La città di Milano accoglie il nuovo arcivescovo Angelo Scola

Come tutti sappiamo, Benedetto XVI ha nominato il cardinale Angelo Scola arcivescovo di Milano, una delle Diocesi più importanti del mondo. L’ex Patriarca di Venezia ha fatto ingresso ufficiale in Duomo il 25 settembre 2011.

Sottolineiamo le belle parole con cui è stato accolto dal laico Oscar Giannino, importante giornalista economico italiano: «Sono abbastanza cresciutello da sapere che la Chiesa non si giudica dagli uomini che la guidano. Ma il mio tifo si deve all’entusiasmo con il quale da anni leggo e divoro gli scritti di Scola. Su di me le sue parole hanno la facoltà di rendere tangibile la centralità dell’Uomo come destinatario del messaggio di un cristianesimo fatto per “rivoluzionare” nella storia e nella carne e nel sangue la nostra presenza qui. Io vengo da un mondo e da una formazione e una cultura laica e anzi laicissima. Scola ha saputo e voluto sempre parlare ai laici, è uno dei fili rossi più tenaci della sua missione culturale e pastorale. E io di questo gli sono infinitamente grato non perché abbia titolo per parlare a nome di chiunque altro. Ma solo perché mi ha tanto scaldato il cuore, frizionato la testa, sommosso le viscere, gonfiato i polmoni. Mi fermo alle ragioni del cuore. E alla felicità per la facoltà, d’ora in poi, di abbeverarmi direttamente andando in Duomo, non più solo leggendo». Molto belle anche le parole di Giovanni Bazoli, Presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, quelle del filosofo Massimo Cacciari e di quelle usate dall’editorialista de “Il Corriere della Sera”, Aldo Cazzullo.

Il mondo della cultura ha poi ufficialmente incontrato il nuovo Arcivescovo al Museo Diocesano. A questo link è possibile vedere il video dell’intervento di Scola. Presenti all’evento, in particolare, il rettore dell’Università Statale Enrico Decleva, lo scrittore Ferruccio Parazzoli, i giornalisti Gad Lerner e Gianni Riotta. Sopratutto è da rilevare il bell’intervento di Giacomo Poretti, attore, sceneggiatore e regista, membro dell’amatissimo trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo: «A Milano ci sono le code in via Montenapoleone per il saldi, ma ci sono più code alla Caritas per i pasti». E ancora: «noi cercheremo di non perdere di vista Dio, ma lei, che, se posso dirlo, è un po’ come il Sindaco delle anime, ci aiuti a non perder la strada per la Madonnina. E che Dio non perda di vista il suo Vescovo e Milano!».

Qui sotto il video del discorso dell’attore Giacomo Poretti

 

Qui sotto il video con l‘abbraccio della folla (oltre 30 mila persone) all’arrivo in piazza Duomo del nuovo Arcivescovo

 

Qui sotto il video dell’omelia dell’Arcivescovo

 

Qui sotto il video con il saluto finale alla Piazza sul sagrato del Duomo

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50 commenti a La città di Milano accoglie il nuovo arcivescovo Angelo Scola

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  1. Riccardo ha detto

    Speriamo che faccia meglio di Martini!

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    • Carlo Mes ha detto in risposta a Riccardo

      Vero….Il Card. Martini era troppo aperto…..

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      • Norberto ha detto in risposta a Carlo Mes

        No, era particolarmente anti-papista. L’apertura è un concetto molto vago…vale sempre il paragone che viene fatto qui frequentemente…all’inizio del ‘900 essere a favore dell’eugenetica era sinonimo di apertura.

        Sono concetti astratti ed effimeri.

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        • EquesFidus ha detto in risposta a Norberto

          Esatto, che vuol dire “aperto”? Le tendenze laiciste di Tettamanzi con le sue “aperture” (in realtà prese in giro verso i fedeli) alle altri religioni (vogliamo citare tutte le “marachelle” compiute dagli islamici sotto il suo compiaciuto sguardo?) ed all’ateismo militante (Pisapia, chi era costui?) erano sotto gli occhi di tutti, molto bene ha fatto Benedetto XVI ad insediare un arcivescovo di comprovata esperienza e di solida fede a Milano per rimediare a tutti i danni fatti dal suo predecessore! Come se ci volesse qualcosa per rinnovare la mia stima verso l’attuale pontefice…
          P.S.: per la cronaca, nel 2005 addirittura parteggiavo per l’elezione di Scola al Soglio Pontificio, quando ancora era patriarca di Venezia! 🙂

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      • EquesFidus ha detto in risposta a Carlo Mes

        A parte il fatto che era Tettamanzi e non Martini l’arcivescovo di Milano, questi non era troppo aperto, solo che un arcivescovo che manda una lettera di Natale senza nominare il Salvatore ma parlando di rifiuti, di crisi e di riciclaggio (vedasi http://milano.repubblica.it/dettaglio/tettamanzi:-ce-la-crisi-non-sprecate/1777656) per conto mio non è soltanto un appartenente del clero “da avanspettacolo” che fa tantissimi danni, con don Gallo alla testa…

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        • Carlo Mes ha detto in risposta a EquesFidus

          Premetto che non conosco bene ne’ Tettamanzi e Scola.
          Di Martini ho sempre avuto l’impressione di una personalita’ molto dialogante (Cattedra dei non credenti).
          Ricordo che teneva un filo diretto coi lettori del Corsera. Forse un po’ sofferente al suo ruolo a Milano e piu’ propenso a dedicarsi ai suoi studi.
          Mi sembra che fosse anche molto amato a Milano. Insomma non mi sembra proprio che fosse cosi male….

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          • EquesFidus ha detto in risposta a Carlo Mes

            Ma infatti non capisco cosa c’entri Martini (che neppure io conosco, per giunta). Io so solo che i danni li ha fatti Tettamanzi nel suo decennio di “regno” (perché alla fine questo era diventato), se poi questo sia avvenuto ex novo o fosse su una via già tracciata da Martini non saprei dirlo. Resta il fatto che Scola eredita una diocesi ormai avvezza ad un “cattolicesimo” antipapale e filosincretico, che poco ha a che vedere con il Magistero. Speriamo che l’illustre arcivescovo riesca a rimettere a posto le cose!

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            • Carlo Mes ha detto in risposta a EquesFidus

              Avevo fatto un piccolo commento (ironico…lo ammetto) a Riccardo che scriveva: “Speriamo che faccia meglio di Martini!”.
              Avevo commentato (ironicamente) perche’ ho una buona opinione di Martini (sebbene non conosca a fondo il suo pensiero).
              Su Tettamanzi non mi pronuncio.

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            • Piero ha detto in risposta a EquesFidus

              Diciamo che Tettamanzi ha proseguito nel solco tracciato da Martini…

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          • Nando ha detto in risposta a Carlo Mes

            Io sono della diocesi ambrosiana….qui sappiamo tutti che Martini è sottilmente anti-papista….e lo è anche Tettamanzi….Scola invece è una rivoluzione, tantissimi preti si sono sottilmente lamentati perché sanno benissimo chi è Scola. Lo stesso i priori dei seminari.

            Ovviamente sono tutte micro-questioni all’interno della grande famiglia della Chiesa.

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            • Piero ha detto in risposta a Nando

              “sottilmente”?
              Basta vedere come giudico’ il libro di Ratzinger su Gesu’…

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            • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Nando

              Sapete chi era il ghost writer delle encicliche di Giovanni Paolo II? Mons Tettamanzi.

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              • EquesFidus ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                Veramente, io sapevo l’allora Mons. Ratzinger.

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                • Piero ha detto in risposta a EquesFidus

                  anche perche’ e’ difficile conciliare le posizioni di Tettamanzi e Ratzinger (e Giovanni Paolo II, non dimentichiamolo, chè se no sembra che non fosse capace manco di scrivere un discorso… Dietro ogni affermazione, dietro ogni discorso, dietro ogni lettera, c’era sempre l'”appoggio” totale e incondizionato di Ratzinger. In questo senso il pontificato di Benedetto XVI e’ il naturale proseguimento di quello di Giovanni Paolo II). Raztinger era il piu’ stretto collaboratore di Giovanni Paolo II, non se ne separo’ neppure quando raggiunti i limiti di eta’, il cardinale voleva andarsene “dai suoi libri”.
                  Collaborazione preziosissima tra i due…

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                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

                    Ditemi quali sono le differenze tra le loro posizioni. Tutti le autorità anche per ragioni di tempo hannoi chi scrive i discorsi oppure una bozza di anciclica ciò non significa che non condividano quello che viene scritto anzi. L’attuale pontificato è certamente la continuazione del precedente e il Card Ratzinger è stato il principale collaboratore in campo teologico del precedente pontefice.

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  2. Riccardo ha detto

    Io sono piuttosto fiducioso!

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  3. Mandi ha detto

    Il video di Giacomino è divertentissimo…che grande uomo…non lo sapevo!

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  4. Greta ha detto

    I bookmaker -per quel che valgono ovviamente- lo danno come prossimo Papa…

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    • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a Greta

      Beh sicuramente è il favorito di Benedetto XVI, è un uomo di elevata cultura, è una persona aperta ed avviata al dialogo ecumenico, tiene dialoghi con la cultura laicista (tipo Floro Flores D’arcais), ha sempre fatto bene ovunque sia andato, è stato Patriarca di Venezia, ha una teologia vicinissima a quella di Ratzinger…insomma…i bookmaker non sono mica scemi..

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    • Carlo Mes ha detto in risposta a Greta

      Beh avrebbe nove anni prima di toccare la soglia degli 80 anni oltre i quali non si puo’ essere diventare Papa….
      Vabbe’ che Ratzinger ha 84 anni ma per fortuna lo vedo abbastanza in salute….
      Gia’ si pensa alla successione? Poverino….

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      • Piero ha detto in risposta a Carlo Mes

        se non sbaglio non puo’ partecipare al Conclave (se ha superato gli 80 anni), ma puo’ essere eletto, come puo’ essere eletto chiunque decida il Conclave.
        (spero di non sbagliarmi)

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        • Maffo ha detto in risposta a Piero

          In realtà posso essere eletto anch’io come Papa. Mi farebbero sacerdote subito dopo.

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          • Piero ha detto in risposta a Maffo

            ma e’ stata mai usata questa “clausola”?
            perche’… a volte mi da’ da pensare… 🙁

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            • Carlo Mes ha detto in risposta a Piero

              Un Papa non sacerdote non sembra…..
              Sembra che sia stato eletto un Papa che era solo un sacerdote ma l’elezione non gli porto’ molta fortuna. (http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Stefano_%28eletto%29).

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              • Piero ha detto in risposta a Carlo Mes

                ma qui dice che era un cardinale…

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                • Piero ha detto in risposta a Piero

                  si ok presbitero… ignoravo questa differenza nell’elezione.

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                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

                    i cardinali tuttora si dividono in 3 ordini: cardinali vescovi ai quali è assegnato il titolo di una diocesi suburbicaria, cardinali presbiteri titolari di una chiesa di Roma (solitamente una parrocchia) e cardinali diaconi ai quali è assegnata una diaconia. I cardinali appartenenti alle chiese cattoliche orientali invece pur avendo la dignita cardinalizia non hanno nessuna chiesa o diocesi a cui sono assegnate,

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                • Carlo Mes ha detto in risposta a Piero

                  Leggo che era un “semplice prete con un Titulus, ovvero un titolo cardinalizio” ma credo legato alla chiesa e non alla persona…..boh….

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                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Carlo Mes

                    cardinali tuttora si dividono in 3 ordini: cardinali vescovi ai quali è assegnato il titolo di una diocesi suburbicaria, cardinali presbiteri titolari di una chiesa di Roma (solitamente una parrocchia) e cardinali diaconi ai quali è assegnata una diaconia. I cardinali appartenenti alle chiese cattoliche orientali invece pur avendo la dignita cardinalizia non hanno nessuna chiesa o diocesi a cui sono assegnate,

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              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Carlo Mes

                Alcuni papi l’ultimo dei quali Gregorio XVI erano al momento di inizio del conclave cardinali ma non vescovi, quindi immediatamente dopo l’elezione il cardinale decano, il quale è sempre un cardinale vescovo, ha prvveduto a consacrarlo.

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            • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

              Prima di Giovanni XXIII si poteva essere cardinali e non vescovi, ricorod inoltre che è solo da 1000 anni che esistono regole per l’elezione del vescovo di Roma prima ogni morte di papa era gestita in modo diverso.

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          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Maffo

            Per diventare papa bisogna possedere i requisiti per poter essere consacrati vescovi perchè tale è il papa.

            Can. 378 – §1. Per l’idoneità di un candidato all’episcopato, si richiede che: 1) sia eminente per fede salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane, e inoltre dotato di tutte le altre qualità che lo rendono adatto a compiere l’ufficio in questione; 2) goda di buona reputazione; 3) abbia almeno trentacinque anni di età; 4) sia presbitero almeno da cinque anni; 5) abbia conseguito la laurea dottorale o almeno la licenza in sacra Scrittura, teologia o diritto canonico in un istituto di studi superiori approvato dalla Sede Apostolica, oppure sia almeno veramente esperto in tali discipline.

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        • Carlo Mes ha detto in risposta a Piero

          E’ vero….sapevo male. Pensavo che fosse un limite per l’elettorato passivo per non avere dei Pontefici troppo anziani. Pero’ a questo punto non capisco il senso di questa norma: perche’ oltre gli 80 non si puo’ essere elettori?

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          • Max ha detto in risposta a Carlo Mes

            Se non ricordo male, fu una norma istituita da Paolo VI, per evitare l’elezione da parte di cardinali troppo in la’ con gli anni. Qualche commentatore ha aggiunto che lo fece per evitare di “tornare indietro” dopo il Concilio Vaticano II da lui concluso. Boh.
            Comunque di solito mi fido di Paolo VI.

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            • Piero ha detto in risposta a Max

              No ti sbagli. Che io ricordi c’e’ da molto tempo, mi sembra (ma non sono sicuro) di ricordare che venne eletto Papa un vescovo che era in Terrasanta e a Marco Polo fu affidato il compito di avvisarlo.
              Per quanto riguarda gli ultraottantenni, puo’ esser eletto chiunque. Pero’ se non e’ un ecclesiastico prima va ordinato vescovo e poi puo’ diventare Papa.
              Che sia stato mai eletto un NON-ecclesiastico questo non lo so (appunto chiedevo).

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            • Piero ha detto in risposta a Max

              Ah scusa, ho sbagliato. pensavo replicassi a me invece rispondevi alla domanda di Carlo sul perche’ dopo 80 anni non si puo’ piu’ esser elettori.
              Scusami ancora.

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            • Piero ha detto in risposta a Max

              Si e’ vero. E’ una norma che introdusse Paolo VI e che fu confermata dai successori.

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              • Carlo Mes ha detto in risposta a Piero

                Fu istituita da Paolo VI nella Romano Pontifici Eligendo.
                Il ragionamento alla base di ciò è che i conclavi hanno la tendenza ad essere intensi e stressanti; fino al 1996, i cardinali erano chiusi nel Palazzo Apostolico, costretti a vivere in camere approntate temporaneamente, condividendo alcuni servizi igienici. A volte, alcuni cardinali sono stati troppo malati per recarsi nella Cappella Sistina. La decisione di Paolo VI era di rilevare i cardinali più anziani dai loro obblighi cardinalizi.
                Giovanni Paolo II ha mantenuto queste regole nell’Universi Dominici Gregis.

                http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Pontifici_eligendo

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  5. Tiziana ha detto

    Sinceramente non lo conosco molto…le parole che dice nei video toccano il cuore..si vede che ha alle spalle una grande cultura. Mi fa piacere per i milanesi.

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  6. Willy ha detto

    Martini è il capo della schiera ultra-modernista dei vescovi… quello che voleva un Concilio Vaticano III…

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  7. a-ateo ha detto

    @Willy,
    Ma chi è il tuo informatore “segreto”….sulla setta ultra- telefonin-modernista dei vescovi…?

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  8. Pino ha detto

    non invidio il Card. Scola, ha di fronte a se una “mission impossible” quella di raddrizzare la Chiesa ambrosiana distrutta da Tettamanzi. Si dimostri deciso e non guardi in faccia a nessuno, usi la frusta ove necessario, un certo tipo di clero ha bisogno di qualche frustata.

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  9. Franco ha detto

    Martini, Tettamanzi, Scola = un decrescendo sempre più evidente del senso profetico della Chiesa a scapito della fede e a vantaggio di una operosità che non ha nulla di luterano. Lo Spirito invocato da Scola gli ha fatto tuttavia dire che la Chiesa si fonda sulla capacità di rispondere ai primi bisogni umani. E’ quello che dicono – e sentono e fanno nella vita quotidiana e politica- i laici credenti e non i “fedeli di routine”. Auguro che la chiesa gerarchica milanese sappia tornare e rimanere nella sua missione educatrice dei “pargoli” e che torni a soffiare lo spirito profetico sul laicato adulto.

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    • Diavolaccio ha detto in risposta a Franco

      “Martini, Tettamanzi, Scola = un decrescendo sempre più evidente”, ma quale decrescendo Franco? Ti ricordo che Scola non solo è tra gli uomini di Chiesa più colti di oggi ma è anche tra i più fedeli a Benedetto XVI e tra i suoi preferiti. Nel 2005 ha rischiato di diventare Papa ed è ancora in lizza, è stato Patriarca di Venezia e oggi Arcivescovo di Milano, sostanzialmente i ruoli maggiori dopo il papato.

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