Sono molti gli storici che sostengono l’origine della scienza nel cristianesimo…

Nonostante esistano tanti studi in merito, sostenere che la scienza moderna abbia avuto un inizio solo nella cultura cristiana sembra una cosa molto strana per molte persone. Questo è indice della grande opera di disorientamento creata dal positivismo militante, secondo cui lo sviluppo della scienza porta inevitabilmente all’eclissi della religione. Tuttavia, come dicevamo, esistono parecchi studi che affrontano e confutano proprio questi luoghi comuni. In un articolo su Canada Free Press compare una vasta presentazione di alcuni studiosi che sostengono questa visione.

Lo storico della scienza John Henry, docente presso l’Università di Edimburgo, nel suo The Scientific Revolution and the Origins of modern Science(Palgrave Macmillan 2002) si preoccupa di confutare la tesi “popolare” per la quale la scienza sia nata in epoca classica, da uomini come Archimede, ad esempio. Negli antichi greci, dice, mancava sostanzialmente il metodo d’indagine e la loro era soltanto speculazione scientifica.

Secondo James Hannam, dottore in Storia e Filosofia della Scienza presso l’Università di Cambridge, autore di The Genesis of Science: How the Christian Middle Ages Launched the Scientific Revolution (Regnery Publishing 2011), di cui abbiamo già parlato in Ultimissima 16/6/11, i veri precursori della scienza sono da ricercarsi nel mondo medievale occidentale, in piena antitesi con chi vuole definire questi secoli come “bui”. Hannam sostiene che il cristianesimo medievale abbia creato la metafisica pietra angolare per la scienza moderna. Il punto di partenza di tutta la filosofia sulla natura, nel Medioevo, era la convinzione che essa era creata da Dio. Questo ne ha legittimato lo studio poiché attraverso la natura l’uomo poteva conoscere di più il suo Creatore. Gli studiosi medievali, scrive ancora lo storico, ritenevano infatti che la natura seguisse le regole che Dio aveva ordinato ad essa. Essi respinsero le tesi di Aristotele, secondo il quale le leggi naturali erano legate per necessità. L’unico modo per conoscere queste leggi era, per i primi scienziati, l’utilizzo dell’esperienza e dell’osservazione.

Edward Grant, celebre storico americano, ha argomentato la sua posizione in The Foundations of Modern Science in the Middle Ages: Their Religious, Institutional and Intellectual Contexts (Cambridge University Press 1996), dove scrive che solo la creazione di un ambiente sociale nel Medioevo ha consentito un vero sviluppo e una rivoluzione scientifica. Nel XVII secolo, in particolare, furono presenti tre importanti pre-condizioni: 1) La traduzione delle opere su scienza e filosofia naturale dal greco al latino. 2) La formazione nell’università medievale. 3) L’emergere di una filosofia teologica-naturale.

Secondo Stephen Gaukroger, filosofo e storico della scienza presso l’ Università di Sydney e di Aberdeen, l’emergere del concetto di scienza e il metodo scientifico non sono stati creati in opposizione alla religione, come vuole il mito creato attorno al “caso Galileo”, ma sono stati guidati e formati su impulsi religiosi. Gaukroger affronta questa tesi nel suo The Emergence of a Scientific Culture: Science and the Shaping of Modernity 1210-1685 (Oxford University Press 2007).

Lo storico marxista Christopher Hill, concentrandosi sul Regno Unito, riconosce che il 1600 fu il punto più “cristiano” della storia britannica, quando avvenne la rivoluzione puritana e si posero le basi per la rivoluzione scientifica. In The English Bible and the Seventeenth-Century Revolution (Penguin 1995), fa presente che anche lo scrittore più apparentemente non credente, Thomas Hobbes, esprimeva le sue idee secondo una terminologia e immagini bibliche, tale era l’attrazione gravitazionale della Bibbia (anglicana) per la società. Allo stesso modo, tutte le indagini scientifiche in Inghilterra da questo momento, avrebbe presupposto qualche garanzia biblica.

Secondo Peter Harrison, docente di scienza e religione ad Oxford e direttore del Ian Ramsey Centre, autore di The Fall of Man and the Foundations of Science (Cambridge University Press 2009), la ragione alla base dello sviluppo del nuovo metodo scientifico è direttamente correlata al fatto coloro che lanciarono l’impresa erano cristiani. Le motivazioni erano basate sul libro della Genesi e riguardavano principalmente la storia di Adamo, la sua “conoscenza enciclopedica” sugli animali e la sua caduta dal Paradiso. Questo aiuta anche a spiegare il numero insolitamente elevato di puritani come membri della Royal Society di Londra, un fatto -continua Harrison- che non coincide con la sciocca affermazione per cui la scienza moderna fu un trionfo dell’illuminismo contro l’autorità della Chiesa. Riconquistare questa conoscenza adamitica è stato fondamentale per lo sviluppo della scienza nei primi anni del metodo scientifico. Harrison afferma anche il pessimismo di Agostino sull’uomo, accettato anche da Lutero e Calvino, è ciò che ha spinto gli scienziati a sperimentare metodi infallibili.

Stephen A. McKnight, professore emerito presso il dipartimento di storia all’Università della Florida, si concentra nel suo libro The Religious Foundations of Francis Bacon’s Thought (University of Missouri 2006), su Francis Bacon, figura di straordinaria importanza all’inizio della scienza moderna. La chiave del suo pensiero, che si trova in libri come “The great instauration” (1620) e “The new Organon” (1620), è la centralità di concetti religiosi. La riforma dell’apprendimento in Bacon diriva dalla Bibbia, in particolare dal racconto della Genesi, la “creazione” e la “caduta”. I suoi pensieri furono fondamentali per la prima Royal Society. Lo stesso si può dire per Keplero e Robert Barclay, Robert Boyle, John Locke e Isaac Newton.

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58 commenti a Sono molti gli storici che sostengono l’origine della scienza nel cristianesimo…

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  1. Mimmo ha detto

    Che fesseria! La scienza moderna è nata in Cina e solo qualche pagliaccio cattolico dice il contrario!

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  2. Scettico ha detto

    Riferimenti a libri che sostengono la tua tesi?

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  3. Piero B. ha detto

    Nel medioevo era stato già intuito il metodo scientifico. Un francescano di nome Ruggero Bacone, studiando la formazione degli arcobaleni potè dire che matematicismo ed empirismo non si trovano in contraddizione e che l’universo è una rete di forze; in ogni punto convergono e da ogni punto si diramano infiniti raggi che trasmettono gli influssi, i quali si propagano seguendo le leggi della geometria ottica. Di conseguenza ogni fenomeno è descrivibile in termini matematici. Per Bacone tutto questo non è in contrasto con la necessità di ricorrere all’analisi empirica al fine di conoscere la natura, perché è proprio l’esperienza che ci permette di cogliere il reale nella sua matematicità.

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  4. Hugo ha detto

    Ancora bisogna che qualcuno si interessi di Roberto Grossatesta, fu lui il vero teorizzatore del Big Bang e visse nel XII° secolo.

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  5. Leonardo Paolo Minniti ha detto

    C’è qualche pubblicazione in italiano di questi libri, che voi sappiate?

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  6. gabriele ha detto

    ricordarsi che molte opere classiche, tra cui trattati scientifici. si sono salvati nei monasteri cristiani
    e che la biblioteca di Alessandria era stata data alle fiamme anche da Giulio Cesare, nonostante il regista di Ipazia abbia detto che se non fosse stato distrutto saremmo arrivati già su Marte
    certe idiozie non dovrebbero neanche pensarle

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    • Johnny ha detto in risposta a gabriele

      la biblioteca di Alessandria era stata data alle fiamme anche da Giulio Cesare

      Ma leggi un pò che titolo aveva questo Giulio Cesare… “pontifex maximus“…perciò… 😉
      😀

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  7. a-ateo ha detto

    Così come gli atei parlano sempre dell’Inquisizione senza contestualizzarla e senza inquadrarla nel tempo e nello spazio, lo stesso errore fanno parlando di scienza.
    Intanto io ricordo di aver letto in Michele Amari un suo giudizio sull’ Inquisizione spagnola come di un regalo dell’Islam. Lo ricercherò con grande impegno. Se qualcuno lo ha ha portata di mano sarei felice di leggere la citazione.
    Per intanto trovo e cito quanto trovato in Internet.
    “Come mai nessuno parla dell’Inquisizione islamica in Spagna?
    Infatti la prima Inquisizione in Spagna non fu cristiana, bensì musulmana; quest’ultima imperversò per tre secoli, quanto quella cristiana, e si pose come obiettivo la persecuzione dei cristiani e degli ebrei, la conversione forzata all’islam, la de-cristianizzazione degli uni e la de-ebraicizzazione degli altri.

    Cito: “”Questa devastazione, realizzata mediante massacri, prigionie e conversioni forzate, è stata raccontata da alcuni scrittori ebrei, come il cronista Abraham Ibn Daud e il poeta Abraham Ibn Ezra. Quando non erano convinti della sincerità delle conversioni degli ebrei all’islam, gli inquisitori musulmani (che precedettero di tre secoli quelli cristiani!) sequestravano i bambini di quelle famiglie per affidarli ad educatori musulmani. Nel suo libro Moorisch Spain lo storico Richard Fletcher conclude quindi che «la Spagna dei Mori non fu una società tollerante e illuminata nemmeno nella sua epoca più raffinata» “”.
    Per quanto attiene alla Scienza e al Rinascimento in generale, anche quì penso che la fine dell’ incubo Islam ha giocato un ruolo.
    La produzione scientifica della cultura islamica, indagata sulle fonti storiche, è poca cosa (Michele Amari, i Musulmani in Sicilia, ad esempio). Una ulteriore prova si può avere suddividendo i premi Nobel per religione… gli islamici sono praticamente inesistenti a livello scientifico e quel poco di estrazione culturale non islamica.
    Perchè?
    Io mi do la spiegazione seguente:
    Il fanatismo islamico è nemico della ragione.
    Il fanatismo serve in battaglia, la capacità critica e la ragione servono nelle scienze.
    Conclusione?
    CONTESTUALIZZARE SEMPRE…permettetemi questo piccolissimo urletto…

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    • gabriele ha detto in risposta a a-ateo

      Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità
      Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero

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  8. fabrizio privato ha detto

    Sciocchezze a non finire, modificare e cambiare la storia…sappiamo bene chi ha fatto gli errori e su questo i laicisti fanno finta di niente, come al solito. Tutta operazione per distruggere il senso morale ed umano dell’essere umano, rappresentato dalla Chiesa.

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  9. diego ha detto

    La scienza ha origine nella Grecia classica. Degli “storici” da voi citati alcuni sono perfetti sconosciuti basta cercare con google.

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    • Othello ha detto in risposta a diego

      Da te che sei un ignorante sono sconosciuti.

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    • Gabry ha detto in risposta a diego

      ah ah ah ah ah ah!! La scienza cosa sarebbe Diego? Qui si parla di metodo scientifico….se i greci avessero avuto metodo scientifico non avrebbero sostenuto, come invece fece Aristotele, che la materia è fattoa da caldo, freddo, aridità, umidità e quintessenza.

      Cmq se i tuoi dogmi si convincono solo quando ci sono dei “nomi” allora in questa pagina ne trovi quanti ne vuoi, si parla dei più importanti storici della scienza: http://www.uccronline.it/2010/11/23/lorigine-della-scienza-e-nel-cristianesimo/#La scienza non nasce in grecia come ad esempio Sir Alfred North Whitehead.

      Per favore abbi la decenza di studiare se vuoi giocare a filosofeggiare sul relativismo nel tuo pessimo blog, ok? Me lo prometti?

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    • Hugo ha detto in risposta a diego

      Si certo, oggi la verità la si trova con google…!! Mamma mia quanta stupidaggine che c’è in giro!

      John Henry: http://edinburgh.academia.edu/

      James Hannam: il libro citato è stato pubblicizzato sulla rivista Nature, ed è stato selezionato per l’assegnazione del Royal Society Science Book Prize.

      Edward Grant: http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Grant

      Stephen Gaukroger: http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Gaukroger

      Christopher Hill: http://en.wikipedia.org/wiki/Christopher_Hill_(historian)

      Peter Harrison: http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Harrison_(historian)

      Stephen McKnight: http://www.history.ufl.edu/directory/faculty_profiles/em/mcknight.htm

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    • Jack ha detto in risposta a diego

      Ragazzi, ma non è che Diego non sa nemmeno usare google? A questo punto il sospetto viene. Non conosce la storia, e questo è un dato di fatto. Ma almeno internet suvvia! Lo usano anche i bambini!

      Oh, poveri razionalisti!!

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      • Mazzzinga ha detto in risposta a Jack

        ma che c’entra.. se tu usi google.va, anzichè .com o .it, ovvio che ti da certi risultati. Chiedi a Mimmo, lui si che la sa lunga 😀

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    • Piero B. ha detto in risposta a diego

      L’antica Grecia per secoli è sembrata essere sul punto di dare origine alla Scienza moderna; i suoi filosofi cercavano di spiegare il mondo con principi astratti e generali. Alcuni di loro erano osservatori accurati, ma alla fine tutto quello che ottennero furono filosofie non empiriche o addirittura anti empiriche, scollegate dalla realtà, e poche isolate tecnologie. Questo perchè la loro immagine degli dèi era insufficiente a concepire un Creatore consapevole.
      La loro concezione religiosa trasformava gli oggetti in creature viventi capaci di scopi, emozioni e desideri; cosa che ha dato il colpo di grazia alla ricerca di teorie fisiche.
      Così Platone concepisce sì un Demiurgo, ma che lavora idealmente con forme perfette; i pianeti sono esseri vivi, i corpi cadono perchè amano la terra, e Aristotele afferma che si muovono perchè a loro piace così. La ciclicità del tempo rende inutile affaticarsi più di tanto, gli dèi capricciosi non possono scrivere leggi che valga la pena di trovare.
      Alla fine i Greci stagneranno per secoli.
      Come stagneranno anche i migliori filosofi islamici che si impantanano in un aristotelismo dogmatico che alla lunga non li porterà da nessuna parte. D’altra parte Allah è un dio assai attivo, e sorse presto l’idea che scrivere le leggi della natura sarebbe stato equivalente a volere limitare Dio nel suo volere: insomma, blasfemia. Se Dio fa quello che gli pare, non si possono scrivere leggi per l’Universo. Dopo alcuni progressi in astronomia e medicina anche per l’Islam la corsa si arresta.
      La scienza comincia proprio quando la filofia Scolastica scarta l’aristotelismo grazie alla nozione che la missione dell’uomo è conoscere l’Universo che Dio ha creato.

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      • Karma ha detto in risposta a Piero B.

        Condivido la tua riflessione…la scienza moderna si è sviluppata proprio dall’allontanamento dell’aristotelismo.

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        • Francesco Santoni ha detto in risposta a Karma

          Questa cosa va di moda dirla, ma non è così. Più che altro ci siamo allontanati da quelli che nel 16-17° secolo si dicevano aristotelici. Ma dall’aristotelismo vero e proprio non ci siamo allontanati. Abbiamo sicuramente fatto dei progressi, ma Aristotele sta ancora lì, fortunatamente. Studiate Aristotele, capite le fondamenta del suo sistema, e vedrete che resta ancora validissimo.

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          • Karma ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Si, però non si può sempre accusare gli aristotelici…insomma è vero che io Aristotele lo conosco poco però….anche i più forti nemici di Galileo erano aristotelici…che non abbiano capito nulla loro di Aristotele?

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            • Francesco Santoni ha detto in risposta a Karma

              Anche Galileo diceva di richiamarsi ad Aristotele ad accusava gli avversari di non comprenderne il vero insegnamento. Noi siamo abituati a chiamare Aristotelici semplicemente solo quelli che si opposero a Galileo. La realtà è che tutti gli scienziati del tempo, compreso Galileo, conscevano a fondo Aristotele.

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        • Piero B. ha detto in risposta a Karma

          Secondo me il guaio di Aristotele è che a parole dice di partire dall’empirico, ma poi di fatto non lo fa. Qualcuna delle sue affermazioni (che so, sul moto dei corpi) sono così clamorosamente errate che è evidente che non ha provato nemmeno una volta, e bastava andare fuori e farlo. Parte cioè da una filosofia e non dalla realtà. E’ preziosissimo quando la definisce quella filosofia, diciamo, lo “start up” ma dopo toppa clamorosamente e questo toppare ha causato il fardello che ha appesantito parecchio la nascita della scienza così come la conosciamo.
          Per esempio Giordano Buridano, rettore dell’università di Parigi, nella prima metà del 1300 demolendo punto per punto la fisica aristotelica e riprendendo alcune tesi di Occam anticipò di fatto la prima legge della dinamica di 300 anni, e scrisse una lunga discussione sulla possibilità che fosse la terra a ruotare, creando albe e tramonti.
          Lungi da me dire che Aristotele fosse un bischero. E’ stato lo “start up”, così tanto per dirne uno, per Tommaso d’Aquino e scusate se è poco.

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    • Paolo Viti ha detto in risposta a diego

      Caro Diego, oltre al fatto che sono tutti docenti universitari, sicuramente tu -che sostieni la nascita della scienza nella Grecia classica- sei ancora di più sconosciuto di loro. Sveglia, ok?

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    • Tano ha detto in risposta a diego

      Ma pensate la rabbia di questo soggetto…avete notato che ha anche messo il termine storici fra virgolette? Più ridicolo di così non poteva apparire 🙂

      Questo è il razionalismo di oggi? Ah beh, si beh, ah beh, si beh…

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    • Hugo ha detto in risposta a diego

      Ho dato un’occhiata al blog di Diego e ho trovato delle perle interessanti..

      In un suo commento d’altissimo livello sulle elezioni scorse, si è lamentato dicendo: “la denigrazione dell’avversario, nelle campagne elettorali dell’ultimo decennio sono state sempre a pro dell’offeso”…quindi saprà benissimo che la sua denigrazione di questi accademici porta solo acqua ai danni dell’offeso.

      E poi vi suggerisco questo post sull’omosessualità: http://ilrelativista.blogspot.com/2011/01/ipotesi-lomosessualita-e-contronatura.html , notate anche l’unico commento che ha ricevuto!

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      • StefanoPed ha detto in risposta a Hugo

        In un lontano (non troppo però, perchè non sono ancora un “matusa” 🙂 ) passato, ho avuto l’onore di servire la Nazione come Ufficiale medico presso il glorioso 6° Reggimento Bersaglieri.

        Pieno di entusiasmo giovanile decisi di fare un bel corso di igiene per la truppa (tutti ragazzotti di età compresa tra i 18 e i 20 anni). Mi preparai davvero perbenino. Studiai, persono preparai delle simpatiche dispensine.

        E venne il giorno del mio primo incontro “didattico” con la truppa. Feci la mia lezioncina e alla fine, tutto soddisfatto per l’attenzione che sembravo aver ottenuto dall’uditorio, osai chiedere se qualcuno avesse delle domande da pormi.

        Un ragazzotto alzò la mano rispettosamente e quando gli detti la parola mi chiese: “Tenente, può dirmi per favore se è vero che masturbarsi fa diventare ciechi?”

        Leggendo il post sull’omosessualità al link sopra indicato mi è venuto da pensare: non sarà micca lo stesso ragazzo che mi fece quella domanda in caserma? Lo stile sembra lo stesso. L’ignoranza pure! Chissà…

        Certo, se davvero fosse la stessa persona ciò indicherebbe chiaramente il fallimento del mio corso (ma anche il fallimento della scuola)!

        🙂

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    • Scettico ha detto in risposta a Riccardo

      Credo che i link di Riccardo siano la risposta migliore a questa affermazione che denota una profonda ignoranza.
      Spero che Diego non la prenda con un’offesa, poichè l’ignoranza è molto più vicina alla verità del pregiudizio. La consapevolezza di essere ignoranti su qualcosa deve essere il punto di partenza per colmare la mancanza (ovviamente se c’è l’interesse).

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  10. S.Pasquino ha detto

    La scienza l’hanno inventato i rivoluzionari francesi…con la ghigliottina naturalmont!!!! e li’ si sono fermati….ha solo cambiato metodi nel tempo!

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