegro”, “gaio” e a tal proposito mi sono sempre chiesto perché un movimento che chiede l’accettazione di quella che voi definite una “condizione naturale” deve legarsi verbalmente ad uno stato psicologico (ben diverso dalla “letizia” francescana) tanto raro quanto fuggevole nella vita di ognuno. Ovviamente capisco benissimo che nell’uso quotidiano popolare “gay” sta per “omosessuale” però va anche detto che le parole non vengono scelte a caso: le cose sono conseguenza dei nomi.
      Non sarà che commettete lo stesso errore di alcuni cattolici che si definiscono “pieni di gioia” e hanno la formazione reattiva (la maschera) di un sorriso perenne sul loro volto? Per esperienza ho imparato a dubitare degli entusiasti, e i portatori costanti di gioia e allegrezza mi fanno pensare che la migliore definizione della loro vita è quella del Salve Regina: “valle di lacrime”.
      Allo stesso modo non mi ha mai convinto la definizione “Pride” (per le vostre manifestazioni).
      “Pride” vuole dire “orgoglio”: se è vera la naturalità dell’omosessualità, com’è possibile essere orgogliosi di una cosa che non dipende dalla volontà? L’orgoglio è proprio di chi compie una impresa ardua, di chi lavora per uno scopo e alla fine l’ottiene. Altrimenti ritorniamo alla perversione nazista: orgoglio per la propria razza (che ora diventa orgoglio per la propria sessualità).

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Matteo

        Matteo, “l’Orgoglio” e’ la risposta a tutti coloro che pensano che dovremmo vergognarci e nasconderci. E’ un momento in cui una comunita’ che tende ad essere messa da parte si mette in mostra. Ad ogni modo, attenzione a parlare di “voi”, “noi”…L’unica cosa che unisce gli omosessuali sono le loro rivendicazioni di diritti/rispetto. Per il resto e’ come parlare de “gli eterosessuali”. Sono categorie vaghissime.

        • Matteo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          Nel dizionario italiano si trova scritto “Orgoglio (s, m): Stima eccessiva di sé e dei propri meriti”.
          La definizione è chiara. Stima eccessiva. Ovvero superbia.
          In fondo non è merito tuo se sei nato in Italia. Se credi nella naturalità dell’omosessualità non è nemmeno merito tuo se sei gay.
          E allora? E’ come essere orgogliosi di avere due braccia.
          L’omosessualità è diversa dalla ideologia gay. Quest’ultima è ostentazione e “orgoglio” dell’essere diversi. E’ un orgoglio che ti impedisce di vedere te stesso, di capire i tuoi veri desideri.

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Matteo

            Queste, perdonami, ma sono considerazioni fatte con un’eccessiva attenzione alle parole e poca ai fatti. E’ un fatto che in questo paese gli omosessuali vengono spesso derisi, marginalizzati, quando non sono oggetto di violenza. Moltissimi (la maggior parte?) non si “dichiarano” nemmeno e vivono questa condizione clandestinamente, con tutto il corollario di squallore che ne deriva.Si vergognano ! Il Pride, senza stare a fare analisi etimologiche della parola, e’ un momento in cui questa minoranza diventa visibile, si getta dietro le spalle quel senso di vergogna a cui purtroppo molti “benpensanti” l’hanno abituata e grida “ci siamo anche noi”. Lo fa in modo variopinto, a volte con cattivo gusto. Che ti devo dire, ci sono tanti cretini in giro, gay ed etero, la comunita’ gay non e’ da meno. Questo paese e’ il regno del cattivo gusto sbandierato in faccia alla gente. Non vedo, onestamente, alcuna differenza tra certi eccessi del gay pride e la tonnellata di signorine discinte sbattute in televisione quotidianamente (non 1 giorno all’anno come per il gay pride).

            • Matteo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              Ok, ma come diceva qualcuno le parole sono importanti. Se si alterano, se si perdono i significati qualcuno può brandire la propria illusione e usarla per fare follie. E’ quello che accade quando ci si stacca dalla realtà. Insomma, le parole sono fondamentali, e non è necessario essere un Proust o un Tolkien per capire perché: sono contenitori di significati, veicoli di idee.
              Si intervenga con fermezza sulle discriminazioni omofobiche nei luoghi di lavoro, o nei casi di bullismo scolastico, ma la valutazione morale delle coppie gay è altra cosa. Liberissimi di manifestare (peccato non si rendono conto che certi eccessi dionisiaci gli sono più d’intralcio che d’aiuto: posso dirlo, io che non ho fatto calendari poppe al vento?). Finchè tali manifestazioni esibiranno piume di struzzo e gente vestita come lo storpio di pulp fiction, ben si presteranno alla manipolazione massmediatica che sa fare cassa incoraggiando l’interesse morboso del pubblico, riportando solo o principalmente gli aspetti “dionisiaci” e tralasciando quelli “apollinei” che tu citi e non dubito esistere.
              Voglio dire…non solo avete un giorno all’anno, ma lo utilizzate pure male.

  19. Sandro Di Marco ha detto

    La fede puo’ certamente aiutare a vivere la sessualita’ in maniera piu’ equilibrata, sensata, responsabile. Ma parlare della fede come di qualcosa che ti aiuta a “cambiare” sessualita’ mi sembra preoccupante. La sessualita’ in se’ non ha alcuna caratteristica morale o immorale. Io sono gay o etero, sono (o se vuoi sono diventato) cosi’…cosa c’e’ di negativo (o di positivo) ? e’ quello che poi ne faccio di questa sessualita’ che ha una valenza morale. Un conto e’ se indirizzo questa sessualita’ verso un rapporto di coppia costruttivo, sano, appagante..un conto e’ se mi focalizzo su una promiscuita’ fine a se stessa. Esistono tantissimi gay ed etero che fanno una cosa o l’altra. Ha senso focalizzare un discorso sulla morale su QUESTE SCELTE, non sulla sessualita’ di un individuo.

    • Nofex ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      “Io sono gay o etero, sono (o se vuoi sono diventato) cosi’…cosa c’e’ di negativo (o di positivo)?
      Nulla, sei diventato gay e sei libero di esserlo.

  20. P. G Milanesi ha detto

    Mi dispiace, ma occupandomi di neuroscienze ed avendo scritto un saggio proprio sull’argomento, vi invito a documentarvi meglio. Dalle ricerche sulle strutture e conformazioni del cervello è emerso chiaramente che la persona con tendenze omosessuali ha una conformazione dei moduli cerebrali più vicini a quelli del sesso opposto. Poiché la nostra sessualità è determinata da un flusso ormonale che “scolpisce” l’indentità della persona, già a partre dalla ottava settimana di gestazione (tutti nasciamo femmine e poi ci modifichiamo) da una variazione del flusso o da una anomalia intervenuta in questa fase di “scultura” nella fase prenatale,può derivare anche una diversa conformazione del nostro sistema che governa l’identificazione sessuale. Esiste anche una ipotesi genetica per quanto è stata rilevata una difformità nel cromosoma n. 28.
    Distinti saluti

  21. LEPANTO ha detto

    Buona notte a tutti.

  22. Sandro Di Marco ha detto

    Ho dato un’occhiata a svariati video di Luca di Tolve, postati in merito al suo “cambiamento” di sessualita’. Vorrei far presente che in molti di questi video Luca dice che Padre Pio in persona gli ha detto di non essere piu’ gay e che glielo ha chiesto anche la Madonna. In un video dice che quando ha deciso di non essere piu; gay ha visto “ombre scure levarsi verso il cielo dall’armadio della sua stanza”…..

    Ora io mi chiedo

    1 – Cosa c’entrano Padre Pio e la Madonna con l’identita’ sessuale di un individuo?
    2 – Cosa c’entra un lavoro serio di chiarificazione dei dubbi personali sulla propria indentita’ sessuale con visioni mistiche?
    3 – Ci si rende conto che parlare di Padre Pio e della Madonna (con tutto il rispetto)che danno istruzioni su cosa fare della propria sessualita’ equivale a dire che gli elfi della foresta e Babbo Natale sono venuti ieri sera a cena ? Insomma sono discorsi che fanno seriamente dubitare il senso di realta’ di questa persona.
    4 – Anche volendo affrontare il discorso da un punto di vista religioso, ha un che’ di supponente, poco umile, o piuttosto invasato, raccontare che i santi e la Madonna in persona danno istruzioni sulla propria sessualita’. Siamo ben poca cosa davanti al divino, addirittura Luca, in base ai suoi racconti, sembra avere una linea diretta con la Madonna.
    5 – Luca racconta dettagli di una vita omosessuale eccessiva e fuori da ogni dimensione serena e matura. Adesso fa discorsi contro l’omosessualita’ mettendo in campo conversioni e visioni mistiche. Insomma, l’approccio alla sua vita sessuale mi sembra continui ad essere fuori dalla realta’, eccessivo, poco sereno. Che credibilita’ ha questa conversione ?

  23. Sandra ha detto

    Mi ha molto emozionata, Adamo, il tuo racconto, soprattutto perché dà proprio un’idea di avvicinamento a Dio più che ai piaceri terreni. Detto questo, io sono finita su questo sito per motivi diversi, che ora vi spiego, e alcuni commenti a questo articolo e a quello della “conversione” di Adamo mi hanno molto ferita. Io ho un dubbio interiore che mi assale, da anni, e nessuno è mai riuscito a farmene uscire (il mio parroco, passatemi l’idea, non è una persona con cui si può molto ragionare). Io sono sterile e non posso farci niente e sapevo questo anche prima di sposarmi. Nonostante ciò mio marito mi ha sempre accettata, mi ha sempre detto che ci possono essere altre vie come l’adozione, siamo una coppia felice. Ora però il mio dubbio è, se davvero la sessualità, come ho letto in alcuni commenti a questi articoli citati, ha senso solo se c’è la possibilità di procreazione, io cosa avrei dovuto fare, rimanere nubile per tutta la vita? Oppure, dato che ho trovato una persona che amo e che mi ama, sì sposarmi, ma non avere rapporti con mio marito? Mi sento sempre presa in causa quando si parla di omosessualità, sia perché molte frasi che vengono dette le sento applicabili anche alla mia dolorosa situazione, sia perché ho una cara amica che vive da 16 anni con una donna, io e lei parliamo di emozioni, sensazioni, attrazioni io verso mio marito e lei verso la sua compagna e spesso ci ritroviamo a parlare l’una per l’altra da quanto sono simili i due rapporti. Con la differenza che il mio è dentro il matrimonio, questo non lo trascuro. Questo lo so, ma non riesco a non far entrare in gioco la razionalità, quella sana, non estremista, e mi chiedo perché il mio comportamento del desiderio di avere rapporti con mio marito è accettabile, quando il suo è deviato e dovrebbe astenersi. Lei è una persona molto equilibrata, più di me sicuramente, io ho cercato diverse volte ad avvicinarla a Dio, senza successo, ma non mi sono mai permessa di consigliarle una vita diversa, questa la rende felice e completa (pensate che non desidera figli, ma dice che lei e la sua compagna hanno tanto amore da dare e fanno parecchie attività di volontariato). Sono io che invece alcune volte a desiderare mio marito mi sento, come dire, “sporca” e sento bisogno di capire se non dovrei…

    Per concludere con un tono meno di pesantezza, ho raccontato alla mia amica la storia di Adamo e lei mi ha risposto: “se avessi avuto contatti con l’arcigay, la voglia di non avere più a che fare con il mondo omosessuale sarebbe venuta anche a me!”. Si scherza, eh…

    • GiuliaM ha detto in risposta a Sandra

      Ho trovato questo estratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica:
      Il Vangelo mostra che la sterilità fisica non è un male assoluto. Gli sposi che, dopo aver esaurito i legittimi ricorsi alla medicina, soffrono di sterilità, si uniranno alla croce del Signore, sorgente di ogni fecondità spirituale. Essi possono mostrare la loro generosità adottando bambini abbandonati oppure compiendo servizi significativi a favore del prossimo.

      Mi pare di capire che la posizione della Chiesa non è così estrema sulla fecondità delle coppie: lo stesso San Paolo diceva che è meglio sposarsi invece che “ardere di desiderio”. Inoltre tu e tuo marito potete donare amore a tanti bambini meno fortunati che hanno tanto bisogno di una mamma e di un babbo 🙂

    • Dario ha detto in risposta a Sandra

      Per quello che ti posso dire non devi affatto sentirti a disagio ad avere rapporti con tuo marito anche se sei sterile, l’importante è non opporre barriere alla eventuale formazione della vita, poi sta solo a Dio decidere se e quando è il caso di farla nascere. Se prendi il Vangelo c’è un esempio di donna santa che era sterile eppure mica ha smesso di avere rapporti col marito, anzi poi è divenuta la madre di Giovanni il Battista. La scienza moderna sarà anche più precisa di quella dell’epoca ma non è infallibile e comunque non è dotata dei mezzi che ha Dio. In definitiva quello che ti invito a fare è di non porti questo genere di problemi, non è peccato per due persone sposate avere rapporti matrimoniali =)

    • Contedduca ha detto in risposta a Sandra

      Ciao Sandra, mi ha molto colpito la tua testimonianza.

      Se sei cristiana conoscerai la storia di Sara, la moglie di Abramo che è rimasta incinta di Isacco pur essendo avanti negli anni.
      Avrai
      presente la storia di Maria che è rimasta incinta pur “non conoscendo uomo”. Capirai che all’onnipotenza di Dio non c’è mai fine a parte quando è la nostra libertà a scegliere il contrario.
      Coraggio quindi!

      Quà sopra ho letto cose aberranti come il fatto che il matrimonio in Chiesa consentirebbe alle persone cattoliche di sentirsi parte di una comunità.
      Sappiamo bene tutti che se fosse solo questo non ci sarebbe bisogno di sposarsi nella Comunità Europea (battuta, per chi non lo capisse…), perchè siamo già parte di una comunità.

      Quando due persone si sposano con il Sacramento del Matrimonio mettono Dio in mezzo a loro, chiedono a Dio di aiutarlo a costruire e a guidare la loro famiglia; non è un matrimonio a due ma a tre perchè c’è Dio con loro. Dio è Amore, quindi se un matrimonio è fondato sull’Amore, è fondato su Dio.

      Per capire il significato dell’Amore bisogna rifarsi al greco che per definire l’amore usava 3 parole, una non bastava. 🙂
      Queste erano: philos, eros e agape ovvero l’amicizia, l’amore procreativo (che si può ottenere solo attraverso l’atto chiamato appunto erotico) e la comunione fraterna.
      Quindi l’atto procreativo è solo una delle manifestazioni dell’amore.

      La Chiesa ammette i matrimoni solo tra quelle persone che possono costruire una famiglia se Dio vorrà, quindi attraverso atti che a Sua discrezione potrano formarla attravrso il dono dei figli.
      E non può esistere un atto procreativo tra omosessuali, che sono gli atti condannati dalla Chiesa, non le persone.
      Così come non sono ammessi atti eterosessuali prima dei matrimoni perchè non mettono al primo posto la procreatività e l’unione ma il piacere che si riceve dall’atto, non avendo le due persone preso l’impegno indissolubile ad unirsi e quindi non appartenendosi.

      Gli atti omosessuali sono contro natura poichè non consentono la naturale procreazione.
      Gli omosessuali (il nome definisce solo la tipoloigia di persone dalle quali sono attratte sessualmente) sono malati, secondo me, proprio perchè hanno la tendenza ad avere rapporti sessuali con lo stesso sesso, la ricerca esclusiva del piacere da ricevere.
      La Chiesa non dice che siano malati (questa è una mia opinione) ma che devono sopportare la loro situazione come una prova, così come devono farlo quegli eterosessuali che vogliono farsi una famiglia ma ai quali Dio non dona un partner.

      Giovanni Paolo II nel suo libro “amore e responsabilità” che ti consiglio vivamente, ne mette anche un altro, l’amore sponsale che è qualcosa in più di tutti gli altri 3 messi insieme. Perchè li racchiude e li innalza al livello di perfezione dato dal Sacramento, che fa dei due consorti “una carne sola”.
      Nell’Humanae Vitae (di Paolo VI) si chiarifica la liceità del ricorso ai periodi infecondi (per le coppie fertili) che sono cautelativi ma non pongono limiti alla Volontà di Dio.

      Tu pur essendo sterile, unendoti con tuo marito senza limitare l’Onnipotenza di Dio attraverso anticoncezionali, non sarai mai sicura che al cento per cento lui non possa farvi una grazia grandissima, quindi è comunque un “rapporto aperto alla vita”. Ma d’altra parte esistono anche le adozioni o gli affidi che sono un modo per aiutare dei bambini più sfortunati a vivere meglio e secondo me diventa un atto d’amore ancor più grande.
      Tra te e la tua amica non c’è il minimo paragone, perchè anche se parlate di emozioni sensazioni e attrazioni, tu sai benissimo che l’amore non è solo sentimentalismo. L’amore è dono di sè. Ma non c’è assolutamente bisogno di sposarsi per dimostrare Amore.

  24. Ugo La Serra ha detto

    “non esistono ad oggi conoscenze scientifiche che possano considerare sbagliato, o dannoso, un trattamento medico orientato alla modificazione di un comportamento omosessuale non desiderato.”

    Perché solo “omosessuale”? Anche l’eterosessualità potrebbe essere non desiderata. Ed anche dell’eterosessualità non è stato trovato nessun gene che la caratterizzi.

    Di conseguenza, direi che è del tutto sensato chiedere un trattamento medico orientato alla modificazione di un comportamento eterosessuale non desiderato.

    • Piero ha detto in risposta a Ugo La Serra

      Anche l’eterosessualità potrebbe essere non desiderata. Ed anche dell’eterosessualità non è stato trovato nessun gene che la caratterizzi.

      Ripassati il concetto di “riproduzione sessuata”
      magari comincia da qui:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Riproduzione_sessuata#Riproduzione_sessuata

      • Ugo La Serra ha detto in risposta a Piero

        “Capirai che all’onnipotenza di Dio non c’è mai fine a parte quando è la nostra libertà a scegliere il contrario.”

        • Contedduca ha detto in risposta a Ugo La Serra

          Ma perchè di tutto quello che ho scritto hai selezionato solo quello che conviene a te?

          Certo che anche l’eterosesualità potrebbe non essere desiderata, ma ciò sarebbe innaturale, infatti è una Legge di Natura, non un frutto del desiderio, E’ qualcosa che si impone alla natura umana per la sua sopravvivenza: per fare figli devi essere etero, perchè il tuo pisello ha solo un organo complementare, tutti gli altri che puoi usare sono solo falsi succedanei volti a scopi ludici e quindi non espressioni di Amore.
          La libertà non consiste nel fare ciò che si vuole bello mio perchè questo vuol dire essere schiavi delle proprie passioni, emozioni e sensazioni, senza princìpi e vuol dire vivere come se si fosse soli a questo mondo usando gli altri per i propri mezzi e fini.
          La libertà consiste nell’aderire alla Verità: nel rispettare le Leggi naturali di cui facciamo parte.
          Solo uomo e donna possono creare una famiglia, probabilmente perchè solo un uomo e una donna possono educare in modo sereno e bilanciato una prole.

          Il sesso non serve a dimostrare affetto, altrimenti perchè si condanna la pedofilia (verso un bimbo al quale si vuole bene) e la zoorastìa (verso il proprio amatissimo animale domestico)? Secondo quale criterio?

          Durante un orgasmo tu spargi un seme, questo seme servirà a qualcosa, se tu spargi il seme dove non è naturale che si possa procreare non è un rapporto vero ma sbagliato.

    • Nofex ha detto in risposta a Ugo La Serra

      Sarebbe un discorso corretto partendo dal presupposto che l’eterosessualità non sia genetica. In realtà è la cosa più falsa e bislacca che si possa dire: la Natura (Dio, per i credenti) crea ogni uomo e ogni donna con un bellissimo ed efficiente sistema riproduttivo adatto e preparato alla riproduzione. Esso non avrebbe senso se non trovasse la sua complementarità, ovvero il membro maschile con l’apparato femminile e viceversa. Geneticamente l’uomo è predisposto all’accoppiamento con il sesso diverso e infatti chi è omosessuale non utilizza (se non in minima parte) il proprio sistema riproduttivo. La Natura (Dio?) predispone geneticamente, fisiologicamente e anatomicamente l’uomo all’eterosessualità.

      • Ugo La Serra ha detto in risposta a Nofex

        Tutto vero e corretto.
        Ma:
        Geneticamente l’uomo non è predisposto a respirare a 40 metri di profondità sotto il mare. Ma, tramite un auto respiratore ad aria compressa possiamo utilizzare i nostri polmoni “contro natura” per respirare anche sott’acqua.
        Analogamente per il volo, noi esseri umani non possediamo ali. Ma tramite un Airbus A380 o un Boeing 747 possiamo volare persino da un continente all’altro.
        Geneticamente poi, l’uomo dispone di un efficientissimo sistema di locomozione che gli consente di correre e di spostarse senza problemi. Eppure molti di noi non utilizzano affatto, se non in minima parte, questo meraviglioso dono del Signore, preferendo l’automobile, il treno.

        Mi chiedo allora, perché volare contro natura, o immergersi nelle profondità del mare contro natura, o usare l’automobile o il treno, sempre contro natura, non sia un male, mentre fare sesso “contro natura” lo sia.

        • Nofex ha detto in risposta a Ugo La Serra

          Guarda, se mi vuoi prendere in giro dillo subito… quello che dici, scusami, è davvero di una banalità estrema…aiutare il nostro corpo artificialmente per raggiungere limiti altrimenti non raggiungibili non è affatto andare “contro-natura”, ma aumentare semplicemente la portata del “dono” del Signore e i nostri sistemi e apparati anatomici-fisiologici rimangono costantemente in funzione per adempire il ruolo per cui sono stati inseriti nell’uomo. Sul prendere l’autobus o mettere le scarpe stendo veramente un velo di silenzio e di imbarazzo.

          Ribadisco il concetto sperando di avere una risposta sensata: l’uomo nasce predisposto geneticamente, anatomicamente e fisiologicamente all’eterosessualità in quanto trova al suo interno un perfetto sistema riproduttivo, il quale raggiunge la sua efficacia nell’incontro con un altro sistema riproduttivo ad esso complementare, il sistema riproduttivo dell’uomo con quello della donna ecc.. L’omosessuale per essere tale deve rendere inutile il proprio sistema riproduttivo. Questo non serve affatto ad accusare di essere “contro natura” gli omosessuali, anche perché in molti casi è bene essere “contro natura”, ma serve per sostenere con tutta l’evidenza che hanno tutti che l’eterosessualità è una questione genetica, al contrario dell’omosessualità.

          Si nasce eterosessuali e si diventa, semmai, omosessuali. Per chi non capisce questo concetto è sufficiente che si guardi in mezzo alle gambe e si chieda: “perché”?

        • Contedduca ha detto in risposta a Ugo La Serra

          mah…se uno volesse realmente approfondire una questione, ragionerebbe per via analogica. Mentre, quando uno vuole solo provocare legge solo ciò che gli conviene e copincolla ciò che gli conviene per fomentare, prendere per il culo e per fare ciò che vuole lui.
          Quello che stai facendo tu è questo. Perchè oltretutto fingi di fare lo stupido per ridurre il tuo avversario “dialettico” a perdere la pazienza e a mandarti a quel paese per poi accusarlo di non avere niente da rispondere e sentirti di aver vinto quando invece non vinci mai perchè non migliori la discussione ma riproponi sempre e solo i soliti argomenti triti e ritriti perchè non hai una mazza da fare.

          1°: la tecnologia che migliora le nostre capacità, che ci è d’aiuto nel potenziare le nostre abilità non va contro natura in sè stessa perchè le potenzia ma allo stesso tempo ti mette più facilmente in pericolo di vita,se ti finisce l’ossigeno muori, se ti si ferma l’aereo muori, mentre se cammini o respiri sulla terra ti puoi fermare quando vuoi. Fai comunque cose al di fuori della tua portata. quando dipendi dalla tua tecnologia, a tuo rischio e pericolo.

          2°: se voli su un aereo non ti fai chiamare uccello e non covi le uova per riprodurti; se respiri a 40mt sott’acqua, non ti fai chiamare pesce e non spargi il seme in acqua con la speranza che fecondi una bella ragazza e ottieni una prole, come fanno i pesciolini. puoi fare sesso con chi vuoi ma non puoi obbligarmi attraverso una legge ad essere riconosciuto come una famiglia quando i tuoi rapporti sessuali non sono aperti alla vita e non possono procreare naturalmente.

          3°: se amplifichi le tue potenzialità non vai contro natura ma oltre la natura a tuo rischio e pericolo, come detto.
          Mentre se non utilizzi i tuoi organi per il motivo per il quale sono stati inventati vai contro natura, mi pare che la differenza ci sia e sia anche evidente.

          Detto questo ti invito a leggere nella sua totalità l’intervento quì sopra e contraddimi sull’intero concetto, non sulla singola frase.
          Perchè se ti dico che il sesso non serve a dimostrare l’Amore e che l’amore non si dimostra solo con il sesso, un motivo c’è.
          Gli atti sessuali servono per procreare, dal momento che tu non lo fai fai qualcosa di sbagliato.

          • Ugo La Serra ha detto in risposta a Contedduca

            Facendo sesso in maniera “estesa”, cioè anche con persone verso le quali non sarei predisposto “naturalmente”, cioè persone del mio stesso sesso, non sto facendo altro che “potenziare le nostre abilità”.
            Cosa ci sarebbe di male in tutto ciò?
            Perché il sub e le tette al silicone si e l’omosessuale no?
            Non ho ricevuto risposta.

            Seconda cosa:
            “puoi fare sesso con chi vuoi ma non puoi obbligarmi attraverso una legge ad essere riconosciuto come una famiglia quando i tuoi rapporti sessuali non sono aperti alla vita e non possono procreare naturalmente”

            Perché no? Anche la famiglia, in realtà, è una cosa “contro natura”. Gli esseri umani sono per natura promiscui, come i bonobo, per intenderci, nostri parenti più stretti.
            Ed il modello sociale basato sulla promisquità è comune in molte società primitive.
            Quindi non vedo perché non applicare qualcosa di “contro natura” a qualcos’altro sempre “contro natura”.

            • Nofex ha detto in risposta a Ugo La Serra

              Spostare la discussione su cosa sia “naturale” e “contro natura” è sbagliato, controproducente e distraente. Lo dico a Conteducca e anche a Ugo La Serra. Non è su questo che si svolge il dibattito perché essere “contro natura” a volte è molto conveniente per l’uomo essendo esso in grado di riconoscere ciò che è bene e ciò che è male, al contrario degli animali o delle piante.

              La discussione nasce dal fatto che Ugo La Serra dichiara che l’eterosessualità non è geneticamente prevista. La mia risposta è stata invece questa: l’uomo nasce predisposto geneticamente, anatomicamente e fisiologicamente all’eterosessualità in quanto trova al suo interno un perfetto sistema riproduttivo, il quale raggiunge la sua efficacia nell’incontro con un altro sistema riproduttivo ad esso complementare, il sistema riproduttivo dell’uomo con quello della donna ecc.. L’omosessuale per essere tale deve rendere inutile il proprio sistema riproduttivo. Si nasce eterosessuali e si diventa, semmai, omosessuali.

              • Ugo La Serra ha detto in risposta a Nofex

                Direi che la sessualità è geneticamente prevista. Non l’eterosessualità, altrimenti dove sarebbe geneticamente scritta l’eterosessualita (intesa come preferenza sessuale, non come anatomia) ci potrebbe essere scritta anche l’omosessualità. Semplicisticamente, alterando il gene dell’eterosessualità si otterrebbe un omosessuale.

                • Dario ha detto in risposta a Ugo La Serra

                  La tua sembra la classica pretesa di dimostrazione del fatto che il Sole sia giallo, è l’evidenza dei fatti che lo dimostra, non serve cercare formule matematiche o altro. Nel caso specifico basta un’occhiata a come siano naturalmente strutturati gli esseri umani, senza dover scomodare la genetica o altro…

                  • Ugo La Serra ha detto in risposta a Dario

                    Quindi, avendo “dimostrato” qualcosa di banalmente vero, direi che concordi con me, che non esiste né il gene dell’omosessualità, né quello dell’eterosessualità.

                    Ma non vedo come da ciò possa derivare la moralità o la *non* moralità dell’omosessualità o dell’eterosessualità.

                    • Nofex ha detto in risposta a Ugo La Serra

                      L’eterosessualità è genetica in quanto il nostro pool genetico è predisposto al funzionamento del sistema riproduttore che trova pieno sviluppo e senso dell’incontro con il sistema riproduttore dell’altro sesso. Sinteticamente possiamo dire che l’eterosessualità è genetica, al contrario dell’omosessualità. L’uomo oggettivamente è predisposto alla relazione con l’altro sesso e dunque è disordinato da questo punto di vista non farlo. L’uomo ha tutta la libertà di non farlo e non seguire ciò che per cui è stato fatto, ma non è possibile paragonare l’eterosessualità all’omosessualità dal punto di vista genetico. Tutto qui.

                    • Dario ha detto in risposta a Ugo La Serra

                      No, ho scritto che ci sono cose che vanno prese come degli assunti e non si possono dimostrare come il fatto che al colore del sole è associato il nome “giallo”, che il successore di 1 è 2, che se sottraggo 1 a 0 ottengo -1 (che è una cosa assolutamente artificiale visto che i numeri negativi in natura non esistono, se ti chiedo -10m di stoffa tu che fai?) ecc.
                      Le leggi della fisica (e non solo visto che la fisica sta alla base della chimica e di conseguenza della biologia) sono basate sull’osservazione della realtà non, come pretendi di fare tu, sul tentativo di convincere la gente che la realtà segua le regole dei tuoi ragionamenti campati in aria…
                      In soldoni: “data la realtà si trova la legge che la regola” e non “data la legge si cerca di farvi aderire la realtà alla ben e meglio”. Liberati la testa da un po’ di ideologia e prova ad osservare la natura con gli occhi sgombri dal pregiudizio, vedrai che ci arriverai anche tu 😉

                    • Dario ha detto in risposta a Ugo La Serra

                      A scanso di equivoci, la mia risposta era rivolta a Ugo e non a Nofex

                • Nofex ha detto in risposta a Ugo La Serra

                  L’eterosessualità è geneticamente, fisiologicamente ed anatomicamente prevista dal fatto che il nostro pool genetico è predisposto al funzionamento del sistema riproduttivo che trova pieno compimento nell’incontro con il sistema riproduttivo femminile e viceversa.

                  Si nasce eterosessuali e si diventa omosessuali. Non vedo dove sia il problema. Questo non significa che gli omosessuali siano “contro natura” o altre cose, non m’interessa nulla. Ma si nasce eterosessuali. Aprite gli occhi, vi auguro di farlo il prima possibile!

              • Contedduca ha detto in risposta a Nofex

                Noxef, ma ci rendiamo conto quando qualcuno ci prende per i fondelli?
                Lasciamo stare…

              • Contedduca ha detto in risposta a Nofex

                Nel Cristianesimo, è detta apologetica quella parte della teologia che ha lo scopo di affermare la razionalità e la credibilità della fede dimostrando l’origine divina della Rivelazione cristiana.
                Tra gli strumenti di cui l’apologetica cristiana si serve per questo compito, ricordiamo: la morale naturale (dedotta razionalmente a partire dal concetto di natura umana), l’esegesi biblica e la ragione filosofica.

                Nofex, a quello lì ho già risposto come puoi leggere, a te invece non rispondo (nel senso di ribattere), ma solamente ti correggo perchè spostare la discussione sulla natura dell’omosessualità dall’ambito naturale vuol dire non avere un senso logico sul quale discutere.

                Che sia una malattia fisica (dovuta ad una diversa grandezza di alcuni organi cerebrali, come qualcuno ha detto) o psicologica (dovuta al crearsi della tendenza omosessuale a causa dei più svariati motivi) in ogni caso siamo nell’ambito naturale della questione perchè di natura umana stiamo parlando.

                Hai detto di non parlarne dal punto di vista naturale ma poi giochi la carta del campo genetico e non è un campo naturale quello?

                Nel caso in cui invece si voglia guardare alla moralità della questione, gli atti omosessuali sono atti moralmente gravi quanto quelli degli eterosessuali prematrimoniali o matrimoniali chiusi alla vita, in quanto ricercano esclusivamente il proprio piacere personale.
                Se più di quelli o meno, non è affar nostro giudicarlo.
                Quello che io continuo a ripetere dall’inizio dei miei interventi che è quello che Ughetto non legge o salta( ma ormai abbiamo capito c he Ughetto è un prenditore per culo, in tutti i sensi…), è che Amore è non = a sesso e che l’amore non si dimostra con il sesso.
                Con affetto.

                • Nofex ha detto in risposta a Contedduca

                  Non ritengo affatto l’omosessualità una malattia, così come lo ha ribadito ancora una volta l’arcivsescovo di Torino: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/426011/

                  Nel Catechismo della Chiesa si parla giustamente e semplicemente di disordine affettivo, nel senso che il rapporto omosessuale non segue i canoni naturali dell’affettività per cui l’uomo è fisiologicamente predisposto: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm (2357)

                  • Ercole ha detto in risposta a Nofex

                    Condivido pienamente il pensiero di Nofex

                  • Contedduca ha detto in risposta a Nofex

                    sì, come i ciechi che non sono ciechi ma non-vedenti: c’è qualcosa che non è che vada come deve andare quindi è un disordine visivo…però non sono malati, figurati..
                    Malato è un insulto, non una cosa obiettiva, quindi meglio non dirlo.

                  • Ugo La Serra ha detto in risposta a Nofex

                    Direi che le prescrizioni del catechismo non derivino dal fatto che esista o meno il gene dell’omosessualità, o dell’eterosessualita.
                    E tanto mi basta.

                    • Nofex ha detto in risposta a Ugo La Serra

                      Derivano da una semplice osservazione e dal confronto con diversi specialisti in materia. Le genetica dell’omosessualità non esiste (c’è una lieve predisposizione), mentre l’uomo è evidentemente ed oggettivamente predisposto per la sessualità etero, in quanto ha un apparato riproduttore apposta dedicato.

            • Contedduca ha detto in risposta a Ugo La Serra

              Questo articolo è stato scritto da una persona che ha una concezione antropologica cattolica. Se tu pensi di discendere dai bonobo sono fatti tuoi la concezione cattolica pensa che noi uomini siamo persone, non animali, quindi con queste argomentazioni sei OT.
              Tanti saluti!

              • LEPANTO ha detto in risposta a Contedduca

                CARO CONTEDDUCCA ,credo come tu ben dici, qui c’è qualcuno che vuole prenderci per i fondelli. Voler artificiosamente confutare la legge naturale è un compito assai arduo… e tipico di coloro che pensano a metà.

            • Dario ha detto in risposta a Ugo La Serra

              I bonobo saranno i tuoi di parenti più stretti, comincia a portare tesi un po’ più verificabili oggettivamente su cui basare i ragionamenti invece delle farneticazioni di qualche sedicente divulgatore “scientifico”…

              • Ugo La Serra ha detto in risposta a Dario

                Beh, spiegami cosa vuol dire per te “verificabile oggettivamente”, e cercherò di essere più preciso.
                Riguardo i bonobo, è oggettivo il fatto che abbiamo in comune dal 99% al 99,6% dei geni.
                Per quanto riguarda le mie convinzioni, sono sempre pronto a cambiarle, se qualcuno o qualcosa mi da l’evidenza che esse siano sbagliate.

                • Maffo ha detto in risposta a Ugo La Serra

                  Ricordo a Ugo che l’uomo condivide anche il 50% dei geni della banana. Questo occorre dirlo proprio a dimostrazione del fatto che è un argomento portato avanti da chi purtroppo non sa nulla di genetica. Tutte le altre risposte sono già date più sopra.

                  • Dario ha detto in risposta a Maffo

                    Proprio così Maffo, per uno che ragiona in modo rigoroso (come dovrebbero fare gli scienziati) il concetto di somiglianza da solo non dovrebbe aver senso in quanto trattasi di cosa troppo condizionata dalla soggettività, al massimo si può parlare di maggiore somiglianza rispetto a qualcos’altro.
                    Insomma Ugo, io ti posso dire che un’automobile è simile ad un martello e tu rideresti ma un automobile sarebbe comunque più simile ad un martello che non ad un fenicottero. Quindi non venirmi a parlare di automobili come se si usassero per piantare chiodi solo perché dal tuo punto di vista la somiglianza è tale da considerare trascurabili le differenze

                  • Dario ha detto in risposta a Maffo

                    Tra l’altro, io ho fatto un po’ di bioinformatica e so come avviene il campionamento del DNA da un punto di vista informatico e credimi, è un procedimento pieno di errori che presi singolarmente sono trascurabili ma non si sa come si comportino quando presi in grandi quantità (e più il DNA è complesso più la quantità aumenta). Per questo scusami, ma proprio non riesco a prendere sul serio la gente che come te parla di DNA come si parlerebbe di una cartina stradale

  25. a-ateo ha detto

    @carlo mes,
    Scrivi: “In sintesi mi chiedi per chi combatto? Per nessuno. E’ forse un demerito?”

    rispondo: a parte il fatto che è una bugia, si,è sicuramente un demerito.
    A te degli omosessuali non potrebbe fregà de meno…

    E poi, da uno che lavora come “manager d’azienda: ho un reddito alto.” a Shangai…mi aspetterei una visione meno “localistica” del mondo…visione che infatti non hai…altra bugia…
    Scusa la sincerità…
    Visione dinamica del mondo stupida perchè obbedisce alla terza legge della stupidità…
    “Far male agli altri facendo male anche a se stesso.”
    Infatti, fa male agli omosessuali iraniani il tuo modo di schierarsi, facendo anche male ai tuoi interessi di Occidentale….

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