I cittadini del Liechtenstein rifiutano la legalizzazione dell’aborto

Nel Liechtenstein vince il diritto alla vita. Con il 52,3% di “no” e il 47,7% di “sì”, domenica scorsa i cittadini hanno bocciato il referendum in cui si chiedeva la depenalizzazione dell’aborto per le prime 12 settimane .

Nonostante le forti pressioni ricevute dall’estero e dai sondaggi nazionali che prevedevano una vittoria del fronte favorevole, il popolo si è opposto in maggioranza. Attualmente nel Principato l’uccisione del nascituro è vietata ed è punibile con una pena fino ad un anno di detenzione, anche se praticato all’estero. Da anni comunque non ci sono state condanne.

In Parlamento, riporta Zenit.it, solo una minoranza aveva accettato l’iniziativa per legalizzare l’aborto.  In agosto, il principe ereditario Alois aveva comunque dichiarato che anche se avessero vinto i favorevoli, non avrebbe mai approvato tale legge (cfr. Ultimissima 22/8/11).

Recentemente ha ribadito che la soluzione a un figlio indesiderato non può essere l’eliminazione stessa del bambino. Per questo ha auspicato che si trovino altre forme per aiutare le donne che portano a termine una gravidanza non voluta. Anche la Chiesa aveva ovviamente espresso la propria contrarietà.

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21 commenti a I cittadini del Liechtenstein rifiutano la legalizzazione dell’aborto

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  1. Francesco Santoni ha detto

    Vittoria risicata, ma comunque significativa dal momento che, mi pare, tutti i referendum finora fatti nel mondo sull’argomento sono stati vinti dagli abortisti. Speriamo che questo sia l’inizio di un’inversione e del resto è sorprendente che sia accaduto in Europa.

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  2. Daniele ha detto

    Premesso che sono felice per la decisione presa dalla maggioranza dei cittadini del Liechtenstein di non legalizzare l’aborto, mi chiedo cosa avrebbe dovuto fare il Principe in caso di vittoria del fronte abortista. Secondo me avrebbe dovuto abdicare, come fece Re Baldovino del Belgio in un caso analogo, e reinsediarsi il giorno dopo, a firma – posta da un altro – già avvenuta.
    Perché se la firma del Capo di Stato (quindi del Principe) o di chi per lui è necessaria per l’entrata in vigore di qualsiasi legge, il suo non firmare nonostante l’esito favorevole del referendum sarebbe qualificabile come un gesto dittatoriale e in opposizione al volere del popolo (visto che il Liechtenstein è una Monarchia Costituzionale: cioè è il popolo a decidere, non il Monarca), sebbene, dal punto di vista di noi anti-abortisti, sarebbe stato un bel gesto in favore della vita.
    O il referendum aveva soltanto un valore consultivo (cioè l’esito non era assolutamente vincolante)?

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    • Hagen ha detto in risposta a Daniele

      Non firmare sarebbe stato un suo diritto. Che poi sia antidemocratico è altra faccenda. Ma i monarchi ci devono pure stare a fare qualcosa.

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    • Viola ha detto in risposta a Daniele

      Concordo…sarebbe stata una scelta accettata proprio perché parte delle sue facoltà.

      Mi viene in mente quando Napolitano non ha firmato per la salvezza di Eluana….

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    • gabriele ha detto in risposta a Daniele

      il principe del Liechtenstein può sciogliere il parlamento e il governo, nominare i giudici e porre il veto alle leggi
      e questi suoi poteri sono stati confermati da un referendum nel 2005 http://it.wikipedia.org/wiki/Liechtenstein#Politica
      quindi il principe può farlo; l’atto provocherebbe critiche da UE, ONU etc., però può farlo, perchè il suo popolo glielo ha concesso

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  3. Gabrio ha detto

    penso che il referendum avesse valore vincolante.

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  4. Lucy ha detto

    “Attualmente nel Principato l’uccisione del nascituro è vietata ed è punibile”..mi piace che su questo sito la verità venga detta senza paure o mascherata con termini più politicamente corretti.

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  5. Annalisa ha detto

    Che bello! La riscossa della vita è cominciata! Non preoccupiamoci che il Liechtenstein sia piccolo, dopotutto in 12 sono riusciti ad evangelizzare l’interno impero romano e nel Liechtenstein sono ben più di 12!

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  6. joseph ha detto

    LLLIIICHTENSTEEEEEIINNNNNNNN!!!!!!! Peccato che il nome sia così poco musicale!!! Bisognerebbe urlarlo nelle piazze!!!
    (forse funziona sull’aria di “libera nos a malo” del Liga: Li-i-chten-stein Li-i-chten-stein…..libero dall’aborto/e il radicale dov’è?)

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    • Vauro ha detto in risposta a joseph

      Secondo me è molto più musicale il classico…”e Pannella non canta più e Pannella non canta più…”

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      • StefanoPed ha detto in risposta a Vauro

        A proposito di musicalità e di belle notizie che generano allegria e gioia, che cosa ne dite di questo motivetto?

        “Perde in Liechtenstein l’aborto
        paraponziponzipò
        La Bonino ha il fiato corto
        paraponziponzipò
        E Pannella ha mal di pancia
        nè la dieta lo rinfranca
        Poveri radicali
        la vita vincerà!”

        Mi rendo conto con questo di aver compiuto anni luce indietro rispetto al processo di maturazione intellettuale che avevo fin qui compiuto (e per questo mi scuso con voi) ma quando la vita vince si fa presto a tornare come bambini. Mi perdonino i tanti “cristiani adulti” seri ed equilibrati nel compromesso della laicità!

        🙂

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a StefanoPed

          e io che pensavo fossi una persona seria 🙂

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          • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Fabio Moraldi

            Scherzo ovviamente…..spero tanto che tu sia profetico!

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          • StefanoPed ha detto in risposta a Fabio Moraldi

            Eh, lo so, me ne rendo conto e torno a scusarmi. Ma questo è niente.

            Dovresti vedermi nel mio ambulatorio alle prese con i miei piccoli pazienti: regredisco (alla faccia dei darwinisti evoluzionisti) ad uno stadio addirittura pre-linguistico! 🙂

            Sai cosè che mi fa questo effetto? La vita, la vita che vince e che si manifesta in ogni bambino che nasce e che vive e cresce.

            Ho visto nascere tantissimi bambini in sala parto o in sala operatoria. Tutti li ho presi tra le mani e ho ascoltato il loro primo vagito ed il loro primo respiro mentre li lavavo e li visitavo prima di riconsegnarli alle loro mamme. Un inno alla vita potentissimo anche se così flebile (beh, qualche pianto proprio flebile non posso definirlo, a dire la verità! :-)).

            Mi sono commosso, ti assicuro, ogni volta, non solo alla nascita dei miei due figli. Ogni volta dentro di me ho sorriso ed ho provato quel brivido che solo sentire il “pulsare” di una vita può dare. Ed ogni volta ho sentito in me l’irrefrenabile desiderio di mettermi a ballare e a cantare… sì, in sala parto, hai capito bene!

            Purtroppo ho dovuto contenermi: in Ospedale, benchè stiamo parlando di un Pediatra, non apprezzano molto uno che balla e canta in sala parto. Questione di “convenzioni”!

            No, hai ragione: non sono una persona seria! 🙂

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  7. Saro ha detto

    Evvai! Queste notizie mi rallegrano sempre!:)

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  8. Annalisa ha detto

    C’è anche da dire che il principe Alois ha dato una lezione di coerenza ai cattolici adult(er)i della politica italiana, capo in testa quella Rosy “Iscariota” Bindi, che proprio pochi giorni fa ha dichiarato che la politica è fatta di “mediazioni” e non bisogna ostinarsi a difendere i principi non negozaibili, ma scendere a compromessi!

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    • StefanoPed ha detto in risposta a Annalisa

      Sono più volte intervenuto su questo argomento e ormai è chiaro il mio pensiero. Coincide peraltro perfettamente con il tuo.

      Secondo me su tutto un cristiano può cercare un compromesso (anche in politica) ma non sulla vita. Un “compromesso” sulla vita in realtà è “complicità” con chi non ritiene la vita un valore non negoziabile.

      Certo bisogna avere gli attributi se si vuole restare coerenti, tanto più nella nostra società attuale che definire secolarizzata è usare un’eufemismo, e nell’ambiente politico che di questa società è degna espressione.

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