Martin Heidegger, un cattolico nascosto?

Già da molto tempo è ormai emersa con chiarezza l’origine cattolica di quello che è da molti considerato il più grande filosofo del XX secolo, Martin Heidegger. Il padre era sacrestano della parrocchia di Messkirch, la madre desiderava che prendesse gli ordini religiosi e di fatti il giovane Martin iniziò il noviziato dai Gesuiti (poi abbandonato per motivi di salute). Studiò teologia a Friburgo laureandosi su Duns Scoto nel 1915.

Sicuramente dunque proviene da un retroterra cattolico. La discussione verte oggi sul mantenimento di questo ideale nel corso della vita e sopratutto su quali tracce abbia lasciato nella sua opera filosofica. Ne parla su “Avvenire Francesco Tomatis, professore ordinario in Filosofia teoretica all’Università di Salerno, sottolineando come questo lato di Heidegger sia stato un messo in ombra dalla controversa adesione per 9 mesi al nazionalsocialismo in quanto rettore dell’Università di Friburgo.

Fortunatamente sono usciti nell’ultimo periodo alcuni volumi con sue opere inedite che permettono di ricostruire questo legame con il cattolicesimo. Ad esempio Contributi alla filosofia (Dall’evento) (Adelphi 2007), ma anche Filosofia e teologia nel pensiero di Martin Heidegger” (Queriniana 2011) curato da Philippe Capelle-Dumont, docente all’Università di Strasburgo e all’Institut Catholique di Parigi. Egli individua il grande interesse di Heidegger verso il Nuovo Testamento e il rapporto vivo con il cristianesimo e la metafisica occidentale. Interessante anche l’intervista al nipote di Martin, Heinrich Heiddeger, sacerdote cattolico scelto dallo zio come confessore e consigliere spirituale nell’ultima parte della sua vita: Martin Heidegger. Mio zio (Morcelliana 2011).

Roberto Righetto invece, responsabile delle pagine culturali di “Avvenire”, sottolinea che il suo pensiero non è mai stato in linea con il cattolicesimo ed estraneo al cristianesimo. Il matrimonio (rito cattolico) con Elfride Prite, di fede luterana, lo allontanò dalla Chiesa. Arrivò a scrivere ad un amico: «Convinzioni gnoseologiche, che si estendono alla teoria della conoscenza storica, mi hanno reso problematico ed inaccettabile il Sistema cattolico, non però il cristianesimo e la metafisica» (Lettera a Krebs, 1919). Il nipote Heinrich assicura comunque: «pur essendosi allontanato dal “Sistema del cattolicesimo” non è mai fuoriuscito dalla Chiesa, come a torto è stato scritto». E ancora: «Ciò che lo ha mosso per tutta la vita è la domanda su Dio, anche se filosoficamente non l’ha mai esplicitata». Heinrich ricorda inoltre il profondo legame con Romano Guardini e rivela che il celebre filosofo fu costretto a portare il simbolo nazista anche se si dimostrò in privato sempre molto critico verso il partito Hitler.

Tomatis afferma che da questi nuovi volumi emerge chiaramente che «non solo la teologia, ma la fede cristiana e il cattolicesimo stesso risultano l’orizzonte esistenziale a partire dal quale soltanto è possibile comprendere l’intero l’intero cammino di pensiero di Heidegger, dai giorni passati presso il noviziato dei Gesuiti ai due anni di studi teologici universitari, ai pellegrinaggi annuali al monastero di Beuron, sino al contegno solitario e monastico». D’altra parte è lo stesso filosofo tedesco a riconoscerlo nel 1938: «Solo chi era così radicato in un mondo cattolico effettivamente vissuto può intuire qualcosa delle esigenze che, come sotterranee scosse telluriche, influenzarono il cammino del mio domandare percorso fin qui» (M. Heidegger, “Besinnung”, V. Klostermann 1997). E ancora negli anni ’50: «Senza questa provenienza teologica, non sarei mai giunto sul cammino del pensiero. Provenienza tuttavia che rimane sempre avvenire». Heidegger stesso, continua il filosofo Tomatis, predispose personalmente il proprio funerale cattolico a Messkirch, con la recita del De Profundis e del Padre Nostro, officiato da Bernhard Welte e dallo zio Heinrich.

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54 commenti a Martin Heidegger, un cattolico nascosto?

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  1. Hugo ha detto

    Interessante…casco dal pero.

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    • Vladimiro ha detto in risposta a Hugo

      Siamo in due…ho letto poco di suo…ma ne ho sempre sentito parlare come persona totalmente estranea al cattolicesimo. Articolo sconvolgente..

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  2. Veterano Illuminista ha detto

    Visto la foto in bianco e nero, sicuramente questo signore non ha letto il libro di Hitchens. Per questo era cattolico.

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  3. Norberto ha detto

    Ma Heidegger non era mica un paladino del pensiero irreligioso?

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  4. EnricoBai ha detto

    avere il tempo per leggere tutto questo ben di Dio!

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  5. Katy ha detto

    Credo anch’io che Heidegger abbia centrato il suo pensiero al di fuori del cristianesimo. Ma evidentemente non era contro, era soltanto molto distante, nonostante ritenesse di esserne ispirato.

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  6. RobertoEck ha detto

    Il retroterra cattolico di Heidegger non è mai stato in discussione e sicuramente la religione cristiana ha lasciato profonde tracce nella sua opera. Ma dobbiamo ben distinguere la sua riflessione filosofica dalla sua fede personale, che per quanto ne possano dire i suoi discepoli o i suoi parenti, a nessuno è dato conoscere sino in fondo, visto il silenzio del filosofo su questo argomento. Ora, leggendo le sue opere, emerge chiaramente che la sua metafisica apre degli orizzonti che un cattolico non potrebbe mai accettare. Qualunque sia stata la sua fede, pertanto, di sicuro possiamo dire che il suo pensiero non è compatibile ‘tout court’ con una visione cattolica del mondo. Quindi un ‘Heidegger cattolico’ non esiste! Almeno filosoficamente parlando. Ma noi quello possiamo giudicare, non certo la sua coscienza. Quel tipo di giudizio spetta a Dio …

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    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a RobertoEck

      Si sono in parte d’accordo. Tuttavia è chiaro che la sua vita privata lascia trasparire che fosse un cattolico convinto, d’altra parte l’articolo è pieno di dati…dalla nascita alla morte. Che il suo pensiero non possa essere cattolico, o almeno quello che è già stato pubblicato, è verissimo.

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  7. Mimmo ha detto

    Ecco che il signor Roberto spara le solite cavolate sui “cattolici intelligenti” etc!
    Ah, se avessi ancora i documenti di mio zio Marcinkus e quelli di Calvi!
    Eppoi il tizio ci vuol far credere di essere un ricercatore, pensa che roba!

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  8. Flavio ha detto

    Un altro articolo sul tema: http://www.gliscritti.it/blog/entry/1053

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  9. Antonio72 ha detto

    Heidegger sicuramente ha risentito della sua provenienza teologica, anche perchè è stato forse uno dei pochi filosofi contemporanei a non mettersi al servizio della scienza-tecnologia. Anzi, la sua critica maggiore riguarda proprio la tecnica e quindi l’attuale civiltà che fondamentalmente è dominata dal progresso tecnico-scientifico. Heidegger sosteneva che la scienza “annienta” le cose perchè le riduce a pure strutture quantitative, trascurando gli aspetti qualitativi e trattandole quindi come se fossero un niente, che poi è l’essenza del nichilismo. Questa riduzione del mondo operata dalla tecnica, riguarda anche l’uomo, poichè limita la libertà e storicità della sua esistenza.
    Ovviamente la filosofia di Heidegger critica anche l’essenza della stessa religione cattolica, quindi anche se ha subito l’influenza del suo percorso iniziale teologico, la sua filosofia, per certi veri astrusa ed incomprensibile, non mi pare che abbia reso un gran servizio alla religione cattolica ed anche cristiana. Il fatto poi che avesse aderito al nazionalsocialismo, non lo rende questo gran simpaticone. Purtroppo anche in Italia abbiamo avuto un grande filosofo idealista, Giovanni Gentile, che era un esponente di spicco del governo fascista, che tra l’altro fece “qualcosina di buono” nella pubblica istruzione (se poi lo paragoniamo a certi ministri di oggi). Però non vorrei alleggerire più di tanto la posizione di Heidegger, tanto più che se non mi ricordo male, ci sono dei suoi scritti allucinanti a questo proposito. Quindi, almeno in quell’anno che aderì al nazionalsocialismo (tra l’altro mi pare che si pentì successivamente di questa sua scelta), l’incompatibilità con la Chiesa cattolica era totale.
    Ritornando al discorso della scienza, ricordiamoci che nel prossimo futuro la genetica, la robotica e le nanotecnologie, potrebbero interessare non solo le cose, intese come oggetti, ma lo stesso corpo dell’uomo! Dopo averne annientato di fatto l’anima (mi riferisco alla cultura prevalente materialista-scientista), toccherà anche al suo stesso corpo. E’ già una tendenza in atto, non è fantascienza.

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    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Antonio72

      Attendevo un tuo commento su questo articolo, dato che ne hai parlato con altri utenti qualche giorno fa. Sicuramente il suo pensiero sulla scienza è da sottoscrivere, non è un caso che nel secolo della rivoluzione scientifica c’è stata anche l’esplosione della filosofia riduzionista e l’eugenetica come sue conseguenza maggiore e più terribile.

      Mi chiedo come possa un uomo comunque cattolico, sicuramente all’inizio e alla fine della sua vita, poter sviluppare un pensiero così contrario alla posizione della Chiesa. Che si sia ravveduto alla fine? Che sia stata una parentesi quella centrale? Sembra che l’adesione la nazionalsocialismo fosse puro dovere, almeno da quanto dice il nipote.

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Renato Valsecchi

        Mi permetto di dubitare che Heidegger fosse veramente cattolico, almeno alla fine della sua vita, e sicuramente nel mezzo, quando aderì al partito nazionalsocialista, forse per semplici ragioni di opportunità.
        Tra l’altro pare che il primo provvedimento firmato in qualità di Rettore fu il divieto di ingresso alla facoltà del suo mentore ed amico Husserl, in quanto docente ebreo. Pare che in una sua lettera indirizzata ad un alto funzionario del Ministero dell’Educazione datata ottobre 1929 abbia scritto “..noi tedeschi dobbiamo scegliere: o riformare la nostra vita spirituale con educatori indigeni oppure consegnarci alla dilagante giudaizzazione”. Insomma, se hai ben capito, questo Heidegger, anche se è considerato un mostro sacro della filosofia contemporanea, non mi sta affatto simpatico. Ovviamente ha sempre negato di essere antisemita, tuttavia il servizio reso ad Husserl, a cui doveva qualcosina, dimostra esattamente il contrario. Per quanto riguarda la sua filosofia, credo che abbia appunto risentito più che altro della fenomenologia di Husserl. Ovviamente non esprimo giudizi sulla eventuale fede di Heidegger, nascosta nel suo intimo. Ma come sappiamo dai Vangeli la fede da sola non è sufficiente, soprattutto quando è contraddetta dalle opere.

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        • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Antonio72

          Capisco e concordo. Ma scusa…e le parole dello zio? Sacerdote cattolico?

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Renato Valsecchi

            Non so che risponderti. Avrà avuto le sue buone ragioni, visto che era allo stesso tempo il nipote, la guida spirituale ed il confessore di uno dei filosofi più eminenti della contemporaneità, nonchè Rettore dell’Università. Insomma Heidegger non era certo l’ultimo arrivato, aveva un certo potere e di sicuro anche un ascendente sul nipote. E poi non si devono mai sottovalutare i legami di sangue.

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  10. Willy ha detto

    Ma Heidegger non era agnostico? Non poneva il nulla come essenza dell’essere? Non era per lui la metafisica il suo oblio? Per quanto sia affascinante non ne farei un apologeta del cattolicesimo.

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    • Marco ha detto in risposta a Willy

      Forse è per questo che si parla di “nascosto”….insomma pare fosse cattolico in vita privata ma non in pubblica.

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  11. Roscriv ha detto

    Questo “reclutamento” di Heidegger tra le fila cattoliche mi sembra una mossa ingenua e forzata, se non addirittura dannosa per chi, non avendo conoscenza del filosofo tedesco, si approcci alla sua filosofia senza la necessaria cautela (soprattutto da parte di un cattolico non troppo smaliziato sui pericoli delle “eresie”).Ricevere un’educazione cattolica non prelude necessariamente ad una convinta testimonianza della fede nell’ambito del futuro lavoro intellettuale di un individuo. Troppi, anzi, si sono discostati dalla fede, ritenendola una forma di pensiero troppo ingenua e fondamentalmente falsa. Non si può considerare Heidegger un “testimone” della fede cattolica, così come non si può considerare “cattolico” Welby, sebbene i suoi più prossimi parenti abbiano chiesto per lui i funerali cattolici. Tutto ciò non toglie che negli ultimi momenti della sua esistenza terrena si sia “ricordato” delle eterne verità assimilate nell’infanzia e che abbia chiesto perdono per i suoi peccati e pietà per la sua anima…la salvezza, se richiesta, non viene negata a nessuno.
    Roscriv

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    • Gennaro ha detto in risposta a Roscriv

      Guarda, io sono d’accordo con te. Non mi pare si sia di fronte ad un “reclutamento”…, mi pare che si mettano a discussione le opinioni di alcuni studiosi di Heidegger e di un suo parente stretto per sostenere che comunque la sua vita fu sempre attraversata dall’ideale cristiano e a tratti quello cattolico. Non fu certo un testimone, dato che il suo pensiero è decisamente contrario a quello della Chiesa. Però l’uomo è molto complesso e dunque non è possibile etichettarlo. Lui stesso chiese un confessore e lui stesso predispose il suo funerale. E non era certo in un luogo e in un periodo di tempo in cui era “doveroso socialmente” farlo. Io rileggerò alcune sue opere con nella mente questa ipotesi…voglio vedere come appariranno.

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